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Antropologia - Lezione 23^ Capitolo VIII Solidarietà in Cristo e complicità in Adamo: il Peccato Originale.

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1 Antropologia - Lezione 23^ Capitolo VIII Solidarietà in Cristo e complicità in Adamo: il Peccato Originale

2 Cristonella persona di molti AbeleIsacco GiacobbeGiuseppeMosè agnelloDavide profeti Cristo è colui che molto ebbe a sopportare nella persona di molti. Egli è colui che fu ucciso nella persona di Abele, legato in Isacco, esiliato in Giacobbe, venduto in Giuseppe, esposto in Mosè, immolato nellagnello, perseguitato in Davide, vilipeso nei profeti. Questi è Colui che ha fatto il cielo e la terra, che allinizio plasmò luomo, che nella Legge e nei profeti fu annunciato, nella Vergine incar-nato, sopra un legno fu appeso, nella terra seppellito, e dai morti risuscitato, ascese nellalto dei cieli, siede alla destra del Padre e ha il potere di giudicare e salvare tutte le cose…

3 cibo nutrire Si mostrava bambino, ma non abbandonò leternità; apparve povero, ma non si spogliò delle sue ricchezze; bisognoso di cibo, non smise di nutrire il mondo; rivestì la forma di servo, ma non mutò la forma del Padre. Egli era tutto. Stava innanzi a Pilato, mentre era assiso con il Padre; era fissato al legno e sosteneva luniverso (Melitone di Sardi - II sec.)

4 Il PO NELLA SCRITTURA Gen 3 Rm 5

5 Romani 5,12-21 Leggi anche 1Cor 15,20-22

6 Romani 5 12 Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato. 13…14 la morte regnò da Adamo fino a Mosè anche su quelli che non avevano peccato con una trasgressione simile a quella di Adamo, il quale è figura di colui che doveva venire. 15 Ma il dono di grazia non è come la caduta: se infatti per la caduta di uno solo morirono tutti, molto di più la grazia di Dio e il dono concesso in grazia di un solo uomo, Gesù Cristo, si sono riversati in abbondanza su tutti gli uomini.

7 16 E non è accaduto per il dono di grazia come per il peccato di uno solo…17 Infatti se per la caduta di uno solo la morte ha regnato a causa di quel solo uomo, molto di più quelli che ricevono labbondanza della grazia e del dono della giustizia regneranno nella vita per mezzo del solo Gesù Cristo. 18 Come dunque per la colpa di uno solo si è riversata su tutti gli uomini la condanna, così anche per lopera di giustizia di uno solo si riversa su tutti gli uomini la giustificazione che dà vita.

8 19 Similmente, come per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori, così anche per lobbedienza di uno solo tutti saranno costituiti giusti. 20 La legge poi sopraggiunse a dare piena coscienza della caduta, ma laddove è abbondato il peccato, ha sovrabbondato la grazia, 21 perché come il peccato aveva regnato con la morte, così regni anche la grazia con la giustizia per la vita eterna, per mezzo di Gesù Cristo nostro Signore.

9 Il contenuto della pericope è cristologico giocato sul parallelismo Adamo-Cristo: due capostipiti di due discendenze ma laccento è sul ruolo di Cristo, Genitore di una nuova umanità, non sul primo Adamo S. Lyonnet: Paolo usa un argomento ad hominem (scende a livello dellinterlocutore per convincerlo coi suoi stessi argomenti). Parla a Ebrei o Giudeo-cristiani che pare gli obiettino che è eccessivo far dipendere tutta la salvezza dellumanità da uno solo.

10 Per le concezioni messianiche di quel tempo, lidea del Messia poteva essere uno strumento adatto per Paolo: Dio ha promesso a Israele linvio del Messia che compirà la salvezza Ma per alcune scuole rabbiniche il Messia era colui che porta non tanto la salvezza piena, quanto la piena osservanza della Legge. Questidea non collimava con lintento di Paolo,che scegli un altro argomento Largomento familiare a tutti i suoi interlocutori era limportanza che nel giudaismo si attribuiva ad Adamo: lui è il responsabile dellinizio del male che si estende a tutta lumanità

