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Caratteristiche metaboliche di organi e tessuti

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Presentazione sul tema: "Caratteristiche metaboliche di organi e tessuti"— Transcript della presentazione:

1 Caratteristiche metaboliche di organi e tessuti

2 Il fegato: Il fegato è un organo fondamentale per il metabolismo di: Carboidrati; Proteine; Lipidi; Alcol

3 Metabolismo dei carboidrati nel fegato: Overview

4 Metabolismo dei carboidrati nel fegato: glicolisi – gluconeogenesi e regolazione ormonale

5 Metabolismo degli acidi grassi nel fegato: ossidazione e regolazione ormonale

6 Metabolismo degli aminoacidi nel fegato: ossidazione, transaminazione, deaminazione e regolazione ormonale

7 Il tessuto adiposo: Il tessuto adiposo è un “organo” fondamentale per il deposito ed il metabolismo dei lipidi Esistono due diversi tipi di tessuto adiposo: Bruno (limitato nell’uomo)  termogenesi Bianco

8 Metabolismo di carboidrati e lipidi nell’adipocita:

9 Mobilizzazione dei lipidi nell’adipocita:

10 Il rene: Il rene è un forte consumatore di energia (rappresenta lo 0,5% del peso corporeo e consuma a riposo il 10% dell’energia) Esistono due diversi tipi di tessuto : Midollare  glicolisi Corticale  ossidazione

11 Metabolismo di carboidrati e lipidi nel rene:

12 Il muscolo: Il muscolo utilizza a scopo energetico tutti e tre i substrati disponibili. Esistono due diversi tipi di tessuto muscolare: Bianco (fibre veloci)  glicolisi Rosso (fibre lente)  ossidazione

13 Metabolismo di carboidrati e lipidi nel muscolo:

14 Metabolismo degli aminoacidi nel muscolo:

15 Integrazione del metabolismo tra tessuti ed organi:
Fegato  sintesi/deposizione di glucosio; sintesi/utilizzazione di TGC; utilizzazione di AA; sintesi dell’Urea Adipociti  sintesi/deposizione/mobilizzazione di TGC Muscolo  utilizzazione di proteine; deposizione/mobilizzazione di glucosio; utilizzazioen di TCG Eritrocita, rene (mid.)  glicolisi Cervello  ossidazione glucosio

16 Metabolismo dei carboidrati in fase postassorbitiva:

17 Metabolismo dei carboidrati in fase postprandiale:

18 Metabolismo dei lipidi in fase postassorbitiva:

19 Metabolismo di carboidrati e lipidi postprandiale:

20 Integrazione del metabolismo tra tessuti ed organi: il contributo del muscolo alla omeostasi glucidica

21 Integrazione del metabolismo tra tessuti ed organi: fase postprandiale e postassorbitiva
Fase postprandiale  alta insulina / basso glucagone: il substrato prevalente diventa il glucosio Fase postassorbitiva  bassa insulina /alto glucagone: il substrato prevalente diventano i NEFA; le proteine del muscolo forniscono substrati per la gluconeogenesi. Importanza delle fasi intermedie (presenza di chilomicroni in concomitanza con un pasto contenente carboidrati)

22 Riassunto: Come variano i substrati durante la giornata

23 Cenni sulla composizione corporea

24 Il modello compartimentale:
La prima e principale divisione è tra riserva di energia (lipidi) e tessuti metabolicamente attivi (tutti gli altri). Da studi su cadaveri quindi la prima divisione fu fatta come segue: BW = BF + FFM dove BW= peso totale, BF= grasso estraibile in etere, FFM = massa senza grasso… L’organismo in toto è composto da apparati, organi, tessuti, cellule, molecole…. Esistono diversi metodi per esplorare la sua composizione, a seconda appunto del grado di dettaglio che si vuole ottenere…

25 Il modello compartimentale:
La BF, in condizioni fisiologiche, costituisce il 15-18% del peso totale nei maschi e il 25-28% nelle femmine, e ha densità standard di 900 g/L; La FFM (che è uguale a BW-BF) è costituita da acqua (72,4%) proteine (19,5%) minerali (8%) e glicogeno (0,1%)… la sua densità è pari a 1100 g/L.

