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La classificazione dei fabbisogni finanziari e dei servizi bancari Dott.ssa Manuela Gallo.

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Presentazione sul tema: "La classificazione dei fabbisogni finanziari e dei servizi bancari Dott.ssa Manuela Gallo."— Transcript della presentazione:

1 La classificazione dei fabbisogni finanziari e dei servizi bancari Dott.ssa Manuela Gallo

2 I PRODOTTI BANCARI Art 10 T.U.B.: L’attività bancaria ha carattere d’impresa ed è costituita dalla raccolta di risparmio tra il pubblico e dall’esercizio del credito. La raccolta (Art 11 T.U.B.)del risparmio si configura come acquisizione di fondi con obbligo di rimborso, sotto forma di depositi o sotto altra forma. L’attività di impiego (o di esercizio del credito) consiste nel soddisfacimento del fabbisogno finanziario delle imprese e delle famiglie, attraverso la concessione di prestiti in diverse forme. La banca è un’impresa di servizi multiprodotto. L’attività bancaria dà luogo alla produzione di servizi classificabili in relazione alle diverse esigenze espresse dalla clientela.

3 Matrice bisogni/servizi Servizi di finanziamento e bisogni finanziari della clientela Bisogni finanziari clientela Copertura fabbisogno finanz. Gestione tesoreria e crediti commerciali Limitazione e copertura dei rischi Sostegno degli assetti proprietari Servizi di finanzi am. e assicur ativi Prestiti per cassaFactoring(rischi creditizi: smobilizzo pro soluto, factoring. rischi operativi: leasing operativo) Crediti di firma(Rischi creditizi e di liquidità) Finanz. mobiliare Servizi sottoscrizione e collocamento (rischi di mercato) Consulenza alla finanza d’impresa (gestione tesoreria) Servizi assicurativi di copertura dei rischi (rischi di mercato)

4 Servizi di investimento e bisogni finanziari della clientela Bisogni finanziari della clientela Valorizzazione del risparmio LiquiditàControllo e gestione dei rischi Servizi di investimen to Depositi e altri strumenti di raccolta (rischi creditizi) Custodia e amministrazione titoli (rischi di furto o smarrimento titoli) Gestione patrimoniale(rischi creditizi e di mercato) Servizi di copertura rischi di interesse e cambio (rischi di mercato) Consulenza all’investimento in valori mobiliari (rischi creditizi e di mercato) Raccolta ordini e negoziaz. valori mobiliari (rischi di controparte) Matrice bisogni/servizi

5 Servizi di pagamento e bisogni finanziari della clientela Bisogni finanziari della clientela Mezzi e supporti per la transazioni monetarie e finanziarie Sicurezza del genere monetario Rapidità del regolamento Disponibilità e accessibilità al mezzo di pagamento Servizi di pagamento Offerta di mezzi di pagamento Servizi di regolamento

6 La raccolta bancaria Dott.ssa Manuela Gallo

7 L’attività di raccolta Raccolta bancaria: acquisizione delle risorse finanziarie a qualsiasi titolo e da qualsiasi fonte Politica della raccolta = gestione del passivo Politiche di raccolta al dettaglio: rivolte ad una cerchia molto numerosa e indifferenziata di clienti che compiono operazioni di importo unitario modesto e utilizzano intensamente i servizi offerti Politiche di raccolta all’ingrosso: operazioni di importo unitario elevato effettuate per lo più in contro partita di altre banche, imprese e operatori istituzionali. Capitale di credito Capitale di rischio Famiglie Imprese Altri intermediari finanziari Banca centrale Noi ci occuperemo in particolare della politica di raccolta intesa in senso più ristretto come: Attività di acquisizione delle risorse dalla clientela a titolo di debito

8 Gli obiettivi della politica di raccolta 1. Crescita della raccolta: coerente con l’obiettivo della massimizzazione del valore dell’impresa, la banca si propone di crescere almeno in linea con lo sviluppo del mercato, per mantenere se non altro costante la sua quota di mercato: crescita quantitativa; controllo dei costi. 2. Composizione della raccolta: coerentemente con il costo medio programmato della raccolta, con il grado di trasformazione delle scadenze, e con il rischio di tasso che si è disposti ad assumersi nel periodo considerato. 3. Stabilizzazione della raccolta: minimizzazione degli scostamenti del suo andamento rispetto agli obiettivi programmati. Trade-off costo- stabilità delle forma tecniche di raccolta. 4. Mantenimento della fiducia nella moneta bancaria 5. Creazione di rapporti duraturi con la clientela