11 Lesempio calzava: le proporzioni del male compiuto da uno che è ricaduto su tutti (Adamo) Consentono di capire la portata universale dellopera di salvezza di uno solo (Cristo) Costruisce così il parallelismo in senso speculare: - Gesù è il tipo positivo - Adamo è lantitipo negativo

12 entrambi compiono unazione: Adamo disobbedisce al comando Cristo è obbediente Derivano due diverse caratteristiche nella discendenza che è generata dai due capostipiti, racchiuse in due serie di tre parole: Da Adamo vengono il peccato, la morte e il giudizio Da Cristo: la grazia, la vita e la giustizia

13 A livello testuale, largomentazione si costruisce con: la tecnica letteraria dello Satzparallelismus: Paolo mette in evidenza la superiorità assoluta dallazione di Cristo mentre Adamo entra semplicemente come antitipo, come figura per rinforzare laffermazione precedente, fornendo un elemento di contrasto

14 e largomentazione a fortiori (molto più) laccento cade sul «tanto più (pollo mallon)» pone in evidenza il tipo di rapporto = la relatività del primo al secondo Va inoltre evidenziato che il carattere universale dei due modelli umani è reso dalla espressione ricorrente: uno solo tutti

15 La tesi dellintero capitolo 5 riguarda la grazia e non il peccato: si afferma che la grazia supera in maniera sovrabbondante gli effetti del peccato nel mondo Paolo intende parlare di Cristo e della potenza della salvezza operata da Lui che ha una portata universale, non tanto rivelare qualcosa su Adamo limpostazione cristocentrica: Cristo è il punto di partenza e chiave ermeneutica della storia delluomo la disobbedienza di Adamo è lantitipo, compare in maniera funzionale e totalmente relativa per accentuare la sovrabbondanza di grazia.

16 Esegesi ancora discussa del v. 19: per la disobbedienza di uno solo tutti sono stati costituiti peccatori Può essere importante per il discorso su PO. Ma cosa vuol dire? Letteralmente: tutti sono stati fatti peccatori. Ma per il semplice fatto di essere discendenza di Adamo che ha trasgredito Oppure sono peccatori perché personalmente peccano?

17 Anche da Rm 5 (come Gn 3) non si può ricavare: né la trasmissione del peccato dal primo Adamo ai discendenti né laffermazione della sua responsabilità individuale per cui Adamo è la causa del peccato dei discendenti: Adamo è più un peccatore inaugurale che causale Nella controluce di Cristo universalmente salvatore, Adamo è la figura della universalità dei peccatori. Cè però una certa proporzionalità tra la doppia genealogia di Adamo e Gesù.

18 La figura di Adamo: rappresenta lumanità nella sua sorgente e nella sua libertà: figura inaugurale della storia, rappresentante simbolico dellumanità conforme alle intenzioni di Dio Consente di parlare dellunità peccatrice delluomo rispetto allunità di salvezza e di grazia che ci è data in Cristo Lampiezza che Adamo assume: è il corris- pondente negativo dellampiezza incomparabile di Cristo

19 Del peccato si afferma: la sua tragica esistenza e leffettiva univer-salità (tutti sono peccatori: già da Rom 1) Paolo dimostra di conoscere laffermazione del PdA, ma la preoccupazione del suo discorso è maggiormente centrata sul Regno del Peccato lhamartía che domina la storia e spinge luomo a peccare e che regna a partire da Adamo (v. 21) cè insinuata lidea di una presenza comples-sa del peccato: i peccati personali; il Peccato del Mondo; il Peccato delle Origini.

20 Bisogna evitare due estremi, insostenibili dal punto di vista biblico: da un lato laffermazione che in Adamo abbiamo tutti peccato e che esistano solo i peccati personali Occorre tenere insieme: il NT evidenzia luniversalità della colpa (tutti sono peccatori Rom1-3) riafferma la dimensione personale del peccato il cosiddetto PdM, ossia un regno del peccato ma anche il PdA, il fatto che le origini abbiano un ruolo, o comunque il passato pesi sul presente.

21 Conclusione circa la Scrittura non si trova il dogma del PO così come lo conosciamo e la tradizione lo ha formalizzato largomento è costruito: non da Adamo a noi, ma da Cristo (salvatore universale) allorigine di questa condizione di lontananza della salvez-za in cui si trova la umanità ma possiamo riconoscere gli elementi essen-ziali di quella dottrina: luniversalità del peccato, lorigine del peccato Ciò che manca è larticolazione di questi elementi. Ma ciò fu proprio il lavoro della teologia successiva.

