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Relatori: Dott. Giuseppe Munafò Componente della commissione Revisione Enti Locali del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili.

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1 Relatori: Dott. Giuseppe Munafò Componente della commissione Revisione Enti Locali del Consiglio Nazionale dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili e Presidente della Commissione Aziende Pubbliche ODCEC di Milano. Dott.ssa Chiara Franchi Responsabile area finanziaria del comune di Motta Visconti Revisione negli Enti Locali Relazione dei Revisori al Bilancio di Previsione 2009 Venerdì 20 febbraio 2009 dalle ore alle ore Ordine dei Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Matera Sala Convegni "Dott. G. Di Franco" Via Tortorella n Matera

2 2 Ordinamento Finanziario e contabile La struttura contabile, è molto diversa rispetto a quanto accade in un impresa … LA CONTABILITA FINANZIARIA

3 3 PRINCIPI E POSTULATI CONTABILI

4 4 Principi in materia di contabilit à Principi in materia di Contabilità (art. 151 Tuel) Il Bilancio di Previsione deve essere approvato entro il 31 dicembre di ogni anno Il Bilancio è corredato di una relazione previsionale e programmatica e di un bilancio pluriennale ed è redatto per programmi, servizi ed interventi I documenti dei responsabili dei servizi comportano impegni di spesa I risultati di gestione sono rilevati anche mediante contabilità economica e dimostrati nel rendiconto comprendente il conto del bilancio e il conto del patrimonio Il rendiconto è approvato dal Consiglio Comunale entro il 30 giugno di ogni anno

5 5 CARATTERISTICHE FONDAMENTALI DELLA CONTABILITÀ DELLENTE LOCALE prevale laspetto previsionale prevale il controllo dellequilibrio finanziario si affiancano due sistemi contabili: uno di tipo finanziario ed uno di tipo economico/patrimoniale il sistema contabile ha il compito di tradurre in valore le politiche adottate e controllarne lattuazione la contabilità finanziaria ha carattere autorizzativo

6 6 La Contabilit à Finanziaria La funzione tipica della contabilità finanziaria è quella di rilevare e consentire il controllo degli equilibri fra le entrate e le spese A) I principi che regolano la contabilità finanziaria: 1)una previsione annuale e pluriennale autorizzatoria in pareggio; 2)una gestione che vigila sul mantenimento del pareggio; 3)un risultato finale che dimostri lo scostamento dellequilibrio. B) Le regole di contabilizzazione volte a garantire lequilibrio parziale allinterno dellequilibrio generale: 1)la copertura di spese correnti con entrate correnti; 2)lequilibrio fra le entrate e le spese di natura eccezionale; 3)lequilibrio delle entrate a destinazione specifica e vincolata ; 4)lequilibrio tra risorse destinate ad investimenti Titoli IV e V dellentrata ed il Titolo II della spesa; 5)I limiti allindebitamento e allutilizzo dellavanzo di amministrazione.

7 7 Contabilità finanziaria: Equilibri di bilancio Equilibrio di parte corrente: Entrate correnti (titoli I+II+III) = Spese correnti + quote di prestiti in scadenza Pareggio finanziario: Entrate di competenza = spese di competenza Equivalenza dei servizi per c/terzi Equilibrio Fonti/impieghi: A ogni spesa in c/capitale devono corrispondere uno o più stanziamenti di entrata indicanti le relative fonti di finanziamento

8 8 Competenza finanziaria e competenza economica In base al principio della competenza finanziaria le entrate e le spese sono imputate allanno in cui si forma il diritto a riscuotere somme e si costituisce idoneo titolo giuridico per vincolare lente al pagamento di prestazioni richieste. In base al principio della competenza economica costi e proventi devono essere attribuiti allesercizio al quale si riferiscono, indipendentemente dalla manifestazione finanziaria. Ricavo il processo produttivo è terminato e/ o lerogazione del servizio è avvenuta; i proventi tributari e i trasferimenti si considerano conseguiti nellesercizio in cui lentrata è stata accertata Costo il fattore produttivo ha ceduto la sua utilità e/o è correlato al provento

9 9 PRINCIPI CONTABILI GENERALI 1.UNITÀ: linsieme delle entrate è destinato a finanziare le spese nel loro insieme, fatte salve le eccezioni di legge (entrate a destinazione vincolata per funzioni delegate dallo Stato o dalla Regione, mutui…) 2.ANNUALITÀ: le previsioni iscritte a bilancio devono essere riferite allanno finanziario. Dopo la fine dellanno non è possibile assumere impegni o accertare alcuna entrata sullesercizio concluso. 3.UNIVERSALITÀ E INTEGRITÀ: tutte le entrate e le spese devono essere previste in bilancio. Le entrate devono essere previste al lordo delle eventuali spese da sostenere per la loro riscossione (non esistono gestioni fuori bilancio o compensazioni). 4.PAREGGIO FINANZIARIO: il complesso delle entrate deve essere pari al complesso delle uscite previste.

10 10 5.VERIDICITA: a)Dei documenti previsionali: devono essere evitate sopravvalutazioni delle entrate o sottovalutazioni delle spese. La veridicità delle entrate e delle spese correnti deve essere supportata dallandamento storico delle stesse evitando liscrizione di entrate dirette a pareggiare fittiziamente il bilancio ove le previsioni di spesa sono iscritte in bilancio per limporto nreale che si ritiene di dover sostenere. Per le spese in conto capitale è sufficiente dimostrarne la coerenza rispetto alle fonti disponibili o la capacità di indebitamento nel caso in cui si intenda ricorrere al credito. b)Nel rendiconto: esso deve rispecchiare le operazioni di gestione poste in essere. Non esistendo una verità assoluta di bilancio, per interpretare il principio di verità (True and fair value – attendibile, informazione scevra da errori – rappresenta in modo veritiero e corretto la situazione patrimoniale economica e finanziaria dellente) si deve far riferimento ai principi di CORRETTEZZA e CHIAREZZA. La CORRETTEZZA consiste nel rispetto formale e sostanziale delle norme che disciplinano lordinamento contabile degli enti. La CHIAREZZA (O COMPRENSIBILITÀ) riguarda la classificazione delle poste, che deve risultare sufficientemente analitica (per il controllo da parte dellorgano di governo) ma anche sintetica (pena la poca comprensibilità del bilancio) PRINCIPI CONTABILI GENERALI

11 11 PUBBLICITA: gli enti locali devono rendere conoscibili alla collettività i dati contenuti nei documenti previsionali. ATTENDIBILITÀ: 1.Nei documenti previsionali è riferita alle entrate: le aspettative di acquisizione delle risorse devono essere fondate su accurate analisi di andamenti storici o da altri idonei riferimenti ad atti o parametri di riferimento. Per le spese, simmetricamente, si parla di congruità: questa va valutata rispetto agli obiettivi definiti dagli organi di governo. 2.Nei documenti di rendicontazione lattendibilità è riferita al processo valutativo. PRINCIPI CONTABILI GENERALI

12 12 9.COERENZA: implica un nesso logico, senza contraddizione alcuna, tra gli atti contabili preventivi e consuntivi, siano questi strettamente tecnico finanziari, ovvero descrittivi e di indirizzo politico. COERRENZA INTERNA (tra gli atti di programmazione): - linee programmatiche; - piano di sviluppo; - programmazione triennale fabbisogno del personale; - programma triennale ed elenco annuale lavori pubblici; - strumenti urbanistici e piani attuativi; - relazione previsionale e programmatica. COERENZA ESTERNA: - patto di stabilità; - norme di coordinamento della finanza pubblica PRINCIPI CONTABILI GENERALI

