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Le applicazioni (1) Il processo della scrittura

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Presentazione sul tema: "Le applicazioni (1) Il processo della scrittura"— Transcript della presentazione:

1 Le applicazioni (1) Il processo della scrittura
Lingua italiana (CT) Le applicazioni (1) Il processo della scrittura

2 Argomenti della lezione
Questa lezione introduce al problema scrittura di testi informativi tecnico-scientifici in quanto attività processuale. Sono oggetto di analisi, nello specifico: Le attività che precorrono la scrittura. Quelle che la costituiscono. Quelle che la seguono.

3 Il senso della questione
La produzione di un testo (sia scritto che orale) è un processo e non un evento: è cioè il risultato di un’attività complessa, che si articola ricorsivamente in un numero variabile di fasi. La gestione razionale del lavoro di redazione lo rende più facile, più efficace e permette di giungere a risultati comunicativi migliori, anche quando si lavori in team di sviluppo.

4 Il processo della scrittura: le fasi
Per quanto si possa suddividere il processo di realizzazione di un testo in maniera variabile, noi pensiamo che si possano delineare al suo interno 7 fasi principali: Esse sono le seguenti: la scelta di un tema generale; l’analisi della situazione operativa e comunicativa e la pianificazione del lavoro; l’identificazione di un tema ristretto, la scelta di un modello, la formalizzazione di una tesi; la raccolta del materiale documentario atto a raggiungere gli scopi comunicativi che ci si è prefissi, la sua valutazione, la sua schedatura ed il suo ordinamento; la stesura di una scaletta di lavoro; la prima scrittura; la revisione e le riscritture, sino alla conclusione del lavoro.

5 Il processo della scrittura: le fasi
Per tema generale intendiamo l'argomento al quale deve venire dedicato il testo in elaborazione. Con i sintagmi situazione comunicativa e situazione operativa invece, ci riferiamo sia al contesto in cui lo scrivente si trova ad operare (le risorse che ha a disposizione, l'aiuto su cui può contare, il tempo che è in grado di dedicare alla scrittura), sia quello in cui il testo verrà fruito (in ambito scolastico da un docente meticoloso, in ambito aziendale da parte di amministratori frettolosi, in un'istituzione di ricerca da specialisti, su Internet da un navigatore medio annoiato...). Con il sintagma tema ristretto indichiamo l'oggetto preciso sul quale verterà il testo. Un tema ristretto è sostanzialmente il risultato di una focalizzazione del tema generale.

6 Il processo della scrittura: le fasi
La tesi, in un testo informativo e descrittivo è un enunciato in cui vengono precisate le modalità e le finalità della trattazione ed in cui viene indicato con precisione l'argomento su cui si informerà o l'oggetto/evento che si descriverà; in un testo persuasivo/argomentativo, essa è invece un enunciato in cui, oltre a definire le finalità del documento, si esprime un’opinione precisa su un tema ben delimitato. Il materiale documentario è costituito dalla somma delle fonti primarie e da quelle secondarie, ossia - rispettivamente - da ricerche sul campo, inchieste, questionari, documenti di prima mano; e da saggi, studi, articoli o materiale informativo disponibile su Internet. La scaletta di lavoro è un elenco strutturato delle tematiche principali e secondarie affrontate nel documento.

7 Il processo della scrittura: fase 2
Fase 2: analisi preliminare della situazione e pianificazione del lavoro Essa consiste nell’analisi della situazione in cui ci si troverà a produrre il testo che lo affronterà e quella in cui esso verrà fruito da parte dei suoi lettori.

8 Il processo della scrittura: fase 2
L’analisi della situazione impone che si debba: verificare la propria disponibilità di tempo; valutare onestamente il proprio grado di conoscenza dell'argomento; tracciare un ritratto realistico ed approfondito del destinatario del testo; prevedere il suo atteggiamento nei confronti del soggetto trattato; immaginare le modalità attraverso cui il testo verrà letto.

