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Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – www.formazionepn.org 1 GIFIP Integrated Governance of Productive Companies.

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1 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 1 GIFIP Integrated Governance of Productive Companies in Sectoral Cluster Novi Sad, April 2nd – 3rd, 2008

2 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 2 I D I S T R E T T I I N D U S T R I A L I: A S P E T T I E C O N O M I C I E S O C I A L I I L C A S O A L T O L I V E N Z A

3 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 3 Cosè il Distretto Industriale? E una possibile forma avanzata di economia di comunità allinterno di un equilibrio territoriale. Ha consentito, sino ad ora, lo sviluppo sostenibile e compatibile senza generare pericolose situazioni di polarizzazione e desclusione sociale.

4 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 4 Perché linteresse per i Distretti Industriali? E rilevante il ruolo della piccola e media impresa nelleconomia italiana. I Distretti Industriali sono fenomeni di (nuova?) industrializzazione, trainati dalle PMI.

5 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 5 Qual è la concezione classica di Distretto Industriale? Quando il processo manifatturiero può essere separato in fasi svolte in stabilimenti diversi è possibile organizzarlo efficacemente sia in forma verticalmente integrata, sia in forma disintegrata, a condizione che le piccole imprese di fase siano territorialmente raggruppate (Marshall).

6 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 6 Quali sono i vantaggi del Distretto Industriale? In tale modo si creano delle economie esterne alla singola impresa, ma interne al distretto, permettendo così anche alle piccole aziende di rimanere sul mercato (Marshall).

7 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 7 Il concetto classico di Distretto Industriale è un concetto economico? Losservazione di Marshall pone enfasi sugli aspetti economici e di organizzazione produttiva. Ma comunità, società e territorio assumono un preciso ruolo strategico.

8 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 8 Perché è stata così importante la realtà distrettuale italiana? Loriginalità del Distretto Industriale è stata la sua netta contrapposizione al modello fordista.

9 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 9 Il modello Distretto Industriale era stato pensato a tavolino? NO, il fenomeno nasce di per sé, è a tutti gli effetti spontaneo. Solo successivamente si studiano e si creano i modelli per descriverlo.

10 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 10 Qual è stato lelemento di rottura? Levoluzione della produzione di massa. Si afferma un nuovo modello di industrializzazione governato dalla Economia della Diversità. Il modello per accumulazione (fordista) è troppo rigido. Mentre il modello per propagazione (distretto), dove le imprese lavorano assieme o in rete, è più funzionale alle cambiate esigenze del mercato.

11 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 11 Diseconomie Interne ed Economie Esterne Le diseconomie interne sono situazioni per le quali la singola impresa perde valore aggiunto, perde quindi ricchezza. Le economie interne sono situazioni per le quali un sistema (aperto o chiuso che sia) genera al suo interno valore aggiunto, genera cioè ricchezza. Le economie esterne sono situazioni esterne allimpresa che le permettono però di trarne un vantaggio economico.

12 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 12 Come si legano questi concetti con il Distretto Industriale? Con la frammentazione del processo produttivo in tante attività svolte da imprese diverse, cioè soggetti economici distinti, la ricchezza generata, lungo la catena del valore e la filiera produttiva, si suddivide tra tutti gli attori del sistema.

13 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 13 Come si legano questi concetti con il Distretto Industriale? Pertanto le diseconomie della singola azienda, che per essa come soggetto isolato sono a tutti gli effetti un danno, si trasformano in opportunità per le altre imprese e, quindi, in economie interne al distretto, con le conseguenti ricadute positive sulla comunità e sul territorio.

14 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 14 Il Sistema Rete Le aziende, più o meno consciamente, ritengono che sia possibile creare un insieme di relazioni tra le imprese comunque efficiente. Le imprese strettamente collegate tra loro (a rete) non appartengono ad ununica proprietà, non appartengono ad un unico soggetto pensante e decidente. Lenfasi viene spostata dalle economie di scala interne, alle economie esterne localizzate.

