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Lorganizzazione degli apparati amministrativi statali.

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Presentazione sul tema: "Lorganizzazione degli apparati amministrativi statali."— Transcript della presentazione:

1 Lorganizzazione degli apparati amministrativi statali

2 Pubblica amministrazione La Pubblica amministrazione è un insieme di enti e soggetti pubblici (comuni, provincia, regione, stato, ministeri, etc.) e talora privati (organismi di diritto pubblico, concessionari, amministrazioni aggiudicatrici, s.p.a. miste), e tutte le altre figure che svolgono in qualche modo la funzione amministrativa nell'interesse della collettività e quindi nell'interesse pubblico, alla luce del principio di sussidiarietà. La Pubblica amministrazione è un insieme di enti e soggetti pubblici (comuni, provincia, regione, stato, ministeri, etc.) e talora privati (organismi di diritto pubblico, concessionari, amministrazioni aggiudicatrici, s.p.a. miste), e tutte le altre figure che svolgono in qualche modo la funzione amministrativa nell'interesse della collettività e quindi nell'interesse pubblico, alla luce del principio di sussidiarietà.enticomuniprovincia regionestatoministeriorganismi di diritto pubblicoconcessionari amministrazioni aggiudicatricis.p.a. mistefunzione amministrativaprincipio di sussidiarietàenticomuniprovincia regionestatoministeriorganismi di diritto pubblicoconcessionari amministrazioni aggiudicatricis.p.a. mistefunzione amministrativaprincipio di sussidiarietà

3 Amministrazione pubblica e Stato In genere, come nel caso italiano, la pubblica amministrazione è gerarchicamente dipendente dal governo, che ne orienta gli indirizzi generali attraverso i ministeri, ai quali fanno capo branche dell'intero apparato divise per materie. In genere, come nel caso italiano, la pubblica amministrazione è gerarchicamente dipendente dal governo, che ne orienta gli indirizzi generali attraverso i ministeri, ai quali fanno capo branche dell'intero apparato divise per materie.italianogovernoministeriitalianogovernoministeri Si hanno così le amministrazioni che sovrintendono ai servizi che lo Stato (o l'ente locale) hanno l'obbligo di rendere alla collettività (non solo dei cittadini, ma di tutti gli individui che per qualche motivo si trovino sul territorio statale). Tale attività di prestazione di servizi si svolge all'insegna dei criteri di buon andamento e imparzialità (derivanti dagli articoli 97 e 98 della Costituzione); può essere un'attività tipicamente autoritativa, unilaterale e burocratica, oppure di matrice consensuale. Si hanno così le amministrazioni che sovrintendono ai servizi che lo Stato (o l'ente locale) hanno l'obbligo di rendere alla collettività (non solo dei cittadini, ma di tutti gli individui che per qualche motivo si trovino sul territorio statale). Tale attività di prestazione di servizi si svolge all'insegna dei criteri di buon andamento e imparzialità (derivanti dagli articoli 97 e 98 della Costituzione); può essere un'attività tipicamente autoritativa, unilaterale e burocratica, oppure di matrice consensuale.StatoterritorioCostituzioneStatoterritorioCostituzione

4 L'organizzazione della pubblica amministrazione L'organizzazione è lo strumento che stabilizza e specifica il vincolo associativo che lega i gruppi sociali (aggregazioni spontanee o necessarie di individui). Una buona organizzazione predispone in primo luogo le strutture per il soddisfacimento degli interessi sia individuali che collettivi del gruppo sociale. L'organizzazione è lo strumento che stabilizza e specifica il vincolo associativo che lega i gruppi sociali (aggregazioni spontanee o necessarie di individui). Una buona organizzazione predispone in primo luogo le strutture per il soddisfacimento degli interessi sia individuali che collettivi del gruppo sociale.interessi Dal punto di vista giuridico, l'organizzazione (o meglio i vari modelli organizzativi che danno luogo al plurimorfismo) si esprime soprattutto attraverso attività regolate in via tendenziale dal principio di legalità. Dal punto di vista giuridico, l'organizzazione (o meglio i vari modelli organizzativi che danno luogo al plurimorfismo) si esprime soprattutto attraverso attività regolate in via tendenziale dal principio di legalità.principio di legalitàprincipio di legalità La giuridicità dell'organizzazione di una comunità di individui (ad es. lo Stato), solleva il problema della titolarità della funzione organizzatrice. La giuridicità dell'organizzazione di una comunità di individui (ad es. lo Stato), solleva il problema della titolarità della funzione organizzatrice.Statofunzione organizzatriceStatofunzione organizzatrice

5 Evoluzione dellamministrazione pubblica All'epoca dello Statuto albertino (promulgato il 4 marzo 1848 da Carlo Alberto), la titolarità della funzione organizzatrice spettava alla stessa organizzazione che vi provvedeva mediante atti di autonormazione. A parte il caso-limite dell'organizzazione militare, che dava luogo a rapporti di supremazia speciale, la funzione organizzatrice era di spettanza del Governo, cioè della stessa organizzazione "amministrata". All'epoca dello Statuto albertino (promulgato il 4 marzo 1848 da Carlo Alberto), la titolarità della funzione organizzatrice spettava alla stessa organizzazione che vi provvedeva mediante atti di autonormazione. A parte il caso-limite dell'organizzazione militare, che dava luogo a rapporti di supremazia speciale, la funzione organizzatrice era di spettanza del Governo, cioè della stessa organizzazione "amministrata".1848 Carlo AlbertoGoverno1848 Carlo AlbertoGoverno Con l'entrata in vigore della Costituzione (1° gennaio 1948), gli articoli 97 e 98 hanno accolto la soluzione opposta, attribuendo la titolarità della funzione organizzatrice al Parlamento, che la esercita attraverso atti di eteronormazione, sancendo così l'assoluta preminenza del principio di legalità. Con l'entrata in vigore della Costituzione (1° gennaio 1948), gli articoli 97 e 98 hanno accolto la soluzione opposta, attribuendo la titolarità della funzione organizzatrice al Parlamento, che la esercita attraverso atti di eteronormazione, sancendo così l'assoluta preminenza del principio di legalità.Costituzione

6 Accesso amministrazione pubblica Se la Costituzione attribuisce al Parlamento la funzione organizzatrice, fissa dei precisi principi riguardo all'accesso alla pubblica amministrazione. La Carta Fondamentale ammette l'assunzione di personale nella pubblica amministrazione, solamente mediante l'accesso ad un concorso pubblico per titoli ed esami. Questo dovrebbe garantire la meritocrazia e il passaggio fra le cariche da un rapporto fiduciario ad un rapporto impersonale, caratteristico di uno Stato moderno. Se la Costituzione attribuisce al Parlamento la funzione organizzatrice, fissa dei precisi principi riguardo all'accesso alla pubblica amministrazione. La Carta Fondamentale ammette l'assunzione di personale nella pubblica amministrazione, solamente mediante l'accesso ad un concorso pubblico per titoli ed esami. Questo dovrebbe garantire la meritocrazia e il passaggio fra le cariche da un rapporto fiduciario ad un rapporto impersonale, caratteristico di uno Stato moderno.concorsomeritocraziaconcorsomeritocrazia In un concorso pubblico sono oggetto di esame le competenze del candidato, e vengono valutati i titoli, in primis i titoli di studio, rilasciati da istituzioni dello Stato o parificate, purché trattasi di titoli riconosciuti nell'ordinamento giuridico. In un concorso pubblico sono oggetto di esame le competenze del candidato, e vengono valutati i titoli, in primis i titoli di studio, rilasciati da istituzioni dello Stato o parificate, purché trattasi di titoli riconosciuti nell'ordinamento giuridico.

7 Pluralismo amministrativo e molteplicità dei modelli amministrativi Lamministrazione nellodierno Stato di democrazia pluralista è articolata in una molteplicità di strutture tra loro autonome e portatrici di indirizzi politici differenti. In tal contesto non solo lamministrazione si pluralizza, articolandosi in centri amministrativi distinti, talora autonomi, ma anche si moltiplica in strutture di diversificate come : agenzie, autorità amministrative indipendenti. Lamministrazione nellodierno Stato di democrazia pluralista è articolata in una molteplicità di strutture tra loro autonome e portatrici di indirizzi politici differenti. In tal contesto non solo lamministrazione si pluralizza, articolandosi in centri amministrativi distinti, talora autonomi, ma anche si moltiplica in strutture di diversificate come : agenzie, autorità amministrative indipendenti.

8 Il Governo e la Pubblica amministrazione Ciascun ministro è preposto ad uno dei grandi rami dellamministrazione statale, che prende il nome di ministero. Il Ministro ha una doppia veste istituzionale: partecipa alla formazione dellindirizzo politico in quanto membro del consiglio dei ministri e dallaltra, costituisce il vertice amministrativo di un ministero, chiamato a realizzare quellindirizzo. Ciascun ministro è preposto ad uno dei grandi rami dellamministrazione statale, che prende il nome di ministero. Il Ministro ha una doppia veste istituzionale: partecipa alla formazione dellindirizzo politico in quanto membro del consiglio dei ministri e dallaltra, costituisce il vertice amministrativo di un ministero, chiamato a realizzare quellindirizzo.

9 Lorganizzazione dei ministeri Lorganizzazione dei ministeri attualmente è basata sul principio della separazione tra politica e amministrazione: agli organi di governo ( Consiglio dei ministri, prima, e ministero, poi) spetta lesercizio della funzione di indirizzo politico e amministrativo, che consiste nella determinazione degli obiettivi e dei programmi da attuare, e la verifica della rispondenza dei risultati dellattività amministrativa agli indirizzi impartiti. Lorganizzazione dei ministeri attualmente è basata sul principio della separazione tra politica e amministrazione: agli organi di governo ( Consiglio dei ministri, prima, e ministero, poi) spetta lesercizio della funzione di indirizzo politico e amministrativo, che consiste nella determinazione degli obiettivi e dei programmi da attuare, e la verifica della rispondenza dei risultati dellattività amministrativa agli indirizzi impartiti. Ai dirigenti amministrativi spetta ladozione degli atti e dei provvedimenti amministrativi che impegnano lamministrazione verso lesterno, nonché la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa. Il ministero periodicamente e comunque non oltre 10 giorni dallentrata in vigore della legge di bilancio, definisce Obiettivi, priorità e programmi da attuare ed emana le conseguenti direttive generali cui dovranno conformarsi i dirigenti. Ai dirigenti amministrativi spetta ladozione degli atti e dei provvedimenti amministrativi che impegnano lamministrazione verso lesterno, nonché la gestione finanziaria, tecnica e amministrativa. Il ministero periodicamente e comunque non oltre 10 giorni dallentrata in vigore della legge di bilancio, definisce Obiettivi, priorità e programmi da attuare ed emana le conseguenti direttive generali cui dovranno conformarsi i dirigenti.

10 Struttura dei ministeri La struttura è costituita dai seguenti organi ed uffici: Ministro; La struttura è costituita dai seguenti organi ed uffici: Ministro; Sottosegretario; Sottosegretario; Gabinetto del ministro; Gabinetto del ministro; Consiglio di amministrazione; Consiglio di amministrazione; Segretario generale; Segretario generale; Dipartimento, direzione generale, divisione. Dipartimento, direzione generale, divisione.

