La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO IN ETA EVOLUTIVA S.C. di NPI – ASL CN 1- Savigliano Fossano Saluzzo D.ssa Francesca Ragazzo.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO IN ETA EVOLUTIVA S.C. di NPI – ASL CN 1- Savigliano Fossano Saluzzo D.ssa Francesca Ragazzo."— Transcript della presentazione:

1 I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO IN ETA EVOLUTIVA S.C. di NPI – ASL CN 1- Savigliano Fossano Saluzzo D.ssa Francesca Ragazzo

2 Programma Cercheremo di capire: quando possiamo parlare di disturbi del comportamento quali sono cosa li determina come si manifestano cosa possiamo fare

3 Definizioni terminologiche Criteri diagnostici Elementi di neuroanatomia, neurofisiologia, neurochimica, neuropsicologia Strategie pedagogiche Parleremo di…

4 Definizione comportamento Comportamento come modo di agire e reagire di un organismo messo in relazione con altri o con lambiente ovvero Linsieme delle manifestazioni esteriori di un individuo corrispondenti a determinate situazioni psicologiche (personalità)

5 Definizione di PERSONALITA La personalità è un concetto tipicamente dinamico. Gli esseri umani affrontano, durante tutto larco della loro vita, alcuni nodi cruciali di passaggio necessari per evolvere una maturazione psicofisica adeguata al contesto sociale.

6 Definizione di PERSONALITA La personalità si considera formata da due componenti fondamentali: il temperamento e il carattere TemperamentoTemperamento: insieme delle tendenze innate, geneticamente determinate, dellindividuo a reagire agli stimoli ambientali con determinate modalità anziché altre. CarattereCarattere: complesso unitario e organizzato di forme di vita psichica, che dà un'impronta particolare al comportamento dell'individuo. Come tale il carattere è una struttura risultante da una costante interazione tra individuo e ambiente.

7 Temperamento Livelli di attività Intensità o grado di energia in una risposta Persistenza o capacità di attenzione Necessità della presenza di altri Qualità dell'umore: irritabilità, facilità a turbarsi o a mostrare emozioni Adattabilità o capacità di adeguarsi ai cambiamenti Caratteristiche dei bioritmi: fasi veglia-sonno, alimentazione, evacuazione

8 Carattere Il carattere si riferisce alle differenze degli individui basate sullapprendimento e la relazione tra sé e gli altri. È ciò che noi facciamo di noi stessi intenzionalmente. (Cloninger, 1996)

9 TEMPERAMENTO + CARATTERE = PERSONALITA

10 comportamento personalità temperamento carattere

11 DISTURBO disfunzione dannosa Un disturbo è una disfunzione dannosa (Wakefield 1992) é caratterizzato da deficit grave o mancanza di adattamento (meccanismi funzionali evolutivi) produce un danno allindividuo (maggiore mortalità o morbilità o deterioramento delle pricipali attività vitali) Spesso ha un correlato neurobiologico

12 Disturbi del comportamento Difficoltà di controllo e di gestione delle proprie emozioni Compromessa capacità di conformare il proprio comportamento alle richieste dell'ambiente Scarsa capacità di prendere in considerazione il punto di vista altrui Bisogno impellente di soddisfazione delle proprie necessità con pretesa di priorità su tutto e su tutti Rendimento scolastico al di sotto delle competenze intellettive Aggressività,rabbia,oppositività,provocazione,trasgressione delle norme sociali e morali

13 Diagnosi in Psichiatria La diagnosi categoriale, anche se utile per la sua praticità, presenta in psichiatria grossi problemi di validità. Quasi sempre i disturbi psicologici si distribuiscono in un continuum. I disturbi psicologici sono dimensionali e non categoriali (possiamo essere più o meno depressi, più o meno ansiosi..). Le diagnosi in psichiatria spesso scivolano le une nelle altre lungo dimensioni psicopatologiche.