15 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 15 Cosa significa specializzazione produttiva? Nel Distretto le aziende, concentrate geograficamente, svolgono poche fasi intermedie della produzione dello stesso output con una connotazione monosettoriale, ma non di omogeneità produttiva. Lorganizzazione della produzione si realizza attraverso piccole e medie imprese indipendenti tendenzialmente coincidenti con le singole attività di lavorazione.

16 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 16 La concentrazione geografica della produzione è condizionata da tre ingredienti: 1) economie di scala elevate; 2) costi di trasporto bassi; 3) una quota elevata della produzione mobile sul territorio (esportazioni, vendita fuori dalla zona di produzione, vendite non legate a specifiche localizzazioni geografiche).

17 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 17 Cè la necessità di una nuova organizzazione della produzione Considerando gli aspetti economici ed industriali, la frammentazione del processo produttivo in tante attività svolte da imprese diverse richiede una diversa organizzazione della produzione, in pratica richiede una nuova logica produttiva.

18 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 18 Che cosè il decentramento produttivo? Il decentramento produttivo, iniziato in Italia negli anni 70, è stato caratterizzato dalla scomposizione del ciclo produttivo e dalla specializzazione in senso verticale delle imprese le quali si sono orientate a svolgere solo alcune fasi del ciclo tecnico, solo alcune operazioni-lavorazioni.

19 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 19 Nel caso del settore del mobile Queste nuove imprese si posizionavano a monte dei mobilifici e, spesso, erano avviate da ex dipendenti desiderosi o incentivati dagli stessi datori di lavoro a mettersi in proprio.

20 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 20 Il Sistema Cognitivo Distrettuale Levoluzione dei Distretti Industriali ha avuto come base il sistema cognitivo. Cioè le persone e le organizzazioni che operano nella comunità locale, dopo aver interiorizzato tali competenze, le hanno diffuse ed applicate in altre situazioni.

21 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 21 Come avviene la divisione sociale del lavoro? Nelleconomia moderna ci sono molteplici forme di divisione del lavoro intermedie a due forme canoniche estreme, considerate forme pure: la gerarchia ed il mercato.

22 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 22 Che cosè la subfornitura? La Subfornitura è una metodologia di divisione del lavoro che, accanto al legame contrattuale formale giuridicamente obbligante, dà rilievo alla comunicazione, alla fiducia, al potere di influenza, alle aspettative di comportamento, allintegrazione delle competenze e capacità produttive delle parti coinvolte.

23 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 23 Il valore del fattore umano nel rapporto di subfornitura Cè a questo punto da sottolineare che il discriminante riguarda sempre più la capacità di comunicare e di relazionarsi che gli attori, in quanto uomini, mettono in gioco per inventare nuove possibilità e nuovi processi interattivi.

24 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 24 Il valore del fattore umano nel rapporto di subfornitura Lapprendimento che prende forma in queste situazioni non è infatti determinato dalle caratteristiche strutturali delle organizzazioni, ma dalle intuizioni soggettive, da interazioni sociali altamente indeterminate non strutturate, da trame comunicative e di fiducia tra le persone che ne sono coinvolte.

25 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 25 I gruppi dimprese Negli anni 80 e 90 i distretti in genere, ed il distretto dellAltolivenza in particolare, sono stati interessati dalla formazione di gruppi di imprese, che hanno portato alla modifica del sistema delle relazioni locali.

26 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 26 Acquisizioni e filiazioni Alcune aziende hanno sostituito o affiancato la crescita interna con la filiazione o lacquisizione di nuove società. La grande maggioranza delle case madre ha perseguito una strategia di diversificazione omogenea, ossia hanno ampliato la gamma produttiva e si sono rivolte ad altri comparti del mercato.

27 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 27 GIFIP Integrated Governance of Productive Companies in Sectoral Cluster Novi Sad, April 2nd – 3rd, 2008

28 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 28 E v o l u z i o n e Negli ultimi decenni: Fenomeno di forte GLOBALIZZAZIONE economica, sociale e culturale. Crescente interdipendenza tra i mercati e le economie di Paesi differenti. Trasformazione dei Sistemi, sempre più aperti e competitivi: dalla dimensione locale a quella internazionale. Nuove dinamiche tra gli attori, soprattutto imprese, e tra territori, nei quali questi attori vivono ed esercitano i loro diversi ruoli.

