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Suggestionabilità e tecniche di ascolto: La tutela del minore vittima e/o testimone di abuso o maltrattamento Dott.ssa Gradante Federica Avv. Algeri Lorenzo.

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1 Suggestionabilità e tecniche di ascolto: La tutela del minore vittima e/o testimone di abuso o maltrattamento Dott.ssa Gradante Federica Avv. Algeri Lorenzo

2 Psicologia della testimonianza Interrogare e intervistare a fini investigativi significa attivare nel soggetto che risponde processi relativi alla percezione, alla memoria, alla comunicazione.Interrogare e intervistare a fini investigativi significa attivare nel soggetto che risponde processi relativi alla percezione, alla memoria, alla comunicazione. La testimonianza di chi ha assistito ad un evento- reato è una delle fonti più importanti su cui si fonda laccertamento dei fatti, in particolare in certi procedimenti come quelli dellabuso su minore.La testimonianza di chi ha assistito ad un evento- reato è una delle fonti più importanti su cui si fonda laccertamento dei fatti, in particolare in certi procedimenti come quelli dellabuso su minore. Buona parte della verità processuale si fonda infatti sulla Resocontazione dei fatti.Buona parte della verità processuale si fonda infatti sulla Resocontazione dei fatti.

3 Psicologia della testimonianza Caratteristiche quali età, sesso, aspetti di personalità, coinvolgimento emotivo in un evento, livello di traumaticità dellevento, influenza di accadimenti precedenti, contemporanei e successivi allesperienza in questione rappresentano gran parte delle variabili in gioco durante la testimonianza. La memorizzazione degli eventi avviene in base allo schema cognitivo: conoscenze pregresse o strutture mentali che organizzano le esperienze passate ed influenzano la ritenzione di nuove esperienze. Il soggetto ci darà nel resoconto la versione dei fatti più compatibile al suo schema.

4 Psicologia della testimonianza In sede processuale al minore è chiesta la testimonianza di eventi nei confronti dei quali lo stesso ha una doppia posizione; può essere sia vittima sia testimone.In sede processuale al minore è chiesta la testimonianza di eventi nei confronti dei quali lo stesso ha una doppia posizione; può essere sia vittima sia testimone. Deve esporre fatti relativi a reati in cui i protagonisti sono persone significative e pregnanti per il minore (es i genitori).Deve esporre fatti relativi a reati in cui i protagonisti sono persone significative e pregnanti per il minore (es i genitori). È un testimone fondamentale perché spesso questi reati intrafamiliari non hanno altre fonti se non il minore stesso e laggressore (es. bambino che assiste alla violenza del padre nei confronti della madre).È un testimone fondamentale perché spesso questi reati intrafamiliari non hanno altre fonti se non il minore stesso e laggressore (es. bambino che assiste alla violenza del padre nei confronti della madre). Altra problematica è la tipologia del reato, se sessuale, spesso non è penetrativo ed è difficile accertare lavvenuta violenza perché non lascia tracce.Altra problematica è la tipologia del reato, se sessuale, spesso non è penetrativo ed è difficile accertare lavvenuta violenza perché non lascia tracce.

5 Il processo mnestico La memoria è composta da più sistemi dotati di specifiche proprietà e funzioni. Il modello multiprocesso di Atkinson e Shiffrin è un modello input-output composto da tre componenti: il registro sensoriale (RS): sistema a capacità elevata ma di rapido decadimentoil registro sensoriale (RS): sistema a capacità elevata ma di rapido decadimento la memoria a breve terminela memoria a breve termine la memoria a lungo terminela memoria a lungo termine

6 Il processo mnestico La MBT conserva le informazioni per circa mezzo minuto e ha una capacità e durata limitata. Il passaggio delle informazioni dalla MBT alla MLT è in funzione: della reiterazione delle informazioni nella MBTdella reiterazione delle informazioni nella MBT dell'integrazione e organizzazione del materialedell'integrazione e organizzazione del materiale La MLT è in grado di mantenere la traccia mnestica per giorni, mesi o addirittura anni.

