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FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre 2007 LAVORARE IN RETE GIUSSANI ALESSANDRO.

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1 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre 2007 LAVORARE IN RETE GIUSSANI ALESSANDRO

2 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre UNA ICONA DI RIFERIMENTO: IL PESCATORE ANDREA E SUO FRATELLO Maestro, abbiamo lavorato tutta la notte e non abbiamo preso niente: tuttavia, sulla tua parola, getterò le reti E, avendole gettate, presero una grande quantità di pesci… (…) Allora Gesù disse a Simone: Non temere, dora in poi sarai pescatore di uomini!.

3 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre LE CHIAVI DI LETTURA DELLO SVILUPPO LOCALE (M.Livia) FAVORIRE la cooperazione territoriale di tipo sociale COGLIERE le opportunità con la lente dei Cristiani VALORIZZARE i giacimenti locali COSTRUIRE un ambiente favorevole (comunitario non politico) CREARE le condizioni interne COSTRUIRE RETI NUOVE DI SVILUPPO LOCALE ESSERE INNOVATIVI IN TERRITORI INGABBIATI

4 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre APOSTOLICAM ACTUOSITATEM (don G. Perego) Nella BISACCIA DEL PELLEGRINO gli elementi per starenel cammino della Chiesa: LA SCELTA LA PROFEZIA LE VIRTU TEOLOGALI LA DOMENICA I SEGNI LA RELAZIONE CON GLI ULTIMI LA MUTUALITA E LA COOPERAZIONE LA MEDIAZIONE E LA NON-VIOLENZA

5 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AGIRE PER LO SVILUPPO LOCALE Alcune parole-chiave…tra le altre Legame sociale Sussidiarietà Capitale sociale Appartenenza Mutualismo Imprese di comunità

6 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AGIRE PER LO SVILUPPO LOCALE LEGAME SOCIALE Scoprire la dimensione sociale, rappresentare questo noi, questa gruppalità, significa avere accesso al problema della creazione sociale dei significati e avere accesso alla dimensione normativa della società Significa impegnarsi ad esplicare una funzione pubblica – istituzionale E possibile partendo dalla dimensione antorpologica della FRAGILITA che si narra luna allaltra e non dalla fantasia di essere figli di se stessi sani e belli.

7 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AGIRE PER LO SVILUPPO LOCALE SUSSIDIARIETA richiama funzione del privato (proprietà privata, talenti privati, patrimoni privati, impegni privati, organizzazioni economiche e sociali private) che, è quella di concorrere alla produzione di beni comuni, di partecipazione, di interdipendenza anche come antidoto ad una privatezza indipendente dalle altre persone e dal valore-persona. una sussidiarietà che supera il concetto ottocentesco di sussidio (di assistenza, di beneficienza o anche di mutualità corporativa) per assumere quello di costruzione di relazioni non indipendentemente dal valore della persona: la persona che sta vicino, le persone che fanno famiglia che insieme diventano associazioni, che costruiscono la città.

8 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AGIRE PER LO SVILUPPO LOCALE CAPITALE SOCIALE 1.Come dotazione individuale (di relazioni sociali significative; di cui posso disporre-scambiare per ottenere aiuti o risorse) 2.Come qualità delle relazioni sociali (il valore di una relazione sociale che ne configura la forma e che agisce soprattutto attraverso scambi di reciprocità) 3.Come asset di una geo-comunità più o meno ampia (tradizioni culturali collettive, culture civiche) 4.E quindi come bene competitivo di un territorio che rende vantaggioso starci, che stimola linvestimento dei cittadini, che attrae investimenti

9 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AGIRE PER LO SVILUPPO LOCALE APPARTENENZA Termine chiave di ogni relazione, consiste in un sentimento di identificazione. Come il territorio viene abitato ? far parte di… (esperienza diffusa ?) essere proprietà di… (paura diffusa ?) Ma da sempre il contesto ci porta anche a pensarci come parte attiva del territorio…traguardando i segni/servizi concreti Intorno ai temi dellagio/disagio costruiamo: condizioni economiche, sociali e politiche Nella crisi del rapporto cittadino-istituzioni ritroviamo la motivazione ad essere istituzione che promuove la comunità educante.