13 13 Testo unico enti locali approvato con D.Lgs 267/2000 Principi contabili dellOsservatorio per la finanza e la contabilità degli Enti Locali (www.osservatorio.it) Principi di revisione e comportamento dellOrgano di revisione negli Enti Locali (www.cndc.it - sezione enti pubblici) Fonti

14 14 Articolo Principi in materia di ordinamento finanziario e contabile …L'ordinamento stabilisce per gli enti locali i principi in materia di programmazione, gestione e rendicontazione, nonché i principi relativi alle attività di investimento, al servizio di tesoreria, ai compiti ed alle attribuzioni dell'organo di revisione economico-finanziaria e, per gli enti cui sia applicabile, alla disciplina del risanamento finanziario… Ordinamento finanziario e contabile degli enti locali Le fasi di programmazione, gestione e rendicontazione si basano sui seguenti documenti: Programmazione: linee programmatiche ; piano generale di sviluppo; RPP; bilancio pluriennale e bilancio annuale; PEG); Gestione del bilancio: gestione finanziaria delle entrate e delle uscite; ricognizione dello stato di attuazione dei programmi Rendicontazione : conto del bilancio; prospetto di conciliazione; Conto economico e conto del patrimonio

15 15 1.Rendiconto, che si compone di: Conto del bilancio Conto economico Conto del patrimonio 1.Variazioni di bilancio 2.Delibera di assestamento 1.Bilancio di previsione, nel rispetto del Patto di stabilità 2.Bilancio pluriennale 3.Relazione previsionale e programmatica 4.Piano esecutivo di gestione 5.Piano delle opere 6.Fabbisogno del personale FASE DI RENDICONTAZIONE FASE DI GESTIONE FASE DI PROGRAMMAZIONE I DOCUMENTI CONTABILI DELLENTE LOCALE È requisito di legittimità del bilancio di previsione il rispetto degli obiettivi finanziari definiti dalla normativa relativa al Patto di Stabilità Interno. Il rispetto di tali obiettivi deve permanere lungo larco delle tre fasi.

16 16 PROGRAMMAZIONEEPIANIFICAZIONE

17 17 Linee programmatiche e piano generale di sviluppo Linee programmatiche -illustra gli obiettivi politici -è redatto dal sindaco (primo adempimento pianificatorio) -deve essere presentato in Consiglio, sentita la giunta (comma 3 dellarticolo 46 del D.Lgs. n. 267/00 ) Piano generale di sviluppo -è tratto dalle linee programmatiche di cui rende operativi gli obiettivi -è un documento tecnico predisposto dalla Giunta -definisce il contenuto degli interventi e ne quantifica il costo -è approvato dal C.C. prima del primo bilancio -lorgano di revisione esprime un motivato giudizio di congruità

18 18 PIANIFICAZIONE STRATEGICA PROGRAMMAZIONE GENERALE PROGRAMMAZIONE ESECUTIVA REALIZZAZIONE PROGRAMMA VERIFICA DEI RISULTATI FASI RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA BILANCIO PLURIENNALE E BILANCIO ANNUALE P.E.G. ATTIVITA OPERATIVA CONTROLLO INTERNO ATTUAZIONE BUDGET OBIETTIVO RESPONSABILE RISORSE UMANE RISORSE FINANZIARIE RISORSE STRUMENTALI Individua e descrive gli obiettivi strategici di medio e lungo periodo Manifestazione finanziaria degli obiettivi definiti nella RPP

19 19 Prima della redazione del piano generale di sviluppo dellente è necessario approfondire ed analizzare: 1.le necessità finanziarie e strutturali per lespletamento dei servizi che non abbisognano di realizzazione di investimento; 2.le possibilità di finanziamento con risorse correnti per lespletamento dei servizi, oltre le risorse assegnate in precedenza, nei limiti delle possibilità di espansione; 3.il contenuto concreto degli investimenti e delle opere pubbliche che si pensa di realizzare; 4.il costo di essi in termini di spesa di investimento; 5.i riflessi in termini di spesa corrente per ciascuno degli anni del mandato; 6.le disponibilità di mezzi straordinari; 7.le disponibilità in termini di indebitamento; 8.il costo delle operazioni finanziarie e le possibilità di copertura; 9.la compatibilità con le disposizioni del patto di stabilità interno. PIANO GENERALE DI SVILUPPO DELLENTE

20 20 Il Sistema dei Bilanci negli enti locali

21 21 Il Bilancio di previsione è composto da: Bilancio di previsione annuale (art. 165 TUEL) Relazione Previsionale e Programmatica (art. 170 TUEL) Bilancio pluriennale (art. 171 TUEL) Altri allegati al bilancio di previsione (art. 172 TUEL) sono: Rendiconto del penultimo esercizio antecedente quello cui si riferisce il bilancio di previsione Le risultanze dei rendiconti o conti consolidati delle Unioni dei Comuni, aziende speciali, consorzi, istituzioni, società di capitali costituite per lesercizio di funzioni pubbliche, relativi al penultimo esercizio antecedente quello cui il bilancio si riferisce Deliberazione di verifica della qualità e quantità di aree e fabbricati da destinarsi a residenza, attività produttive e che potranno essere ceduti, con indicazione del prezzo Programma triennale lavori pubblici Delibere con le quali sono determinate per lesercizio successivo le tariffe e le aliquote di imposta Piano delle alienazioni e valorizzazione del patrimonio immobiliare (art. 58 D.L. 112/2008) Prospetto dimostrativo del rispetto del Patto di stabilità Interno Documentazione Bilancio di previsione

22 22 LA RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA

23 23 Programmazione Generale RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA Sulla base delle azioni e dei progetti indicati nel piano di sviluppo dellente, si procede alla redazione del documento di piano che è la relazione previsionale e programmatica mediante la quale si attua lindividuazione e graduazione degli obiettivi strategici di medio e lungo periodo

24 24 La relazione previsionale e programmatica, che viene redatta dallorgano esecutivo, è il documento su cui si fonda la programmazione dellente e a cui si fa riferimento, a fine esercizio, per analizzare i risultati conseguiti in rapporto ai programmi previsti e ai costi sostenuti. La relazione previsionale e programmatica deve essere redatta utilizzando i nuovi schemi approvati con il DPR n. 326/98 ed in conformit à a quanto stabilito dall articolo 170 del d.lgs. n. 267/00, dallo statuto e dal regolamento di contabilit à. RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA

25 25 FASE DELLA PIANIFICAZIONE In questa fase Sindaco e Giunta devono individuare gli obiettivi generali da raggiungere in coerenza con il programma del Sindaco approvato dal Consiglio nonché gli obiettivi specifici previa analisi dei fabbisogni della collettività amministrata. FASI DELLA PROGRAMMAZIONE Gli obiettivi generali e specifici sono assegnati ai soggetti preposti alla gestione (responsabili dei servizi) affinchè provvedano a coordinare le attività dellEnte finalizzandole al conseguimento degli obiettivi stessi. Con la programmazione di medio-lungo periodo viene tradotto in termini operativi ciò che è stato deciso in sede di pianificazione. RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA

