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Cessione e fitto d’azienda

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Presentazione sul tema: "Cessione e fitto d’azienda"— Transcript della presentazione:

1 Cessione e fitto d’azienda
Concetti Aspetti civilistici Aspetti contabili Valutazione d’azienda Avviamento Aspetti fiscali Fitto d’azienda Caso aziendale

2 Cessione d’azienda La cessione d’azienda consiste nel trasferimento di un COMPLESSO AZIENDALE a fronte di un corrispettivo tipicamente ed in genere costituito da denaro (con pagamento anche differito)

3 Fitto d’azienda Operazione mediante la quale il proprietario di un’azienda, dietro il corrispettivo di un canone periodico e per un periodo di tempo limitato, trasferisce il godimento della stessa ad un altro soggetto

4 Aspetti civilistici Forma del contratto Divieto di concorrenza
Successione nei contratti Trasferimento di crediti e debiti Atto di cessione e data di effetto Pagamento differito e patto di riservato dominio

5 Forma del contratto e divieto di concorrenza
Art. 2556: forma scritta mediante scrittura privata autenticata o atto pubblico (ad probationem) Art. 2557: divieto di concorrenza per un periodo di 5 anni. Se previsto di durata maggiore o se non stabilito vale comunque per il periodo di 5 anni

6 Successione nei contratti
Art. 2558: “se non è pattuito diversamente l’acquirente subentra nei contratti stipulati per l’esercizio dell’azienda stessa che non abbiano carattere personale” (trasferimento automatico). Deroghe: Caso 1: patto contrario tra cedente e cessionario Caso 2: contratti di carattere personale Caso 3: recesso del terzo per giusta causa oggettivamente determinabile Successione nei contratti di lavoro (art cc) e nel contratto di locazione (legge n. 392/1978)

7 Trasferimento di crediti e debiti
Art. 2559: la cessione dei crediti ha effetto nei confronti dei terzi dalla data di iscrizione nel registro delle imprese. Il debitore è liberato se paga in buona fede l’alienante. È necessaria una specifica pattuizione contrattuale nel caso si vogliano escludere alcuni o tutti i crediti nella cessione. Art. 2560: l’alientante non è liberato dai debiti inerenti l’esercizio dell’impresa se non risulta che i creditori vi abbiano consentito. Nel caso di imprese commerciali risponde dei debiti anche il cessionario se essi risultano da libri contabili obbligatori(anche se si tratta di debiti Inps ed inail per i lavoratori): il cessionario risponde comunque dei debiti dell’azienda ceduta, indipendentemente che li accolli in sede negoziale, salvo poi il diritto di rivalsa sul cedente

8 Atto di cessione ed effetto
Registrazione presso agenzia delle entrate e camera di commercio Legge 310/1993: comunicazione al questore entro 30 giorni dalla stipula ai fini di verifiche di riciclaggio, ecc. Effetto dalla data di iscrizione al registro delle imprese salvo postdatazione dell’effetto dando decorrenza dal primo giorno del mese successivo all’atto di cessione. Non si può retrodatare

9 Pagamento corrispettivo e patto di riservato dominio
Pagamento può essere differito o frazionato Il cedente può prevedere la vendita con riserva di proprietà (o patto di riservato dominio) subordinando l’acquisizione del diritto di proprietà al pagamento dell’intero prezzo. Il cessionario comunque assume i rischi di un eventuale perimento o danneggiamento dell’oggetto.