22 Il PO NELLA TRADIZIONE

23 Prima di Agostino Senza chiamarlo PO, troviamo degli elementi che poi confluiscono nella dottrina del PO Melitone di Sardi (II sec.) fa una lettura tipolo-gica dellEsodo e parla dellEgitto spirituale cioè una condizione di schiavitù che ci precede e da cui Cristo ci libera Cipriano = colpa estranea nei bambini superata col battesimo Il male antico (nei testi della lex orandi) Origene: Macchie della nascita La inclinazione affettiva spontanea al male che è la concupiscienza: da dove viene?

24 principio giuridico romano Ambrogio = a partire dal principio giuridico romano capostipite determina in modo permanente la condizione giuridica il comportamento del capostipite determina in modo permanente la condizione giuridica di tutta la famiglia i discendenti hanno solidalmente partecipato in anticipo alla commissione del peccato di Adamo: Lapsus sum in Adam, mortus sum in Adam

25 Grande influsso: lerrata traduzione di Rm 5,12 (Vulgata – fine sec. IV) perché tutti hanno peccato Quindi, come a causa di un solo uomo il peccato è entrato nel mondo e con il peccato la morte, così anche la morte ha raggiunto tutti gli uomini, perché tutti hanno peccato. perché greco: Ephhô pántes hémarton = perché tutti peccarono tr. attuale: Ephhô = mediante il fatto o per il fatto che = la morte ha raggiunto tutti gli uomini, per il fatto che tutti hanno peccato nel quale latino: In quo omnes peccaverunt = nel quale (Adamo) tutti peccarono

26 Agostino Esegeti = errore di tr. dellin quo omnes peccaverunt Agostino lo interpreta come un relativo che, erroneamente, riferiva ad Adamo tutti avevamo peccato in Adamo La lettura risultava perfettamente funzionale alla sua prospettiva che considerava tutti peccatori perché tutti avevamo peccato in Adamo

27 tendenze al traducianesimo o generazioni-smo: lanima del bambino deriva dal processo generativo dei genitori dal seme corporale (tradux = tralcio di vite) secondo Tertulliano o da una particella dellanima dei genitori entrata nel seme (t. spirituale) come sostiene Agostino Facilita la sua spiegazione della trasmissione del PO Magistero lo rifiuta, a favore del creazionismo (DS 361)

28 Agostino non è l«inventore» del dogma del PO (storia dei dogmi, di stampo protestante e modernista a cavallo tra il 19° e 20° sec.) è inventore della « terminologia » peccato originale non della «dottrina» è colui che ha dato la prima formulazione compiuta ad una coscienza comune di fede (vedi Cipriano, Origene…)

29 Polemica antipelagiana Posizione di Pelagio : accentua le capacità della libertà umana il peccato di Adamo (un cattivo esempio) influisce solo estrinsecamente, ossia si trasmette solo perimitazione la sua posizione è contra traducem peccati: riconosce solo un cattivo esempio da parte del peccato di Adamo Il battesimo dei neonati è per una santificazio-ne, non in remissione dei peccati (? )

30 Agostino risponde affermando la convinzione di una eredità di peccato del primo uomo che si trasmette a tutti quanti i neonati non sono innocenti, la loro peccami- nosità ereditaria si manifesta nella loro concupiscenza macchiati dalla colpa paterna fanno parte dellamassa dannata = lunica salvezza sta nel battesimo se fosse vera la tesi della esemplarità di Adamo, occorrerebbe dire anche che è il solo esempio di Cristo a salvarci, svuotando però dallinterno la consistenza della Redenzione.

