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Progetto Formazione Continua 1 La formazione professionale in Italia e il ruolo dei Fondi Strutturali nel periodo 2000-2006 FRANCO.

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Presentazione sul tema: "Progetto Formazione Continua 1 La formazione professionale in Italia e il ruolo dei Fondi Strutturali nel periodo 2000-2006 FRANCO."— Transcript della presentazione:

1 Progetto Formazione Continua 1 La formazione professionale in Italia e il ruolo dei Fondi Strutturali nel periodo FRANCO FRIGO Jesi 27 giugno 2005 I NUOVI SCENARI DI PROGRAMAZIONE DELLA FORMAZIONE CONTINUA PER LE IMPRESE E LE PERSONE

2 Progetto Formazione Continua 2 Le norme di riferimento della Formazione Professionale iniziale Le regole della formazione continua Lapprendimento lungo tutto larco della vita Agenda 2000 e i Fondi Strutturali Gli Aiuti di Stato Il Fondo Sociale Europeo

3 Progetto Formazione Continua 3 Le norme di riferimento della Formazione Professionale iniziale La legge quadro 845 del 1978 La legge 236/1993 La legge 196/1997 e La legge 144/1999 Il D.L.vo 112/98 e la Riforma del Titolo V La legge 53/2003 La FP

4 Progetto Formazione Continua 4 Le risorse finanziarie nazionali della formazione professionale Lo 0,30% del monte salari (art. 12 legge 160/75, art. 25 legge 845/78) Il gettito globale La distribuzione delle risorse tra il Ministero dellEconomia e il Ministero del Lavoro La FP

5 Progetto Formazione Continua 5 Le norme di riferimento della Formazione Professionale Continua Leggi e contratti collettivi nazionali La stagione degli accordi Dagli accordi alle nuove normative Legge 236/93, 196/97, 144/99, 53/2000, 388/2000, 289/2002 La FC

6 Progetto Formazione Continua 6 Le risorse della formazione continua Il contributo delle imprese Lo 0,30% Il coinvestimento delle imprese Le quote a carico dei lavoratori La FC

7 Progetto Formazione Continua 7 Lapprendimento lungo tutto larco della vita Lifelong learning Le motivazioni di una scelta europea Le posizioni dellOCSE LLL

8 Progetto Formazione Continua 8 Messaggio 1: Nuove competenze di base per tutti Messaggio 2: Maggiori investimenti nelle RU Messaggio 3: Innovazione nelle tecniche di insegnamento e di apprendimento Messaggio 4: Valutazione dei risultati dellapprendimento Messaggio 5: Ripensare lorientamento Messaggio 6: Un apprendimento sempre più vicino a casa Memorandum europeo 2000

9 Progetto Formazione Continua 9 Agenda 2000 e i Fondi Strutturali

10 Progetto Formazione Continua 10 Agenda 2000 per unEuropa più forte e più ampia (1) Cosè e come nasce? Documento elaborato dalla Commissione come risposta alle richieste formulate nel Consiglio Europeo di Madrid (1995) sul tema dellallargamento ai PECO, in vista dei futuri negoziati con i Paesi candidati. E stato presentato dalla Commissione il Agenda 2000 va oltre lanalisi delle candidature e delle conseguenze dellallargamento, individuando nuove priorità e strumenti delle politiche dellUE. Quali priorità? - mantenere e rafforzare la politica di coesione economica e sociale; - portare avanti la riforma della Politica Agricola Comune; - rafforzare la crescita e l'occupazione; - migliorare le condizioni di vita attraverso le politiche interne dell'Unione; - permettere l'adesione di nuovi Stati… …sempre nel rispetto della disciplina di bilancio

11 Progetto Formazione Continua 11 Il Documento finale è stato approvato dal Consiglio Europeo di Berlino (26 marzo 1999). Contiene un pacchetto legislativo che copre quattro aree principali: la riforma della PAC. (Proseguire le riforme avviate nel Stimolare la competitività europea. Tutelare lambiente. Sostenere i redditi agricoli. Semplificare la normativa giuridica e decentrarne l'applicazione); gli strumenti di preadesione. (Potenziare la strategia di preadesione dei paesi candidati mediante due nuovi dispositivi finanziari: ISPA, PHARE e SAPARD); la riforma della politica strutturale. (Accrescere l'efficacia dei Fondi strutturali e del Fondo di coesione incentrando maggiormente le azioni sotto il profilo tematico e geografico e migliorandone la gestione); il nuovo quadro finanziario. (Nuovo quadro finanziario per il periodo c.d. Profilo di Berlino) Agenda 2000 per unEuropa più forte e più ampia (2) Cosa prevede, in concreto, Agenda 2000?