9 Il processo della scrittura: fase 2
La pianificazione del lavoro impone che si debba: Verificare i vincoli cui esso dovrà sottostare, ovvero: quanto potrà o dovrà essere lungo il testo? Ci saranno specifiche particolari da rispettare? quale sia il livello di approfondimento, e cioè la ricchezza informativa del documento; quali siano la struttura, il linguaggio, i contenuti, il tono, lo stile, la modalità di presentazione più adatti all'udienza designata (testo ampio e molto articolato, o più sintetico e scioltamente discorsivo? Linguaggio alto e ricco di tecnicismi o più colloquiale e divulgativo? Layout ed aspetto molto curati e professionali o più informalmente ufficiosi?); quale sia il materiale documentario necessario, e quale quello presumibilmente disponibile alla realizzazione del progetto.

10 Il processo della scrittura: fase 3
Fase 3: identificazione di un tema ristretto, scelta di un modello, formalizzazione di una tesi La fase 3 prevede che si valuti l'effettiva adeguatezza del tema generale alle condizioni in cui si lavora ed a quelle in cui opererà l'uditorio e che si proceda, se necessario, alla sua focalizzazione. Ciò significa che si dovrà cercare di selezionarne un aspetto particolare e di focalizzarvi la propria attenzione; si tratterà, cioè, di precisarlo e di limitarne la portata, ricavandone un tema più ristretto e conforme alla necessità. L'operazione di "riduzione" del tema generale prevede due fasi: (1) la sua "esplosione" e frammentazione in una serie di microtemi tra di loro correlati; (2) la scelta di uno o più "frammenti" correlati fra di loro; da questi si estrarrà il tema ristretto. Una volta che esso sia stato scelto, si dovranno prendere alcune decisioni fondamentali in merito alle finalità ed alla tipologia del testo che ci si accinge a scrivere ed, infine, si dovrà formalizzare una tesi.

11 Esplosione del tema generale e selezione di microtemi
Per facilitare il compito di produzione delle idee può essere utile l'uso di quelle medesime tecniche di stimolo del pensiero creativo cui si è in parte fatto riferimento nella sezione dedicata alla scelta del tema generale; può essere vantaggioso, cioè: attingere idee alla stampa quotidiana e periodica o ai servizi informativi Internet; leggere opere di consultazione o monografie introduttive; discutere con colleghi o persone che facciano parte del proprio gruppo di studio; dedicarsi a sessioni di freewriting e di brainstorming.

12 Esplosione del tema generale e selezione di microtemi

13 Esplosione del tema generale e selezione di microtemi
Quando si sia identificato un valido tema ristretto, si dovrà scegliere un modello da imitare. Una modello non è altro che uno schema abbastanza generale di testo che dà una serie di indicazioni sulla base delle  quali lo scrivente dovrebbe realizzare il proprio documento: i modelli forniscono soprattutto regole relative alla struttura generale dei testi ed alle caratteristiche del loro paratesto, ma non mancano di suggerire, talora, anche l'adozione di determinate strategie comunicative o di una particolare veste linguistica.. Esistono modelli differenti, per molte "specie" testuali: ve ne sono, ad esempio, per la lettera commerciale, il saggio; per lo studio di fattibilità , la presentazione ed il documento Web. Non li si deve accogliere acriticamente, ma li si deve considerare come insiemi "aperti" di linee guida, da adattare ogni volta alle specifiche finalità comunicative (i fini che si vogliono raggiungere tramite la scrittura: informare; informare e  descrivere; informare e valutare; informare e fornire regole;  informare e persuadere); alle caratteristiche dell'utenza; alle modalità di fruizione del testo. 

14 Formulazione della tesi
La tesi, in un testo informativo e descrittivo, è un enunciato in cui vengono precisate le modalità e le finalità della trattazione ed in cui viene indicato con precisione l'argomento su cui si informerà o l'oggetto/evento che si descriverà. In un testo persuasivo/argomentativo, invece, essa è un enunciato in cui, oltre a definire le finalità del documento, si esprime un’opinione precisa su un tema ristretto ben delimitato.

