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1 Livorno, 10 dicembre 2003 Sala Convegni della Fondazione LEM Incrementare gli standard ambientali con il gas metano Convegno Ing. Mirko Sitta, Ufficio.

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1 1 Livorno, 10 dicembre 2003 Sala Convegni della Fondazione LEM Incrementare gli standard ambientali con il gas metano Convegno Ing. Mirko Sitta, Ufficio Progettazione Sistemistica ASA Trade S.u.r.l.

2 2 Definizione secondo D.P.R. 203/88: "Dicesi inquinamento atmosferico ogni modificazione della normale composizione o stato fisico dell'aria atmosferica, dovuta alla presenza nella stessa di una o più sostanze in quantità o con caratteristiche tali da: alterare le normali condizioni ambientali o di salubrità dell'aria costituire pericolo ovvero pregiudizio diretto o indiretto per la salute dell'uomo compromettere le attività ricreative e gli altri usi legittimi dell'ambiente alterare le risorse biologiche e gli ecosistemi ed i beni materiali pubblici e privati" L'inquinamento atmosferico può essere definito come l'introduzione nell'atmosfera da parte dell'uomo, direttamente o indirettamente, di sostanze o d'energia che abbiano effetti nocivi tali da mettere in pericolo la salute dell'uomo, danneggiare le risorse biologiche e gli ecosistemi, deteriorare i beni materiali e nuocere ai valori ricreativi e ad altri usi legittimi dell'ambiente. Inquinanti sono tutte le sostanze che possono produrre inquinamento atmosferico e si distinguono in: 1. Primari: sono gli inquinanti che permangono nell'atmosfera con le stesse caratteristiche chimico- fisiche con le quali vengono emessi 2. Secondari: sono gli inquinanti che si formano per trasformazioni o combinazioni di sostanze diverse. Cosa si intende per inquinamento atmosferico

3 3 Gli inquinanti atmosferici possono anche essere suddivisi in: 1. Particelle sospese: elementi o composti chimici allo stato solido o liquido di piccole dimensioni (da qualche millesimo a qualche centinaio di micron) che restano in sospensione nell'aria, come ad es. polvere, fumo, esalazioni. Le loro caratteristiche fisiche più importanti sono le dimensioni e la densità, parametri che influenzano la scelta dei meccanismi di abbattimento. 2. Gas: elementi o composti chimici presenti nell'aria sotto forma di sostanze volatili (punti di ebollizione bassi). Vengono descritti in termini di composizione chimica, concentrazione e soglia di percezione del loro odore. 3. Odori: sostanze aeriformi presenti in piccolissime concentrazioni che vengono subito avvertite perché provocano immediatamente disturbi. E' possibile per essi adottare dei sistemi di abbattimento in base alle loro caratteristiche chimico-fisiche. Le principali fonti di inquinamento risultano essere: Attività industriali Traffico veicolare, aereo e navale Processi di combustione per la produzione di calore Incenerimento dei rifiuti Riscaldamento domestico Spargimento di pesticidi e fertilizzanti II ruolo dei processi di combustione nell'inquinamento atmosferico è preminente. Ma non sono i prodotti della combustione completa (anidride carbonica, vapor d'acqua) che alterano la salubrità dell'aria, bensì i prodotti della combustione incompleta e le impurezze che oltre ai fondamentali elementi carbonio e idrogeno, sono contenute nei combustibili.

4 4 Composto Chimico Fattore di emissione gasolio (Kg/GJ) CO0,02 CO 2 73,274 NO X 0,05 SO 2 0,093 NMVOC0,003 Composto Chimico Fattore di emissione metano (Kg/GJ) CO0,025 CO 2 55,429 NO X 0,05 SO 2 0 NMVOC0,005 I fattori di emissione, in kg di sostanze per Giga Joule di energia consumata sono tratti dal Manuale dei Fattori di Emissione ANPA, gennaio 2002, bozza 01 e, in particolare, si riferiscono alla combustione non industriale generata da impianti con potenza termica inferiore a 50 MW.

