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"Come si chiama? - Augusta. Cognome? - Augusta. Come si chiama suo marito? - Augusta, credo. Suo marito? - Ah, mio marito... Lei è sposata? - Con.

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4 "Come si chiama? - Augusta. Cognome? - Augusta. Come si chiama suo marito? - Augusta, credo. Suo marito? - Ah, mio marito... Lei è sposata? - Con Augusta". Auguste D and Alzheimers disease K. Maurer et al. LANCET 1997; 349:

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6 INVECCHIAMENTO DEMOGRAFICO INCREMENTO DELLA PROPORZIONE DEI SOGGETTI ANZIANI INVECCHIAMENTO DI UNA POPOLAZIONE AUMENTO DELLA VITA MEDIA

7 Le tre fasi della vecchiaia

8 Maschi / Femmine alla nascita: più maschi (6/100) a 30 anni:= si pareggiano a 60 anni58% femmine a 80 anni67% femmine

9 Invecchiamento cognitivo di successo/1 A 1 anno e mezzo cominciamo a perdere neuroni ; a 20 anni la memoria inizia a declinare. I neuroni diminuiscono ma le connessioni fra quelli rimasti possono rinfoltirsi. Gli studi più recenti smentiscono lassunto che linvecchiamento si debba accompagnare invariabilmente a declino di tutte le funzioni cognitive (es. memoria episodica vs semantica; capacità di analisi vs sintesi, etc). Vi sono anziani cognitivamente del tutto integri, o addirittura in progressione cognitiva rispetto alletà giovanile-adulta (fra i 70 e gli 80 aa almeno il 10% dei soggetti continua a migliorare, perlomeno in alcune funzioni cognitive). A. Camilleri, 84 anni M. Monicelli, 94 anni F. Zeffirelli, 86 anni

10 M. Hack, 87 anni Invecchiamento cognitivo di successo/2 Nonna Papera, anni ??

11 La prevalenza della demenza cresce solo alle soglie della grande vecchiaia, per poi diminuire nelle età molto avanzate Quindi non è una forma estrema o particolarmente florida di invecchiamento cerebrale, ma VERA PATOLOGIA Se così non fosse la progressione verso la demenza sarebbe un evento praticamente ineluttabile e costante nella tarda età

12 Rinunciare ad una concezione della vecchiaia legata necessariamente alla patologia Lerrore fondamentale da evitare è quello di considerare normale per la sua età unanziano deteriorato

13 DEMENZA Sindrome caratterizzata da perdita delle funzioni cognitive, tra le quali invariabilmente la Memoria, di entità tale da interferire con le usuali attività sociali e lavorative del paziente Geldmacher Ds 1997

14 A. Presenza di deficit cognitivi multipli caratterizzati da: 1. Compromissione mnesica ( deficit delle abilità ad apprendere nuove informazioni e a richiamare informazioni precedentemente apprese) 2. uno (o più) dei seguenti deficit cognitivi: - afasia (disturbi del linguaggio) - aprassia (incapacità a eseguire attività motorie nonostante lintegrità della comprensione e della motricità) - agnosia (incapacità a riconoscere o identificare oggetti in assenza di deficit sensoriali) - deficit del pensiero astratto e delle capacità di critica (pianificare, organizzare, fare pensieri astratti) B. I deficit cognitivi dei criteri A1-A2 inteferiscono significativamente nel lavoro, nelle attività sociali o nelle relazioni con gli altri, con un peggioramento significativo rispetto al precedente livello funzionale C. I deficit non si manifestano esclusivamente durante un Delirium ) CRITERI DIAGNOSTICI PER LA DEMENZA (DSM-IV)

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21 LINGUAGGIO 3^ CIRCONV. FRONTALE SX; LOBO TEMPORALE COMPORTAMENTO ATTENZIONE MEMORIA PRASSIA GNOSIA UN DEFICITUNA LESIONE AREA INFEROMEDIALE POLO FRONTALE SIST. RETICOLARE E LOBI FRONTALI IPPOCAMPO, AMIGDALA, CORT ENTORINALE PARAIPPOCAMPO LOBI PARIETALI REGIONI OCCIPITALI; OCCIPITO-TEMPORALI