12 Progetto Formazione Continua 12 Agenda 2000: riforma dei Fondi strutturali Revisione Obiettivi: nellottica della Concentrazione delle risorse finanziarie e della Semplificazione Nuovi regolamenti: Il Regolamento generale (1260/99) traccia obiettivi, strumenti di programmazione, meccanismi finanziari e modalità di gestione e controllo. I regolamenti dei Fondi (Fesr, Fse, Feoga-O, Sfop) individuano finalità e meccanismi di funzionamento di ciascun fondo La materia degli Aiuti di stato, viene disciplinata in modo organico. Programmazione: vengono identificati obiettivi, strumenti e modalità dattuazione, sorveglianza e controllo della programmazione

13 Progetto Formazione Continua 13 Obiettivi 1 e 2: valenza territoriale Obiettivo 3: valenza tematica/settoriale Obiettivi delle politiche strutturali Reg. (CE) 1260/99 Obiettivo 1: concerne le regioni corrispondenti al livello II della Nomenclatura Statistica delle Unità Territoriali (NUTS II) il cui PIL pro- capite è < al 75% della media UE Obiettivo 2: concerne le regioni corrispondenti al livello III della Nomenclatura Statistica delle Unità Territoriali (NUTS III) aventi problemi strutturali in cui deve essere favorita la riconversione economica e sociale (zone in fase di mutazione socio-economica nei settori dellindustria e dei servizi; zone rurali in declino; zone urbane in difficoltà; zone dipendenti dalla pesca che si trovano in una situazione di crisi) Obiettivo 3: concerne le regioni cui non si applica lObiettivo 1. Sostegno alle riforme delle politiche e sistemi di istruzione, formazione e occupazione

14 Progetto Formazione Continua 14 Nuovo quadro normativo Regolamento Generale 1260/99 Feoga: Regolamento (CE) 1257/99 Fse: Regolamento (CE) 1284/99 Fesr: Regolamento (CE) 1283/99 Sfop: Regolamento (CE) 1263/99 Principali Regolamenti in materia di Aiuti di Stato Aiuti de minimis: Regolamento (CE) 69/01 Aiuti alla formazione: Regolamento (CE) 68/01 Aiuti alle PMI: Regolamento (CE) 70/01 Aiuti alla ricerca: Orientamenti (CE) (2002/C 111/03) Aiuti in agricoltura: Orientamenti (2000/C 28/02) Ammissibilità delle spese Reg. (CE) 1685/00 – Reg. (CE) 448/2004 Regolamenti Fondi Strutturali Aiuti a finalità regionale: Orientamenti (2000/C 258/06) Aiuti per il salvataggio di imprese in difficoltà: Orientamenti (1999/C 288/02)

15 Progetto Formazione Continua 15 Aiuti di Stato (1) Salvo deroghe, sono incompatibili con il mercato comune gli aiuti concessi dagli Stati che, favorendo talune imprese o produzioni, falsino o minaccino di falsare la concorrenza. Disposizione generale (art. 87, 1° comma, del Trattato) Condizioni di applicabilità Trasferimento di risorse statali: Le norme relative agli aiuti di Stato riguardano solo le misure che comportano un trasferimento di risorse statali. L'aiuto può anche essere concesso da un organo intermedio, privato o pubblico, designato dallo Stato. I trasferimenti finanziari possono assumere molte forme: sovvenzioni, riduzioni dei tassi di interesse, garanzie di crediti, regimi di ammortamento accelerato, conferimenti di capitale, ecc. Vantaggio economico: L'aiuto deve conferire un vantaggio economico che l'impresa non avrebbe ottenuto nel corso normale della sua attività. Selettività: L'aiuto di Stato deve essere selettivo, e incidere sull'equilibrio esistente fra un'impresa e i suoi concorrenti. Il criterio della "selettività" è quanto differenzia un aiuto di Stato dalle cosiddette "misure generali" (applicabili in maniera automatica e indiscriminatamente a tutte le imprese di tutti i settori economici di uno Stato membro). Il carattere di selettività è inoltre riconosciuto quando il regime si applica solo a una parte del territorio di uno Stato membro (es: aiuti regionali e settoriali). Effetti sulla concorrenza e sugli scambi: L'aiuto deve avere un effetto potenziale sulla concorrenza e gli scambi fra Stati membri. E sufficiente poter dimostrare che il beneficiario esercita un'attività economica e che opera su un mercato in cui esistono scambi commerciali fra Stati membri. La Commissione ritiene che gli aiuti di esigua entità (aiuti de minimis) non abbiano alcun potenziale effetto sulla concorrenza.

