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La Raccolta differenziata Un piano dazione per la salvaguardia dellambiente Piano Provinciale di emergenza Operativo Il flusso dei rifiuti Realizzazione.

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Presentazione sul tema: "La Raccolta differenziata Un piano dazione per la salvaguardia dellambiente Piano Provinciale di emergenza Operativo Il flusso dei rifiuti Realizzazione."— Transcript della presentazione:

1 La Raccolta differenziata Un piano dazione per la salvaguardia dellambiente Piano Provinciale di emergenza Operativo Il flusso dei rifiuti Realizzazione degli impianti di emergenza La gestione dei nuovi impianti La localizzazione degli impianti Gli impianti di compostaggio Discariche (Motta S.Anastasia!)

2 Il Piano dAzione per la Salvaguardia dellambiente Sono stati individuati OBIETTIVI SPECIFICI nel comparto dei rifiuti: prevenzione della produzione di rifiuti da parte dellindustria, dellartigianato, del commercio, dellagricoltura, dei consumatori: riduzione della pericolosità dei rifiuti prodotti; miglioramento dei prodotti al fine di una maggiore durata, del loro riutilizzo, del riciclo e del recupero di materia e di energia; responsabilizzazione del produttore al fine di assicurare, nel modo migliore, il fine vita dei prodotti; internalizzazione dei costi di gestione dei rifiuti;

3 responsabilizzazione del consumatore; sviluppo delle attività di riciclaggio dei rifiuti prodotti dallindustria e dal consumo; sviluppo delle attività di recupero come fonte energetica dei rifiuti non riciclabili; riduzione delle necessità di smaltimento, miglioramento della loro sicurezza nel corso dellesercizio e a fine vita; inclusione nel prezzo dei servizi di smaltimento dei costi di chiusura e di gestione successiva alla chiusura delle discariche; miglioramento dei sistemi di gestione integrata; applicazione del principio di prossimità e autosufficienza per le attività di smaltimento; sviluppo dei sistemi di controllo sulle attività di produzione, riciclo, recupero, smaltimento.

4 Altresì la UE di seguito definisce ed individua gli obiettivi operativi essenziali, le misure di intervento, nel campo dei rifiuti, ovvero gli strumenti operativi di tali politiche generali, in: promozione di tecnologie pulite mediante lo sviluppo della ricerca e della innovazione. accelerazione dellintroduzione delle tecnologie pulite mediante il supporto a favore delle imprese obbligate allapplicazione di normative integrate sul controllo delle emissioni (IPPC) nonché mediante il supporto a favore del PMI per la certificazione dei processi (ISO ed EMAS); supporto alla certificazione dei prodotti (Ecolabel; ISO 14040); sviluppo di campagne rivolte al cittadino sui temi della gestione integrata;

5 Creazione di osservatori sulla produzione, riuso, riciclo, recupero, smaltimento; sviluppo di attività di benchmarking presso le aziende, le istituzioni e le amministrazioni pubbliche; creazione di borse del riciclo - recupero; sviluppo dei sistemi di progettazione fondati sui principi del design assembling- disassembling; sviluppo dei sistemi di marcatura sulle parti del prodotto; sviluppo di condizioni per agevolare limpiego di materie prime secondarie e di prodotti che le contengano; agevolazioni normative sulle attività di ripresa del prodotto a fine vita da parte dei produttori, di riciclaggio e di recupero; internazionalizzazione dei costi ambientali nei prezzi dei beni e servizi anche per sviluppare lintervento dei produttori nella ripresa del prodotto a fine vita realizzazione di servizi efficienti, a scala di ambito, per effettuare, in modo integrato, la raccolta, il trasporto, la valorizzazione delle frazioni riciclabili e recuperabili;

6 PMI sviluppo della managerialità ambientale nelle PMI; sviluppo degli strumenti di formazione; applicazione dellaspetto ecologico agli appalti pubblici creando un reale sbocco per i materiali riciclati; accelerazione dellapplicazione e della divulgazione del sistema della tariffa per la gestione dei rifiuti urbani; integrazione delle attività di riciclaggio previste come obbligatorie con altre forme relative e materiali affini.