31 Elementi sintetici della tesi agostiniana: Con il proprio peccato Adamo (PdA) ha deter- minato la caduta da quella condizione meravi- gliosa in cui Dio lo aveva creato (SO) Il Peccato di Adamo ha reso tutti peccatori, poiché «a cominciare da Adamo tutti gli uomini ereditano il PO, trasmesso per generazione» Non cè solo una imitazione del PdA (noi pec- chiamo come Adamo), bensì una vera e propria eredità (abbiamo peccato in Adamo). «Questa situazione che abbiamo ricevuto da Adamo ha nella concupiscenza la sua espres-sione visibile» è figlia del peccato e madre dei peccati

32 Questa eredità si trasmette «per generazione attraverso la concupiscenza, che è presente in ogni atto generativo, anche nei genitori cristiani» La concupiscenza diviene così la ragione della trasmissione del PO, poiché è intesa imme- diatamente in connessione con la sfera sessuale e con la generazione attraverso il piacere collegato allatto della procreazione = così tutti gli uomini diventano colpevoli e peccatori degni di dannazione

33 La conseguenza ultima è che tutti gli uomini nascono già peccatori (POo) per cui ciascuno viene al mondo in una condizione peccaminosa facciamo parte di quella massa damnata da cui solo la grazia può tirarci fuori.

34 Gli elementi su cui Agostino poggia la sua argomentazione sono: 1)la prassi tradizionale del pedobattesimo = sin dallepoca apostolica 2)il testo di Rom 5,12 = in omnes homines mors pertransiit in quo omnes peccaverunt il pertransiit e lin quo: in tutti gli uomini passa non solo la morte ma il peccato poiché tutti hanno peccato in Adamo 3) la testimonianza della tradizione (Ambrogio, Cipriano) circa il male antico

35 Critica moderna a Agostino A. Vanneste ha dimostrato che il 1° riferimento per Agostino non è Rom 5 (uso tardivo rispetto alla formulazione del PO) ma la necessità di Cristo la tesi da difendere contro il pelagianesimo è la necessità, universale ed assoluta, che tutti gli uomini hanno di Cristo per essere salvati: senza di Lui non cè salvezza, ma perdizione

36 la salvezza portata dal Redentore non è altro che la vittoria sul peccato : da cosa ci salva se non dal peccato? dire di un uomo che non è peccatore signi-fica concludere che per lui Cristo non è necessario: ma così sarebbe evacuata la croce di Cristo (Agostino)

37 Di qui la conclusione al caso dei bambini (nella polemica coi pelagiani): «Chi infatti oserebbe dire che il Cristo non è il Salvatore né il Redentore dei bambini? Ma da che cosa li salva, se non esiste in loro nessuna traccia della malattia del peccato originale? Da che cosa li redime, se non sono stati venduti come schiavi del peccato del primo uomo a causa dellorigine (Rm 7,14)?»

38 La sintesi di Agostino ha un merito su tutti: difesa della necessità della grazia di Cristo la questione centrale è cristologica! Il limite è di aver insistito sul nesso Cristo-uomo centrandolo sulla condizione di peccato (= modello amartiocentrico) laffermazione della complicità in Adamo appare prima e in qualche modo priorita-ria rispetto alla solidarietà in Cristo questa la direzione da perseguire: superare la prospettiva ristretta amartiocentrica per approfondire largomentazione agostiniana

39 Il problema aperto = corollari legati al pensiero tre corollari legati al pensiero di Agostino: la condanna dei bambini morti senza battesimo ( ) le idee sulla concupiscenza

40 la trasmissione del peccato: ambiguità nel modo di interpretarla: da un lato una tendenza a pensare che tutti gli uomini siano uno in Adamo in senso fisico, quindi abbiano peccato in lui, prestando così il fianco alle critiche circa il traducianesimo dallaltro si accentua la trasmissione biolo-gica della colpa, legata ad una visione nega-tiva della sessualità e della concupiscenza, per cui la generazione carnale è vista come il tramite del PO. Precisamente qui vanno operati i correttivi per la presentazione moderna della dottrina

41 Valutazione della dottrina agostiniana Agostino ha cercato di esplicitare una verità di fede, che trovava un supporto nella tradizione, con la concettualità teologica che aveva a sua disposizione ciò non pregiudica la verità che intuisce e cerca di trasmettere occorrerà tenere per buona la dottrina propo-sta (il contenuto teologico ed antropologico del PO) superando la spiegazione che ne ha dato (la trasmissione per generazione).

