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Escatologia - Lezione 27^ Capitolo XI Lescatologia.

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Presentazione sul tema: "Escatologia - Lezione 27^ Capitolo XI Lescatologia."— Transcript della presentazione:

1 Escatologia - Lezione 27^ Capitolo XI Lescatologia

2 Signore, la morte è un mistero che sgomenta e non può non essere buono per il fatto che non lo capiamo. Per non lasciarci travolgere bisogna andare di là con chi va, invece di fissare il vuoto che è rimasto di qua e che cerca d'inghiottirci. In fondo, è pietà per noi, più che per i nostri, che sono nella pace eterna. Ancoriamo il cuore alla preghiera. Non cerchiamo di capire, amiamo... I morti vogliono questo da noi. Primo Mazzolari

3 Il corpo di Benjamin Franklin, tipografo (come la copertina di un vecchio libro, usato nel suo contenuto e spogliato delle sue lettere e dei suoi ori) giace in questo luogo; nutrimento per i vermi! L'opera non andrà tuttavia perduta, poiché, come lui credeva, essa apparirà nuovamente in una nuova e più bella edizione, riveduta e corretta dal suo Autore!

4 Introduzione Il passaggio dal De Novissimi De Novissimi allEscatologia

5 Il termine Novissimis indica ciò che è ultimo, oltre il quale non cè nulla. Il termine escatologia è introdotto nel XVII sec. dal teologo luterano Abraham Calov Definizione di questa parte della teologia: Lescatologia è la traduzione dellannuncio della fede circa il futuro definitivo delluomo, della sua storia e del suo mondo (in un sapere critico provvisorio); docta ignorantia futuri (K. Rahner)

6 Il manuale De Novissimi era strutturato su due parti: Il De Novissima hominis dove si considera il destino individuale della persona: a)la morte b)il giudizio particolare c)la retribuzione: Inferno, Paradiso (Purgatorio?) La retribuzione era la condizione intermedia per passare poi alla seconda parte: Il Novissima mundi dove si considera a) la parusia b) la risurrezione della carne c) il giudizio universale b) la palingenesi (trasformazione) delluniverso

7 Sullo sfondo sta una concezione e un procedere di tipo cronologico: morte personagiudizio personale destinazione compiuta destinazione definitiva giudizio compiuta del mondo

8 Il trattato dava molte informazioni su tutti gli stati della morte e del post – morte: si poteva conoscere quasi tutto dellaldilà. Nel 1949 Congar scrive che mancando di senso escatologico si era visto un insieme di cose poste dietro il velo della morte. si affermò sempre più una vera e propria specie di fisica delle ultime cose. Baus, ad esempio, nel XIX secolo tentò addirittura di calcolare il calore del fuoco dellinferno. In questa prospettiva un ruolo grande era giocato dalla curiosità verso questi temi. Curiosità peraltro legittima, come facevano ad es. le anime a scottarsi?

9 Nel 1957 il testo di A. Piolanti testimonia questo modo di procedere (cfr. esempi vari) dove vi è una geografia dellaldilà (ricca di immaginario popolare) e dove questo trattato era una appendice della teologia Interessante! La difficoltà sta in che tipo di razionalità (scientifica) riconoscere a queste asserzioni escatologiche? Esempi tratti dal manuale del Piolanti 1)Il giudizio particolare: Il giudice è Cristo, non è necessario che Cristo si sposti in loco della morte del defunto. Il giudizio viene dato mentalmente

10 2) Le doti dei corpi gloriosi si pensava che i corpi gloriosi fossero dotati di note particolari quali: limpassibilità, la chiarezza, lagilità, la sottigliezza. La più particolare è lagilità. È la dote per cui i corpi avrebbero potuto muoversi con celerità e rapidità senza essere ostacolati. Per giustificare questa dote si faceva riferimento a Is 40,31:Ma quanti sperano nel Signore riacquistano forza, mettono ali come aquile, corrono senza affannarsi, camminano senza stancarsi e a 1 Cor 15,42-44

11 3) Sul giudizio universale distingueva: Il modo: il comando di Dio e lultimo squillo di tromba, con un suono sensibile che sveglierà tutti i morti. La sentenza conclusiva: Venite a me benedetti dal Padre mio – e – allontanatevi da me (Mt 25,34.41) avverrà in modo sensibile, a voce, come nei tribunali. Il luogo del giudizio non è indicato e quindi ignoto, ma è fisico: tutti i morti correranno senza fatica. Per Suarez è una pia opinione che tutti saranno radunati nella valle di Giosafat, che significa Dio che giudicherà.

