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CORSO DI FORMAZIONEGENERARE VALORE CONOSCENZA E SOPRAVVIVENZA DELLE ORGANIZZAZIONI NEL NOSTRO TEMPO Roberto Segatori Perugia, 23-24 giugno 2007.

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1 CORSO DI FORMAZIONEGENERARE VALORE CONOSCENZA E SOPRAVVIVENZA DELLE ORGANIZZAZIONI NEL NOSTRO TEMPO Roberto Segatori Perugia, giugno 2007

2 CHE COSÈ UN ORGANIZZAZIONE UNORGANIZZAZIONE È UN SISTEMA SOCIALE (UN INSIEME DI PERSONE) CHE A PARTIRE DA UN TEMPO DETERMINATO IN RIFERIMENTO ALLE CONDIZIONI E AI BISOGNI DI UN CONTESTO STORICO DETERMINATO, DEFINISCE UNA MISSION (che cosa fare), e UNA VISION (perché farlo)

3 CARATTERISTICHE DI UNORGANIZZAZIONE Come tutti i sistemi viventi (una città, unimpresa, un partito, unassociazione) unorganizzazione ha un CICLO DI VITA segnato da NASCITA, CRESCITA, MATURITÀ, INIZIO DEL DECLINO

4 EVOLUZIONE DI UNORGANIZZAZIONE Nella fase di maturità o allinizio del declino di un ciclo le organizzazioni possono o meno sviluppare RIFLESSIVITÀ SISTEMICA, che consiste nellinterrogarsi sulla MISSION e la VISION necessarie per i nuovi tempi e i nuovi bisogni/condizioni del contesto. Se si produce una buona riflessività sistemica, il ciclo può continuare evolvendosi in: NASCITA, CRESCITA, MATURITÀ, RILANCIO

5 ESITI CRITICI DI UNORGANIZZAZIONE Se unorganizzazione non produce riflessività sistemica (analisi dei nuovi bisogni/condizioni del contesto), si possono avere UN DECLINO RAPIDO oppure UN DECLINO LENTO. IL DECLINO LENTO si ha per effetto di OPPORTUNITÀ COMUNQUE OFFERTE AI DIRIGENTI DALLINVERSIONE MEZZI-FINI RITUALIZZAZIONE DELLE PRATICHE GRATIFICANTE PER GLI ASSOCIATI

6 UN ESEMPIO DI RILANCI: IL CASO DELLA CITTÀ DI TORINO 1.UNITÀ DITALIA. Torino, dopo essere stata la capitale del Regno Sabaudo, per un decennio resta la capitale del Regno dItalia. Mission e vision si costruiscono intorno alla prevalente funzione politico- amministrativa. Linizio del declino si ha quando la capitale dItalia si sposta a Roma. 2.FINE OTTOCENTO. Nasce la Fiat. Torino ritrova una nuova mission come capitale dellautomobile e dellindustria meccanica. Un secolo dopo (presidenza della Fiat di Romiti) cambia la vision e la mission si appanna. 3. INIZIO DUEMILA. Intorno alle Olimpiadi invernali, la città elabora il Piano Strategico Torino internazionale. La nuova mission è ritrovata nelle funzioni di leisure (la cultura e gli sport invernali) e nellarea dellinformatica.

7 UN ESEMPIO DI DECLINO VELOCE: IL CASO DELLA DC Sulleredità del vecchio Partito Popolare nasce la Democrazia Cristiana. Nel 1948 la DC diviene il primo partito italiano per la confluenza di due filoni di valori/interessi, quello dei cattolici e quello dei ceti borghesi. La vision presuppone la difesa della Libertà, dei Valori della Persona e della Famiglia, della Proprietà privata e soprattutto lANTICOMUNISMO. La mission è il governo del paese Il crollo del Muro di Berlino fa venire meno il nemico contro cui la Dc si era eretta a diga. Tangentopoli mette in discussione leticità dei politici democristiani. La Cei di Ruini pone fine al vecchio collateralismo con la Chiesa. I ceti borghesi si orientano su Forza Italia e, al Nord, sulla Lega. Martinazzoli scioglie il partito.

8 UN ESEMPIO DI DECLINO LENTO: IL CASO DEL PCI-PDS-DS Nasce il PCI allinsegna del marxismo-leninismo. La sua vision è costituita da due capisaldi: a) la classe operaia è in credito verso la società e lo Stato perché sfruttata, e per questo deve diventare la classe egemone; b) lobiettivo politico è luguaglianza universale. Lorganizzazione si basa sul centralismo democratico. La mission è la conquista del potere La crisi dei paesi dellEst e i mutamenti della stratificazione sociale nel paese (ridimensionamento della classe operaia), rendono più vaga la vision, che diventa la difesa delle fasce deboli. Rispetto ai contenuti resta limportanza del contenitore: una macchina organizzativa che continua a dare potere ai suoi dirigenti, anche se i ritualismi con cui si blandisce la base perdono sempre più senso. Il nuovo tentativo è la confluenza nel Partito Democratico.