42 Il PO NEL MAGISTERO

43 sinodi locali Due sinodi locali: Cartagine Orange magistero ordinario della chiesa, come espressione della fede comune concilio ecumenico Un concilio ecumenico: Trento magistero solenne, straordinario

44 Il concilio di Cartagine (418) condannò i pelagiani sinodo locale con approvazione di papa Zosimo (cf la lettera Tractoria) canone 2 il canone 2 (è ripreso senza modificazioni da Trento e costituisce fino ad oggi la base della dottrina cattolica del PO) necessità del battesimo per la salvezza verità della formula in remissionem peccatorum anche per i bambini poiché non si può dire che essi non ricevano nulla del PO da Adamo (la discrezione con cui si parla del PO: nihil ex Adam peccati originalis)

45 La questione è centrata sul battesimo = in riferimento ad esso si parla del PO due le affermazioni definite: 1)la verità e non falsità del rito battesimale 2)il suo presupposto: «nihil ex Adam trahere originalis peccati». il livello didattico principale è quello sacra- mentale: la verità del battesimo in remissio-ne dei peccati anche per i bambini

46 Grazia la difesa è anzitutto sulla Grazia di Cristo veicolata nel battesimo, non tanto sulla definizione del PO il PO entra in seconda battuta, perché impli-cato nella situazione umana che richiede la grazia redentrice di Cristo Da Cristo alluomo: questa è la direzione.

47 Il Concilio di Orange (529) un sinodo locale approvato da papa Bonifacio II nei confronti dei cosiddetti semipelagiani si affermano gli effetti del PO: canone 1 per la prevaricazione di Adamo, luomo è stato mutato in peggio completamente, sia nel corpo che nellanima (canone 1) in secondo luogo, se ne afferma la trasmissione universale : canone2 il PdA ha nociuto non solo a sé, ma anche alla sua discendenza (canone 2)

48 Il Concilio di Trento (1546) sessione V, del maggio-giugno 1546 (leggere DS ) Lettura del testo: can 1 il PdA can 2 il PO nei discendenti can 3 il POo: proprietà del PO can 4 necessità del battesimo, anche per i bambini can 5 efficacia del battesimo. can 6 Maria non è coinvolta nel PO

49 Concilio di Trento, Sessione 5. Decreto sul Peccato Originale (17 giugno 1546) PROEMIO non una presentazione positiva della dottri-na cattolica, ma polemica e correttiva delle interpretazioni erronee non una presentazione organica della dottrina cattolica del PO, né lunico modo di farlo: vuole contraddire e negare alcune tesi che le sono contrarie. pertanto occorre conoscere lerrore:

50 Tre gruppi di errori che il concilio ha presenti: 1)linterpretazione protestante del PO di Lutero due affermazioni problematiche: il PO è definito (identificato) con la concupi-scenza che corrompe totalmente la natura umana; priva luomo della sua libera volontà e non può che disperare delle sue forze il fatto che questa permanga [peccatum remanens] anche dopo il battesimo e debba esser detta ancora peccato: semplicemente Cristo non la imputa più al credente.

51 2) linterpretazione pelagiana Bisognava difendere la Chiesa cattolica dalla accusa di pelagianesimo che la riforma le rivolgeva Si ribadisce linsegnamento della Chiesa antica contenuto nei concili di Cartagine e di Orange 3) Un insieme di errori secondari (Zwingli, Pighi, Erasmo).

52 Riposte di TN Canone 5 = due correzioni prioritarie: la reale efficacia del battesimo che rimette il PO e tutto ciò che ha ragione di vero e proprio peccato, al punto tale che nei rinati -non rimane più alcunché che possa essere chiamato vero peccato, il peccatore è liberato da ciò che lo rende estraneo a Dio e nemico -bisogna affermare che il PO è tolto e non solo non imputato -nei rinati a vita nuova Dio non trova nulla di odioso, non vi è più condanna per loro, hanno accesso alla vita eterna

53 rimane nei rinati limpulso al peccato -è la definizione della concupiscenza o passione che rimane nel battezzato non come peccato -essa è lasciata ad agonem (= lotta spirituale) -non nuoce a coloro che non acconsentono e che la combattono coraggiosamente con la grazia di Gesù Cristo