10 Aspetti contabili Situazione patrimoniale
Aspetti contabili per il cedente Aspetti contabili per il cessionario Badwill

11 Situazione patrimoniale
Cessione integrale o parziale (cessione ramo d’azienda) Redazione secondo OIC 30 dei bilanci intermedi al fine di avere l’esatta consistenza del complesso da cedere: durata ammortamenti, quota tfr, ratei e risconti rimanenze di magazzino

12 Aspetto contabile cedente
Il cedente dovrà eliminare le attività e passività cedute imputando come contropartita il credito derivante dal prezzo di cessione e la plusvalenza (o minusvalenza) rilevata dai beni trasferiti Prezzo di cessione supera valore netto contabile: plusvalenza (da tassare) Prezzo di cessione minore valore netto contabile: minusvalenza Plusvalenza e minusvalenza hanno carattere unitario nel senso che riferendosi all’impresa come complesso unitario non possiamo riferire un plusvalore o un minusvalore ai beni presi singolarmente ma ad essi come complesso unitario.

13 Aspetto contabile cessionario
Il cessionario rileverà nella sua contabilità attività e passività, il debito verso il cedente e l’eventuale avviamento (non contabilizzato dal cedente). Se i valori dei beni dalla data della stima a quelli della efficacia del contratto hanno subito variazioni ci dovrà essere un conguaglio di denaro o un indennizzo

14 Aspetto contabile badwill
Il badwill è il valore attuale stimato delle perdite che il cessionario subirà in futuro prima di riportare il complesso aziendale ad una normale redditività Il badwill contabilmente si rileva nel passivo del cessionario; ipotizzando una previsione di risultati negativi lo si imputa (stornando) ad “altri ricavi ed oneri” presenti nel conto economico.

15 Valutazioni d’azienda
La valutazione ed i fattori da analizzare Metodo patrimoniale Metodo reddituale Metodo misto patrimoniale-reddituale

16 Valutazione e fattori La negoziazione tra le parti è preceduta da una stima, formale ed ufficiale, avente lo scopo di quantificare un valore di riferimento per la contrattazione. Detto valore scaturisce in particolare da 3 fattori: Patrimonio netto inteso come i mezzi conferiti dai soci per finanziare l’attività d’impresa Capacità reddituale: attitudine a produrre i flussi di reddito positivi Capacità finanziaria Idealmente il valore (ottenuto dall’applicazione di uno dei criteri valutativi) deve essere prossimo al prezzo di cessione

17 Metodo patrimoniale Alla base vi è la valutazione del patrimonio netto di bilancio comprensivo di utile al netto della sua distribuzione. Si provvede ad un’analisi degli elementi attivi e passivi riesprimendo le poste non monetarie (es. titoli, immobilizzi tecnici ed immateriali) in termini di valori correnti evidenziando plusvalenze e minusvalenze implicite M.P.SEMPLICE: tipico di aziende ad elevato contenuto patrimoniale (es. immobiliari). Essa considera solo i beni materiali oltre ai crediti e la liquidità. Valore impresa (K1) = patrimonio netto contabile + rettifiche di attività – rettifiche di passività. Le rettifiche degli attivi sono al valore corrente di riacquisto, le rettifiche sui passivi sono al valore di estinzione. Tutte le rettifiche sono la netto dell’impatto fiscale. M.P.COMPLESSO PRIMO GRADO: considera anche i beni immateriali non contabilizzati ma aventi valore (es. raccolta banche, portafogli). Valore impresa (K2) = k1 + beni immateriali non contabilizzati M.P.COMPLESSO SECONDO GRADO: considera anche i beni immateriali non contabilizzati e non dotati valore (es. immagine aziendale, management). Valore impresa = k2 + beni immateriali non contabilizzati non dotati di valore di mercato

18 Metodo reddituale Capitalizzazione illimitata W= R/i
Alla base vi è un trend di redditività definito o un grado di patrimonializzazione non elevato. È utile in casi di equilibrio duraturo e stabile nel tempo. Calcola il valore di mercato in base ai profitti che l’azienda è ritenuta in grado di produrre nei futuri esercizi. Parte da: Stima del reddito “normale”: riferimento al valore medio normale di reddito che si ritiene in grado di produrre stabilmente. Sottrae una serie di componenti casuali di reddito Scelta del tasso di capitalizzazione: è il costo opportunità del capitale investito. Rendimento atteso dei titoli privi di rischio (quello dei titoli di Stato) Scelta della formula: di solito si attua quella della rendita perpetua Calcolo può essere in orizzonte temporale illimitato o limitato Capitalizzazione illimitata W= R/i Capitalizzazione limitata W= R an,i