10 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AGIRE PER LO SVILUPPO LOCALE Lappartenenza è una logica di cui si parla spesso, parlando di sud Italia ed è un fondamento dellagire sociale senza il quale si determina il caos e lingestibilità sociale [Fantozzi, 1995] Occorre dare una mentalità e oggetti nuovi a questa appartenenza: - dalla prevalenza della motivazione espressiva (stare con gli altri – membership) alla prevalenza di una motivazione strumentale (fare qualcosa con e per gli altri – groupship/gruppo di lavoro) per una alternativa, per un progetto di cambiamento - da una appartenenza familistica, ascrittiva (pur necessaria per vivere e riprodursi) degenerata nel clientelismo e nelle pratiche criminali...ad una appartenenza associativa, scelta, ecclesiale (ekklesìa/assemblea) - una appartenenza a beni/luoghi/tempi comuni koinonìa– cooperativa – vigilanza - samaritano piuttosto che a luoghi/tempi specialistici... collegati tra loro da strade a veloce scorrimento

11 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AGIRE PER LO SVILUPPO LOCALE MUTUALISMO Mutualizzare i bisogni e responsabilizzare i desideri

12 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AGIRE PER LO SVILUPPO LOCALE IMPRESE DI COMUNITA – SOSTARE IN TERRE DI MEZZO A servizio di una società di mezzo tra le relazioni (luogo del capitale sociale): tra impresa e sociale, tra dono e scambio, tra privato e pubblico, tra distribuzione e patrimonializzazione, tra progettazione di nuove risposte a nuovi bisogni e attenzione alla sostenibilità, tra bisogni da accogliere e responsabilità di auto-organizzazione da attivare, tra persona e mercato, tra locale e globale, tra generazioni diverse, tra culture e responsabilità diverse intorno al welfare comune. impegnata storicamente e quotidianamente a far cogliere gli uni agli altri le diverse ragioni, fino a portarsi dentro e gestirsi, laddove è riuscita a sperimentare una base sociale multistakeholder, le competizioni e i conflitti tra le diverse ragioni ed i diversi interessi. Tra la mia organizzazione e la rete Tra passato carico di storia e con significati condivisi e futuro orientato da prefigurazioni e nuovi significati da costruire

13 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AGIRE PER LO SVILUPPO LOCALE 3.1. NESSUNA COMUNITA E UN DESERTO Avere un atteggiamento di ascolto e di ricerca rispetto alla cultura di una comunità, nella convinzione che ogni comunità ha qualcosa da dire, da insegnare e da mettere in campo in merito ai problemi che la attraversano. Occorre lasciarsi mettere in discussione dalle culture di prevenzione, integrazione, solidarietà, sicurezza sociale ecc. ecc... che ogni comunità ha elaborato e che ne permettono la sopravvivenza come comunità... anche se non ci piacciono. Occorre contaminare e lasciarsi contaminare

14 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AGIRE PER LO SVILUPPO LOCALE 3.2. FAVORIRE LA PARTECIPAZIONE A PARTIRE DAL COINVOLGIMENTO Così come non possiamo approcciare una comunità ritenendola un deserto non dobbiamo neanche illuderci che essa rappresenti un soggetto collettivo competente da subito. Da...«facciamo qualcosa per attirare le persone in modo che si sensibilizzino e partecipino» a...« a quali condizioni quelle persone, quei gruppi, quei negozianti...possono e vogliono partecipare ?» Coinvolgere e lasciarsi coinvolgere.Nella convinzione che il potere di convolgimento non può che essere un potere diffuso