5 5 La qualità dell'aria in ambito urbano è determinata prevalentemente dalle emissioni provenienti dal traffico veicolare ed in percentuale minore dagli impianti di riscaldamento civili. I principali inquinanti presenti oltre a NOx, SOx, CO e CO 2 attribuibili sempre alle stesse sorgenti sono il CO, il benzene ed il PM10. Gli indicatori calcolati nell'ambito dell'Inventario regionale delle sorgenti di emissione in aria ambiente (I.R.S.E.), sono relativi alle emissioni di CO, benzene e PM10. Emissioni totali (tonnellate) ProvinciaCOPM 10 Benzene Arezzo Firenze Grosseto Livorno Lucca Massa Carrara Pisa Pistoia Prato Siena Totale regionale A cura: DPTA: Area Qualità dellAria, Inquinamento acustico, Industrie a rischio, Inquinamento elettromagnetico

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9 9 I consumi di energia in edilizia rappresentano circa il 40% della domanda di energia, con conseguente aumento delle emissioni di CO2. In Italia per alcuni aspetti la situazione è assai meno favorevole poiché le nostre case soffrono di due problemi: 1)Sono scarsamente isolate; 2)Sono mal gestite dal punto di vista termico. Fonte Ilsoleatrecentossentagradi, Anno 10 – Giugno 2003 Lanalisi dei consumi energetici

10 10 Impianti pubblici e privati di riscaldamento e condizionamento di determinate dimensioni necessitano di una corretta conduzione e manutenzione periodica ordinaria e straordinaria al fine di garantirne la perfetta efficienza dal punto di vista del funzionamento, che significa anche controllo delle emissioni in atmosfera, dei consumi di combustibile e dellinquinamento acustico anomalo dovuto a rotture. I sostanza le aree sensibili di intervento possono essere così sintetizzate: fornitura di combustibile; conduzione degli impianti (accensione, spegnimento, regolazione, bilanciamento, impostazione conduzione degli impianti (accensione, spegnimento, regolazione, bilanciamento, impostazionetimer); manutenzione ordinaria; manutenzione ordinaria; manutenzione straordinaria; manutenzione straordinaria; consulenza tecnica rivolta allassistenza, alla progettazione e installazione di nuovi impianti, fino al conseguimento delle certificazioni e omologazioni, compresa la gestione di eventuali richieste di contributo finanziario; consulenza tecnica rivolta allassistenza, alla progettazione e installazione di nuovi impianti, fino al conseguimento delle certificazioni e omologazioni, compresa la gestione di eventuali richieste di contributo finanziario; supporto allaccertamento della conformità alle norme di legge vigenti in materia di sicurezza degli impianti. supporto allaccertamento della conformità alle norme di legge vigenti in materia di sicurezza degli impianti. Aumento del livello di confort per il cliente.Aumento del livello di confort per il cliente.

11 11 Consumi di energia per riscaldamento e preparazione di acqua calda sanitaria nel settore civile Molte delle tecnologie innovative ritenute alcuni anni fa in grado di fornire un apprezzabile risparmio energetico nel settore del riscaldamento e della produzione di acqua sanitaria (collettori solari, pompe di calore, cogenerazione diffusa, ecc.) hanno in realtà trovato grossi ostacoli ad affermarsi sul mercato, anche a causa della scarsa economicità di gestione. Si è assistito pertanto, a partire da paesi quali Francia, Germania, Olanda, ad un rilancio tecnologicamente qualificato dei generatori di calore a combustibili tradizionali e allintroduzione di sistemi di contabilizzazione individuale e di telegestione delle centrali termiche. È così nata una serie di componenti avanzati, con elevate prestazioni energetiche, in grado di far fronte a tutta una gamma di impieghi domestici e terziari, quali ad esempio: · caldaie murali a gas con produzione di acqua calda sanitaria; · caldaie a condensazione a gas di piccola e grande taglia, aventi a regime un rendimento fino al % rispetto al p.c.i. (95-96% rispetto al p.c.s.); · caldaie tradizionali con rendimenti a regime superiori al 90% rispetto al p.c.i. (caldaie ad alto rendimento); · caldaie a legna ad alta efficienza; · gruppi termici a gasolio con bruciatori con fiamma blu (fumosità zero); · sistemi affidabili di contabilizzazione individuale; · sistemi di telegestione per centrali termiche. Naturalmente i costi per lo sviluppo e la messa in produzione di un componente tecnologico avanzato si riflettono in un maggior prezzo iniziale rispetto ai componenti tradizionali, costi che tuttavia potrebbero abbattersi con una serie combinata di azioni quali la promozione industriale, lampliamento della normativa e la diffusione dellinformazione tra le utenze residenziali e terziarie.