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23 Cause di demenza organica Diagnosi neuropatologica in 400 pazienti Studio longitudinale di Lund (1992) - DAT: demenza tipo Alzheimer McKeith et al, Neurology 1996; 47: % 12% 26% 9% 3% 8% DAT Miste (DAT + demenza vascolare) Demenza vascolare Degenerazioni fronto- temporali non-DAT (incl. morbo di Pick 1%) Encefaliti (incl. morbo di Creutzfeldt-Jacob) Altre demenze (incl. Tumori 1%)

24 DEMENZE PRIMARIE ALZHEIMER D. FRONTOTEMPORALE ( degenerazione frontale, m. di Pick, afasia progressiva primaria) D. A CORPI DI LEWY PARKINSON DEMENZA PARALISI SOPRANUCLEARE PROGRESSIVA DEGENERAZIONE CORTICO BASALE COREA DI HUNTINGTON CORTICALI SOTTOCORTICALI

25 DEMENZE SECONDARIE DEMENZA VASCOLARE IDROCEFALO NORMOTESO DISTURBI ENDOCRINO METABOLICI (I potiroidismo) FORME INFETTIVE ( HIV, neurosifilide,meningite batterica) DEPRESSIONE MAGGIORE SOSTANZE TOSSICHE ( Alcool ) STATI CARENZIALI ( B12, Folati, ecc. ) PROCESSI ESPANSIVI ENDOCRANICI ( Neoplasie, ematomi, ascessi )

26 FATTORI DI RISCHIO Età Fattori genetici Livello di istruzione Fumo e alcol Fattori di rischio vascolare Esposizione ambientale ed occupazionale Stile di vita

27 Alzheimer/genetica Prodotto genico Cromosoma 21precursore amiloide 14presenilina apo E (allele 4) (allele protettivo ?) ____________________ Crom. 21, 14, 1: forme familiari precoci (geni causativi) Crom. 19 : forme tardive, familiari e sporadiche (gene di suscettibilità)

28 INQUADRAMENTO DIAGNOSTICO DI PARTICOLARE DIFFICOLTA UN CERTO DECLINO COGNITIVO E CARATTERISTICO DELLINVECCHIAMENTO LESPRESSIVITA E DIVERSA DA SOGGETTO A SOGGETTO ESISTONO QUADRI INTERMEDI TRA FISIOLOGIA E PATOLOGIA POLIFATTORIALITA COESISTENZA DI DIFFERENTI ENTITA CLINICHE CHE SI MANIFESTANO CON DETERIORAMENTO

29 Malattia di Alzheimer: criteri NINCDS-ADRDA work group 1984 AD probabile:- declino insidioso della memoria e in almeno unaltra area cognitiva - decorso progressivo - vigilanza integra - esordio compreso tra 40 e 90 aa, più spesso > 65 aa AD possibile: - insorgenza e decorso atipici - in presenza di patologie cerebrali o sistemiche che possono generare una s. demenziale ma non considerate la causa primaria - unico deficit cognitivo senza altre cause identificabili AD certa:- evidenza bioptica

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31 Larea grigia tra invecchiamento cerebrale e demenza: entità nosografiche proposte

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33 Ridotta con letà è la capacità di spostare rapidamente lattenzione da un obiettivo allaltro.Da qui la frequente lagnanza che ci sono troppe cose da fare. (Arieti 1985)

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35 ESORDIO DELLA MALATTIA FAMILIARI O AMICI NOTANO ALTERAZIONI DELLA MEMORIA, DELLA PERSONALITA IL SEGNO DELLA TESTA RUOTATA PROBLEMI NEL RICORDARE DATE,ESITAZIONE NEL LINGUAGGIO, ANSIA PRESTAZIONALE MINIMIZZA E/O RAZIONALIZZA GLI ERRORI

36 PROBLEMI DI MEMORIA PER FATTI RECENTI, NON E ALTERATA LA MEMORIA IMMEDIATA E REMOTA ECCETTO LA MEMORIA, LA SALUTE E BUONA ESORDIO DELLA MALATTIA ESAME CLINICO E NEUROLOGICO, IN GENERE, NEGATIVI; PIU ELEVATA FUNZIONE CORTICALE LIEVE DETERIORAMENTO NEUROPSICOLOGICO: MMSE DA 20 A 27

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38 Parliamo un po di memoria…

