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La salvaguardia del creato: il “problema” rifiuti

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Presentazione sul tema: "La salvaguardia del creato: il “problema” rifiuti"— Transcript della presentazione:

1 La salvaguardia del creato: il “problema” rifiuti
Ispettoria Meridionale: Incontro di animazione missionaria La salvaguardia del creato: il “problema” rifiuti Soverato, ottobre 2007

2 Il culmine dell’umanità
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria Il culmine dell’umanità Da un punto di vista demografico ed economico, la nostra epoca è unica nella storia dell’umanità. Saranno le nostre scelte per i prossimi decenni a decidere se si tratta dell’inizio della sostenibilità ambientale o di quella del collasso.

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4 Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria

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9 Ghiaccio artico a 4 milioni di km², nuovo minimo assoluto. [2/2]

10 Deforestazione in Amazzonia - Le immagini del satellite
La deforestazione inizia a spina di pesce (un po' come si sfrutta una miniera): si apre una strada nella foresta, da cui poi si dipartono i tagli secondari.

11 Deforestazione in Amazzonia - Le immagini del satellite
Nella foto qui a fianco invece la deforestazione è  completa su buona parte del territorio.

12 Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria
Tutto il creato è in realtà un “meccanismo naturale” , dove ogni essere vivente fa parte di un sistema complesso di relazioni di scambi con altri esseri viventi di altre specie. Dal “meccanismo naturale” , l’uomo ha deciso di essere la rotella difettosa che sta mettendo in crisi il funzionamento di questa creatura perfetta chiamata NATURA.

13 Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria
Per la prima volta nella storia, per l’uomo di oggi si affacciano alcune crisi che potrebbero sconvolgere il delicato “equilibrio biologico” : il problema demografico; la possibile alterazione permanente dell’atmosfera e del clima; l’esaurimento delle risorse energetiche.

14 Tutto ciò è la logica conseguenza di un uso dissennato:
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria Tutto ciò è la logica conseguenza di un uso dissennato: delle risorse terrestri, ritenute a torto inesauribili; della natura, ritenuta a torto un sistema in grado di riparare eternamente ai danni subiti; dell’uomo, ritenuto a torto capace di subire indenne le aggressioni chimiche e psicologiche o comunque capace con le proprie abilità e tecnologie di dominare processi di squilibrio di dimensioni planetarie.

15 Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria
Se è vero che il principio per cui in natura nulla si crea e nulla si distrugge ma tutto si trasforma, allora è indiscutibile che il concetto stesso di rifiuto contiene in sé un controsenso: la natura non rifiuta nulla, che noi vogliamo o no, tutto viene assimilato dal nostro ambiente, spetta solo a noi fare in modo che ciò avvenga nei modi giusti, anzi convenienti.

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Tutti gli esseri viventi hanno bisogno di energia per trasformare le materie prime in materie o oggetti utili alla loro esistenza. Così facendo producono rifiuti. In natura (dove nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma) i rifiuti prodotti da certi organismi vengono sfruttati da altri organismi, in un ciclo di riutilizzo continuo.

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L’uomo, però, grazie alla tecnologia, ha creato dei materiali che gli altri esseri viventi non sono in grado di inserire nel ciclo di riutilizzo continuo e che stanno portando scompiglio in quel delicato “equilibrio biologico” di cui abbiamo parlato prima…

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L’uomo del passato, diciamo fino a prima della rivoluzione industriale, generava rifiuti che erano pochi e poco duraturi, costituiti principalmente da materiali naturali , che gli consentivano di disperderli in maniera incontrollata nell’ambiente che sarebbe stato in grado di immetterli nuovamente nel ciclo di utilizzo continuo.

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L’uomo del presente, rispetto al passato, genera rifiuti molto diversi sia per quantità che per qualità. La quantità è aumentata in conseguenza sia dell’incremento demografico sia delle abitudini di consumo dell’ultimo secolo. La qualità è cambiata grazie alla moderna tecnologia che consente di avere oggetti in materiali nuovi, con costi contenuti, molto più leggeri e pratici, igienici e sicuri.