12 12 Energia termica Tenuto conto delle diverse condizioni di consumo, si possono distinguere due gruppi di utenze per lenergia termica: · utenze per le quali i consumi sono variabili in funzione delle condizioni climatiche (impianti di riscaldamento e di ventilazione); · utenze per le quali il consumo di energia è costante durante lanno (cucine, produzione di acqua calda sanitaria). La corretta gestione della produzione di energia termica costituisce un passo fondamentale per luso razionale dellenergia. In generale si possono individuare i seguenti livelli di intervento, in relazione agli investimenti necessari agli interventi stessi: 1.interventi che possono essere eseguiti con investimenti modesti o nulli; tra questi si riportano, a titolo di esempio, i seguenti: · interventi per migliorare lisolamento termico del fabbricato; · interventi, a costo praticamente nullo, di manutenzione, atti ad aumentare il rendimento ed a diminuire i consumi; · interventi di miglioramento o sostituzione di componenti impiantistici considerati minori. 2.interventi che, comportando investimenti consistenti, impongono la consulenza di personale specializzato; tra questi si possono indicare: · interventi di una certa rilevanza economica, che prevedono la ristrutturazione di intere parti della struttura · interventi sulla centrale termica, per ottimizzare i rendimenti (caldaie modulari) · installazione di pompe di calore e/o di impianti di cogenerazione · interventi che incidono sullorganizzazione dellintera struttura, sulla gestione degli impianti e sullamministrazione generale.

13 13 L'Energy Manager Le azioni che l'Energy Manager deve svolgere, sono sintetizzate nella individuazione delle azioni, degli interventi e delle procedure necessarie per promuovere l'uso razionale dell'energia e nella predisposizione dei bilanci energetici in funzione anche dei parametri economici e degli usi finali. L'Energy Manager ha perciò il compito di supporto al decisore in merito all'effettiva attuazione delle azioni e degli interventi proposti. Allo stato attuale esistono le condizioni oggettive affinché possa scaturire la diffusione di tale figura professionale, della quale la società ha realmente bisogno e dalla cui attività possono derivare notevoli vantaggi per la comunità sia per gestire le risorse strategiche in maniera più corretta, sia per dedicare una maggiore attenzione alla qualità dell'ambiente in cui viviamo. Quando nasce La figura dellEnergy Manager nasce in Italia con la legge n°308 – 82 che individua dei soggetti preposti istituzionalmente a razionalizzare i consumi energetici, gli Energy Manager, obbligatori per i grandi consumatori denergia. La nuova figura, tuttavia, in questa fase ha ancora poco peso nelle decisioni aziendali, probabilmente perché risulta avere più un profilo burocratico che tecnico – professionale. Nel tempo la situazione inizia a mutare e il manager dellenergia inizia a rivestire una maggiore importanza allinterno delle decisioni aziendali, e ad incorporare sempre più funzioni, dilatando lambito di competenze professionali originariamente assegnatogli ed assumendo sempre più le funzioni di responsabile del sistema energia/ambiente allinterno dellorganizzazione dimpresa.