39 TU SEI QUELLO CHE RICORDI… (Manifesto Salone del Libro-Torino Maggio 2010)

40 Tipi di memoria Memoria esplicita ippocampo, temporo- mediale (dichiarativa; richiamo ed espressione con immagini o materiale verbale) Memoria semantica (conoscenze dotate di significato) Memoria episodica (ricordi legati ad un contesto spazio-temporale) Memoria semantica: -memoria enciclopedica - Rappresentazione di oggetto reale, astratto - Attributi e Associazioni alloggetto - memoria lessicale (denominazione delloggetto) Memoria episodica (ricordi legati ad un contesto spazio-temporale) -Storica (eventi noti allambiente socio-culturale) -Autobiografica (eventi noti al soggetto) Memoria implicita o procedurale ; apprendimenti ripetuti, compiti automatizzati (abilità motorie e cognitive, risposte abituali, associazione risposta- ricompensa). Memoria dell emozione : Capacità di riflettere coscientemente e richiamare le esperienze emotive del passato. amigdala n.base cervelletto neocortex

41 Il quadro sintomatologico della Demenza Deficit mnesici Disorientamento temporale e spaziale Aprassia,agnosia,afasia Alessia, agrafia,acalculia Deficit di ragionamento astratto,di logica e di giudizio Psicosi(deliri paranoidei, allucinazioni) Alterazioni dellumore (depressione,euforia, labilità emotiva) Sintomi neurovegetativi (alterazioni ritmo sonno-veglia,dellappetito,del comportamento sessuale) Disturbi dellattività psicomotoria(vagabondaggio, affacendamento afinalistico) Agitazione(aggressività verbale o fisica, vocalizzazionepersistente) Alterazioni della personalità(indifferenza,apatia,disinibizione,irritabilità)

42 42 Storia naturale della DA Modificata da Gauthier S. ed. Clinical Diagnosis and Management of Alzheimers Disease Anni Pre-DALieve-ModerataIntermediaGrave MMSE Sintomi cognitivi Sintomi comportamentali Compromissione funzionale AADL IADL ADL istituzionalizzazione morte ?

43 Storia naturale della AD Adattata da Gauthier S. ed. Clinical Diagnosis and Management of Alzheimers Disease Anni Sintomi cognitivi Perdita dellautosufficienza Perdita dellautosufficienza Disturbi del comportamento Ricovero in strutture sanitarie Morte Pre-DALieve-ModerataIntermediaGrave MMSE

44 Disturbo di Memoria Disturbo di Attenzione Disturbo di Visuo-Spaziali Disturbo di Astrazione Disturbo di Linguaggio Aprassia Agnosia visiva CDR 0.5 MCIDemenza di Alzheimer La Progressione dei Disturbi Neuropsicologici Normale MMSE

45 Aree di valutazione dellimpatto della malattia e delle terapie sulla qualità di vita Stato funzionale oCapacità di lavorare, di utilizzare il proprio tempo libero, di badare a se stesso Effetti fisici concomitanti oDisturbi indotti dalla malattia oEffetti collaterali ai trattamenti Effetti psicologici concomitanti oAnsia, depressione, aggressività oStima e sicurezza di se oModificazione dello schema corporeo oSessualità Interazione sociale oRelazione con i familiari ed altre persone oRelazione con i curanti oRuolo sociale

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47 MMSE (MINI MENTAL STATE EXAMINATION) MMSE (MINI MENTAL STATE EXAMINATION) In che anno siamo? (0-1) In che stagione siamo? (0-1) In che mese siamo? (0-1) Mi dica la data di oggi (0-1) Che giorno della settimana è oggi? (0-1) Mi dica in che nazione siamo (0-1) In quale regione siamo? (0-1) In quale città/paese ci troviamo? (0-1) In quale luogo ci troviamo? (0-1) A che piano siamo? (0-1) Far ripetere: casa, pane, gatto La prima ripetizione dà adito al punteggio. Max 3 ripetizioni (0-3) Far contare a ritroso da 100 togliendo 7 per cinque volte O D N O M O D N O M (0-5) Chiedere la ripetizione dei tre soggetti precedenti (casa, pane, gatto) (0-3) Mostrare un orologio e una matita chiedendo di dirne il nome (0-2) Ripeta questa frase: TIGRE CONTRO TIGRE (0-1) Prenda questo foglio con la mano destra, lo pieghi e lo metta sul tavolo (0-3) Legga ed esegua quanto scritto su questo foglio (chiuda gli occhi) (0-1) Scriva una frase (deve contenere soggetto e verbo) (0-1) Copi questo disegno (pentagoni intersecati) (0-1) Punteggio Totale /30 Punteggio Totale corretto per età e scolarità /30 ETA SCOLARITA ,4 0,4-1,1-2,0-2,80,7-0,7-1,6-2,3+1,0-0,3-1,0-1,7+1,5+0,4-0,3-0,9+2,2+1,4+0,8+0,3 Folstein et al., 1975