15 Formulazione della tesi
In un testo informativo (per esempio un articolo di cronaca, una lettera, o in un rapporto) la tesi potrebbe avere questa forma: in questa relazione si presenteranno i vantaggi collegati all'uso di software per la costruzione di mappe cognitive nella scuola secondaria. In particolare, verranno analizzati alcuni tra gli applicativi più diffusi e più accessibili, e si procederà ad una valutazione delle loro rispettive caratteristiche. In un testo di intento persuasivo o argomentativo (ad esempio un saggio), invece, la tesi potrebbe apparire come la seguente: In questo testo dimostreremo che l'impiego delle mappe cognitive nella progettazione e nella realizzazione di testi di tipo informativo ed argomentativo dovrebbe essere insegnato e promosso in tutti gli ordini di scuole).

16 Formulazione della tesi
Nei testi argomentativi e persuasivi non si deve mai omettere il riferimento al proprio pensiero, all'idea che si sostiene, all'idea che si vuole supportare. Senza un’opinione da convalidare non esisterebbe neppure, propriamente, un testo argomentativo; è dunque importantissimo che essa venga evidenziata senza ambiguità, se possibile già in apertura di documento. Per questa ragione, sono da considerare improprie, in un testo argomentativo, tesi espresse come semplici sottoscrizioni di intenti (In questo mio articolo parlerò della comunicazione nell’era digitale), che possono invece andare bene per testi informativi; e non sono costituiscono una tesi valida neppure enunciati che si riducano ad una semplice constatazione (La comunicazione nell’era digitale è più veloce di quella dell’età pre-informatica), che non necessita, evidentemente, di grandi sforzi probatori.

17 Il processo della scrittura: fase 4
Fase 4: raccolta del materiale documentario, valutazione, schedatura Il processo di ricerca delle informazioni si articola in tre fasi fondamentali: l'esplorazione delle fonti primarie e secondarie; l'analisi, la valutazione e l'interpretazione del materiale reperito; la schedatura dei dati in vista del loro riuso.

18 Esplorazione delle fonti: fonti primarie e secondarie
Le fonti primarie (o dirette) sono quelle che forniscono informazioni non filtrate, e cioè raccolte senza mediazioni da chi è coinvolto in prima persona in eventi ed azioni. le fonti secondarie (o indirette) sono, invece, quelle riportate in maniera mediata, selezionate, vagliate ed elaborate sulla base di quelle primarie.

19 Esplorazione delle fonti: fonti primarie e secondarie
Sono, ad esempio, fonti primarie, i dati raccolti da osservazioni personali, da interviste, da questionari o da inchieste; sono fonti primarie anche i manoscritti di un'opera, le lettere autografe, le riprese televisive in diretta. Rappresentano, invece, fonti secondarie le opere generali di riferimento, le guide bibliografiche, i manuali istituzionali, le monografie, i saggi, le tesi di laurea, gli articoli che si trovano in riviste specializzate ed in riviste comuni, i testi accessibili telematicamente in quanto commentino ed analizzino fatti e dati attinti ad altre fonti.

20 Esplorazione delle fonti: fonti primarie e secondarie
La ricerca delle fonti secondarie può richiedere: la consultazione di schedari tematici (soprattutto nella loro versione elettronica) e la loro interrogazione sulla base di parole chiave pertinenti al tema che interessa; la consultazione di schedari ordinati per titolo; la lettura di monografie e manuali di base (tipicamente quelli che hanno per titolo Istituzioni di...; Fondamenti di...; Manuale di...; Lineamenti di...; Introduzione a... più il titolo della disciplina) per risalire, tramite le loro bibliografie e le note a piè di pagina, ad altro materiale utile.

21 Esplorazione delle fonti: fonti primarie e secondarie
lo spoglio (lettura accurata) delle annate più recenti di riviste di settore e la consultazione delle loro sezioni dedicate alle recensioni; consultare raccolte di abstract e bibliografie specializzate.

22 Esplorazione delle fonti: fonti primarie e secondarie
Per le fonti primarie, invece, il discorso è senza dubbio più complesso: la raccolta diretta dei dati, infatti, richiede conoscenze, capacità, personale e strutture che permettano di non compiere errori (per non ottenere risultati falsati) e di sapere distinguere il materiale significativo da quello che non lo è. In questa sede non possiamo neppure toccare il problema, su cui esiste ampia letteratura; ad essa rinviamo per ogni informazione.