9 Depositi tempo e Depositi moneta Per ottenere depositi (fondi prestabili) le banche devono soddisfare i bisogni della clientela: necessità di gestire incassi e pagamenti; necessità di investire e gestire i propri risparmi. E’ possibile distinguere, in questa ottica, i depositi moneta dai depositi tempo Offrono servizi di pagamento Offrono servizi di gestione del risparmio Solo attraverso la Raccolta al dettaglio Raccolta all’ingrosso

10 La raccolta all’ingrosso Abbiamo detto in precedenza: Le politiche di raccolta all’ingrosso sono rappresentate da operazioni di importo unitario elevato effettuate per lo più in contro partita di altre banche, imprese e operatori istituzionali. Non tutte le banche possono operare a tutto campo all’ingrosso perché per far ciò è necessario: 1. Aver raggiunto una dimensione sufficientemente elevata; 2. Disporre di un’expertise e di una reputazione idonee all’accesso ai mercati monetari nazionale e internazionali; 3. Operare in contropartita di operatori istituzionali e grandi imprese. La decisione circa l’ampiezza del ricorso alla raccolta all’ingrosso ha portata strategica e ha importanti ricadute di natura operativa. Elementi da valutare: 1. La capacità di credito della banca; 2. La volatilità dei fondi all’ingrosso; 3. Il costo dei fondi all’ingrosso.

11 POLITICHE DI PRODOTTO: insieme delle decisioni relative al mix di prodotti (passività finanziarie) e di servizi (di pagamento e di gestione del risparmio) offerti al pubblico:  caratteristiche tecniche  Innovazione e ampliamento delle tipologie contrattuali (obbligaz. strutturate; conti di liquidità);  promozione di packages: prodotti compositi realizzati per soddisfare la domanda di particolari fasce di clientela. Il grado di diversificazione dei prodotti deve essere valutato tenendo in considerazione i possibili fenomeni di autoconcorrenza dei diversi prodotti di una stessa banca e la necessità di rispondere a specifiche esigenze della clientela senza inutili e costose compliacazioni. POLITICHE DI DISTRIBUZIONE E DI PUBBLICITÀ: scelta del mix di canali di vendita POLITICHE DI PRICING: tariffazione dei prodotti (fondi raccolti) e servizi (di pagamento e di gestione del risparmio), livello dei prezzi praticati. La gestione della raccolta al dettaglio (retail)

12 Mercati di approvvigionamento delle risorse finanziarie Mercato del credito Mercato interbancario Mercato dei capitali Operatore famiglia Operatore impresa Aziende di credito in avanzo finanziario Azionario obbligazionario

13 Tassonomia dei contratti bancari Diretta Indiretta A breve: A medio lungo ternine Depositi a risparmio liberi Depositi vincolati CD a breve C/C di corrispondenza Pronti contro termine CD a medio termine Emissione di obbligazioni Attività di intermediazione mobiliare Gestioni fiduciarie di patrimoni

14 Le forme tecniche di raccolta delle risorse finanziarie Il conto corrente passivo

15 Il Conto corrente passivo Contratto con cui una banca si impegna a eseguire tutti gli incarichi e le operazioni che, nei limiti contrattuali e d’uso, le saranno affidate dal cliente. La banca risponde secondo le regole del mandato per l’esecuzione di incarichi provenienti dal correntista o da altro cliente (art c.c.) e si obbliga a ricevere il denaro versato dal cliente e a restituirlo a richiesta. Elementi permanenti ed essenziali del c/c Deposito in denaro originato da incarichi svolti per conto del cliente Mandato a svolgere incarichi per conto del cliente