7 Rispetto alle qui riportate linee guida, è allo studio da parte di questa Provincia Regionale (Catania) il coordinamento e lo studio di misure ovunque potenzialmente di competenza locale. Si sottolinea come molte delle linee e delle misure citate siano destinate a determinare potenziali ricadute indirette e nel medio - lungo termine. Se nella situazione emergenziale attuale si può pensare di dover prioritariamente ed immediatamente investire negli interventi e nelle opere necessarie allimpostazione della gestione della raccolta differenziata, degli impianti per la valorizzazione e impiego delle materie prime seconde, negli impianti di smaltimento, etc, si reputa daltra parte indispensabile porre, come quadro di sfondo per ogni manovra, linsieme delle politiche e delle misure già riportate nelle altre diapositive.

8 Il Piano Provinciale di Emergenza operativo (Catania) I criteri fondamentali per larticolazione degli interventi nella scala provinciale definita ottimale sono: 1. la minimizzazione dei costi economici del processo (raccolta, trasporti, stoccaggi, selezioni) 2. la minimizzazione dei costi ambientali diretti ed indiretti (n° e posizione discariche e impianti, etc.) 3. la massimizzazione delle ricadute occupazionali dirette ed indirette e dei benefici macroeconomici connessi con il reimpiego di materie prime

9 4 - la massimizzazione dei ritorni economici derivanti dalle operazioni di riuso delle materie prime con il conferimento di frazioni di qualità ai consorzi di filiera ed al sistema industriale, di produzione di compost vendibile dalle frazioni organiche e verdi, dalla attribuzione al sistema industriale locale di CDR come fonte energetica alternativa di qualità, dalla produzione economicamente valida di energia elettrica con il CDR non impiegabile presso il sistema industriale 5 - la minimizzazione dei sovvalli da avviare in discarica.

10 Linsieme dei criteri ed obiettivi risulta perseguibile esclusivamente attraverso la determinazione di un regime di gestione che determini: 1 - la indifferenza di ciascun comune rispetto alla localizzazione concreta degli impianti di selezione. 2 - la indifferenza di ciascun comune rispetto alla localizzazione delle discariche.

11 In caso contrario i Comuni ssono destinati inevitabilmente a scontrarsi per il possesso o la vicinanza agli impianti nonché per la partecipazione alle spese in comprensori più fortunati e con spese oggettivamente minori per fattori di conformazione territoriale e di logistica. Il solo criterio capace di determinare la necessaria indifferenza per i comuni è quello della redistribuzione dei costi di trasporto tanto agli impianti di selezione che agli impianti di compostaggio e alle discariche globalmente sostenuti dai comuni dei comprensori, in funzione dei chili conferiti. Risulta necessario determinare modalità di gestione o regolamenti, convenzioni ed accordi, che determinino la piena perequazione dei costi di trasporto.

12 Nella gestione a regime dei rifiuti, il riciclo effettivo delle materie prime secondarie, la reale producibilità ed utile impiegabilità del combustibile ottenuto dalle frazioni secche non recuperabili (CDR), lappetibilità del compost prodotto con le frazioni umide e verdi, la riduzione dei sovvalli, dipendono dal grado di purezza delle frazioni. E pertanto assunta, in quanto strategia ineluttabile per labbattimento dei costi complessivi del servizio e la massimizzazione di tutti i benefici diretti ed indiretti, la massima differenziazione a monte delle frazioni, nel perseguimento degli standard qualitativi richiesti ed essenziali per lindustria, etc. Si rammenta il valore strategico della presenza in loco di industrie di trasformazione delle materie prime recuperate. E prioritario promuovere da subito lo sviluppo delle filiere in loco.

13 Il flusso dei rifiuti Non avviene più raccolta di rifiuto indifferenziato ma separazione da parte delle utenze. La frazione misto sporco poco recuperabile diviene progressivamente il frutto residuale di una selezione a monte di frazioni preziose individuabili. La frazione misto ove comprensiva di frazioni di principio preziose, determina maggiori costi per la selezione e la difficile collocazione delle materie recuperate sporche. La sua entità è direttamente proporzionale ai costi complessivi delle operazioni di smaltimento e dunque alla tariffa sulla nettezza urbana a carico delle utenze. La raccolta delle frazioni separate dalle utenze avviene con mezzi e uomini adatti ai contesti locali, che necessitano per il servizio di un luogo ove scaricare i singoli carichi di materiali che saranno poi inoltrati con mezzi idonei più grandi agli impianti di selezione. Detti spazi, attrezzati a ricevere frazioni separate dai mezzi del servizio vengono detti Piazzole di Stoccaggio e Trasferimento. In alcune piazzole si prevederanno attrezzature adatte al conferimento diretto da parte dei privati (Piattaforme Ecologiche)