19 Valutazioni immobili, marchi e brevetti
Perizia di stima ufficiale su immobili fatta da ctu OIC 16: la valutazione di mercato degli immobili prende in considerazione parametri come la proiezione dei flussi reddituali e finanziari (es. canoni di locazione). E’ bene considerare che da un lato esiste un mercato degli immobili dall’altro ciascun immobile ha storia a sé stante. Marchi e brevetti sono valutati ai metodi empirici (osservazione dei prezzi di mercato dei beni immateriali) o ai metodi analitici (analisi dei costi, redditi)

20 Metodo misto patrimoniale reddituale
Nel lungo periodo il valore patrimoniale d’azienda trova riscontro nel valore reddituale quindi l’impiego di mezzi patrimoniali nel lungo termine genera redditività medio normale. Esso è utile quando la redditività aziendale presenta degli scostamenti rispetto al livello considerato normale dagli investitori. Il valore viene stimato facendo riferimento al patrimonio netto rettificato (secondo il metodo patrimoniale) ed il valore di sovrareddito che l’azienda è in grado di produrre. Il valore quindi è composto sia da una componente patrimoniale che da una reddituale. Ha 2 diverse formulazioni: Al valore medio W= K + 1/2 (R/i-K) Alla stima autonoma del goodwill: W= k+an,i (R-iK) se capitalizzazione è limitata; W= K+ ((R-iK )/i) se capitalizzazione è illimitata

21 Avviamento L’avviamento è l’attitudine di un’azienda a produrre utili in misura superiore rispetto a quella ordinaria. La normativa italiana prevede l’ammortamento sistematico dell’avviamento a quote costanti. I principi contabili internazionali IAS/IFRS prevedono il suo assoggettamento all’impairment test, ovvero registrando tempestivamente le riduzioni di valore in modo da svalutare la posta contabile. Se il prezzo di acquisto risulta inferiore al valore netto contabile degli elementi patrimoniali attivi e passivi siamo nel caso di BADWILL (avviamento negativo). Oic 24: avviamento internamente generato (originario) frutto di una gestione aziendale efficiente ed esso non può essere capitalizzato; avviamento derivato (acquistato a titolo oneroso) tipico di una acquisizione d’azienda ed esso può essere capitalizzato. L’avviamento è costituito da oneri e costi ad utilità differita, ha un valore quantificabile in quanto incluso nel corrispettivo pagato dal cessionario, non è suscettibile di vita propria indipendentemente dal complesso aziendale

22 Trattamento contabile avviamento
Art l’avviamento deve essere iscritto tra le immobilizzazioni immateriali (ove necessario con il consenso del collegio sindacale) ed ammortizzato entro un periodo di 5 anni. E’ consentito ammortizzare per un periodo LIMITATO MA DI DURATA SUPERIORE purchè esso non superi la durata per l’utilizzazione di questo attivo e ne venga data adeguata motivazione nella nota integrativa.

23 Avviamento e principi contabili internazionali
Secondo l’IFRS 3 per avviamento si intendono i futuri benefici economici derivanti dagli assets che non è possibile identificare individualmente e iscrivere separatamente. Secondo lo IAS 38 essendo l’avviamento un’attività immateriale a vita indefinita esso non deve essere ammortizzato ma assoggettato a IMPAIRMENT TEST a livello del più piccolo aggregato di beni i cui flussi di cassa sono largamente autonomi rispetto ad altri flussi di cassa (cd. CASH GENERATING UNIT) confrontando il valore di iscrizione con il realtivo prezzo di mercato (o valore d’uso)