16 Il conto corrente svolge una prevalente funzione monetaria Rende possibili e convenienti il regolamento monetario degli scambi sostituendo la moneta legale con semplici scritture a debito o a credito su un conto I conti correnti rappresentano una quota rilevante dell’offerta di moneta Il conto corrente passivo

17 Il rapporto di c/c è regolato dalle condizioni generali redatte dall’A.B.I., che vengono riportate sul retro della “lettera contratto” e da clausole separatamente concordate per iscritto tra banca e cliente. Il Conto corrente passivo

18 Tasso creditore Rendimento lordo annuo del c/c. Varia in funzione delle giacenze (di norma viene comunicato il rendimento minimo) Tasso debitore Tasso applicato sugli scoperti (di norma è indicato il tasso massimo applicato) Criterio di capitalizzazione delle competenze Periodicità di liquidazione degli interessi debitori e creditori Spese fisse per chiusura conto Spese addebitate al depositante in occasione della chiusura annuale del conto o in caso di estinzione Periodicità estratto conto Mensile, trimestrale, semestrale o annuale Spese per operazione Spese addebitate al correntista per ogni operazione effettuata Costo invio estratto conto e altre comunicazioni Richieste a titolo di recupero spese Commissione massimo scoperto Commissione applicata al massimo scoperto del conto nel trimestreLa Legge 28 gennaio 2009 n. 2 ha dichiarato nulle le clausole contrattuali aventi a oggetto la commissione di massimo scoperto, se il saldo del cliente risulta a debito per un periodo continuativo inferiore a trenta giorni o nel caso di utilizzi in assenza di fido. Il Conto corrente passivo: Condizioni generali di contratto

19 Il Conto Corrente passivo: Addebitamenti in c/c Prelievi in moneta Ordini di pagamento a terze persone: Assegni bancari all’ordine di terzi Ordini di pagamento o di versamento Giroconto. Autorizzazioni, conferite alla banca dal cliente, di procedere all’addebito in conto di importi necessari per eseguire altri incarichi conferiti dal cliente steso (domiciliazione utenze, emissione di assegni circolari, ecc)

20 Accreditamenti in c/c Depositi in moneta effettuati dal correntista Disposizioni a favore del correntista 1. Accredito di assegni bancari o circolari, con la clausola s.b.f., emessi a favore del correntista 2. Ordine di versamento o di pagamento 3. Ordine di giroconto Accreditamenti da operazioni eseguite per incarico del correntista

21 GLI INTERESSI NEL C/C Il TUB, a seguito delle modifiche introdotte dal decreto legislativo n.342/1999, prevede all’art.120 nuove modalità per il calcolo degli interessi. Il principale elemento innovativo consiste nella parità di trattamento garantita ai contraenti circa la periodicità adottata per il conteggio degli interessi

22  saldo contabile : si ottiene dalla somma algebrica di tutte le operazioni che sono state registrate a debito ed a credito del correntista, senza tener conto delle valute;  saldo liquido: è il risultato della somma algebrica di tutte le operazioni maturate, escludendo dal conteggio quegli importi che presentano una valuta posteriore rispetto alla data in cui si provvede a determinare il saldo (c.d. partite non liquide);  saldo disponibile : si ottiene considerando solo le operazioni di cui la Banca conosce l’esito e che hanno avuto buon fine.

23 Tipologie innovative di conto corrente I conti correnti convenzionati. Prevedono il medesimo trattamento per tutti i correntisti che rientrano nella convenzione. I conti correnti a target. Cercano di rispondere alle esigenze particolari di una precisa categoria (target) di potenziali clienti, in cui si cerca di innescare un processo di identificazione del prodotto offerto I conti correnti abbinati a contratti assicurativi I conti correnti in valuta I conti di liquidità (conti fondo). Sono un prodotto misto che prevede l’abbinamento tra conto corrente e conto di investimento I conti on line I conti correnti di servizio (conto leggero). A fronte di una remunerazione nulla (o comunque molto contenuta) sul deposito, viene offerta la possibilità effettuare un numero significativo di operazioni gratuite o dietro il pagamento di una commissione forfetaria

