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Storia Economica Corso anno accademico 2001-2002 (seconda parte)

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Presentazione sul tema: "Storia Economica Corso anno accademico 2001-2002 (seconda parte)"— Transcript della presentazione:

1 Storia Economica Corso anno accademico (seconda parte)

2 Storia Economica - Lezione 52 Lezione 5 LItalia dalla riforma bancaria alletà giolittiana ( ) Indice La crisi bancaria tra fallimenti e scandali La crisi bancaria tra fallimenti e scandali I caratteri del decollo industriale italiano I caratteri del decollo industriale italiano La finanza e il ruolo delle banche miste La finanza e il ruolo delle banche miste La ripresa dellagricoltura La ripresa dellagricoltura

3 Storia Economica - Lezione 53 LItalia dalla riforma bancaria alletà giolittiana ( ) La crisi bancaria tra fallimenti e scandali

4 Storia Economica - Lezione 54 La crisi bancaria tra fallimenti e scandali Il sistema creditizio italiano era ancora legato a strutture prevalentemente preindustriali e quindi non adeguato a sostenere un processo di modernizzazione delleconomia. Il privilegio di emissione era ancora concesso a numerosi istituti. Altre banche di credito ordinario ebbero sempre una vita stentata. Nel corso degli anni 80, iniziò una fase speculativa nella quale si buttarono anche le banche di emissione. I dissesti e gli scandali che ne derivarono costrin-sero il governo ad un radicale intervento e alla revisione dellintero settore bancario nazionale, fino alla nascita della Banca dItalia (1893).Il sistema creditizio italiano era ancora legato a strutture prevalentemente preindustriali e quindi non adeguato a sostenere un processo di modernizzazione delleconomia. Il privilegio di emissione era ancora concesso a numerosi istituti. Altre banche di credito ordinario ebbero sempre una vita stentata. Nel corso degli anni 80, iniziò una fase speculativa nella quale si buttarono anche le banche di emissione. I dissesti e gli scandali che ne derivarono costrin-sero il governo ad un radicale intervento e alla revisione dellintero settore bancario nazionale, fino alla nascita della Banca dItalia (1893). Le banche in Italia prima del 1893 I principali istituti bancari erano ancora quelli che godevano del privilegio di emettere carta moneta. Alcune banche di credito ordinario erano nate dopo lunità, ma non conobbero mai un grande sviluppo, soprattutto a causa della limitatezza del risparmio. Le Casse di risparmio, pure molto diffuse al nord, non avevano scopi prettamente economici, ma umanitari, in quanto nate con lo scopo di educare al risparmio le classi più umili.I principali istituti bancari erano ancora quelli che godevano del privilegio di emettere carta moneta. Alcune banche di credito ordinario erano nate dopo lunità, ma non conobbero mai un grande sviluppo, soprattutto a causa della limitatezza del risparmio. Le Casse di risparmio, pure molto diffuse al nord, non avevano scopi prettamente economici, ma umanitari, in quanto nate con lo scopo di educare al risparmio le classi più umili.

5 Storia Economica - Lezione 55 La crisi bancaria tra fallimenti e scandali La speculazione degli anni Ottanta Dopo labolizione del corso forzoso (1878), tornò la fiducia sulle possibilità di crescita delleconomia italiana. Ciò favorì unondata speculativa, soprattutto nel settore delledilizia, che fu finanziata anche dagli istituti di emissione, aumentando di molto la quantità di carta-moneta in circolazione. Alla fine degli anni 80, una serie di difficoltà nelledilizia e in alcuni comparti industriali, provocò il fallimento di numerose banche e società. Questi fallimenti coinvolsero anche le banche di emissione e in particolare la Banca Romana, la più esposta in questo genere di operazioni.Dopo labolizione del corso forzoso (1878), tornò la fiducia sulle possibilità di crescita delleconomia italiana. Ciò favorì unondata speculativa, soprattutto nel settore delledilizia, che fu finanziata anche dagli istituti di emissione, aumentando di molto la quantità di carta-moneta in circolazione. Alla fine degli anni 80, una serie di difficoltà nelledilizia e in alcuni comparti industriali, provocò il fallimento di numerose banche e società. Questi fallimenti coinvolsero anche le banche di emissione e in particolare la Banca Romana, la più esposta in questo genere di operazioni.