24 Badwill La motivazione del badwill risiede nella previsione di perdite future che l’acquirente dovrà sopportare dopo l’acquisizione Anche il badwill può essere acquistato a titolo oneroso; esso va iscritto nel bilancio secondo il principio della prudenza e la contabilizzazione può avvenire direttamente svalutando singole attività

25 Profili fiscali Imposte dirette
Imposte indirette: iva ed imposta di registro Trattamento fiscale del badwill

26 Imposte dirette La cessione d’azienda da origine ad una plusvalenza o una minusvalenza fiscalmente rilevante. Art. 86 tuir: la plusvalenza da cessione concorre a formare il reddito dell’esercizio nel corso del quale è stata realizzata. Si consente anche di far concorrere la plusvalenza alla formazione del reddito d’impresa in quote costanti dell’esercizio stesso e nei 4 successivi. Il riparto deve essere a QUOTE COSTANTI E LA SCELTA VA EFFETTUATA NELLA DICHIARAZIONE DEI REDDITI DELL’ESERCIZIO IN CUI SI E’ REALIZZATA. La rateazione della plusvalenza è ammissibile solo se i beni a cui si riferisce la plusvalenza stessa siano posseduti da ALMENO 3 ANNI. La minusvalenza di cessione invece concorre alla formazione del reddito imponibile dell’esercizio in cui è realizzata senza possibilità di riporto.

27 Imposte indirette: Iva
Iva: la cessione d’azienda NON E’ SOGGETTA A IVA ma a imposta di registro proporzionale (ad alcune regole), nella prassi a carico del concessionario. Gli unici adempimenti da eseguire ai fini Iva riguardano le eventuali modificazioni del cedente (cessazione attività, variazioni dati), e del cessionario (apertura partita iva, inizio attività, variazione dati)

28 Imposta indiretta: imposta di registro
E’ soggetta ad imposta di registro in maniera proporzionale, la base imponibile non è costituita dal valore dichiarato nell’atto di trasferimento ma da VALORE VENALE IN COMUNE COMMERCIO Imposta si calcola moltiplicando la base imponibile per le aliquote della tariffa Se nell’atto vengono attribuiti distinti valori alla componente immobiliare e mobiliare ognuna sarà tassata per la propria aliquota Se nell’atto non sono attribuiti valori diversi alle singole componenti si applica, per la loro somma, l’aliquota più alta. Aliquote tariffa: 0,5% crediti, 3% beni mobili ed avviamento, 7% fabbricati, 8% altri immobili, 15% terreni agricoli

29 Aspetto fiscale badwill
Sono deducibili, nell’esercizio in cui vengono accantonati, esclusivamente gli accantonamenti ai fondi previsti nel tuir; non sono quindi ammesse deduzioni per accantonamenti non previsti L’acquirente quindi utilizzerà il fondo per fronteggiare le perdite che si sosterranno, ovvero provvederà ad estinguerlo qualora le originarie previsioni di perdita non siano più fondate.

30 Fitto di azienda Aspetti generali Forma del contratto
Trasferimento dei beni Subentro in crediti e debiti Scioglimento del fitto Aspetti contabili del locatore e dell’affittuario Aspetti fiscali

31 Aspetti generali Con il fitto d’azienda il proprietario (locatore) di un’azienda, dietro la corresponsione di un canone periodico e per un periodo di tempo di norma determinato, trasferisce il godimento della stessa azienda ad un altro soggetto (affittuario) il quale deve gestirla sotto la ditta che la contraddistingue senza modificarne la destinazione ed in modo da conservarne l’efficienza dell’organizzazione e degli impianti nonché le normali dotazioni di scorte. Fitto d’azienda propedeutico a ristrutturazioni aziendali o cessioni aziendali Oggetto del fitto è l’azienda quale complesso di beni mobili ed immobili, fungibili ed infungibili, materiali ed immateriali, unitariamente organizzati per la produzione di beni e servizi