54 Quando una tentazione diventa peccato: «I pensieri entrano nel nostro cuore come il grano quando viene seminato; in questo non vi è condanna. Ma nel consentire ad essi e nel disporne male, in questo vi è condanna. Il segno di riconoscimento del consenso è che la cosa piaccia alluomo, e che egli ne gioisca in cuor suo, e vi pensi con piacere. Se uno invece resiste al pensiero e lotta per non accoglierlo, questo non è consenso, ma lotta, e questo rende luomo provato e lo fa progredire» (Pseudo-Macario)

55 «Senza la tentazione non si avverte la sollecitudine di Dio per noi. Prima delle tentazioni luomo prega Dio come un estraneo, ma dopo che ha superato la tentazione per amore di Dio, senza lasciarsi cambiare da essa, considera Dio come qualcuno che gli ha fatto un prestito e ha diritto a riscuotere gli interessi e come un amico che per amore suo ha combattuto contro la potenza del nemico» (Isacco il Siro)

56 Concupiscenza : deriva dal peccato (ex) e inclina al peccato non è in se stessa peccato in senso proprio in forza del Battesimo, essa viene indebolita, senza tuttavia essere eliminata la volontà libera non è perduta e estinta, è solo indebolita il battezzato rimane esposto alla tentazione e, anche dopo la rigenerazione battesimale, può fare la drammatica esperienza della propria fragilità, fino a ricadere nel peccato

57 Una dottrina analoga a quella cattolica della concupiscenza è insegnata anche dalla teologia ortodossa: «Il peccato originale è stato una catastrofe ontologica nelluomo, in seguito alla quale ha avuto origine nella sua vita il predominio non dovuto del fatto sullatto, la dipendenza eccessiva dalla natura e la quasi totale impotenza dello spirito, insieme ad una generale debolezza di tutta quanta la natura umana» (S. Bulgakov, La Sposa dellAgnello, 281).

58 Il cristiano non è impeccabile e non smette di lottare coi logismói (pensieri passionali). Essi si presentano ancora alla mente con le loro innumerevoli proposte, ma non commuovono più lanima di chi ha raggiunto lapátheia. «Cosè lapatia umana? Essa non consiste nel non sentire le passioni, ma nel non accogliere le passioni» (Isacco il Siro).

59 Se il battezzato avverte ancora in sé il fascino del peccato, questo non significa che sia pec-catore, perché in forza del battesimo ha in sé lo Spirito che è più forte di questo desiderio involontariamente subìto (Rm 6,1-11). Il fatto che, nei suoi sensi, nelle sue abitudini di comportamento, nelladesione spontanea che egli dà alle opinioni e al comportamento del-lambiente sociale in cui vive, ci siano ancora delle resistenze alla disposizione battesima-le di fondo, non diminuisce il valore delle sue virtù, ma offre loro unoccasione di esercitarsi con più forza.

60 Nel modo di guardare alla concupiscenza, bisognerebbe: tendenza stoica superare la tendenza stoica -che ritiene che una condotta morale e religio-sa sia tanto più perfetta quanto più è sotto il controllo completo della volontà -e quanto meno sono presenti nelluomo elementi discordanti.

61 superare una concezione troppo individuali-sta della vita cristiana -il battezzato è solidale con una storia, storia di peccato e insieme storia di salvezza -attraverso la concupiscenza (che avverte senza consentirvi) entra in contatto con un mondo peccatore, non per sperimentarvi una torbida connivenza, ma per trovarvi una fonte di compassione per coloro che hanno bisogno di essere salvati (cf Eb 2,17-18) -sa di rimanere nel mondo, e che Gesù ha pregato non perché i suoi discepoli se ne allontanino, ma perché fossero preservati dal male (Gv 17,15).

62 Sintesi del Canone 5 livello principale della affermazione è cristologico-ecclesiale : ribadire la centralità e la necessità di Cristo per ricevere la salvezza di qui la necessità ed efficacia della grazia di Cristo attraverso il sacramento del battesimo.

63 Ai canoni 3 e 4 si difende la pratica del batte-simo dei bambini che alcuni dei riformatori contestavano (anabattisti), in favore della sola pratica del battesimo degli adulti. Argomenti addotti: Cristo è necessario per la salvezza di tutti (cita At 4,12; Gv 1,29, Gal 3,27, Gv 3,5) Non è sufficiente essere figli di genitori battezzati per non contrarre il PO è falso pensare che siano battezzati ma non per la remissione dei peccati, ma per una altra santificazione Cita Rm 5,12: purificati con la rigenerazione da ciò che contrassero con la generazione.