11 Ministro Il ministro (dal latino "minister" [minus] che significa "servo", ovvero, servitore dello Stato per quel determinato ambito) è il capo del ministero ed è membro del corpo politico. Propone al Consiglio dei ministri la nomina dei dirigenti con funzioni generali, dirige l'azione amministrativa e adotta le decisioni di maggiore importanza. Il ministro (dal latino "minister" [minus] che significa "servo", ovvero, servitore dello Stato per quel determinato ambito) è il capo del ministero ed è membro del corpo politico. Propone al Consiglio dei ministri la nomina dei dirigenti con funzioni generali, dirige l'azione amministrativa e adotta le decisioni di maggiore importanza.ministro

12 Sottosegretario Esso è, però, organo ausiliario, non vicario del ministro: cioè aiuta il ministro, ma non agisce in sua vece. Al sottosegretario (o ai sottosegretari, perché ce n'è più di uno per ministero, anche se il loro numero è variabile) non spettano competenze proprie, ma solo quelle che vengono loro delegate dal ministro. Esso è, però, organo ausiliario, non vicario del ministro: cioè aiuta il ministro, ma non agisce in sua vece. Al sottosegretario (o ai sottosegretari, perché ce n'è più di uno per ministero, anche se il loro numero è variabile) non spettano competenze proprie, ma solo quelle che vengono loro delegate dal ministro.

13 Gabinetto del ministro Gabinetto del ministro È composto dal capo di gabinetto, dall'ufficio legislativo e dalla segreteria particolare, ognuno con un suo capo. Col variare dei Governi (ministri e, di conseguenza, sottosegretari) variano anche i componenti del gabinetto. Il gabinetto ha funzioni di ausilio del ministro e di coordinamento. È composto dal capo di gabinetto, dall'ufficio legislativo e dalla segreteria particolare, ognuno con un suo capo. Col variare dei Governi (ministri e, di conseguenza, sottosegretari) variano anche i componenti del gabinetto. Il gabinetto ha funzioni di ausilio del ministro e di coordinamento.gabinetto Consiglio di amministrazione Consiglio di amministrazione Presieduto dal ministro e composto dei direttori generali e di rappresentanti eletti dal personale, ha una struttura stabile e compiti che riguardano l'organizzazione del lavoro nel ministero. Presieduto dal ministro e composto dei direttori generali e di rappresentanti eletti dal personale, ha una struttura stabile e compiti che riguardano l'organizzazione del lavoro nel ministero. Segretario generale Segretario generale È presente solo in alcuni ministeri (ad esempio, Ministero degli affari esteri) e ha compiti di coordinamento. È presente solo in alcuni ministeri (ad esempio, Ministero degli affari esteri) e ha compiti di coordinamento.

14 Dipartimento, direzione generale, divisione Sono le articolazioni organizzative interne del ministero. Ve ne sono diverse in ogni ministero. Il dipartimento è la struttura di primo livello costituita per l'esercizio organico e integrato delle funzioni del ministero, dalla quale dipende la direzione generale; in alcuni ministeri, tuttavia, non ci sono dipartimenti, sicché la ripartizione di primo livello è la direzione generale. Le divisioni, invece, sono la struttura di base, ma possono essere divise a loro volta in sezioni. Sono le articolazioni organizzative interne del ministero. Ve ne sono diverse in ogni ministero. Il dipartimento è la struttura di primo livello costituita per l'esercizio organico e integrato delle funzioni del ministero, dalla quale dipende la direzione generale; in alcuni ministeri, tuttavia, non ci sono dipartimenti, sicché la ripartizione di primo livello è la direzione generale. Le divisioni, invece, sono la struttura di base, ma possono essere divise a loro volta in sezioni. dipartimentodirezione generale dipartimentodirezione generale

15 Riforme dell'ordinamento dei ministeri Riforma del Con il decreto legislativo n. 300 del 30 luglio 1999 l'ordinamento dei ministeri è stato assoggettato ad una profonda riforma. Tale provvedimento ha delineato un nuovo assetto dell'organizzazione ministeriale, muovendo in tre diverse direzioni. Innanzitutto, è stata operata una riduzione degli apparati ministeriali: i ministeri da diciotto sono divenuti dodici (Affari Esteri, Interno, Giustizia, Difesa, Economia e Finanze, Attività Produttive, Politiche Agricole e Forestali, Ambiente e Tutela del Territorio, Infrastrutture e Trasporti, Lavoro e Salute, Istruzione e Università, Beni e Attività Culturali); sono state limitate le singole unità di comando, identificandole con precisione (segretariati generali, dipartimenti, direzioni generali); il personale è stato raggruppato in un ruolo unico, in modo da assicurarne la mobilità; si è sancito il principio della flessibilità nell'organizzazione, stabilendo salvo che per quanto attiene al numero, alla denominazione, alle funzioni dei ministeri ed al numero delle loro unità di comando una ampia delegificazione in materia. In secondo luogo, in un'ottica policentrista, sono state istituite dodici agenzie amministrative indipendenti, con funzioni tecnico-operative che richiedono particolari professionalità e conoscenze specialistiche, nonché specifiche modalità di organizzazione del lavoro. In terzo luogo, si è provveduto alla concentrazione degli uffici periferici dell'amministrazione statale Riforma del Con il decreto legislativo n. 300 del 30 luglio 1999 l'ordinamento dei ministeri è stato assoggettato ad una profonda riforma. Tale provvedimento ha delineato un nuovo assetto dell'organizzazione ministeriale, muovendo in tre diverse direzioni. Innanzitutto, è stata operata una riduzione degli apparati ministeriali: i ministeri da diciotto sono divenuti dodici (Affari Esteri, Interno, Giustizia, Difesa, Economia e Finanze, Attività Produttive, Politiche Agricole e Forestali, Ambiente e Tutela del Territorio, Infrastrutture e Trasporti, Lavoro e Salute, Istruzione e Università, Beni e Attività Culturali); sono state limitate le singole unità di comando, identificandole con precisione (segretariati generali, dipartimenti, direzioni generali); il personale è stato raggruppato in un ruolo unico, in modo da assicurarne la mobilità; si è sancito il principio della flessibilità nell'organizzazione, stabilendo salvo che per quanto attiene al numero, alla denominazione, alle funzioni dei ministeri ed al numero delle loro unità di comando una ampia delegificazione in materia. In secondo luogo, in un'ottica policentrista, sono state istituite dodici agenzie amministrative indipendenti, con funzioni tecnico-operative che richiedono particolari professionalità e conoscenze specialistiche, nonché specifiche modalità di organizzazione del lavoro. In terzo luogo, si è provveduto alla concentrazione degli uffici periferici dell'amministrazione statale30 luglio luglio1999

16 Riforma 2001 Con il decreto legge n. 217/2001, convertito nella legge n. 317/2001, il numero dei ministeri è stato aumentato a 14. Sulla base del nuovo assetto i ministeri possono suddividersi nei seguenti gruppi: Con il decreto legge n. 217/2001, convertito nella legge n. 317/2001, il numero dei ministeri è stato aumentato a 14. Sulla base del nuovo assetto i ministeri possono suddividersi nei seguenti gruppi: Ministeri con compiti di ordine e di indirizzo Ministeri con compiti di ordine e di indirizzo

17 Presidenza del consiglio e caratteristiche La Presidenza del Consiglio dei Ministri è un organo costituzionale, in quanto previsto dalla Costituzione italiana negli articoli 92, 93, 94, 95 e 96. La Presidenza del Consiglio dei Ministri è un organo costituzionale, in quanto previsto dalla Costituzione italiana negli articoli 92, 93, 94, 95 e 96.Consiglio dei MinistriCostituzione italiana Consiglio dei MinistriCostituzione italiana La Costituzione, all'articolo 95, stabilisce che il presidente del Consiglio dei Ministri promuove e coordina l'attività dei ministri: questo potere di coordinamento dei ministri è stato di intensità molto variabile nella storia dello Stato italiano, in quanto fortemente condizionato dal peso dei singoli ministri e quindi dei partiti dei quali essi erano l'espressione. La Costituzione, all'articolo 95, stabilisce che il presidente del Consiglio dei Ministri promuove e coordina l'attività dei ministri: questo potere di coordinamento dei ministri è stato di intensità molto variabile nella storia dello Stato italiano, in quanto fortemente condizionato dal peso dei singoli ministri e quindi dei partiti dei quali essi erano l'espressione.

18 La legge 400/88 e il D.Lgs 303/99 Lordinamento della Presidenxza del Consiglio dei Ministri Lordinamento della Presidenxza del Consiglio dei Ministri Esercizio delle funzioni Esercizio delle funzioni Unità dellindirizzo politico e amministrativo Unità dellindirizzo politico e amministrativo Organizzazione interna Organizzazione interna

19 Le Agenzie e lamministrazione pubblica Nel diritto pubblico il termine agenzia viene usato per designare un ente pubblico o, quantomeno, un'organizzazione dotata di una certa autonomia nell'ambito della pubblica amministrazione, cui sono attribuite specifiche funzioni. Sebbene il termine venga nella pratica usato con una certa variabilità di significato, di solito le agenzie si differenziano da altre amministrazioni e, in particolare, dai dicasteri, perché svolgono funzioni eminentemente operative. Il termine trova la sua origine nei paesi anglosassoni (agency) dove, peraltro, viene utilizzato anche con un significato più ampio, per designare una qualsiasi amministrazione pubblica, compresi, quindi, i dicasteri. Nel diritto pubblico il termine agenzia viene usato per designare un ente pubblico o, quantomeno, un'organizzazione dotata di una certa autonomia nell'ambito della pubblica amministrazione, cui sono attribuite specifiche funzioni. Sebbene il termine venga nella pratica usato con una certa variabilità di significato, di solito le agenzie si differenziano da altre amministrazioni e, in particolare, dai dicasteri, perché svolgono funzioni eminentemente operative. Il termine trova la sua origine nei paesi anglosassoni (agency) dove, peraltro, viene utilizzato anche con un significato più ampio, per designare una qualsiasi amministrazione pubblica, compresi, quindi, i dicasteri.diritto pubblico ente pubblicopubblica amministrazionefunzionidicasteridiritto pubblico ente pubblicopubblica amministrazionefunzionidicasteri Le agenzie possono essere istituite con legge o, in certi ordinamenti (ma non in Italia), con atto del potere esecutivo. Le agenzie possono essere istituite con legge o, in certi ordinamenti (ma non in Italia), con atto del potere esecutivo.Italia