32 Forma del contratto Per il fitto d’azienda è richiesta la forma scritta tramite atto pubblico o scrittura privata autenticata (ad probationem) In assenza di clausole contrattuali specifiche l’affittuario non po’ subaffittare la cosa senza il consenso del locatore

33 Trasferimento dei beni aziendali
Con il fitto d’azienda si verifica una dissociazione tra la proprietà dei beni oggetto del contratto (in capo al locatore) ed il godimento (in capo all’affittuario). L’affittuario ha il potere/dovere di gestire l’azienda fittata e il potere di disposizione dei beni presi in fitto

34 Subentro in crediti e debiti
Subentro in crediti nel fitto d’azienda Subentro nei debiti del fitto d’azienda: il locatore risponde delle obbligazioni assunte prima del trasferimento in godimento dell’azienda; l’affittuario risponde dei debiti contratti nel corso della sua gestione.

35 Scioglimento del fitto
Qualora nel contratto di fitto sia stabilito un termine, lo scadere del medesimo costituisce la causa naturale di scioglimento del rapporto. Se non è prevista scadenza il rapporto si scioglie dando un congruo preavviso o può avere scioglimento anticipato per gravi motivi o giusta causa o inadempimento dell’affittuario.

36 Aspetti contabili fitto d’azienda
Locatore: scritture di assestamento, rilevare i conti d’ordine delle attività e passività dati in fitto, al termine del contratto rilevare le differenze tra l’inventario iniziale e quello finale Affittuario: rilevare i conti d’ordine delle attività e passività dell’azienda ricevuta in fitto, rilevare i canoni di fitto ed al termine del contratto rilevare le scritture di assestamento e determinare l’eventuale differenza tra inventario iniziale e quello finale ed eventualmente corrispondere un saldo in denaro al locatore

37 Aspetti fiscali fitto d’azienda
Il canone percepito dal locatore concorre a formare reddito d’impresa (quindi anche Irap) se il locatore è imprenditore, cioè prosegue l’attività con altre imprese. Se il locatore ha ceduto l’unica impresa il canone percepito è tassato come redditi diversi (quindi no irap) Ammortamenti: civilisticamente essi spettano al locatore in quanto PROPRIETARIO del bene; fiscalmente sono deducibili dall’affittuario SOLO SE ha l’obbligo di conservazione dell’efficienza dell’immobile Spese di manutenzione: il locatore è tenuto ad eseguire a sue spese le riparazioni straordinarie. Le altre sono a carico dell’affittuario. Le spese di riparazione e manutenzione che dal bilancio non risultano imputate ad incremento del costo dei beni ai quali si riferiscono sono DEDUCIBILI nel limite del 5% del costo complessivo di tutti i beni materiali ammortizzabili.

38 Aspetti fiscali fitto d’azienda: iva ed imposta di registro
Il fitto d’azienda, se concesso da colui che mantiene dopo il fitto lo status di imprenditore, rientra nel campo di applicazione Iva per cui i canoni di locazione saranno assoggettati ad iva. Diversamente l’operazione è esclusa iva ed i canoni di locazione scontano l’imposta fissa di registro al 3% Registrazione contratto di fitto: se i canoni di locazione sono soggetti ad iva la registrazione è soggetta a tassa fissa. Diversamente se l’operazione è esclusa iva la registrazione è soggetta ad applicazione dell’aliquota proporzionale del 3%

39 Caso pratico: stima valore di mercato ramo d’azienda
Delibere cedente: Consiglio di amministrazione per convocare l’assemblea che delibera la cessione Assemblea soci per deliberare cessione Consiglio di amministrazione per delegare amministratore a partecipare all’atto Delibere cessionario: Consiglio di amministrazione che delibera l’acquisizione del ramo d’azienda e delega l’amministratore a partecipare all’atto di cessione d’azienda