14 14 Ruolo nel mercato dell'energia Ruolo nel mercato dell'energia Attualmente sotto la spinta delle normative pubbliche e il processo di liberalizzazione dei mercati energetici, luso razionale dellenergia stimola unorganizzazione aziendale ed una produzione attenta alle problematiche globali in materia dambiente. Analogamente alla situazione aziendale anche nella gestione delle centrali termiche dei condomini centralizzati, e nella gestione energetica delle strutture, lEnergy Manager ricopre un grado di importanza piuttosto elevato. In questo nuovo modello, il soggetto preposto alla gestione dellenergia è quindi un tecnico del risparmio energetico, capace di coniugare tecnologie energetiche, eco–efficienza ed eco–compatibilità. Rimane evidente come il ruolo dellEnergy Manager per il mercato residenziale sia più semplice se coniugato con una realtà che possiede già la gestione di una rete di vendita. E per tale ragione che una delle mission di ASA Trade S.u.r.l. è quella di collocarsi sul mercato come consulente per lenergia dei piccoli e medi consumatori.

15 15 Ambiti operativi Ambiti operativi Compito dellEnergy Manager come consulente è principalmente quello di gestire tutte le questioni riguardanti il risparmio e le problematiche energetiche per edifici ed aziende, con un occhio attento a: - limpatto ambientale, - il controllo di qualità, - il problema dei rifiuti, - la logistica. LEnergy Manager, oltre a fornire servizi evoluti per la gestione dellenergia termica ed elettrica, è un soggetto capace dinformare in maniera chiara e completa i propri clienti nonché un consulente globale per il risparmio per le famiglie e le aziende. La "Gestione Energia" è una soluzione immediata ai problemi di gestione, di progettazione e di riqualificazione energetica degli impianti, sollevando il cliente da incombenze tecnico-organizzative, da responsabilità e adempimenti amministrativi. Il servizio Gestione Energia permette di affidare ad un interlocutore unico la conduzione della centrale termica, la sua manutenzione, l'approvvigionamento del combustibile e tutti quegli interventi necessari a produrre, distribuire e utilizzare l'energia nel modo più efficiente possibile, garantendo al cliente autonomia, sicurezza e risparmio. Il servizio Gestione Energia si rivolge a pubbliche amministrazioni, mercato residenziale tipo centralizzato e terziario.

16 16 Il servizio che ASA Trade S.u.r.l. ha intenzione di costruire potrà essere realizzato attraverso accordi quadro con ditte specializzate operanti nel settore, preferibilmente della zona di competenza, in modo da consentire una più facile assistenza del cliente in seguito allintervento (manutenzioni, revisioni tecniche, ecc.) ed una strategia territoriale più penetrante. Nellambito degli interventi ASA Trade S.u.r.l., allo stato attuale, provvede a: Trasformare la centrale termica da combustibile liquido a gas naturale; Riqualificare la centrale termica già funzionante a gas naturale per un'ottimizzazione energetica; Assicurare l'affidabilità e l'efficienza del sistema, nel rispetto delle normative vigenti, attraverso interventi termoidraulici sugli impianti a valle della centrale termica; Garantire una gestione amministrativa personalizzata; Sollevare il cliente da responsabilità civili. Dal punto di vista economico ASA Trade S.u.r.l. si propone al cliente anche attivando opportune forme di finanziamento che permettano al cliente di assorbire il costo dellinvestimento nel tempo. Il servizio consente anche di fare ricorso a contratti pluriennali anche allo scopo di effettuare gli interventi di riqualificazione energetica, suddivisi su più periodi, a seconda del grado di importanza dal punto di vista normativo e ammortizzando i costi mediante il risparmio ottenibile nel periodo di durata del contratto. Lesperienza dimostra che con gli interventi standard più frequentemente necessari, si possono ottenere risparmi dellordine del %. Tutto questo senza considerare il fatto che i nuovi investimenti impatteranno sensibilmente sul maggior rendimento degli impianti ( %) e sul minor livello di manutenzioni, oltre che sulla gestione a distanza delle problematiche di accensione e spegnimento. I valori di riferimento variano soprattutto con la diversa posizione geografica e climatica.

17 17 I progetti futuri: Trigenerazione e gestione del calore negli ambienti Il servizio sarà diretto a clienti residenziali con centrali termiche di media grandezza (centralizzati, ospedali, enti pubblici, ecc.). Questo servizio si concretizzerà in uno studio termico degli ambienti, finalizzato alla proposizione degli adeguati strumenti per il controllo ed il mantenimento di un adeguato livello della temperatura e del grado di umidità allinterno delle singole unità abitative. Lottimizzazione del calore, che comporterà forti investimenti progettuali, sarà quindi il servizio che associato al servizio di Gestione dellEnergia consentirà di stabilire condizioni di confort ambientale diminuendo gli sprechi energetici finora realizzati.