14 Le piazzole sono da realizzarsi a livello di ciascun comune, in aderenza agli abitati in guisa da agevolare le operazioni di minuta raccolta. Alle Piazzole comunali vengono convogliate anche tutte le frazioni non recuperabili da avviare agli impianti di inertizzazione o smaltimento quali RUP (farmaci, pile esauste, contenitori etichettati T e/o F) e urbani pericolosi (vernici, inchiostri, solventi, lampade a vapori di mercurio ad esempio della rete di illuminazione pubblica, etc) in contenitori adatti. Le piazzole comunali di stoccaggio trasferimento - piattaforme ecologiche, possono accogliere anche beni durevoli, inerti di provenienza domestica, ingombranti e frazioni differenziate conferite direttamente da parte delle utenze, con eventuali meccanismi di scomputo degli oneri di raccolta dalla tariffa statistica dovuta. Le frazioni selezionate dalle utenze accedono per tramite delle piazzole di stoccaggio a piattaforme di selezione e agli impianti specifici (durevoli, RUP, etc.).

15 CDR I prodotti della selezione vengono inoltrati ai consorzi di filiera ed al sistema industriale (frazioni ben selezionate di carta, vetro, legno, acciaio, alluminio, plastica), agli impianti di compostaggio di due qualità (frazioni umide secondo qualità), agli impianti di produzione di CDR (frazioni secche sporche da selezione, materiali secchi non disassemblabili, etc). I sovvalli (frazioni umide, e non inutilizzabili come combustibili per alti costi energetici e ambientali) in discarica. Gli inerti a recupero per le frazioni pulite o riutilizzabili e per la rimanenza in discariche apposite. In osservanza alle indicazioni strategico economiche dellOrdinanza, il CDR verrà distribuito allindustria locale come combustibile alternativo. Gli esuberi potranno essere valorizzati in impianti dedicati di produzione di energia elettrica.

16 Le limitazioni di legge riguardano: le aliquote progressive di frazioni specifiche da isolare differenziate-separate allorigine (che debbono essere già differenziate ad opera delle utenze) da recuperare come materie prime per il riutilizzo ed il riciclaggio nella misura minima del 15%, al netto degli imballaggi primari, entro il corrente anno 1999 e del 35% a regime. la traduzione in CDR non può esorbitare laliquota residuale delle frazioni differenziate minime normate a regime, non superiore al 50% in peso della attuale produzione di RSU.

17 Realizzazione degli impianti di emergenza Si attendono da parte del Commissario Delegato le opportune direttive operative. Si raccomanda di non sovrapporre al presente quadro di processo e di impianti per la gestione dei rifiuti, la realizzazione di impianti funzionali a impostazioni conflittuali e collidenti con lattuale, ad evitare lo scardinamento dei meccanismi individuati e da perseguirsi. Nella situazione presente, si individua la seguente scala di priorità per gli interventi economici: 1. Piazzole di stoccaggio 2. Impianti di compostaggio e di selezione 3. Impianti di produzione di CDR 4. Impianti di produzione pura di energia elettrica

18 La gestione dei nuovi impianti Nellambito della provincia sono ad oggi già costituite società miste in grado di operare. Per altri subcomprensori sono allo studio o in corso di costituzione altrettante entità, volte a garantire la gestione del servizio, e prioritariamente la gestione e titolarità pubblica delle discariche in osservanza allOrdinanza. E in fase di studio altresì una entità sovracomprensoriale di raccordo tra le entità menzionate, con il fine imprescindibile di determinare una completa e razionale equità nei costi sopportati dai cittadini delle varie realtà territoriali. E stabilito che vi sia correlazione diretta tra la tariffa finale e la qualità ed entità della differenziazione su base locale, mentre non vi sarà penalizzazione rispetto ai costi di trasporto in ordine alla localizzazione definitiva degli impianti, dovendosi perseguire esclusivamente la logica dellottimizzazione e minimizzazione dei costi di competenza di ciascun Comune esclusivamente attraverso la minimizzazione dei costi complessivi entro i comprensori ed una semplice perequazione a quantità.

19 La localizzazione dei nuovi impianti Per ciascuna tipologia di impianto si valutano ed ottimizzano le relazioni necessarie tra essi, con le strutture a valle e con i bacini di produzione delle materie prime (bacini di produttori di rifiuti). Lottimizzazione è in corso attraverso lapplicazione di modelli di percorsi minimi. In ragione degli obblighi e dei poteri di arbitrio determinantisi con lordinanza si verificano i siti anche alla luce di vincoli, cautele, opportunità etc. di tipo ambientale geologico, morfologico, idrogeologico etc. Ciò in funzione degli impatti tipici e potenziali delle tipologie di impianto, nulla autorizzando la collocazione in siti, pur se eventualmente riconosciuti a destinazione produttiva con piani regolatori vigenti, difformi dai principi specifici di localizzazione degli specifici impianti.