23 Esplorazione delle fonti: valutazione
Tutte le informazioni raccolte andranno verificate e valutate per determinarne il grado di attendibilità e la loro rilevanza. I criteri per saggiare l’attendibilità di una fonte sono molteplici; di norma si tratterà di verificare: quanto i dati siano aggiornati; come essi siano stati raccolti; se essi siano stati sottoposti a verifica; se, come, quanto e perché essi divergano da dati rivelati da fonti diverse. se essi siano privi di elementi pregiudiziali. Se siano presentati ingannevolmente.

24 Esplorazione delle fonti: schedatura
Perché i dati reperiti possano essere sfruttati appieno ed in maniera economica, è importante che già dalle prime fasi della raccolta si proceda alla loro schedatura. A questo fine si possono usare sia le tradizionali schede cartacee sia – se si preferisce e come è suggeribile per ragioni di praticità – programmi appositamente realizzati per la gestione integrata delle informazioni bibliografiche, o Biblioscape (informazioni all'indirizzo Nel caso si scelgano i tradizionali cartoncini sarà necessario prevedere la costituzione di due o più archivi differenti, collegati in qualche modo tra di loro: uno dovrebbe raccogliere i riferimenti bibliografici (ossia il nome dell'autore, il titolo, la data di pubblicazione ecc.); un altro (o altri) la trascrizione di brani significativi (li si potrà poi impiegare nelle citazioni) e riassunti o parafrasi dei volumi, degli articoli e delle altre fonti documentarie prese in considerazione.

25 Una scheda bibliografica

26 Una scheda bibliografica

27 Una scheda informativa

28 Un programma per la gestione di bibliografie

29 Un altro programma…

30 Un altro programma…

31 Esplorazione delle fonti: schedatura
In ogni scheda le seguenti informazioni indispensabili: se si tratta di volumi nome e cognome dell’autore; titolo ed eventuale sottotitolo dell’opera (anche nella lingua originaria se si tratta di traduzione: in questo caso meglio appuntarsi anche il nome del traduttore); editore e sede dell’editore stesso; anno dell’edizione; numero di volumi e/o di tomi che costituiscono l’opera; Segnatura. se si tratta di riviste titolo ed eventuale sottotitolo dell’articolo (anche nella lingua originaria se si tratta di traduzione: in questo caso meglio appuntarsi anche il nome del traduttore); titolo della rivista, annata, anno di pubblicazione e numero dell’uscita; numeri delle pagine nelle quali è contenuto il contributo cui si è interessati;

32 Esplorazione delle fonti: bibliografia
La voce di una bibliografia in chiave nome-anno avrà un aspetto simile al seguente, nel caso di volumi: Doe, John, Paolo Mazzatinti e Carlo Cinqueterre Petrarca e Boccaccio. Tradizione, memoria e scrittura, a cura di Roberto verdi, trad. di Giovanni Rossi, 2ª ed., 2 voll., Milano-Napoli, Ricciardi (Pubblicazioni della facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Milano, CXLVII); rist. anast. Bologna, Forni, 1995.

33 Esplorazione delle fonti: bibliografia
Se l’autore ha scritto più di un’opera, gli scritti vanno elencati in ordine cronologico: Doe, John, Paolo Mazzatinti e Carlo Cinqueterre Petrarca e Boccaccio. Tradizione, memoria e scrittura, a cura di Roberto verdi, trad. di Giovanni Rossi, 2 voll., Milano-Napoli, Ricciardi (Pubblicazioni della facoltà di lettere e filosofia dell’Università di Milano, CXLVII); rist. anast. Bologna, Forni, 1995. 1988 Realtà e stile nel Decameron. Letteratura ed intertestualità nella narrativa boccacciana, Roma, Editori Riuniti.

34 Esplorazione delle fonti: bibliografia
Se l’autore ha scritto più di un’opera nello stesso anno, gli scritti vanno elencati in ordine cronologico con una lettera a seguito: Castellani, Arrigo 1987a La dittongazione nel fiorentino trecentesco, Firenze, Giunti. 1987b Metafonesi ed anafonesi a riscontro nell’Italia centrale, Firenze, Accademia della Crusca.

