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Centralità del corpo e del movimento nella Pedagogia e Didattica Speciale Università degli Studi della Calabria Corso aggiuntivo per il sostegno agli alunni.

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Presentazione sul tema: "Centralità del corpo e del movimento nella Pedagogia e Didattica Speciale Università degli Studi della Calabria Corso aggiuntivo per il sostegno agli alunni."— Transcript della presentazione:

1 Centralità del corpo e del movimento nella Pedagogia e Didattica Speciale Università degli Studi della Calabria Corso aggiuntivo per il sostegno agli alunni in situazione di handicap Anno Accademico 2012/2013 Pedagogia speciale Prof. Mario Lipoma

2 Complessità Complessità del sistema mente-corpo Complessità del progetto educativo

3 Il corpo è protagonista dei processi formativi La valorizzazione della dimensione corporea trova la sua premessa nella riformulazione del concetto di corpo inteso oggi come punto di contatto per la conoscenza e la comunicazione con se stessi, con gli altri e con lambiente. Il bambino giocando sperimenta le sue capacità motorie, intellettive e sensoriali; sperimenta, esplora e socializza. Il corpo: è un modo di relazionarsi è uno strumento di comunicazione è un punto di contatto per la conoscenza e la comunicazione con se stessi, con gli altri e con lambiente. è uno strumento di conoscenza portatore di stati emozionali, stati affettivi, stati relazionali

4 Corpo e valorizzazione della diversità La persona è irripetibile, unica così come la sua realizzazione personale e lespressione di sé Espressione e realizzazione passano attraverso i vissuti corporei Lincontro con lAltro si realizza attraverso la percezione del corpo dellaltro Il corpo rivela la persona Il corpo mediante la comunicazione silenziosa è capace di avvicinare i soggetti in rapporti intersoggettivi edificanti capaci di condurli o ri-condurli ad una esistenza autentica (Bellingreri, 2005).

5 La complessità esige modelli esplicativi e interpretativi adeguati alla complessità medesima, e lo studio delluomo non può che rispecchiare, senza artificializzazioni e riduzioni eccessive, questa esigenza. Ricerca di un punto di equilibrio che consenta uno studio rigoroso ma al tempo stesso non limitativo della struttura e delle funzioni del sistema mente-corpo impegnato nelle attività motorie e sportive. Complessità del sistema mente-corpo

6 sfida della globalità e della complessità: mentre i problemi si fanno globali e interdipendenti, il sapere tende sempre più a specializzare; sfida della disgregazione culturale: la cultura scientifica moderna, ancora imperniata su un approccio analitico dei problemi globali, è incapace di una visione dinsieme; sfida dellatrofia mentale: la dispersione del sapere, compromette labitudine a combinare, associare, connettere conoscenze per affrontare problemi complessi. Educare è una sfida simile ad un processo in continua evoluzione, una spirale virtuosa: conoscenza, osservazione, valutazione, eventuale riformulazione dellipotesi educativa. Cfr. Morin E. (2000) La testa ben fatta. Riforma dellinsegnamento e riforma del pensiero, Cortina, Milano Cfr. Bruner J. (2006) La cultura delleducazione. Nuovi orizzonti per la scuola, Feltrinelli, Milano Paradigma della complessità del progetto educativo

7 Risvolti della complessità sul piano delleducazione motoria Tendenza alla specializzazione precoce di modelli tecnici esecutivi a scapito dellacquisizione di abilità motorie generalizzate e trasversali. Si guarda alla prestazione, invece di considerare la valenza formativa legata alla maturazione della persona. Il progetto tende ad oscurare le finalità etiche e morali contenute in ogni atto educativo Cfr. S. Ciarano (a cura di), Le attività motorie e sportive nello sviluppo degli adolescenti, Laterza, Roma-Bari 2008

8 Complessità Complessità del corpus di discipline che sostengono leducazione motoria Complessità legata al movimento umano

9 Movimento Umano Fisiologia Biologia Scienze mediche Anatomia PsicologiaBioingegneria Pedagogia

10 Complessità del sistema mente-corpo Tuttavia limitare lo studio del comportamento motorio a livello motorio analizzando esclusivamente un homo motorio, è un errore; ciò ci condurrebbe a considerare la motricità come una funzione solo strumentale con valore puramente esecutivo dipendente da sistemi attivati da forze aliene, sia esterne che interne allindividuo (Ajuriaguerra, 1974). In questo modo si verificherebbe una depersonalizzazione completa del comportamento motorio.