40 Relazione di stima Premessa: Incarico ricevuto dal professionista
Identificazione e dati della cedente Documentazione di riferimento: visura storica camerale, ultimo statuto, ultimi 3 bilanci, elenco utenze e dipendenti trasferiti, dettaglio rimanenze merci e prodotti, elenco clienti e fornitori, dettaglio altri debiti, situazione patrimoniale ed ultime trascrizioni sul libro soci della cedente Normativa in tema di cessione Notizie riguardanti la società cedente Andamento patrimoniale e reddituale società cedente I metodi di valutazione Ramo d’azienda oggetto della cessione: individuazione e descrizione delle componenti per ogni voce indicando i valori prima e dopo le scritture contabili ante-cessione. Si tiene conto in merito al caso aziendale che non si cede il capitale sociale, la riserva legale, il fondo per imposte e la partecipazione. Valutazione dell’avviamento del ramo oggetto di cessione.

41 Attivo 155.288 432.336 1.328.336 IMMOBILIZZAZIONI 31/12/20xx
Ramo cedendo Immobilizzazioni immateriali - Avviamento - Altre 77106 TOTALE Immobilizzazioni materiali Impianti e macchinari Immobilizzazioni finanziarie Partecipazioni in imprese controllate Crediti oltre 12 mesi 51288 TOTALE IMMOBILIZZAZIONI

42 Attivo ATTIVO CIRCOLANTE 31/12/20XX RAMO CEDENDO Rimanenze
- prodotti finiti e merci TOTALE Crediti -V/clienti entro 12 mesi -V/imprese collegate -Crediti tributari entro 12 mesi -Imposte anticipate -V/altri entro 12 mesi 22.181

43 Attivo Disponibilità liquide 31/12/20xx Ramo cedendo
- depositi bancari e postali - denaro e valori in cassa 4.064 Totale TOTALE ATTIVO CIRCOLANTE Ratei e risconti attivi 21.118 TOTALE ATTIVO

44 Passivo PASSIVO 31/12/20xx Ramo cedendo Patrimonio netto
- Capitale sociale 10.400 - riserva legale 2.066 - Utili (perdite) portate a nuovo - Utile (perdita) d’esercizio TOTALE Fondi per rischi e oneri - per trattamento quiescenza e obblighi simili - per imposte, anche differite 65.000 TRATTAMENTO FINE RAPPORTO SUBORDINATO

45 Passivo Debiti 31/12/20xx Ramo cedendo
-debiti v/fornitori entro 12 mesi -debiti v/imprese collegate -debiti tributari entro 12 mesi -debiti v/istituti di previdenza e di sicurezza sociale entro 12 ms -altri debiti entro 12 mesi TOTALE DEBITI Ratei e risconti passivi TOTALE PASSIVO NETTO DA CEDERE -

46 Descrizione voci (parte 1)
Altre immobilizzazioni immateriali: spese sostenute per la ristrutturazione e l’ammodernamento degli uffici. Esse sono iscritte al costo rettificato dal corrispondente fondo ammortamento ed ammortizzate con aliquote dipendenti dalla durata del contratto. Si valutano al valore contabile Impianti e macchinari: sono immobilizzazioni iscritte al costo di acquisto rettificato del fondo ammortamento. Le quote di ammortamento sono calcolate tenendo conto dell’utilizzo, la destinazione e la durata economico-tecnica dei cespiti sulla base del criterio della residua possibilità di utilizzo e le vigenti quote di ammortamento. Si valutano al valore contabile Crediti finanziari verso altri: sono depositi cauzionali a garanzia dei contratti di fitto e delle utenze varie. Si valutano al valore contabile Prodotti finiti e merci: sono depositi istituiti presso clienti per garantire, tramite prelievo diretto, la tempestiva consegna. Sono iscritte al minore tra il costo di acquisto o di fabbricazione ed il valore di realizzo desumibile dall’andamento del mercato, applicando il metodo FIFO. Si valutano al valore contabile Crediti verso clienti: sono iscritti in bilancio al loro presumibile valore di realizzo che corrisponde al valore nominale al netto degli accantonamenti per svalutazione crediti ridotto delle perdite risultanti da elementi certi e precisi. Si valutano al valore contabile

