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Presentazione sul tema: ""— Transcript della presentazione:

20 L’esame dei bandi regionali e provinciali
Le procedure di evidenza pubblica nella formazione

21 I. Le procedure di evidenza pubblica
Il Programma operativo regionale “La Regione si impegna a ricorrere sempre a una procedura aperta di selezione dei progetti relativi ad attività formative in accordo con i principi di parità di trattamento, di trasparenza, di riconoscimento reciproco e di proporzionalità” (...) e “ad adeguarsi alle procedure sopra richiamate entro il ” Fonte: Programma Operativo Regionale – Marche FSE OB. 3 BUR 129/00, pp

22 I. Le procedure di evidenza pubblica
Il Programma operativo regionale “(…) le procedure ristrette sono assimilabili a quelle aperte quando i candidati invitati dalla PA appaltante sono tutti quelli aventi diritto (per capacità tecnica ed economica e/o per l’iscrizione in appositi elenchi ufficiali di prestatori di servizi) e precedentemente selezionati sulla base di una procedure aperta, con bando adeguatamente pubblicizzato”. Fonte: Programma Operativo Regionale – Marche FSE OB. 3 BUR 129/00, pp

23 I. Le procedure di evidenza pubblica
La normativa generale Il D. LGS. n. 157/95 (che recepisce la direttiva che coordina le procedure di aggiudicazione degli appalti di pubblici servizi n. 92/50/CEE/1992), modificato dal D. LGS. n. 65/2000, (attuazione della direttiva 97/52/CE) detta le norme relative alle procedure di aggiudicazione degli appalti di pubblici servizi da parte di pubbliche amministrazioni dello Stato.

24 I. Le procedure di evidenza pubblica
Il D. LGS 157/95 - ambito di applicazione In particolare, il D. LGS. N. 157/95 si applica a tutti i bandi di importo almeno o superiore ai ,00 euro (c.d. “soglia comunitaria”). Fonte: Cfr. articoli 1 – 2 del decreto legislativo 157/95 e ss. modifiche e integrazioni.

25 I. Le procedure di evidenza pubblica
Il D. LGS 157/95 - ambito di applicazione Per gli importi tra ,00 e ,00 € l’applicazione del D. LGS. n. 157/95 è facoltativa; per gli importi inferiori a ,00 € è esclusa: in questi casi le procedure di evidenza pubblica richiedono l’applicazione di regole semplificate, stabilite a livello nazionale o dalle singole amministrazioni appaltanti. Fonte: Cfr. Articolo 1 – 2 del Decreto legislativo 157/95 e ss. modifiche e integrazioni

26 I. Le procedure di evidenza pubblica
La formazione prof. le e il regime di concessione Nel settore della formazione professionale, si applica il “regime di concessione”, caratterizzato da un rapporto giuridico tra le parti, che non assomiglia esattamente ad un contratto a “prestazioni corrispettive” (stipula di una convenzione). Un recente approfondimento è stato fatto da (a cura di) Tecnostruttura, nel Supplemento “Gli Strumenti” n. 2, pp. 16 e ss.

27 I. Le procedure di evidenza pubblica
La gara d’appalto di servizi (D. LGS n. 157/95): pubblicazione nella GUCE almeno 52 giorni prima pubblicazione in almeno due quotidiani e alla GURI nomina delle commissioni con un atto pubblico sistema delle tre buste (A, B, C) sedute pubbliche ribasso economico (*) Si applicano i criteri di valutazione delle linee guida 6 (V. appendice)

28 I. Le procedure di evidenza pubblica
I bandi c.d. “in economia” vi sono anche i bandi c.d. “in economia” oppure con “procedure in economia” Si veda l’albo dei fornitori presso i Servizi economato e contratti delle competenti PA

29 I. Le procedure di evidenza pubblica
I bandi misti - servizi formativi e accessori Nei casi di bandi misti, la giurisprudenza europea è orientata a dare risalto all’attività che nell’ambito del servizio risulta prevalente, inteso come valore economico.