35 Esplorazione delle fonti: bibliografia
La voce di una bibliografia in chiave nome-anno avrà un aspetto simile al seguente, nel caso di riviste: Mura Porcu, Anna 1982 Note sulla grafia del vocabolario degli Accademici della Crusca, in «Studi di lessicografia italiana», IV (1982):

36 Esplorazione delle fonti: bibliografia
La voce di una bibliografia in chiave nome-anno avrà un aspetto simile al seguente, nel caso di siti Web: Carrol, Lewis, 1994 Alice’s Adventures in Wonderland, [Dortmund, Germany], WindSpiel, ed. 2.1, consultata il 10 febbraio 1995, online, disponibile su Internet all’indirizzo <http://www.germany.eu.net/books/carroll/alice.html>. Disponibile anche in formato PostScript e ASCII all’indirizzo <ftp://ftp.Germany.EU.net/pub/books/carroll/>.

37 Esplorazione delle fonti: bibliografia
L’aspetto tipico di una bibliografia in chiave nome anno è quello mostrato dalle miniature alla pagina seguente. Per la sua costruzione si ordineranno le entrate alfabeticamente secondo il cognome degli autori; agli identificativi farà seguito, su righe ogni volta nuove, l’anno di pubblicazione dell’opera da schedare e gli altri dati bibliografici.

38 Esplorazione delle fonti: bibliografia

39 Esplorazione delle fonti: citazioni
Per rinviare alle fonti bibliografiche nel corpo del testo, il metodo più semplice è quello di citare il cognome dell’autore e farlo seguire, senza alcun segno di interpunzione, dall’anno della stampa e dal luogo da cui si cita: il secondo è l’educazione linguistica di Fenoglio (cfr. soprattutto Corti 1980: 20 sgg.; Beccaria 1984: 14 sgg.; Isella 1982: XV sgg.)…

40 Il processo della scrittura: fase 5
Fase 5: la stesura di una scaletta di lavoro La  scaletta di lavoro è il sommario gerarchico degli argomenti che vi verranno trattati, nell’ordine in cui essi lo saranno. Essa appare in forma di lista, talora puntata o numerata; le si dà anche il nome di outline.

41 La scaletta di lavoro Il tipico outline di un testo informativo/argomentativo dovrebbe avere una forma non molto dissimile dalla seguente, che si immagina relativa ad un documento dedicato all'uso delle mappe concettuali: I PROGRAMMI PER LA GESTIONE DI MAPPE CONCETTUALI: UN SUSSIDIO ALLA RICERCA ED ALLA DIDATTICA Premessa Cosa sono le mappe concettuali Quali sono i vantaggi di usare le mappe concettuali A quali fini possono essere impiegate le mappe concettuali     L’uso delle mappe concettuali nella scuola     L’uso delle mappe concettuali nella ricerca Come produrre mappe concettuali con l’elaboratore     I più diffusi programmi per la creazione di mappe Come documentarsi sulle mappe concettuali     Alcuni riferimenti a materiale Web     Alcune indicazioni di lettura Conclusioni

42 La scaletta di lavoro Oppure:
I PROGRAMMI PER LA GESTIONE DI MAPPE CONCETTUALI: UN SUSSIDIO ALLA RICERCA E ALLA DIDATTICA 1. Premessa 2. Cosa sono le mappe concettuali 3. Quali sono i vantaggi di usare le mappe concettuali 4. A quali fini possono essere impiegate le mappe concettuali     4.1. L’uso delle mappe concettuali nella scuola     4.2. L’uso delle mappe concettuali nella ricerca 5. Come produrre mappe concettuali con l’elaboratore     5.1. I più diffusi programmi per la creazione di mappe 6. Come documentarsi sulle mappe concettuali     6.1. Alcuni riferimenti a materiale Web     6.2. Alcune indicazioni di lettura 7. Conclusioni

43 La scaletta di lavoro Word possiede una comoda funzione per l’outlining che rende possibile gerarchizzare segmenti di testo e spostarli da una parte all’altra del documento con tutti i segmenti che ne dipendono. È anche possibile mutare il rango di ciascun segmento tramite una semplice toolbar.

