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1 STRUMENTI PER LA CRESCITA PROFESSIONALE E PERSONALE DEI COLLABORATORI Genova, 20 febbraio 2009.

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Presentazione sul tema: "1 STRUMENTI PER LA CRESCITA PROFESSIONALE E PERSONALE DEI COLLABORATORI Genova, 20 febbraio 2009."— Transcript della presentazione:

1 1 STRUMENTI PER LA CRESCITA PROFESSIONALE E PERSONALE DEI COLLABORATORI Genova, 20 febbraio 2009

2 2 PREMESSA Ogni momento della vita lavorativa può essere occasione per favorire la crescita professionale e personale. In questa sede vengono trattati in particolare: - La condivisione degli obiettivi - Loperatività quotidiana - La riunione sistematica - La delega - Il colloquio personale - Lassemblea aziendale

3 3 LA DEFINIZIONE E CONDIVISIONE DEGLI OBIETTIVI Occorre definire e condividere per lorganizzazione in quanto tale, per i singoli reparti e per ogni collaboratore alcuni – pochi - obiettivi - misurabili in termini di quantità e/o qualità del risultato atteso - raggiungibili con una certo livello di sfida entro un tempo stabilito - definiti per iscritto e con la massima precisione possibile Lorientamento del proprio lavoro verso degli obiettivi condivisi è condizione imprescindibile per una motivazione adeguata e per un coinvolgimento attivo e creativo!

4 4 LOPERATIVITA QUOTIDIANA COME OCCASIONE FORMATIVA La quotidianità lavorativa (la routine) può diventare unoccasione di crescita se: - viene sollecitata la domanda sulle ragioni - si sostiene e si valorizza lauto- formazione - si favorisce lo scambio di esperienze ed informazioni

5 5 LA RIUNIONE Esistono vari tipi di riunione (operative, decisionali, informative, commerciali,…) Tutte possono contribuire alla formazione se: -si evidenzia il nesso fra azione, metodo e obiettivo -si dichiarano le ragioni e i criteri per giungere ad una decisione -si valorizza lincidenza dei principi e delle abilità personali … se si porta lattenzione a monte!

6 6 La riunione sistematica è uno strumento privilegiato per la conduzione e la formazione delle persone. Ciò che è detto in riunione ha una valenza pubblica ed è più decisivo di ciò che potrebbe venir detto in privato a ciascuno dei partecipanti: diventa un patrimonio condiviso! LA RIUNIONE SISTEMATICA COME STRUMENTO PER LA FORMAZIONE DEI COLLABORATORI

7 7 GLI OBIETTIVI DELLA RIUNIONE SISTEMATICA La riunione sistematica ha come obiettivo generale il coinvolgimento e la responsabilizzazione dei collaboratori attraverso: la condivisione di obiettivi e metodi di lavoro lo scambio di esperienze così da imparare da successi e errori un flusso sistematico di informazioni importanti e necessarie la precisazione di responsabilità e compiti la discussione di problemi in un modo oggettivo e con una propensione a trovare le soluzioni un confronto con i risultati raggiunti

8 8 DI CONSEGUENZA LA RIUNIONE SISTEMATICA E UN MOMENTO FORMATIVO IN QUANTO Agevola la crescita professionale. Favorisce una riflessione critica e sistematica circa lesperienza lavorativa di tutti. Permette di uscire dallemergenza e di affrontare esigenze e problemi in una forma ordinata e risolutiva, eventualmente anticipando possibili problematiche future.

9 9 LA SISTEMATICITA: CONDIZIONE IMPRESCINDIBILE La regolarità della riunione a scadenze fisse è una condizione imprescindibile per raggiungere questi obiettivi. Solo la regolarità delle riunioni garantisce che esse siano veramente uno strumento di lavoro e di formazione continua I primi nemici sono la casualità e la reattività

10 10 Se tutti i collaboratori sanno che esiste un momento preciso e regolare dove si possono discutere proposte, suggerimenti, esperienze e problemi che non sono urgentissimi, si introduce un periodo di riflessione e di preparazione che permette di oggettivare il modo di affrontare la vita lavorativa. E quindi possibile: distinguere fra importante e urgente; distinguere fra fatti e impressioni; distinguere fra cause e effetti; contestualizzare i problemi; trovare soluzioni; concentrarsi sulla prestazione e non sulla persona; … si crea quindi un distacco che permette di valutare in un modo adeguato ed appropriato gli eventi.