30 II. Analisi quantitativa
N. bandi regionali (servizio FPL) n nell’anno 2002 n nell’anno 2003 n nell’anno 2004 n nell’anno 2005 (proiezione su dati gennaio – luglio 05) Fonte: elaborazione propria su dati del sito:

31 II. Analisi quantitativa
N. bandi provinciali (servizi FPL) Sono stati approssimativamente n. 100 tenuta in considerazione sia l’attività formativa e non formativa finanziata con il FSE, sia i bandi per l’apprendistato (anche con Fondi Ministeriali), sia i corsi autorizzati ai sensi della LR. 16/90 (che dal 1/04/2006 potranno essere svolti unicamente da strutture accreditate ai sensi della delibera di Giunta regionale n. 721/2005). Fonte: elaborazione propria su dati dei siti provinciali della formazione/lavoro

32 II. Analisi quantitativa
N. bandi del Servizio Istruzione (dal 2003): 10 Principali bandi pluriennali (MASTER, IFTS, Perfezionamento) e alcuni bandi mirati (ad esempio nel 2005: progetti formativi rivolti al personale che lavora nelle carceri; progetti per seminari per l’educazione alla legalità e/o all’ambiente nelle scuole, borse di studio a sostegno spesa famiglie, albi esperti, ecc.) Fonte: elaborazione propria su dati del sito

33 II. Analisi quantitativa
N. bandi formativi regionali e provinciali approssimativamente 200 bandi emanati tra il 2000 ed il 2005 media bandi al mese: 4,5 Fonte: elaborazione propria su dati dei siti provinciali e regionali della formazione/lavoro

34 II. Analisi quantitativa
N. progetti presentati negli anni I progetti presentati nel periodo 2000/2004 sono stati di cui approvati (48%). I progetti non formativi rappresentano l’80% di tutti i progetti approvati, e se escludiamo i “progetti non formativi generici”, le tipologie più ricorrenti sono: “aiuti alla creazione di nuovi posti di lavoro, “sostegno alla creazione di impresa”, “attività di tirocinio” e “aiuti all’assunzione di tirocinanti”. Fonte: CFR: Rapporto di valutazione finale al ATI IRS GALGANO.

35 II. Analisi quantitativa
N. progetti formativi presentati : La percentuale dei progetti formativi approvati su quelli presentati è pari al 34% (2.405 su 7.077). La percentuale dei progetti non formativi approvati su quelli presentati è pari al 53%, cioè su La selezione nei progetti formativi risulta pertanto essere maggiormente severa. Fonte: CFR: Rapporto di valutazione finale al ATI IRS GALGANO.

36 II. Analisi quantitativa
Progetti formativi presentati

37 II. Analisi quantitativa
Progetti formativi presentati nel periodo 2000/2004

38 II. Analisi qualitativa
Provincia di Ancona e Pesaro Urbino Le province di Ancona e Pesaro – Urbino siano quelle che presentano andamenti maggiormente simili a quelli rilevati per l’intero territorio di riferimento per il POR. Fonte: CFR: Rapporto di valutazione finale al ATI IRS GALGANO.

39 II. Analisi qualitativa
Regione Marche: La maggior parte dei progetti presentati a livello regionale rientra nell’asse C con una prevalenza dei progetti formativi rispetto ai non formativi, al contrario di quanto evidenziato a livello di programma. Sulla Legge n. 236/93, la percentuale di progetti approvati su quelli presentati é circa il 60% nell’ultimo bando (dicembre 2004). Fonte: CFR: Rapporto di valutazione finale al ATI IRS GALGANO e Dati SIFORM.

40 II. Analisi qualitativa
Provincia di Macerata Per la provincia di Macerata l’Asse D, invece, risulta avere un peso maggiore rispetto al C, sia in relazione al numero complessivo di progetti presentati ed approvati, che in relazione alla specifica tipologia dei progetti non formativi. Fonte: CFR: Rapporto di valutazione finale al ATI IRS GALGANO.