14 Normale/patologico Tutto dipende da dove tracciamo la linea sul continuum Tutti abbiamo qualche tratto di un disturbo, ma i soggetti diagnosticati si collocano all'estremo

15

16 DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ADHDDOPDISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO DCDISTURBO DELLA CONDOTTA

17 DDAI (Disturbo da Deficit dellAttenzione/Iperattività) = ADHD (Attention Deficit Hyperactivity Disorder)

18 Di chi parliamo…soggetti che: Hanno comportamenti problematici, sono irrequieti Hanno disturbi del sonno e/o dellalimentazione Passano da una attività allaltra senza portarla a termine Hanno reazioni imprevedibili ai richiami, litigano con i compagni Fanno i bulli...quando vogliono qualcosa non riescono ad aspettare e...non si arrendono, Non ricordano quello che diciamo loro, sono disordinati, perdono tutto Hanno difficoltà scolastiche, fanno errori Hanno comportamenti pericolosi Sono spesso puniti e diciamo loro fai attenzione frequentemente

19 Bambini che: Corrono instancabili Passano da un gioco allaltro Perdono i loro giochi Lasciano la merenda a metà e non ricordano dove Entrano a forza nei giochi di altri bambini Parlano con tutti

20 Tutti i bambini normali presentano uno o più di questi aspetti nellarco del loro sviluppo e spesso sono delle qualità che permettono di apprendere e di crescere

21 E allora……. Qual è il confine tra normalità problematicità difficoltà disturbo Tra Bambino INDACO (genio) e Bambino ADHD (disfunzionale )?

22 Tutti i bambini possono occasionalmente e in contesti particolari, presentare questi comportamenti Ma Alcuni bambini li presentano in modo Pervasivo e Persistente in tutti i contesti e in tutte le attività : questo comportamento interferisce in modo significativo con il loro funzionamento globale

23 Dubbi,domande,leggende Esiste? E uninvenzione dei Medici? E un modo per sanitarizzare i bambini vivaci E uninvenzione per ridimensionarei bambini che non si adeguano al conformismo sociale E lultima scoperta della Società normalizzante Sono solo ragazzi maleducati,senza regole La colpa è dei genitori…… E un interesse delle case farmaceutiche….

24 Un po di storia Still (1900) bambini con deficit nel controllo morale bambini con deficit nellinibizione della volontà condizione fisica non lesionale, ma anormale disturbo specifico dello sviluppo Disordine di Condotta su base costituzionale Inefficacia delle punizioni

25 Evoluzione del l'etichetta diagnostica Non adesione alle condotte sociali: problema morale Disfunzione cerebrale minima/sindrome del bambino iperattivo Adhd Disturbo dello sviluppo dell'autocontrollo (in futuro..)

26 Dimensioni sintomatologiche cardine dellADHD Deficit di attenzione Iperattività Impulsività DISORGANIZZAZIONE

27 ADHD Definizione provvisoria,sicuramente in futuro cambierà, perchè e riduttiva e fuorviante L'attenzione e l'iperattività sono epifenomeni non sempre presenti ed il nucleo problematico/patologico è molto più complesso: Disturbo dell'autocontrollo disturbo della percezione del tempo,incapacità di attendere

28 Adhd sintomi Difficoltà di mantenere l'attenzione Facile distraibilità Difficoltà nel controllo degli impulsi Eccessiva attività Difficoltà nel seguire le regole e le direttive Eccessiva variabilità nelle risposte alle situazioni

29 Attenzione Capacità di focalizzare,cioè portare e mantenere nel focus attentivo gli stimoli presenti nellambiente esterno e di organizzare risposte appropriate

30 Tipi di attenzione Attenzione sostenuta :sforzo attentivo prolungato nel tempo Attenzione selettiva : capacità di focalizzare le cose rilevanti ed ignorare i distrattori Attenzione divisa : mantenere un impegno attentivo di egual peso su due cose Shift attentivo : spostare lattenzione da un compito allaltro con prevalenza alternata

31 distraibiltà Il problema non è tanto il ditrarsi ma la difficoltà/impossibilità a ritornare su quello che stavano facendo (shift)

32 Non riescono a portare avanti le attività a lungo come gli altri Non riescono a prestare attenzione alle spiegazioni di argomenti che non interessano e sono distratti da qualsiasi cosa risulti più stimolante ed interessante in quel momento

33 Controllo impulsi Danno le risposte senza riflettere prima che la domanda sia completata Vogliono ciò che vogliono quando lo vogliono Non sopportano l'attesa Non riescono a bloccare i pensieri che non sono collegati al compito che stanno svolgendo..