26 Il modello compartimentale:
Esistono anche modelli a più compartimenti (a 2 e 5 li abbiamo già visti):

27 Misurazione dei distretti corporei:
Alcuni metodi permettono di misurare i diversi compartimenti: esistono metodi diretti, indiretti e doppiamente indiretti, basati cioè su equazioni derivate da metodi indiretti…

28 Misurazione dei distretti corporei:
Le diverse metodiche descrivono diversi compartimenti..

29 Misurazione dei distretti corporei:
Le diverse metodiche descrivono diversi compartimenti..

30 Misurazione della composizione corporea:
Perché è così importante capire quanto grasso c’è ??? Il fabbisogno energetico dipende in gran parte dalla massa magra, non da quella grassa… Esiste una relazione tra obesità / magrezza e rischio di malattia… In un atleta, la massa grassa è generalmente inutile per la performance, se non dannosa

31 Misure antropometriche:
Peso Altezza Misure derivate (es. BMI) Circonferenze Diametri Pliche

32 Misure antropometriche:
BMI = peso/altezza 2 = kg / m 2 Sottopeso <18,5 normopeso < 25 sovrappeso <30 obeso II grado <40 >40 obeso III grado

33 Misure antropometriche:
BMI , rischio di malattia e rischio di mortalità..

34 Valutazione della body composition negli atleti:
Nel caso di soggetti sportivi, il BMI non è un parametro affidabile. In assenza di tecniche più sofisticate, un buon grado di approssimazione si può ottenere dalla combinazione di tecniche antropoplicometriche, validate su equazioni predittive ottenute con valutazione autoptica o metodi strumentali (DEXA, NMR, TAC, 40K, Pesata Idrostatica etc).

35 Il presupposto teorico della plicometria consiste nel fatto che circa la metà del grasso corporeo si riscontra in localizzazione sottocutanea. Le pliche cutanee possono essere utilizzate sia in valore assoluto, per esempio per seguire nel tempo l’evoluzione di un soggetto, sia confrontate con una popolazione di riferimento, sia –infine– utilizzate in equazioni predittive.

36 Standardizzazione delle metodiche plicometriche:

37 Pliche tricipitale e bicipitale:

38 Plica sottoscapolare e soprailiaca:

39 Plica della coscia e del polpaccio:

40 Circonferenze:

41 Percentili di spessore delle pliche sottocutanee:

42 Esistono molte equazioni spesso tra loro discordanti
Esistono molte equazioni spesso tra loro discordanti. Le seguenti sono un esempio che fornisce una buona approssimazione della % di massa grassa attraverso la predizione della densità corporea (pesata idrostatica)

43 Da questi dati possiamo calcolare il peso desiderato e/o il peso minimo possibile per quel determinato atleta secondo la seguente procedura:

44 In merito alla % di BF desiderabile, in un atleta essa si colloca solitamente sempre ai limiti inferiori della popolazione di riferimento e per gli atleti di elite spesso raggiunge i valori % del cosiddetto grasso essenziale

45 Distribuzione della massa grassa nella popolazione:

46 Per ciò che riguarda la massa muscolare, essa rappresenta circa il 40% del peso corporeo ed è direttamente legata al dispendio energetico in un individuo sano. Problema  e’ variamente distribuita Metodi per valutarla soprattutto diluitometrici o tecniche di immagine. Il riferimento è lo studio su cadaveri. Equazioni di stima si basano sulle circonferenze corrette per le pliche. Buona correlazione tra area muscolare del braccio e stato proteico del soggetto valutato con metodi di riferimento

47 Massa muscolare del braccio (Heymsfield 1982):

48 Massa muscolare (Lee, 2000):


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