24 La costruzione dello scalare per valuta e gli effetti del gioco delle valute per il cliente e per la banca Si considerino le seguenti operazioni effettuate da un correntista sul proprio conto presso la banca Alfa Data OperazioneDescrizioneImporto (euro)Valuta ip. AValuta ip.B. 2 luglioVersamento a/b banca beta su piazza luglio5 luglio 10 luglioPagamento bolletta telecom (scadenza 15 luglio) luglio10 luglio 25 luglioVersamento a/b banca gamma fuori piazza luglio4 agosto 5 agostoBonifico a favore di terzi 8005 agosto3 agosto 16 agostoPrelievo atm presso banca beta agosto14 agosto

25 Valutiamo gli effetti per il cliente nelle due ipotesi che applicano differenti valute Scalare per valuta Ipotesi A: Movime nti dare Moviment i avere Saldi per valuta dare Saldi per valuta avere valutagiorniNumeri dare Numeri avere ABCDEFC*FD*F luglio luglio luglio agosto agosto

26 Scalare per valuta Ipotesi B: Movime nti dare Movimen ti avere Saldi per valuta dare Saldi per valuta avere valutagiorniNumeri dare Numeri avere ABCDEFC*FD*F luglio luglio agosto agosto agosto

27 Differenza per il cliente: 4,22-3,73=0,49 Minor onere sopportato dalla banca: 5,78-5,11=0,67 IPOTESI AIPOTESI B *2/36500=5, *2/36500=5,11 Ritenuta 27%1,56Ritenuta 27%1,38 Interessi netti a favore del cliente 4,22Interessi netti a favore del cliente 3,73 Calcolo degli interessi netti maturati nel trimestre per il cliente, ipotizzando un tasso lordo sul conto corrente del 2%

28 Calcolo del rendimento effettivo del conto corrente Dobbiamo disporre: 1. Tasso interesse: 2,5% 2. Spese fisse: 10 euro 3. Spese di tenuta conto: 1 euro per ogni operazione 4. Numero totale di operazioni registrate sul conto nel periodo considerato: 60 La consistenza media del conto, al quale viene applicato il tasso d’interesse, è la somma che mediamente è rimasta depositata sul conto nell’anno: dividiamo il totale dei numeri avere dello scalare interessi registrati durante l’anno (365 gg.) Ipotizziamo che alla fine dell’anno lo scalare per valuta del cliente presenti i seguenti numeri avere: I trimestre II trimestre III trimestre VI trimestre Tot Consistenza media = /365 = 38045,75 Interessi lordi: consistenza media*tasso interesse 951,14 Ritenuta 27%256,81 Interessi netti694,33 Spese fisse10 Spese tenuta conto (1euro *60)60 Competenze a favore del cliente 624,33 rendimento effettivo del conto: tot competenze = 0,0164= 1,64% consistenza media

29 Le forme tecniche di raccolta delle risorse finanziarie I libretti di deposito

30 I depositi bancari Il deposito si costituisce con il versamento presso una banca di una somma di denaro, a fronte della quale la banca assume una posizione debitoria verso l’investitore per le somme da questi depositate. Profilo giuridico (Art. 1834; 1835;1836; 1782) : si tratta di un deposito irregolare attraverso il quale l’intermediario acquista la proprietà del denaro depositato, con l’obbligo di restituire al depositante le somme ricevute in deposito, nei tempi e con le modalità stabilite dalle legge e dal contratto. Depositi  Depositi tempo: depositi a risparmio liberi e vincolati; CD; PCT…  Depositi moneta: il conto corrente Componente di remunerazione: interessi Componente di servizio Funzione di investimento Funzione di servizio

31 I depositi a risparmio Il deposito a risparmio si costituisce attraverso il deposito di una somma di denaro presso uno sportello bancario o postale a fronte dell’emissione di un particolare documento: il libretto di risparmio Sul libretto vengono annotate in ordine di data tutte le operazioni di prelevamento o versamento effettuate sul deposito l’emittente corrisponde al depositante un tasso di interesse; le somme maturate vengono riportate sul libretto in occasione della prima operazione successiva alla data di calcolo Intestazione: Libretti nominativi: con l’indicazione di uno o più intestatari Libretti al portatore A firme congiunte A firme disgiunte