20 Le agenzie nell'ordinamento italiano Secondo l'art. 8 del D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, nell'amministrazione centrale italiana le agenzie sono strutture che svolgono attività a carattere tecnico-operativo di interesse nazionale, precedentemente esercitate da ministeri ed enti pubblici. Esse operano al servizio delle amministrazioni pubbliche, comprese anche quelle regionali e locali. Secondo l'art. 8 del D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300, nell'amministrazione centrale italiana le agenzie sono strutture che svolgono attività a carattere tecnico-operativo di interesse nazionale, precedentemente esercitate da ministeri ed enti pubblici. Esse operano al servizio delle amministrazioni pubbliche, comprese anche quelle regionali e locali. Le agenzie hanno piena autonomia nei limiti stabiliti dalla legge e sono sottoposte al controllo della Corte dei conti. Hanno in particolare autonomia di bilancio, nei limiti del fondo stanziato a tale scopo nello stato di previsione del ministero competente. Le agenzie hanno piena autonomia nei limiti stabiliti dalla legge e sono sottoposte al controllo della Corte dei conti. Hanno in particolare autonomia di bilancio, nei limiti del fondo stanziato a tale scopo nello stato di previsione del ministero competente.Corte dei contiCorte dei conti Ogni agenzia ha uno statuto, adottato con regolamento governativo emanato su proposta del presidente del consiglio dei ministri e dei ministri competenti, di concerto con il ministro delle finanze e dell'economia Ogni agenzia ha uno statuto, adottato con regolamento governativo emanato su proposta del presidente del consiglio dei ministri e dei ministri competenti, di concerto con il ministro delle finanze e dell'economiastatutoregolamentopresidente del consiglio dei ministristatutoregolamentopresidente del consiglio dei ministri

21 Funzioni delle Agenzie Le agenzie sono sottoposte ai poteri di indirizzo e di vigilanza di un ministro. Tali poteri comprendono: Le agenzie sono sottoposte ai poteri di indirizzo e di vigilanza di un ministro. Tali poteri comprendono: l'approvazione dei programmi di attività, dei bilanci e dei rendiconti; l'approvazione dei programmi di attività, dei bilanci e dei rendiconti; l'emanazione di direttive con l'indicazione degli obiettivi da raggiungere; l'emanazione di direttive con l'indicazione degli obiettivi da raggiungere; l'acquisizione di dati e notizie e l'effettuazione di ispezioni per accertare l'osservanza delle prescrizioni impartite; l'acquisizione di dati e notizie e l'effettuazione di ispezioni per accertare l'osservanza delle prescrizioni impartite; l'indicazione di eventuali specifiche attività da intraprendere. l'indicazione di eventuali specifiche attività da intraprendere.

22 Organi dellAgenzia Organi dell'agenzia sono: Organi dell'agenzia sono: il direttore generale, che ha attribuzioni analoghe a quelle dei capi dipartimento dei ministeri e viene nominato con le stesse modalità; il direttore generale adotta i regolamenti interni di organizzazione e contabilità dell'agenzia, che devono essere approvati dal ministro competente (di concerto con il ministro dell'economia e delle finanze, quello di contabilità); il direttore generale, che ha attribuzioni analoghe a quelle dei capi dipartimento dei ministeri e viene nominato con le stesse modalità; il direttore generale adotta i regolamenti interni di organizzazione e contabilità dell'agenzia, che devono essere approvati dal ministro competente (di concerto con il ministro dell'economia e delle finanze, quello di contabilità);direttore generaledipartimentodirettore generaledipartimento il comitato direttivo, composto dal direttore generale, che lo presiede, e dirigenti dei principali settori di attività dell'agenzia, in numero non superiore a quattro (sei nelle agenzie fiscali), con il compito di coadiuvare il direttore generale nell'esercizio delle sue funzioni; il comitato direttivo, composto dal direttore generale, che lo presiede, e dirigenti dei principali settori di attività dell'agenzia, in numero non superiore a quattro (sei nelle agenzie fiscali), con il compito di coadiuvare il direttore generale nell'esercizio delle sue funzioni; presiede il collegio dei revisori, nominato con decreto del ministro competente, composto di tre membri (più un supplente), due dei quali scelti tra gli iscritti all'albo dei revisori dei conti o tra persone in possesso di specifica professionalità. il collegio dei revisori, nominato con decreto del ministro competente, composto di tre membri (più un supplente), due dei quali scelti tra gli iscritti all'albo dei revisori dei conti o tra persone in possesso di specifica professionalità.

23 D.Lgs. 300/1999 Il D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300 ha previsto le costituzione delle seguenti agenzie: Il D.Lgs. 30 luglio 1999, n. 300 ha previsto le costituzione delle seguenti agenzie: l'Agenzia Industrie Difesa, dotata di personalità giuridica di diritto pubblico, sotto la vigilanza del ministro della difesa; l'Agenzia Industrie Difesa, dotata di personalità giuridica di diritto pubblico, sotto la vigilanza del ministro della difesa;personalità giuridicapersonalità giuridica l'Agenzia per le normative ed i controlli tecnici e l'Agenzia per la proprietà industriale, sotto la vigilanza del ministro delle attività produttive; l'Agenzia per le normative ed i controlli tecnici e l'Agenzia per la proprietà industriale, sotto la vigilanza del ministro delle attività produttive; l'Agenzia per le comunicazioni, sotto la vigilanza del ministro delle comunicazioni; l'Agenzia per le comunicazioni, sotto la vigilanza del ministro delle comunicazioni; l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici, sotto la vigilanza del ministro dell'ambiente; l'Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici, sotto la vigilanza del ministro dell'ambiente;Agenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecniciAgenzia per la protezione dell'ambiente e per i servizi tecnici l'Agenzia dei trasporti terrestri e delle infrastrutture, sotto la vigilanza del ministro delle infrastrutture e dei trasporti. l'Agenzia dei trasporti terrestri e delle infrastrutture, sotto la vigilanza del ministro delle infrastrutture e dei trasporti.

24 D.Lgs. 300/1999 Lo stesso decreto legislativo ha inoltre previsto per seguenti agenzie, dotate di personalità giuridica di diritto pubblico e con una disciplina parzialmente differenziata: Lo stesso decreto legislativo ha inoltre previsto per seguenti agenzie, dotate di personalità giuridica di diritto pubblico e con una disciplina parzialmente differenziata: le agenzie fiscali - ossia Agenzia delle entrate, Agenzia delle dogane, Agenzia del territorio e Agenzia del demanio - sotto la vigilanza del ministro dell'economia e delle finanze; le agenzie fiscali - ossia Agenzia delle entrate, Agenzia delle dogane, Agenzia del territorio e Agenzia del demanio - sotto la vigilanza del ministro dell'economia e delle finanze;Agenzia delle entrateAgenzia delle doganeAgenzia del territorioAgenzia del demanioAgenzia delle entrateAgenzia delle doganeAgenzia del territorioAgenzia del demanio l'Agenzia di protezione civile, sotto la vigilanza del ministro dell'interno. l'Agenzia di protezione civile, sotto la vigilanza del ministro dell'interno. Oltre alle agenzie previste e disciplinate dal D.Lgs. 300/1999 ve ne sono altre, sia a livello nazionale, che a livello regionale. In particolare, a livello nazionale si possono ricordare l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, l'Agenzia per i servizi sanitari regionali e l'Agenzia per la rappresentanza negoziale (ARAN) mentre in ogni regione sono presenti un'Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA) e un'Agenzia regionale per l'impiego. Oltre alle agenzie previste e disciplinate dal D.Lgs. 300/1999 ve ne sono altre, sia a livello nazionale, che a livello regionale. In particolare, a livello nazionale si possono ricordare l'Agenzia nazionale per la sicurezza del volo, l'Agenzia per i servizi sanitari regionali e l'Agenzia per la rappresentanza negoziale (ARAN) mentre in ogni regione sono presenti un'Agenzia regionale per la protezione ambientale (ARPA) e un'Agenzia regionale per l'impiego.Agenzia nazionale per la sicurezza del voloARANAgenzia regionale per la protezione ambientaleAgenzia nazionale per la sicurezza del voloARANAgenzia regionale per la protezione ambientale

25 I requisiti I requisiti per la corretta qualificazione di un ente pubblico sono: I requisiti per la corretta qualificazione di un ente pubblico sono: La fonte che la istituisce La fonte che la istituisce La prevalenza nel rapporto con altri soggetti di diritto La prevalenza nel rapporto con altri soggetti di diritto La soggezione ad un particolare regime giuridico di diritto amministrativo La soggezione ad un particolare regime giuridico di diritto amministrativo Lautoarchia: letteralmente è la capacità di governarsi da sé; in questo contesto è la capacità degli enti, diversi dallo Stato, di possedere delle potestà pubbliche per il perseguimento dei propri interessi. Lautoarchia: letteralmente è la capacità di governarsi da sé; in questo contesto è la capacità degli enti, diversi dallo Stato, di possedere delle potestà pubbliche per il perseguimento dei propri interessi.Stato Tipiche espressione dell'autarchia degli enti pubblici possono essere la possibilità di agire per il tramite di provvedimenti amministrativi con la stessa efficacia di quelli emessi dallo Stato, o la capacità di fornire certificazione o il potere di determinare la propria organizzazione interna. Tipiche espressione dell'autarchia degli enti pubblici possono essere la possibilità di agire per il tramite di provvedimenti amministrativi con la stessa efficacia di quelli emessi dallo Stato, o la capacità di fornire certificazione o il potere di determinare la propria organizzazione interna.provvedimenti amministrativiprovvedimenti amministrativi

26 Autotutela e Autonomia L'Autotutela è la capacità degli enti di risolvere i conflitti sorti con altri soggetti unilateralmente ed autoritativamente. L'Autotutela è la capacità degli enti di risolvere i conflitti sorti con altri soggetti unilateralmente ed autoritativamente. Sono esempi di questa capacità il potere di erogare contravvenzioni o quello di annullare un atto amministrativo. Sono esempi di questa capacità il potere di erogare contravvenzioni o quello di annullare un atto amministrativo. contravvenzioni L'Autonomia è la capacità degli enti di dettare delle regole generali vincolanti per tutti. L'Autonomia è la capacità degli enti di dettare delle regole generali vincolanti per tutti. Esistono diversi gradi e tipi di autonomia che sono attribuiti dalle leggi agli enti pubblici: Esistono diversi gradi e tipi di autonomia che sono attribuiti dalle leggi agli enti pubblici: autonomia legislativa; autonomia legislativa; autonomia regolamentare; autonomia regolamentare; autonomia statutaria; autonomia statutaria; autonomia finanziaria; autonomia finanziaria;

27 Tipologie Gli enti pubblici possono distinguersi in: Gli enti pubblici possono distinguersi in: Enti pubblici territoriali ( Regioni, Province, Comuni, Camere di commercio etc) Enti pubblici territoriali ( Regioni, Province, Comuni, Camere di commercio etc) Enti pubblici non territoriali ( INPS e Agenzia delle entrate) Enti pubblici non territoriali ( INPS e Agenzia delle entrate) Enti pubblici nazionali e locali Enti pubblici nazionali e locali

28 Lente pubblico L'ente pubblico è un organismo dotato di personalità giuridica propria (persona giuridica e non persona fisica), titolare di diritti e di doveri all'interno dell'ordinamento giuridico per il motivo che esiste ed è riconosciuto per tale dall'ordinamento stesso. Un ente pubblico deve inoltre perseguire obiettivi di interesse pubblico. L'ente pubblico è un organismo dotato di personalità giuridica propria (persona giuridica e non persona fisica), titolare di diritti e di doveri all'interno dell'ordinamento giuridico per il motivo che esiste ed è riconosciuto per tale dall'ordinamento stesso. Un ente pubblico deve inoltre perseguire obiettivi di interesse pubblico.personalità giuridicapersona giuridicapersona fisicaordinamento giuridicointeresse pubblicopersonalità giuridicapersona giuridicapersona fisicaordinamento giuridicointeresse pubblico