6 Storia Economica - Lezione 56 La crisi bancaria tra fallimenti e scandali Lo scandalo della Banca Romana e la nascita della Banca dItalia Il governo si impegnò subito in una serie di salvataggi, che non riuscirono a risollevare la situazione. Ma lo scandalo più grave fu quello della Banca Romana, nel quale finirono coinvolti Crispi e Giolitti. Proprio Giolitti, Presidente del Consiglio, fece approvare una legge di riforma con la quale le due banche toscane e la Banca Nazionale confluivano nella neonata la Banca dItalia. Il Banco di Sicilia e il Banco di Napoli mantenevano il loro privilegio di emissione, ma in una posizione assolutamente marginale.Il governo si impegnò subito in una serie di salvataggi, che non riuscirono a risollevare la situazione. Ma lo scandalo più grave fu quello della Banca Romana, nel quale finirono coinvolti Crispi e Giolitti. Proprio Giolitti, Presidente del Consiglio, fece approvare una legge di riforma con la quale le due banche toscane e la Banca Nazionale confluivano nella neonata la Banca dItalia. Il Banco di Sicilia e il Banco di Napoli mantenevano il loro privilegio di emissione, ma in una posizione assolutamente marginale.

7 Storia Economica - Lezione 57 LItalia dalla riforma bancaria alletà giolittiana ( ) I caratteri del decollo industriale italiano

8 Storia Economica - Lezione 58 I caratteri del decollo industriale italiano Nel periodo che va dalla fine del XIX secolo e linizio della prima guerra mondiale, dominato dalla figura politica di Giolitti, lItalia riuscì a inserirsi nel ciclo internazionale di crescita, tanto che proprio in relazione a quel periodo si parla di decollo industriale italiano. La crescita del Paese fu consistente ma non riuscì a cancellare le grandi differenze che esistevano allinterno del territorio nazionale. Anzi tali differenze vennero accentuate da un processo di industrializzazione che si concentrò prevalentemente al nord e più precisamente nel cosiddetto triangolo industriale (Torino, Milano, Genova).Nel periodo che va dalla fine del XIX secolo e linizio della prima guerra mondiale, dominato dalla figura politica di Giolitti, lItalia riuscì a inserirsi nel ciclo internazionale di crescita, tanto che proprio in relazione a quel periodo si parla di decollo industriale italiano. La crescita del Paese fu consistente ma non riuscì a cancellare le grandi differenze che esistevano allinterno del territorio nazionale. Anzi tali differenze vennero accentuate da un processo di industrializzazione che si concentrò prevalentemente al nord e più precisamente nel cosiddetto triangolo industriale (Torino, Milano, Genova). I tempi del decollo Non tutti gli storici concordano sui tempi dello sviluppo industriale italiano. Ma è innegabile che nel periodo compreso tra 1896 e il 1907 la produ- zione industriale italiana conobbe una crescita notevole (sicuramente superiore al 5% annuo).Non tutti gli storici concordano sui tempi dello sviluppo industriale italiano. Ma è innegabile che nel periodo compreso tra 1896 e il 1907 la produ- zione industriale italiana conobbe una crescita notevole (sicuramente superiore al 5% annuo).