26 26 Sez. 1: Caratteristiche generali della popolazione, del territorio, delleconomia insediata e dei servizi dellEnte Sez. 2: Analisi delle risorse (valutazione generale dei mezzi finanziari) Sez. 3: Programmi ed eventuale suddivisione in progetti (descrizione dettagliata con indicazione delle risorse umane, finanziarie e strumentali, nonché indicazione delle motivazione delle scelte) Sez. 4:Stato di attuazione dei programmi deliberati negli anni precedenti e considerazioni sullo stato di attuazione Sez. 5: Rilevazione per il consolidamento dei conti pubblici Sez. 6: Considerazioni finali sulla coerenza dei programmi rispetto ai piani regionali di sviluppo e di settore e agli atti programmatici della regione RELAZIONE PREVISIONALE E PROGRAMMATICA

27 27 IL BILANCIO PLURIENNALE

28 28 Il bilancio pluriennale deve essere redatto in conformità a quanto previsto dallart. 171 del D.Lgs. n. 267/00 e secondo lo schema approvato con il D.P.R. n. 194/96. Le spese correnti sono ripartite tra consolidate e di sviluppo. Gli stanziamenti previsti nel bilancio pluriennale, che per il primo anno coincidono con quelli del bilancio annuale di competenza, hanno carattere autorizzatorio costituendo limiti agli impegni di spesa. BILANCIO PLURIENNALE

29 29 Le previsioni di entrata e di spesa iscritte nel bilancio pluriennale devono tener conto: dell osservanza dei principi del bilancio; dei mezzi finanziari destinati alla copertura delle spese correnti e al finanziamento delle spese di investimento; della dimostrazione della capacit à di ricorso alle fonti di finanziamento; del tasso di inflazione programmato ; degli impegni di spesa gi à assunti ai sensi dell articolo 183, commi 6 e 7, del d.lgs. n. 267/00; delle linee programmatiche relative alle azioni e ai progetti da realizzare; delle previsioni contenute nel programma triennale ed elenco annuale dei lavori pubblici; del rispetto del patto di stabilit à interno (per gli enti con pi ù di abitanti). BILANCIO PLURIENNALE

30 30 IL BILANCIO DI PREVISIONE ANNUALE

31 31 nelle aziende privatenelle aziende pubbliche Il termine bilancio denomina il prospetto contabile che espone a fine esercizio i valori consuntivi denomina il documento contabile che espone i valori preventivi delle entrate e delle uscite finanziarie che si verificheranno durante il futuro esercizio Il bilancio è predisposto dallorgano amministrativo per rendere conto dellattività svolta ai soggetti proprietari dellimpresa dallorgano amministrativo e presentato allorgano volitivo come proposta di futura attività amministrativa Mediante la sua approvazione da parte dellorgano volitivo, si ratifica lattività degli amministratori lorgano volitivo autorizza quello amministrativo a realizzare le entrate e le spese previste nel bilancio. Il bilancio assume il significato di vincolo giuridico a realizzare quelle entrate e spese Il bilancio: aziende private vs aziende pubbliche

32 32 Il bilancio di previsione viene redatto in termini di competenza finanziaria. E di competenza: lentrata accertata nellesercizio; la spesa impegnata nellesercizio. È una competenza di tipo finanziario, non economico. IL CONCETTO DI COMPETENZA NELLA CONTABILITA DELLENTE LOCALE

33 33 ENTRATE: sia per il bilancio preventivo che per il consuntivo la classificazione è "per natura" fonte di provenienza tipologia specifica individuazione oggetto solo nel P.E.G. TITOLI CATEGORIE RISORSE CAPITOLI di PEG Struttura del bilancio: le entrate

34 34 1.entrate tributarie 2.entrate da contributi e trasferimenti correnti dello stato, regione e altri enti pubblici… 3.entrate extratributarie 4.entrate da alienazioni, trasferimenti di capitale e riscossioni di crediti 5.entrate derivanti da accensione di prestiti 6.entrate da servizi per conto di terzi individuano la natura dellentrata e sono: I TITOLI DI ENTRATA

35 35 TITOLOCATEGORIA I. ENTRATE TRIBUTARIE 1. Imposte 2. Tasse 3. Tributi speciali e altre entrate tributarie II. ENTRATE DA CONTRIBUTI 1. Contrib. e trasferim. correnti dallo Stato 2. Contrib. e trasfer. correnti dalla Regione 3. Contrib. e trasfer. correnti dalla Regione per funzioni delegate 4. Contr. e trasferim. da organismi comunitari e internazionali 5. Contr. e trasferim. da altri enti del settore pubblico III. ENTRATE EXTRATRIBUTARIE 1. Proventi da servizi pubblici 2. Proventi dei beni dellente 3. Interessi su anticipazioni e crediti 4. Utili netti delle aziende speciali e partecipate, dividendi da società 5. Proventi diversi LE ENTRATE CORRENTI

36 36 TITOLO CATEGORIA / CAPITOLO (solo per titolo VI) IV. ENTRATE DA ALIENAZIONI, DA TRASFERIMENTI DI CAPITALE E DA RISCOSSIONI DI CREDITI 1. Alienazione di beni patrimoniali 2. Trasferimenti di capitale dallo Stato 3. Trasferimenti di capitale dalla Regione 4. Trasferim. di capitale da altri enti pubblici 5. Trasferimenti di capitale da altri soggetti 6. Riscossione di crediti V. ENTRATE DA ACCENSIONE DI PRESTITI 1. Anticipazioni di cassa 2. Finanziamenti a breve termine 3. Assunzione di mutui e prestiti 4. Emissione di prestiti obbligazionari LE ENTRATE IN CONTO CAPITALE

37 37 VI. ENTRATE DA SERVIZI PER CONTO TERZI 01. Ritenute previd. e assist. al personale 02. Ritenute erariali 03. Altre ritenute al personale per conto di terzi 04. Depositi cauzionali 05. Rimborso spese per servizi per conto terzi 06. Rimborso di anticipazione di fondi per il servizio economato 07. Depositi per spese contrattuali LE ENTRATE DA SERVIZI PER CONTO TERZI

38 38 Costituisce per le entrate, ad eccezione che per i servizi conto terzi, lunità elementare del bilancio, dunque loggetto cui imputare le entrate in fase previsionale e gli accertamenti durante la gestione. Per ciascuna risorsa bisognerà indicare: -lammontare degli accertamenti che risultano dallultimo rendiconto approvato - la previsione aggiornata degli accertamenti relativi allesercizio in corso -Lammontare delle entrate che si prevede di accertare nellesercizio cui il bilancio si riferisce La risorsa

39 39 TITOLI FUNZIONI SERVIZI INTERVENTI TITOLI IN RELAZIONE AI PRINCIPALI AGGREGATI ECONOMICI: individuano la struttura degli impieghi rispetto alla loro origine ATTIVITA DELLE FUNZIONI DELLENTE: le spese sono considerate sulla base della tipologia delle attività svolte Suddivisi sulla base della localizzazione nei CENTRI DI SPESA NATURA ECONOMICA DEI FATTORI PRODUTTIVI: elementi e mezzi per il raggiungimento del fine cui ogni servizio è preposto Centro di costo Capitolo Nel PEG le spese sono suddivise in centri di costo Nel PEG le spese sono suddivise in capitoli Struttura del bilancio: le spese

40 40 TITOLOFUNZIONE I.SPESE CORRENTI II.SPESE IN CONTO CAPITALE III.SPESE PER RIMBORSO DI PRESTITI 1.Funz. generali di amministraz., gestione e controllo 2. Funzioni relative alla giustizia 3. Funzioni di polizia locale 4. Funzioni di istruzione pubblica 5. Funzioni relative alla cultura e ai beni culturali 6. Funzioni nel settore sportivo o ricreativo 7. Funzioni nel campo turistico 8. Funzioni nel campo della viabilità e dei trasporti 9. Funzioni riguardanti la gestione del territorio e dellambiente 10. Funzioni del settore sociale 11. Funzioni nel campo dello sviluppo economico 12. Funzioni relative a servizi produttivi TITOLI E FUNZIONI DI SPESA