48 Clox 1 Clox 2 1La figura ricorda un orologio?1- 0 2Cerchio esterno presente?1- 0 3Diametro < 3 cm?1- 0 4Tutti i numeri sono allinterno del cerchio? , 6, 3 e 9 posizionati per primi?1- 0 6Spaziatura corretta (simmetria sui due lati dellasse 12-6)? Se errori di spaziatura, segni di correzione o cancellature?(1- 0) 7Solo numeri arabi?1- 0 8Solo numeri compresi fra 1 e 12?1- 0 9Sequenza 1 – 12 corretta: né omissioni né intrusioni? Solo due lancette? Lancette rappresentate come frecce? Lancetta delle ore posta fra 1 e 2? Lancetta dei minuti più lunga della lancetta delle ore? Nessuno dei seguenti: - lancette posizionate sul 4 o sul 5 - presenza di presenza di leyttere, parole o disegni - intrusioni dal cerchio sul retro della pagina 1- 0 Totale Cut-off /15 >= 10 /15 >=12 CLOX ( EXECUTIVE CLOCK DRAWING TASK) Disegni un orologio, che segnala l1 e 45, con tutti I numeri e le lancette

49 ADL Activity of Daily Living Katz, 1970

50 IADL Instrumental Activity of Daily Living Lawton, 1969

51 51 Progressione gerarchica della sintomatologia nella malattia di Alzheimer DEMENZA LIEVE nSintomi cognitivi Minimo disorientamento temporale, possibile disorientamento topografico Minimo disorientamento temporale, possibile disorientamento topografico Perdita memoria modesta per eventi recenti; interferenza attività quotidiane Perdita memoria modesta per eventi recenti; interferenza attività quotidiane Difficoltà a trovare le parole con relativa conservazione della capacità di comprensione Difficoltà a trovare le parole con relativa conservazione della capacità di comprensione Aprassia costruttiva per disegni tridimensionali Aprassia costruttiva per disegni tridimensionali Difficoltà nellesecuzione di problemi complessi; giudizio sociale adeguato Difficoltà nellesecuzione di problemi complessi; giudizio sociale adeguato nSintomi non cognitivi Spesso presenti ansia, depressione, negazione di malattia Spesso presenti ansia, depressione, negazione di malattia Talora presenti alterazioni del pensiero (ideazione paranoidea) e della personalità (apatia, irritabilità) Talora presenti alterazioni del pensiero (ideazione paranoidea) e della personalità (apatia, irritabilità) nStato funzionale Incapace di compiere indipendentemente le attività lavorative e quelle sociali complesse, ad esclusione di attività faciliIncapace di compiere indipendentemente le attività lavorative e quelle sociali complesse, ad esclusione di attività facili Lieve ma sensibile compromissione nelle attività della vita domestica; usualmente abbandonati hobbies ed interessiLieve ma sensibile compromissione nelle attività della vita domestica; usualmente abbandonati hobbies ed interessi Può richiedere supervisione, facilitazione o minimo aiuto per vestirsi e nelligiene personalePuò richiedere supervisione, facilitazione o minimo aiuto per vestirsi e nelligiene personale Assenza di alterazioni nelle funzioni motorieAssenza di alterazioni nelle funzioni motorie