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Questi materiali sono comparsi da troppo poco tempo sul nostro pianeta, e la loro complessità non consente agli altri organismi viventi di immetterli nel ciclo continuo di riutilizzo in tempi utili a mantenere il famoso equilibrio biologico. Facciamo alcuni esempi che indicano quanto tempo occorre per la decomposizione di materiali molto comuni …

21 4.000 anni 2 anni da 100 a 1000 anni da 20 a 100 anni Da 4 a 12 mesi
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria 4.000 anni 2 anni da 100 a 1000 anni da 20 a 100 anni Da 4 a 12 mesi

22 Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria
5 anni 3 mesi 1000 anni

23 Nel 2005, in Italia sono stati prodotti oltre
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria Nel 2005, in Italia sono stati prodotti oltre 140 milioni di tonnellate di rifiuti di cui 31,6 milioni di tonnellate di rifiuti urbani, 56,4 milioni di tonnellate di rifiuti speciali (tra cui 5,3 milioni di pericolosi) e oltre 46 milioni di tonnellate di rifiuti da costruzioni e demolizioni. Fonte: Rapporto Rifiuti 2006 – ONR e APAT

24 La produzione di rifiuti urbani è stata negli ultimi
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria La produzione di rifiuti urbani è stata negli ultimi anni costantemente in crescita con un aumento del 5,1% tra il 2000 e il Nel 2005 si è registrato un tasso di crescita rispetto al 2004 dell’1,7%. La crescita è stata più pronunciata al Centro (+ 2%) e più bassa al Nord (+ 0,14%) e al Sud (+0,01%) Fonte: Rapporto Rifiuti 2006 – ONR e APAT

25 Quanto rifiuto produce in media un italiano:
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria Quanto rifiuto produce in media un italiano: La produzione dei rifiuti urbani procapite è cresciuta da 501 kg/procapite nel2000 a 539 kg/ab/anno nel 2005 Fonte: Rapporto Rifiuti 2006 – ONR e APAT

26 Ma dove vanno a finire tutti questi rifiuti
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria Ma dove vanno a finire tutti questi rifiuti Fonte: Rapporto Rifiuti 2006 – ONR e APAT

27 La discarica controllata
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria La discarica controllata

28 L’impianto di compostaggio
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria L’impianto di compostaggio

29 L’impianto di termovalorizzazione
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria L’impianto di termovalorizzazione

30 I rifiuti possono diventare un problema cha va
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria I rifiuti possono diventare un problema cha va gestito correttamente e che deve poggiare su diversi livelli di intervento: Ridurre : diminuire la produzione di rifiuti utilizzando processi produttivi meno inquinanti, aumentando la durata e la possibilità di utilizzazione ripetuta dei prodotti e riducendo la quantità di materia contenuta negli imballaggi destinati a diventare rifiuti Riutilizzare : impiegare nuovamente le materie prime recuperate in nuovi processi produttivi Riciclare : favorire la raccolta differenziata e il riciclaggio dei rifiuti

31 La Raccolta Differenziata, ossia la raccolta che
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria La Raccolta Differenziata, ossia la raccolta che separa i rifiuti secondo caratteristiche merceologiche omogenee) è il più importante strumento per la Riduzione, il Riutilizzo e il Riciclo dei rifiuti. Fonte: Rapporto Rifiuti 2006 – ONR e APAT

32 Composizione media del rifiuto urbano
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria Composizione media del rifiuto urbano 30% di rifiuto organico putrescibile 24% di carta e cartone 20% di stracci e legno 13% di plastica e gomma 8% di vetro 4% di metalli 1% di materiali pericolosi (pile, farmaci …)

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Il rifiuto organico: È un materiale biodegradabile, cioè può essere scomposto in sostanze più semplici per azione di organismi viventi decompositori. È il principale protagonista del Rifiuto Solido Urbano con una presenza che varia in funzione dell’area geografica dal 30% al 45%. Per il suo recupero si utilizza il metodo del compostaggio…