34 Disturbo della capacità di inibire le reazioni immediate e utilizzare l'autocontrollo nel presente e nel futuro Non si è sviluppata la capacità di spostare l'attenzione dal qui e ora al futuro

35 Vuole fare quello che gli fa piacere e che gli interessa al momento, scappa da ciò che non lo soddisfa,dà grande importanza alla soddisfazione immediata Per lui è sempre adesso

36 futuro Molte delle azioni che noi facciamo sono pianificate pensando al futuro. Loro agiscono senza previsione perchè vivono nel presente.

37 Questi bambini non sono in pace con loro stessi Gradualmente prendono consapevolezza di non essere quello che vorrebbero essere,di non avere il controllo che hanno gli altri su quello che devono fare, di non riuscire ad essere quei bambini che gli adulti vorrebbero. Sono incapaci di gestire l'autocontrollo e la volontà

38 Il disturbo deriva da una scarsa attività di una zona del cervello che quando è funzionante, ci fornisce i mezzi migliori di inibizione del comportamento,di organizzazione,di autoregolazione, di capacità di previsione.

39 Questa difficoltà causata dalla scarsa attività del cervello è dannosa,insidiosa,e disastrosa per l'impatto che sulle abilità di una persona nel gestire gli impegni giorno per giorno e questo determina un indebolimento del modo in cui il comportamento si dirige versi il futuro della vita

40 PERCHE?

41 Intermezzo di neuroscienze

42 NEUROBIOLOGIA Genetica Anatomia Neurochimica (neurotrasmettitori)

43 GENETICA Genoma Cromosomi Gene Locus

44

45 GENE Sequenza di DNA codificante (esoni) Esistono sequenze non codificanti Non tutte le sequenze codificanti si esprimono e possono coordinare lespressione genica In genere codificano proteine (macromolecole) MUTAZIONE: singolo cambiamento nella sequenza del DNA

46

47 ENDOFENOTIPI Indici quantitativi del rischio di malattia: marcatori intermedi tra fenotipo clinico e subtrsato biologico

48

49

50 neuroanatomia

51

52 Migrazione neuronale

53

54

55 Mediatori chimici Acetilcolina Noradrenalina Dopamina Ac.-idrossibutirrico (GABA) Serotonina Peptidi neuroattivi

56

57

58

59 network

60

61

62 Ipotesi interpretative (I) Circuito ganglio-cortico-basale Incapacità di inibire una risposta inappropriata,improvvisa, a favore di unaltra appropriata ma non immediatamente disponibile

63 Ipotesi interpretative (II) Circuito talamo-cortico-basale Il bambino tende a scegliere piccole ricompense immediate invece che maggiori ma ritardate, Prevale l ora rispetto al poi

64 Ipotesi interpretative (III) Circuito cortico –cerebellare Deficit di integrazione motoria-percettivo- temporale Non sa definire la giusta sequenza di movimenti con cui eseguire una certa azione finalizzata Non sa valutare la dimensione temporale in rapporto al compito da svolgere

65 L ADHD è un disturbo neuro- comportamentale a: – eziologia complessa – base neurobiologica – marcata componente genetica – colpisce milioni di individui dambo i sessi – persiste durante ladolescenza e letà adulta in una elevata percentuale di casi – può condizionare impatti negativi su molteplici aree di funzionamento

66 Disturbo da Deficit dellAttenzione/Iperattività evolutivo Disturbo evolutivo autocontrollo dellautocontrollo origine neurobiologicainterferisce di origine neurobiologica che interferisce attività quotidiane con il normale svolgimento delle comuni attività quotidiane: andare a scuola, giocare con i coetanei, convivere serenamente con i genitori e, in generale, inserirsi normalmente nella società

67 Autocontrollo/Autoregolazione Capacità Ad impegnarsi in attività senza distrarsi A ricordare gli obiettivi delle proprie azioni A compiere i passi necessari per raggiungerli Si acquisisce con la crescita (nella 1°infanzia funzione svolta dallambiente esterno)