52 52 nSintomi cognitivi Usualmente disorientamento temporale, spesso nello spazio Usualmente disorientamento temporale, spesso nello spazio Perdita memoria di entità severa; il materiale nuovo è perso rapidamente Perdita memoria di entità severa; il materiale nuovo è perso rapidamente Difficoltà severa nellesecuzione di problemi complessi; giudizio sociale compromesso Difficoltà severa nellesecuzione di problemi complessi; giudizio sociale compromesso Chiaro disturbo del linguaggio (parafasie, anomie, circumlocuzioni, deficit di comprensione) Chiaro disturbo del linguaggio (parafasie, anomie, circumlocuzioni, deficit di comprensione) Aprassia costruttiva Aprassia costruttiva Aprassia ideativa e ideo-motoria, aprassia dell'abbigliamento Aprassia ideativa e ideo-motoria, aprassia dell'abbigliamento Agnosia Agnosia nSintomi non cognitivi Accentuazione delle alterazioni comportamentali; spesso presente vagabondaggio, alterazioni delle funzioni vegetative (insonnia, inappetenza ) Accentuazione delle alterazioni comportamentali; spesso presente vagabondaggio, alterazioni delle funzioni vegetative (insonnia, inappetenza ) nStato funzionale Nessuna possibilità di attività indipendente fuori casa; può essere portato fuori casa se accompagnato Nessuna possibilità di attività indipendente fuori casa; può essere portato fuori casa se accompagnato Richiede molta assistenza per cura personale (vestirsi, igiene); generalmente assente lincontinenza urinaria Richiede molta assistenza per cura personale (vestirsi, igiene); generalmente assente lincontinenza urinaria Necessità di essere stimolato alla cura della propria persona Necessità di essere stimolato alla cura della propria persona Progressione gerarchica della sintomatologia nella malattia di Alzheimer DEMENZA MODERATA

53 53 nSintomi cognitivi Perdita memoria grave; rimangono solo alcuni frammenti Perdita memoria grave; rimangono solo alcuni frammenti Difficoltà nel riconoscere volti o luoghi familiari Difficoltà nel riconoscere volti o luoghi familiari Residua lorientamento personale Residua lorientamento personale Perdita del linguaggio fino a gergo semantico o mutismo Perdita del linguaggio fino a gergo semantico o mutismo nSintomi non cognitivi Spesso presenti comportamenti stereotipati (affaccendamento, vagabondaggio, vocalizzazione persistente) Spesso presenti comportamenti stereotipati (affaccendamento, vagabondaggio, vocalizzazione persistente) Talora agitazione, irritabilità, inappetenza, alterazione del ritmo sonno veglia Talora agitazione, irritabilità, inappetenza, alterazione del ritmo sonno veglia nStato funzionale Non è in grado di uscire di casa nemmeno se accompagnato Non è in grado di uscire di casa nemmeno se accompagnato Completa perdita dell'autosufficienza per lavarsi, vestirsi e alimentarsi Completa perdita dell'autosufficienza per lavarsi, vestirsi e alimentarsi Incontinenza sfinterica Incontinenza sfinterica Progressione gerarchica della sintomatologia nella malattia di Alzheimer DEMENZA GRAVE

54 54 Totale incapacità di comunicare, anche in modo non verbale Totale incapacità di comunicare, anche in modo non verbale Allettato Allettato Incontinente Incontinente Deve essere alimentato, talora in modo artificiale Deve essere alimentato, talora in modo artificiale Talora in stato vegetativo Talora in stato vegetativo Progressione gerarchica della sintomatologia nella malattia di Alzheimer DEMENZA TERMINALE

55 U.O. Alzheimer Presidio Ospedaliero Beata Vergine Consolata Fatebenefratelli nPazienti dementi n. 151 nEtà / nADL perdita di 6 funzioni 38,6% nProvenienza dal territorio 18.2% dallospedale 81.8% dallospedale 81.8% Principali patologie associate: nBroncopneumopatie croniche 37.6% nLesioni da pressione 5.6% nGravi cardiopatie 29.5% nScompensi metabolici 16.6% ninfezioni vie urinarie 41.2% nDisturbi comportamentali 38.1% - nel 40.9% dei pz. era presente allingresso severa malnutrizione - nel 40.9% dei pz. era presente allingresso severa malnutrizione - n. medio di patologie per paziente: n. medio di patologie per paziente: 3.4

56 U.V.A. F.B.F./Frequenza di disturbi comportamentali in soggetti dementi (427 pz osservati consecutivamente anno 2009) n % Deliri 49 11,4 Allucinazioni 22 4,7 Agitazioni e 74 17,3 Aggressività Depressione 49 11,4 Ansia 26 6,9 Apatia e 65 15,2 Indifferenza n % Attività motoria 23 5,38 aberrante Disturbi sonno 29 6,79 Euforia 12 2,8 Disinibizione 17 3,4 Irritabilità 24 5,6 Uso neurolettici ,6 MMSE 18,65+/-5,789