41 II. Analisi qualitativa
Provincia di Ascoli Piceno La provincia di Ascoli Piceno presenta una percentuale di progetti sull’asse D maggiore rispetto all’Asse C prevalente a livello di intero programma; inoltre i progetti non formativi hanno un peso superiore alla media delle altre province e all’intero programma. Fonte: CFR: Rapporto di valutazione finale al ATI IRS GALGANO.

42 III. Le principali tipologie di bando
Diversi ruoli di regione e province Lo Stato membro e il regolamento comunitario n. 1260/99, che stabilisce le condizioni generali per l’utilizzo dei fondi strutturali, hanno individuato nelle amministrazioni regionali le autorità di gestione (ADG) del POR Obiettivo 3.

43 III. Le principali tipologie di bando
Principio generale La Regione, in qualità di autorità di gestione è tenuta a garantire il rispetto del regolamento n. 1260/1999 e, tra l’altro, ad assicurare la regolarità delle operazioni finanziate e la compatibilità degli interventi attivati con le politiche comunitarie.

44 III. Le principali tipologie di bando
Principio generale La Regione, in qualità di ADG, è tenuta anche a garantire il rispetto delle implicazioni derivanti dal vigente regime di attribuzione alle amministrazioni provinciali delle funzioni in materia di formazione professionale e politiche attive del lavoro (LR. 16/90, LR. 2/96, LR. 1/2003) e la LR. 2/2005.

45 III. Le principali tipologie di bando
Suddivisione risorse Le ripartizione di risorse tra regione e amministrazioni provinciali è stata stabilita sulla base di criteri oggettivi assunti con delibera di giunta n del 1/08/2000 facendo riferimento ad una serie di indicatori specifici riferiti alla popolazione e alla forza lavoro (tasso di disoccupazione, popolazione attiva, tasso di occupazione , ecc.).

46 III. Le principali tipologie di bando
Principio generale – l’omogeneità delle procedure L’ADG ha stabilito ad inizio programmazione l’obiettivo di garantire l’omogeneità delle procedure per l’attuazione dei diversi interventi del POR mediante i bandi, definendo 10 “linee guida” dove sono indicati, tra l’altro, i criteri per la selezione dei progetti (Vedi appendice).

47 III. Le principali tipologie di bando
Principio generale - ripartizione di competenze L’ADG e gli organismi intermedi (OI) hanno individuato quanto segue: a) attività ad attuazione regionale b) attività ad attuazione provinciale c) interventi misti (ad esempio i corsi di specializzazione) d) interventi del Servizio di Istruzione (2003)

48 III. Le principali tipologie di bando
Bandi a titolarità regionale La Regione Marche attiva interventi sperimentali e innovativi che non rientrano spesso dai percorsi delle qualifiche professionali attualmente codificate, e rendono necessaria in molti casi l’emanazione di bandi per singole linee di intervento. Fonte: elaborazione propria su fonte Sistema informativo della formazione professionale (SIFORM)

49 III. Le principali tipologie di bando
Bandi a titolarità regionale I bandi regionali prevedono più spesso rispetto ai bandi provinciali: l’affidamento a soggetti raggruppati in ATI – ATS; l’approvazione di progetti da attuare in più edizioni di corso finanziamenti più cospicui motivati dall’aspetto innovativo dei progetti Fonte: elaborazione propria sulla base dei dati del Rapporto di valutazione finale

50 III. Le principali tipologie di bando
Bandi a titolarità provinciale Le province operano per lo più con bandi multi – misura che riguardano la maggior parte delle attività formative e hanno per oggetto il finanziamento di interventi formativi generalmente già codificati dalla regione. L’emanazione di bandi multi – misura rappresenta il motivo per cui abbiamo un minor numero di bandi provinciali ma uno stesso volume di attività formative realizzate (in termini di allievi formati, ore corso svolte, ecc.)

51 III. Le principali tipologie di bando
Bandi del Servizio Istruzione Il Servizio Istruzione è responsabile dell’attivazione di bandi relativi al settore che lo riguardano più da vicino e che investono soprattutto le attività delle scuole e delle università (Master, Perfezionamento e IFTS), e l’orientamento dei giovani in obbligo formativo.