29 Fini e attribuzioni Gli enti pubblici, in quanto persone giuridiche, perseguono i fini stabiliti dal proprio statuto e tale discorso vale anche per l'ente pubblico principale, lo Stato, in quanto anche lo Stato è retto persegue i fini degli associati che ne fanno parte. I fini sono previsti dai poteri dello stato in rappresentanza all'intera comunità. Gli enti pubblici, in quanto persone giuridiche, perseguono i fini stabiliti dal proprio statuto e tale discorso vale anche per l'ente pubblico principale, lo Stato, in quanto anche lo Stato è retto persegue i fini degli associati che ne fanno parte. I fini sono previsti dai poteri dello stato in rappresentanza all'intera comunità.persone giuridicheStatopersone giuridicheStato Per perseguire i determinati fini, gli enti pubblici sono soggetti ad attribuzioni, fasci di poteri amministrativi che non esauriscono ciò che l'ente possa fare, ma ne delimita solo i poteri amministrativi. Le attribuzioni vengono poi distribuite all'interno dell'ente fra i suoi vari organi secondo varie competenze. L'ente pubblico, inoltre, ha i poteri che scaturiscono dal diritto privato per il semplice fatto che è comunque una persona giuridica. Per perseguire i determinati fini, gli enti pubblici sono soggetti ad attribuzioni, fasci di poteri amministrativi che non esauriscono ciò che l'ente possa fare, ma ne delimita solo i poteri amministrativi. Le attribuzioni vengono poi distribuite all'interno dell'ente fra i suoi vari organi secondo varie competenze. L'ente pubblico, inoltre, ha i poteri che scaturiscono dal diritto privato per il semplice fatto che è comunque una persona giuridica. Competenze ed attribuzioni possono essere divise secondo quattro criteri: materia, destinatari, territorio e dimensioni. Competenze ed attribuzioni possono essere divise secondo quattro criteri: materia, destinatari, territorio e dimensioni.

30 Cittadino e pubblica amministrazione Il cittadino è il principale portatore di interessi legittimi rispetto le finalità perseguite dagli enti pubblici (come del resto per quelle perseguite dalla pubblica amministrazione). In base a questa considerazione gli organi direttivi dell'ente pubblico dovrebbero privilegiare i processi che creano valore per l'utente finale- cittadino (i processi primari), rispetto a quelli di supporto e a quelli burocratici. Il cittadino è il principale portatore di interessi legittimi rispetto le finalità perseguite dagli enti pubblici (come del resto per quelle perseguite dalla pubblica amministrazione). In base a questa considerazione gli organi direttivi dell'ente pubblico dovrebbero privilegiare i processi che creano valore per l'utente finale- cittadino (i processi primari), rispetto a quelli di supporto e a quelli burocratici.pubblica amministrazioneburocraticipubblica amministrazioneburocratici Tuttavia, non sono oggetto di reato azioni quali la stipula di mutui, garantiti col patrimonio dell'ente, per pagare spese di rappresentanza, spese di trasferta e collaborazioni. Tuttavia, non sono oggetto di reato azioni quali la stipula di mutui, garantiti col patrimonio dell'ente, per pagare spese di rappresentanza, spese di trasferta e collaborazioni.mutui patrimonio collaborazionimutui patrimonio collaborazioni Nel caso in cui l'ente pubblico goda di autonomia economica, questo non è soggetto a vincoli di bilancio per l'incremento delle voci di costo e delle passività, o a provvedimenti che vietano l'indebitamento, garantito con il patrimonio dell'ente; fra i contratti introdotti nella riforma Biagi, quelli che non prevedono un monte-ore (come le collaborazioni a progetto) consentono ai dirigenti che gestiscono i fondi di assegnare lavori (e relativi aumenti retributivi) senza concorso pubblico. Nel caso in cui l'ente pubblico goda di autonomia economica, questo non è soggetto a vincoli di bilancio per l'incremento delle voci di costo e delle passività, o a provvedimenti che vietano l'indebitamento, garantito con il patrimonio dell'ente; fra i contratti introdotti nella riforma Biagi, quelli che non prevedono un monte-ore (come le collaborazioni a progetto) consentono ai dirigenti che gestiscono i fondi di assegnare lavori (e relativi aumenti retributivi) senza concorso pubblico.bilanciocostocontratti concorsobilanciocostocontratti concorso Il controllo sull'attività degli enti pubblici si avvale principalmente della possibilità di tagliare i finanziamenti e di rimuovere i vertici dall'incarico, piuttosto che di sanzioni penali per una gestione non rispettosa dei compiti assegnati agli organismi dirigenti. Il controllo sull'attività degli enti pubblici si avvale principalmente della possibilità di tagliare i finanziamenti e di rimuovere i vertici dall'incarico, piuttosto che di sanzioni penali per una gestione non rispettosa dei compiti assegnati agli organismi dirigenti.

31 ARAN ARAN è la sigla di Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, che rappresenta legalmente la pubblica amministrazione nella contrattazione collettiva nazionale. ARAN è la sigla di Agenzia per la rappresentanza negoziale delle pubbliche amministrazioni, che rappresenta legalmente la pubblica amministrazione nella contrattazione collettiva nazionale.pubblica amministrazionecontrattazione collettiva nazionalepubblica amministrazionecontrattazione collettiva nazionale L'ARAN ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è soggetta al potere di indirizzo esercitato dalle pubbliche amministrazioni che a tal fine danno vita a comitati di settore. L'ARAN ha personalità giuridica di diritto pubblico ed è soggetta al potere di indirizzo esercitato dalle pubbliche amministrazioni che a tal fine danno vita a comitati di settore.personalità giuridicadiritto pubblicopersonalità giuridicadiritto pubblico L'ARAN ha sede a Roma. L'ARAN ha sede a Roma.Roma

32 Organizzazione L'ARAN è una organizzazione: L'ARAN è una organizzazione: di diritto pubblico; di diritto pubblico; gode di autonomia organizzativa, gestionale e contabile; gode di autonomia organizzativa, gestionale e contabile; è diretta da un organo collegiale; è diretta da un organo collegiale; è un organismo necessario; è un organismo necessario; rappresenta tutte le amministrazioni pubbliche; rappresenta tutte le amministrazioni pubbliche; L'autonomia gestionale è garantita dai contributi versati all'agenzia dai comparti delle singole amministrazioni pubbliche e dal fatto che l'agenzia ha una propria dotazione organica di personale, a cui si accede per concorso pubblico o tramite contratti di lavoro a tempo determinato. L'autonomia gestionale è garantita dai contributi versati all'agenzia dai comparti delle singole amministrazioni pubbliche e dal fatto che l'agenzia ha una propria dotazione organica di personale, a cui si accede per concorso pubblico o tramite contratti di lavoro a tempo determinato.concorso pubblicoconcorso pubblico L'ARAN è sottoposta unicamente al controlli di tipo finanziario della Corte dei Conti, che ne valuta la consuntivazione della gestione finanziaria, essendo stato eliminato il controllo sulla sua attività da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri. L'ARAN è sottoposta unicamente al controlli di tipo finanziario della Corte dei Conti, che ne valuta la consuntivazione della gestione finanziaria, essendo stato eliminato il controllo sulla sua attività da parte della Presidenza del Consiglio dei Ministri.Corte dei ContiPresidenza del Consiglio dei MinistriCorte dei ContiPresidenza del Consiglio dei Ministri È un organo necessario, perché la sua funzione è espressamente prevista e necessaria in sede di Contrattazione Collettiva per i contratti delle Amministrazioni Pubbliche. È un organo necessario, perché la sua funzione è espressamente prevista e necessaria in sede di Contrattazione Collettiva per i contratti delle Amministrazioni Pubbliche.

33 Funzioni e Comitato Direttivo L'ARAN è il soggetto su cui si incentra il sistema delle relazioni sindacali nel sistema delle pubbliche amministrazioni. L'ARAN è il soggetto su cui si incentra il sistema delle relazioni sindacali nel sistema delle pubbliche amministrazioni. Rappresenta la controparte pubblica in sede negoziale, gestendo la contrattazione con le controparti sindacali. Rappresenta la controparte pubblica in sede negoziale, gestendo la contrattazione con le controparti sindacali. Svolge funzioni di consulenza alle pubbliche amministrazioni quando si tratta di interpretare le norme dei CCNL o quando queste si trovano a definire i contratti integrativi. Svolge funzioni di consulenza alle pubbliche amministrazioni quando si tratta di interpretare le norme dei CCNL o quando queste si trovano a definire i contratti integrativi.CCNL L'ARAN svolge anche funzioni nei confronti delle rappresentanze sindacali, in quanto ne certifica la rappresentatività ai fini della successiva fase di contrattazione. L'ARAN svolge anche funzioni nei confronti delle rappresentanze sindacali, in quanto ne certifica la rappresentatività ai fini della successiva fase di contrattazione. L'ARAN è diretta da un Comitato Direttivo, composto da 5 membri, scelti tra esperti con competenza nelle materie delle relazioni sindacali e della gestione del personale. L'ARAN è diretta da un Comitato Direttivo, composto da 5 membri, scelti tra esperti con competenza nelle materie delle relazioni sindacali e della gestione del personale. Il Comitato vota a maggioranza dei suoi componenti. Il Comitato vota a maggioranza dei suoi componenti. Dura in carica 4 anni ed è riconfermabile. Dura in carica 4 anni ed è riconfermabile.