57 Fase della STIMOLAZIONE Fase della SEDAZIONE La miglior gestione del demente dipende dal cogliere il tempodel passaggio

58 Rispondere in maniera mirata ai bisogni dei pazienti e dei loro familiari nelle diverse fasi della malattia Problemi medici associati Rischi di infezione Disidratazione Piaghe da decubito incontinenza Problemi nelle attività della vita quotidiana Igiene personale Alimentazione problemi notturni Disorientamento aggressività

59 Mantenere il più a lungo possibile lautonomia funzionale del paziente Prevenzione e controllo delle malattie concomitanti Correzione dei disturbi comportamentali Introduzione di modifiche ambientali Prevenzione delle complicanze: malnutrizione,disidratazione,malattie infettive,lesioni decubito,incontinenza sfinterica,etc. Supporto e informazione alla famiglia

60 DEMENZA Molti dei sintomi possono essere trattati, controllati ed anche eliminati

61 LA PRESENZA DI UNO STATO DI CRONICITA E DEL SUO EFFETTO INVALIDANTE HA PESANTI RIFLESSI SULLEQUILIBRIO COMPLESSIVO DELLANZIANO E DELLA SUA FAMIGLIA CAREGIVER/RIDUZIONE DELLA CAPACITA DI PRODURRE REDDITO Abbandono del posto di lavoro 66,7% Passaggio part time 10% Variazione attività lavorativa 10% Dati CENSIS 1999

62 La grande maggioranza dei dementi (80-90 %) vive in famiglia.

63 Il malato Alzheimer con chi vive ? Coniuge (45,1%) Figli (22,0%) Coniuge e figli (16,8%) Solo (7,8%) Altri parenti (5,4%) Personale pagato (2,9%)

64 STRESS DEL CAREGIVER Soggettivo (reazione emozionale) Oggettivo (problemi pratici) Incontinenza, costante controllo, aggressività, turpiloquio, girovagare. Isolamento sociale ( il familiare si deve adattare alle esigenze del malato

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66 RSS (Relatives Stress Scale)

67 CAREGIVER BURDEN INVENTORY/2

68 IL CAREGIVER : Problemi assistenziali giudicati più difficili (n. soggetti 423) n. % Costante sorveglianza del malato 26061,4% Difficoltà ad allontanarsi da casa 23655,7% Riduzione della vita sociale 21651% Ripercussione sulla vita fisica o psichica 15636,8% Necessità di cura fisica completa 13731,6% Ripercussioni negative sul rapporto con altri familiari 8921% Difficoltà a trovare laiuto necessario da altri parenti % Difficoltà a trovare aiuto dalla società 7417,6% Difficoltà economiche 4911,7%

69 Dare il privilegio alla DOMICILIARITA Per mantenere il più a lungo possibile il demente nel suo ambiente Per ritardarne od evitarne listituzionalizzazione SEMPRE ?

70 ….La casa può divenire fonte di pericolo e di confusione (barriere architettoniche ed ostacoli,spazi inadeguati)…. ….Il paziente può non riconoscere il caregiver e la propria abitazione….

71 FATTORI DI RISCHIO DI ISTITUZIONALIZZAZIONE NEI PAZIENTI DEMENTI RISCHI LEGATI AL PAZIENTE Problemi comportamentali Tipo e grado di declino cognitivo RISCHI LEGATI AL CAREGIVER Stato di salute Capacità di portare aiuto Uso della rete dei servizi Reazione ai problemi comportamentali del pz. Relazione col paziente Problemi familiari

72 FATTORI PREDITTIVI DI ISTITUZIONALIZZAZIONE Disturbi comportamentali del paziente Precedente sintomatologia depressiva del caregiver Utilizzo di servizi domiciliari Ricorso al ricovero di sollievo ( Whitlach CJ et al.2003)

73 Caregivers tend to delay the use of respite care service until the patient is extremely impaired... C. Cox 1999

74 Nursing home staff often regard people with dementia as problemor heavy care,healty liabilityresidents who are difficult to manage. Sloane P.D.1998