52 III. Le principali tipologie di bando
Ripartizioni bandi per singola per amministrazione

53 III. Le principali tipologie di bando
Gli atti di approvazione dei bandi Delibere di Giunta regionale (o Decreti dirigenziali) Delibere di Giunta provinciale (o Determinazioni dirigenziali) Gli atti di approvazione dei bandi sono sempre preceduti dall’approvazione di un piano per la formazione e le politiche attive del lavoro che descrivono le iniziative da attuare nell’anno di riferimento, ed è approvato dai consigli regionale e provinciale, e dalle rispettive giunte che emanano i relativi bandi.

54 III. Le principali tipologie di bando
Emanazione dei bandi – tempistica AN: Delibera del Consiglio provinciale n. 127 del AP: Delibera del Consiglio provinciale n del PU: Delibera del Consiglio provinciale n. 110 del MC: Delibera del Consiglio provinciale n del ADG: Delibera della Giunta regionale (*) n. 989 del (*) il piano è approvato dalla competente commissione consiliare Fonte: elaborazione propria su dati dell’anno solare 2004/2005

55 III. Le principali tipologie di bando
Emanazione dei bandi regionali La delibera di Giunta regionale n. 989 del trasmette il Piano al Consiglio per l’approvazione. La delibera di Giunta che approva il Piano definitivo è la n del Scadenze dei relativi bandi tra gennaio e giugno (l’80%) Fonte: elaborazione propria su dati FSE 2004 (anno solare 2005)

56 III. Le principali tipologie di bando
Emanazione dei bandi di Ascoli Piceno La delibera del Consiglio Provinciale che approva il piano è la n. 46 del 10/03/05. La delibera di Giunta provinciale che approva i bandi è della stessa data. La scadenza per la presentazione dei progetti è il 27/07/2005 Fonte: elaborazione propria su dati ufficiali FSE 2005 (anno solare 2005)

57 III. Le principali tipologie di bando
Emanazione dei bandi Pesaro/Urbino Delibera del Consiglio Provinciale n. 110 del Delibera della giunta provinciale concernente: “FSE OB. 3 Modalità per la presentazione e gestione dei progetti concernenti azioni formative per attività formative n. 247 del 08/07/05” approva il bando e fissa il termine di presentazione delle domande al 12/09/05 Sperimentazione della Procedura Just in Time (*) Fonte: elaborazione propria su dati FSE 2005 (anno solare 2005 – bando multi – misura)

58 III. Le principali tipologie di bando
Emanazione dei bandi Ancona La delibera del Consiglio provinciale che approva il piano è del 13/12/2004. La delibera della Giunta provinciale che approva il bando multi – misura è del 21/12/2004. La scadenza per la presentazione dei progetti è il Fonte: elaborazione propria su dati FSE 2005 (anno solare 2005 – bando multi – misura)

59 III. Le principali tipologie di bando
Emanazione dei bandi Macerata La delibera del Consiglio provinciale che approva il piano è la n. 15 del 18/04/2005. La delibera della Giunta provinciale che individua le linee guida per l’attuazione dei singoli bandi è la n. 233 del 17/05/2005.

60 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Le finalità e gli obiettivi generali e specifici Un bando ben formulato enuncia esplicitamente le finalità, gli obiettivi generali e specifici che si intendono perseguire con la procedura di evidenza pubblica. Le finalità sono il risultato ultimo che si vuole raggiungere con un bando, gli obiettivi sono le soluzioni proposte funzionali ai risultati.

61 IV. Gli elementi costitutivi del bando
I soggetti che possono presentare domanda Situazioni comuni a tutti i bandi provinciali e regionali soggetti accreditati ai sensi della delibera 2164/01, 62/2002 e successive modifiche ed integrazioni i casi di associazioni (ATI e ATS) il caso degli IFTS altri casi specifici (l’apprendistato)

62 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Le tipologie dei destinatari Disoccupati o inoccupati (D. LGS 181/2000 e 297/2002) (*) Occupati (dipendenti, collaboratori, autonomi, causa mista, ecc.) I lavoratori atipici (V. per un approfondimento vs. sito regionale) (*) Delibere di attuazione regionali disciplinano alcuni aspetti connessi allo stato di disoccupazione.