41 41 TITOLOFUNZIONESERVIZIOINTERVENTO I. SPESE CORRENTI 04. FUNZIONI DI ISTRUZIONE PUBBLICA 01. SCUOLA MATERNA 1)Personale 2)Acq. beni di consumo e materie prime 3)Prestazioni di servizi 4)Utilizzo di beni di terzi 5)Trasferimenti 6)Interessi passivi e oneri finanziari diversi 7)Imposte e tasse 8)Oneri straordinari dalla gestione corrente 9)Ammortamenti 02. ISTRUZIONE ELEMENTARE 03. ISTRUZIONE MEDIA 04. ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE 05. ASSISTENZA SCOLASTICA, TRASPORTO, REFEZIONE… LO SVILUPPO DI UNA FUNZIONE DI SPESA CORRENTE

42 42 TITOLOFUNZIONESERVIZIOINTERVENTO I. SPESE CORRENTI 01. FUNZIONI GENERALI DI AMMINISTRAZ IONE, GESTIONE E CONTROLLO 01. ……… 1)Personale 2)Acq. beni di consumo e materie prime 3)Prestazioni di servizi 4)Utilizzo di beni di terzi 5)Trasferimenti 6)Interessi passivi e oneri finanziari diversi 7)Imposte e tasse 8)Oneri straordinari dalla gestione corrente 9)Ammortamenti 10)Fondo svalutazione crediti 11)Fondo di riserva 02. …… ……. 04. ……. 05. ……. 06 ……. 07. ……. 08. Altri servizi Mentre gli interventi da 1 a 9 sono comuni a tutti i servizi di tutte le funzioni, gli interventi 10 e 11 esistono solamente allinterno della funzione 1 servizio 08. LO SVILUPPO DI UNA FUNZIONE DI SPESA CORRENTE

43 43 Gli interventi

44 44 PARTE ENTRATAPARTE SPESA Entrate Correnti Dirette al finanziamento di spese correnti TITOLO I Entrate tributarie TITOLO II Entrate derivanti da contributi e trasferimenti correnti dello Stato, della regione o altri enti pubblici TITOLO III Entrate extratributarie Spese Correnti Relative alla gestione ordinaria dellente TITOLO I Spese correnti Entrate in conto capitale Destinate al finanziamento di spese di investimento TITOLO IV Entrate derivanti da alienazioni, da trasferimenti di capitale e da riscossione di crediti TITOLO V Entrate derivanti da accensione di prestiti Spese in conto capitale Comprendono gli investimenti, le partecipazioni, i conferimenti e le concessioni di crediti TITOLO II Spese in conto capitale Spese per rimborso prestiti Comprendono le quote di capitale delle rate di ammortamento dei mutui e di ogni altra operazione di prestito. TITOLO III Spese per rimborso prestiti Entrate da servizi per conto di terzi Relative a servizi effettuati per conto di terzi TITOLO VI Entrate da servizi per conto terzi Spese per servizi per conto di terzi Relative a servizi effettuati per conto di terzi TITOLO IV Spese per servizi per conto di terzi

45 45 Il bilancio di previsione si articola in quattro componenti Bilancio corrente Bilancio Investimenti Movimenti di fondi Servizi per conto terzi Lanalisi delle quattro componenti Individua le risorse rispettivamente destinate: al funzionamento dellente allattivazione di investimenti ad operazioni prive di contenuto economico: anticipazione di tesoreria, riscossione e concessione di crediti alle operazioni di giro effettuate per conto terzi ANALISI DELLE COMPONENTI DEL BILANCIO DI PREVISIONE

46 46 TITOLOFUNZIONESERVIZIOINTERVENTO II. SPESE IN CONTO CAPITALE 04. FUNZIONI DI ISTRUZIONE PUBBLICA 01. SCUOLA MATERNA 1)Acquisizione di beni immobili 2)Espropri e servitù onerose 3)Acquisto beni per realizzaz. in economia 4)Utilizzo beni di terzi per realizzaz. in economia 5)Acq. Beni mobili, macchine e attrezzature 6)Incarichi professionali esterni 7)Trasferimenti di capitale 8)Partecipazioni azionarie 9)Conferimenti di capitale 10) Concessioni di crediti e anticipazioni 02. ISTRUZIONE ELEMENTARE 03. ISTRUZIONE MEDIA 04. ISTRUZIONE SECONDARIA SUPERIORE 05. ASSISTENZA SCOLASTICA, TRASPORTO, REFEZIONE… LO SVILUPPO DI UNA FUNZIONE DI SPESA IN CONTO CAPITALE

47 47 1.Fondo di riserva (artt. 166 e 176) : viene costituito un fondo per sopperire a eventuali spese che si manifestano nella gestione senza essere previste. Il fondo non può eccedere il 2% delle spese correnti e non può essere inferiore allo 0,30% delle stesse. Lutilizzo del fondo richiede una variazione di bilancio. 2.Ammortamento (art. 167) : lente deve prevedere una quota di amm.to pari almeno al 30% della quota prevista dallart. 229 per i beni di ciascun servizio. Tali somme, non corrispondendo a vere uscite, comporteranno economie di spesa che contribuiranno alla formazione dellavanzo. Su tali valori vige un vincolo di reinvestimento. 3.Fondo svalutazione crediti: è necessario prevedere una somma destinata a coprire eventuali perdite su crediti. Non rappresentando una reale uscita, la svalutazione comporterà necessariamente una economia di bilancio e inciderà sul risultato di amministrazione. I crediti inesigibili vengono stralciati in sede di rendiconto e mantenuti nel patrimonio sino al momento della prescrizione. SPESE DEL BILANCIO CHE NON CORRISPONDONO A USCITE FINANZIARIE

48 48 Deve essere consentita la lettura per programmi, servizi e interventi Il programma fa riferimento ad una pluralità di servizi collegati da un comune denominatore organizzativo, finalistico od operativo La lettura per programmi

49 49 Unità fondamentale, sotto il profilo organizzativo. E un reparto composto da persone o mezzi strumentali affidato ad un responsabile che risponde dellutilizzazione dei mezzi finanziari assegnati Il Servizio

50 50 8. A ciascun servizio è correlato un reparto organizzativo, semplice o complesso, composto da persone e mezzi, cui è preposto un responsabile. 9. A ciascun servizio è affidato, col bilancio di previsione, un complesso di mezzi finanziari, specificati negli interventi assegnati, del quale risponde il responsabile del servizio. Il D.lgs. 77/95 ha introdotto il principio della coincidenza tra unità contabile e organizzazione Art Struttura del bilancio

51 51 Lequilibrio di parte corrente e il pareggio complessivo

52 52 Lavanzo di parte corrente del bilancio preventivo

53 53 Il disavanzo della parte corrente del bilancio preventivo

54 54 I comuni con popolazione inferiore a abitanti e le comunità montane, nellambito di ciascuna funzione, possono iscrivere gli interventi nel servizio che abbia carattere di prevalenza nello svolgimento dellattività Bilancio abbreviato

55 55 Previsto dal comma 3 dellart. 163 del Tuel: automaticamente autorizzato dalla legge, a seguito dello spostamento del termine per la deliberazione del bilancio preventivo. Durante tale periodo di gestione per dodicesimi gli enti possono effettuare spese in misura non superiore, mensilmente, ad un dodicesimo calcolato su ciascun intervento dellultimo bilancio approvato nellesercizio precedente. Come unica eccezione vi sono le spese tassativamente regolate dalla legge o non suscettibili di pagamento frazionato in dodicesimi. Esercizio provvisorio