11 Progetto per leducazione motoria Pedagogia Didattica delle attività motorie e sportive Didattica generale e speciale Psicologia

12 La didattica si occupa delle problematiche e dei principi generali che afferiscono allinsegnamento, approntando, per questo fine, una teoria generale, le condizioni di esercizio, i processi attuativi, i dispositivi formativi, la metodologia generale e specifica, per trasmettere il sapere sapiente. Se loggetto della didattica è linsegnamento, esiste e va evidenziata la correlazione tra le diverse scienze che predispongono in modo sistemico tutte quelle azioni rivolte alla formazione delluomo: scienze umane e sociali, scienze del corpo, scienze della formazione. Loggetto della didattica

13 Il modello della didattica più completo, in cui trovano spazio le didattiche disciplinare e quella motoria, in particolare, è quello definito come autopoiesi sistemica (Galliani, 1993), in cui la formazione del soggetto è il risultato dellinterazione delle conoscenze che riguardano i fondamenti epistemologici, le teorie dellapprendimento e le metodologie di insegnamento, la comunicazione del sapere, gli strumenti con cui si procede per progettare e programmare, la valutazione delle attività in sede diagnostica, formativa e sommativa. Il modello della didattica come autopoiesi sistemica Galliani L., Didattica come organizzazione sistemica delle azioni formative, in L. Calonghi (a cura di), Nel bosco di Chirone, Tecnodid, Napoli, 1993

14 Nodi di partenza Fondamenti epistemologici delleducazione motoria Metodi e dispositivi didattici Valutazione Misurazione, criteri, contesti Metodi di indagine e strumenti di analisi La professionalità dellinsegnante/educatore disostegno

15 Leducazione motoria si avvale degli apporti teorici di diversi orientamenti scientifico-culturali, in particolare: Attivismo e le scuole nuove (Montessori, Dewey) Puerocentrismo, valorizzazione del fare, socializzazione, antiintellettualismo Comportamentismo Gli atti motori sono delle risposte adattive alle stimolazioni ambientali (teoria stimolo-risposta di Watson) Lapprendimento consiste in una modificazione del comportamento dovuta alle esperienze (prove ed errori di Skinner) Psicanalisi Il movimento del bambino è espressione di un corpo vissuto, portatore di bisogni inconsapevoli e di valori. I problemi di adattamento motorio spesso sono sintomi di difficoltà e disagio affettivo Fondamenti epistemologici delleducazione motoria

16 Cognitivismo Piaget ha studiato le fasi di sviluppo psicomotorio in relazione allo sviluppo cognitivo Lintelligenza (assimilazione, accomodamento, stabilizzazione) è la forma più evoluta di adattamento del bambino allambiente e ha le sue origini dallesercizio e dalla trasformazione di schemi motori innati. Bruner ha approfondito i rapporti tra movimento e linguaggio. Secondo Bruner, esiste unanalogia tra azione e rappresentazione linguistica di quelle categorie connesse al movimento (agente, azione, oggetto, strumento, modo, luogo e tempo dellazione) che costituiscono la grammatica dei casi. Ricerche condotte in ambito neuropsicologico (Greenfield, 1991) hanno confermato che il controllo e lapprendimento motorio sono aspetti stessi delle funzioni linguistiche. Fondamenti epistemologici delleducazione motoria