47 Descrizione voci (parte 2)
Crediti verso imprese collegate: si tratta di crediti verso le collegate. Si valutano al valore contabile Crediti tributari: riguardano il maggior acconto per imposte versato rispetto al debito di competenza. Si valutano al valore contabile Imposte anticipate: sono relative a differenze temporanee deducibili e sono state rilevate in quanto esiste la ragionevole certezza della loro esistenza e recuperabilità futura. Si valutano al valore nominale. Crediti verso altri: sono iscritti in bilancio al loro presumibile valore di realizzo che corrisponde al valore nominale ridotto delle perdite risultanti da elementi certi e precisi. Si valutano al valore contabile Disponibilità liquide: Si valutano al valore contabile Risconti attivi: sono calcolati secondo il criterio dell’effettiva competenza temporale del periodo. Si valutano al valore contabile.

48 Descrizione voci (parte 3)
Patrimonio netto: si valutano al valore contabile Fondi per rischi ed oneri: stanziati per coprire perdite o debiti di esistenza certa o probabile dei quali non erano determinabile l’ammontare o la data di sopravvenienza alla chiusura del periodo. Nella loro valutazione sono rispettati i criteri di competenza e prudenza. Le passività sono state rilevate in bilancio ed iscritte nei fondi in quanto ritenute probabili ed essendo stimabile con ragionevolezza l’ammontare del relativo onere. Si valutano al valore contabile Debiti verso fornitori: sono debiti verso fornitori iscritti al netto degli sconti commerciali. Si valutano al valore contabile Debiti verso imprese collegate: si riferiscono a debiti di natura commerciale relativi alla fornitura di merci. Si valutano al valore contabile Debiti tributari: si valutano al valore contabile Debiti verso istituti di previdenza e di sicurezza sociale: si valutano al valore contabile Debiti verso altri: si valutano al valore contabile

49 Valutazione avviamento ramo oggetto di cessione
Si ritiene che il metodo misto con capitalizzazione limitata sia il metodo di valutazione più idoneo in quanto considera sia aspetti patrimoniali che reddituali. W= K+an,i(R-IK) La situazione contabile evidenzia un patrimonio netto pari a al 31/12/20XX. Il patrimonio netto di cessione (K) è pari a Il reddito medio (R) da utilizzare è calcolato come media dei redditi degli ultimi 5 anni e stimiamo sia pari a L’orizzonte di capitalizzazione (n) lo si stima in 5 anni coerente con l’attività dell’impresa ed il ramo che si cede. Il tasso di rendimento normale rispetto al tipo di investimento (I) si stima pari al 6% dato dalla somma tra tasso nominale (preso a parametro l’euroribor trimestrale pari a 2,5%) ed un premio per il rischio (spread pari a circa 3,5%) Il tasso di attualizzazione del sovrareddito (i) si stima pari a 5,5% ed esprime lo sconto che deve essere applicato, nell’arco quinquennale, all’avviamento. Esso è dato dalla somma tra il premio per il rischio (pari a 3%) ed il tasso nominale (pari a 2,5%)

50 Calcolo avviamento Calcolato an,i pari a 4, si procede al calcolo W= , x ( – 6% x ) W= , x ( – ) W= , x W= Da tale formula viene fuori un avviamento non contabilizzato pari a che prudenzialmente si arrotonda ad

51 Calcolo valore di mercato dell’azienda
Il netto oggetto di cessione (o valore di mercato dell’azienda) corrisponde alla differenza tra le attività e le passività da cedere. Le attività da cedere, compreso l’avviamento non contabilizzato, ammontano ad euro mentre le passività da cedere sono pari a Pertanto il valore di mercato dell’azienda è pari a


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