15 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AGIRE PER LO SVILUPPO LOCALE 3.3. FAR SPERIMENTARE I VANTAGGI – COGLIERE LE OPPORTUNITA - AGIRE IN UNOTTICA DI SCAMBIO Ogni processo di sensibilizzazione e di coinvolgimento, perchè non sia fondato su pietismo o puro assistenzialismo (rendendo molto precarie e temporanee le poche azioni di solidarietà) deve prevedere uno scambio. Il coinvolgimento deve avere ben individuato e reso chiaro il valore aggiunto che si genera anche per chi si rende disponibile al coinvolgimento. Far sperimentare a tutti i soggetti conivolti il successo, il vantaggio del cooperare, del collaborare

16 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AGIRE PER LO SVILUPPO LOCALE 3.4. NON SOLO I POVERI.... NON SOLO I MIEI POVERI... Se aumento le relazioni fiduciarie in una comunità aumento la densità della rete, la rendo più solida, capace Recupero qualche risorsa ma impoverisco e frammento la comunità Raschiare il barile

17 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AGIRE PER LO SVILUPPO LOCALE 3.5. ANDANDO OLTRE I SEGNI E I SERVIZI...UN NUOVO RUOLO SOCIALE, POLITICO, ECONOMICO DEL TERZO SETTORE. Sviluppatori di comunità Mediatori sociali Soggetti Istituzionali Soggetti politici Soggetti della economia civile Soggetti di reciprocità

18 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AGIRE PER LO SVILUPPO LOCALE tenere insieme, seppure a fatica, i diversi cocci della composizione sociale e le diverse anime del welfare (Bonomi) questa mediazione richiede lassunzione di una operativa responsabilità di rifornire di senso questi avvicinamenti, questi incollamenti, questi coordinamenti: non si possono non approfondire, qualificare, attualizzare e quindi comunicare e riflettere (su altri e con altri) temi come la giustizia, la libertà, la verità, il bene …. cosa ci insegnano le nostre esperienze di prossimità, le vite che incontriamo ? cosa cerchiamo insieme ? con quale etica approcciamo altre culture ed altri popoli ? offire proposte prima ancora che risposte… (Dotti J.)

19 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AGIRE PER LO SVILUPPO LOCALE Tangram, in particolare per gli operatori di sviluppo ma anche per la cooperazione sociale, ha messo e tuttora mette in prova tre attitudini per niente naturali: la prima è lattitudine verso il dono, verso, nel senso che non è un rapporto ragionieristico di scambio ma bensì una relazione, un movimento (appunto verso), che tende a non rendere chiaro chi ci guadagna di più nella relazione; la seconda attitudine è la riconoscenza che non corrisponde alla quantità del dono ricevuto da un terzo, spesso amico, che non si misura sulla base del ricevuto, ma stupisce perché sa dialogare con il tempo e con gli uomini in libertà (più che riconoscere azioni/aiuti, riconosce persone e le riconosce, nel rispetto della loro originalità, come altro da se). La terza attitudine è appunto la libertà che nellesercizio dei rapporti di reciprocità e scambio significa aspettarsi molto dagli altri senza pregiudicare la loro libertà. E una libertà che slega dal potere e lo mette su un piano armonico anche se costa molto arrivarci. (Flavio Valli – op. sviluppo INECOOP)

20 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AGIRE PER LO SVILUPPO LOCALE 3.6. PRODURRE CAPITALE SOCIALE: COSTRUIRE RELAZIONI FIDUCIARIE – COSTRUIRE NUOVE APPARTENENZE Da una logica di scambio ad una logica di dono e fiducia

21 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre LA COSTRUZIONE DI UNA RETE ALCUNE PREMESSE GLI SCOPI DELLA RETE AMBIGUITA E RESISTENZE ELEMENTI COSTITUTIVI PROPRIETA E ATTENZIONI OPERATIVE

22 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ALCUNE PREMESSE Il TERRITORIO può essere letto come un CORPO SOCIALE in grado di guarirsi con le proprie risorse. La sfida è andare a cercare queste risorse. Concetto di AUTOPOIESI analogo alla metafora del corpo umano che sa attivare i propri anticorpi per guarire da sé scompensi derivanti da agenti esterni.