9 Storia Economica - Lezione 59 I caratteri del decollo industriale italiano I settori trainanti Accanto ai settori tradizionali (in particolare il tessile e lagroalimentare), che conobbero anchessi in quel periodo un notevole sviluppo, occorre sottolineare la crescita di tra nuovi comparti: il siderurgico, il chimi-co e lidroelettrico. In questi tra settori, e in misura particolare nel primo, lintervento dello Stato fu decisivo. Lo stesso si può dire per quel che riguarda lo sviluppo della cantieristica e dellindustria bellica. Un comparto produttivo che conoscerà una grande crescita sarà quello meccanico e automobilistico.Accanto ai settori tradizionali (in particolare il tessile e lagroalimentare), che conobbero anchessi in quel periodo un notevole sviluppo, occorre sottolineare la crescita di tra nuovi comparti: il siderurgico, il chimi-co e lidroelettrico. In questi tra settori, e in misura particolare nel primo, lintervento dello Stato fu decisivo. Lo stesso si può dire per quel che riguarda lo sviluppo della cantieristica e dellindustria bellica. Un comparto produttivo che conoscerà una grande crescita sarà quello meccanico e automobilistico.

10 Storia Economica - Lezione 510 I caratteri del decollo industriale italiano Gli squilibri sociali e regionali Lo sviluppo italiano ebbe il suo principale limite nellessere circoscritto geograficamente a unarea molto piccola del Paese: il cosiddetto triangolo industriale. Non solo il sud rimaneva completamente escluso dal processo di ammodernamento della economia e della società, ma anche molte zone del centro-nord non trassero alcun beneficio dalla crescita del reddito nazionale. Lindustrializzazione avvenne, inoltre, attraverso un forte sfruttamento della manodopera (anche minorile) e attraverso un contenimento estremo dei salari. Forse il maggior merito di Giolitti fu quello di saper convogliare e dirigere le forti tensioni che derivavano da queste profonde ingiustizie.Lo sviluppo italiano ebbe il suo principale limite nellessere circoscritto geograficamente a unarea molto piccola del Paese: il cosiddetto triangolo industriale. Non solo il sud rimaneva completamente escluso dal processo di ammodernamento della economia e della società, ma anche molte zone del centro-nord non trassero alcun beneficio dalla crescita del reddito nazionale. Lindustrializzazione avvenne, inoltre, attraverso un forte sfruttamento della manodopera (anche minorile) e attraverso un contenimento estremo dei salari. Forse il maggior merito di Giolitti fu quello di saper convogliare e dirigere le forti tensioni che derivavano da queste profonde ingiustizie.

11 Storia Economica - Lezione 511 LItalia dalla riforma bancaria alletà giolittiana ( ) La finanza e il ruolo delle banche miste

12 Storia Economica - Lezione 512 La finanza e il ruolo delle banche miste Dopo la riforma bancaria operata da Giolitti nel 1893, nacquero in Italia alcune banche sul modello tedesco, le cosiddette banche miste. Tali banche non ponevano particolari limiti ai loro investimenti, unendo quelli commerciali, a breve termine, a quelli industriali a medio e lungo termine. Le banche miste finanziarono in maniera massiccia le nascenti industrie, dive- nendo così essenziali nello sviluppo economico del Paese. Accanto alle grandi banche miste si sviluppò anche un forte movimento coopera- tivo, di ispirazione cattolica, che portò alla nascita di numerose casse rurali ed artigiane e altrettanto numerose banche popolari.Dopo la riforma bancaria operata da Giolitti nel 1893, nacquero in Italia alcune banche sul modello tedesco, le cosiddette banche miste. Tali banche non ponevano particolari limiti ai loro investimenti, unendo quelli commerciali, a breve termine, a quelli industriali a medio e lungo termine. Le banche miste finanziarono in maniera massiccia le nascenti industrie, dive- nendo così essenziali nello sviluppo economico del Paese. Accanto alle grandi banche miste si sviluppò anche un forte movimento coopera- tivo, di ispirazione cattolica, che portò alla nascita di numerose casse rurali ed artigiane e altrettanto numerose banche popolari.