7 Il processo mnestico Modello dei magazzini multipli (Atkinson & Shiffrin, 1968, 1971) Stimolo Registro Sensoriale MBTMLT DecadimentoReiterazione

8 Il processo mnestico A questo modello ha fatto seguito nel 1974 quello di Baddeley e Hitch che spiega la working memory. Non si distingue più in modo netto tra depositi a breve e lungo termine ma vi è la possibilità di trattenere le informazioni ricevute con diverse modalità sensoriali per poi lasciarle cadere o passarle alla MLT. È necessaria unelaborazione più profonda che connette le informazioni alle conoscenze pregresse. Questa elaborazione sarebbe compiuta dallesecutivo centrale regolato a sua volta dalle aree pre frontali.

9 Il processo mnestico La MLT è suddivisa generalmente in due grosse categorie: Memoria Dichiarativa o Esplicita, si riferisce alla conoscenza esplicita come la definizione di una parola, è un tipo di conoscenza direttamente accessibile alla coscienza e esprimibile a parole. Memoria Dichiarativa o Esplicita, si riferisce alla conoscenza esplicita come la definizione di una parola, è un tipo di conoscenza direttamente accessibile alla coscienza e esprimibile a parole. Memoria Procedurale o Implicita, Memoria Procedurale o Implicita, si riferisce alle procedure che utilizziamo nello svolgimento di un compito,è un tipo di conoscenza tacita, non verbalizzata. Può riguardare abilità motorie o sequenze di azioni es. andare in bicicletta

10 Il processo mnestico La Memoria Retrospettiva La Memoria Retrospettiva permette di recuperare dalla memoria fatti o episodi del passato; La Memoria Prospettica La Memoria Prospettica permette di ricordare piani, intenzioni e azioni che svolgeremo in futuro. Es. Ricordarsi di prendere una pillola Es. Ricordarsi di consegnare un libro in biblioteca N.B. Un compito di Memoria Prospettica contiene sempre elementi Retrospettivi. Es. Come si chiama la pillola che devo prendere?

11 Il processo mnestico La Memoria Autobiografica. La Memoria Autobiografica si riferisce al ricordo di informazioni legate al sé. Comprende 3 livelli organizzati gerarchicamente: Estesi periodi di vita (es. quando ho vissuto allestero) Eventi generali (es. la scorsa estate) Eventi specifici (es. la cena di martedì scorso) N.B. Sebbene il senso generale del ricordo sia corretto, spesso i dettagli sono ricordati scorrettamente. I ricordi autobiografici hanno carattere Ricostruttivo.

12 Il processo mnestico Il minore per la testimonianza deve saper usare soprattutto due tipi di memoria a lungo termine: MEMORIA EPISODICA, contribuisce alla ritenzione di specifici eventi ed esperienze di vita chiaramente collocabili nel tempo e nello spazio, è la più utile ai fini della testimonianza. MEMORIA EPISODICA, contribuisce alla ritenzione di specifici eventi ed esperienze di vita chiaramente collocabili nel tempo e nello spazio, è la più utile ai fini della testimonianza. Es. Che tempo faceva il giorno in cui hai sostenuto lesame? Es. Cosa hai mangiato a pranzo domenica?

13 Il processo mnestico MEMORIA SEMANTICA, si riferisce a conoscenze astratte e generali sul mondo apprese direttamente o da altri, conoscenza concettuale e linguistica. MEMORIA SEMANTICA, si riferisce a conoscenze astratte e generali sul mondo apprese direttamente o da altri, conoscenza concettuale e linguistica. Es. Ditemi il nome dei primi 5 mammiferi che vi vengono in mente. Es. Ditemi il nome dei primi 5 mammiferi che vi vengono in mente. N.B. Anche questo tipo di memoria è fondamentale ai fini della testimonianza, al minore è infatti chiesta la capacità di recuperare un evento specifico dalla memoria e di saperlo spiegare, narrare.