68 Si impara a: Mantenere lo sforzo necessario per raggiungere un obiettivo Modulare le risorse attentive necessarie al controllo della propria azione Tenere a bada gli impulsi che allontanano dallobiettivo Accettare una gratificazione che non arriva subito Stare fermi

69 Difficoltà di autoregolazione (I) Comportamento motorio: Difficoltà a star seduto,composto,fermo E goffo,riesce poco nelle attività motorie coordinate Comportamento motorio avventato o pericoloso

70 Difficoltà di autoregolazione (II) Comportamento con gli altri: Scarsa abilità collaborativa Non rispetto delle regole nei giochi e nelle consegne Interpretazioni negativa di interazione neutre o positive

71 Difficoltà di autoregolazione (III) Pianificazione e soluzione dei problemi: difficoltà a individuare un percorso solutivo,a cambiarlo ad attuarlo non riconoscono il materiale utile allo scopo

72 Difficoltà di Autoregolazione (IV) Organizzazione e controllo dei processi cognitivi: problemi nel controllo della memoria di lavoro difficoltà nel metodo di studio scarso uso di strategie

73 Difficoltà di autoregolazione (V) Concentrazione ed attenzione sostenuta difficoltà nella selezione delle informazioni rilevanti di un testo,nel rispetto delle consegne,nel mantenimento prolungato dellattenzione,nel completamento del lavoro

74 Difficoltà di autoregolazione (VI) Motivazione e fiducia nello sforzo e nellimpegno: Scarso impegno Poca motivazione a scuola Non sa allocare le energie necessarie

75 Difficoltà di autoregolazione (VII) Impulsività Precipitoso Fatica ad aspettare per parlare Non pianifica prima di parlare o scrivere Disordinato nellesposizione e nel foglio

76 Difficoltà di autoregolazione (VIII) Gestione delle emozioni: Scoppi di rabbia Fatica a tollerare il no e lattesa Fatica a tollerare i richiami

77 Difficoltà di autoregolazione (IX) Autostima: Autostima poco modulata Senso di sé come cattivo bambino/studente Ruolo di bullo come gratificante

78 Comportamento governato da regole Di norma il nostro comportamento è controllato da direttive ed istruzioni e non da quello che accade intorno a noi. Loro agisconosenza compito guidati dagli eventi..mancanza di autoistruzioni

79 Adhd e famiglia Non è l'ambiente familiare cattivo a determinare l'adhd, ma i geni che genitori e figli hanno in comune Non è provato che solo una causa sociale(carenze di cure,ambiente stressante,genitori inadeguati..) possa determinare l'adhd

80 Eziologia DDAI COMPONENTE INNATA Genetica Neuroanatomia Neurochimica Neurofisiologia Neuropsicologia COMPONENTE APPRESA No regole o routine domestiche Ambiente caotico Atteggiamento frettoloso e impulsivo Mancato insegnamento del saper aspettare Esperienze negative per aver atteso Gratificazione della frettolosità come per altri disturbi è presumibile che i fattori genetici determinino la predisposizione per il disturbo, mentre lattivazione di tale predisposizione sia modulata anche da fattori ambientali I FATTORI AMBIENTALI INFLUENZANO LESPRESSIONE E LESPRESSIVITA DEL DISTURBO!!

81 – I geni associati alle manifestazioni di ADHD comprendono Geni per il trasportatore e per il recettore di dopamina Gene per il trasportatore di serotonina – Molti bambini con polimorfismo del gene non sono affetti da ADHD e molti bambini con ADHD non presentano nessuno dei polimorfismi conosciuti Eziologia genetica molecolare

82 Alcune aree del SNC presentano dimensioni inferiori alla media: – Encefalo ( 4%): lobo frontale destro ( 8%) – Gangli della base ( 6%) Normalizzazione ( 18 anni) – Cervelletto (12%) Pi ù evidente ( 18 anni) Le differenze in volume: – Si manifestano presto ( 6 anni) – Sono correlate alla gravit à dell ADHD – Non sono influenzate dal trattamento farmacologico – Non sono influenzate dalle comorbidit à Eziologia neuroanatomia