23 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ALCUNE PREMESSE Con la crisi dello stato sociale degli anni 60, che aveva promesso il superamento del disagio attraverso una più capillare presenza degli specialisti, ci si è resi conto che il lavoro va fatto su tutto e con tutto il territorio e non solo nei confronti di chi esprime disagio. Lo star bene della persona è legato alla socialità, alla capacità di sviluppare e mantenere relazioni e legami sociali.

24 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ALCUNE PREMESSE Differenti concezioni della relazione di aiuto. Relazione di aiutoapproccio deterministico relazionale utente esperto utente (esperto) esperto (utente)

25 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ALCUNE PREMESSE E proprio con gli anni 70 che si comincia a parlare del Lavoro Di Rete. Nasce così la Comunity Care, ovvero la comunità che si prende cura: si sviluppano i primi gruppi di auto-aiuto e di incontro. Vedi le esperienze sorte intorno al problema dellalcool-dipendenza, tossicodipendenza, malattie diffuse. In tempi più recenti sono nati i gruppi di genitori affidatari, adottivi, le reti genitoriali o gruppi di genitori che lavorano intorno al tema della genitorialità diffusa.

26 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ALCUNE PREMESSE Il rischio è quello di credere esaustivi queste tipologie dintervento. Lo sviluppo di questo modello sta oggi comportando alcuni problemi, per mancanza di risorse, quali il rischio di una crescente soppressione di servizi che svolgono un ruolo fondamentale ed integrativo nei compiti di cura. Il lavoro sociale di rete enfatizza il ruolo della solidarietà naturale della comunità ed un migliore utilizzo delle competenze presenti ( principio della sussidiarietà e non della delega/sostituzione…nella logica della gratuità…)

27 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ALCUNE PREMESSE - DEFINIZIONI IL LAVORO DI RETE è un processo finalizzato, tendente a legare tra loro 2 o 3 persone o agenzie, tramite connessioni significative di relazioni interpersonali, attraverso modalità di collaborazione e coordinamento per una realizzazione comune. Lorganizzazione a rete è un modello stabile di transazioni cooperative tra attori individuali o collettivi che costituisce un nuovo attore collettivo (Pichierri, 1999)

28 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ALCUNE PREMESSE - DEFINIZIONI Insieme di relazioni relativamente stabili, di natura non gerarchica e interdipendente, fra una serie di attori collettivi, ovvero di organizzazioni di carattere pubblico e privato che hanno in comune interessi e/o norme rispetto ad una politica e che si impegnano in processi di scambio per perseguire tali interessi comuni riconoscendo che la cooperazione costituisce il miglior modo per realizzare i loro obiettivi (Boerzel, 1998) NELLAMBITO DEL LAVORO SOCIALE LA RETE indica una pluralità di soggetti che concorrono in maniera integrata a realizzare obiettivi condivisi, allinterno di ambiti e problemi riconosciuti in quanto comuni e reciprocamente coinvolgenti.

29 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ALCUNE PREMESSE – DEFINIZIONI – IN SINTESI E UNA MODALITA (processo, modello, insieme) DI UNA PLURALITA DI SOGGETTI (individuali-collettivi; pubblici-privati) IN RELAZIONE STABILE CON LEGAMI NON GERARCHICI MA SIGNIFICATIVI (ma...interpersonali, coordinati, cooperanti) ACCUMUNATI DA FATTORI DI SENSO (interessi, norme, obiettivi, ambiti, problemi riconosciuti comuni, condivisi, reciprocamente coinvolgenti) CHE ACCETTANO DI ESSERE INTEGRATI-INTERDIPENDENTI (costituisce un nuovo attore collettivo) PER CONSEGUIRE RISULTATI IMPORTANTI E NON CONSEGUIBILI DA SOLI