18 18 Turbina + Sistema di distribuzione del calore (ciclo termodinamico + scambio termico per recupero del calore di scarto) Lavoro meccanico Generazione di Energia Elettrica Riscaldamento degli ambienti Calore per processi industriali a bassa temperatura. Produzione separata di energia elettrica Energia Primaria (100%) IMPIANTO CONVENZIONALE Energia utilizzata (37%) Perdite (60% energia primaria dispersa) Produzione separata di energia termica Energia Primaria (100%) IMPIANTO CONVENZIONALE Energia utilizzata (circa 60%) Perdite (19-20% energia primaria dispersa) La Cogenerazione

19 19 Produzione Combinata e.e. + calore Energia Primaria (100%) IMPIANTO DI COGENERAZIONE Perdite (20%) Energia Termica (49%) Energia Elettrica (31%) La liberalizzazione del mercato energetico (elettrico e gas) comporta una maggior considerazione verso la generazione diffusa di energia elettrica e calore, specialmente se valutata su impianti di piccola taglia (microcogenerazione). Forme assimilate di cogenerazione sono anche altri sistemi di produzione combinata di energia meccanica e termica, come: 1)Pompe di calore con motore a gas per la climatizzazione del settore civile, industriale e di processo; 2)Azionamento di macchine frigorifere per lindustria e limmagazzinamento; 3)Produzione di aria compressa per i servizi allindustria; 4)Produzione di aria compressa per gli impianti di depurazione delle acque ed altri processi. Ai precedenti è da aggiungere anche un aspetto collegato alla cogenerazione è la produzione del freddo, tramite cicli combinati ad acqua e bromuro di litio, che producono acqua refrigerata a 5-7 °C.

20 20 Vantaggi della cogenerazione 1)E stato cacolato che mediamente un impianto di cogenerazione alimentato a metano permette, per ogni KWh prodotto, un risparmio di CO 2 pari a 450 grammi, se confrontato con la produzione separata di energia elettrica (centrale termoelettrica) ed energia termica (caldaia convenzionale). Nel contesto nazionale, su un utilizzo di 4500 ore/anno, il contributo della cogenerazione porterebbe al risultato di oltre un milione di tonnellate di anidride carbonica non emesse in atmosfera; 2)Risparmio di energia primaria, nellordine del 35-40%, diminuendo i costi energetici; 3)Forte riduzione delle perdite di distribuzione calore, soprattutto se paragonato al teleriscaldamento (utilizzato in loco); 4)Drastica riduzione perdite di distribuzione dellenergia elettrica (riversata direttamente nelle linee a Bassa Tensione; 5)Limitazione delle cadute di tensione sulle linee finali di utenza; 6)Limitazione della posa di linee elettriche interrate o tralicci; 7)Semplificazione e riduzione dei costi di esercizio per lassistenza ordinaria e straordinaria.

21 21 Tempo di funzionament o (h/anno) Anni di ammortamento 30008, , , , , , ,3

22 22 P O L I T I C H E R E G I O N A L I (Regione Toscana – 30/06/2003) Il settore energetico è responsabile per oltre il 70 per cento degli effetti sull'ambiente che determinano inquinamento e cambiamenti climatici. Tutti ormai abbiamo sentito parlare dei gas serra che vengono moltiplicati (in particolare anidride carbonica e metano) attraverso la produzione, il trasporto e il consumo dell'energia. Ridurre l'emissione in atmosfera dei gas responsabili dell'effetto serra del 6.5% entro il 2010 è l'obiettivo assegnato all'Italia dal protocollo di Kyoto sui cambiamenti climatici e dagli accordi assunti in sede comunitaria. Il raggiungimento di tali obiettivi, malgrado le difficoltà e gli ostacoli frapposti, rappresenta la grande priorità ambientale-economica dei prossimi anni. L'Unione Europea ha sottolineato che la questione energetica non può essere affrontata solo dal punto di vista di un adeguamento dell'offerta, nel senso di un aumento della produzione di energia che insegue una domanda crescente, ma che è necessario intervenire anche sul fronte della domanda. Come? riducendo gli sprechi e razionalizzando i consumi. In Toscana come in Italia e in Europa, tra le componenti che determinano l'aumento dei consumi troviamo i trasporti e il terziario, mentre i consumi industriali sono relativamente stabili. Intervenire sul lato della domanda, razionalizzare i consumi, vuol dire incidere sul modo in cui ci muoviamo, consumiamo servizi, quindi, in sostanza, sul modo in cui sono organizzate le nostre attività quotidiane.