29 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 29 C o n c o r r e n z a Due livelli di concorrenza che si auto alimentano: concorrenza commerciale, riguarda le singole imprese; concorrenza strategica nuova e molto più complessa, che coinvolge i territori nei quali le imprese sono insediate.

30 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 30 Sistemi Territoriali Con la globalizzazione si assiste a due processi: La Competizione Strategica tra Sistemi Territoriali. LInternazionalizzazione dei Sistemi Territoriali.

31 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 31 Nuovo Modello Si inizia a ripensare al ruolo dei diversi ATTORI di un Territorio e alle loro interrelazioni interne ed esterne. Si definisce un NUOVO MODELLO che integra lo sviluppo sociale a quello economico.

32 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 32 Lo Sviluppo Locale Stretto rapporto fra tre dimensioni: Territorio, Comunità/Società ed Istituzioni. Lobiettivo è lo Sviluppo, quindi la Creazione di Ricchezza per le imprese e per la comunità. Attenzione!!! Sviluppo e Ricchezza intesi NON SOLO in senso economico. Integrare Territorio, Comunità/Società ed Istituzioni porta alla generazione di un Sistema Territoriale. Far funzionare il Sistema Territoriale permette di valorizzare e potenziare le risorse locali.

33 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 33 La Complessità dello Sviluppo Locale I processi di Sviluppo Locale sono complessi. Nasce lesigenza di creare, tra i diversi attori del Territorio, la più ampia condivisione di obiettivi e strategie. Diventa utile, se non necessario, valorizzare lesperienze dei diversi attori, quindi un approccio dal basso (bottom up).

34 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 34 Come Gestire la Complessità Sono necessarie competenze forti; quindi conoscenze tecniche e capacità di leggere i bisogni del territorio per trovare soluzioni innovative. Confronto continuo tra i diversi attori coinvolti nel processo. Si introducono i concetti di Partenariato, di Public and Private Partnership e di Progettazione Integrata.

35 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 35 La Progettazione Integrata Unopportunità di partecipazione diretta alle politiche di sviluppo. Un veicolo dinnovazione istituzionale ed amministrativa. Un percorso per la valorizzazione dei territori. Uno strumento per includere nel processo di sviluppo le competenze (sia pure latenti) presenti nella Comunità/Società e nel Territorio.

36 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 36 I Benefici della Progettazione Integrata La capacità di consentire levoluzione di un Sistema Territoriale mantenendone però lidentità. La condivisione delle regole e delle scelte che determinano le strategie. La concentrazione delle risorse su obiettivi condivisi e definiti prioritari. La intersettorialità degli interventi.

37 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 37 I Costi della Progettazione Integrata Il costo della complessità caratterizza il Progetto Integrato. Il costo del coordinamento istituzionale ed amministrativo, del Progetto Integrato, è rilevante.

38 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 38 Il Ritorno Economico del Progetto Integrato Visti i costi che un Progetto Integrato comporta questo deve: 1.Produrre un impatto economico sul Territorio con forte valore aggiunto; 2.Produrre una rottura con il passato (nelle dinamiche e nei metodi) e creare innovazione; 3.Mettere in crisi le inerzie degli attori istituzionali; 4.Attivare le risorse disponibili non ancora utilizzate.

39 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 39 Public and Private Partnership La costruzione di un Sistema Territoriale prevede il coinvolgimento di molti attori. La P&PP è una possibile forma contrattuale che coinvolge in maniera forte soggetti pubblici e privati.

40 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 40

41 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 41 LIdea del Progetto EMAS Cera la necessità di disporre di affidabili strumenti di gestione delle questioni ambientali. Garantire il miglioramento delle condizioni ambientali del territorio lungo tutta la filiera produttiva. Ricerca di uno strumento gestionale basato sul coordinamento di vari attori in primis imprese e comuni.