14 Sviluppo della memoria nel minore Memoria Episodica e Semantica (Tulving, 1972) Si osserva che nei bambini al di sotto dei 3-5 anni si ha una significativa difficoltà a livello della Memoria Episodica mentre vi è una ricchissima capacità di formare e accrescere la Memoria Semantica. Tra 1 e 2 anni il bambino impara centinaia di parole, regole linguistiche,informazioni su oggetti, animali, persone mentre di rado è capace di rievocare con completezza un singolo specifico episodio.

15 Sviluppo della memoria nel minore Memoria Autobiografica Data la scarsa capacità organizzativa del materiale mnestico del bambino nei primi 2 anni di vita la memoria autobiografica non esiste prima dei 5-7 anni. Data la scarsa capacità organizzativa del materiale mnestico del bambino nei primi 2 anni di vita la memoria autobiografica non esiste prima dei 5-7 anni. Con laumentare delletà aumentano i ricordi circoscritti - gli episodi e diminuiscono quelli ricorrenti - eventi di routine; Con laumentare delletà aumentano i ricordi circoscritti - gli episodi e diminuiscono quelli ricorrenti - eventi di routine; i bambini molto piccoli ricordano degli script, cioè eventi che si ripetono con una certa uniformità, mentre quelli più grandi - 7 e 9 anni - sono già capaci di ricostruire una esperienza originale producendo un ricordo personale con caratteristiche di episodio. i bambini molto piccoli ricordano degli script, cioè eventi che si ripetono con una certa uniformità, mentre quelli più grandi - 7 e 9 anni - sono già capaci di ricostruire una esperienza originale producendo un ricordo personale con caratteristiche di episodio.

16 Sviluppo della memoria nel minore Memoria Autobiografica La Nelson ha mostrato che nei bambini piccoli è più frequente il ricordo di uno script, per esempio Che cosa si fa solitamente allasilo piuttosto che il ricordo di un evento singolo Che cosa è successo ieri allasilo?. La Nelson ha mostrato che nei bambini piccoli è più frequente il ricordo di uno script, per esempio Che cosa si fa solitamente allasilo piuttosto che il ricordo di un evento singolo Che cosa è successo ieri allasilo?. Ciò che manca nei bambini di 2 –3 anni fondamentalmente è la capacità di riflettere sui propri ricordi e saperli organizzare. Ciò che manca nei bambini di 2 –3 anni fondamentalmente è la capacità di riflettere sui propri ricordi e saperli organizzare.

17 Sviluppo della memoria nel minore Memoria Autobiografica Nei bambini sotto i 7 anni vi sono ricordi di immagini e di emozioni, ma viene a mancare la componente narrativa propria della M.Autobiografica. Nei bambini sotto i 7 anni vi sono ricordi di immagini e di emozioni, ma viene a mancare ancora la componente narrativa propria della M.Autobiografica. Manca la rievocazione conscia delle esperienze con la distinzione della fonte e del contesto del ricordo, fino a quando essi non diventano capaci di riflessione e di autocoscienza; Manca la rievocazione conscia delle esperienze con la distinzione della fonte e del contesto del ricordo, fino a quando essi non diventano capaci di riflessione e di autocoscienza;

18 Sviluppo della memoria nel minore Memoria Autobiografica I ricordi riferiti in forma di episodi autobiografici sono per lo più leffetto di un racconto di familiari oppure sono ricostruzioni prodotte con laiuto di altri adulti. I ricordi riferiti in forma di episodi autobiografici sono per lo più leffetto di un racconto di familiari oppure sono ricostruzioni prodotte con laiuto di altri adulti. I bambini piccoli – sotto i 5 - non rispondono oppure inventano, basandosi sulle narrazioni portate dai genitori o confondendole con le proprie dando origine a ricordi confabulatori. I bambini piccoli – sotto i 5 - non rispondono oppure inventano, basandosi sulle narrazioni portate dai genitori o confondendole con le proprie dando origine a ricordi confabulatori. A partire dai 9-10 anni identificano meglio la fonte dellinformazione es. Mamma mi diceva.. A partire dai 9-10 anni identificano meglio la fonte dellinformazione es. Mamma mi diceva..