32 Il saldo non può superare i ,00 euro (norme antiriciclaggio D. Leg. 20 febbraio 2004 n. 56 art. 6 comma 1). Il saldo può essere di qualsiasi importo. Non è ammesso alcun vincolo.Possono essere sottoposti a vincoli (ex usufrutto). Per il trasferimento del deposito è sufficiente la trasmissione del titolo. Il titolo non è trasmissibile, il credito relativo può essere trasmesso con la cessione ordinaria, che comporta il mutamento dell’intestazione. Il possesso del libretto di per sé abilita al prelevamento. La banca è liberata se paga senza dolo o colpa grave il possessore anche se questi non è il depositante (art. 1836) I prelevamenti possono venire effettuati solo dall’intestatario del libretto o da un suo rappresentante legittimato. Il depositante non è obbligato ad intestare il libretto. Sono intestati a persone (fisiche o giuridiche) nominativamente determinati. Sono veri e propri titoli di credito, sia pure a circolazione ristretta. Sono documenti di legittimazione nominale; identificano chi ha diritto alla prestazione. Libretti al portatoreLibretti nominativi

33 Depositi liberi e vincolati Libretti a risparmio liberi: i versamenti e i prevalenti possono essere effettuati in qualsiasi momento, senza limite di importo. Libretti a risparmio vincolati: il risparmiatore si impegna a non eseguire prelevamenti per un certo periodo di tempo. Il vincolo può essere a scadenza fissa o indeterminata. Calcolo degli interessi: si considera la data valuta, sono assoggettati a ritenute fiscale del 27% Interessi = (capitale x Giorni x Tasso interesse) / 365

34 LIBRETTI note tecniche Copertina: Ragione, sede, capitale sociale dell’istituto emittente Filiale che ha rilasciato il libretto Tipologia Numero d’ordine Data di emissione Eventuale nome del o dei titolari Pagine interne: Norme che regolano il contratto, ad efficacia vincolante ; Annotazioni, in ordine cronologico dei versamenti e dei prelievi

35  Libretti nominativi pagabili al portatore: si registra una scissione tra titolare del credito e soggetto autorizzato ad effettuare prelevamenti sul libretto; lo scopo è quello di agevolare la circolazione del credito.  Libretti al portatore contrassegnati da un nome: è un libretto al portatore a tutti gli effetti; il nome serve per identificarne il documento, senza alcuna rilevanza ai fini della legittimazione del soggetto abilitato a riscuotere.

36 Procedure di ammortamento Libretti nominativiLibretti al portatore Comunicazione alla banca emittente Denuncia scritta alla banca e all’autorità giudiziaria; emanazione decreto ammortamento Blocco del deposito Diffida all’ignoto portatore Decreto ammortamento pubblicato sulla G.U. e nei locali della banca Termine di 90 giorni per presentare opposizione alla diffida Termine di 90 giorni per presentare opposizione, Se non c’è opposizione rilascio di un duplicato Rilascio di un duplicato

37 Foglio informativo analitico: condizioni generali di tenuta del libretto Tasso creditore Criterio di capitalizzazione delle competenze Spese fisse per chiusura Costo del libretto Spese per operazione Spese per furto/smarrimento Rendimento lordo annuo del deposito. Di solito viene comunicato il rendimento minimo Periodicità di liquidazione degli interessi. Spese addebitate in occasione della chiusura annuale del conto o in caso di estinzione Spese sostenute in caso di sostituzione del titolo Spese addebitate al depositante per ogni operazione effettuata Richieste a titolo di recupero spese

38 La raccolta bancaria Certificati di deposito e pronti contro termine

39 I certificati di deposito Titolo trasferibile rilasciato a fronte di una somma di denaro depositata per un certo lasso di tempo Il CD è un titolo a scadenza vincolata Elementi indicati nel titolo Data e luogo d'emissione ammontare data di estinzione livello di tasso praticato ammontare degli interessi pagabili a scadenza

