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I NUOVI FATTORI DI RISCHIO CARDIOVASCOLARE Collegio Arcivescovile Castelli 1 marzo 2008 Dott. M. Daniele Etro.

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1 I NUOVI FATTORI DI RISCHIO CARDIOVASCOLARE Collegio Arcivescovile Castelli 1 marzo 2008 Dott. M. Daniele Etro

2 INTRODUZIONE Nel campo della cardiopatia coronarica il solo fattore colesterolo risulta non essere la causa in oltre il 35% dei casi. Nel campo della cardiopatia coronarica il solo fattore colesterolo risulta non essere la causa in oltre il 35% dei casi. In alcuni soggetti il solo fattore di rischio evidente è una storia familiare di malattia cardiovascolare precoce, spesso tuttavia senza una chiara predisposizione genetica. In alcuni soggetti il solo fattore di rischio evidente è una storia familiare di malattia cardiovascolare precoce, spesso tuttavia senza una chiara predisposizione genetica. Emerge quindi la necessità di identificare altri marcatori di rischio che accrescano le nostre conoscenze sui meccanismi fisiopatologici della malattia e che permettano lo sviluppo di nuove misure preventive e terapeutiche. Emerge quindi la necessità di identificare altri marcatori di rischio che accrescano le nostre conoscenze sui meccanismi fisiopatologici della malattia e che permettano lo sviluppo di nuove misure preventive e terapeutiche.

3 I fattori di rischio classici (iperlipidemia, ipertensione arteriosa, diabete, fumo, sedentarietà, obesità) sono oggi affiancati da nuovi indicatori che sembrano essere correlati con lo sviluppo di eventi cardiovascolari, ma i dati della letteratura non sono sempre concordanti I fattori di rischio classici (iperlipidemia, ipertensione arteriosa, diabete, fumo, sedentarietà, obesità) sono oggi affiancati da nuovi indicatori che sembrano essere correlati con lo sviluppo di eventi cardiovascolari, ma i dati della letteratura non sono sempre concordanti INTRODUZIONE

4 EPIDEMIOLOGIA Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte. Le malattie cardiovascolari rappresentano la principale causa di morte. Mentre la mortalità per patologia cardiache e cardiovascolari è in diminuzione nel sesso maschile, nelle donne si osserva un costante aumento di incidenza dallinizio degli anni Ottanta, dovuto in parte alla crescita della popolazione femminile in menopausa. Mentre la mortalità per patologia cardiache e cardiovascolari è in diminuzione nel sesso maschile, nelle donne si osserva un costante aumento di incidenza dallinizio degli anni Ottanta, dovuto in parte alla crescita della popolazione femminile in menopausa.

5 Negli uomini elevati valori di colesterolo totale e C-LDL rappresentano il principale fattore di rischio, nelle donne il diabete mellito e gli aumentati valori pressori hanno unimportanza maggiore nel determinare eventi cardiovascolari. Negli uomini elevati valori di colesterolo totale e C-LDL rappresentano il principale fattore di rischio, nelle donne il diabete mellito e gli aumentati valori pressori hanno unimportanza maggiore nel determinare eventi cardiovascolari. Per di più nelle donne lassociazione ipertensione arteriosa-diabete mellito conferisce un aumento del rischio cardiovascolare doppio rispetto agli uomini. Per di più nelle donne lassociazione ipertensione arteriosa-diabete mellito conferisce un aumento del rischio cardiovascolare doppio rispetto agli uomini. EPIDEMIOLOGIA

6 SINDROME METABOLICA RESISTENZA INSULINICAOBESITALIPIDIPRESSIONE INSULINEMIA A DIGIUNO INSULINEMIA DOPO CARICO GLICEMIA A DIGIUNO GLICEMIA DOPO CARICO BMI RAPPORTO VITA-FIANCHI COLESTEROLO HDL TRIGLICERIDI PRESSIONE SISTOLICA PRESSIONE DIASTOLICA Shen et Al Am J Epidemiol 2003

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8 LA SINDROME METABOLICA Obesità addominale Dislipidemia aterogena Ipertensione Insulinoresistenza +/- int. glucidica Stato proinfiammatorio Stato trombofilico

9 La diffusione della sindrome metabolica è molto alta nelle società industrializzate come la nostra: si stima che in Italia gli adulti affetti siano più di 10 milioni. La diffusione della sindrome metabolica è molto alta nelle società industrializzate come la nostra: si stima che in Italia gli adulti affetti siano più di 10 milioni. LA SINDROME METABOLICA

10 Problema anche per chi è responsabile della distribuzione dei fondi e delle risorse del Servizio Sanitario Nazionale, considerati sia gli altissimi costi dei controlli farmacologici sia gli oneri sanitari e sociali associati alle complicazioni vascolari della sindrome stessa. Problema anche per chi è responsabile della distribuzione dei fondi e delle risorse del Servizio Sanitario Nazionale, considerati sia gli altissimi costi dei controlli farmacologici sia gli oneri sanitari e sociali associati alle complicazioni vascolari della sindrome stessa. LA SINDROME METABOLICA