9 IL CASO AVIS: QUALE RIFLESSIVITÀ SISTEMICA LE ORIGINI ( ) LAvis nasce allepoca delle prime scoperte sulle possibilità della trasfusione di sangue. La sua mission è quella della raccolta di sangue tramite donazioni volontarie, anonime e gratuite. La sua vision iniziale poggia su due pilastri: Una motivazione dordine tecnico- scientifico (Formentano) Una visione di solidarietà ispirata allidea tradizionale di carità religiosa La prima legge sulla raccolta, conservazione e distribuzione di sangue umano, la 592/1967, spinge lAvis ad aprire e a gestire Centri di raccolta in tuttItalia e un Centro di produzione di emoderivati a Milano, dando allAssociazione una forte connotazione produttiva.

10 I MUTAMENTI DEGLI ANNI OTTANTA E NOVANTA La crescita nazionale del numero dei donatori si colloca in un periodo che si apre con la legge 833/1978, istitutiva del Servizio Sanitario Nazionale, e ha il suo picco nella legge 107/1990 che fissa una nuova disciplina per la raccolta di sangue. LAvis deve ripuntualizzare la sua mission come PROMOZIONE DELLA DONAZIONE DI SANGUE e la sua vision deve tener conto di un contesto in cui: più che di carità si comincia a parlare di diritti di cittadinanza le garanzie tecnico-scientifiche sono assicurate dal SSN aumenta il bisogno di educazione alla salute

11 GLI EFFETTI DEI MUTAMENTI SULLAVIS Con il cambio del logo, lAvis dimostra di aver recepito il mutamento della vision. Si passa infatti da a Il cambiamento della mission – da funzione soprattutto produttiva a funzione soprattutto promozionale – è invece vissuto con fatica, a motivo della diversa storia delle Avis del Nord e di quelle del Centro-Sud La legge 219/2005 sembra peraltro riaprire i giochi

12 GLI ODIERNI MUTAMENTI DEL CONTESTO ESTERNO Il contesto esterno pone allattenzione dellAvis tre processi ambivalenti, uno di tipo tecnico-scientifico, due di tipo sociale: La rivoluzione mininvasiva delle tecniche chirurgiche (+), ma la contemporanea crescita del fabbisogno di sangue (-) Lo sviluppo del processo di individualizzazione (+), ma la contemporanea crescita della frammentazione e dellinsicurezza sociale (-) Lo sviluppo del processo di globalizzazione (+), ma la contemporanea crisi dei rapporti interetnici (-) LAVIS HA NIENTE DA DIRE AL RIGUARDO?

13 SPUNTI PER UNA RIFLESSIONE.1 QUALE VISION PER GLI ANNI DUEMILA Lidea di donazione volontaria, gratuita e anonima contiene già ladesione ai valori fondanti della solidarietà contemporanea. Infatti: VolontariatoTestimonianza convinta dei Diritti-Doveri di cittadinanza Gratuità Volontà di demercificare il diritto alla salute Anonimato Affermazione delluniversalismo contro tutti i particolarismi

14 SPUNTI PER UNA RIFLESSIONE.2 QUALE MISSION PER GLI ANNI DUEMILA È del tutto evidente che la principale mission dellAvis debba continuare ad essere la PROMOZIONE DEL DONO DEL SANGUE. Dovrebbero però essere implementate di più altre mission collaterali già praticate in Avis: EDUCAZIONE ALLA SALUTE E AL SENSO DELLA CONSAPEVOLEZZA SANITARIA EDUCAZIONE ALLA SOCIALITÀ COMUNITARIA E AL CIVISMO IMPEGNO NELLINCLUSIONE INTERETNICA

15 QUALI RISCHI IN ALTERNATIVA Ignorare la portata dei mutamenti in corso, sottovalutando il ruolo esercitabile dallAvis, potrebbe far evolvere la sua fase di maturità verso una fase di faticosa sopravvivenza. TUTTO CIÒ AVVERREBBE QUALORA Il ruolo degli associati si limitasse ai rituali della gratificazione di piccolo cabotaggio Si perdesse loccasione di motivare i giovani alla donazione e ad una nuova socialità Il ruolo dei dirigenti si limitasse alla pratica dei giochi di potere, invertendo la logica mezzi-fini


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