63 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Obblighi dell’ente aggiudicatario Sono quelli stabiliti nel Vademecum a cui molti bandi fanno esplicito riferimento o che riportano dettagliatamente, e talvolta integrano. Gli obblighi supplementari che possono stabilirsi per singolo bando servono a soddisfare delle necessità che emergono nel tempo per l’attuazione dei Piani o del Programma.

64 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Modalità di presentazione delle domande Domande ricorrenti (tempi, bolli, firme, fax, , ecc.) Alcuni casi controversi (discordanze sui testi, malfunzionamento dei sistemi informativi, ecc.) Nota: Alcuni bandi provinciali limitano il n. di progetti presentabili da parte dello stesso Ente (*)

65 IV. Gli elementi costitutivi del bando
I casi di inammissibilità tipici La spedizione oltre i termini; La mancanza della firma nella richiesta di finanziamento; L’assenza del requisito dell’accreditamento; L’assenza di un documento esplicitamente richiesto; Eventuali altri motivi che differiscono per singolo bando. (*) Elencazione orale (formulario, la dichiarazione aiuti di stato, progettista ,ecc)

66 VI. Gli elementi costitutivi del bando
I requisiti dei progetti obbligatori : causa di inammissibilità, ed espressamente citati; prioritari : pur non essendo causa di inammissibilità, sono in accordo con delle disposizioni generali - talvolta normative - sulla formazione e se disattesi richiederanno in sede di istruttoria un adeguamento; consigliati (obiettivi generali e specifici) : sono quelli legati alla griglia di valutazione, e che determinano il grado di rispondenza del progetto agli obiettivi fissati dal bando.

67 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Sospensione, decadenza e penali sospensione, avviene in caso di mancato adeguamento a correzioni richieste dall’amministrazione o a seguito di esiti negativi di controlli; decadenza dal finanziamento, si tratta, tra l’altro, di casi in cui i soggetti non rispondono alla tempistica stabilita dal bando per la firma della convenzione o per l’avvio dei corsi (*) penali, sono previste per i ritardi nella presentazione del rendiconto o nella presentazione dei prodotti per le procedure in affidamento Nota: i casi specifici sono enunciati nelle convenzioni all’art. 3 dello Schema unico (DGR 1043/03)

68 IV. Gli elementi costitutivi del bando
I criteri di valutazioni applicabili I criteri riferiti alle singole tipologie di attività sono identici per i bandi provinciali e regionali. Le versioni corrette sono negli atti: DGR 1227/2003 – Settime linee guida: progetti dettagliati dalla PA DGR 1345/2003 – Ottave linee guida: interventi formativi DGR 1819/2003 – Nona linea guida: interventi non formativi DGR 1144/2004 – Decime linee guida: voucher di servizio

69 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Spese ammissibili Fonti normative (regolamento CE ed il “Vademecum regionale”) Circolari ministeriali applicabili (n. 101/97, n. 41/2003, n. 40/97) Documenti interpretativi (di Tecnostruttura o ministeriali *) Si veda il Vademecum del Ministero scaricabile al sito situazioni particolari sono stabilite per i corsi per apprendisti, gli IFTS, corsi in obbligo (per l’indennità di frequenza).

70 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario Le Macro-categorie (o Categorie) di spesa A – Docenza B – Spese per gli allievi C – Spese di funzionamento e gestione D – Altre Spese

71 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario: regola n. 1 Le voci di costo devono essere tra quelle previste dal Vademecum (Vedi pagine 57-59) e devono essere disposte nel piano finanziario all’interno delle quattro categorie come previsto dal Vademecum.

72 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario: regola n. 2 Le voci di costo devono essere pertinenti al tipo di progetto cui si riferiscono, essere cioè riconducibili e quindi imputabili all’attività formativa.