11 Aumenta circa 2 volte il rischio di sviluppare eventi cardiovascolari e circa 5 volte quello di nuova insorgenza di diabete mellito Aumenta circa 2 volte il rischio di sviluppare eventi cardiovascolari e circa 5 volte quello di nuova insorgenza di diabete mellito Nonostante i limiti e non uniformità dei criteri adottati per la definizione di sindrome metabolica, è estremamente importante identificare i soggetti affetti, al fine di attuare un intervento di prevenzione delle complicanze cardiovascolari e in generale per ridurre la morbilità e la mortalità. Nonostante i limiti e non uniformità dei criteri adottati per la definizione di sindrome metabolica, è estremamente importante identificare i soggetti affetti, al fine di attuare un intervento di prevenzione delle complicanze cardiovascolari e in generale per ridurre la morbilità e la mortalità. LA SINDROME METABOLICA

12 Obiettivo terapeutico: Obiettivo terapeutico: in primo luogo riduzione dei fattori ambientali (obesità, sedentarietà, ecc) in primo luogo riduzione dei fattori ambientali (obesità, sedentarietà, ecc) in seconda istanza trattamento dei fattori di rischio per aterosclerosi, trombosi e malattie cardiovascolari in seconda istanza trattamento dei fattori di rischio per aterosclerosi, trombosi e malattie cardiovascolari LA SINDROME METABOLICA

13 DIETA E MOVIMENTO Una corretta alimentazione e una costante attività fisica determinano un netto miglioramento di molti parametri associati ad aumentato rischio cardiovascolare come lassetto lipidico, linsulino-resistenza, i livelli di pressione arteriosa, leccesso di tessuto adiposo. Una corretta alimentazione e una costante attività fisica determinano un netto miglioramento di molti parametri associati ad aumentato rischio cardiovascolare come lassetto lipidico, linsulino-resistenza, i livelli di pressione arteriosa, leccesso di tessuto adiposo. Lo studio FinRisk ha dimostrato che un programma di riabilitazione fisica e dieta riduce il rischio di diabete mellito di circa il 50% nelle donne con sindrome metabolica. Lo studio FinRisk ha dimostrato che un programma di riabilitazione fisica e dieta riduce il rischio di diabete mellito di circa il 50% nelle donne con sindrome metabolica.

14 IPERTENSIONE Il trattamento dellipertensione è più importante nelle donne che negli uomini. Il trattamento dellipertensione è più importante nelle donne che negli uomini. La riduzione della pressione arteriosa a livelli ottimali (135 mmHg sistolica) o ideali (120 mmHg sistolica) induce una stessa riduzione del rischio cardiovascolare negli uomini, mentre nelle donne la strategia più aggressiva riduce significativamente di più il rischio. La riduzione della pressione arteriosa a livelli ottimali (135 mmHg sistolica) o ideali (120 mmHg sistolica) induce una stessa riduzione del rischio cardiovascolare negli uomini, mentre nelle donne la strategia più aggressiva riduce significativamente di più il rischio.

15 OBESITA ADDOMINALE Laumento delladiposità addominale nelle donne facilita lo sviluppo di diabete e ipertensione arteriosa. Laumento delladiposità addominale nelle donne facilita lo sviluppo di diabete e ipertensione arteriosa. La riduzione dei livelli degli ormoni sessuali causa un aumento dei valori pressori e del colesterolo, ma anche un aumento di peso con una redistribuzione del grasso che da ginoide diviene androide. La riduzione dei livelli degli ormoni sessuali causa un aumento dei valori pressori e del colesterolo, ma anche un aumento di peso con una redistribuzione del grasso che da ginoide diviene androide. Pertanto lobesità addominale rappresenta un importante fattore di rischio modificabile nel sesso femminile che necessita di un intervento precoce soprattutto nei primi anni dopo la menopausa. Pertanto lobesità addominale rappresenta un importante fattore di rischio modificabile nel sesso femminile che necessita di un intervento precoce soprattutto nei primi anni dopo la menopausa.

16 STRATEGIE TERAPEUTICHE NON FARMACOLOGICHE la scelta di amidi a basso indice glicemico la scelta di amidi a basso indice glicemico una moderata restrizione lipidica che preferisca gli oli vegetali e bandisca gli acidi grassi trans una moderata restrizione lipidica che preferisca gli oli vegetali e bandisca gli acidi grassi trans un adeguato apporto di fibra alimentare un adeguato apporto di fibra alimentare in assenza di controindicazioni un moderato consumo di alcol in assenza di controindicazioni un moderato consumo di alcol una regolare attività fisica una regolare attività fisica ladozione delle stesse indicazioni nei soggetti non portatori della sindrome ne riduce la probabilità di comparsa. ladozione delle stesse indicazioni nei soggetti non portatori della sindrome ne riduce la probabilità di comparsa.