17 Intelligenza e processi cognitivi Dalla cronometria mentale (Galton, Wundt, laboratori di psicofisiologia e psicologia sperimentale) alla valutazione globale-maturativa dellintelligenza (Binet e Simon, Stern, Terman) Dalle teorie unitarie (Spearman) alle teorie multiple fattoriali (Thurstone, Guilford), multiple gerarchiche (Cattell, Carroll) e multiple sistemiche (Sternberg, Gardner). In particolare, la teoria multipla di Gardner (Frames of Mind) esprime come le varie forme di contenuto simbolico utilizzabili dalla mente (parole, simboli logici, numeri, notazioni musicali, di movimento, ecc.) possono produrre varie forme di intelligenza. A differenza delle teorie precedenti che assegnano le abilità connesse al movimento a differenti abilità sovraordinate (spaziali, percettive, mnestiche), Gardner assegna ad una forma indipendente di intelligenza (corporeo-cinestetica) la capacità di usare il corpo e le sue parti per risolvere problemi, manipolare oggetti, ecc. Fondamenti epistemologici delleducazione motoria

18 Le teorie psicomotorie Hanno posto al centro della loro riflessione limportanza della motricità come strumento educativo ed evolutivo. In particolare, studiano: La strutturazione dello schema corporeo: conoscere e accettare se stessi LIo in rapporto al mondo degli oggetti: conoscenza e accettazione della realtà LIo in rapporto al mondo degli altri: conoscenza e accettazione del mondo degli altri. Fondamenti epistemologici delleducazione motoria

19 Scienze cognitive Mediante un approccio multidisciplinare, le scienze cognitive condividono un presupposto essenziale per lo studio della mente umana: levoluzione della mente come proprietà emergente del cervello, inserito in un corpo, che a sua volta è immerso in un ambiente fisico e in un contesto culturale con cui è in costante interazione (Bara, 2000). Neuroscienze (cognitive e dellemozione) Hanno consentito di chiarire come lelaborazione emozionale costituisce il mezzo attraverso il quale il cervello – ed in particolare lamigdala una delle strutture cerebrali chiave per lemozione - modula processi cognitivi e comportamento finalizzato alladattamento (Le Doux, 1989, 1995; Damasio, 2000). La funzione delle emozioni viene esercitata attraverso una integrazione coerente tra elaborazione dello stimolo, la sua rappresentazione mentale, disposizioni motivazionali e organizzazione di comportamenti adeguati. Fondamenti epistemologici delleducazione motoria

20 Fondamenti epistemologici delleducazione motoria Modelli concettuali basati sullo sviluppo motorio e dei processi cognitivi. Le Boulch, Mosston, Cratty, Humphrey, Frostig hanno studiato da diverse prospettive linfluenza delle attività motorie sulle abilità intellettive. Gli studi di Le Boulch hanno ampliato il ruolo dellattività motoria nelleducazione dei bambini, attraverso teorizzazioni accompagnate da schede e suggerimenti pratici Mosston, riprendendo Le Boulch, ha approfondito luso nella didattica delle strategie di risoluzione dei problemi attraverso lattività motoria. Cratty e Humphrey hanno verificato la validità di giochi di apprendimento e sviluppato programmi di attività motoria per potenziare labilità di scrittura, la concentrazione, lautocontrollo o la memoria visiva e uditiva a breve termine. Frostig ha sviluppato un test di valutazione dello sviluppo percettivo collegato ad un programma educativo.

21 Prescrittivo-direttivo Misti (sintetico-analitico-sintetico) Metodo dellassegnazione dei compiti Metodi imitativo - deduttiviMetodi induttivo - sperimentali Metodo della risoluzione dei problemi Metodo della scoperta guidata Metodo della libera esplorazione Insegnamento delle attività centrato su un modello da imitare, sullinsegnante/istruttore, sulla trasmissione delle conoscenze. Elaborazione attiva dellapprendimento centrato sullintroduzione di variabili nella produzione motoria spontanea, sulla riflessione e presa di coscienza. I metodi nelle attività motorie

22 Dispositivi formativi Sono le unità basiche che determinano i modelli distruzione: Lezione Approccio tutoriale e drill&practice Discussione Studio del caso Apprendimento di gruppo Problem solving Simulazione, role-playing Progetto Espressione libera, brain storming Cfr. Calvani A. (2007), Fondamenti di Didattica - Teoria e prassi dei dispositivi formativi, Carocci editore, Roma

