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JOHN DEWEY. INDIVIDUO-SOCIETÀ  Nel rapporto individuo-società, l’individuo viene prima, per il semplice fatto che ogni società è composta da individui;

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Presentazione sul tema: "JOHN DEWEY. INDIVIDUO-SOCIETÀ  Nel rapporto individuo-società, l’individuo viene prima, per il semplice fatto che ogni società è composta da individui;"— Transcript della presentazione:

1 JOHN DEWEY

2 INDIVIDUO-SOCIETÀ  Nel rapporto individuo-società, l’individuo viene prima, per il semplice fatto che ogni società è composta da individui;  La società è soltanto un mezzo per i fini individuali?  “società e individui sono correlati, organici l’una agli altri, la società richiede il servizio e la subordinazione degli individui e al contempo esiste per servirli”.

3 INDIVIDUO-SOCIETÀ  L’individuo deve costruirsi e che per questo servono contesti ed istituzioni adeguate, ad incominciare da quelle educative;  La società è fatta da individui, ma è vero anche che un individuo non sussiste fuori dalla rete dei rapporti sociali e in riferimento ad una dimensione “pubblica”;  È l’unità ancora indistinta della “situazione” il vero punto di partenza.

4 STRUMENTALISMO  Situa l’attività conoscitiva nel mondo delle azioni, la proietta verso il futuro e verso l’invenzione;  La conoscenza non è fine a se stessa; essa emerge come strategia di adattamento attivo ad un contesto;  Centralità e la complessità del processo.

5 STRUMENTALISMO  L’obiettivo della conoscenza non è più quella di riprodurre, come in fotografia, una presunta realtà immutabile, ma quella di saper prevedere le conseguenze derivabili dalla serie di operazioni che intenzional- mente sono state messe in atto;  concetti e teorie sono ipotetici e il loro valore si misura dalle conseguenze delle operazioni da essi incluse e che ne derivano nella vita pratica.

6 ESPERIENZA  Esperienza è come relazione complessiva tra un organismo ed il suo ambiente;  “l’esperienza è il risultato, la traccia e il com- penso di quella interazione dell’organismo con l’ambiente che, quando è portata alla sua pienezza, è una trasfor-mazione della intera- zione in partecipazione e comunicazione”.

7 ESPERIENZA  L’esperienza è intrisa di riflessione e di pen- siero, attraversata ed illuminata dell’attività di costruzione di strumenti per il controllo dell’ambiente;  L’esperienza ha connotazioni estetiche perché è vivificata dalle emozioni;  La ricerca è l’esperienza che, allargandosi, lascia crescere al suo interno il pensiero riflessivo e, da esperienza primaria, si tramuta in esperienza secondaria

8 RIFLESSIONE  La riflessione allontana dal contatto diretto con gli oggetti primari;  Costruisce oggetti nuovi, che non sono fini a se stessi, ma strumenti per una diversa presa sugli oggetti primari;  Costituiscono i risultati di una strategia tendente a spiegarli gli oggetti primari e a coglierli con l’intelligenza;

9 RIFLESSIONE  L’attività riflessiva prende le mosse sempre da una situazione di incertezza, da un problema che aspetta di essere risolto e si estende tra due estremi: “una situazione perturbata, dubbia o incerta all’inizio, ed una situazione rischiarata, unificata o risolta, alla fine”;

10 ASSERIBILITÀ GIUSTIFICATA  “Per essere genuinamente pensanti, noi dobbiamo sostenere e protrarre quello stato di dubbio che stimola ad una completa ricerca, in modo da non accettare un’idea o asserire positivamente una credenza finché non si siano trovate fondate ragioni per giustificarla”.

11 EDUCAZIONE  Da una scuola dove si ascolta a una scuola dove si agisce (Scuola e società);  La scuola come comunità in embrione;  Scuola laboratorio (Chicago 1896);  Democrazia e educazione;  L'insegnante non deve imporre valori, ma deve favorire la ricerca e lo sviluppo delle capacità critiche.

12 EDUCAZIONE  La scuola, abbandonato ogni nozionismo, deve saldarsi con la concreta esperienza dell’alunno, con i suoi reali interessi e con l'ambiente naturale e sociale circostante;  Per ulteriori approfondimenti: OLA%20E%20VITA%20SOCIALE.htm


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