12 Queste sono idee tratte da un manuale del 1950, ricavate dalla Scrittura e dalla tradizione, senza però tener conto dei generi letterari, già riconosciuti dallenciclica Spiritus Paraclitus ( ) La Scrittura era una miniera dalla quale togliere materiale per la dogmatica. Facevano scuola limmaginario guidato dalla paura e dalla fantasia

13 Anche nella liturgia e nella predicazione lescatologia era presente ma solo in funzione morale: -sollecitare la comunione dei santi, vivendo per i defunti alcune pratiche che li liberassero dalle pene del Purgatorio -incutere la paura dellInferno.

14 Verso una nuova impostazione segno dei tempi Nel 1957 Von Balthasar scrisse un articolo dal titolo Escatologia: Attorno allescatologia si muove tutta la riflessione teologica: è il segno dei tempi della teologia contemporanea. egli distingue lambito cattolico dallambito protestante: nella teologia protestante lufficio escatologico fa le ore straordinarie, nella teologia cattolica invece lufficio è in via di ristrutturazione, con una trattazione simile a quella scolastica, con una vasta letteratura, ma senza casi degni di interesse.

15 Da dove si muove il rinnovamento? Allinizio del XX secolo nellambito protestante sintroduce la nuova tematica escatologica del Regno di Dio trascendenza Regno di Dio immanenza

16 Weiss e Sweitzer: Gesù si aspettava lirruzione del regno di Dio già al suo tempo, ma poi ha visto che si è sbagliato e lha posta dopo la sua venuta = lescatologia di Gesù è una escatologia conseguente Dodd = ritiene che Gesù annunciava una realtà trascendente, realtà che però si è resa già presente con la sua presenza e attività = si ha a che fare con unescatologia realizzata Jeremias mostra che nellannuncio di Gesù cè unescatologia realizzantesi, cè qui, è presente, ma anche si realizzerà in pienezza nel futuro. È il concetto del già e non ancora!

17 nella linea del Regno di Dio gli sviluppi di Barth, Bultmann, Culmann: Il Regno di Dio è leschaton presenzializzato 1)lescatologia è lirruzione nella storia di una realtà trascendente 2)con Cristo è entrato nel tempo lattimo eterno purché diventiamo credenti 3)leternità non è collocata alla fine del tempo, ma combacia ogni attimo

18 leschaton è la trascendenza che è contemporanea ad ogni attimo e che può qualificare ogni attimo se da lei ci facciamo provocare ogni istante (K. Barth) le categorie escatologiche (futuro, eschaton, parusia, giudizio, risurrezione dai morti) sono eventi che accadono anche oggi: non è al termine la realizzazione, ma qui ed ora

19 IL RAPPORTO TEMPO-ETERNITÀ schema profano ETERNITÀ TEMPO CRISTO DIETRO

20 Lescaton è realtà trascendente che fa irruzione nella storia che si accoglie con la fede viene smentita la teologia per cui la storia trova un senso a partire dal compimento che è fuori- sopra la storia, invece il senso della storia è nel presente puntuale

21 Rinnovamento nellambito cattolico: tre nomi Y. Congar in un articolo dedicato al Purgatorio nel 1949 critica le concezioni manualistiche che fondavano la dottrina in particolare sul passo di Mt 5, 26: in verità ti dico, non uscirai di là [prigione] finché tu non abbia pagato fino allultimo spicciolo! Nellesegesi di questo brano si trova un cosismo escatologico: qualcosa su come sarà lal di là

22 Per Congar invece per capire il Mistero del Purgatorio (e tutte le asserzioni escatologiche) è necessario riflettere sul mistero pasquale e parusiaco = ricentramento cristologico Escatologia vista nella cornice del passaggio di Cristo al Padre che giunge a compimento come capo di tutto il corpo (Ef: pleroma) cè una dimensione collettiva del compimento e si capovolge lo schema del manuale che partiva dalla sorte individuale in primo piano sta quindi una escatologia collettiva

23 H.U. von Balthasar (1957) Egli mostra la necessità di de-cosmologizzare la escatologia: La fedeltà alla rivelazione e alla fede porta a liberare le asserzioni escatologiche da tutto ciò che portavano con sé di fisico, che è prettamente del mondo lescatologia va pensata cristologicamente (recependo listanza di Barth) gli escata (paradiso, inferno…) non sono più eventi tragici che devono accadere e non sono pensati in modo figurativo tutta la teologia è connotata dalla dimensione escatologica (non basta aggiungere un capitoletto finale…)

24 J. Danielou riprende la dimensione storica- cronologica: il cristianesimo non è solo incarnazione (cioè immerso nella storia) ma è in primis escatologia (cioè oltre la storia) il cristianesimo non è solo rivelazione dellincar- nazione, ma rivelazione del tempo escatolo- gico: lultima fase del processo storico ci troviamo già nel tempo escatologico (cfr Culmann) lescatologia è la novità che si introduce nella storia: con levento Cristo la storia ha già preso il suo orientamento definitivo

25 il cristianesimo in questa prospettiva appare come la conclusione della storia : in rapporto a esso tutto è superato, poiché Cristo è già il definitivo Il cristianesimo è la verità definitiva : viene reintrodotto leschaton nella storia e quindi si restituisce allevento Gesù Cristo la sua valenza insuperabile : Cristo è leschatos = lultimo, il definitivo (non si attende un altro) Lescatologia è la trascendenza già entrata nella storia : di qui la dimensione escatologica del presente, ma anche la continuità tra ciò che stiamo vivendo e il destino oltre la morte.