19 Sviluppo della memoria nel minore In linea generale Si osserva una forte crescita tra i 6-9 anni, un leggero rallentamento tra i 9 e i 13, fino a raggiungere quasi un plateau durante ladolescenza. Questo livello poi si conserverebbe per tutta letà adulta e subirebbe un declino con linizio dellinvecchiamento. Si osserva una forte crescita tra i 6-9 anni, un leggero rallentamento tra i 9 e i 13, fino a raggiungere quasi un plateau durante ladolescenza. Questo livello poi si conserverebbe per tutta letà adulta e subirebbe un declino con linizio dellinvecchiamento. I processi di Categorizzazione e Organizzazione dellinformazione aumentano progressivamente tra i 6 e i 7 anni. Lincremento della memoria negli anni seguenti riguarda compiti cognitivi più complessi che richiedono controllo e rielaborazione dellinformazione. I processi di Categorizzazione e Organizzazione dellinformazione aumentano progressivamente tra i 6 e i 7 anni. Lincremento della memoria negli anni seguenti riguarda compiti cognitivi più complessi che richiedono controllo e rielaborazione dellinformazione.

20 Sviluppo della memoria nel minore In linea generale Strategie: sono deliberate e consce dopo i 5 anni sia nella fase di apprendimento in cui si forma la codifica,sia in quella di richiamo o rievocazione. Strategie: sono deliberate e consce dopo i 5 anni sia nella fase di apprendimento in cui si forma la codifica,sia in quella di richiamo o rievocazione. Qui cè linfluenza degli adulti e della scuola, che rendono esplicite queste strategie. Qui cè linfluenza degli adulti e della scuola, che rendono esplicite queste strategie. I meccanismi di base sottostanti ai processi mnestici sono comunque gli stessi nei bambini e negli adulti: i ricordi sono dimenticati gradualmente, recuperati attraverso indizi e modificati da nuove informazioni. I meccanismi di base sottostanti ai processi mnestici sono comunque gli stessi nei bambini e negli adulti: i ricordi sono dimenticati gradualmente, recuperati attraverso indizi e modificati da nuove informazioni.

21 Il processo mnestico: fattori di disturbo nella percezione dellevento Limiti fisiologici - es. bambino o anzianoLimiti fisiologici - es. bambino o anziano Deficit sensoriali - es. vista offuscataDeficit sensoriali - es. vista offuscata Droghe e psicofarmaciDroghe e psicofarmaci Durata e condizioni di osservazione - coinvolgimento emotivo – aspetti contestualiDurata e condizioni di osservazione - coinvolgimento emotivo – aspetti contestuali Fattori legati a qualità dellevento - Traumaticità delleventoFattori legati a qualità dellevento - Traumaticità dellevento Rapporto del percepito con il percepiente - es. è coinvolto un adulto pregnante per il minore.Rapporto del percepito con il percepiente - es. è coinvolto un adulto pregnante per il minore.

22 Il processo mnestico: fase di codifica Sotto i 6 anni i bambini riferiscono meglio il «cosa» è successo e se sulla scena del crimine erano presenti degli oggetti. Sono più portati a decodificare dettagli centrali -what, how, why- piuttosto che periferici -when, where. Il problema è determinato dal fatto che i bambini possono considerare periferico un dettaglio centrale a fini giudiziari e viceversa es. ci riferisce a cosa stava giocando, dettaglio per lui importante.