56 56 Prevista dal comma 2 dellart. 163 del Tuel Diversa e più penalizzante, essa scatta nel caso in cui, dopo la scadenza fissata dalla legge per lapprovazione del bilancio, lente non abbia ancora deliberato il bilancio. La gestione provvisoria è limitata all'assolvimento delle obbligazioni già assunte, delle obbligazioni derivanti da provvedimenti giurisdizionali esecutivi e di obblighi speciali tassativamente regolati dalla legge, al pagamento delle spese di personale, di residui passivi, di rate di mutuo, di canoni, imposte e tasse, ed è in generale limitata alle sole operazioni necessarie per evitare che siano arrecati danni patrimoniali certi e gravi. Gestione provvisoria

57 57... entro i termini perché la giunta non lo ha predisposto è prevista la nomina di un commissario perché lo rediga dufficio e lo sottoponga al consiglio.. In tal caso se il consiglio non lo approva viene assegnato un termine massimo di 20 gg. per lapprovazione. Decorso il quale viene nominato un commissario e si procede poi con lo scioglimento del Consiglio stesso (art. 141 c. 2del TUEL). Se il bilancio non viene approvato...

58 58 PATTO DI STABILITA DI STABILITAINTERNO

59 59 Il patto di stabilità interno Il Patto di Stabilità viene stabilito dal Governo per tutte le pubbliche amministrazioni in modo che i conti dell'Italia tutta stiano dentro i parametri di Maastricht. Si traduce in un insieme di vincoli che dal 2007 assumono come parametro di riferimento il saldo finanziario, dato dalla differenza fra le entrate finali (titolo I, II, III, IV) e spese finali (titolo I, II) e spingono nella direzione di ridurre la spesa ed aumentare le entrate

60 60 Il patto di stabilità interno Sono assoggettati al Patto i comuni con popolazione superiore a abitanti e le province Sono previsti monitoraggi semestrali ed annuali da comunicare al Ministero delleconomia ed anche controlli da parte della Corte di conti attraverso il questionario al bilancio e al rendiconto da compilato dallorgano di revisione. Esiste un sistema sanzionatorio per gli enti che non rispettano il patto (art. 77 bis del D.L. 112/2008 – L. 133/2008).

61 61 Il patto di stabilità interno In sostanza, ogni ente locale calcola la manovra correttiva che deve apportare ai propri bilanci 2008/2010 (secondo un procedimento previsto dalla legge) La finanziaria 2008, nellapportare correttivi ha introdotto il criterio di competenza ibrida (una fusione fra gli accertamenti e gli impegni della gestione corrente e gli incassi ed i pagamenti della parte in conto capitale). Si calcola il saldo medio del triennio base 2003/2005 e lo si migliora dellimporto della manovra: si ottiene così lobiettivo programmatico ( soglia oltre la quale il Patto risulta violato)

62 62 Il patto di stabilità interno Il rispetto dellobiettivo programmatico del Patto di Stabilità Interno dal 2008 è requisito di legittimità del bilancio, attraverso apposito prospetto da allegare al bilancio medesimo. In tale allegato deve essere verificata la coerenza con il Piano triennale delle Opere Pubbliche ed elenco annuale, con particolare riguardo al cronoprogramma dei lavori. Durante la gestione, con gli atti di variazione al bilancio e con gli atti di gestione (accertamenti e impegni, riscossioni e pagamenti) deve essere garantito il permanere del rispetto dellobiettivo programmatico.

63 63 Sono individuati 4 gruppi di enti: 1. enti che hanno rispettato il patto 2007 ed hanno un saldo finanziario positivo 2007 in competenza mista 2. enti che non hanno rispettato il patto 2007 ed hanno un saldo finanziario positivo 2007 in competenza mista 3. enti che hanno rispettato il patto 2007 ed hanno un saldo finanziario negativo 2007 in competenza mista 4. enti che non hanno rispettato il patto 2007 ed hanno un saldo finanziario negativo 2007 in competenza mista Il patto di stabilità. La Manovra 2009: Destinatari

64 64 La base della manovra è il saldo 2007 (nel 2008 era la media del triennio ) calcolato in termini di competenza mista -Il saldo obiettivo è il saldo 2009 dovrà essere migliore del saldo raggiunto nel 2007 (per gli enti che hanno un saldo base 2007 negativo) oppure uguale o addirittura peggiore del saldo raggiunto nel 2007 (per gli enti che hanno un saldo base 2007 positivo) La scelta di utilizzare per la base di calcolo il solo anno 2007, abbandonando il triennio 2003/2005, determina un alleggerimento della manovra a carico dellintero comparto, in considerazione degli ottimi risultati ottenuti dal settore degli enti locali nellultimo esercizio chiuso. Il patto di stabilità. La Manovra 2009

65 65 Il saldo rilevante è uno solo ed è calcolato secondo la competenza mista 1. accertato e impegnato parte corrente, 2. incassato e pagato (competenza +residui) parte capitale. è dato da: [(accertato entrate correnti titolo I, titolo II, titolo III + incassato in conto competenza e in conto residui c/capitale titolo IV) – (impegnato spesa corrente titolo I + pagato in conto competenza e in conto residui spesa c/capitale)]. Il patto di stabilità. La manovra 2009: Le nuove regole

66 66 Le voci da portare in detrazione sono: entrate derivanti dalla riscossione di crediti e spese derivanti dalla concessione di crediti. Le risorse derivanti dalla cessione di azioni o quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali e da vendita di patrimonio non sono conteggiate, ai fini dei saldi utili per il rispetto del patto di stabilità interno se destinate alla realizzazione di investimenti infrastrutturali e alla riduzione del debito. La nuova regola (comma 8) ha un effetto distorsivo e paradossale, togliendo agli enti strumenti di azione per il rispetto dei saldi programmatici. Lesclusione è neutra se il ricavato viene destinato alla riduzione del debito, mentre è fortemente negativa se tali risorse sono destinate agli investimenti. Il patto di stabilità. La manovra 2009: Le nuove regole

67 67 Inseriti i commi 7 bis e 7 ter Esclusione dai saldi utili per il rispetto del patto le risorse provenienti dallo Stato e le relative spese di parte corrente e in conto capitale sostenute per lattuazione delle ordinanze emanate dal Presidente del Consiglio dei Ministri a seguito di dichiarazione dello stato di emergenza. Lesclusione concerne anche le ordinanze già adottate, purché le relative entrate e spese non siano già state rilevate nei patti degli anni precedenti. Lesclusione delle spese opera anche se esse sono effettuate in più anni, purché la spesa complessiva non sia superiore allammontare delle corrispondenti risorse assegnate. (Circolare n. 2/2009 RGS) Il patto di stabilità. La manovra 2009: Le voci escluse

68 68 Nuova formulazione Comma 8: non sono conteggiate nella base assunta a riferimento nel 2007 Le risorse originate dalla cessione di azioni o quote di società operanti nel settore dei servizi pubblici locali, nonché quelle derivanti dalla distribuzione dei dividendi derivanti da operazioni straordinarie poste in essere dalle predette società, qualora quotate sui mercati regolamentati, le risorse relative alla vendita del patrimonio immobiliare non sono conteggiate nella base assunta a riferimento nel 2007 per lindividuazione degli obiettivi e dei saldi utili per il rispetto del patto di stabilità interno, se destinate alla realizzazione di investimenti o alla riduzione del debito. Per valutarne la destinazione occorre fare riferimento alla collocazione in bilancio degli stanziamenti di spesa finanziati con i proventi stessi. Tale esclusione deve essere applicata sia al saldo finanziario preso a base di riferimento (anno 2007) che al saldo degli anni di gestione del patto (2009/2011). (Circolare RGS) Il patto di stabilità. La manovra 2009: Le voci escluse