17 … A TAVOLA !! Il parametro metabolico dei carboidrati più rilevante ai fini di prevenire le malattie cardiovascolari è il loro indice glicemico Il parametro metabolico dei carboidrati più rilevante ai fini di prevenire le malattie cardiovascolari è il loro indice glicemico Il consumo di alimenti a basso indice glicemico si associa a risposte metaboliche diverse: la risposta insulinica è meno marcata, la glicemia rimane più stabile, permettendo un più prolungato senso di sazietà e un maggior equilibrio nellapporto alimentare Il consumo di alimenti a basso indice glicemico si associa a risposte metaboliche diverse: la risposta insulinica è meno marcata, la glicemia rimane più stabile, permettendo un più prolungato senso di sazietà e un maggior equilibrio nellapporto alimentare Anche limpiego di lipidi di deposito per le esigenze energetiche e metaboliche, è più equilibrato. Anche limpiego di lipidi di deposito per le esigenze energetiche e metaboliche, è più equilibrato.

18 Il consumo di alimenti a basso indice glicemico si associa a valori più elevati di colesterolemia- HDL e a valori più bassi di trigliceridemia (e di PCR) Il consumo di alimenti a basso indice glicemico si associa a valori più elevati di colesterolemia- HDL e a valori più bassi di trigliceridemia (e di PCR) La risposta glicemica di un alimento può essere favorevolmente modificata anche aumentandone il contenuto di fibra (sia naturalmente presente, sia aggiunta durante la preparazione o il consumo) La risposta glicemica di un alimento può essere favorevolmente modificata anche aumentandone il contenuto di fibra (sia naturalmente presente, sia aggiunta durante la preparazione o il consumo) … A TAVOLA !!

19 La fibra, infatti, sembra in grado di rallentare lassorbimento del glucosio presente nei cibi, limitando quindi lampiezza della risposta glicemica. La fibra, infatti, sembra in grado di rallentare lassorbimento del glucosio presente nei cibi, limitando quindi lampiezza della risposta glicemica. Il consumo di fibra in quantità adeguate si assocerebbe anche a una riduzione del 20 % circa (secondo lavori USA) dei livelli plasmatici di PCR. Il consumo di fibra in quantità adeguate si assocerebbe anche a una riduzione del 20 % circa (secondo lavori USA) dei livelli plasmatici di PCR. Secondo una recente metanalisi, tra laltro, un elevato consumo di fibra si associa ad una significativa riduzione ( -18%) del rischio cardiovascolare globale. Secondo una recente metanalisi, tra laltro, un elevato consumo di fibra si associa ad una significativa riduzione ( -18%) del rischio cardiovascolare globale. … A TAVOLA !!

20 Più che al contenuto totale di grassi nella dieta, oggi è importante guardare alla composizione lipidica, in particolare alla presenza di singoli e specifici acidi grassi. Più che al contenuto totale di grassi nella dieta, oggi è importante guardare alla composizione lipidica, in particolare alla presenza di singoli e specifici acidi grassi. Una dieta ricca in grassi saturi o insaturi a struttura trans (i cosiddetti idrogenati), facilmente riconoscibili in quanto solidi a temperatura ambiente, aumenta la colesterolemia totale e LDL, quindi il rischio cardiovascolare e in particolare coronarico. Una dieta ricca in grassi saturi o insaturi a struttura trans (i cosiddetti idrogenati), facilmente riconoscibili in quanto solidi a temperatura ambiente, aumenta la colesterolemia totale e LDL, quindi il rischio cardiovascolare e in particolare coronarico. … A TAVOLA !!

21 Un effetto opposto hanno invece gli acidi grassi insaturi presenti sia negli oli tipici della nostra cultura – come lolio extravergine di oliva – sia negli oli di semi come il mais, la soia, il vinacciolo e il girasole. Un effetto opposto hanno invece gli acidi grassi insaturi presenti sia negli oli tipici della nostra cultura – come lolio extravergine di oliva – sia negli oli di semi come il mais, la soia, il vinacciolo e il girasole. Mentre i grassi saturi (presenti nel latte e derivati e in molte carni animali) tendono ad aumentare, seppure lievemente, la colesterolemia HDL, gli insaturi trans (contenuti soprattutto nelle margarine e in molti prodotti preconfezionati) tendono a ridurre questo parametro, notoriamente associato alla riduzione del rischio cardiovascolare. Mentre i grassi saturi (presenti nel latte e derivati e in molte carni animali) tendono ad aumentare, seppure lievemente, la colesterolemia HDL, gli insaturi trans (contenuti soprattutto nelle margarine e in molti prodotti preconfezionati) tendono a ridurre questo parametro, notoriamente associato alla riduzione del rischio cardiovascolare. … A TAVOLA !!