23 La didattica laboratoriale centrata sullattività motoria fonda la propria ragione di essere sulla esperienza diretta, determinando lassunzione di responsabilità e di consapevolezza indispensabile alla conduzione e alla regia di un processo formativo. La capacità di abilità motorie aggiunge il piacere di padroneggiare il proprio corpo, di esprimersi con gesti coordinati e finalizzati alla gratificazione derivante dallazione. Specificità del laboratorio delle attività motorie Metodi e dispositivi didattici

24 Il soggetto è posto nella condizione di trovare con il proprio corpo delle soluzioni. Ciò implica, di fatto, il sorgere di nuove modalità di espressione, di nuove regole con cui lavorare, di processi di rielaborazioni personali. Lintelligenza corporeo-cinestetica si manifesta, infatti, attraverso le capacità di utilizzare le espressioni facciali, la gestualità delle mani, i movimenti, di occupare lo spazio. Cfr. Gardner H. (1983) Formae mentis: saggio sulla pluralità della intelligenza, Feltrinelli, Milano. Il laboratorio motorio come condizione per lesercizio delle attività motorie Metodi e dispositivi didattici

25 R I C E R C A role-playing Problem solving cognitivo e motorio drill & practice Cooperative learning Circle time discussione Dispositivi didattici per le attività motorie

26 Valutazione La valutazione viene spesso vista in termini funzionali alle prestazioni e all'acquisizione delle abilità motorie e non in termini di valutazione di processo e di acquisizione delle competenze relazionali e socio-affettive. I fattori centrali per la valutazione delle attività motorie: giudizi, criteri e contesti. Nella valutazione si formulano giudizi, i giudizi sono formulati alla luce di criteri, i criteri derivano da particolari contesti, i contesti contengono intenzioni umane e valutazioni (Sockett,1979) La valutazione nella didattica delle attività motorie e sportive, specialmente nei suoi aspetti educativi, acquista senso in questo modo. Si pone, quindi, la necessità di ridefinirla e, in tal senso, non può che essere qualitativa.

27 Metodi di indagine e strumenti di analisi Metodi di indagine Ricerca quali-quantitativa Ricerca-azione Ricerca quasi-sperimentale Strumenti di analisi Interviste Schede di osservazione Questionari Test psicometrici Scale di valutazione psicomotoria Tecnologie per lanalisi del movimento Performances analysis Test motori specifici

28 Se è vero che la complessità del fenomeno motorio richiede una classificazione delle attività, è necessario porre la questione del profilo scientifico-culturale dellinsegnante/educatore. Educare alla motricità significa prestare attenzione a tutto il processo educativo e alle forme in cui si strutturano le abilità motorie e se necostruisce lapprendimento efficace. COMPITI DELLINSEGNANTE/EDUCATORE facilitare lo sviluppo di: Funzioni cognitive Funzioni creative Funzioni socializzanti Attenzione allambiente Funzioni dintegrazione e valorizzazione dellAltro Cfr. De Mennato P. (2004) Le intelligenze del corpo. Una epistemologia costruttivista delleducazione motoria, in Pedagogia ed educazione motoria, Guerini, Milano. La professionalità dellinsegnante/ educatore di attività motorie

29 Le competenze dellinsegnante/educatore devono essere multitransdisciplinari e volti alle seguenti condizioni: le conoscenze e il sapere fare devono essere costruiti dagli allievi; la relazione tra allievo/insegnante - allievo/educatore deve essere interattiva, per creare contesti stimolanti e soluzioni attive di problem solving; la motivazione ad apprendere deve essere perseguita per responsabilizzare e motivare al successo; le strategie metacognitive devono essere adottate per stimolare la riflessione sulle modalità dellazione Cfr. Ianes D. (1996) (a cura di) Metacognizione e apprendimento, Trento, Erickson. Cfr. Cornoldi C. et al. (1996) Metacognizione e apprendimento, Bologna, Il Mulino. Costruttivismo e mediazione didattica in educazione motoria