83 Riduzione di metabolismo / flusso ematico in Lobo frontale Corteccia parietale Striato Cervelletto Aumento di flusso ematico / attività elettrica in Corteccia sensomotoria Attivazione di altre reti neuronali Deficit nella focalizzazione neuronale Eziologia Neurofisiologia

84 – Esposizione intrauterina ad alcool o nicotina – Nascita pretermine e basso peso alla nascita Eziologia fattori biologici acquisiti

85 eziologia L'area orbitofrontale e le sue connessioni con il caudato e il cervelletto ci aiutano a tenere a freno il comportamento, mantenere l'attenzione, inibire le risposte, gestire le emozioni e la motivazione, utilizzare il linguaggio interiore per le autoistruzioni Network DOPAMIN ERGICO

86 Lobi frontali Programmazione ed esecuzione dei comportamenti complessi Sono collegati con le aree che regolano le emozioni e la motivazione Controllano Attenzione sostenuta Memoria a breve termine Pianificazione Correzione degli errori

87

88 Orientamento visivo Funzioni visive Spaziale Verbale Giro del cingolo Attenzione esecutiva Memoria di lavoro Eziologia Neuropsicologia : funzioni esecutive

89 Funzioni esecutive Abilità che ci consentono di coordinare le funzioni cognitive,assicurando flessibilità di comportamento, distribuzione di risorse attentive e pianificazione delle azioni necessarie a raggiungere uno scopo

90 Funzioni esecutive Funzioni cognitive superiori deputate allesecuzione di qualsiasi compito cognitivo e motorio attraverso una sequenza cognitiva: Inibizione stimoli e risposte non funzionali Capacità di automonitoraggio,di valutare e di correggersi Programmazione di processi decisionali

91 Funzioni esecutive sistema cognitivo di controllo e di esecuzione che guida lazione e il comportamento umano

92 Queste competenze sono controllate dalle regioni anteriori del cervello( lobi frontali e nuclei della base) Esiste un processo di apprendimentoche sembra far maturare queste zone che sono geneticamente predisposte per svolgere queste funzioni Funzioni esecutive

93 In conclusione: Evidenze genetiche e neuro-radiologiche : disturbo neurobiologico che coinvolge circuiti cerebrali che collegano la corteccia prefrontale, i nuclei della base, il sistema mesolimbico, il cervelletto alterazione dellelaborazione delle risposte agli stimoli ambientali e che si manifesta come alterazione dellelaborazione delle risposte agli stimoli ambientali

94

95

96

97

98 ereditarietà La caratteristica dell'inibizione comportamentale o dell'autocontrollo rappresenta un continuum di una capacità umana e differiamo in quello che ereditiamo di essa così come differiamo in quel che ereditiamo di peso,altezza, ecc. Alcuni geni sono stati individuati: (Novelty seeking :D4RD)

99 Epidemiologia Dal 3% al 10 % della popolazione pediatrica Secondo i diversi studi e metodologie

100 Durata i sintomi devono durare da almeno 6 mesi Età dellesordio alcuni sintomi devono essere comparsi prima dei 6-7 anni di età Deficit funzionali i sintomi devono causare una significativa compromissione (sociale, scolastica, lavorativa) Diagnosi (I)

101 Pervasività il conseguente deficit funzionale deve essere presente in diversi contesti, almeno due (es. scuola, lavoro, casa) Discrepanza i sintomi sono più intensi rispetto a quanto atteso in bambini della stessa età o QI Esclusione i sintomi non devono essere attribuibili esclusivamente ad altri disturbi mentali Diagnosi (II)

102 Diagnosi clinica Neuropsichiatra infantile/Psicologo Colloquio con i genitori Valutazione cognitiva Test Neuropsicologici (memoria,attenzione,pianificazione,impulsività) Scale/questionari specifici (CPRS,CTRS,SDAG,SDAI)

103 Vivacità fisiologica Problemi situazionali, ambientali, famigliari. Inadeguato supporto scolastico (lieve ritardo o, viceversa, particolare vivacità intellettiva per programmi scolastici standard) Alterato supporto ambientale, sociale, familiare (ambiente caotico, relazioni intrafamiliari disturbate, abbandono, abuso) Diagnosi Differenziale