22 Lolio doliva contiene essenzialmente acidi grassi monoinsaturi (ne sono ricche anche le nocciole e le mandorle), il cui effetto sulla lipidemia è sostanzialmente neutro Lolio doliva contiene essenzialmente acidi grassi monoinsaturi (ne sono ricche anche le nocciole e le mandorle), il cui effetto sulla lipidemia è sostanzialmente neutro Gli oli di semi, ricchi in acidi grassi polinsaturi come lacido linoleico, svolgono un effetto più marcato nella riduzione della colesterolemia, soprattutto di quella LDL, ma meno favorevole sulla colesterolemia HDL. Gli oli di semi, ricchi in acidi grassi polinsaturi come lacido linoleico, svolgono un effetto più marcato nella riduzione della colesterolemia, soprattutto di quella LDL, ma meno favorevole sulla colesterolemia HDL. Le quantità eccessive tendono a favorire lo sviluppo di sovrappeso e obesità Le quantità eccessive tendono a favorire lo sviluppo di sovrappeso e obesità … A TAVOLA !!

23 Più favorevole è invece lo spettro degli effetti degli acidi grassi polinsaturi della serie omega- 3, che sono presenti sia negli oli di pesce (sotto forma di acido alfa-linolenico, che lorganismo umano può convertire parzialmente in composti della stessa famiglia a più lunga catena) sia in alcuni vegetali (mandorle, noci, oli di soia, mais, girasole). Più favorevole è invece lo spettro degli effetti degli acidi grassi polinsaturi della serie omega- 3, che sono presenti sia negli oli di pesce (sotto forma di acido alfa-linolenico, che lorganismo umano può convertire parzialmente in composti della stessa famiglia a più lunga catena) sia in alcuni vegetali (mandorle, noci, oli di soia, mais, girasole). … A TAVOLA !!

24 Gli omega-3, il cui effetto biologico fu interpretato dapprima come quello di "aspirine alimentari" per la loro capacità di ridurre laggregazione piastrinica, si sono dimostrati nel tempo anche efficaci ipotriglicerizzanti e antinfiammatori, rivelando più di recente anche spiccate proprietà antiaritmiche. Gli omega-3, il cui effetto biologico fu interpretato dapprima come quello di "aspirine alimentari" per la loro capacità di ridurre laggregazione piastrinica, si sono dimostrati nel tempo anche efficaci ipotriglicerizzanti e antinfiammatori, rivelando più di recente anche spiccate proprietà antiaritmiche. … A TAVOLA !!

25 La potenziale efficacia di questi grassi si estende anche al di fuori dellambito strettamente cardiovascolare, con possibili effetti favorevoli sul tono dellumore, su alcune patologie infiammatorie gastrointestinali, sulla riduzione della probabilità di aborto spontaneo ecc. La potenziale efficacia di questi grassi si estende anche al di fuori dellambito strettamente cardiovascolare, con possibili effetti favorevoli sul tono dellumore, su alcune patologie infiammatorie gastrointestinali, sulla riduzione della probabilità di aborto spontaneo ecc. La fonte naturale di questi grassi sono i pesci: ne sono ricchi i salmonidi (salmone, trota), ma anche il pesce azzurro (sardina, sgombro). La fonte naturale di questi grassi sono i pesci: ne sono ricchi i salmonidi (salmone, trota), ma anche il pesce azzurro (sardina, sgombro). … A TAVOLA !!

26 Consumare con moderazione i grassi solidi e preferire loro gli oli, che si potranno scegliere in base ai gusti personali. Consumare con moderazione i grassi solidi e preferire loro gli oli, che si potranno scegliere in base ai gusti personali. Lolio usato per cucinare o condire può essere usato anche per friggere. Lolio usato per cucinare o condire può essere usato anche per friggere. Nelletichetta dei prodotti industriali, ricercare leventuale presenza di "grassi vegetali idrogenati" e nel caso evitare di consumarli. Nelletichetta dei prodotti industriali, ricercare leventuale presenza di "grassi vegetali idrogenati" e nel caso evitare di consumarli. Non eliminare – o almeno non completamente – il grasso del pesce durante la sua preparazione e consumo. Non eliminare – o almeno non completamente – il grasso del pesce durante la sua preparazione e consumo. Per quanto riguarda le carni di maiale, compresi il prosciutto e altri salumi, vanno consumate con moderazione ma non abolite: attualmente, infatti, sono abbastanza ricche in acido oleico e linoleico. Per quanto riguarda le carni di maiale, compresi il prosciutto e altri salumi, vanno consumate con moderazione ma non abolite: attualmente, infatti, sono abbastanza ricche in acido oleico e linoleico. … A TAVOLA !!

