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DUE PASSI TRA LE TRINCEE

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Presentazione sul tema: "DUE PASSI TRA LE TRINCEE"— Transcript della presentazione:

1 DUE PASSI TRA LE TRINCEE
USCITA STORICO NATURALISTICA 29 OTTOBRE 2010 CLASSI 5A E 5C LICEO SCIENTIFICO N. COPERNICO UDINE

2 Passo di Monte Croce (1360 m.) e sulla destra il Pal Piccolo

3 Passo Monte Croce Carnico Pala per la produzione di energia eolica

4 Camminando nelle trincee
Di tutti i momenti della guerra, quello precedente l’assalto era il più terribile. “Pronti per l’assalto!” ripeté ancora il capitano. L’assalto! Dove si andava? Si abbandonavano i ripari e si usciva. Dove? Le mitragliatrici tutte, sdraiate sul ventre imbottito di cartucce, ci aspettavano. Chi non ha conosciuto quegli istanti, non ha conosciuto la guerra. Emilio Lussu, Un anno sull’altopiano

5 The darkness crumbles away – It is the same old druid Time as ever
The darkness crumbles away – It is the same old druid Time as ever. Only a live thing leaps my hand – A queer sardonic rat – As I pull the parapet’s poppy To stick behind my ear. Droll rat, they would shoot you if they knew Your cosmopolitan sympathies. Now you have touched this English hand You will do the same to a German – Soon, no doubt, if it be your pleasure To cross the sleeping green between Isaac Rosenberg

6 "In pochi secondi tutto il battaglione era di fronte alle trincee nemiche.
Che noi avessimo gridato o no, le mitragliatrici nemiche ci attendevano.” Emilio Lussu, Un anno sull’ altopiano

7 “Era, quello carnico,un settore del fronte italo-austriaco di particolare rilevanza strategica, in quanto comprensivo del valico di Monte Croce Carnico attraverso il quale passava l’antica Via Imperiale Julium Augusta, un valico che il nostro comando supremo paventava come uno dei possibili accessi per l’invasione dell’Italia da parte del nemico ma era anche un settore lasciato colpevolmente privo di difese nella convinzione di nascondere così all’ex alleato austriaco le nostre vere intenzioni, cioè di entrare in guerra a fianco dell’Intesa. “ (Intervento dell’On. Di Centa a Palazzo Montecitorio Nov 2008)

8 Postazioni austriache sopra Passo Monte Croce

9 Imbocco del sentiero verso Casera Pal Piccolo dalla casa Cantoniera

10 I colori dell’autunno ci hanno accompagnato salendo verso la casera Pal Piccolo

11 “Sentieri che si inoltrano nei boschi di abeti, larici e faggi e aprono a pianori smeraldini, dove un tempo danzavano le fate, i diavoli goffi e le bizzarre streghe del Carducci, ma anche sentieri che in alta quota diventano impervi, pietraie sulle quali un appoggio sbagliato può essere davvero pericoloso.” Intervento on. Di Centa – Palazzo Montecitorio 29/10/2008

12 Sui passi delle portatrici Carniche
“Cercavo di arrivare su, fino alla cima, per quei sentieri che erano stati i sentieri della Grande Guerra, percorsi da mia nonna , “none Irme”, con il sole, la pioggia, per 26 mesi di seguito. Mia nonna all’epoca non aveva ancora sedici anni!. Non saliva e scendeva di corsa, perché non era lì per fare gambe e fiato e per quello, comunque, bastavano ed erano d’avanzo i quaranta chili che portava sulle spalle, nella gerla. Quaranta chili di viveri, medicinali e filo spinato, ma anche di proiettili e di bombe a mano, che facevano di quella gerla una vera e propria santabarbara, esposta per lunghi tratti al tiro del cecchino.” Intervento dell’on. Di Centa a Palazzo Montecitorio 29/10/2008

13 Cappella Pal Piccolo dedicata al battaglione “Val Tagliamento”

14 Cimitero di Guerra Pal Piccolo – Lapidi con i nominativi dei 628 caduti sepolti durante la Guerra
Un’intera nottata Buttato vicino A un compagno Massacrato Con la bocca Digrignata Volta al plenilunio Con la congestione Delle mani ….. VEGLIA, G. Ungaretti

15 Nel centro si nota un tabernacolo scolpito nella roccia

16 Sacrario Militare di Timau

17 Classi 5 A e 5 C davanti al Sacrario militare di Timau

18 DULCE ET DECORUM EST W. OWEN http://www. youtube. com/watch
Bent double, like old beggars under sacks, Knock-kneed, coughing like hags, we cursed through sludge, Till on the haunting flares2 we turned our backs And towards our distant rest3 began to trudge. Men marched asleep. Many had lost their boots But limped on, blood-shod. All went lame; all blind; Drunk with fatigue; deaf even to the hoots4 Of tired, outstripped5 Five-Nines6 that dropped behind. Gas!7 Gas! Quick, boys! – An ecstasy of fumbling, Fitting the clumsy helmets8 just in time; But someone still was yelling out and stumbling, And flound'ring like a man in fire or lime Dim, through the misty panes10 and thick green light, As under a green sea, I saw him drowning. In all my dreams, before my helpless sight, He plunges at me, guttering,11 choking, drowning. If in some smothering dreams you too could pace Behind the wagon that we flung him in, And watch the white eyes writhing in his face, His hanging face, like a devil's sick of sin; If you could hear, at every jolt, the blood Come gargling from the froth-corrupted lungs, Obscene as cancer, bitter as the cud12 Of vile, incurable sores on innocent tongues, My friend, you would not tell with such high zest13 To children ardent14 for some desperate glory, The old Lie; Dulce et Decorum est Pro patria mori.15


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