13 Storia Economica - Lezione 513 La finanza e il ruolo delle banche miste Le principali banche miste Subito dopo la riforma di Giolitti, vennero istituite la Banca Commerciale Italiana (1894) e il Credito Italiano (1895). Qualche anno dopo si aggiunsero al Società Bancaria Italiana e il Banco di Roma. Le prime due non solo trassero ispirazione dal sistema tedesco, dove le banche miste erano una realtà ormai consolidata, ma si avvalsero di capitali e personale proveniente da alcuni istituti bancari tedeschi. Nonostante lostilità di alcuni economisti italiani, il ruolo di queste banche divenne sempre più importante nel sostenere lo sviluppo industriale italiano. Ma ciò finì per provocare alcune distorsioni nel capitalismo italiano che diverranno palesi dopo la prima guerra mondialeSubito dopo la riforma di Giolitti, vennero istituite la Banca Commerciale Italiana (1894) e il Credito Italiano (1895). Qualche anno dopo si aggiunsero al Società Bancaria Italiana e il Banco di Roma. Le prime due non solo trassero ispirazione dal sistema tedesco, dove le banche miste erano una realtà ormai consolidata, ma si avvalsero di capitali e personale proveniente da alcuni istituti bancari tedeschi. Nonostante lostilità di alcuni economisti italiani, il ruolo di queste banche divenne sempre più importante nel sostenere lo sviluppo industriale italiano. Ma ciò finì per provocare alcune distorsioni nel capitalismo italiano che diverranno palesi dopo la prima guerra mondiale

14 Storia Economica - Lezione 514 La finanza e il ruolo delle banche miste Il movimento cattolico Con lenciclica di Papa Leone XIII Rerum Novarum del 1891, il mondo cattolico venne investito della necessità di partecipare in maniera attiva al processo di modernizzazione delleconomia e della società. Tra i tanti effetti che questa mobilitazione ebbe, vi fu senzaltro quello di promuovere e rafforzare la presenza del movimento cooperativo di ispirazione cristiana nel campo della raccolta del risparmio. Nellultimo decennio del XIX secolo e nei primi anni del XX nacquero, soprattutto nel centro-nord, numerose casse rurali ed artigiane, spesso promosse dai parroci di campagna. Tali istituti ebbero un ruolo importante nel finanziare le piccole iniziative imprenditoriali che nascevano al di fuori dei grandi centri urbani.Con lenciclica di Papa Leone XIII Rerum Novarum del 1891, il mondo cattolico venne investito della necessità di partecipare in maniera attiva al processo di modernizzazione delleconomia e della società. Tra i tanti effetti che questa mobilitazione ebbe, vi fu senzaltro quello di promuovere e rafforzare la presenza del movimento cooperativo di ispirazione cristiana nel campo della raccolta del risparmio. Nellultimo decennio del XIX secolo e nei primi anni del XX nacquero, soprattutto nel centro-nord, numerose casse rurali ed artigiane, spesso promosse dai parroci di campagna. Tali istituti ebbero un ruolo importante nel finanziare le piccole iniziative imprenditoriali che nascevano al di fuori dei grandi centri urbani.