42 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 42 La Registrazione EMAS Rappresenta il riconoscimento ufficiale a livello europeo dellimpegno ambientale assunto dalle organizzazioni (in primis imprese e comuni). E unattestazione che indica la capacità dellorganizzazione a perseguire un miglioramento continuo delle proprie prestazioni ambientali.

43 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 43 I Vantaggi dellAdesione ad EMAS Controllo e riduzione degli impatti negativi sullambiente. Ottimizzazione e risparmio delle risorse interne. Un miglior posto dove lavorare e vivere. Migliore immagine dellorganizzazione sul mercato. Punteggio favorevole negli appalti e nelle gare. Migliori opportunità per limpresa sul mercato.

44 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 44 I Soggetti che Hanno Aderito al Progetto EMAS ACOP srl Componenti per mobili ALEA srlMobili per ufficio COPAT SpAIndustria cucine DVO SpAMobili per ufficio MARTEX SpAIndustria mobili MEETING srlVerniciatura c/terzi MERCURY ARREDAMENTI SpAIndustria mobili PMT srlSemilavorati per mobili PRESOTTO INDUSTRIE MOBILI SpAIndustria mobili SANTAROSSA MARINO & C. sasProdotti vernicianti TEMPOR SpAIndustria mobili COMUNE DI BRUGNERA COMUNE DI PASIANO DI PORDENONE COMUNE DI PRATA DI PORDENONE

45 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 45 Le Tappe del Progetto EMAS Primavera 2002: inizio dello Studio di Fattibilità su iniziativa dellUnione degli Industriali di Pordenone (finanziato dal COMAD). Confronto e coinvolgimento del Comitato per lEcolabel e lEcoaudit – Sezione EMAS Italia Coinvolgimento delle forze socio-economiche locali e sostegno da parte del Ministero dellAmbiente e della Tutela del Territorio Primavera 2003: presentazione ufficiale dello Studio di Fattibilità Giugno 2004: sottoscrizione dellAccordo di Programma Luglio 2006: attestato EMAS al soggetto promotore (Consorzio del Mobile Livenza).

46 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 46 I coordinatori del progetto EMAS nel DML Provincia PN Sindacato Comitato Distretto Mobile ARPA FVG Regione FVG Ministero Ambiente Igeam Consorzio Mobile Livenza Unione Industriali PN Comitato Gestione Coordin.

47 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 47 Internazionalizzazione e mercato mondiale: Grado di apertura del Territorio

48 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 48 La Matrice dellInternazionalizzazione (2) Se consideriamo un Territorio con le proprie Comunità e possibilmente con la propria Società, allora possiamo riassumere il suo grado di apertura e quindi di internazionalizzazione riferendoci a queste quattro situazioni limite. E doveroso sottolineare che con il termine Territorio intendiamo non solo il luogo e lo spazio nel quale si consuma la quotidianità, ma una entità storica complessa da un punto di vista culturale, allinterno della quale vivono individui ed Istituzioni.

49 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 49 La Matrice dellInternazionalizzazione (3) Situazione 1: quando il grado di apertura è basso sia dal punto di vista socio- culturale che economico ci troviamo in una situazione che possiamo definire di Sistema Chiuso o di Autarchia. In questo caso il Territorio e la sua Comunità/Società sono facile preda degli agenti esterni a meno di un severo controllo del Territorio e della Comunità/Società da parte delle autorità. Situazione 2: quando il grado di apertura è basso dal punto di vista socio-culturale, ma è alto dal punto di vista economico, ci troviamo in una situazione che possiamo definire di Colonizzazione. In questo caso il Territorio e la sua Comunità/Società ne pagano i costi senza goderne i benefici.

50 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 50 La Matrice dellInternazionalizzazione (4) Situazione 3: quando il grado di apertura è alto dal punto di vista socio- culturale, ma è basso dal punto di vista economico, ci troviamo in una situazione che possiamo definire di Predisposizione. Il Territorio e la sua Comunità/Società devono ancora trovare le proprie convenienze economiche, i propri vantaggi. La Comunità si sta trasformando o si è già trasformata in Società. Situazione 4: quando il grado di apertura è alto sia dal punto di vista socio- culturale che economico ci troviamo in una situazione che possiamo definire di Sistema Internazionalizzato.

