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NORMATIVA CIVILISTICA Art.2082 cod.civ.: Imprenditore Art.2135 c.c. : Imprenditore agricolo Art. 2195 c.c. : Imprenditore commerciale Art. 2083 c.c.

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3 NORMATIVA CIVILISTICA Art.2082 cod.civ.: Imprenditore Art.2135 c.c. : Imprenditore agricolo Art c.c. : Imprenditore commerciale Art c.c. : Piccolo imprenditore Art c.c. : Azienda L. quadro 217/1983 L. quadro 135/2001

4 Legge quadro 217/1983 Sono imprese turistiche quelle che svolgono attività di gestione di strutture ricettive ed annessi servizi turistici (cioè servizi complementari connessi allattività di ricezione: es. ristoranti, bar, discoteche, pub, centri di fitness, ecc.).

5 Legge Quadro 135/2001 – Art.4/1 cod.tur. Sono imprese turistiche quelle che esercitano attività economiche organizzate per la produzione, la commercializzazione, lintermediazione e la gestione di prodotti, di servizi, tra cui gli stabilimenti balneari, di infrastrutture e di esercizi, compresi quelli di somministrazione facenti parte dei sistemi turistici locali, concorrenti alla formazione dellofferta turistica.

6 AVVIARE UNIMPRESA ALBERGHIERA Colui che gestisce unimpresa alberghiera è un imprenditore commerciale per cui deve sottostare allo statuto e deve attenersi ad una serie di adempimenti: Autorizzazione comunale Iscrizione al R.E.C.(Registro esercenti il commercio) Autorizzazione sanitaria

7 Codice del turismo Art.16 cod. tur. : semplificazione degli adempimenti delle strutture turistico - ricettive Art.17 cod. tur. : istituzione dello sportello unico per il disbrigo delle pratiche amministrative relative al rilascio delle autorizzazioni per le attività turistiche.

8 SPORTELLO UNICO Attraverso lo Sportello Unico per le Attività Produttive (SUAP) gli imprenditori possono avviare o sviluppare unimpresa e ricevere tutti i chiarimenti sui requisiti, la modulistica e gli adempimenti necessari. Lo sportello semplifica e garantisce la conclusione delle pratiche in tempi rapidi e certi, e soprattutto, limprenditore ha il vantaggio di rivolgersi ad un unico ufficio.

9 Segnalazione certificata di inizio attività Gli operatori possono avviare o modificare unattività attraverso la SCIA (Segnalazione certificata inizio attività) da effettuarsi attraverso lo Sportello unico corredata delle seguenti dichiarazioni: 1.Generalità del titolare 2.Ubicazione dellesercizio 3.Il n° di stelle in base al quale si chiede che venga classificata la struttura 4.La capacità ricettiva complessiva 5.Lintenzione di offrire il servizio di ristorazione e bar alle sole persone alloggiate 6.Se si tratta di attività stagionale o continuativa 7.I metri quadrati delleventuale garage riservato agli ospiti Le attività ricettive autorizzate devono comunque essere esercitate nel rispetto delle norme in materia edilizia, urbanistica, igienico- sanitaria e di pubblica sicurezza (Art.16/3 Cod.tur.)

10 Segue… SCIA Una volta effettuata la segnalazione lattività può essere immediatamente avviata. In casi particolari limprenditore, per la natura dellattività o la localizzazione dellimpianto, deve attendere gli esiti di unapposita conferenza di servizi. Si tratta di casi attinenti, ad esempio, alle verifiche ambientali, alla sicurezza pubblica, alla tutela della salute e della pubblica incolumità. Nel caso di carenza dei requisiti e presupposti richiesti, nel termine di 60 gg. lamministrazione competente può disporre il divieto, motivato, di prosecuzione dellattività; linteressato entro 30 giorni deve provvedere a rimuovere gli ostacoli evidenziati, pena la revoca della licenza.

11 Segue … autorizzazione amm. La concessione della licenza è subordinata alla presenza di alcuni requisiti soggettivi; il richiedente: non deve aver riportato una condanna superiore ai tre anni di reclusione Non deve essere stato dichiarato delinquente abituale, professionale o per tendenza Non deve aver subito condanne per reati contro lo Stato, lordine pubblico, contro le persone (violenza, furto, rapina, sequestro di persona, ecc.) Non deve aver subito condanne per reati contro la moralità pubblica e il buon costume, abuso di sostanze stupefacenti, ecc.