23 Fattori di disturbo nella fase di ritenzione-trattenimento del ricordo Entrano in gioco due tipi di interferenze: INTERFERENZA RETROATTIVA: un informazione appresa in un secondo momento («più recente») interferisce con il recupero di un informazione appresa in precedenza («più vecchia»). INTERFERENZA RETROATTIVA: un informazione appresa in un secondo momento («più recente») interferisce con il recupero di un informazione appresa in precedenza («più vecchia»). INTERFERENZA PROATTIVA: un informazione appresa in precedenza («più vecchia») interferisce con il recupero di un informazione appresa successivamente («più recente»).INTERFERENZA PROATTIVA: un informazione appresa in precedenza («più vecchia») interferisce con il recupero di un informazione appresa successivamente («più recente»).

24 Fattori di disturbo nella fase di ritenzione-trattenimento del ricordo Nel bambino in questa fase incide: Il tempo che intercorre prima che venga recuperata linformazioneIl tempo che intercorre prima che venga recuperata linformazione Quando il minore è vittima di reato solitamente il tempo del reato (TR) non coincide con il tempo della denuncia (TD).Quando il minore è vittima di reato solitamente il tempo del reato (TR) non coincide con il tempo della denuncia (TD). Prima di arrivare al TD il bambino comunica a qualcuno (adulto o minore) il presunto abuso, ci sarà quindi un TA/M (tempo delladulto/minore) che intercorre.Prima di arrivare al TD il bambino comunica a qualcuno (adulto o minore) il presunto abuso, ci sarà quindi un TA/M (tempo delladulto/minore) che intercorre. Il tempo è dilatato e peggiora la qualità del ricordo.Il tempo è dilatato e peggiora la qualità del ricordo.

25 Fattori di disturbo nella fase di recupero e riproduzione del ricordo Decadimento naturale della traccia mnestica.Decadimento naturale della traccia mnestica. Lattività ricostruttiva, è una fase peculiare del ricordo soprattutto nel bambino; riferiamo i ricordi che riteniamo essere più coerenti col nostro schema.Lattività ricostruttiva, è una fase peculiare del ricordo soprattutto nel bambino; riferiamo i ricordi che riteniamo essere più coerenti col nostro schema. Le tecniche di interrogatorioLe tecniche di interrogatorio Le interferenze da informazioni successive ovvero quelle che il testimone acquisisce quando gli vengono fatte le domande.Le interferenze da informazioni successive ovvero quelle che il testimone acquisisce quando gli vengono fatte le domande. Le pressioni sociali es il bambino potrebbe sentirsi in colpa per aver denunciato il papà.Le pressioni sociali es il bambino potrebbe sentirsi in colpa per aver denunciato il papà.

26 Fattori di disturbo nella fase di recupero e riproduzione del ricordo Tecniche di interrogatorio Effetto di MISINFORMAZIONE Rischio di inserire un informazione fuorviante Linformazione sbagliata modifica il ricordo Il bambino ricorda linformazione sbagliata e finisce per cancellare quella corretta

27 Fattori di disturbo nella fase di recupero e riproduzione del ricordo Distorsione della memoria sia a livello di resoconto e di rappresentazione dellevento Arrivo addirittura a cancellare linformazione giusta Totale distorsione, si è completamente compromessa la qualità del ricordo Un bambino arriva a ricordare un evento mai vissuto (misinformation effect)

28 Fattori di disturbo nella fase di recupero e riproduzione del ricordo Lattività ricostruttiva Il bambino in sede processuale deve narrare un evento e la resocontazione dei fatti non sempre coincide con il ricordo (memoria ricostruttiva).Il bambino in sede processuale deve narrare un evento e la resocontazione dei fatti non sempre coincide con il ricordo (memoria ricostruttiva). La nostra memoria funziona secondo un meccanismo di ricostruzione piuttosto che di riproduzione.La nostra memoria funziona secondo un meccanismo di ricostruzione piuttosto che di riproduzione.