64 Canone 3 afferma le proprietà del POoriginato: (punti di riferimento imprescindibili per parlarne) Il peccato di Adamo è uno solo per lorigine (esistenza) trasmesso per generazione e non imitazione (universalità: propagatione: procreazione) inerisce a ciascuno come proprio (intrinsecità: inabita in tutti – è proprio di ognuno) ed è tolto solo per grazia (non con le forze della natura umana o con altri rimedi estranei alla salvezza di Cristo)

65 Rispetto al canone 5, il canone 3 si muove sul livello secondario antropologico = si dice qualcosa circa la verità sulluomo (nella sua qualità di peccatore) in considerazione del PO ma senza definire la natura del PO (cosa è?)

66 Canone 2 Centro dellargomentazione sta anzitutto sul POo meno impegnata è lanalisi sul POOriginante, ossia sulla ricerca della causa. PO originato non viene descritto nella sua natura ; solo si dice: non è la concupiscenza negativamente = non è la concupiscenza che resta dopo il battesimo mors animae positivamente, è detto mors animae da in- tendere come perdita della santità e giustizia ricevute da Dio (una formula descrittiva, non definitoria!).

67 Circa la causa/origine di questo stato di morte,cioè circa il PdA (Ooriginante), il canone 2 è molto sobrio e riprende le affermazioni di Orange; afferma solamente che: -La prevaricazione di Adamo non è nuociuta solo a lui ma anche alla sua discendenza -Egli ha perso non solo per sé ma anche per noi la giustizia originale -Corrotto dalla disobbedienza, Adamo trasmise a tutto il genere umano non solo la morte, le pene del corpo, ma anche il peccato che è la morte dellanima

68 Conclusioni sul Concilio di Trento il dato di fede definito (cioè il dogma): nel giustificato non cè più un peccato vero e proprio la giustificazione ha lindole del perdono: dunque, è preceduta da uno stato di morte dellanima ma andrà precisato in che senso sia peccato infine, la condizione peccaminosa della libertà creata dipende non dal piano di Dio, ma dalla libertà delluomo (la prevaricazione di Adamo)

69 La dottrina conciliare del PO: difende anzitutto la centralità della Salvezza di Cristo (il nucleo della tesi anche di Agostino) la sua necessità ed efficacia nella mediazione ecclesiale-sacramentale linteresse cade sulla necessità del battesimo alla luce di questa riconosce la condizione umana come segnata sin dalla nascita da una certa condizione di non-salvezza (che luomo non supera da solo) di cui però non si impegna a definirne la natura, né tantomeno ad indagarne lorigine. Questo è il compito che rimane alla teologia.

70 Il PO nella Teologia contemporanea

71 dall800 una pluralità di fermenti innovatori Tre fattori: scienza (evoluzionismo nella spiegazione dellorigine della umanità) + più difficile pensare a una prima coppia responsabile del PO + se lumanità è frutto di una evoluzione (vita cosmica poi vita umana) a che punto della catena evolutiva collocare il PO (una coppia – più coppie primordiali)

72 esegesi biblica (generi letterari) e ermeneutica del dogma: non bisogna confondere la realtà del PO con la sua dottrina: distinguere il nucleo veritativo essenziale dai presupposti necessari a salvaguardarlo Es.: Paolo (adulti): luniversalità dellessere pec-catore (lhamartia come potenza personificata del male) Agostino (bambini): modello antropologico –biologico di un nesso universale dovuto alla generazione.