23 23 Le scelte della Regione Toscana (PER) Nel 1990 le emissioni di anidride carbonica in Toscana ammontavano a circa 27 milioni di tonnellate all'anno, il 6.8% del dato nazionale. Rispetto a questa cifra l'impegno alla riduzione, sulla base di Kyoto, si aggirerebbe intorno ai 7 milioni di tonnellate. La Regione Toscana si è posta obiettivi addirittura superiori a tali impegni. Il Piano Energetico Regionale (PER) si prefigge infatti una riduzione delle emissioni di anidride carbonica in atmosfera dell'ordine di circa 10 milioni di tonnellate all'anno, 3 milioni in più di quanto spetterebbe alla Toscana sulla base della percentuale di Kyoto e del peso del suo sistema socio-produttivo nel sistema nazionale. Il piano, redatto seguendo le priorità stabilite dalla legge regionale 45 del 1997, favorisce e promuove l'uso di fonti rinnovabili e la loro integrazione con le attività produttive e urbane del tessuto socio-economico regionale. Con l'attuazione del piano si prevede lo sviluppo e la diffusione delle fonti rinnovabili, la cogenerazione con gas metano, la produzione energetica derivante da rifiuti o sottoprodotti del loro trattamento. Dal lato dei consumi, si prevedono iniziative di razionalizzazione e di riduzione, attraverso il contenimento della domanda di energia e un'utilizzazione più efficiente di quest'ultima. Ulteriori obiettivi, non trascurabili, dal piano sono: - la realizzazione di politiche di sviluppo socio-economico delle aree interessate dagli interventi, con particolare riflesso sui livelli occupazionali, in modo da rispondere in parte agli obiettivi individuati dal patto sociale per lo sviluppo e l'occupazione firmato presso la Presidenza del Consiglio dei Ministri il ; - la crescita e la competitività dell'industria nazionale del settore con particolare riferimento alla piccola e media impresa, con ampie possibilità in termini di indotto e di valorizzazione delle risorse locali.