75 Wandering,poor impulse control,and combativeness are among the many changes in behaviour,function personality and mood of Alzheimer patients for which many staff members are unprepared by training or experience. Berg L.1999

76 Items della scala di Gruetzner con punteggio medio più alto Everamente stancante per me lavorare con questo paziente (2.56) Sono stanco di ripetergli così spesso le stesse cose (2.50) Mi fa impazzire quando nega i suoi problemi e rimprovera gli altri (2.34) Emolto difficile per me comunicare con lui(2.30) Efrustrante e irritante per me lavorare con questo paziente (2.24) Mi pare che il paziente debba apprezzare di più quello che faccio per lui (2.20) Mi pare che occuparmi di lui richieda troppo tempo (2.14)

77 Le Convenzioni e i Diritti degli Ospiti Diritto di cura e assistenza Diritto di difesa Diritto di prevenzione Diritto di parola e di ascolto Diritto di informazione Diritto di partecipazione Diritto di accettazione Diritto alla critica Diritto al rispetto e al pudore Diritto di riservatezza Diritto di pensiero e di religione

78 Lasciate ogni speranza o voi che entrate. ?

79 LO SVILUPPO DI UNA RETE DI SERVIZI INTEGRATI SOCIOSANITARI, SIA DOMICILIARI CHE RESIDENZIALI, E LA RISPOSTA PIU IDONEA ALLE DIFFICOLTA DI RAPPORTO DELLANZIANO CON LA MALATTIA CRONICA MALATI ALZHEIMER / RAPPORTO RETE SOCIALE E DEI SERVIZI Percepiscono lassegno di accompagnamento 34% Frequentano un centro diurno7,6% Usufruiscono dellADI6% Ricoverati in strutture sanitarie-assistenziali 19,8% Circa Alzheimer sono di fatto esclusi da servizi indispensabili per loro e le loro famiglie Dati CENSIS, 1999

80 Agli uomini abbiamo sostituito numeri e alla compassione nei confronti delle sofferenze umane abbiamo sostituito lassillo dei riequilibri contabili F.Caffè(Micromega 1986)

81 …Tanto è …Tanto è DEMENTE !!... DEMENTE !!

82 10 consigli per mantenersi giovani…e con buona memoria 1.Esercita la mente 2.Pratica attività fisica 3.Mangia e bevi in modo salutare 4.Sviluppa un sistema di suggerimenti 5.Concediti tempo per ricordare le cose

83 10 consigli per mantenersi giovani…e con buona memoria 6.Impara tecniche di rilassamento 7.Pensa positivo 8.Parlane con il tuo medico 9.Controlla periodicamente gli esami ematochimici e la pressione arteriosa 10.Affronta il problema con saggezza

84 Sono fattori protettivi nei confronti del rischio di demenza Partecipare a giochi da tavolo e di società Leggere Suonare strumenti musicali Fare parole crociate Scrivere Ballare Dedicarsi alla cura della casa Praticare ginnastica di gruppo Dedicarsi alla cura dei bambini (fare il nonno o la nonna !!) Nuotare N Engl J Med 2003;348: Hanno attività di socializzazione

85 Alzheimer / Farmaci CURATIVI Colinergici (inibitori delle colinesterasi - ChEI: Donezepil, Rivastigmina, Galantamina) (stimolanti: recettori muscarinici e nicotinici post- sinaptici: in studio) Antiossidanti (Vit.E, ecc) FANS Estrogeni Attivi su componente vascolare (aspirina, ecc.) Altri (ginko - biloba, nootropi, ecc) SINTOMATICI

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87 MCI / POTENTIAL PHARMACOLOGICAL TREATMENT Vitamin E Donepezil HCL (Aricept) Rivastigmine tartrate (Exelon) COX-2 inhibitors Galantamine (Reminyl) Piracetum (Nootropil)

88 Al di sotto dei 75 anni di età la prevalenza risulta lievemente più alta nella popolazione di sesso maschile, mentre il dato si inverte in età più avanzata.