27 … UN BUON BICCHIERE … Il consumo di una quantità giornaliera di ALCOOL compresa tra grammi per luomo (equivalente a 2-3 drink) e grammi per la donna (1-2 drink) consente di ridurre di circa un terzo le probabilità di infarto miocardico, ictus e arteriopatia obliterante degli arti inferiori. Il consumo di una quantità giornaliera di ALCOOL compresa tra grammi per luomo (equivalente a 2-3 drink) e grammi per la donna (1-2 drink) consente di ridurre di circa un terzo le probabilità di infarto miocardico, ictus e arteriopatia obliterante degli arti inferiori. Un drink equivale a un bicchiere standard di vino o a una lattina di birra. Un drink equivale a un bicchiere standard di vino o a una lattina di birra. Si può verificare un aumento del colesterolo HDL (effetto antiaterogeno) e al tempo stesso una diminuzione del tasso di fibrinogeno circolante e potenziamento di alcuni meccanismi della fibrinolisi (effetto antitrombotico). Si può verificare un aumento del colesterolo HDL (effetto antiaterogeno) e al tempo stesso una diminuzione del tasso di fibrinogeno circolante e potenziamento di alcuni meccanismi della fibrinolisi (effetto antitrombotico).

28 Un moderato consumo di alcol pare possa ridurre la concentrazione di proteina C-reattiva (PCR) (effetto anti-infiammatorio) Un moderato consumo di alcol pare possa ridurre la concentrazione di proteina C-reattiva (PCR) (effetto anti-infiammatorio) Si possono rilevare un miglioramento della risposta allinsulina e una riduzione del rischio di sviluppare il diabete Si possono rilevare un miglioramento della risposta allinsulina e una riduzione del rischio di sviluppare il diabete Ulteriori studi associano inoltre il moderato consumo di alcol a una riduzione dellindice di massa corporea (BMI). Ulteriori studi associano inoltre il moderato consumo di alcol a una riduzione dellindice di massa corporea (BMI). … UN BUON BICCHIERE …

29 Resta ancora oggetto di vivace discussione il ruolo alimentare specifico del vino. Si ritiene infatti che il vino, rispetto ad altre bevande alcoliche, possa essere più efficace nella prevenzione dellaterosclerosi, per la presenza di antiossidanti (polifenoli, antociani, resveratrolo….) Resta ancora oggetto di vivace discussione il ruolo alimentare specifico del vino. Si ritiene infatti che il vino, rispetto ad altre bevande alcoliche, possa essere più efficace nella prevenzione dellaterosclerosi, per la presenza di antiossidanti (polifenoli, antociani, resveratrolo….) I risultati in proposito sono I risultati in proposito sono però contraddittori … … UN BUON BICCHIERE …

30 … E ADESSO DI CORSA !! Nello studio degli Harvard Alumni studenti seguiti per circa 16 anni per valutare la successiva incidenza di mortalità cardiovascolare. Nello studio degli Harvard Alumni studenti seguiti per circa 16 anni per valutare la successiva incidenza di mortalità cardiovascolare. I soggetti che negli anni del College praticavano più attività fisica beneficiarono, nel tempo, di una ridotta mortalità cardiovascolare, quantificabile in -20% circa, tra i soggetti ad attività fisica settimanale elevata (più di kjoule) rispetto a quelli con attività ridotta o assente (meno di kjoule). I soggetti che negli anni del College praticavano più attività fisica beneficiarono, nel tempo, di una ridotta mortalità cardiovascolare, quantificabile in -20% circa, tra i soggetti ad attività fisica settimanale elevata (più di kjoule) rispetto a quelli con attività ridotta o assente (meno di kjoule).

31 Nurses Health Study: Uno studio condotto su oltre 80mila infermiere statunitensi Nurses Health Study: Uno studio condotto su oltre 80mila infermiere statunitensi la velocità del passo di marcia è in grado, secondo questo studio, di predire in modo efficace il rischio di ictus. la velocità del passo di marcia è in grado, secondo questo studio, di predire in modo efficace il rischio di ictus. Le donne che dichiaravano di camminare abitualmente a passo lento (<3 km/ora) avevano infatti un rischio di eventi cerebrovascolari superiore del 25 % rispetto alle donne che dichiaravano di camminare a passo medio (3-4,5 km/ora) Le donne che dichiaravano di camminare abitualmente a passo lento (<3 km/ora) avevano infatti un rischio di eventi cerebrovascolari superiore del 25 % rispetto alle donne che dichiaravano di camminare a passo medio (3-4,5 km/ora) Queste ultime, per parte loro, avevano un rischio degli stessi eventi superiore del 50 % circa rispetto alle donne che dichiaravano di camminare abitualmente a passo spedito (>4,5 km/ora). Queste ultime, per parte loro, avevano un rischio degli stessi eventi superiore del 50 % circa rispetto alle donne che dichiaravano di camminare abitualmente a passo spedito (>4,5 km/ora). … E ADESSO DI CORSA !!