104 In situazioni non strutturate Durante attività ripetitive In situazioni noiose In presenza di molte distrazioni Con sorveglianza minima Quando si richiede attenzione sostenuta o sforzo mentale Durante attività al proprio ritmo In situazioni altamente strutturate In situazioni nuove Quando il paziente è impegnato in attività interessanti Quando il paziente viene seguito individualmente In un contesto controllato e sorvegliat Quando vengono elargite frequenti ricompense LADHD peggioraLADHD può non evidenziarsi Osservazione comportamentale

105 ADHD Va differenziato ma può associarsi a: Disturbo specifico di apprendimento Disturbo oppositivo-provocatorio Disturbo dansia Disturbo della condotta Sintomatologia ticcosa Disturbo dellumore

106 ADHD disturbi condotta 14% MTA Cooperative Group: Arch Gen Psychiatry, 1999 disturbo oppositivo provocatorio (ODD) 40% tic 11% DSA 4% umore Comorbidità

107 Equivoci frequenti in relazione allADHD Il bambino ADHD non riesce a prestare attenzione a nulla. Il bambino ADHD è sempre distratto e iperattivo. Un bambino ADHD è dispettoso e si oppone sempre a quanto gli viene proposto. I bambini ADHD sono maleducati. LADHD scompare con letà.

108 DECORSO DEL DISTURBO Psicopatologia dello sviluppo NEONATI/ BAMBINI 1-3 anni Variazioni temperamentali, disturbi della regolazione e limitato adattamento sociale in associazione con l'interazione genitore/bambino Possibile predittore del DDAI

109 DECORSO DEL DISTURBO Psicopatologia dello sviluppo BAMBINI IN ETÀ PRESCOLARE (3-6 anni) –Ridotta intensità e durata del gioco –Irrequietezza motoria –Problemi associati ed implicazioni Disturbi dello sviluppo Oppositività-provocatorietà Problemi di adattamento sociale Aggressività

110 ADHD IN ETÀ PRESCOLARE (3-6 anni) Sintomi e problemi da comorbidità Bambini difficili da gestire Crisi di collera Disturbo oppositivo-provocatorio (DOP) Disturbi specifici dello sviluppo linguistico motorio Disturbi dellattaccamento Genitori esausti Ritardata acquisizione dei prerequisiti scolastici

111 DDAI IN ETÀ PRESCOLARE (3-6 anni) Problemi specifici nella diagnosi/diagnosi differenziale La diagnosi è più difficile poiché alcuni criteri diagnostici sono meno applicabili la richiesta di compiti attentivi è inferiore in età prescolare i sintomi possono essere mascherati da un comportamento oppositivo o da problemi di interazione genitori-bambino È particolarmente utile losservazione comportamentale

112 DECORSO DEL DISTURBO Psicopatologia dello sviluppo BAMBINI DI SCUOLA ELEMENTARE (6-12 anni) –Distraibilità –Irrequietezza –Comportamento impulsivo e dirompente –Problemi associati ed implicazioni Disturbi specifici di apprendimento Comportamento aggressivo Bassa autostima Ripetizione di classi Rifiuto da parte dei compagni/coetanei Rapporti familiari difficili

113 DECORSO DEL DISTURBO Psicopatologia dello sviluppo ADOLESCENTI (13-17 anni) –Difficoltà nella pianificazione e organizzazione –Inattenzione persistente –Riduzione dell'irrequietezza motoria –Problemi associati Comportamento aggressivo, antisociale e delinquenziale Abuso di alcool e droghe Problemi emotivi

114 ADHD IN ADOLESCENZA Modifica dei sintomi e dei problemi da comorbidità Maggiore gravità di sintomi/problemi da comorbidità Comportamento antisociale Specialmente in DDAI+DOP/ DC Conflitti genitori-adolescente Impatto di sintomi depressivi Problemi comportamentali e di apprendimento a scuola Condotte pericolose / ricerca di sensazioni Uso di sostanze

115 DDAI IN ADOLESCENZA Problemi specifici nella diagnosi/ diagnosi differenziale Sintomi principali più difficili da diagnosticare (soprattutto quando il problema principale è linattenzione) Alcuni criteri diagnostici sono meno applicabili I sintomi DDAI possono essere mascherati da disturbi della condotta, disturbo borderline della personalità, disturbi affettivi, disturbo da uso di sostanze Sintomi aggiuntivi da comorbidità I resoconti di genitori/insegnanti sono meno attendibili/validi