69 69 Il patto di stabilità. La manovra 2009: Le voci escluse decreto anticrisi I comuni che hanno rispettato il Patto di stabilità interno nel triennio possono escludere dal computo dei saldi rilevati per lanno 2009 le somme destinate a investimenti infrastrutturali o al pagamento di spese in conto capitale relative a impegni già assunti, qualora tali spese siano finanziate da risparmi derivanti: dai minori oneri per interessi che derivano dalla riduzione dei tassi di interesse sui mutui ovvero dalla rinegoziazione dei mutui stessi, se tale minore onere non risulti già conteggiato nei bilanci di previsione; dai minori oneri per interessi registrati a seguito dellutilizzo dellavanzo di amministrazione disponibile per la rinegoziazione di mutui e prestiti.

70 70 1.l'incassato entrata corrente e il pagato spesa corrente non rilevano ai fini patto. 2.laccertato di parte corrente contribuisce, ai soli fini patto, alla copertura dei pagamenti di parte capitale, come pure lincassato di parte capitale contribuisce,ai soli fini patto, alla copertura degli impegni di parte corrente. 3.accertando entrate in conto capitale e impegnando spese per investimenti, non sorgono difficoltà ai fini patto, nemmeno se la fonte di finanziamento è il mutuo o lavanzo, che rimangono esclusi ai fini patto. Questo deriva dal fatto che laccertato e limpegnato di parte capitale non sono considerati ai fini patto. Nasceranno difficoltà quando la spesa in conto capitale impegnata sarà successivamente pagata. 4.se lincassato e il pagato della parte capitale avvengono nel medesimo anno, non si producono distorsioni a livello patto, che assorbe in tal modo entrambe le voci. Diverso è il caso contrario, molto più probabile nella pratica, in cui lincassato e il pagato di parte capitale siano contabilizzati in anni diversi. Il patto di stabilità. La Manovra 2009 Le nuove regole: conseguenze

71 71 Il patto di stabilità. La Manovra Calcolo dei saldi Saldo obiettivo 2009 Enti adempienti nel 2007 Enti inadempienti nel 2007 Enti positivi peggiorano il saldo del 10% stesso saldo Enti negativimigliorano del 48% migliorano del 70%

72 72 Saldo obiettivo 2010 Enti adempienti nel 2007 Enti inadempienti nel 2007 Enti positivi peggiorano il saldo del 10% stesso saldo Enti negativi migliorano del 97% migliorano del 110% Il patto di stabilità. La Manovra Calcolo dei saldi

73 73 Saldo obiettivo 2011 Enti adempienti nel 2007 Enti inadempienti nel 2007 Enti positivistesso saldo Enti negativi migliorano del 165% migliorano del 180% Il patto di stabilità. La Manovra Calcolo dei saldi

74 74 Come si vede, i gruppi di enti con saldo finanziario 2007 in competenza mista negativo devono migliorare il saldo rispetto al 2007, ma la manovra appare più elevata per chi non ha rispettato il patto I gruppi di enti con saldo finanziario 2007 in competenza mista positivo possono peggiorare il saldo rispetto al 2007, ma tale possibilità appare più contenuta per chi non ha rispettato il patto Il patto di stabilità. La Manovra Calcolo del saldo

75 75 Ottenuto limporto annuo della manovra, si procede a determinare il saldo finanziario, in termini di competenza mista, che gli enti devono conseguire. Il risultato a fine 2009 deve essere un saldo in competenza mista (parte corrente: accertato meno impegnato; parte capitale incassato c/competenza e c/residui meno pagato c/competenza e c/residui) migliore o peggiore del medesimo saldo in competenza mista avuto nel 2007 per un importo pari alla manovra di cui sopra. Quindi, nel 2009, dobbiamo agire sugli accertamenti dei primi tre titoli entrata (da aumentare), sugli impegni del titolo I spesa (da ridurre), sullincassato del titolo IV entrata (da aumentare), sul pagato del titolo II spesa (da ridurre). Il patto di stabilità. La Manovra Calcolo del saldo

76 76 Le province ed i comuni soggetti al patto di stabilità interno possono aumentare, a decorrere dallanno 2010, la propria consistenza del debito al 31 dicembre dellanno precedente in misura non superiore alla percentuale annualmente determinata, con proiezione triennale, con decreto del Ministro delleconomia e delle finanze. Resta fermo il limite di indebitamento stabilito dallart. 204 del decreto legislativo 18 agosto 2000, n. 267 e successive modificazioni e integrazioni. Ad oggi il limite è fissato dalla Legge finanziaria 2007 al 15% delle entrate correnti. Nel caso in cui lente registri per lanno precedente un rapporto percentuale tra lo stock di debito ed il totale delle entrate correnti, al netto dei trasferimenti statali e regionali, superiore alla misura determinata con decreto del Ministro delleconomia e finanze, sentita la Conferenza Stato–città e autonomie locali, la percentuale precedente è ridotta di un punto. Il rapporto percentuale è aggiornato con cadenza triennale. Il patto di stabilità. La Manovra I limiti allindebitamento

77 77 Il patto di stabilità. La Manovra Procedura. 1. Verificare se lente ha rispettato il patto saldo 2007 positivo o negativo. 2. Se lente ha saldo di cassa negativo, quantificare la manovra, confermando la manovra 2008 già calcolata a seguito di legge finanziaria Se lente ha saldo di cassa positivo, la manovra diventa pari a zero, con obbligo di mantenimento nel 2008 almeno del saldo medio in competenza mista.. 4. Calcolare il saldo 2007 in competenza mista. Sarà la base su cui lavorare come confronto rispetto al Determinare limporto del saldo in competenza mista che deve essere raggiunto nel Fare previsioni di competenza (entrata e spesa corrente) e di cassa (entrata e spesa in conto capitale) per simulare gli effetti della gestione sul 2009, individuando opportune soluzioni per raggiungere il saldo programmatico determinato. 7. Prepararsi ad attestare parere regolarità contabile nella verifica della rispondenza degli stanziamenti di bilancio rispetto ai saldi misti patto stabilità.