16 Progetto Formazione Continua 16 Aiuti di Stato (2) - aiuti a carattere sociale concessi ai singoli consumatori, a condizione che siano accordati senza discriminazioni determinate dall'origine dei prodotti - aiuti destinati a ovviare ai danni arrecati dalle calamità naturali oppure da altri eventi eccezionali - aiuti concessi all'economia di determinate regioni della Repubblica federale di Germania (ex DDR). Deroghe (art. 87, 2° comma, del Trattato) Il trattato individua due categorie di deroghe: Assolute Oggetto di valutazione da parte della Commissione

17 Progetto Formazione Continua 17 Aiuti di Stato (3) Aiuti regionali - aiuti destinati a favorire lo sviluppo economico delle regioni ove il tenore di vita sia anormalmente basso, oppure si abbia una grave forma di sottoccupazione (Art a). Si tratta delle regioni Obiettivo 1 - aiuti destinati ad agevolare lo sviluppo di […] talune regioni economiche, sempreché non alterino le condizioni degli scambi in misura contraria al comune interesse (Art c). Gli Stati membri possono assistere regioni che sono svantaggiate rispetto alla media nazionale. L'elenco di tali regioni è stabilito dalla Commissione ma su proposta degli Stati membri Norme orizzontali (applicabili in tutti i settori dellattività economica e in ogni regione) - aiuti alle piccole e medie imprese - aiuti alla ricerca e sviluppo - aiuti per la tutela dellambiente - aiuti per il salvataggio e la ristrutturazione di imprese in difficoltà - aiuti alloccupazione - aiuti di Stato alle imprese nei quartieri urbani svantaggiati -aiuti alla formazione professionale Norme settoriali -Settori sensibili (norme particolari per un certo numero di settori che hanno sofferto di problemi economici particolarmente gravi. Si tratta attualmente di: industria carboniera e siderurgica; fibre sintetiche; industria automobilistica; costruzione navale). Le norme sono più restrittive rispetto ad altri settori. -Agricoltura, pesca ed acquacoltura; -Trasporti (da notificare per la valutazione) Obbligo di notifica dei nuovi aiuti: se incompatibili vanno soppressi (o modificati). Deroga de minimis Deroghe (segue)

18 Progetto Formazione Continua 18 Aiuti di Stato (4) Regola de minimis - Reg. (CE) 69/01 Campo di applicazione: aiuti di Stato di importo poco elevato (aiuti de minimis), per i quali non è richiesta una notifica preventiva alla Commissione. La regola de minimis non si applica ai settori disciplinati dal trattato CECA (industria carboniera e siderurgica), alla costruzione navale, al settore dei trasporti e agli aiuti relativi all'agricoltura e alla pesca. Concetto: La regola de minimis fissa una cifra assoluta quale soglia di aiuto al di sotto della quale si può considerare come inapplicabile l'articolo 87, paragrafo 1 del trattato e l'aiuto non è più soggetto all'obbligo della previa notifica alla Commissione. Tale regola si basa sul principio che, nella grande maggioranza dei casi, gli aiuti di importo esiguo non hanno alcun impatto sensibile sugli scambi e sulla concorrenza tra Stati membri. Criteri: L'importo massimo totale deve restare entro il limite di (equivalente sovvenzione) su un periodo di tre anni a decorrere dal momento del primo aiuto de minimis (aiuto proveniente da qualsiasi fonte). Tale importo comprende qualsiasi aiuto pubblico accordato a titolo della regola de minimis e non pregiudica la possibilità del beneficiario di ottenere altri aiuti in base a regimi autorizzati dalla Commissione. L'importo comprende tutte le categorie di aiuti, indipendentemente dalla loro forma e obiettivo. Cumulo: Il massimale di corrisponde all'importo totale concesso a una singola impresa nell'ambito di tutte le misure d'aiuto coperte dalla regola de minimis. Gli Stati membri sono tenuti ad instaurare modalità di controllo atte a garantire che il limite sopra indicato non sia superato (anche se l'aiuto è concesso da autorità locali, regionali e/o nazionali diverse)