34 Autorità amministrative indipendenti La Costituzione italiana non menziona le Autorità Indipendenti: tale espressione è stata per la prima volta usata nel 1984 dalla Commisione Piga, istituita per la modernizzazione delle istituzioni della pubblica amministrazione. La Costituzione non menziona le Autorità, ma neanche esclude la creazione di nuovi organismi estranei ai tradizionali poteri dello Stato: di conseguenza, le Autorità Indipendenti sono ritenute compatibili con la Carta costituzionale. La Costituzione italiana non menziona le Autorità Indipendenti: tale espressione è stata per la prima volta usata nel 1984 dalla Commisione Piga, istituita per la modernizzazione delle istituzioni della pubblica amministrazione. La Costituzione non menziona le Autorità, ma neanche esclude la creazione di nuovi organismi estranei ai tradizionali poteri dello Stato: di conseguenza, le Autorità Indipendenti sono ritenute compatibili con la Carta costituzionale.Costituzione1984pubblica amministrazioneStatoCostituzione1984pubblica amministrazioneStato Organizzazioni amministrative ma dotate di poteri che trascendono la semplice amministrazione ( poteri di autoregolamentazione) Organizzazioni amministrative ma dotate di poteri che trascendono la semplice amministrazione ( poteri di autoregolamentazione) Non sono subordinate ai Ministeri, sono indipendenti Non sono subordinate ai Ministeri, sono indipendenti Agiscono in particolari settori (settore radiotelevisivo, settore del mercato e concorrenza, settore servizi pubblici essenziali etc) Agiscono in particolari settori (settore radiotelevisivo, settore del mercato e concorrenza, settore servizi pubblici essenziali etc)

35 I Compiti In Italia, le Autorità Indipendenti non hanno compiti di amministrazione attiva, perché non sono titolari di interessi pubblici. Nell'esercizio delle loro funzioni non devono operare alcuna ponderazione comparativa tra interessi primari e interessi secondari, ma devono solo vigilare sul rispetto delle regole relative al proprio settore. In Italia, le Autorità Indipendenti non hanno compiti di amministrazione attiva, perché non sono titolari di interessi pubblici. Nell'esercizio delle loro funzioni non devono operare alcuna ponderazione comparativa tra interessi primari e interessi secondari, ma devono solo vigilare sul rispetto delle regole relative al proprio settore.Italia Questi organismi sono invece titolari di una funzione di controllo intesa in senso lato, cioè una sorta di controllo-regolazione che sostituisce il vecchio modello di controllo-direzione (svolto finora dai Ministeri) e di controllo-vigilanza (svolto dagli organi di polizia economica). Questi organismi sono invece titolari di una funzione di controllo intesa in senso lato, cioè una sorta di controllo-regolazione che sostituisce il vecchio modello di controllo-direzione (svolto finora dai Ministeri) e di controllo-vigilanza (svolto dagli organi di polizia economica).controllo Il diritto amministrativo individua le seguenti Autorità amministrative indipendenti: Il diritto amministrativo individua le seguenti Autorità amministrative indipendenti: I difensori civici; le Autorità per i servizi di pubblica utilità (sono due, una per il settore dell'energia e del gas ed un'altra che opera nel campo delle telecomunicazioni); l'Autorità Antitrust; il Garante per la protezione dei dati personali; la Commissione di garanzia per l'attuazione del diritto di sciopero; l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori,servizi e forniture; la Consob; l'Isvap; la Banca d'Italia I difensori civici; le Autorità per i servizi di pubblica utilità (sono due, una per il settore dell'energia e del gas ed un'altra che opera nel campo delle telecomunicazioni); l'Autorità Antitrust; il Garante per la protezione dei dati personali; la Commissione di garanzia per l'attuazione del diritto di sciopero; l'Autorità per la vigilanza sui contratti pubblici di lavori,servizi e forniture; la Consob; l'Isvap; la Banca d'Italia

36 Gli organi ausiliari La terza sezione del titolo della Costituzione dedicato al Governo raggruppa sotto lindicazione organi ausiliari dello Stato: Il Consiglio nazionale delleconomia e del Lavoro, Il Consiglio di Stato e la Corte dei Conti. La terza sezione del titolo della Costituzione dedicato al Governo raggruppa sotto lindicazione organi ausiliari dello Stato: Il Consiglio nazionale delleconomia e del Lavoro, Il Consiglio di Stato e la Corte dei Conti. Genericamente si può dire che essi svolgono un ruolo di migliore funzionamento dei complessi organici dotati di poteri legislativi o amministrativi. Genericamente si può dire che essi svolgono un ruolo di migliore funzionamento dei complessi organici dotati di poteri legislativi o amministrativi.

37 Il Consiglio di Stato (art. 100) Il Consiglio di Stato è un organo di rilevanza costituzionale della Repubblica Italiana, previsto dall'articolo 100 della Costituzione, che lo inserisce tra gli organi ausiliari del Governo. Nonostante questa collocazione all'interno dell'apparato amministrativo, il Consiglio di Stato ricopre anche funzioni giurisdizionali, in posizione di terzietà rispetto alla Pubblica amministrazione. Il Consiglio di Stato è un organo di rilevanza costituzionale della Repubblica Italiana, previsto dall'articolo 100 della Costituzione, che lo inserisce tra gli organi ausiliari del Governo. Nonostante questa collocazione all'interno dell'apparato amministrativo, il Consiglio di Stato ricopre anche funzioni giurisdizionali, in posizione di terzietà rispetto alla Pubblica amministrazione.Repubblica Italiana100 CostituzioneGovernofunzioni giurisdizionaliPubblica amministrazioneRepubblica Italiana100 CostituzioneGovernofunzioni giurisdizionaliPubblica amministrazione Il Consiglio di Stato ha quindi una doppia natura, una amministrativa e una giurisdizionale. Il Consiglio di Stato ha quindi una doppia natura, una amministrativa e una giurisdizionale. amministrativagiurisdizionale amministrativagiurisdizionale Quale organo amministrativo il Consiglio di Stato è il supremo organo di consulenza giuridica-amministrativa dell'Esecutivo, mentre come organo di giurisdizione amministrativa è preposto alla tutela dei diritti e degli interessi legittimi dei privati nei confronti della Pubblica Amministrazione. Quale organo amministrativo il Consiglio di Stato è il supremo organo di consulenza giuridica-amministrativa dell'Esecutivo, mentre come organo di giurisdizione amministrativa è preposto alla tutela dei diritti e degli interessi legittimi dei privati nei confronti della Pubblica Amministrazione.dirittiinteressi legittimidirittiinteressi legittimi La sua sede è Palazzo Spada, a Roma. La sua sede è Palazzo Spada, a Roma.Palazzo SpadaRomaPalazzo SpadaRoma

38 Composizione Il Consiglio di Stato è composto dal Presidente del Consiglio di Stato, dal Presidente aggiunto del Consiglio di Stato, dai Presidenti di Sezione e dai Consiglieri di Stato. Il Presidente del Consiglio di Stato è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri. Il Consiglio di Stato è composto dal Presidente del Consiglio di Stato, dal Presidente aggiunto del Consiglio di Stato, dai Presidenti di Sezione e dai Consiglieri di Stato. Il Presidente del Consiglio di Stato è nominato con decreto del Presidente della Repubblica, su proposta del Presidente del Consiglio dei Ministri.decretoPresidente della RepubblicaPresidente del Consiglio dei MinistridecretoPresidente della RepubblicaPresidente del Consiglio dei Ministri Organo di consulenza giuridico- amministrativa del Governo ed organo giurisdizionale di appello della Giustizia amministrativa, esso si articola in sette sezioni ( 4 a competenza consultiva e tre giurisdizionale). Organo di consulenza giuridico- amministrativa del Governo ed organo giurisdizionale di appello della Giustizia amministrativa, esso si articola in sette sezioni ( 4 a competenza consultiva e tre giurisdizionale). Gli organi interni del Consiglio di Stato sono: il Consiglio di Presidenza, il Presidente, il Presidente aggiunto, il Segretario generale, l'Adunanza generale (in sede consultiva) e l'Adunanza plenaria (in sede giurisdizionale). Gli organi interni del Consiglio di Stato sono: il Consiglio di Presidenza, il Presidente, il Presidente aggiunto, il Segretario generale, l'Adunanza generale (in sede consultiva) e l'Adunanza plenaria (in sede giurisdizionale).

39 Art. 19 legge 27/82, n. 186 I posti che si rendono vacanti nella qualifica di Consigliere di Stato sono conferiti, ai sensi dell'art. 19 della legge 27 aprile 1982, n. 186, nel seguente modo: 1) in ragione della metà, ai consiglieri di tribunale amministrativo regionale che ne facciano domanda e che abbiano almeno quattro anni di effettivo servizio nella qualifica; 2) in ragione di un quarto, a professori universitari ordinari di materie giuridiche o ad avvocati che abbiano almeno quindici anni di esercizio professionale e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori, o a dirigenti generali od equiparati dei Ministeri, degli organi costituzionali e delle altre amministrazioni pubbliche nonché a magistrati con qualifica non inferiore a quella di magistrato di Corte d'appello o equiparata; 3) in ragione di un quarto, mediante concorso pubblico per titoli ed esami teorico-pratici, al quale possono partecipare i magistrati dei tribunali amministrativi regionali con almeno un anno di anzianità, i magistrati ordinari e militari con almeno quattro anni di anzianità, i magistrati della Corte dei conti, nonché gli avvocati dello Stato con almeno un anno di anzianità, i funzionari della carriera direttiva del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati con almeno quattro anni di anzianità, nonché i funzionari delle Amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, e degli enti pubblici, con qualifica dirigenziale, appartenenti a carriere per l'accesso alle quali sia richiesta la laurea in giurisprudenza I posti che si rendono vacanti nella qualifica di Consigliere di Stato sono conferiti, ai sensi dell'art. 19 della legge 27 aprile 1982, n. 186, nel seguente modo: 1) in ragione della metà, ai consiglieri di tribunale amministrativo regionale che ne facciano domanda e che abbiano almeno quattro anni di effettivo servizio nella qualifica; 2) in ragione di un quarto, a professori universitari ordinari di materie giuridiche o ad avvocati che abbiano almeno quindici anni di esercizio professionale e siano iscritti negli albi speciali per le giurisdizioni superiori, o a dirigenti generali od equiparati dei Ministeri, degli organi costituzionali e delle altre amministrazioni pubbliche nonché a magistrati con qualifica non inferiore a quella di magistrato di Corte d'appello o equiparata; 3) in ragione di un quarto, mediante concorso pubblico per titoli ed esami teorico-pratici, al quale possono partecipare i magistrati dei tribunali amministrativi regionali con almeno un anno di anzianità, i magistrati ordinari e militari con almeno quattro anni di anzianità, i magistrati della Corte dei conti, nonché gli avvocati dello Stato con almeno un anno di anzianità, i funzionari della carriera direttiva del Senato della Repubblica e della Camera dei deputati con almeno quattro anni di anzianità, nonché i funzionari delle Amministrazioni dello Stato, anche ad ordinamento autonomo, e degli enti pubblici, con qualifica dirigenziale, appartenenti a carriere per l'accesso alle quali sia richiesta la laurea in giurisprudenza

40 Funzioni Le attribuzioni del Consiglio di Stato, come s'è visto, si distinguono in: Le attribuzioni del Consiglio di Stato, come s'è visto, si distinguono in: Consultive Consultive Giurisdizionali Giurisdizionali Le funzioni Consultive: Nell'espletamento della sua funzione consultiva, il Consiglio di Stato fornisce pareri preventivi circa la regolarità e la legittimità, il merito e la convenienza degli atti amministrativi dei singoli ministeri, del Governo come organo collegiale o delle Regioni. Le funzioni Consultive: Nell'espletamento della sua funzione consultiva, il Consiglio di Stato fornisce pareri preventivi circa la regolarità e la legittimità, il merito e la convenienza degli atti amministrativi dei singoli ministeri, del Governo come organo collegiale o delle Regioni. ministeriGoverno ministeriGoverno I pareri possono essere facoltativi o obbligatori. I pareri possono essere facoltativi o obbligatori. I pareri facoltativi possono essere richiesti dalla Pubblica Amministrazione, nel caso lo ritenga opportuno. Essi non sono mai vincolanti: l'Amministrazione richiedente, può sempre discostarsi dandone motivazione. Sono sempre facoltativi i pareri richiesti dalle Regioni. I pareri facoltativi possono essere richiesti dalla Pubblica Amministrazione, nel caso lo ritenga opportuno. Essi non sono mai vincolanti: l'Amministrazione richiedente, può sempre discostarsi dandone motivazione. Sono sempre facoltativi i pareri richiesti dalle Regioni.