73 recupero del cristocentrismo in teologia UR 22: principio della gerarchia delle verità OT 16: connessione dei misteri tra loro Il PO come asserto di fede non è una verità a se stante, ma totalmente relativa allaffermazione della salvezza in Cristo (cf il cristocentrismo di Rm 5) Cristo redentore universale Dogma della Immacolata concezione = esenzione dal PO Dogma del PO

74 Perciò: Loccasione stimolante = le scoperte scientifiche mutano la rappresentazione tradizionale delle origini umane una visione evoluzionista del mondo pareva imporre il poligenismo e contraddire il monogenismo

75 La causa determinante del cambiamento col riconoscimento dei generi letterari (lettura non storicizzante dei racconti genesiaci) Il motivo principale: il Concilio Vaticano II col recupero del cristocentrismo

76 Sintesi teologica: dalla solidarietà in Cristo alla complicità in Adamo

77 Sviluppo: Inversione metodologica Stato Originario: da Adamo a Cristo Come dire lo stato di peccato ereditario nelluomo? (POoriginato) Come dire la causa del peccato ereditario nelluomo? (POoriginante)

78 Inversione metodologica la teologia attuale inverte la trattazione = dallordine cronologico a quello logico: È Cristo che rivela pienamente chi sia luomo (GS 22) è il criterio ermeneutico per interpretare anche lattuale condizione umana non interessa più la questione di un primo uomo o meno: siamo anzitutto solidali in Cristo in questa comunione il peccato di uno interessa tutti gli altri uomini.

79 Non più: PeccatodiAdamo Trasmissione POo bensì: Gesù Cristo POo POn, ossia la causa partire da Cristo per comprendere la situazione peccaminosa delluomo (POo) e poi risalire alla ricerca della sua origine (POn)

80 Passaggio di lavoro teologico: schema classico proposta attuale SOPredestinazione in Cristo SO Predestinazione in Cristo POn = PdA uomo (storico) = POo Trasmissione POo causa: POn = PdA+PdM

81 Stato Originario: da Adamo a Cristo la solidarietà di tutti gli uomini in Cristo è originaria e antecedente rispetto alla complicità in Adamo È il metodo scritturistico: in Rom 5 emerge il primato cristologico (e derivatamente la ricaduta antropologica): 5,1-11, lannuncio della giustificazione precede e fonda il versante del peccato (5,12-21). La dottrina del PO è la formulazione negativa di un enunciato positivo:

82 «Come si può esplicitare positivamente la confessione cristiana, così la si può esplicitare negativamente. Lenunciato teologico che Dio in Gesù Cristo è la salvezza di tutto il mondo, implica cioè lenunciato negativo che fuori di Cristo non vi è salvezza, e che il mondo senza Cristo si trova nella perdizione. La dottrina del peccato originale, dunque, se la si spoglia di modi di comprendere storicamente condizionati, non è che il lato negativo e la formulazione negativa in un enunciato positivo. In questo senso è comprensibile anche oggi; in questo senso anzi si tratta di una dottrina che non si può assolutamente mettere in forse senza mettere in forse la stessa verità cristologica» (W. Kasper)

83 Vantaggi della partenza: Cristo è lo SO supera le ristrettezze dellimpostazione amartiocentrica tradizionale permette di svincolarsi dalleccessiva enfasi data nel quadro teologico alla dottrina del PO il punto di partenza cristocentrico permette di fondare la necessità di Cristo in positivo, non più in negativo: Cristo riguarda ogni uomo non a motivo del peccato (da cui lo libera) ma anzitutto per il fatto di essere creati in Lui! negativamente, rispondere di tutta la realtà di male/peccato presente nella storia

84 La previa solidarietà delluomo in Cristo dice quale sia il senso delluomo, la sua libertà: non anzitutto liberarsi dal male, ma assumere i contorni filiali, la filiazione in Gesù. Questo è la salvezza delluomo! La complicità in Adamo è il rifiuto di questa destinazione della libertà, è la pretesa di salvarsi al di fuori del dono di Dio = semplice-mente è la pretesa di autosoteria FG. Brambilla «Il peccato è propriamente e ultimamente contrapposizione alla filiazione in Cristo, è la vicenda della libertà che non assume la forma della fides Jesu» (FG. Brambilla)

85 Partendo da Cristo: qual è il senso del PO? Limpostazione cristocentrica ricalibra il senso e la funzione della dottrina del PO: essa intende fornire unermeneutica della libertà peccatrice

86 Dunque: non giustifica la necessità della redenzione = tutti hanno bisogno di Cristo non anzitutto in quanto peccatori, ma – prima ancora – perché creati in Lui non ha solo la funzione di giustificare luniversalità della redenzione: tutti peccatori redenti in Cristo consente di introdurre la libertà peccatrice in una storia di peccato (inteso come autoredenzione) di cui è complice lintero genere umano


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