24 24 Gli strumenti del PER La volontà di perseguire gli obiettivi del piano è sostanziata da specifiche norme comunitarie e nazionali le quali prevedono l'incentivazione agli investimenti nel settore delle fonti energetiche rinnovabili da parte delle Regioni attraverso contributi in conto capitale provenienti da fondi comunitari (Fesr e Feoga), da fondi nazionali (carbon tax) e attraverso fondi regionali (1% accisa sulla benzina-D.Legs 112/98). E' accolto e utilizzato lo strumento degli accordi volontari proposto dal Consiglio dei Ministri dei Paesi dell'Unione Europea competenti in materia energetica nella seduta dell' e ribadito dal Patto Generale per l'Energia e l'Ambiente del Novembre 1998, come strumento di politica ambientale anche al fine di: cogliere e sfruttare al meglio le capacità di azione e le risorse esistenti nel sistema economico per il raggiungimento di obiettivi di sviluppo, sulla base di azioni concordate e dimensionate sulle potenzialità di intervento reali dei soggetti coinvolti a condizioni date; cogliere e sfruttare le specificità locali dei sistemi territoriali coinvolti, con una migliore aderenza delle soluzioni alle problematiche peculiari e, di conseguenza, l'ottimizzazione dell'azione rispetto a obiettivi determinati, misurati e adattati alle reali necessità; instaurare un rapporto di collaborazione più stabile e su base consensuale tra attori pubblici ed economici, aumentando il grado di accettabilità sociale degli interventi da realizzare; favorire e promuovere politiche di concertazione permanente tra i vari soggetti coinvolti al fine di perseguire il maggior grado di efficienza e di efficacia nell'esercizio delle rispettive funzioni nel rispetto dei principi di sussidiarietà, adeguatezza, trasparenza e differenziazione, in un quadro di rinnovata reciprocità e coerenza globale;favorire e promuovere politiche di concertazione permanente tra i vari soggetti coinvolti al fine di perseguire il maggior grado di efficienza e di efficacia nell'esercizio delle rispettive funzioni nel rispetto dei principi di sussidiarietà, adeguatezza, trasparenza e differenziazione, in un quadro di rinnovata reciprocità e coerenza globale; garantire la realizzazione degli interventi anche attraverso il sostegno pubblico sia in termini economico- finanziari sia attraverso il superamento delle barriere territoriali e amministrative che possono ostacolare le realizzazioni impiantistiche.garantire la realizzazione degli interventi anche attraverso il sostegno pubblico sia in termini economico- finanziari sia attraverso il superamento delle barriere territoriali e amministrative che possono ostacolare le realizzazioni impiantistiche.

25 25 Levoluzione della generazione diffusa trigenerazione energie rinnovabili Il concetto di generazione diffusa, sostenuto dal quadro normativo (anche se tuttora in trasformazione e completamento) porta così a considerare che gli impianti di cogenerazione, o ancor meglio di trigenerazione, fatta attraverso il gas metano (ciclo Brayton + Rankine) si collochino allinterno del quadro normativo sulle energie rinnovabili (L. 10/91 afferma che la cogenerazione è considerata fonte di energia assimilata alle fonti rinnovabili). Come mostrato nei lucidi precedenti limpegno economico – finanziario è elevato, soprattutto per i clienti finali. contracting ASA Trade S.u.r.l. è disponibile ad instaurare un rapporto di contracting per favorire il processo di rinnovamento e come forma di fidelizzazione del cliente finale. Si presume che il volume delle trasformazioni (valutando soltanto la filiera del calore), sul mercato delle utenze residenziali (condomini centralizzati) ed allinterno del mercato di ASA Trade S.u.r.l., sia nellordine delle centrali termiche. Differentemente, prendendo a riferimento il territorio tradizionalmente servito da ASA SpA, lattivazione del progetto di gestione del calore, e quindi lottimizzazione non solo degli impianti ma anche degli ambienti, comporta un aumento esponenziale delle attività progettuali ed esecutive.

26 26 Laspetto finanziario collegato con queste operazioni, in special modo se al calore si associa anche il condizionamento, assume dimensioni importanti nellorganizzazione del lavoro in azienda. Per tale ragione, al fine di concretizzare il modello esposto, ASA Trade S.u.r.l. sta testando la collaborazione con primari partner finanziari in grado di contribuire alla gestione delle attività progettuali ed operative. Quanto esposto riteniamo che sia la prima risposta concreta alla generazione di sistemi combinati per la produzione di energia elettrica e calore con il risparmio sia della fonte primaria di energia sia delle sostanze inquinanti emesse in atmosfera. generazione diffusa biomassefotovoltaicoeolicocelle a combustibile con lutilizzo di idrogenovalutare la fattibilità tecnica ed economica dei progetti, ovvero il reale momento in cui questi saranno proponibili sul mercato e pronti ad essere commercializzati. Lulteriore evoluzione della generazione diffusa potrebbe acquistare una valenza interessante parlando di sistemi integrati di energia elettrica e calore ottenuti dalle biomasse, dal fotovoltaico, dalleolico, piuttosto che dalle celle a combustibile con lutilizzo di idrogeno. Tutto questo sarà interessante solo se sarà possibile valutare la fattibilità tecnica ed economica dei progetti, ovvero il reale momento in cui questi saranno proponibili sul mercato e pronti ad essere commercializzati.


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