51 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 51 La Matrice dellInternazionalizzazione (5) Il Territorio e la sua Società, ormai non più Comunità, si trova inserito in un sistema mondiale più che globale (pensiamo alle città mondiali). In questo caso lo scambio costante è fonte di creatività ed innovazione che produce vantaggi e benefici superiori ai costi. La creazione di ricchezza non è solo economica. Linternazionalizzazione si declina in 4 ambiti o dimensioni: sociale, culturale, economico ed istituzionale. La conoscenza è necessaria per comprendere e per operare.

52 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 52 Internazionalizzazione e mercato mondiale: impatto economico sul Territorio Linternazionalizzazione aumenta o diminuisce la ricchezza per il Sistema locale? –Valore generato superiore ai costi sociali? Per la teoria economica linternazionalizzazine produttiva è un fenomeno positivo per i territori: Vantaggi competitivi –Commerciale (+ interscambi) –Produttivo (produzione diretta su mercati esteri) –Sviluppo reti distributive Innovazione –Relazioni –Scambio di conoscenze (progetti, design, sw, tecnologie,…) Delocalizzazione, valore sociale negativo in quanto drenaggio di risorse verso lesterno. Distruzione di ricchezza. Rende oziose le risorse.

53 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 53 GIFIP Integrated Governance of Productive Companies in Sectoral Cluster Novi Sad, April 2nd – 3rd, 2008

54 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 54 LAltolivenza: Distretto Industriale del Mobile LAltolivenza è uno dei distretti industriali del legno-mobile-arredamento- componentistica più importanti e conosciuti dEuropa. Il modello economico è quello della Industrializzazione diffusa. La sua configurazione territoriale è di campagna urbanizzata.

55 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 55 LAltolivenza e la sua dimensione sociologica In Altolivenza la matrice del comportamento è comune soprattutto per gli adulti; la radice culturale è nella comunità agricola e nel profondo senso dappartenenza al proprio paese. E la vita del villaggio industrializzato con rapporti diretti, faccia a faccia, rapidi e frequenti, nei quali si confondono componenti oggettive dinteresse personale, con una forte propensione comune al lavoro ed al risparmio.

56 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 56 Altolivenza: Distretto e comunità Il distretto non è solo una forma organizzativa tra imprese, ma è un ambiente sociale nel quale le persone si conoscono da anni, spesso frequentano i medesimi luoghi di produzione e di socializzazione (la fabbrica, losteria, la parrocchia e le associazioni), dove non esiste una marcata polarizzazione della società in classi, fenomeno tipico di una realtà urbana, ma, piuttosto, uno stesso ceto sociale, secondo la concezione weberiana.

57 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 57 La Industrial Atmosphere Fra la gente si genera un senso di familiarità con uno specifico prodotto (i mobili) e tale rapporto empatico travalica i confini di ogni singola impresa per tradursi in conoscenza reciproca, in fiducia ed in competenza. Nelle aree distrettuali si innestano meccanismi stabili di accumulazione di vantaggi comparati, anche dal punto di vista del sapere collettivo.

58 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 58 LAltolivenza è un Distretto Industriale In Altolivenza il processo produttivo è di tipo industriale. Permangono comunque alcune fasi o lavorazioni a produzione artigianale (esempio particolare le aziende artigiane per la realizzazione di prototipi).

59 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 59 Se fotografiamo il Distretto, cosa vediamo? Industrializzazione diffusa; numerose piccole e medie imprese in unarea limitata. Specializzazione nella produzione ed elevata competizione interna. Articolata divisione del lavoro e know how diffuso. Strutture snelle e dinamiche. Effetto imitativo, o effetto fiera.

60 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 60 LAltolivenza ed il lavoro Comportamenti tipici nel mercato del lavoro: minore età di entrata nel mercato, mobilità più elevata, maggiore velocità di aumento delle retribuzioni, maggiore aumento di figure professionali flessibili, autonomi, apprendisti, lavoratori e domicilio, ecc..