19 Progetto Formazione Continua 19 Finanziamenti dei fondi strutturali: limiti fissati dal Reg. (CE) 1260/99 Regola generale sullintensità degli aiuti Investimenti infrastrutturali generatori di entrate nette Nelle regioni Obiettivo 1 Nelle regioni Obiettivo 2 e 3 La partecipazione del Fondo rispetta i seguenti limiti: Il 75% al massimo del costo totale ammissibile Almeno il 50% delle spese pubbliche ammissibili Il 50% al massimo del costo totale ammissibile Almeno il 25% delle spese pubbliche ammissibili regioni Obiettivo 1 regioni Obiettivo 2 40% del costo totale ammissibile 25% del costo totale ammissibile Investimenti nelle imprese regioni Obiettivo 1 regioni Obiettivo 2 35% del costo totale ammissibile 15% del costo totale ammissibile Lintensità degli aiuti rispetta i massimali decisi in materia di Aiuti di stato

20 Progetto Formazione Continua 20 Previsioni di Bilancio (marzo 1999) (1)

21 Progetto Formazione Continua 21 Previsioni di Bilancio (marzo 1999) (2)

22 Progetto Formazione Continua 22 La Programmazione dei Fondi Strutturali La programmazione è linsieme dei processi di organizzazione, decisione e finanziamento volti ad attuare, in un arco pluriennale, lazione congiunta dellUnione europea e degli Stati membri, così come prescritto dal Regolamento generale sui fondi strutturali. Lattuale periodo di programmazione copre il periodo Concentrazione Concertazione (partenariato) Addizionalità Assicurano il rispetto dei principi di: Complementarità Sussidiarietà Concetti chiave

23 Progetto Formazione Continua 23 Fondi strutturali 2000/2006 Obiettivo 1: promuovere lo sviluppo e ladeguamento strutturale delle regioni in ritardo di sviluppo Obiettivo 2: favorire la riconversione economica e sociale delle zone con difficoltà strutturali (industriali, rurali, urbane, dipendenti dalla pesca) Obiettivo 3: favorire ladeguamento e lammodernamento delle politiche e dei sistemi distruzione, formazione e occupazione

24 Progetto Formazione Continua 24 Programmazione Obiettivi 1 e 3: Piani nazionali Quadro comunitario di sostegno Programmi Operativi Complemento di programmazione Obiettivo 2: Documento Unico di Programmazione Complemento di programma

25 Progetto Formazione Continua 25 Assi prioritari Obiettivo 1 Asse 1: Risorse naturali Asse 2: Risorse culturali Asse 3: Risorse umane Asse 4: Sistemi locali di sviluppo Asse 5: Città Asse 6: Reti e nodi di servizio

26 Progetto Formazione Continua 26 Tipologia Programmi Operativi Programmi Operativi Nazionali - PON Sicurezza Ricerca scientifica Trasporti Scuola Pesca Incentivi alle imprese Rafforzamento sistemi Programmi Operativi Regionali - POR Possibili interventi nazionali (protezione civile, energia, beni culturali, innovazione nella PA, Sviluppo locale) e interregionali

27 Progetto Formazione Continua 27 Risorse finanziarie Fondi strutturali - Italia Obiettivo 1: milioni di Euro Obiettivo 2: milioni di Euro Obiettivo 3: milioni di Euro Sfop: 96 milioni di Euro Totale: milioni di Euro

28 Progetto Formazione Continua 28 FEOGA Azioni finanziate Investimenti nelle aziende agricole Insediamento di giovani agricoltori Formazione professionale Aiuti al prepensionamento Aiuti compensativi per le zone svantaggiate Misure agro-ambientali Trasformazione e commercializzazione Valorizzazione delle foreste Sviluppo delle zone rurali

29 Progetto Formazione Continua 29 FSE Azioni finanziate Assistenza alle persone Assistenza alle strutture e ai sistemi Misure di accompagnamento

30 Progetto Formazione Continua 30 Iniziative comunitarie Interreg: Cooperazione transfrontaliera, transnazionale e interregionale Urban: Rivitalizzazione economica e sociale delle aree urbane in crisi Leader: Sviluppo rurale Equal: Cooperazione transnazionale contro le diseguaglianze nel mercato del lavoro

31 Progetto Formazione Continua 31 Sviluppo e promozione di politiche attive del mercato del lavoro per combattere e prevenire la disoccupazione di lunga durata, agevolare il reinserimento dei disoccupati di lunga durata nel mercato del lavoro e sostenere l'inserimento nella vita professionale dei giovani e di coloro, uomini e donne, che si reinseriscono nel mercato del lavoro A.1 Organizzazione dei servizi per limpiego A.2 Inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro di giovani e adulti nella logica dellapproccio preventivo A.3 Inserimento e reinserimento nel mercato del lavoro di uomini e donne fuori dal mercato del lavoro da più di sei o dodici mesi