73 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario: regola n. 3 Le voci di costo devono essere effettive e cioè corrispondere a pagamenti effettuati, ma possono comprendere anche, ai sensi del reg. CE n. 448/2004 (e del 1685/2000) gli ammortamenti ed i costi in natura (*), cioè due tipologie di costi indiretti, che non sono esattamente allineate nel tempo alla movimentazione di denaro.

74 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario: regola n. 4 Le voci di costo devono essere riferite sotto l’aspetto temporale, al periodo di vigenza del finanziamento, cioè devono essere sostenute nell’ambito del periodo temporale di validità dell’intervento.

75 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario: regola n. 5 Le voci di costo devono essere considerate legittime in generale, devono essere conformi non solo alla normativa europea in materia di fondi ed in particolare a quella sul Fondo sociale europeo, ma anche alle altre norme nazionali e regionali di riferimento.

76 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario: regola n. 6 Le voci di costo devono dar luogo ad adeguate registrazioni contabili cioè conformi alle disposizioni di legge ai principi contabili, nonché alle specifiche prescrizioni in materia impartite dall’amministrazione competente.

77 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario: regola n. 7 Gli importi riferiti alle singole voci di costo devono essere contenuti nei limiti stabiliti negli atti amministrativi di affidamento in gestione o di finanziamento adottati (Vedi in seguito).

78 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario: regola n. 8 La somma degli importi delle voci di costo riconducibili alle Categorie C – Spese di amministrazione – e D – Altre Spese – non possono superare il 40% del costo dell’interno progetto, al netto del finanziamento privato, con eccezione degli interventi in FAD e degli IFTS (35% *). (*) Si veda in proposito la delibera della Giunta regionale n. 2734/2000 p. 55.

79 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario: regola n. 9 Gli importi delle voci di costo possono essere variate dopo l’approvazione del progetto, previa autorizzazione scritta della PA, solo se le tali modifiche non investono elementi oggetto di valutazione, e non comportino variazioni di spesa tra categorie diverse superiori al 10% del costo del progetto al netto del finanziamento.

80 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario: regola n. 10 L’amministrazione competente può sempre non autorizzare una richiesta dandone motivazione. L’attività della regione e delle province è sottoposta al vaglio degli organi di controllo di I ° e II ° livello di cui al reg. CE n. 2064/97 e successive modifiche ed integrazioni (V. regolamento n. 438/2001)

81 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario: regola n. 11 Per ogni spesa particolare che potrebbe anche risultare non immediatamente visibile e quindi valutabile a posteriori, il soggetto formativo deve essere in grado di documentarla in modo adeguato sia in fase di progettazione, sia in quella di rendiconto, in modo da lasciare meno margini possibili di dubbio e di evitare duplicazioni o sovrapposizioni non consentite con altre attività.

82 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario Nel rispetto di queste regole ogni amministrazione può determinare delle regole anche più restrittive, o massimali per singole voci di inferiori a quelli possibile alla luce delle disposizioni appena citate (Vedi slide successive).

83 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario - categoria a Con delibera 608 del sono state apportate integrazioni al Vademecum al fine di recepire i massimali di costo previsti da più recenti disposizioni ministeriali relativamente al costo di Docenti, Tutori e Consulenti (sostituendo precedenti disposizioni - c. 101/97) Fascia A: 100 €, al lordo IRPEF, al netto IVA e INPS Fascia B: 80 €, al lordo IRPEF, al netto IVA e INPS Fascia C: 50 €, al lordo IRPEF, al netto IVA e INPS Fonte: Circolare ministeriale n. 41/2003 del 5 dicembre 2003

84 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario - categoria a Certi bandi riportano espressamente il massimale di costo per il personale della Scuola (fino al 50% delle ore corso) o Università impegnati in docenze interna: Fascia A: 51,65 €, al lordo IRPEF e INPS Fascia B: 41,32 €, al lordo IRPEF e INPS Fascia C: 25,82 €, al lordo IRPEF e INPS Fonte: Circolare ministeriale n. 40/1997