40 Certificati di deposito e titoli di stato: confronto

41 Tipologie innovative di CD Certificati tipo “zero coupon” Certificati con cedola: fissa o variabile Certificati a medio termine caratterizzati da cedole periodiche e tassi di rendimento variabile (calcolati sulla base di precisi criteri di capitalizzazione) Certificati di deposito a rendimento variabile il rendimento è pari ad una percentuale della variazione dell’indice di riferimento Certificati di deposito corridor garantiscono al sottoscrittore il rimborso del capitale, una cedola minima e un premio alla scadenza che viene pagato se il parametro di riferimento fissato nel regolamento di emissione si mantenga entro un range prefissato Emissioni in valute estere

42 Esempio di certificato di deposito con cedola In data 22 febbraio vengono sottoscritti CD con cedola semestrale per un valore nominale complessivo di euro, scadenza 6 mesi, tasso 1,45%. Per il certificato vengono addebitati 15 euro a scadenza All’atto della sottoscrizione l’esborso è di euro. Il 22 agosto (scadenza) l’importo incassato è il seguente: Valore di nominale Cedola lorda10.000*0,0145*181/365= 71,90 Ritenuta fiscale 71,90*27/100=19,41 Cedola netta+52,49 Costo del certificato-15,00 Somma alla scadenza=10.037,49 Il guadagno netto complessivo dell’investimento: , =37,49 Che corrisponde ad un tasso annuo effettivo:

43 Esempio di certificato di deposito zero coupon In data 20 aprile viene sottoscritto un CD zc per euro a 18 mesi al prezzo di 97,98 (prezzo riferito a 100 euro) Per il certificato vengono addebitati 15 euro alla scadenza All’atto della sottoscrizione l’esborso è di euro (15.000*97,98/100) Il 20 ottobre dell’anno successivo, alla scadenza, l’importo incassato dal depositante è: Valore di rimborso (nominale) Interesse =303 Ritenuta fiscale 303*27%=81,81-81,81 Costo del certificato-15,00 Somma alla scadenza=14.903,19 Il guadagno netto complessivo dell’investimento è pari a: , =206,19 Che corrisponde ad un tasso annuo effettivo :

44 Esempio di CD Corridor Acquisto di un CD corridor con cedola legata al rapporto di cambio USA/Euro; Data di emissione: 10 febbraio Durata: 12 mesi Valore nominale: euro 3000; Tasso di interesse:  8% per tutti i giorni in cui il cambio $/€ si manterrà nell’intervallo 0,88-0,95;  1% per tutti i giorni in cui il cambio $/€ non rimarrà nell’ambito del suddetto intervallo. Nel periodo considerato il cambio non rimane nell’intervallo indicato per 28 giorni: la cedola sarà calcolata all’1% per 28 gg e all’8% per i rimanenti 337. Il montante percepito a scadenza: Versamento iniziale3.000 Interesse(3.000*8*337)/ = 221,59 (3.000*1*28)/ = 2, ,59 +2,30 Ritenuta fiscale 223,89*27% = 60,45-60,45 Somma alla scadenza=3.163,44 Il rendimento effettivo annuo:

45 Fondo Interbancario di tutela dei depositi Istituito in Italia nel 1986 nella forma di Consorzio Volontario, successivamente reso obbligatorio dall’art. 96 del Testo Unico (in linea con quanto previsto dalla direttiva 94/19/CE sui sistemi di garanzia dei depositanti). Vi aderiscono tutte le banche italiane con esclusione delle BCC, che però dispongono di un fondo specifico: Fondo di Garanzia dei depositanti del credito cooperativo Il Fondo interviene, previa autorizzazione della Banca d’Italia, quando: 1. Nei casi di liquidazione coatta amministrativa delle banche consorziate autorizzate in Italia, e per le succursali di banche comunitarie consorziate operanti in Italia, nei casi in cui sia intervenuto il sistema di garanzia delle banche di appartenenza; 2. Nei casi di amministrazione straordinaria delle banche autorizzate in Italia. Il limite max di rimborso per ciascun depositante è di euro Le somme necessarie sono anticipate dalle banche consorziate su richiesta del fond Obiettivo del fondo: carattere preventivo nei confronti di crisi bancarie; evita la corsa al ritiro dei depositi nelle banche ritenute in difficoltà, garantendo la liquidità dei depositi stessi


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