12 Art.9 L.135/2001 / Art. 8/2 cod.tur. Il rilascio della licenza allapertura di una struttura ricettiva abilita anche alla somministrazione di alimenti e bevande alle persone alloggiate e ai loro ospiti, nonché alla vendita di giornali, cartoline pellicole e alla possibilità di istallare attrezzature e strutture di carattere ricreativo.

13 REVOCA DELLA LICENZA Lautorizzazione è revocata dal Sindaco: 1.Se il titolare non attiva lesercizio entro 180 gg. dal rilascio della licenza o ne sospende lattività per un periodo superiore a 12 mesi 2.Se il titolare non risulta più iscritto nel registro delle imprese 3.Se è stata decretata la sospensione dellattività per inadeguatezza dei locali alle norme e il titolare non ha provveduto a regolarizzare entro i termini

14 ISCRIZIONE AL R.E.C. Fino al 2001 si doveva iscrivere limpresa ricettiva nella sezione speciale imprese turistiche del R.E.C. (registro esercenti il commercio), tenuto presso la camera di commercio; liscrizione era prevista per chiunque intendesse svolgere unattività commerciale. Con il d.lgv. 114/1998 (riguardante la liberalizzazione delle attività commerciali) il R.E.C. è stato soppresso e con la L. 135/2001 è stata soppressa anche la sezione speciale imprese turistiche. Oggi liscrizione al REC rimane soltanto per coloro che vogliono aprire unattività di somministrazione di alimenti e bevande (es. bar)

15 AUTORIZZAZIONE SANITARIA Il controllo da parte delle autorità sanitarie mira a proteggere la salute del consumatore/cliente e riguarda in particolare le attività dirette alla produzione e alla somministrazione di alimenti. La domanda di autorizzazione sanitaria deve essere inoltrata al sindaco e deve contenere tutti i dati che riguardano i locali in cui si svolge lattività, le merci prodotte o distribuite, una relazione tecnica dellA.S.L. riguardante locali, impianti e attrezzature; lindicazione delle modalità di smaltimento dei rifiuti; la dichiarazione dellavvenuto allacciamento allacquedotto, ecc.

16 Segue… autorizzazione sanitaria Lautorizzazione viene rilasciata dal Sindaco previo parere favorevole della ASL. Il d.lgv. 155/1997 ha posto a carico dellimprenditore una serie di obblighi finalizzati alla salubrità dellambiente di lavoro e degli alimenti: si parla del rispetto della procedura HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Point), intesa come sistema di analisi dei rischi e dei punti critici delle fasi produttive che possono nuocere alla sicurezza dei prodotti. Lo stesso imprenditore è tenuto a redigere un documento dal quale risultano i controlli da lui effettuati e le eventuali procedure adottate per salvaguardare la salute dei consumatori (per cui è responsabile in prima persona). Sono tenute a osservare tale procedura tutte le aziende che producono, trasformano, distribuiscono e vendono prodotti alimentari (dallo stabilimento industriale allazienda agricola, dal piccolo bar al ristorante).

17 Procedura HACCP Il sistema HACCP prevede alcuni principi di base : a) analisi dei potenziali rischi per gli alimenti; b) individuazione dei punti in cui possono verificarsi dei rischi per gli alimenti; c) decisioni da adottare riguardo ai punti critici individuati, cioè a quei punti che possono nuocere alla sicurezza dei prodotti; d) individuazione ed applicazione di procedure di controllo e di sorveglianza dei punti critici; e) riesame periodico, ed in occasione di variazioni di ogni processo e della tipologia d`attività, dell`analisi dei rischi, dei punti critici e delle procedure di controllo e di sorveglianza". Il responsabile deve tenere a disposizione delle autorità competenti tutte le informazioni concernenti la natura, la frequenza ed i risultati relativi alla procedura HACCP. Nel caso in cui, attraverso la procedura di autocontrollo, si ravvisino dei prodotti che possono presentare un rischio per la salute pubblica, è necessario informare l`autorità sanitaria ed attivarsi per il ritiro dal commercio dei prodotti sospetti. Tali prodotti ritirati verranno poi messi a disposizione dell`autorità sanitaria, che provvederà alla loro conservazione o distruzione, a seconda dei casi. Il sistema di autocontrollo, tuttavia, non esclude a priori la possibilità che le autorità di vigilanza effettuino a loro volta dei controlli ufficiali sui prodotti alimentari.


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