41 L. 127/97 In altri casi la Pubblica Amministrazione deve richiedere un parere al Consiglio di Stato. Si parla allora di pareri obbligatori. Ai sensi della L. 127/97, il parere del Consiglio è obbligatorio per: In altri casi la Pubblica Amministrazione deve richiedere un parere al Consiglio di Stato. Si parla allora di pareri obbligatori. Ai sensi della L. 127/97, il parere del Consiglio è obbligatorio per: l'emanazione di atti normativi (regolamenti) del Governo o dei singoli ministeri; l'emanazione di atti normativi (regolamenti) del Governo o dei singoli ministeri;regolamenti l'emanazione dei testi unici; l'emanazione dei testi unici;testi unicitesti unici la decisione sui ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica; la decisione sui ricorsi straordinari al Presidente della Repubblica;ricorsi straordinari al Presidente della Repubblicaricorsi straordinari al Presidente della Repubblica l'approvazione degli schemi generali di contratti-tipo, accordi e convenzioni predisposti dai Ministeri. l'approvazione degli schemi generali di contratti-tipo, accordi e convenzioni predisposti dai Ministeri. La stessa legge 127/97 ha abrogato ogni diversa disposizione legislativa che preveda il parere del Consiglio di Stato in via obbligatoria, tenendo fermo il combinato disposto dell'articolo 2, comma 3, della L. 23 agosto 1988, n. 400, e dell'articolo 33 del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato, approvato con r.d. 26 giugno 1924, n La stessa legge 127/97 ha abrogato ogni diversa disposizione legislativa che preveda il parere del Consiglio di Stato in via obbligatoria, tenendo fermo il combinato disposto dell'articolo 2, comma 3, della L. 23 agosto 1988, n. 400, e dell'articolo 33 del testo unico delle leggi sul Consiglio di Stato, approvato con r.d. 26 giugno 1924, n I pareri obbligatori si distinguono, inoltre, in vicolanti o non vincolanti, a seconda che l'Amministrazione richiedente, in sede di emanazione dell'atto per il quale è stato emesso il parere, sia tenuta o meno a seguirli. I pareri obbligatori si distinguono, inoltre, in vicolanti o non vincolanti, a seconda che l'Amministrazione richiedente, in sede di emanazione dell'atto per il quale è stato emesso il parere, sia tenuta o meno a seguirli.

42 Attribuzioni giurisdizionali In sede giurisdizionale il Consiglio di Stato ha solo funzione di tutela nei confronti degli atti di pubblica amministrazione. In particolare, il Consiglio di Stato è il Giudice di secondo grado della giustizia amministrativa, ovvero il Giudice d'appello avverso le decisioni dei TAR (Tribunale Amministrativo Regionale). Il Consiglio di Stato, inoltre, svolge funzioni di Giudice in unico grado in sede di giudizio di ottemperanza, ovvero in quel giudizio teso ad ottenere che una Pubblica Amministrazione esegua una sentenza emessa dal Giudice ordinario o dal Consiglio di Stato stesso; tuttavia, quando il giudizio di ottemperanza riguarda l'esecuzione di una sentenza emessa da un TAR che sia stata confermata in dal Consiglio di Stato in grado di appello è competente il TAR stesso che l'ha emessa. Per le decisioni assunte dal Consiglio di Stato nelle sue funzioni giurisdizionali è ammesso ricorso alla Corte di Cassazione unicamente per motivi inerenti la giurisdizione. In sede giurisdizionale il Consiglio di Stato ha solo funzione di tutela nei confronti degli atti di pubblica amministrazione. In particolare, il Consiglio di Stato è il Giudice di secondo grado della giustizia amministrativa, ovvero il Giudice d'appello avverso le decisioni dei TAR (Tribunale Amministrativo Regionale). Il Consiglio di Stato, inoltre, svolge funzioni di Giudice in unico grado in sede di giudizio di ottemperanza, ovvero in quel giudizio teso ad ottenere che una Pubblica Amministrazione esegua una sentenza emessa dal Giudice ordinario o dal Consiglio di Stato stesso; tuttavia, quando il giudizio di ottemperanza riguarda l'esecuzione di una sentenza emessa da un TAR che sia stata confermata in dal Consiglio di Stato in grado di appello è competente il TAR stesso che l'ha emessa. Per le decisioni assunte dal Consiglio di Stato nelle sue funzioni giurisdizionali è ammesso ricorso alla Corte di Cassazione unicamente per motivi inerenti la giurisdizione.pubblica amministrazioneTribunale Amministrativo Regionalegiudizio di ottemperanzaCorte di Cassazionepubblica amministrazioneTribunale Amministrativo Regionalegiudizio di ottemperanzaCorte di Cassazione

43 Deliberazioni Le deliberazioni delle sezioni consultive del Consiglio sono valide se sono state adottate con la presenza di almeno quattro consiglieri della sezione, mentre quelle delle sezioni giurisdizionali sono valide se oltre ad essere presenti almeno quattro consiglieri è presente anche uno dei due Presidenti di sezione. Le deliberazioni delle sezioni consultive del Consiglio sono valide se sono state adottate con la presenza di almeno quattro consiglieri della sezione, mentre quelle delle sezioni giurisdizionali sono valide se oltre ad essere presenti almeno quattro consiglieri è presente anche uno dei due Presidenti di sezione.

44 La Corte dei Conti La Corte dei conti è un organo di rilevanza costituzionale, previsto dagli articoli 100 e 103 della costituzione italiana, che la ricomprende tra gli organi ausiliari del Governo. Anche se sono intervenute modificazioni nella sua organizzazione e nelle sue funzioni, la Corte dei conti è un organismo che risale ai primi anni di vita dello Stato italiano; infatti fu istituita il 14 agosto del 1862, perché vigilasse sulle amministrazioni dello Stato, ereditando le funzioni ed i compiti della Regia Camera della Sommaria. La normativa su tale organo è frammentata, ricordiamo in particlare il t.u. relativo al R.D. 12 luglio 1934, n integrato dalle leggi 19 e 20 del 1994, dalla legge 639 del Modifiche sono state introdotte anche dalla legge 205 del La Corte dei conti è un organo di rilevanza costituzionale, previsto dagli articoli 100 e 103 della costituzione italiana, che la ricomprende tra gli organi ausiliari del Governo. Anche se sono intervenute modificazioni nella sua organizzazione e nelle sue funzioni, la Corte dei conti è un organismo che risale ai primi anni di vita dello Stato italiano; infatti fu istituita il 14 agosto del 1862, perché vigilasse sulle amministrazioni dello Stato, ereditando le funzioni ed i compiti della Regia Camera della Sommaria. La normativa su tale organo è frammentata, ricordiamo in particlare il t.u. relativo al R.D. 12 luglio 1934, n integrato dalle leggi 19 e 20 del 1994, dalla legge 639 del Modifiche sono state introdotte anche dalla legge 205 del 2000.articoli costituzione italianaGovernoStato14 agosto1862Regia Camera della Sommaria12 luglio legge articoli costituzione italianaGovernoStato14 agosto1862Regia Camera della Sommaria12 luglio legge E un organo con funzioni consultive, di controllo e giurisdizionali. E un organo con funzioni consultive, di controllo e giurisdizionali.

45 Composizione per le funzioni giurisdizionali La Corte dei conti, per l'espletamento delle funzioni giurisdizionali si articola in: sezioni giurisdizionali regionali, che giudicano in primo grado; hanno sede in ciascun capoluogo di regione (ma è prevista una sezione giurisdizionale per le province di Trento e Bolzano); sezioni giurisdizionali centrali di appello, che giudicano in secondo grado; sono tre ed hanno tutte sede presso la sede della Corte dei conti di Roma; vi è inoltre una sezione giurisdizionale di appello per la regione Sicilia, con sede a Palermo; sezioni riunite, che risolvono i conflitti di competenza tra le sezioni regionali; su richiesta del Procuratore Generale presso la Corte dei conti o di una Sezione, sono chiamate anche a pronunciarsi su "questioni di massima" (quando si è in presenza di dubbi o "conflitti" interpretativi tra le diverse sezioni). La Corte dei conti, per l'espletamento delle funzioni giurisdizionali si articola in: sezioni giurisdizionali regionali, che giudicano in primo grado; hanno sede in ciascun capoluogo di regione (ma è prevista una sezione giurisdizionale per le province di Trento e Bolzano); sezioni giurisdizionali centrali di appello, che giudicano in secondo grado; sono tre ed hanno tutte sede presso la sede della Corte dei conti di Roma; vi è inoltre una sezione giurisdizionale di appello per la regione Sicilia, con sede a Palermo; sezioni riunite, che risolvono i conflitti di competenza tra le sezioni regionali; su richiesta del Procuratore Generale presso la Corte dei conti o di una Sezione, sono chiamate anche a pronunciarsi su "questioni di massima" (quando si è in presenza di dubbi o "conflitti" interpretativi tra le diverse sezioni).giurisdizionaliRomaSicilia PalermocompetenzagiurisdizionaliRomaSicilia Palermocompetenza

46 Sezione giurisdizionale regionale Presso ogni sezione giurisdizonale regionale opera una Procura regionale, con funzioni di Pubblico Ministero nei giudizi di responsabilità patrimoniale-amministrativa e contabile. I magistrati del pubblico ministero hanno le medesime garanzie di indipendenza e inamovibilità dei magistrati dei collegi giudicanti; dispongono dei poteri istruttori previsti dall'art. 74 del T.U. Corte dei conti e dall'art. 5, 6° comma della L. 19/1994. Presso ogni sezione giurisdizonale regionale opera una Procura regionale, con funzioni di Pubblico Ministero nei giudizi di responsabilità patrimoniale-amministrativa e contabile. I magistrati del pubblico ministero hanno le medesime garanzie di indipendenza e inamovibilità dei magistrati dei collegi giudicanti; dispongono dei poteri istruttori previsti dall'art. 74 del T.U. Corte dei conti e dall'art. 5, 6° comma della L. 19/1994. responsabilità patrimoniale1994 responsabilità patrimoniale1994 Il Procuratore generale e i vice procuratori generali svolgono le funzioni di pubblico ministero presso le sezioni centrali di appello e presso le sezioni riunite. Il Procuratore generale ha anche una funzioni di coordinamento generale delle procure regionali. Il Procuratore generale e i vice procuratori generali svolgono le funzioni di pubblico ministero presso le sezioni centrali di appello e presso le sezioni riunite. Il Procuratore generale ha anche una funzioni di coordinamento generale delle procure regionali.