116 DECORSO DEL DISTURBO Psicopatologia dello sviluppo ADULTI (18 anni o più) –Sintomi residui –Problemi associati: Altri disturbi mentali Comportamento antisociale/ delinquenza Scarso successo nella carriera scolastica e professionale

117 Comportamento antisociale Allontanamento dalla scuola Abuso di sostanze stupefacenti Disturbo di condotta Demotivazione Difficoltà di apprendimento Disturbo oppositivo Disturbo dell'umore Comportamento provocatorio Bassa autostima Scarse attitudini sociali Problemi di apprendimento Comportamento distruttivo Disturbate relazioni familiari Solo DDAI Età DECORSO DEL DISTURBO Crescenti complicazioni

118 Sintomi nucleari Inattenzione Iperattività Impulsività Sintomi nucleari Inattenzione Iperattività Impulsività Comorbidità psichiatriche Disturbi dirompenti del comportamento (disturbo della condotta e disturbo oppositivo-provocatorio) Disturbi di ansia e dellumore Comorbidità psichiatriche Disturbi dirompenti del comportamento (disturbo della condotta e disturbo oppositivo-provocatorio) Disturbi di ansia e dellumore Portano a + Deficit funzionali Sé Bassa autostima Incidenti e danni fisici Fumo / abuso di sostanze Delinquenza Scuola/ lavoro Difficoltà accademiche/ risultati insoddisfacenti Difficoltà lavorative Casa Stress familiare Difficoltà come genitori Società Scarse relazioni interpersonali Deficit di socializzazione Difficoltà relazionali Deficit funzionali Sé Bassa autostima Incidenti e danni fisici Fumo / abuso di sostanze Delinquenza Scuola/ lavoro Difficoltà accademiche/ risultati insoddisfacenti Difficoltà lavorative Casa Stress familiare Difficoltà come genitori Società Scarse relazioni interpersonali Deficit di socializzazione Difficoltà relazionali DECORSO DEL DISTURBO Deficit psicosociali

119 IMPLICAZIONI LADHD è –Frequente –Interferisce con la vita quotidiana –E un peso per lindividuo, la famiglia e la società –E spesso complicato da ulteriori problemi È importante riconoscere e trattare precocemente il DDAI

120 Aree di intervento inattenzione impulsività iperattività Disturbi associat i Deficit funzionali famiglia scuola coetanei

121 Interventi orientati al bambino Famiglia : gestione della relazione e del comportamento Insegnanti: gestione della classe, del comportamento,dellapprendimento Psicologi/Riabilitatori: training sulle capacità attentive,sullimpulsività,autoconsapevolezza, autostima Medici :terapia farmacologica

122 Interventi orientati ai care giver Parent training ( individuale o di gruppo) Teacher training

123 Trattamento PSICOEDUCATIVO- ABILITATIVO prevede la stimolazione di specifiche competenze non presenti nel repertorio comportamentale del bambino ( avvalendosi anche delle ricerche in ambito neuropsicologico)

124 Scopi e obiettivi del trattamento psicoeducativo/abilitativo –Ridurre i sintomi ADHD –Ridurre i sintomi in comorbidità –Ridurre il rischio di ulteriori complicazioni –Favorire più consapevolezza nel paziente e nellambiente rispetto al disturbo –Adattare lambiente ai bisogni del paziente –Migliorare le capacità di adattamento tra paziente e contesto (genitori,insegnanti,coetanei)

125 La decisione di usare i farmaci si basa su: Severità dei sintomi Risultati negativi nei precedenti interventi terapeutici psico-educativi Eventuale presenza di una comorbilità Terapia farmacologica Quando ?