30 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre GLI SCOPI DELLA RETE LA RETE si attiva in genere per UN BISOGNO A) un problema da individuare meglio e risolvere ( efficacia ) B) prendere coscienza dei bisogni/risorse per risolvere meglio o con minori conflitti problemi già conosciuti ( efficienza )

31 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre GLI SCOPI DELLA RETE Il lavoro di rete deve essere una esperienza di EFFICACIA (rispetto al problema) di EFFICIENZA (rispetto alle energie richieste) di SUCCESSO (rispetto alla promozione umana e di comunità)

32 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre GLI SCOPI DELLA RETE Il lavoro di rete ha per lo più lo scopo di: - individuare/affrontare/risolvere un problema nuovo e comune (coinvolgendo le risorse dei vari punti-rete verso progetti di risoluzione comune e quindi di dimensione sovra-individuale, non specialistica) - aumentare la consapevolezza nei membri di una rete delle potenzialità/risorse e dei problemi/ bisogni - rinforzare i singoli punti rete (sviluppo di fiducia, sostegno di identità)

33 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre GLI SCOPI DELLA RETE Il lavoro di rete ha per lo più lo scopo di: - collegare i singoli punti rete (coordinamento, consolidamento, informazioni, servizi comuni, diffusione di conoscenze e riflessioni,...) - passaggio dall etero-aiuto (dipendenza) a promuovere processi di auto-aiuto - da disagio conclamato/devianza a comunità ricca di normalità - attrarre bisogni (il disagio sussurrato) e risorse (lapparente disinteresse)

34 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AMBIGUITA E RESISTENZE Rete telefonica – rete telematica : comunicazione, condivisione Rete di sicurezza : sostegno, protezione Rete per catturare: inganno, intralcio (restare impigliati nella rete) La rete è ingannevole… …mettersi in rete significa esporsi, al rischio di essere manipolati, invasi, derubati, catturati…

35 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AMBIGUITA E RESISTENZE PROBLEMI DI APPARTENENZA ENTE DI ORIGINENUOVO SOGGETTO A RETE Storia, relazioni affettive e di dipendenza, legami Incognita, obbligo, ipotesi

36 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AMBIGUITA E RESISTENZE PROBLEMI DI IDENTITA IMPAZIENZA – INUTILITA ANSIE DEPRESSIVE ANSIE PERSECUTORIE non essere riconosciuto, apprezzato, valutato essere invaso, manipolato, strumentalizzato

37 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre AMBIGUITA E RESISTENZE – alcuni antidoti registrare e documentare sistematicamente (attraverso verbali, relazioni, diari..) il lavoro svolto dal Gruppo seguire con attenzione l evolversi del ciclo vitale di un Gruppo siffatto l identit à forte (personale e di gruppo) Il tempo: non si costruisce una vera rete se non ci si d à tempo chiarezza del contratto e chiarezza dei ruoli

38 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre 2007 LA RETE E UNA COSTRUZIONE ASSOLUTAMENTE ARTIFICIALE

39 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ELEMENTI COSTITUTIVI: IL PATTO IL PRIMO E PIU CRITICO ELEMENTO COSTITUTIVO: IL PATTO che disegna i CONFINI della rete. I CONFINI : come vincoli di senso Il PATTO : come vincoli di ingaggio e di azione - le finalità di questo accordo - chi ne fa parte (gli attori) - gli impegni reciproci (compiti della rete e ruoli di ciascun attore) - i contenuti (le azioni previste) - la durata dellaccordo ….