78 78 La Finanziaria 2008 aveva introdotto il principio contabile della obbligatorietà del rispetto del patto di stabilità interno come elemento necessario per lapprovazione del bilancio di previsione. Si prevede che il bilancio di previsione deve essere approvato iscrivendo le previsioni di entrata e di spesa di parte corrente in misura tale che, unitamente alle previsioni dei flussi di cassa di entrate e spese di parte capitale, al netto delle riscossioni e delle concessioni di crediti, sia garantito il rispetto delle regole che disciplinano il patto. A tal fine, gli enti locali sono tenuti ad allegare al bilancio di previsione un apposito prospetto contenente le previsioni di competenza e di cassa degli aggregati rilevanti ai fini del patto di stabilità interno Il patto di stabilità. La Manovra 2009 Bilancio di previsione

79 79 Il DL n. 112/2008 ha introdotto significative novità in materia di contenimento delle spese di personale negli Enti Locali, mantenendo tuttavia inalterata la distinzione tra gli Enti sottoposti e gli Enti non sottoposti al patto di stabilità. Per quanto riguarda gli Enti con popolazione superiore ai 5000 abitanti, ossia gli Enti tenuti al rispetto delle regole del patto di stabilità, resta in vigore quanto disposto dal comma 557, così come integrato dal comma 120 dellart. 3 della legge n. 244/2007 (Finanziaria 2008), in virtù del quale è possibile derogare allobbligo di riduzione della spesa del personale nel rispetto dei parametri ivi definiti. Articolo 76 (Assunzioni di personale da parte degli enti locali) Enti sottoposti al patto Il patto di stabilità. La Manovra 2009 Incidenza spese di personale

80 80 In caso di mancato rispetto del patto di stabilità interno nell'esercizio precedente è fatto divieto agli enti di procedere ad assunzioni di personale a qualsiasi titolo, con qualsivoglia tipologia contrattuale, ivi compresi i rapporti di collaborazione continuata e continuativa e di somministrazione, anche con riferimento ai processi di stabilizzazione in atto. È fatto altresì divieto agli enti di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurino come elusivi della presente disposizione. La Sezione Veneto (Del 116/08) ritiene che lefficacia di tale norma non sia circoscritta alla violazione degli obiettivi del Patto per il solo anno 2007 (anno precedente rispetto a quello di entrata in vigore della legge), ma si estenda sine die (fino, ovviamente, a sua abrogazione), in ragione sia dellassenza di riferimenti temporali della violazione (a differenza dellart. 1 comma 561 che faceva riferimento allanno 2006), sia della valenza pluriennale della manovra economica varata col Dl 112. Articolo 76, comma 4 (Spese di personale e sanzioni) Enti sottoposti al patto Il patto di stabilità. La Manovra 2009 Incidenza spese di personale

81 81 Gli enti soggetti al Patto assicurano la riduzione dellincidenza percentuale delle spese di personale rispetto al complesso delle spese correnti, con particolare riferimento alle dinamiche di crescita della spesa per contrattazione integrativa decentrata. Con DPCM sono definiti i parametri di virtuosità. Estensione anche agli enti non soggetti al Patto. Il patto di stabilità. La Manovra 2009 Incidenza spese di personale

82 82 Utilizzare leve di bilancio dirette a potenziare le entrate rilevanti patto e a ridurre le spese correnti e in conto capitale. Si individuano a tal fine: - potenziamento di entrate tributarie; - maggiore copertura di servizi a domanda individuale con leva tariffaria; - sviluppo delle entrate da sponsorizzazioni; - maggiore redditività del patrimonio; - maggiore redditività delle aziende partecipate con rilevanza economica; - maggiore incisività nellalienazione di beni - maggiore utilizzo di concessioni edilizie per il finanziamento di opere; - maggiore ricorso alle fonti di finanziamento europee; - minore incidenza della spesa di personale; - minore incidenza oneri acquisto di beni; - minore incidenza di oneri per contratti di servizio dalle proprie aziende; - minore incidenza di fitti passivi; - minore incidenza di contributi ad enti e associazioni; - rinegoziazione di mutui e rimodulazione debito con riduzione di interessi passivi; - utilizzo di crediti tributari in compensazione di debiti tributari; - opzione irap per attività commerciali; - riduzione impatto degli investimenti sul bilancio dellente. Il patto di stabilità. Come migliorare il saldo

83 83 a) analizzare gli stanziamenti di bilancio e stimare il gettito presumibile di incassi a titolo IV in conto competenza e di pagamenti a titolo II in conto competenza, tenendo presente landamento degli ultimi anni; b) analizzare i residui attivi a titolo IV e individuare i presumibili incassi; c) analizzare i residui passivi, nel loro presupposto giuridico e nella loro struttura (per comprendere trattasi di debiti patrimoniali, quindi di futuro pagamento, oppure di conti dordine, ovvero di impegni finanziari in attesa di prestazione, il cui pagamento è dilazionato nel tempo); d) rivedere il ciclo passivo della spesa in conto capitale, con particolare riferimento ai lavori pubblici, per programmare le fasi di S.A.L. – fattura – mandato di pagamento; Il patto di stabilità. Come agire sulla cassa

84 84 e) analizzare i rapporti con gli altri enti pubblici, soprattutto con la Regione, verificando la previsione di incassi e pagamenti sulle deleghe; f) stimolare al massimo, in capo a tutti i responsabili di settore, i solleciti e le altre azioni esecutive nei confronti dei soggetti debitori dellente per favorire gli incassi a titolo IV; g) rallentare gli impegni di competenza a titolo II (che non siano obbligazioni già assunte) per ridurre lincidenza e la tempistica dei pagamenti; h) non commettere lerrore di impegnare spesa in conto capitale (per il solo fatto che limpegnato a titolo II non è più rilevante patto) senza considerarne gli effetti sulla cassa negli anni successivi. Il patto di stabilità. Come agire sulla cassa

85 85 Gli enti trasmettono semestralmente alla Ragioneria generale dello Stato, entro trenta giorni dalla fine del periodo di riferimento, utilizzando il sistema web «www.pattostabilita.rgs.tesoro.it», le informazioni riguardanti i risultati di competenza mista, attraverso un prospetto e con le modalità definiti con decreto.www.pattostabilita.rgs.tesoro.it Con lo stesso decreto è definito il prospetto dimostrativo dellobiettivo determinato per ciascun ente. La mancata trasmissione del prospetto dimostrativo degli obiettivi programmatici costituisce inadempimento al patto di stabilità interno. La mancata comunicazione al sistema web della situazione di commissariamento, secondo le indicazioni di cui allo stesso decreto, determina per lente inadempiente lassoggettamento alle regole del patto di stabilità interno. In caso di mancata emanazione del citato decreto ministeriale in tempi utili per il rispetto dellinvio delle informazioni relative al monitoraggio del patto alla data del 30 giugno 2009, nessun dato dovrà essere trasmesso (via , via fax o per posta) sino allemanazione del citato decreto. Il patto di stabilità. Monitoraggio

86 86 Ai fini della verifica del rispetto degli obiettivi del patto di stabilità interno, ciascuno degli enti è tenuto a inviare, entro il termine perentorio del 31 marzo dell'anno successivo a quello di riferimento, al Ministero dell'economia e delle finanze - Dipartimento della Ragioneria generale dello Stato una certificazione, sottoscritta dal rappresentante legale e dal responsabile del servizio finanziario, secondo un prospetto e con le modalità definiti dal decreto. La mancata trasmissione della certificazione costituisce inadempimento al patto di stabilità interno. Nel caso in cui la certificazione, sebbene trasmessa in ritardo, attesti il rispetto del patto, non si applicano tutte le sanzioni previste, ma soltanto il blocco totale delle assunzioni. Il patto di stabilità. Monitoraggio

87 87 Il patto di stabilità. Monitoraggio Sanzioni derivanti dallinosservanza del sistema di monitoraggio FattispecieSanzione Mancata comunicazione dellobiettivo programmatico Sanzione applicabile come se non avesse rispettato il patto Mancata comunicazione della certificazione del raggiungimento dellobiettivo Sanzione applicabile come se non avesse rispettato il patto Mancata segnalazione della situazione di commissariamento Assoggettamento al patto