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45 La scaletta di lavoro Esiste anche una funzione di visualizzazione “Mappa” che rende comoda la navigazione di documenti complessi ed estesi.

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47 La scaletta di lavoro Volendo, soprattutto in fase di prima stesura del testo, si potrebbe anche puntare sull'impiego di frasi intere e di brani di commento. I PROGRAMMI PER LA GESTIONE DI MAPPE CONCETTUALI: UN SUSSIDIO ALLA RICERCA ED ALLA DIDATTICA 1. Premessa:presentazione del documento, con individuazione del tema e definizione della tesi Il testo spiegherà cosa siano le mappe concettuali, quali siano i possibili vantaggi collegati al loro impiego, quali siano i fini ai quali possano essere più vantaggiosamente adibite e le situazioni in cui possano essere meglio sfruttate. Una sezione del documento sarà dedicata anche alla presentazione degli strumenti informatici per la loro produzione ed alla indicazione di alcune fonti documentarie tradizionali e telematiche. 2 . Cosa sono le mappe concettuali In questa sezione si presenterà una definizione di mappa concettuale, si individueranno i due principali tipi di mappe e si forniranno alcune rappresentazioni grafiche di entrambi. 3. Quali sono i vantaggi di usare le mappe concettuali In questa sezione del documento si individueranno i principali vantaggi collegati all'uso delle mappe logiche: si sottolineerà che esse possono facilitare l'espressione del pensiero creativo, la memorizzazione e l'apprendimento; che permettono di individuare debolezze informative ed argomentative: che rendono più facile la gestione dinamica e collaborativa di progetti complessi. Si preciserà anche che i vantaggi di cui si è detto sono resi ancora più evidenti se, per creare le proprie mappe, si utilizzano strumenti software appositi. ecc.

48 Il protocollo Se lo si desidera si può fare precedere la scaletta da un protocollo in cui siano esplicitati tutti gli elementi salienti del progetto testuale, che rende più facile il controllo del testo. In esso dovrebbero apparire: alcuni riferimenti agli elementi della situazione operativa che maggiore impatto hanno sulla forma del testo (in primis, in questo caso, la sua ampiezza); le informazioni fondamentali in merito alle sue caratteristiche grafiche e testuali; alcune note riguardo allo scopo che ci si prefigge di raggiungere mediante la sua redazione ed alla audience per la quale lo si è pensato; qualche nota sul modello testuale su cui si è scelto di esemplarlo; la trascrizione della tesi, così come è stata formalizzata in precedenza.

49 Il protocollo Esso potrebbe avere, dunque, questa forma:
I PROGRAMMI PER LA GESTIONE DI MAPPE CONCETTUALI: UN SUSSIDIO ALLA RICERCA ED ALLA DIDATTICA Limiti e caratteristiche: testo di circa 25 cartelle, suddiviso in capitoli e paragrafi titolati ma non numerati. È previsto l’inserimento di immagini. Scopo: eminentemente informativo-valutativo (con alcune sezioni argomentative). L’obiettivo fondamentale dell’elaborato sarà quello di informare sull’utilità delle mappe concettuali, sulle diverse tipologie  di diagrammi esistenti e sugli strumenti software che possono essere utili per la loro generazione. Il testo è pensato per utenti non del tutto digiuni di informatica, ma non per specialisti. Tipologia: saggio di media estensione. Impostazione mediamente formale. Tesi: Le mappe concettuali, per quanto il loro impiego sia ancora relativamente poco diffuso in Italia, rappresentano interessanti strumenti di supporto alla didattica ed alla ricerca, perché potenziano il pensiero creativo, la concettualizzazione e la memorizzazione. La loro utilità risulta particolarmente evidente nel caso in cui, per generarle e gestirle, si impieghi uno dei numerosi pacchetti software (ciascuno dotato di punti di forza e di elementi di debolezza specifici) offerti dal mercato.


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