32 Progetto Formazione Continua 32 Promozione di pari opportunità per tutti nell'accesso al mercato del lavoro, con particolare attenzione per le persone che rischiano l'esclusione sociale B.1 Inserimento lavorativo e reinserimento di gruppi svantaggiati

33 Progetto Formazione Continua 33 Promozione e miglioramento della formazione professionale, dell'istruzione, dell'orientamento, nell'ambito di una politica di apprendimento nell'intero arco della vita, al fine di agevolare e migliorare l'accesso e l'integrazione nel mercato del lavoro, di migliorare e sostenere l'occupabilità e promuovere la mobilità professionale C.1 Adeguamento del sistema della formazione professionale e dell'istruzione C.2 Prevenzione della dispersione scolastica e formativa C.3 Formazione superiore C.4 Formazione permanente

34 Progetto Formazione Continua 34 Promozione di una forza lavoro competente, qualificata ed adattabile, dell'innovazione e dell'adattabilità nell'organizzazione del lavoro, dello sviluppo dello spirito imprenditoriale, di condizioni che agevolino la creazione di posti di lavoro nonché della qualificazione e del rafforzamento del potenziale umano nella ricerca, nella scienza e nella tecnologia D.1 Sviluppo della formazione continua, della flessibilità del mercato del lavoro e della competitività delle imprese pubbliche e private con priorità alle PMI D.2 Adeguamento delle competenze della Pubblica Amministrazione D.3 Sviluppo e consolidamento dell'imprenditorialità con priorità ai nuovi bacini di impiego D.4 Sviluppare il potenziale umano nei settori della ricerca e dello sviluppo tecnologico

35 Progetto Formazione Continua 35 Misure specifiche intese a migliorare l'accesso e la partecipazione delle donne al mercato del lavoro, compreso lo sviluppo delle carriere e l'accesso a nuove opportunità di lavoro ed all'attività imprenditoriale, e a ridurre la segregazione verticale e orizzontale fondata sul sesso nel mercato del lavoro E.1 Promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro

36 Progetto Formazione Continua 36 Accompagnamento del Programma Operativo F.1 Azioni comprese nella regola generale per lassistenza tecnica F.2 Azioni escluse dalla regola generale (Informazione & Pubblicità e Valutazione esterna)

37 Progetto Formazione Continua 37 Sviluppo e promozione di politiche attive del mercato del lavoro per combattere e prevenire la disoccupazione di lunga durata, agevolare il reinserimento dei disoccupati di lunga durata nel mercato del lavoro e sostenere l'inserimento nella vita professionale dei giovani e di coloro, uomini e donne, che si reinseriscono nel mercato del lavoro A.1 Servizi per limpiego. Operatori dei servizi per limpiego. A.2 Giovani in stato di disoccupazione da non più di 6 anni; adulti disoccupati da non più di 12 mesi A.3 Persone in cerca di occupazione da oltre 6 mesi, se giovani, da oltre 12 mesi, se adulte. Apprendisti assunti da oltre 6 mesi dalla iscrizione al collocamento Destinatari

38 Progetto Formazione Continua 38 Promozione di pari opportunità per tutti nell'accesso al mercato del lavoro, con particolare attenzione per le persone che rischiano l'esclusione sociale B.1 soggetti esposti al rischio di marginalità sociale per cause fisiche, psichiche, sociali, indicativamente riconducibili alle seguenti categorie: soggetti portatori di handicap fisici e mentali; detenuti ed ex detenuti; immigrati extracomunitari; nomadi; tossicodipendenti ed ex tossicodipendenti; sieropositivi; alcolisti ed ex alcolisti; persone inquadrabili nei fenomeni di nuova povertà; persone che intendono uscire dal circuito della prostituzione; soggetti a rischio di devianza. Rientrano inoltre tra i destinatari della misura: personale che opera nei servizi sociali, compresi gli appartenenti alle Associazioni di volontariato e gli operatori delle cooperative sociali; formatori, operatori scolastici, datori di lavoro, parti sociali. Destinatari