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La carta e il cartone: La materia prima per la fabbricazione della carta è oggi il legno, anche se alcuni tipi di carta vengono oggi prodotte dalle alghe e dal mais. Quello per ottenere la carta è un processo produttivo ad impatto ambientale devastante. Pensate che per produrre 1 tonnellata di carta vergine occorrono 15 alberi, litri di acqua e kWh di energia elettrica La carta, però, ha il vantaggio di essere completamente riciclabile. Facendo così per ottenere 1 tonnellata di carta riciclata occorrono: 0 alberi, litri di acqua e kWh di energia elettrica Il 38% della carta prodotta finisce in libri, giornali e riviste. Il 7% nella produzione di carte per usi domestici e igienico – sanitari. Il restante 55% serve a confezionare e ad imballare.

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La plastica: Viene creata da un processo di cracking di un idrocarburo generato durante il processo di raffinazione del petrolio detto virgin nafta. Solo il 4% del petrolio estratto, comunque, è impiegato per produrre plastica, mentre il restante 96% viene consumato come combustibile. Si ottengono così dei monomeri (unità base) che, legati tra loro o con altre sostanze, formano i diversi polimeri plastici, che sono difficilmente biodegradabili In apparenza le plastiche sembrano tutte uguali, ma in realtà ciascuna ha caratteristiche chimiche che la rendono unica e adatta ad un uso specifico

36 Le plastiche più diffuse sono:
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria Le plastiche più diffuse sono: il PET (Polietilene Tereftalato): è il tipico polimero utilizzato per la produzione delle bottiglie per l’acqua grazie alla sua capacità di trattenere la CO2 tipica delle acque effervescenti; Il PVC (PoliVinilCloruro): è impiegato nella produzione di flaconi, nastri adesivi, pellicole, tubi e cavi elettici. È un ottimo isolante. Il PE (PoliEtilene): impiegato nella produzione di imballaggi e contenitori e i famosi sacchetti e buste. Consente di avere diverse densità molecolari (High e Low Density) per cui può essere sia rigido che flessibile. il PP (PoliPropilene): impiegato nella produzione di contenitori.

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Il vetro: Il vetro è fatto di carbonato di sodio (soda), silice (sabbia) e carbonato di calcio (calcare). Per produrlo è necessario mescolare tali materie prime e raggiungere altissime temperature (circa 1500 gradi C°). Offre caratteristiche chimico - fisiche che lo rendono praticamente inattaccabile dagli agenti degradatori. Aggiungendo ad esso altri elementi, quali stagno e titanio, se ne aumenta la resistenza. Il vetro ha 7 vite come i gatti … praticamente lo si può impiegare all’infinito!

38 Il vetro: Per produrre 1 tonnellata di vetro sono necessari:
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria Il vetro: Per produrre 1 tonnellata di vetro sono necessari: 742 kg di sabbia 170 kg di soda 170 kg di calcare 60 kg di altri elementi La differenza è una inevitabile perdita del processo.

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L’Alluminio: L’alluminio è il frutto di un processo industriale che richiede come materia prima la bauxite un minerale raro presente solo in alcune aree della crosta terrestre (l’Africa è una dei maggiori esportatori). Per ottenere dalla bauxite 1kg di alluminio sono necessari dai 14 ai 16 chilowattora, mentre per ricavare la stessa quantità di prodotto dall’alluminio usato servono solo 0,7-0,8KWh

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44 Il giro del mondo in sette bandiere
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria Il giro del mondo in sette bandiere

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52 Le bandiere come simboli dei principali problemi del mondo
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria Le bandiere come simboli dei principali problemi del mondo

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La via dello spreco

54 Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria
Mondo vuoto

55 Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria
Mondo pieno

56 La clessidra dell’economia
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria La clessidra dell’economia

57 Il programma delle 8 R (Serge Latouche)
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria Il programma delle 8 R (Serge Latouche)

58 Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria
La “societa’ della decrescita” presuppone, come primo passo, la drastica diminuzione degli effetti negativi della crescita e, come secondo passo, l’attivazione dei circoli virtuosi legati alla decrescita: ridurre il saccheggio della biosfera non puo’ che condurci ad un miglior modo di vivere. Questo processo comporta otto obiettivi interdipendenti, le 8 R: rivalutare, ricontestualizzare, ristrutturare, rilocalizzare, ridistribuire, ridurre, riutilizzare, riciclare. Tutte insieme possono portare, nel tempo, ad una decrescita serena, conviviale e pacifica.