85 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario - categoria a Tutori: aula o stage (o assistente): 30 €; FAD 50 € Coordinatori: 57 € (*) (circolare ministeriale 101/97) (*) Consulenze (Voce di costo della Categoria C – Spese di Funzionamento e gestione): 500, 300 o 150 € (circolare ministeriale 41/03) a seconda delle specifiche competenze tecniche comprovate rispettivamente da 5 o 3 anni di esperienza professionale nel settore di intervento. (*) AP 20% delle ore, PU, AN, MC e la Regione 100% delle ore svolte

86 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario - categoria a Direzione: 57 € l’ora (in alternativa al coordinamento) Spese di viaggio, vitto e alloggio: limitate al Vademecum p. 23, punto 2) alle spese di rimborso del costo i un costo del di 1/5 della benzina per i Km e pedaggi autostradali e da ricevute o fatture entro i limiti stabiliti dal Vademecum. Nota: Ulteriori restrizioni in alcuni bandi.

87 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario - categoria b La categoria B o la C includono la quota di finanziamento privato per i corsi rivolti ad occupati. La prassi prevede che consistano in spese indirette costituite dal mancato reddito del personale occupato (si calcolano moltiplicando il n. di ore x costo orario CCLL) ed eventualmente, nei casi previsti, possono essere costituite dagli ammortamenti per spese relative a beni materiali (e inserite nella categoria C).

88 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario - categoria b I bandi relativi a corsi rivolti a occupati citano sempre la normativa relativa alle condizioni poste dall’UE per la concessione di aiuti di Stato ai sensi del Trattato. Le normative applicabili sono due: Regolamento (CE) n. 68/2001 sugli aiuti alla formazione Regolamento (CE) n. 69/2001 sugli aiuti d’importanza minore Articolo 87 del Trattato.

89 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario - privato Con l’applicazione del regolamento n. 69/01, l’impresa dichiara di non aver beneficiato di aiuti superiori a ,00 nell’ultimo triennio (*), e in questo caso il Vademecum regionale ha stabilito un finanziamento privato di almeno il 20% del costo totale della formazione. Articolo 87 del Trattato. Il periodo di riferimento ha carattere mobile. Si prende a riferimento l’atto di concessione.

90 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario - privato In applicazione del regolamento n. 68/2001, l’intensità dell’aiuto e quindi il finanziamento privato varia in funzione di due elementi principali: a) le dimensioni dell’impresa (PMI o Grande Impresa – 70 o 50) b) la tipologia di formazione impartita (generica o specialistica) Intensità inf. 10% per la FP in zone assistite e soggetti svantaggiati Nuova Raccomandazione sulle PMI 03/361/CE – in vigore dal 1 gennaio 05, fatta eccezione per i programmi in corso.

91 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario - privato E’ importante sottolineare che ciascuna impresa può fare riferimento unicamente alla formazione generale o alla formazione specialistica e soprattutto ad un’unica intensità di aiuto.

92 IV. Gli elementi costitutivi del bando
Il piano finanziario – categoria c Per il personale non docente (interno e esterno) il costo max. della prestazione é 26 € (*) per le ore effettivamente svolte (PU, AN e Regione), ma fino ad un massimo del 50% delle ore del corso nei bandi multi - Misura di AP (di cui fino al 40% interni e fino al 10% esterni) (*) Per gli interni la retribuzione si basa sulla busta paga (CCNL) .