47 Le articolazioni Le articolazioni della Corte dei conti in sede di controllo sono:la Sezione Controllo Stato: svolge i suoi compiti ai sensi della legge n. 20 del 1994, modificata dalla legge n. 639 del 1996, e seguendo i criteri indicati dalle Sezioni Riunite secondo un doppio filo conduttore: la verifica di legittimità e la verifica di efficienza-efficacia-economicità. La Sezione si articola in quattro collegi, uno per il controllo sugli atti, uno per il controllo sulla gestione delle entrate, e due per il controllo sulla gestione delle spese. la Sezione di Controllo Enti pubblici: continua ad operare ai sensi della legge n. 259 del 1958, anche a seguito della imponente privatizzazione degli anni '90, controllando la gestione complessiva degli Enti pubblici, rilevandone gli squilibri gestionali specie in materia di appalti, di aiuti statali e di concorrenza. la Sezione di Controllo Autonomie estende il suo controllo in particolare sui progetti di opere pubbliche finanziate dalla Cassa Depositi e Prestiti, sui progetti cofinanziati dalla Comunità Europea, sui parcheggi finanziati ai sensi della legge n. 122 del 1989, e sulla gestione diretta o indiretta da parte degli enti locali di alcuni servizi pubblici (piscine, ecc.). la Sezione controllo Affari comunitari e internazionali, nuovo organo collegiale istituto ai sensi della legge n. 20 del 1994, che svolge un controllo successivo di tipo diffuso e un controllo di tipo specifico (controllo-referto), al fine di riferire al Parlamento italiano ed ai Consigli Regionali sui programmi nazionali che utilizzano fondi comunitari. Le articolazioni della Corte dei conti in sede di controllo sono:la Sezione Controllo Stato: svolge i suoi compiti ai sensi della legge n. 20 del 1994, modificata dalla legge n. 639 del 1996, e seguendo i criteri indicati dalle Sezioni Riunite secondo un doppio filo conduttore: la verifica di legittimità e la verifica di efficienza-efficacia-economicità. La Sezione si articola in quattro collegi, uno per il controllo sugli atti, uno per il controllo sulla gestione delle entrate, e due per il controllo sulla gestione delle spese. la Sezione di Controllo Enti pubblici: continua ad operare ai sensi della legge n. 259 del 1958, anche a seguito della imponente privatizzazione degli anni '90, controllando la gestione complessiva degli Enti pubblici, rilevandone gli squilibri gestionali specie in materia di appalti, di aiuti statali e di concorrenza. la Sezione di Controllo Autonomie estende il suo controllo in particolare sui progetti di opere pubbliche finanziate dalla Cassa Depositi e Prestiti, sui progetti cofinanziati dalla Comunità Europea, sui parcheggi finanziati ai sensi della legge n. 122 del 1989, e sulla gestione diretta o indiretta da parte degli enti locali di alcuni servizi pubblici (piscine, ecc.). la Sezione controllo Affari comunitari e internazionali, nuovo organo collegiale istituto ai sensi della legge n. 20 del 1994, che svolge un controllo successivo di tipo diffuso e un controllo di tipo specifico (controllo-referto), al fine di riferire al Parlamento italiano ed ai Consigli Regionali sui programmi nazionali che utilizzano fondi comunitari.legge1994legittimitàcollegiattiEnti pubblici privatizzazioneAutonomieopere pubblicheCassa Depositi e PrestitiComunità Europea1989servizi pubblicicontrolloParlamentoConsigli Regionalilegge1994legittimitàcollegiattiEnti pubblici privatizzazioneAutonomieopere pubblicheCassa Depositi e PrestitiComunità Europea1989servizi pubblicicontrolloParlamentoConsigli Regionali Le Sezioni Riunite hanno competenza a definire per ogni semestre dell'anno i criteri generali e gli indirizzi d coordinamento per il controllo successivo sulla gestione del bilancio dello Stato e ad emettere il giudizio di parificazione del rendiconto generale dello Stato. Le Sezioni Riunite hanno competenza a definire per ogni semestre dell'anno i criteri generali e gli indirizzi d coordinamento per il controllo successivo sulla gestione del bilancio dello Stato e ad emettere il giudizio di parificazione del rendiconto generale dello Stato.bilancioparificazioneStatobilancioparificazioneStato

48 Funzioni giurisdizionali Nell'esercitare i propri poteri giurisdizionali la Corte dei Conti non incontra le limitazioni del giudice ordinario in materia amministrativa. Pertanto la Corte conosce in modo pieno ed esclusivo sia dei profili di fatto che di diritto poiché essa è un giudice speciale. La Corte dei Conti ha competenza nei giudizi di responsabilità amministrativa dei pubblici funzionari i quali vengono chiamati a rispondere del loro operato in caso di danni patrimoniali all'amministrazione per comportamento doloso o colposo. Anche se le norme sono contenute in leggi speciali e nel c.p.c., per certi versi la procedura ha caratteristiche tipiche di un processo penale. Nell'esercitare i propri poteri giurisdizionali la Corte dei Conti non incontra le limitazioni del giudice ordinario in materia amministrativa. Pertanto la Corte conosce in modo pieno ed esclusivo sia dei profili di fatto che di diritto poiché essa è un giudice speciale. La Corte dei Conti ha competenza nei giudizi di responsabilità amministrativa dei pubblici funzionari i quali vengono chiamati a rispondere del loro operato in caso di danni patrimoniali all'amministrazione per comportamento doloso o colposo. Anche se le norme sono contenute in leggi speciali e nel c.p.c., per certi versi la procedura ha caratteristiche tipiche di un processo penale.dannicomportamentodolosocolposodannicomportamentodolosocolposo

49 Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro Il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL) è un organo di rilevanza costituzionale, previsto dall'articolo 99 della Costituzione ed è stato istituito con legge n. 33 del 5 gennaio Il Consiglio Nazionale dell'Economia e del Lavoro (CNEL) è un organo di rilevanza costituzionale, previsto dall'articolo 99 della Costituzione ed è stato istituito con legge n. 33 del 5 gennaio Costituzionelegge5 gennaio195799Costituzionelegge5 gennaio1957 Le materie di sua competenza sono la legislazione economica e sociale. Le materie di sua competenza sono la legislazione economica e sociale. È un organo consultivo del Governo, delle Camere e delle Regioni, ed ha diritto all'iniziativa legislativa, limitatamente allle materie di propria competenza. È un organo consultivo del Governo, delle Camere e delle Regioni, ed ha diritto all'iniziativa legislativa, limitatamente allle materie di propria competenza.GovernoCamere RegioniGovernoCamere Regioni

50 Composizione e funzioni L'art. 99, c. 1, Cost. prevede che esso sia composto, «di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa». La sua composizione è attualmente disciplinata dall'art. 2 della l. n. 936 del 30 dicembre Consta di 122 membri così suddivisi: Il Presidente nominato dal Governo; 12 «esperti, qualificati esponenti della cultura economica, sociale e giuridica» di cui: 8 nominati dal Presidente della Repubblica e 4 proposti dal Presidente del Consiglio dei Ministri, 99 «rappresentanti delle categorie produttive di beni e servizi nei settori pubblico e privato» L'art. 99, c. 1, Cost. prevede che esso sia composto, «di esperti e di rappresentanti delle categorie produttive, in misura che tenga conto della loro importanza numerica e qualitativa». La sua composizione è attualmente disciplinata dall'art. 2 della l. n. 936 del 30 dicembre Consta di 122 membri così suddivisi: Il Presidente nominato dal Governo; 12 «esperti, qualificati esponenti della cultura economica, sociale e giuridica» di cui: 8 nominati dal Presidente della Repubblica e 4 proposti dal Presidente del Consiglio dei Ministri, 99 «rappresentanti delle categorie produttive di beni e servizi nei settori pubblico e privato»30 dicembre1986Governo Presidente della RepubblicaPresidente del Consiglio dei Ministri30 dicembre1986Governo Presidente della RepubblicaPresidente del Consiglio dei Ministri Le funzioni del CNEL sono limitate alle materie di propria competenza; in quest'ambito: Le funzioni del CNEL sono limitate alle materie di propria competenza; in quest'ambito: esprime pareri; esprime pareri; promuove iniziative legislative. promuove iniziative legislative. I pareri sono forniti solo su richiesta ( quindi non sono obbligatori ) del Governo, delle Camere o delle Regioni, e anche se forniti non risultano vincolanti. Inoltre ha il potere di promuovere iniziative legislative nel campo della legislazione economica e sociale, con alcune eccezioni, come per le leggi tributarie, di bilancio o di natura costituzionale. Liniziativa è parimenti esclusa per quelle leggi per le quali sia stato presentato un disegno di legge da parte del governo, o per le quali il governo, il parlamento o una regione abbia già chiesto il parere del CNEL. I pareri sono forniti solo su richiesta ( quindi non sono obbligatori ) del Governo, delle Camere o delle Regioni, e anche se forniti non risultano vincolanti. Inoltre ha il potere di promuovere iniziative legislative nel campo della legislazione economica e sociale, con alcune eccezioni, come per le leggi tributarie, di bilancio o di natura costituzionale. Liniziativa è parimenti esclusa per quelle leggi per le quali sia stato presentato un disegno di legge da parte del governo, o per le quali il governo, il parlamento o una regione abbia già chiesto il parere del CNEL.

51 I principi costituzionali sullamministrazione La legalità della pubblica amministrazione ovvero la sottoposizione dellamministrazione alla legge, nel senso che lamministrazione può fare solo ciò che è previsto dalla legge e nel modo indicato da essa. La legalità della pubblica amministrazione ovvero la sottoposizione dellamministrazione alla legge, nel senso che lamministrazione può fare solo ciò che è previsto dalla legge e nel modo indicato da essa. Limparzialità della pubblica amministrazione (art. 97 Cost. ) che vieta di effettuare discriminazioni tra soggetti non sorrette da alcun fondamento razionale, e perciò arbitrarie. Limparzialità è la traduzione sul piano amministrativo del generale principio di eguaglianza Limparzialità della pubblica amministrazione (art. 97 Cost. ) che vieta di effettuare discriminazioni tra soggetti non sorrette da alcun fondamento razionale, e perciò arbitrarie. Limparzialità è la traduzione sul piano amministrativo del generale principio di eguaglianza Il buon andamento della pubblica amministrazione ( art. 97) che richiede unattività amministrativa che risponda ai canoni dellefficienza e dellefficacia. Si veda sul piano legislativo la legge generale sul procedimento amministrativo (241/90) secondo cui lattività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia e di pubblicità) Il buon andamento della pubblica amministrazione ( art. 97) che richiede unattività amministrativa che risponda ai canoni dellefficienza e dellefficacia. Si veda sul piano legislativo la legge generale sul procedimento amministrativo (241/90) secondo cui lattività amministrativa persegue i fini determinati dalla legge ed è retta da criteri di economicità, di efficacia e di pubblicità) Il principio di accesso per concorso pubblico (art. 97.3) Il principio di accesso per concorso pubblico (art. 97.3) Il dovere di fedeltà (art.54) e perciò la stessa Cost. attribuisce alla legge la competenza ad introdurre limiti al diritto di iscrizione ai partiti politici per magistrati, militari di carriera in servizio attivo, funzionari ed agenti di polizia, rappresentanti diplomatici e consolari (art. 98.3) Il dovere di fedeltà (art.54) e perciò la stessa Cost. attribuisce alla legge la competenza ad introdurre limiti al diritto di iscrizione ai partiti politici per magistrati, militari di carriera in servizio attivo, funzionari ed agenti di polizia, rappresentanti diplomatici e consolari (art. 98.3)