11 11 Se il responsabile sa che esiste un momento preciso e regolare dove può rilanciare continuamente il team dei collaboratori, PUO garantire una comunicazione ordinata e continua delle informazioni necessarie e importanti; coordinare il gruppo in modo che tutti sappiano sempre chi fa che cosa e come; motivare le scelte fatte; dare suggerimenti; riprendere con calma situazioni difficili e problematiche; creare sinergie fra i collaboratori a medio- lungo termine; trasferire e far assimilare criteri, modi di fare e obiettivi in modo da fornire una guida per affrontare situazioni importanti e urgenti, non discusse in riunione.

12 12 La riunione sistematica diventa quindi garanzia di un processo formativo continuo perché: sostiene lo scambio di informazioni e di esperienze favorisce il confronto personale richiama le dinamiche principali dei processi lavorativi valorizza tutti i contributi in termini di acquisizione di conoscenze e di competenze evidenzia la necessità della cultura aziendale e ne sostiene lo sviluppo crea un clima di apertura, di interesse e di curiosità

13 13 LA DELEGA

14 14 Il primo problema della delega: DI CHI E LA SCIMMIA? rUn fatto rUn commento rUna riflessione

15 15 r Un fatto: Devo essere al corrente dei problemi dei miei, così mi fermo ad ascoltarlo. Mi lascio trascinare e, siccome risolvere i problemi per me è un piacere, il tempo vola. Quelli che sembravano cinque minuti si rivelano essere stati in realtà trenta. Mentre attraverso latrio incontro uno dei miei, che dice: Buongiorno, capo. Posso parlarti un minuto? Abbiamo un problema.

16 16 La discussione mi ha fatto tardare allappuntamento al quale stavo andando. So abbastanza del problema da capire che dovrò interessarmene, ma non tanto da prendere una decisione. Allora dico: E una questione importantissima, ma ora non ho il tempo di parlarne. Fammici pensare, poi ti farò sapere. E con questo ci lasciamo.

17 17 r Un commento: Prima del nostro incontro nellatrio la scimmia era sulla spalla del collaboratore. Mentre parlavano largomento era un problema per tutti e due, quindi la scimmia aveva una zampa sulla spalla di ciascuno dei due. Ma quando il capo ha detto Fammici pensare, poi ti farò sapere la scimmia ha spostato la zampa dalla spalla del dipendente a quella del capo e il dipendente se ne è andato più leggero.

18 18 Perché? Perché la scimmia a quel punto teneva tutte e due le zampe sulle spalle del capo.

19 19 Se la questione in esame fa parte delle mansioni del collaboratore e se egli è perfettamente capace di proporre qualche soluzione al problema il capo ha accettato di fare due cose che in genere dovrebbe fare il collaboratore:

20 20 1) ha accettato la responsabilità di un problema che non era il suo 2) ha promesso a quella persona di fornirgli informazioni ulteriori

21 21 PER OGNI SCIMMIA SONO COINVOLTE 2 PARTI: UNA CHE CI LAVORA E UNA CHE SOVRINTENDE

22 22 r Una riflessione: Nel caso appena descritto il capo ha assunto il ruolo di lavoratore e il subordinato quello di supervisore. E per assicurarsi che si sappia chi è il nuovo capo il giorno dopo si fermerà diverse volte nellufficio del capo per dire: Ehi capo, come vanno le cose? E se il capo non ha risolto la questione in modo che lo soddisfa, farà subito pressioni perché faccia quello che in realtà è il suo lavoro.

23 23 più renderai la tua organizzazione inefficace più impedirai a loro di crescere professionalmente più ostacolerai la loro capacità di trovare soluzioni Più ti prendi in cura le scimmie dei tuoi collaboratori

24 24 PIU TI LIBERI DELLE SCIMMIE DEL TUO STAFF, PIU HAI TEMPO DA DEDICARGLI

25 25 REGOLE DI ONCKEN PER LA GESTIONE DELLE SCIMMIE Il colloquio tra un capo e uno dei suoi non deve finire finché tutte le scimmie non hanno: Regola 1 Regola 2 Regola 3 Regola 4 Descrizione: Sono specificate le mosse successive Proprietari: La scimmia è assegnata ad una persona Polizze di assicurazione: Il rischio è coperto Appuntamento per il nutrimento e il check-up della scimmia: Viene specificato il tempo e il luogo del processo di controllo

26 26 TUTTE LE SCIMMIE DEVONO ESSERE GESTITE AL LIVELLO ORGANIZZATIVO PIU BASSO COMPATIBILE CON IL LORO BENESSERE!

27 27 Noi non abbiamo alcun problema e noi non ne avremo mai. Sono sicuro che cè un problema, ma non è nostro, o è tuo o è mio. Il primo punto allordine del giorno è mettere ordine nei pronomi e scoprire di chi è il problema.