40 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ELEMENTI COSTITUTIVI/ORGANIZZATIVI I della rete Le della rete La creata da reti e conness. Le NODI CONNESSIONI STRUTTURA PROPRIETA OPERATIVE

41 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ELEMENTI COSTITUTIVI/ORGANIZZATIVI I della rete I nodi o sistemi sono le parti costitutive di una rete organizzativa: sono entità grandi o piccole orientate ai risultati, relativamente autoregolate, capaci di cooperare con gli altri e di interpretare gli eventi esterni. (F. Butera) NODI

42 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ELEMENTI COSTITUTIVI/ORGANIZZATIVI Le della rete Tali connessioni sono diverse, di varia natura, sono coesistenti, e in molti casi sinergiche più che opposte. Esempi di connessioni sono: Le connessioni burocratiche Le regole e le pratiche della cooperazione lavorativa Le transazioni economiche Le informazioni formalizzate Le comunicazioni scritte, verbali e non verbali (F. Butera) CONNESSIONI

43 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ELEMENTI COSTITUTIVI/ORGANIZZATIVI Le della rete La configurazione dei nodi e delle connessioni dà luogo a strutture tipiche. Nella rete convivono strutture diverse ed eterogenee. La rete è un pacco di strutture dissimili ma compatibili. È caratteristica della rete la convivenza di strutture dure e strutture morbide (F. Butera) STRUTTURE

44 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ELEMENTI COSTITUTIVI/ORGANIZZATIVI Esempi di strutture conviventi nel sistema sono: una struttura gerarchica Una struttura operativa Una struttura informativa Un mercato Un sistema politico (F. Butera)

45 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ELEMENTI COSTITUTIVI/ORGANIZZATIVI Le Una rete per funzionare ha bisogno di cultura e di sistemi operativi e di sistemi di gestione ossia REGOLE. (F. Butera) PROPRIETA OPERATYIVE

46 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ELEMENTI COSTITUTIVI/ORGANIZZATIVI Esempi di proprietà operative sono: Il linguaggio I valori Le procedure di progettazione pianificazione e controllo Collocazione e ruolo/responsabilità dei vari attori Modalità di incontro e strumenti di comunicazione Procedure per decidere e per eseguire La creazione e manutenzione dei servizi (F. Butera)

47 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ATTENZIONI OPERATIVE Il lavoro di rete funziona meglio se...:

48 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ATTENZIONI OPERATIVE - è definita per confini e per prodotto/interessi in gioco - i nodi sono sistemi vitali autoregolati - si accettano fatiche e dubbi (è in gioco, tra laltro, il rapporto tra IDENTITA ed INTERDIPENDENZA) - ha una sua riconosciuta (sia da parte dei suoi nodi che partecipano con rappresentati adeguatamente delegati, che da parte dellambiente rilevante che ne riconosce lidentità) legittimità come sistema

49 FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ATTENZIONI OPERATIVE - il potere è diffuso e paritetico - ha potere di rappresentanza su oggetti definiti (si collabora meglio laddove cè un progetto definito e comune) - esiste una funzione di controllo (es. controllo dellaccesso alla rete: chi sta dentro e chi fuori) - vi è cura, simmetria e trasparenza nelle comunicazioni e vi è una proprietà diffusa della conoscenza - vi sono significati condivisi

50 FORMAZIONE FORMAZIONE NAZIONALE ANIMATORI DI COMUNITA Roma – 28 novembre / 1 dicembre ATTENZIONI OPERATIVE - tutti vi scorgono una utilità (se su un primo e magari urgente bisogno si sperimentano situazioni di successo è probabile che questo confermi la rete a sperimentarsi su progetti contenenti valori più alti o bisogni più globali della comunità) - opera per piccoli passi successivi (un interessante ciclo potrebbe essere: 1° vivere buone relazioni; 2° sviluppare motivazioni; 3° esplicitare/condividere interessi; 4° agire con volontà;....) - rispetta i vincoli di ognuno - valorizza le potenzialità di ogni nodo... ma i nodi più ricchi devono investire (spesso a perdere) nellavviamento


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