89 Il diritto a cure che siano finalizzate al raggiungimento di un risultato (anche se limitato) superando la tradizionale visione assistenzialistica per la quale qualsiasi intervento giustificava se stesso, indipendentemente dagli obiettivi. (Culyer,1977) Per un pregiudizio diffuso, i cronici sono considerati pazienti inguaribili,preferibilmente da ricoverare in case di cura o di riposo. La scorrettezza di tale concezione è evidente : si confonde la riduzione dellautosufficienza e la dipendenza da altri con linguaribilità e lirrecuperabilità

90 Lasciate ogni speranza o voi che entrate. ?

91 Evoluzione della popolazione italiana per classe di età, (Lori, 1995, mod.)

92 La demenza è una sindrome clinica caratterizzata da perdita acquisita delle abilità cognitive ed emozionali di severità tale da interferire con le funzioni quotidiane e la qualità di vita. Whitehouse P.J., N.E.J.M

93 Is it dementia? Dementia / Cognitive decline in aging Dementia / Delirium Drug therapy Dehydratation Cerebral hypoperfusion Pain Infections Dementia / Depression DS Geldmacher, PJ Whitehouse, Neurology, 1997

94 FASE PRECLINICA DELLA DEMENZA utilizzo delle nozioni memoria di fissazione ( memoria di rievoczione) potere di critica (atteggiamenti regressivi) Riconoscimento precoce Protezione, ma non eccessiva Responsabilizzazione, per quanto possibile

95 La presenza di uno stato di cronicità e del suo effetto invalidante ha pesanti riflessi sullequilibrio complessivo dellanziano e della sua famiglia.

96 Il livello di stress del caregiver professionale non risulta correlato alla gravità del deterioramento cognitivo o funzionale del demente e neppure alla frequenza dei disturbi comportamentali.

97 Il grado di stress pare condizionato dal non saper affrontare in modo adeguato i comportamenti tipici del demente,con conseguente frustrazione ed insoddisfazione del caregiving prestato. Tale dato può essere imputabile non tanto alle caratteristiche personali del caregiver,quanto ad una inadeguata preparazione al nursing del paziente demente,per una scarsa conoscenza delle caratteristiche proprie della demenza.

98 REALIZZAZIONE DEL MODELLO A RETE DEI SERVIZI PER GLI ANZIANI Il modello è costituito da 3 livelli di complessità degli interventi Primo livello di interventi costituito dai servizi di assistenza e di cura domiciliare Secondo livello di intervento costituito dallassistenza residenziale funzionalmente collegata con lospedale e da quella semiresidenziale (con particolare riferimento al centro Diurno Integrato - day hospital geriatrico) Terzo livello di interventi costituito dallunità operativa di geriatria dellospedale per acuti e dallunità operativa di lungodegenza post-acuzie dellospedale per post-acuti norme per la programmazione sanitaria e per il Piano sanitario regionale per il triennio

99 caregivers tend to delay the use of the respite care service until the patient is extremely impaired… C.Cox 1997 La crescente richiesta di istituzionalizzazione, quale unica modalità di risposta allo stato di disagio e di non autonomia dellanziano tradisce spesso una difficoltà del familiare di gestione della malattia Ore giorno dedidate al malato (m/DS) - Compagnia e controllo 16.2/1.9 - Preparazione degli alimenti 1.4/1.3 -Igiene 1.3/1.2 -Somministrazione farmaci o medicazioni 0.4/0.6

100 DEMENZE Corticali Alzheimer Pick Sottocorticali Parkinson Biswanger Paralisi sopranucleare progressiva Huntinton MultifocaliCorpi di Lewy Creutzfeld Jacob

101 POPOLAZIONE ITALIANA (1999) < 14 anni14.3% anni67.7% %

102 Evoluzione della popolazione giovane anziana in Italia ( ) (Lori, 1995 mod.)

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104 PREVALENCE OF DEMENTIA IN THE OLDEST OLD Age % , , ,2 T. J. Heeren, JAGS, 1991

105 DIVERSA LETTURA DEL DATO: 5% DEGLI ANZIANI AFFETTI DA DEMENZA OVVERO 95% ESENTI

106 Lo sviluppo di una rete di servizi integrati sociosanitari,sia domiciliari che residenziali,è la risposta più idonea alle difficoltà di rapporto dellanziano e della sua famiglia con la malattia cronica.


Scaricare ppt ""Come si chiama? - Augusta. Cognome? - Augusta. Come si chiama suo marito? - Augusta, credo. Suo marito? - Ah, mio marito... Lei è sposata? - Con."

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