29 Fattori di disturbo nella fase di recupero e riproduzione del ricordo Il ricordo non è una fotocopia delleventoIl ricordo non è una fotocopia dellevento La memoria è un processo ricostruttivoLa memoria è un processo ricostruttivo Il ricordo di un evento è una delle possibili ricostruzioni che facciamo a partire dai dati a nostra disposizioneIl ricordo di un evento è una delle possibili ricostruzioni che facciamo a partire dai dati a nostra disposizione

30 Fonti di distorsione della memoria Le fonti di distorsione della memoria possono essere: Le fonti di distorsione della memoria possono essere: Interne legate alle caratteristiche di chi osserva levento es deficit visivi eccInterne legate alle caratteristiche di chi osserva levento es deficit visivi ecc Esterne legate alle condizioni di osservazione dellevento es vicini, lontani, ambiente poco illuminato eccEsterne legate alle condizioni di osservazione dellevento es vicini, lontani, ambiente poco illuminato ecc Relazionali legate alle modalità ed al contesto in cui viene recuperata linformazione.Relazionali legate alle modalità ed al contesto in cui viene recuperata linformazione.

31 Fonti di distorsione della memoria: il falso ricordo Il falso ricordo si crea spesso in maniera inconsapevole, è lesito di un processo di ristrutturazione della memoria; leventuale errata o distorta rievocazione non è generata da intenzionalità del soggetto ma da fenomeni di suggestione. Perché il FR diventi strutturato: Perché il FR diventi strutturato: 1.levento suggerito deve essere plausibile 2.Il soggetto dovrà costruire un immagine del ricordo intorno al quale creare una narrazione 3.Ci deve essere un errore nella valutazione della fonte es. «non ricordo chi me lha detto»

32 Fonti di distorsione della memoria: il falso ricordo Il falso ricordo è conseguenza del Misinformation effect ed è influenzato da: FATTORI COGNITIVI Coerenza con gli schemi cognitivi del soggetto. FATTORI SOCIALI Credibilità della persona che invia il messaggio fuorviante es. una maestra, un genitore.

33 Falsa testimonianza e falso ricordo Diversamente dal FR, una comunicazione di un evento non aderente alla realtà caratterizzata da consapevolezza e volontarietà in chi la riporta, viene definita come falsa testimonianza.Diversamente dal FR, una comunicazione di un evento non aderente alla realtà caratterizzata da consapevolezza e volontarietà in chi la riporta, viene definita come falsa testimonianza.

34 Vulnerabilità psicologica dellinterrogato COMPLIANCE La tendenza del soggetto ad assecondare una proposta che gli viene fornita dallesterno per ottenere un vantaggio immediato. Il soggetto è pienamente consapevole dellinfluenza ricevuta ed accetta di adeguarsi alle richieste del suo interlocutore. Volontà di compiacere linterlocutore per evitare conflitti.

35 Vulnerabilità psicologica dellinterrogato ACQUIESCENZA La tendenza del soggetto a rispondere in modo affermativo al di là del contenuto, è un modo di essere, una caratteristica di personalità. Diversamente dalla compliance, nel soggetto non cè lintento di ottenere un vantaggio.

36 Vulnerabilità psicologica dellinterrogato SUGGESTIONABILITA È la tendenza individuale a rispondere in modo specifico a stimoli suggestivi. La suggestione riguarda caratteristiche specifiche contenute nello stimolo, mentre la suggestionabilità ha a che fare con le caratteristiche della persona stimolata a rispondere, è la tendenza del soggetto a non resistere allo stimolo suggestivo.

37 Vulnerabilità psicologica dellinterrogato SUGGESTIONABILITA In età evolutiva è fortemente circostanziale, situazionale, contestuale, legata cioè non alla fascia detà ma al setting domanda-risposta (suggestionabilità interrogativa) Anche una differenza di ruoli può determinare suggestionabilità nel minore per esempio se è un poliziotto ad interrogarlo.