52 Responsabilità amministrativa Responsabilità Responsabilità Sebbene l'art.28 della Costituzione instauri un certo parallelismo fra l'agente e la pubblica amministrazione per quel che riguarda la responsabilità verso terzi dell'illecito, la legislazione ordinaria, apparentemente, in contrasto con lo stesso articolo, crea invece un dislivello ispirandosi all'art.97 sul buon funzionamento, rendendo l'agente responsabile solo nei casi in cui ricorra dolo o colpa grave. La pubblica amministrazione è responsabile, invece, in maniera concorrente in questi due casi e esclusivamente quando ricorre la colpa lieve. L'unico caso in cui l'agente è responsabile esclusivo è quando il suo agire esuli completamente dai fini perseguiti dalla Pubblica Amministrazione. Sebbene l'art.28 della Costituzione instauri un certo parallelismo fra l'agente e la pubblica amministrazione per quel che riguarda la responsabilità verso terzi dell'illecito, la legislazione ordinaria, apparentemente, in contrasto con lo stesso articolo, crea invece un dislivello ispirandosi all'art.97 sul buon funzionamento, rendendo l'agente responsabile solo nei casi in cui ricorra dolo o colpa grave. La pubblica amministrazione è responsabile, invece, in maniera concorrente in questi due casi e esclusivamente quando ricorre la colpa lieve. L'unico caso in cui l'agente è responsabile esclusivo è quando il suo agire esuli completamente dai fini perseguiti dalla Pubblica Amministrazione.CostituzionedoloCostituzionedolo

53 I compiti della pubblica amministrazione I compiti della Pubblica Amministrazione dipendono dal tasso di privatizzazione in atto. In alcuni momenti storici, si è assistito ad un fenomeno di pubblicizzazione di tutti gli interessi collettivi possibili, per cui erano di competenza governativa anche l'erogazione di energia elettrica (legge 6 dicembre 1962, n. 1643), il servizio telefonico e persino il settore agroalimentare (statalizzando marchi come Motta, Alemagna, Cirio ed altri). I compiti della Pubblica Amministrazione dipendono dal tasso di privatizzazione in atto. In alcuni momenti storici, si è assistito ad un fenomeno di pubblicizzazione di tutti gli interessi collettivi possibili, per cui erano di competenza governativa anche l'erogazione di energia elettrica (legge 6 dicembre 1962, n. 1643), il servizio telefonico e persino il settore agroalimentare (statalizzando marchi come Motta, Alemagna, Cirio ed altri). privatizzazionelegge6 dicembre1962 privatizzazionelegge6 dicembre1962 In altri momenti storici, a causa dei fortissimi costi sociali che la nazionalizzazione comportava, si è invertita la tendenza, e mentre varie riforme legislative introducono la privatizzazione di tutte quelle attività in fondo tradizionalmente associate all'imprenditoria privata, alla Pubblica Amministrazione sono stati riservati solo alcuni settori di importanza strategica (alcuni dei quali in concorrenza con gli operatori privati): la difesa, l'ordine pubblico interno, la giustizia, la sanità, l'istruzione scolastica, ec In altri momenti storici, a causa dei fortissimi costi sociali che la nazionalizzazione comportava, si è invertita la tendenza, e mentre varie riforme legislative introducono la privatizzazione di tutte quelle attività in fondo tradizionalmente associate all'imprenditoria privata, alla Pubblica Amministrazione sono stati riservati solo alcuni settori di importanza strategica (alcuni dei quali in concorrenza con gli operatori privati): la difesa, l'ordine pubblico interno, la giustizia, la sanità, l'istruzione scolastica, ecordine pubblicoordine pubblico

54 Scenario evolutivo della Pubblica Amministrazione dagli anni '90 Gli anni 90 sono stati caratterizzati da un momento di grande crisi politica e istituzionale che ha finito per coinvolgere anche la P.A. La grande produzione normativa avvenuta nellultimo decennio del secolo appena trascorso è stata segnata da una grande coerenza che la lega ad un filo comune: quello di avvicinare la P.A. alla società civile con il decentramento di molte funzioni dallo Stato agli Enti Locali e riformando tutta la P.A. su criteri di: Gli anni 90 sono stati caratterizzati da un momento di grande crisi politica e istituzionale che ha finito per coinvolgere anche la P.A. La grande produzione normativa avvenuta nellultimo decennio del secolo appena trascorso è stata segnata da una grande coerenza che la lega ad un filo comune: quello di avvicinare la P.A. alla società civile con il decentramento di molte funzioni dallo Stato agli Enti Locali e riformando tutta la P.A. su criteri di:StatoEnti LocaliStatoEnti Locali - efficienza cioè competenza e prontezza nellassolvere le proprie mansioni; - efficienza cioè competenza e prontezza nellassolvere le proprie mansioni; - efficacia cioè la capacità di produrre leffetto voluto; - efficacia cioè la capacità di produrre leffetto voluto; - economicità. - economicità.

55 Riforme e pubblica amministrazione Le principali leggi di riforma sono state: Le principali leggi di riforma sono state: 1. la legge 142/90 che ha riformato le autonomie locali; 1. la legge 142/90 che ha riformato le autonomie locali; autonomie locali autonomie locali 2. la legge 241/90 sul procedimento amministrativo; 2. la legge 241/90 sul procedimento amministrativo; 3. il Decreto legislativo 29/93 sulla privatizzazione del pubblico impiego. 3. il Decreto legislativo 29/93 sulla privatizzazione del pubblico impiego.Decreto legislativo privatizzazioneDecreto legislativo privatizzazione

56 il Decreto legislativo 29/93 sulla privatizzazione del pubblico impiego Decreto legislativo privatizzazioneDecreto legislativo privatizzazione Lart. 2 – comma 1 sostiene che le amministrazioni pubbliche ispirano la loro organizzazione ai seguenti criteri: Lart. 2 – comma 1 sostiene che le amministrazioni pubbliche ispirano la loro organizzazione ai seguenti criteri: funzionalità rispetto si compiti e programmi di attività, nel perseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità. funzionalità rispetto si compiti e programmi di attività, nel perseguimento degli obiettivi di efficienza, efficacia ed economicità. Ampia flessibilità, dove flessibilità significa: Ampia flessibilità, dove flessibilità significa: - collegamento delle attività degli uffici, adeguandosi al dovere di comunicazione interna ed esterna, ed interconnessione mediante sistemi informatici e statistici pubblici; - garanzia dellimparzialità e della trasparenza dellazione amministrativa, anche attraverso listituzione di appositi uffici per linformazione ai cittadini e attribuzione ad un unico ufficio, per ciascun procedimento, della responsabilità complessiva dello stesso; - armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici con le esigenze dellutenza e con gli orari delle amministrazioni pubbliche dei paesi dellU.E. - collegamento delle attività degli uffici, adeguandosi al dovere di comunicazione interna ed esterna, ed interconnessione mediante sistemi informatici e statistici pubblici; - garanzia dellimparzialità e della trasparenza dellazione amministrativa, anche attraverso listituzione di appositi uffici per linformazione ai cittadini e attribuzione ad un unico ufficio, per ciascun procedimento, della responsabilità complessiva dello stesso; - armonizzazione degli orari di servizio e di apertura degli uffici con le esigenze dellutenza e con gli orari delle amministrazioni pubbliche dei paesi dellU.E.U.E.

57 Art. 4 e principi pubblica amministrazione Lart. 4 – comma 1 dispone che le amministrazioni pubbliche assumano ogni determinazione organizzativa al fine di assicurare lattuazione dei principi di cui allart. 2 – comma 1 e la rispondenza al pubblico interesse dellazione amministrativa. Lart. 4 – comma 1 dispone che le amministrazioni pubbliche assumano ogni determinazione organizzativa al fine di assicurare lattuazione dei principi di cui allart. 2 – comma 1 e la rispondenza al pubblico interesse dellazione amministrativa. Il lavoro pubblico è diverso dal mondo del lavoro privato per motivi di organizzazione e giuridici. Laspetto giuridico supplisce al modello organizzativo. Il lavoro pubblico è diverso dal mondo del lavoro privato per motivi di organizzazione e giuridici. Laspetto giuridico supplisce al modello organizzativo.

58 Riforme dellamministrazione pubblica la legge 59/97 che pone le basi per una revisione organizzativa dellamministrazione statale con un massiccio trasferimento di funzioni e competenze dallo Stato alle Regioni ed agli Enti Locali. Lart. 4 della legge 59/97 dispone che nei confronti delle regioni e degli enti locali lo Stato, come lUnione Europea, deve trattenere a sé solo quelle funzioni che, per loro natura non possono essere attribuite agli enti minori, in quanto incompatibili con la dimensione degli stessi. la legge 59/97 che pone le basi per una revisione organizzativa dellamministrazione statale con un massiccio trasferimento di funzioni e competenze dallo Stato alle Regioni ed agli Enti Locali. Lart. 4 della legge 59/97 dispone che nei confronti delle regioni e degli enti locali lo Stato, come lUnione Europea, deve trattenere a sé solo quelle funzioni che, per loro natura non possono essere attribuite agli enti minori, in quanto incompatibili con la dimensione degli stessi.StatoRegioniUnione EuropeaStatoRegioniUnione Europea 5. la legge 127/97 in tema di semplificazione e snellimento amministrativo. Il cittadino può ricorrere allautocertificazione e alle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà ed è dovere dufficio di accettazione della dichiarazione sostitutiva. Ciò valorizza il principio di autoresponsabilità del cittadino. Consente al capo dellamministrazione di scegliersi i propri diretti collaboratori (direttori generali, segretario, dirigenti, collaboratori esterni). Ribadisce in linea di diritto il principio di separazione e distinzione delle competenze tra apparato politico e dirigenziale; 5. la legge 127/97 in tema di semplificazione e snellimento amministrativo. Il cittadino può ricorrere allautocertificazione e alle dichiarazioni sostitutive di atto di notorietà ed è dovere dufficio di accettazione della dichiarazione sostitutiva. Ciò valorizza il principio di autoresponsabilità del cittadino. Consente al capo dellamministrazione di scegliersi i propri diretti collaboratori (direttori generali, segretario, dirigenti, collaboratori esterni). Ribadisce in linea di diritto il principio di separazione e distinzione delle competenze tra apparato politico e dirigenziale;

59 ………… 6. la legge 198/98 (Bassanini Ter); 6. la legge 198/98 (Bassanini Ter); 7. il Dlgs 80/98 sulla privatizzazione del Pubblico Impiego; 7. il Dlgs 80/98 sulla privatizzazione del Pubblico Impiego; 8. il Decreto legislativo 387/98 sulla privatizzazione del Pubblico Impiego; 8. il Decreto legislativo 387/98 sulla privatizzazione del Pubblico Impiego; 9. il DPR 403/98; 9. il DPR 403/98; 10. il decreto legislativo 267/2000, testo unico delle autonomie locali. 10. il decreto legislativo 267/2000, testo unico delle autonomie locali.


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