93 V. La logica della capacità di spesa
I metodi di valutazione dell’equilibrio finanziario 1 La valutazione dell’aspetto economico all’interno del QPD 2 Il ribasso economico utilizzato negli appalti di servizi 3 Costo massimo per ora formativa/allievo e/o ora formativa (PU) 3.1 Costo massimo complessivo per progetto (AN e Regione) 4 Massimali di per singole voci di costo (AP)

94 V. La logica della capacità di spesa
L’aspetto economico nella 7^ linea guida Dall’inizio del 2004 le amministrazioni regionale e provinciali hanno individuato in maniera sempre più puntuale le attività formative da realizzare. In questi casi i criteri di valutazione utilizzati non potevano più applicarsi, poiché prevedevano alcuni aspetti (l’analisi dei fabbisogni o il rispetto degli obiettivi programmati) che nel caso di progetti puntualmente definiti dalle amministrazioni difficilmente si prestavano a diventare oggetto di valutazione. In presenza di progetti simili, è sorta l’esigenza di introdurre altri elementi di valutazione considerando anche l’aspetto economico. A parità di punteggio verrà data priorità ai progetti che prevedono il minor costo p. (DGR 1227/03)

95 V. La logica della capacità di spesa
Le sperimentazioni regionali (V. 5.8) Bando di riordino degli enti di formazione (DGR n. 1750/03) QPD ® = 4 elementi (se ne aggiunge 1 – giudizio economico) Proiezione lucidi e distribuzione materiale

96 V. La logica della capacità di spesa
Le sperimentazioni regionali (V. 5.8) L’introduzione nel bando di un giudizio sul valore economico del progetto all’interno dell’indicatore QPD ® ha il vantaggio di contenere il peso del giudizio al 8%, mentre nell’ipotesi del ribasso la valutazione dell’offerta economica pesa di regola almeno il 20%.

97 V. La logica della capacità di spesa
Il metodo del ribasso economico L’offerta economica più vantaggiosa prende in considerazione il costo del progetto assegnandogli un peso del 50, 30, 20, ecc. L’offerta economica è valutata con un peso del 20% per le attività finanziate con il FSE, utilizzando la seguente formula: (Q minima / Q x ) x 20 dove Q minima è l’offerta economica più bassa tra tutte quelle pervenute e Q x è l’offerta economica in esame.

98 V. La logica della capacità di spesa
Il criterio del costo medio ora / allievo - una recente indagine (30/04/2005), a valere su ¼ di tutte le attività formative regionali e provinciali realizzate con il FSE (2000 – 2004) dai primi 10 enti gestori di attività formative in quanto a ore corso realizzate, evidenzia un costo medio / ora allievo pari a € 8,9. Fonte: (2005) CLES Il sistema di offerta formativa della Regione Marche (consultabile nei prossimi giorni sul sito

99 V. La logica della capacità di spesa
Il criterio del costo medio ora / allievo Nei bandi della provincia di Pesaro e Urbino si stabiliscono dei massimali di costo medio / ora allievo per tipologia di corso come segue: 9 euro per i corsi di I ° livello 11 euro per i corsi di II ° e III ° livello Fonte: Bando multi misura FSE 2005

100 V. La logica della capacità di spesa
Il criterio del costo medio ora / allievo Nel bando multi – misura FSE 2005 la provincia di Ancona fissa il massimo finanziamento accordabile per attività formativa. Per esempio ,00 per i corsi di specializzazione di 300 ore (*). (*) Ipotesi n. 15 allievi = 11,1 euro

101 V. La logica della capacità di spesa
La scelta dei massimali di costo per voci Nei bandi della provincia di Ascoli Piceno si stabiliscono dei massimali per alcune voci di costo quali ad esempio : Progettazione (N/SP e N/QB € 1.549,37) Progettazione (N/AI e/o apprendistato € 516,37) Coordinamento (costo orario retribuito fino al 20% ore corso) Spese per la pubblicità pari a € 1.549,37 Spese per la selezione pari a € 1.549,37 Fonte: Bando multi – misura FSE 2005.

102 Appendice Linee guida Le linee guida sono consultabili al sito internet: - sezione Fondo Sociale europeo (“Linee guida”): DGR n. 2329/2000; DGR n. 2734/2000; DGR n. 1389/2001; DGR n. 1948/2001; DGR n. 2217/2001; DGR n. 1327/2002; DGR n /2003; DGR n. 1227/2003; DGR n. 1345/2003; DGR n. 1819/2003, DGR n /2004, DGR n. 1144/2004


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