38 Vulnerabilità psicologica dellinterrogato Errori guidati da Suggestioni I bambini molto facilmente si lasciano suggestionare dalle domande delladulto importante, se credono di dover dare per forza una risposta: così potevano dire di aver visto un adulto col cappello - che in realtà non aveva - se la domanda era Dimmi di che colore era il cappello del signor X I bambini molto facilmente si lasciano suggestionare dalle domande delladulto importante, se credono di dover dare per forza una risposta: così potevano dire di aver visto un adulto col cappello - che in realtà non aveva - se la domanda era Dimmi di che colore era il cappello del signor X

39 Vulnerabilità psicologica dellinterrogato Errori guidati da Suggestioni Sotto leffetto della pressione suggestiva, i bambini costruiscono ricordi falsi in cui includono i suggerimenti ricevuti, dimenticando le fonti delle informazioni. Il fenomeno è tanto più intenso quanto più i soggetti sono sensibili allautorità di chi li suggestiona e quanto più sono ricchi di immaginazione.

40 Vulnerabilità psicologica dellinterrogato Errori guidati da Suggestioni Linformazione suggestiva non solo accresce il grado di plausibilità di un evento anche se raro, ma in alcuni casi aumenta anche la credenza di aver assistito allevento o di averlo sperimentato. Linformazione suggestiva non solo accresce il grado di plausibilità di un evento anche se raro, ma in alcuni casi aumenta anche la credenza di aver assistito allevento o di averlo sperimentato. Questi ricordi sono falsi, anche quando sono ricchi di immagini flash e di dettagli. Questi ricordi sono falsi, anche quando sono ricchi di immagini flash e di dettagli.

41 Vulnerabilità psicologica dellinterrogato Errori guidati da Suggestioni Cè anche il rischio di sottovalutare testimonianze veritiere di bambini su violenze che hanno subito: ci sono bambini timidi o insicuri che lungi dallinventare episodi e dettagli immaginari, si confondono e si rinchiudono nella negazione, non tanto per un meccanismo di rimozione ma per la paura di non essere creduti dalladulto. Cè anche il rischio di sottovalutare testimonianze veritiere di bambini su violenze che hanno subito: ci sono bambini timidi o insicuri che lungi dallinventare episodi e dettagli immaginari, si confondono e si rinchiudono nella negazione, non tanto per un meccanismo di rimozione ma per la paura di non essere creduti dalladulto. Occorre quindi concentrarsi sulle modalità di conduzione degli interrogatori.

42 Indicazioni bibliografiche Cavedon A., Calzolari M.G. (2001), Come si esamina un testimone, Giuffrè, Milano.Cavedon A., Calzolari M.G. (2001), Come si esamina un testimone, Giuffrè, Milano. De Leo G., Scali M., Caso L. (2005), La testimonianza. Problemi, metodi e strumenti nella valutazione dei testimoni, Il Mulino, Bologna.De Leo G., Scali M., Caso L. (2005), La testimonianza. Problemi, metodi e strumenti nella valutazione dei testimoni, Il Mulino, Bologna. Dèttore D., Fuligni C. (1999), Labuso sessuale sui minori, Mcgraw-Hill, Milano.Dèttore D., Fuligni C. (1999), Labuso sessuale sui minori, Mcgraw-Hill, Milano. Scali M., Calabrese C., Biscione M.C. (2003), La tutela del minore: le tecniche di ascolto, Carocci, Roma.Scali M., Calabrese C., Biscione M.C. (2003), La tutela del minore: le tecniche di ascolto, Carocci, Roma. Cavedon A., Calzolari M.G. (2001), Come si esamina un testimone, Giuffrè, Milano.Cavedon A., Calzolari M.G. (2001), Come si esamina un testimone, Giuffrè, Milano. Mastroberardino S. (2011), Lintervista cognitiva, Carocci, Roma.Mastroberardino S. (2011), Lintervista cognitiva, Carocci, Roma. Dambrosio C. (2010), Labuso infantile Tutela del minore in ambito terapeutico, giuridico e sociale, Edizioni Erickson, Trento.Dambrosio C. (2010), Labuso infantile Tutela del minore in ambito terapeutico, giuridico e sociale, Edizioni Erickson, Trento.

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