28 28 Se risulta che è il mio spero che mi aiuterai a risolverlo. Se risulta che è il tuo ti aiuterò alle condizioni seguenti: Mentre ti aiuto non succederà mai che il tuo problema diventi mio, perché nel momento stesso in cui il tuo problema diventa mio, tu non hai più problemi e io non posso aiutare una persona che non ha problemi!

29 29 POLIZZE DI ASSICURAZIONE SULLE SCIMMIE 1. Formula una proposta, poi agisci 2. Agisci, poi informa

30 30 Stipulate coi vostri collaboratori un accordo in base al quale essi cureranno al meglio le loro scimmie malate, Ma se la malattia persiste o peggiora e non reagisce alla cura, la scimmia verrà portata nel Vostro ufficio per un check-up, in tempo utile perché interveniate prima che la povera creatura non dia più segni di vita.

31 31 RIASSUNTO DELLE QUATTRO REGOLE DI ONCKEN PER GESTIRE LE SCIMMIE Regola 1 Descrivere la scimmia: Il dialogo non deve concludersi finché non è stata identificata e specificata la mossa successiva. Regola 2 Assegnare la scimmia: Tutte le scimmie devono appartenere ed essere gestite dal livello organizzativo più basso compatibile con la loro salute.

32 32 Regola 3 Assicurare la scimmia: Ogni scimmia che esce dal vostro campo visivo sulle spalle di uno dei vostri deve essere coperta da una tra le due polizze assicurative: a. Formula una proposta, poi agisci b. Agisci, poi informa Regola 4 Tenere docchio la scimmia: Adeguate visite di controllo significano scimmie più in salute. Ogni scimmia deve avere un check- up programmato.

33 33 LUNICO MODO PER SVILUPPARE SENSO DI RESPONSABILITÀ NELLA GENTE È AFFIDARLE DELLE RESPONSABILITÀ

34 34 La delega implica la responsabilizzazione e la favorisce in quanto le persone vengono aiutate a imparare ad imparare attraverso la propria esperienza

35 35 LESPERIENZA LESPERIENZA NON E CIO CHE TI ACCADE; CIO CHE FAI CON E CIO CHE FAI CON CIO CHE TI ACCADE

36 36 organizzativo per rendere più efficiente i processi lavorativi formativo per far crescere i collaboratori professionalmente innovativo per coinvolgere la creatività dei collaboratori La delega è un principio

37 37 LA DELEGA Attribuzione di responsabilità ad una persona per il raggiungimento di un obiettivo quantitativo e/o qualitativo attraverso la collaborazione di altre persone. La delega richiede di: condividere gli obiettivi e i principi nel contesto imprenditoriale chiarire i mezzi e gli strumenti disponibili (e non!) concordare la tipologia di delega (piena o limitata) concordare tempi e modalità delle verifiche NB: Esiste una grande differenza fra assegnare compiti e delegare!

38 38 La delega è un principio: organizzativo che rende più efficienti i processi lavorativi formativo che fa crescere i collaboratori professionalmente innovativo che sollecita la creatività dei collaboratori

39 39 Quando invece non si delega e ci si assume la diretta responsabilità per lavori che potrebbero essere attribuiti e dei collaboratori si tende a: - rendere più inefficace lorganizzazione - impedire alle persone di crescere professionalmente - ostacolare la loro capacità di trovare soluzioni ….Si ha meno tempo per aiutare i collaboratori

40 40 Lunico modo per sviluppare senso di responsabilità in una persona è affidarle delle responsabilità

41 41 La delega implica la responsabilizzazione e la favorisce in quanto le persone vengono aiutate a imparare ad imparare attraverso la propria esperienza.

42 42 IL COLLOQUIO PERSONALE La sua caratteristica personale e discreta rende questo momento particolarmente adatto per proporre uno sviluppo delle abilità personali dipendenti dalleducazione: - incoraggiando e rafforzando, così da risvegliare potenzialità inespresse - correggendo ed orientando modi di lavorare inadeguati o migliorabili La condizione per un tale lavoro è la fiducia reciproca!

43 43 Lassemblea aziendale di tutti i collaboratori è indispensabile quando si tratta di assicurare una condivisione di tutti, quindi quando è decisivo che ognuno sappia che ciascuno sa! riguarda soprattutto i livelli: della mission e degli obiettivi strategici dellidentità e dei principi aziendali Si tratta di momenti necessari per compattare le energie e la creatività di tutti orientandole verso una meta comune LASSEMBLEA AZIENDALE


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