32 Sono scarsi gli studi nei soggetti con sindrome metabolica. Sono scarsi gli studi nei soggetti con sindrome metabolica. Nello studio Attica, condotto in Grecia, il livello di attività fisica si è rilevato inversamente correlato al rischio di sviluppare la SM. Nello studio Attica, condotto in Grecia, il livello di attività fisica si è rilevato inversamente correlato al rischio di sviluppare la SM. Tra i soggetti affetti da SM, inoltre, quelli fisicamente attivi mostravano valori di PCR, conta dei globuli bianchi e del TNF-α inferiori del % rispetto ai soggetti più sedentari Tra i soggetti affetti da SM, inoltre, quelli fisicamente attivi mostravano valori di PCR, conta dei globuli bianchi e del TNF-α inferiori del % rispetto ai soggetti più sedentari … E ADESSO DI CORSA !!

33 Lattività fisica si associa a un rilevante aumento della colesterolemia HDL (20-30%).La trigliceridemia tende a scendere (anche 50-60%), come il peso corporeo Lattività fisica si associa a un rilevante aumento della colesterolemia HDL (20-30%).La trigliceridemia tende a scendere (anche 50-60%), come il peso corporeo Glicemia e insulina si stabilizzano con assenza di picchi. Glicemia e insulina si stabilizzano con assenza di picchi. Gli indicatori di infiammazione tendono a modificarsi in modo favorevole. Gli indicatori di infiammazione tendono a modificarsi in modo favorevole. Nonostante dati numerosi e concordanti, il livello medio di attività fisica nei paesi industrializzati è in declino, specie in età adolescenziale e giovanile. Nonostante dati numerosi e concordanti, il livello medio di attività fisica nei paesi industrializzati è in declino, specie in età adolescenziale e giovanile. Assolutamente necessario un significativo incremento dellattività fisica in adolescenti e giovani quale elemento di prevenzione delle patologie sopra citate. Assolutamente necessario un significativo incremento dellattività fisica in adolescenti e giovani quale elemento di prevenzione delle patologie sopra citate. … E ADESSO DI CORSA !!

34 OMOCISTEINA Lomocisteina è un aminoacido sulfidrilico che deriva dalla conversione metabolica dellaminoacido essenziale metionina Lomocisteina è un aminoacido sulfidrilico che deriva dalla conversione metabolica dellaminoacido essenziale metionina Fornite molte evidenze scientifiche a favore di un possibile ruolo delliperomocisteinemia lieve-moderata (da 15 a 100 mmol/l), quale fattore di rischio aggiuntivo di tipo trombogeno Fornite molte evidenze scientifiche a favore di un possibile ruolo delliperomocisteinemia lieve-moderata (da 15 a 100 mmol/l), quale fattore di rischio aggiuntivo di tipo trombogeno Legata a deficit congeniti del metabolismo e a comportamenti scorretti (fumo, alcol e caffè) Legata a deficit congeniti del metabolismo e a comportamenti scorretti (fumo, alcol e caffè)

35 Il deposito di omocisteina sulla parete vasale risulta lesivo attraverso vari meccanismi: Il deposito di omocisteina sulla parete vasale risulta lesivo attraverso vari meccanismi: 1.Azione diretta sull'endotelio e sulla parete vasale con marcato effetto aterogeno; 2.Azione sulle piastrine, con aumento della adesività ed aggregabilità piastrinica; 3.Azione sui fattori della coagulazione e sulle lipoproteine (riduzione dell'attivita' del antitrombina III, riduzione dell'attivazione della proteina C, attivazione del fattore VII, riduzione dell'attivita' del PTA, ossidazione delle LDL). OMOCISTEINA

36 Una metanalisi retrospettiva ha mostrato un significativo aumento del rischio relativo di coronaropatia (RR 1.7), di patologia cerebrovascolare (RR 2.5) e di arteriopatia obliterante periferica (RR 6.8) Una metanalisi retrospettiva ha mostrato un significativo aumento del rischio relativo di coronaropatia (RR 1.7), di patologia cerebrovascolare (RR 2.5) e di arteriopatia obliterante periferica (RR 6.8) Studi prospettici che hanno valutato la relazione tra omocisteinemia e rischio di malattia cardiovascolare in soggetti sani hanno mostrato una meno chiara e meno forte associazione Studi prospettici che hanno valutato la relazione tra omocisteinemia e rischio di malattia cardiovascolare in soggetti sani hanno mostrato una meno chiara e meno forte associazione OMOCISTEINA