61 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 61 Dovè lAltolivenza? Localizzato nel Nord Est dellItalia dista 70 km da Venezia e 120 km da Trieste. Sviluppato sulle sponde del fiume Livenza, il Distretto interessa 19 Comuni divisi tra due Regioni, il Friuli Venezia Giulia (11) ed il Veneto (8).

62 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 62 Il territorio dellAltolivenza 19 Comuni suddivisi tra 2 Province, 2 Regioni e 2 Diocesi abitanti. 900 Kmq.

63 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 63 LAltolivenza: alcuni dati unità lavorative manifatturiere di cui quasi del legno-mobile (circa il 56%) occupati manifatturieri di cui quasi nel legno-mobile (circa il 63%).

64 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 64 LAltolivenza: stabilimenti Altolivenza 1 stabilimento manifatturiero ogni 52 abitanti; Italia 1 stabilimento ogni 96 abitanti.

65 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 65 LAltolivenza: addetti Addetti manifatturieri ogni 100 abitanti: Altolivenza 22. Provincia di Pordenone 15. Provincia di Treviso 18. Regione Friuli Venezia Giulia 11. Regione Veneto 15. Italia 9 addetti manifatturieri ogni 100 ab.

66 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 66 LAltolivenza La dimensione media degli stabilimenti è elevata: 14 addetti per unità produttiva contro una media nazionale di 4 addetti crescita delloccupazione in Altolivenza del 27%, del 23% nel legno- mobile. Italia un calo del 10%.

67 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 67 LAltolivenza: fatturato (Stime 2003): complessivo 3,6 miliardi di euro di cui 1,4 miliardi dedicati allexport (il 38%); legno-mobili 3,0 miliardi di euro di cui 1,2 miliardi dedicati allexport (35%); prima del 2001 il fatturato cresceva ad un tasso del 10% annuo.

68 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 68 LAltolivenza I prodotti principali sono: cucine, camere da letto, mobili dufficio; Il distretto realizza il 25% della produzione italiana di mobili, ma il 60% della produzione di cucine; LItalia era (fino al 2004) il maggior esportatore mondiale di mobili; è il secondo produttore in U.E.

69 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 69 LAltolivenza: export Paesi di esportazione: 21% Germania; 12% Regno Unito; 11% Francia; 10% Stati Uniti America; 6% Russia; 3% Svizzera; 3% Austria; 34% Altri.

70 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 70 LAltolivenza e lest Delocalizzazione della produzione: Romania. Ungheria. Slovenia. Croazia. Bosnia Herzegovina. Oggi Russia e Cina.

71 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 71 LAltolivenza in America Latina Esperienze interessanti: Brasile. Argentina.

72 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 72 Scuola, Università e Formazione Entrano nel Distretto Istituto del Design Mobile ed Arredamento di Brugnera. Consorzio Universitario di Pordenone. Centro Formazione Pordenone.

73 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 73 Istituto del Design Mobile ed Arredamento di Brugnera Tecnico dellIndustria del Mobile e dellArredamento (5 anni). Ideazione, sviluppo e realizzazione di un progetto, design, materiali e sistemi di produzione. Formazione integrata: culturale-teorica e tecnico-pratica.

74 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 74 Consorzio Universitario di Pordenone Curriculum Ingegneria del Legno (3 anni). Ingegnere di primo livello per governare processi produttivi, dalla ricerca e sviluppo alla industrializzazione dei processi.

75 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 75 Centro Formazione Pordenone Creazione di Disegnatori del Mobile e dellArredamento (Argentina-Brasile- Uruguay). Creazione di Tecnici dei Processi di Automazione Industriale-Settore Legno (Argentina-Brasile-Uruguay).

76 Dott. Diego Comuzzi – Progetti Internazionali – Centro Formazione Pordenone – 76 Centro Formazione Pordenone Piano Formativo Distretto del Mobile Aggiornamento professionale di dipendenti ed imprenditori. Progettazione e design, marketing, produzione logistica, internazionalizzazione, ambiente, management e contabilità, knowledge management, comunicazione e multimedia.


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