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1. Rivalutare Rivedere i valori in cui crediamo e in base ai quali organizziamo la nostra vita, cambiando quelli che devono essere cambiati. L’altruismo dovra’ prevalere sull’egoismo, la cooperazione sulla concorrenza, il piacere del tempo libero sull’ossessione del lavoro, la cura della vita sociale sul consumo illimitato, il locale sul globale, il bello sull’efficiente, il ragionevole sul razionale. Questa rivalutazione deve poter superare l’immaginario in cui viviamo, i cui valori sono sistemici, sono cioe’ suscitati e stimolati dal sistema, che a loro volta contribuiscono a rafforzare.

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2. Ricontestualizzare Modificare il contesto concettuale ed emozionale di una situazione, o il punto di vista secondo cui essa e’ vissuta, cosi’ da mutarne completamente il senso. Questo cambiamento si impone, ad esempio, per i concetti di ricchezza e di povertà e ancor più urgentemente per scarsità e abbondanza, la “diabolica coppia” fondatrice dell’immaginario economico. L’economia attuale, infatti, trasforma l’abbondanza naturale in scarsità, creando artificialmente mancanza e bisogno, attraverso l’appropriazione della natura e la sua mercificazione.

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3. Ristrutturare Adattare in funzione del cambiamento dei valori le strutture economico-produttive, i modelli di consumo, i rapporti sociali, gli stili di vita, cosi’ da orientarli verso una societa’ di decrescita. Quanto piu’ questa ristrutturazione sara’ radicale, tanto piu’ il carattere sistemico dei valori dominanti verra’ sradicato.

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4. Rilocalizzare Consumare essenzialmente prodotti locali, prodotti da aziende sostenute dall’economia locale. Di conseguenza, ogni decisione di natura economica va presa su scala locale, per bisogni locali. Inoltre, se le idee devono ignorare le frontiere, i movimenti di merci e capitali devono invece essere ridotti al minimo, evitando i costi legati ai trasporti (infrastrutture, ma anche inquinamento, effetto serra e cambiamento climatico).

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5. Ridistribuire Garantire a tutti gli abitanti del pianeta l’accesso alle risorse naturali e ad un’equa distribuzione della ricchezza, assicurando un lavoro soddisfacente e condizioni di vita dignitose per tutti. Predare meno piuttosto che “dare di piu’”.

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6. Ridurre Sia l’impatto sulla biosfera dei nostri modi di produrre e consumare che gli orari di lavoro. Il consumo di risorse va ridotto sino a tornare ad un’impronta ecologica pari a un pianeta. La potenza energetica necessaria ad un tenore di vita decoroso (riscaldamento, igiene personale, illuminazione, trasporti, produzione dei beni materiali fondamentali) equivale circa a quella richiesta da un piccolo radiatore acceso di continuo (1kw). Oggi il Nord America consuma dodici volte tanto, l’Europa occidentale cinque, mentre un terzo dell’umanita’ resta ben sotto questa soglia. Questo consumo eccessivo va ridotto per assicurare a tutti condizioni di vita eque e dignitose.

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7. Riutilizzare Riparare le apparecchiature e i beni d’uso anziche’ gettarli in discarica, superando cosi’ l’ossessione, funzionale alla societa’ dei consumi, dell’obsolescenza degli oggetti e la continua “tensione al nuovo”.

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8. Riciclare Recuperare tutti gli scarti non decomponibili derivanti dalle nostre attivita’.

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La terra non è un dono dei nostri padri ma un PRESTITO dei nostri figli… (antico proverbio indiano)

68 GRAZIE PER LA CORTESE ATTENZIONE!!!
Ispettoria Meridionale: Incontro della animazione missionaria GRAZIE PER LA CORTESE ATTENZIONE!!!


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