37 la supplementazione con acido folico associato o meno a vitamine del gruppo B è il trattamento standard per i soggetti con valori elevati (> 12.5 mmol/L) la supplementazione con acido folico associato o meno a vitamine del gruppo B è il trattamento standard per i soggetti con valori elevati (> 12.5 mmol/L) Tuttavia non è stata in grado di ridurre in modo significativo la ricorrenza di eventi vascolari maggiori in tre diverse popolazioni di pazienti (recente infarto, recente ictus ischemico e pazienti con diabete ad alto rischio) nonostante la riduzione dei livelli plasmatici di omocisteina Tuttavia non è stata in grado di ridurre in modo significativo la ricorrenza di eventi vascolari maggiori in tre diverse popolazioni di pazienti (recente infarto, recente ictus ischemico e pazienti con diabete ad alto rischio) nonostante la riduzione dei livelli plasmatici di omocisteina OMOCISTEINA

38 Una dieta ricca in acido folico (verdure a foglie verdi, lievito, germe di grano, fagioli) è sempre consigliabile, visto lo scarso apporto medio in Europa, specie nei soggetti maggiormente a rischio Una dieta ricca in acido folico (verdure a foglie verdi, lievito, germe di grano, fagioli) è sempre consigliabile, visto lo scarso apporto medio in Europa, specie nei soggetti maggiormente a rischio OMOCISTEINA

39 PROTEINA C REATTIVA (PCR) La proteina C reattiva (PCR) è una proteina di fase acuta, che è stata dimostrata essere un affidabile marcatore di infiammazione sistemica. La proteina C reattiva (PCR) è una proteina di fase acuta, che è stata dimostrata essere un affidabile marcatore di infiammazione sistemica. nei soggetti asintomatici le concentrazioni plasmatiche di PCR sono molto stabili nel tempo nei soggetti asintomatici le concentrazioni plasmatiche di PCR sono molto stabili nel tempo sulla base dellipotesi infiammatoria dellaterosclerosi la PCR è stata studiata in varie popolazioni di pazienti affetti o a rischio di malattia cardiovascolare sulla base dellipotesi infiammatoria dellaterosclerosi la PCR è stata studiata in varie popolazioni di pazienti affetti o a rischio di malattia cardiovascolare

40 Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato che i livelli di PCR hanno un elevato valore predittivo a lungo termine per il verificarsi di eventi cardiovascolari indipendentemente dai livelli di C-LDL e dalla classe di rischio cardiovascolare. Numerosi studi epidemiologici hanno dimostrato che i livelli di PCR hanno un elevato valore predittivo a lungo termine per il verificarsi di eventi cardiovascolari indipendentemente dai livelli di C-LDL e dalla classe di rischio cardiovascolare. Nel 2003 il Center for Disease Control (CDC) e lAmerican Heart Association (AHA) hanno prodotto le prime linee guida che propongono lutilizzo della PCR quale fattore di rischio, in aggiunta ai fattori tradizionali, per lo screening cardiovascolare. Nel 2003 il Center for Disease Control (CDC) e lAmerican Heart Association (AHA) hanno prodotto le prime linee guida che propongono lutilizzo della PCR quale fattore di rischio, in aggiunta ai fattori tradizionali, per lo screening cardiovascolare. PROTEINA C REATTIVA (PCR)

41 Livelli 3 mg/L un alto rischio. Livelli 3 mg/L un alto rischio. Tuttavia tali valori non sono standardizzati e mancano valori di normalità per la popolazione europea. Tuttavia tali valori non sono standardizzati e mancano valori di normalità per la popolazione europea. Molti laboratori non sono attrezzati per il dosaggio ad alta sensibilità, ritenuto il più affidabile per dosare valori molto bassi, inferiori a quelli considerati normalmente indicativi di un'infiammazione, utili per identificare il fattore di rischio cardiovascolare. Molti laboratori non sono attrezzati per il dosaggio ad alta sensibilità, ritenuto il più affidabile per dosare valori molto bassi, inferiori a quelli considerati normalmente indicativi di un'infiammazione, utili per identificare il fattore di rischio cardiovascolare. PROTEINA C REATTIVA (PCR)

42 LIPOPROTEINE La lipoproteina(a) - Lp(a) - è una lipoproteina ricca di colesterolo che presenta similarità strutturali con le LDL La lipoproteina(a) - Lp(a) - è una lipoproteina ricca di colesterolo che presenta similarità strutturali con le LDL Elevati livelli plasmatici di Lp(a) sembrano essere associati a un aumentato rischio di malattia cardiovascolare indipendentemente dallassociazione con altre alterazioni del profilo lipidico e fattori di rischio noti Elevati livelli plasmatici di Lp(a) sembrano essere associati a un aumentato rischio di malattia cardiovascolare indipendentemente dallassociazione con altre alterazioni del profilo lipidico e fattori di rischio noti