88 88 Gli enti istituiti negli anni 2007 e 2008 sono soggetti alle regole del patto di stabilita interno, rispettivamente, dagli anni 2010 e 2011 assumendo, quale base di calcolo su cui applicare le regole, le risultanze, rispettivamente, degli esercizi 2008 e 2009 Per quanto concerne gli enti locali commissariati, sono da escludere dal patto di stabilità gli enti locali i cui organi consiliari siano stati commissariati, per fenomeni di infiltrazione e di condizionamento di tipo mafioso, ai sensi dellarticolo 143 del Testo unico Questi enti sono soggetti alle regole del patto dallanno successivo a quello della rielezione degli Organi istituzionali. La mancata comunicazione al sistema web della situazione di commissariamento, determina per l'ente inadempiente lassoggettamento alle regole del patto di stabilità interno. A partire dallanno 2009 non sono più esclusi dallassoggettamento alle regole del patto gli enti commissariati ai sensi dellarticolo 141 del TUEL Il patto di stabilità. Comuni nuovi e commissariati

89 89 Taglio del contributo ordinario dovuto dal Ministero dellInterno per lanno successivo per un importo pari allo sforamento del patto e comunque non superiore il 5%. Limite allimpegno delle spese correnti in misura non superiore allimporto annuale minimo degli impegni effettuati nellultimo triennio. Divieto di ricorrere allindebitamento. Infatti i mutui e i prestiti obbligazionari posti in essere con istituzioni creditizie e finanziarie devono essere corredati di apposita attestazione da cui risulti il conseguimento del patto di stabilità per lanno precedente. Listituto finanziatore o lintermediario finanziario non può procedere al finanziamento o collocamento del prestito in assenza del predetto attestato. Non sono da considerare indebitamento le sottoscrizioni di mutui la cui rata di ammortamento è a carico di unaltra amministrazione pubblica, ai sensi dellarticolo 1, commi 75 e 76, della legge n. 311/2004. Il patto di stabilità. Le sanzioni

90 90 Divieto di assunzione come previsto dellart. 76, comma 4 a qualsiasi titolo, tipologia di contratto anche in riferimento ai processi di stabilizzazione, inoltre è fatto divieto di stipulare contratti di servizio con soggetti privati che si configurino elusivi della disposizione Riduzione 30% indennità amministratori (art. 61 comma 10) Blocco incremento fondo risorse decentrate (art. 8 comma 1 CCNL ) Tutte queste misure non concorrono al perseguimento degli obiettivi assegnati per lanno in cui le misure vengono realizzate Gli enti non potranno utilizzare la leva fiscale in quanto permane il blocco delle aliquote e delle addizionali (art. 1 comma 7 D.L 93 del 2008) con esclusione della TARSU. Il patto di stabilità. Le sanzioni

91 91 Inserito il comma 21 bis, se : lente non ha rispettato il patto di stabilità 2008 per i pagamenti di spese per investimenti effettuati nei limiti di disponibilità di cassa ha rispettato il patto nel triennio 2005/2007 gli impegni nellanno 2008 della spesa corrente, al netto della spesa per adeguamento contrattuale del personale dipendente, compreso il segretario comunale non sono superiori a quelli medi del triennio 2005/2007 non si applicheranno le sanzioni previste nei commi 20 e 21 dellart. 77 bis del Decreto Legge 112 convertito in legge 133/2008 Il patto di stabilità. Le sanzioni

92 92 Nel caso in cui il comparto abbia raggiunto lobiettivo assegnato il maggior contributo derivante dal recupero dello sforamento sarà redistribuito fra gli enti che vengono definiti virtuosi in base a due indicatori economico strutturali, e in base al loro valore medio per classe demografica. Gli indicatori, i valori medi di fascia e le modalità di riparto verranno definiti tramite Decreto del Ministero dellEconomia e delle Finanze di concerto con il Ministero dellInterno e dintesa con la Conferenza Stato-città e autonomie locali. Il patto di stabilità. I premi

93 93 OPEREPUBBLICHE

94 94 I legami tra la normativa finanziaria sugli investimenti e le prescrizioni in materia di bilancio triennale devono indirizzare le scelte dellente verso la predisposizione di un piano generale dei lavori pubblici realistico e realizzabile, in piena armonia con la reale disponibilità di risorse. Gli elementi fondamentali che stanno alla base di una programmazione realistica delle opere pubbliche possono essere così individuate: valutazione del grado di priorità dellinvestimento, data la limitatezza delle risorse disponibili; valutazione dellinvestimento in termini economici e di efficacia; capacità tecnica di realizzazione; scelta adeguata della fonte di finanziamento tenendo conto che il ricorso allindebitamento deve far riferimento non tanto alla massima disponibilità teorica ma, soprattutto, alla capacità reale di rimborsare i mezzi di terzi. OPERE PUBBLICHE

95 95 Le modalità di finanziamento degli investimenti sono individuate dall art. 199 del d.lgs. n. 267/ Per l'attivazione degli investimenti gli enti locali possono utilizzare: a) entrate correnti destinate per legge agli investimenti; b) avanzi di bilancio, costituiti da eccedenze di entrate correnti rispetto alle spese correnti aumentate delle quote capitali di ammortamento dei prestiti; c) entrate derivanti dall'alienazione di beni e diritti patrimoniali, riscossioni di crediti, proventi da concessioni edilizie e relative sanzioni; d) entrate derivanti da trasferimenti in conto capitale dello Stato, delle regioni, da altri interventi pubblici e privati finalizzati agli investimenti, da interventi finalizzati da parte di organismi comunitari e internazionali; e) avanzo di amministrazione, nelle forme disciplinate dall'articolo 187; f) mutui passivi; g) altre forme di ricorso al mercato finanziario consentite dalla legge. OPERE PUBBLICHE

96 96 Per le opere finanziate con fonti onerose occorre verificare il rispetto dei limiti al ricorso allindebitamento previsti dal 1° comma dellarticolo 204 del d.lgs. n. 267/00 e gli effetti economici e finanziari sul bilancio pluriennale e sui bilanci successivi. art. 204 Regole particolari per l'assunzione di mutui Oltre al rispetto delle condizioni di cui all'articolo 203, l'ente locale puo' assumere nuovi mutui e accedere ad altre forme di finanziamento reperibili sul mercato solo se l'importo annuale degli interessi sommato a quello dei mutui precedentemente contratti, a quello dei prestiti obbligazionari precedentemente emessi, a quello delle aperture di credito stipulate ed a quello derivante da garanzie prestate ai sensi dell'articolo 207, al netto dei contributi statali e regionali in conto interessi, non supera il 15 per cento delle entrate relative ai primi tre titoli delle entrate del rendiconto del penultimo anno precedente quello in cui viene prevista l'assunzione dei mutui. OPERE PUBBLICHE

97 97 OPERE PUBBLICHE

98 98 La programmazione delle opere pubbliche si concretizza con la predisposizione del programma triennale e lelenco annuale dei lavori pubblici (o laggiornamento annuale) di cui allex articolo 14 della legge n. 109/94 ora art.128 del D.Lgs.163/2006 che devono essere redatti secondo le indicazioni e gli schemi ministeriali. OPERE PUBBLICHE

99 99 Per gli interventi inseriti nel Piano Triennale delle Opere pubbliche e nellelenco annuale -inferiori a 1 milione di euro devono essere predisposti SINTETICI STUDI (ai sensi dell'art. 11, comma 2, decreto del Presidente della Repubblica n. 554 del 1999; art. 2, commi 2 e 3 D. M. 9 giugno 2005) - superiori a 1 milione di euro devono essere predisposti STUDI di FATTIBILITÀ (secondo quanto previsto dall'art. 4 della legge 17 maggio 1999, n. 144) Per i lavori di manutenzione è sufficiente l'indicazione degli interventi accompagnata dalla STIMA SOMMARIA DEI COSTI ( art. 2 comma 4 D. M. 9 giugno 2005).


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