30 I soggetti in età di sviluppo apprendono prima e meglio attraverso il movimento.La valenza psicopedagogica del corpo e del movimento invita a un ripensamento della prassi educativa che necessita del riconoscimento dellesistenza di una pluralità di stili cognitivi e di formae mentis centrate sulla corporeità. In questa prospettiva lintelligenza non può essere considerata come una manifestazione unica e modellizzata del potenziale cognitivo delluomo, ma diventa una modalità risolutiva capace di utilizzare in forma integrata la pluralità delle forme di decodifica centrate sulle abilità corporeo- cinestesiche (Gardner, 1983). Cfr. Gardner H. (1983) Formae mentis : saggio sulla pluralità della intelligenza, Feltrinelli, Milano. Pluralità di stili cognitivi, formae mentis e comunicazioni educative

31 Bibliografia AA.VV. (2004) Pedagogia ed educazione motoria. Guerini, Milano. Ajuriaguerra de J. (1974) Manuel de Psychiatrie de lenfant. Masson, Paris. Trad. It: (1979) Manuale di psichiatria del bambino. Masson, Milano. Arnold P.J. (2002) Educazione motoria, sport e curricolo. Guerini Studio, Milano. Baldacci M. (2002) La didattica per moduli. Laterza, Bari. Baldacci M. (2002) Una scuola a misura dalunno. Torino, Utet Libreria. Baldacci M. (2004) Modelli della didattica. Roma, Carocci. Bellagamba G., Didattica e scienze motorie, Cleup, Pd, 2006, pp Bertagna G. et al. (1999) Processi educativi e progettualità pedagogica. Tirrena Stampatori, Torino. Bloom B.S. (1993) Caratterisiche umane e apprendimento scolastico. Armando, Roma. Bruner J. (1997) La cultura delleducazione, Nuovi orizzonti per la scuola. Feltrinelli, Milano.

32 Bibliografia Bruner J. (2006) La cultura delleducazione. Nuovi orizzonti per la scuola. Milano, Feltrinelli, Milano. Caillois R. (1995) I giochi e gli uomini, Bompiani, Milano. Calceranno L., Casolo F. (2003) Educazione motoria e sportiva, La Scuola, Brescia. Calidoni, P. (2004)( a cura di) Didattica generale ed educazione motoria. Guerini scientifica, Milano. Callari Galli M., Cambi F., Ceruti M. (2003) Formare alla complessità. Prospettive delleducazione nelle società globali, Carocci, Roma. Calvani A. (2007) Fondamenti di Didattica. Teoria e prassi dei dispositivi formativi. Carocci, Roma. Calvani A. (2007)(a cura di) Fondamenti di didattica. Carocci, Roma. Cambi F. (2006) Abitare il disincanto. UTET, Novara. Cambi F., Orefice P., Ragazzini D. (1995)(a cura di), I saperi delleducazione. La Nuova Italia, Firenze. Canevaro A. (1999) Pedagogia speciale. Mondadori, Milano. Chiosso G. (2004) Teorie delleducazione e della formazione. Mondadori Università.

33 Bibliografia Cornoldi C. (1996) Metacognizione e apprendimento, Bologna, Il Mulino. Damasio A. R. (1995) Lerrore di Cartesio. Adelphi, Milano. De Mennato P. (2004) Le intelligenze del corpo. Una epistemologia costruttivista delleducazione motoria, in Pedagogia ed educazione motoria. Guerini, Milano. Eid L. (2007) ( a cura di) Le competenze nelle scienze motorie e sportive. Verso una Literacy motoria europea. Franco Angeli, Milano. Frabboni F. (1999) Didattica generale, una nuova scienza delleducazione, Mondadori, Milano. Frabboni F. (2006) Didattica e apprendimento. Sellerio, Palermo. Frabboni F., Pinto Minerva F. (1997) Manuale di didattica generale, Laterza, Bari. Frauenfelder E. (2001) Pedagogia e biologia: una possibile alleanza. Liguori. Napoli.

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