43 La Lp(a) sembra avere un notevole effetto protrombotico, possibile responsabile degli eventi vascolari associati La Lp(a) sembra avere un notevole effetto protrombotico, possibile responsabile degli eventi vascolari associati Studi su vaste popolazioni di pazienti CV hanno dimostrato un aumento del rischio nei soggetti con livelli di Lp(a) più elevati, anche indipendentemente dai livelli del C-LDL Studi su vaste popolazioni di pazienti CV hanno dimostrato un aumento del rischio nei soggetti con livelli di Lp(a) più elevati, anche indipendentemente dai livelli del C-LDL Mancano però al momento studi di intervento farmacologico Mancano però al momento studi di intervento farmacologico LIPOPROTEINE

44 Le concentrazioni plasmatiche di Lp(a) aumentano in menopausa e sono poco modificabili dalla dieta, dallattività fisica e dai farmaci ipolipidemizzanti, fatta eccezione per la niacina e la terapia ormonale sostitutiva Le concentrazioni plasmatiche di Lp(a) aumentano in menopausa e sono poco modificabili dalla dieta, dallattività fisica e dai farmaci ipolipidemizzanti, fatta eccezione per la niacina e la terapia ormonale sostitutiva Studio HERS: aumentati livelli di Lp(a) sono un predittore di rischio indipendente per malattia CV in menopausa, il trattamento con estroprogestinici è in grado di ridurne in maniera significativa i livelli plasmatici rispetto al placebo. Studio HERS: aumentati livelli di Lp(a) sono un predittore di rischio indipendente per malattia CV in menopausa, il trattamento con estroprogestinici è in grado di ridurne in maniera significativa i livelli plasmatici rispetto al placebo. LIPOPROTEINE

45 Sia l'apolipoproteina B ( ApoB ) che il colesterolo non-HDL sono stati proposti come ulteriori indicatori per identificare i pazienti a più alto rischio. Sia l'apolipoproteina B ( ApoB ) che il colesterolo non-HDL sono stati proposti come ulteriori indicatori per identificare i pazienti a più alto rischio. Alti livelli di ApoB sono legati alla formazione di LDL piccole e dense, che partecipano maggiormente alla formazione delle placche di aterosclerosi Alti livelli di ApoB sono legati alla formazione di LDL piccole e dense, che partecipano maggiormente alla formazione delle placche di aterosclerosi LIPOPROTEINE

46 ApoB misura il numero delle particelle aterogeniche piuttosto che il colesterolo da esse veicolato ApoB misura il numero delle particelle aterogeniche piuttosto che il colesterolo da esse veicolato Pattern A: prevalgono LDL grandi e flottanti ( apoB) Pattern A: prevalgono LDL grandi e flottanti ( apoB) Pattern B: prevalgono LDL piccole e dense ( apoB) Pattern B: prevalgono LDL piccole e dense ( apoB) Le HDL hanno come parte proteica principale lapolipoproteina A (ApoA) Le HDL hanno come parte proteica principale lapolipoproteina A (ApoA) E quindi importante anche il rapporto ApoA/ApoB, più basso è più alto il rischio CV E quindi importante anche il rapporto ApoA/ApoB, più basso è più alto il rischio CV Manca ancora una standardizzazione tra i laboratori e i metodi di misura adottati Manca ancora una standardizzazione tra i laboratori e i metodi di misura adottati LIPOPROTEINE

47 COLESTEROLO NON-HDL Comprende il Colesterolo di LDL, VLDL e IDL Comprende il Colesterolo di LDL, VLDL e IDL Altamente correlato con le concentrazioni di ApoB Altamente correlato con le concentrazioni di ApoB Non-HDL-C = Colesterolo tot – Colesterolo HDL

48 CONCLUSIONI La prevenzione della patologia cardiovascolare è ottenibile con unadeguata modificazione dello stile di vita e con un trattamento intensivo di tutte le componenti della sindrome metabolica. La prevenzione della patologia cardiovascolare è ottenibile con unadeguata modificazione dello stile di vita e con un trattamento intensivo di tutte le componenti della sindrome metabolica.

49 CONCLUSIONI È sicuramente importante tenere in considerazione i nuovi fattori di rischio nella stratificazione del rischio cardiovascolare in ogni singolo paziente considerando il differente impatto che hanno nei due sessi. È sicuramente importante tenere in considerazione i nuovi fattori di rischio nella stratificazione del rischio cardiovascolare in ogni singolo paziente considerando il differente impatto che hanno nei due sessi.

50 CONCLUSIONI Per quanto riguarda i nuovi marcatori quali le lipoproteine, omocisteina, proteina C reattiva, sono ancora discordanti dati di efficacia di prevenzione primaria o secondaria forniti da studi clinici dintervento randomizzati e controllati con placebo. Per quanto riguarda i nuovi marcatori quali le lipoproteine, omocisteina, proteina C reattiva, sono ancora discordanti dati di efficacia di prevenzione primaria o secondaria forniti da studi clinici dintervento randomizzati e controllati con placebo.

51 Grazie per lattenzione!


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