20 In particolare si escludono aree che ricadono sotto vincoli specifici o individuate suscettibilità a partire da documentazioni ufficiali: – dal punto di vista geomorfologico, idrogeologico ed ecosistemico: aree a dissesti diffusi aree a rischio geologico (frane erosioni faglie etc.) aree a rischio vulcanico bacini idrografici preziosi - aree a vincolo idrogeologico, aree a rischio alluvionale sedi di biotopi preziosi o a rischio parchi naturali e riserve istituite o previste

21 – dal punto di vista paesaggistico e culturale: ai sensi della L 431: territori costieri 300m dalla battigia territori contermini ai laghi 300m dalla battigia corsi dacqua e relative sponde 150 m montagne parte eccedente 1200 m slm parchi regionale e territori di protezione esterni riserve regionali e territori di protezione esterni territori coperti da foreste e boschi vulcani territori sottoposti a vincolo ex L1497/1939 territori vincolati ai sensi dellart.5 L.R. 15/1991 componenti primarie del paesaggio percettivo visuali dei percorsi panoramici principali aree di interesse archeologico siti archeologici beni isolati Si danno particolari prescrizioni per una certa efficacia delle misure di salvaguardia ambientale sulle aree ove ricadano: complessi litologici ad alta permeabilità, complessi litologici a basso potere filtrante,

22 Gli impianti di compostaggio Gli impianti di compostaggio vengono disposti in adiacenza agli impianti di selezione, in considerazione della perdita di peso del materiale prodotto rispetto al contributo di materia prima. Ciò è praticabile, per i rischi di percolazioni connessi, qualora gli impianti risultino disposti su terreni ad alto potere filtrante o bassa permeabilità, e comunque di scarsa vulnerabilità idrogeologica. Si consideri che il trasporto del prodotto finito più leggero sarà in direzioni non notibili e variabili. (Il compost di qualità peggiore, utilizzabile come sottofondo fertile ad esempio di prima ricopertura nellambito della chiusura di discariche per inerti in chiusura ad attività di cava, etc..)

23 Le discariche (Come Motta S.Anastasia) Le discariche sono previste in ambiti territoriali di scarsa vulnerabilità idrogeologica ed ambientale, con riguardo alla presenza di centri abitati, di aree ad alta presenza umana a qualsiasi titolo, distanti da aree ambientali di pregio, in cautela del paesaggio, delle sue componenti percettive, etc. Discariche per inerti, sotto le dovute cautele in virtù delle specificità idrogeologiche dei siti, possono essere ricavate e costituite dalle cave in dismissione o dismesse, anche allinterno delle fasce di protezione esterna di aree protette, nellambito di progetti compiuti di riqualificazione dei siti.

24 I difetti delle discariche Oltre al problema spaziale e territoriale, molti sono stati i problemi spesso riscontrati allinterno delle discariche. Lesempio più eclatante appartiene alla discarica dei rifiuti speciali di Piano Mole, totalmente cancellata dallesplosione di un incendio inarrestabile, che ha notevolmente danneggiato le già precarie situazioni della zona.

25 In due diverse fasi il rogo ha inizialmente bruciato cumuli di cartone, lasciando un'enorme "macchia" nera sul deposito. L'intervento dei vigili del fuoco, che hanno effettuato le operazioni di spegnimento, non ha arrestato la prosecuzione dell'incendio, in un'altra parte della discarica, nelle ore successive. Il fuoco ha avvolto, infatti, migliaia di buste e bottiglie di plastica, emanando colonne di fumo nero nella contrada rurale. In cenere sono finite, secondo una prima stima, alcune tonnellate di rifiuti (provenienti dalla raccolta differenziata). Sono incerte, intanto, le cause del rogo, che continuano ad impegnare i militari in una complessa attività investigativa. In altre due circostanze, negli anni precedenti, la stessa discarica era stata investita dalle fiamme, rendendo inutile il servizio di alcuni operatori locali, il conferimento dei materiali negli appositi centri di riciclaggio e il possibile beneficio economico per gli utenti.

26 Questo lavoro è stato realizzato dagli alunni della 2 C del Liceo Scientifico G.Galilei - Catania Calaciura Cristina Longo Ludovica Regalbuto Alessio Scuderi Rosalba


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