15 Storia Economica - Lezione 515 LItalia dalla riforma bancaria alletà giolittiana ( ) La ripresa dellagricoltura

16 Storia Economica - Lezione 516 La ripresa dellagricoltura A partire dagli anni 90 del XIX sec. lagricoltura ita- liana conobbe una nuova fase espansiva. Come nel caso dellindustria, tale crescita non si distribuì uni- formente sul territorio nazionale; ancora una volta fu la Pianura Padana a conoscere i tassi di crescita maggiori, mentre nel Meridione quasi non vi fu in- cremento produttivo. I fattori di crescita vanno ricer- cati nellaumento dei prezzi, che stimolarono gli in- vestimenti nel settore primario, e la diffusione di istituzioni volte alla diffusione delle nuove tecniche (cattedre ambulanti, consorzi agrari, scuole profes- sionali, ecc.). I risultati furono tutto sommato soddi- sfacenti, la produzione nazionale annua di grano passò da 35 milioni di q. nel decennio a 48 milioni di q. nel quadriennio A partire dagli anni 90 del XIX sec. lagricoltura ita- liana conobbe una nuova fase espansiva. Come nel caso dellindustria, tale crescita non si distribuì uni- formente sul territorio nazionale; ancora una volta fu la Pianura Padana a conoscere i tassi di crescita maggiori, mentre nel Meridione quasi non vi fu in- cremento produttivo. I fattori di crescita vanno ricer- cati nellaumento dei prezzi, che stimolarono gli in- vestimenti nel settore primario, e la diffusione di istituzioni volte alla diffusione delle nuove tecniche (cattedre ambulanti, consorzi agrari, scuole profes- sionali, ecc.). I risultati furono tutto sommato soddi- sfacenti, la produzione nazionale annua di grano passò da 35 milioni di q. nel decennio a 48 milioni di q. nel quadriennio Laumento dei prezzi Negli anni 90 laumento della domanda mondiale di prodotti agricoli provocò un aumento sensibile dei prezzi, a ciò si aggiunsero fattori interni come laumento della popolazione urbana e lincremento dei salari industriali, che andarono a stimolare ulteriormente la domanda di derrate alimentari e, di conseguenza, i prezzi.Negli anni 90 laumento della domanda mondiale di prodotti agricoli provocò un aumento sensibile dei prezzi, a ciò si aggiunsero fattori interni come laumento della popolazione urbana e lincremento dei salari industriali, che andarono a stimolare ulteriormente la domanda di derrate alimentari e, di conseguenza, i prezzi.

17 Storia Economica - Lezione 517 La ripresa dellagricoltura Le differenze regionali Nella Pianura Padana la crescita fu notevole, il tasso di crescita della produzione si attestò intorno al 3% annuo, mentre in vaste zone del Mezzo-giorno la produzione rimase pressoché stabile. Tali differenze erano dovute essenzialmente allaffermazione, al nord, di una nuova borghesia rurale illuminata, che mirava a una massimizzazione dei profitti attraverso lincremento della produttività agricola. Nel sud, invece, permaneva ancora la grande proprietà nobiliare, coltivata in maniera estensiva e quindi meno produttiva.Nella Pianura Padana la crescita fu notevole, il tasso di crescita della produzione si attestò intorno al 3% annuo, mentre in vaste zone del Mezzo-giorno la produzione rimase pressoché stabile. Tali differenze erano dovute essenzialmente allaffermazione, al nord, di una nuova borghesia rurale illuminata, che mirava a una massimizzazione dei profitti attraverso lincremento della produttività agricola. Nel sud, invece, permaneva ancora la grande proprietà nobiliare, coltivata in maniera estensiva e quindi meno produttiva. Nuove istituzioni Lesigenza di migliorare le tecniche produttive favorì la nascita e la diffusione, sempre nella Pianura Padana, dei Comizi agrari, delle Cattedre ambulanti, dei Consorzi agrari, ecc. Tali istituzioni avevano proprio lo scopo di diffondere le nuove tecniche e di favore lacquisto di concimi, macchine, sementi selezionate, ecc. Anche listruzione professionale favorì laggiornamento dei sistemi di coltivazione, soprattutto dopo la riforma scolastica del 1885.Lesigenza di migliorare le tecniche produttive favorì la nascita e la diffusione, sempre nella Pianura Padana, dei Comizi agrari, delle Cattedre ambulanti, dei Consorzi agrari, ecc. Tali istituzioni avevano proprio lo scopo di diffondere le nuove tecniche e di favore lacquisto di concimi, macchine, sementi selezionate, ecc. Anche listruzione professionale favorì laggiornamento dei sistemi di coltivazione, soprattutto dopo la riforma scolastica del 1885.


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