39 Progetto Formazione Continua 39 Promozione e miglioramento della formazione professionale, dell'istruzione, dell'orientamento, nell'ambito di una politica di apprendimento nell'intero arco della vita, al fine di agevolare e migliorare l'accesso e l'integrazione nel mercato del lavoro, di migliorare e sostenere l'occupabilità e promuovere la mobilità professionale C.1 Agenzie formative, formatori e operatori della formazione, istituti scolastici, Amministrazione regionale, Amministrazioni provinciali. C.2 Studenti dellultimo anno di obbligo scolastico; giovani fino a 18 anni a maggior rischio di dispersione per non aver adempiuto lobbligo scolastico, ovvero non inseriti nei canali alternativi dellobbligo formativo. C.3 Occupati, disoccupati e inoccupati giovani e adulti C.4 Adulti in età lavorativa Destinatari

40 Progetto Formazione Continua 40 Sviluppo della formazione continua, della flessibilità del mercato del lavoro e della competitività delle imprese pubbliche e private con priorità alle PMI D.1 Occupati giovani e adulti, lavoratori in CIG ordinaria, parti sociali e management aziendale, compresi i titolari di impresa ed i lavoratori autonomi. D.2 Occupati nella Pubblica Amministrazione D.3 Occupati e disoccupati giovani e adulti: Donne imprenditrici D.4 Occupati e disoccupati, giovani e adulti Destinatari

41 Progetto Formazione Continua 41 Promozione della partecipazione femminile al mercato del lavoro E.1 Donne occupate e disoccupate giovani e adulte. Imprese, amministrazioni pubbliche. Destinatari

42 Progetto Formazione Continua 42 Accompagnamento del Programma Operativo F.1 Regione, Province, organismi di formazione, strutture di assistenza tecnica e monitoraggio. F.2 Regione, Province, organismi di formazione, strutture di valutazione, strutture di intermediazione pubblicitaria Destinatari

43 Progetto Formazione Continua 43 Autorità di Gestione E definito all Art. 9, lett. N, del Reg.1260/99 LAutorità di Pagamento insieme allAutorità di Gestione è responsabile della conformità degli interventi ai regolamenti comunitari. Le funzioni relative a queste responsabilità possono essere delegate agli organismi intermedi.

44 Progetto Formazione Continua 44 Gli Stati membri e le Autorità di Pagamento LAutorità di Pagamento deve avere un mandato chiaro delle autorità nazionali, con istruzioni specifiche su come: ottenere fiducia dallAutorità di Gestione; redigere le richieste di anticipo sui programmi cofinanziati; effettuare i controlli.

45 Progetto Formazione Continua 45 Divisione dei ruoli Tra Autorità di Pagamento e Autorità di Gestione Allinterno di ciascuna autorità Separazione di competenze per: 1.Controlli sulle richieste di pagamento 2.Pagamenti 3.Radazione delle richieste di pagamento 4.Certificazione delle richieste di pagamento 5.Sistema di controllo interno e procedure equivalenti

46 Progetto Formazione Continua 46 Pagamenti e spesa sequenza COMMISSIONE AUTORITA DI PAGAMENTO QUOTA DI COFINANZIAMENTO NAZIONALE AUTORITA DI GESTIONE BENEFICIARIO FINALE DESTINATARIO ANTICITO RICHIESTA CONTROLLO RICHIESTARIMBORSO CONTROLLO 2a2b

47 Progetto Formazione Continua 47 Organismi Intermedi Gli Organismi Intermedi ricevono le richieste di pagamneto per ciascuna operazione e per il totale della spesa finale certificata dai beneficiari finali. Gli Organismi Intermedi si rapportano allAutorità di Pagamento designata in base allart.9 del Regolamento UE 1260/1999. Presentano allAutorità di Pagamento la lista degli interventi approvati identificando ciascuna operazione in dettaglio indicando il Beneficiario Finale, la data di approvazione del finanziamento, lammontare messo a bando e quello effettivamente pagato e la durata dellazione e il totale della spesa per misura per sotto-azione o per priorità. Queste informazioni costituiscono il supporto documentale per la registrazione dei dati da parte dellAutorità di Pagamento e costituisce la base per la preparazione della certificazione di spesa da presentare alla Commissione.

48 Progetto Formazione Continua 48 Definizione delle responsabilità COMMISSIONE STATO MEMBRO AUTORITA DI GESTIONE AUTORITA DI PAGAMENTO ORGANISMI INTERMEDI BENEFICIARI FINALI La definizione di responsabilità è prevfista dal Reg. 1260/99 Informazioni su pagamenti, sistema di monitoraggio e controllo Audit delle informazioni e dei sistemi

49 Progetto Formazione Continua 49


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