126 Interventi sul comportamento a scuola – Efficacia a breve termine dimostrata Parent training – Efficacia a breve termine dimostrata – Scarsa efficacia a lungo termine, specie in bambini con disturbo oppositivo-provocatorio Psicoterapia con il paziente – se di tipo comportamentale : Efficacia a medio termine Farmacoterapia – Efficacia a breve termine dimostrata – Efficacia a lungo termine documentata solo fino a 2 anni Efficacia degli interventi

127 Trattamento standard MEDMED + CBTCBT Studio MTA Efficacia degli interventi

128 farmacoterapia Ritalin (stimolante-dopaminergico) Strattera ( noradrenergico)

129 La maggior parte degli effetti collaterali sono transitori NORADRENERGICI Diminuzione dellappetito Vertigini Dermatiti Dispepsia STIMOLANTI Cefalea Mal di stomaco Diminuzione dellappetito Insonnia Capogiri Farmacoterapia effetti collaterali più frequenti

130 Perchè trattare con i farmaci? Gli stimolanti e lo Strattera sono i trattamenti più efficaci disponibili per l'ADHD La loro sicurezza è ben consolidata Miglioramenti nel 70% dei casi, normalizzandone il 50% Facilità di somministrazione Si possono utilizzare a lungo termine Utili dove non ci sono caregivers

131 Prescrizione farmacologica regolamentazione (I) 8 Marzo Agenzia Italiana del Farmaco – autorizzazione allimmissione in commercio di Metilfenidato Cloridrato (Ritalin) e Atomoxetina (Strattera) 19 Aprile 2007 – regolamentazione dellimmissione in commercio: Determinazione A.I.C./N n. 876 per Ritalin (cpr 10 mg) ; Determinazione n. 437/2007 per Strattera (cps mg)

132 Indicazioni terapeutiche: trattamento del disturbo da Deficit dellAttenzione con Iperattività (DDAI) nei bambini a partire dai 6 anni di età e negli adolescenti, come parte di un programma di trattamento multimodale Condizioni e modalità di impiego: diagnosi e piano terapeutico dei Centri Specialistici individuati dalle Regioni; inserimento nel PHT Prontuario della distribuzione diretta Monitoraggio accuratezza diagnostica e appropriatezza dimpiego: istituzione di un Registro Nazionale ADHD presso l ISS Prescrizione farmacologica regolamentazione (II)

133 Registro Nazionale ADHD OBIETTIVI Monitorare la terapia farmacologica Verificare sicurezza e appropriatezza terapeutica, Controllare gli effetti a medio e lungo termine Raccogliere dati epidemiologici

134 DISTURBI DEL COMPORTAMENTO ADHDDOPDISTURBO OPPOSITIVO PROVOCATORIO DCDISTURBO DELLA CONDOTTA

135 disturbi da comportamento dirompente Disturbo oppositivo provocatorio Disturbo della condotta

136 Disturbo oppositvo-provocatorio Comportamento ricorrente negativista, ostile,di sfida senza gravi violazioni delle norme sociali Due aspetti prevalenti: collericità tendenza a infastidire e irritare deliberatamente gli altri

137 D.O.P. Sintomi principali : Va in collera Litiga con gli altri Sfida attivamente Si rifiuta di rispettare le regole Accusa gli altri dei propri errori Suscettibile Arrabbiato e rancoroso Dispettoso e vendicativo

138 D.O.P. Tutti i bambini possono attraversare periodi oppositivi Circa il 5% presentano una franca patologia Levoluzione dipende dalla gravità del disturbo e dalle caratteristiche dellambeinte di sviluppo,dalle esperienze di vita

139 Disturbo della condotta Modalità continue di violazione dei diritti fondamentali degli altri,delle norme,e delle regole morali e sociali

140 Quattro categorie di violazioni Condotta aggressiva che reca danno a persone,animali o cose Azioni che recano danno alla proprietà altrui Frode o furto Gravi e persistenti violazioni delle regole

141 Attenzione! non va confuso il comportamento antisociale dei ragazzi ( circa il 40% ne presentano qualche aspetto) con il DC che è presente in circa il 10% della popolazione sotto i 18 anni.

142 cause Fattori biologici Fattori parentali Fattori socioculturali Fattori emotivi e relazionali Eziologia multifattoriale complessa

143 grazie


Scaricare ppt "I DISTURBI DEL COMPORTAMENTO IN ETA EVOLUTIVA S.C. di NPI – ASL CN 1- Savigliano Fossano Saluzzo D.ssa Francesca Ragazzo."

Presentazioni simili


Annunci Google