26 Gli elementi sintetici che si colgono nellescatologia cattolica sono: un ritorno al centro del mistero: Cristo Egli è la persona ultima e gli eschata sono riferiti a lui. Siccome il mistero di Cristo si compie nella Pasqua è da qui che si ripensa il mistero delluomo: Cristo in quanto risorto, cosa introduce nella storia degli uomini? Che rapporto cè tra la storia umana di Gesù Cristo e la sua parusia (1^ e 2^ venuta)? Cosa determina la parusia di Cristo per la storia e per lumanità?

27 viene rivalorizzata la dimensione comunitaria (escatologia collettiva) riprendendo la patristica e la teologia alto- medievale Benedictus Deus la linea della escatologia individuale ha dominato il II millennio perché nella costituzione Benedictus Deus (29 gennaio 1336) di Benedetto XII si determinava il destino dellanima subito dopo la morte

28 riconsiderazione della prospettiva antropologica Luomo è misurato in rapporto a Gesù Cristo Leschaton è la condizione delluomo nella Parusia di Cristo salvezza e condanna (a livello escatologico) non sono sullo stesso piano lescatologia dice riferimento soprattutto alla dimensione di salvezza lescatologia è in altre parole il compimento della salvezza in Cristo

29 La sintesi di questi tre elementi è raffigurabile in tre caratteristiche della trattazione escatologica: 1) Superamento del duplice ordine (naturale /sopranaturale): nelluomo cè un unico fine che è quello soprannaturale-cristologico (cf GS 22) 2) Luomo si compie nella totalità del corpo di Cristo = la retribuzione del singolo dunque può essere compresa alla luce della retribuzione collettiva 3) Luomo nella sua totalità è il soggetto del compimento: non sì dà unescatologia solo del corpo o solo dellanima ma ogni affermazione relativa ad un aspetto delluomo riguarda tutto luomo.

30 Lescatologia del Concilio Vaticano II Tesi centrale: Le asserzioni escatologiche del Vaticano II hanno come elemento fondamentale la cristologia che getta la sua luce sullecclesiologia e sulla antropologia ecclesiologia cristologia antropologia La figura globale dellescatologia del Vaticano II è data dallecclesiologia, dalla cristologia e dallantropologia nella fase del compimento. Individuiamo 4 nuclei:

31 1)Cristo è linizio dei tempi nuovi una svolta per/nella storia = leschaton è qui questa prospettiva si trova in LG 48 Già dunque è arrivata a noi lultima fase dei tempi (cfr. 1 Cor 10,11). La rinnovazione del mondo è irrevocabilmente acquisita e in certo modo reale è anticipata in questo mondo: difatti la Chiesa già sulla terra è adornata di vera santità, anche se imperfetta. Si pensa la storia in una successione dei tempi salvifici sulla quale si innesta la Chiesa. La Chiesa appare come unità nuova del genere umano nei tempi nuovi (ultimi) segnati dalla presenza del Regno di Dio del quale la Chiesa è il germe

32 2) Cristo è il paradigma delluomo compiuto GS 22 e lo è sia nella sua dimensione terrena solamente nel mistero del Verbo incarnato trova vera luce il mistero dell'uomo che nella risurrezione diventando conforme al Cristo nella morte, così anche andrà incontro alla risurrezione fortificato dalla speranza

33 3) In Cristo trova soluzione lenigma della morte La morte è linterruzione più radicale, ma guardando a Cristo, si coglie una via duscita La morte è da intendere come conclusione dellunico itinerario terreno: «Siccome poi non conosciamo né il giorno né lora, bisogna come ci avvisa il Signore, che vegliamo assiduamente, affinché finito lunico corso della nostra vita terrena (Eb 9,27), meritiamo con Lui di entrare al banchetto nuziale» (GS 18) La morte che trova il suo senso, grazie e Cristo, non interrompe le relazioni con coloro che sono in cammino (la comunione dei santi)

34 4) Grazie a Cristo e in Cristo, giunge a compimento ciò che luomo opera in questo mondo Cfr. GS 39 Ignoriamo il tempo in cui avranno fine la terra e lumanità e non sappiamo in che modo sarà trasformato luniverso. Sappiamo però dalla Rivelazione che Dio prepara una nuova abitazione e una terra nuova. Lattesa di una terra nuova non deve indebolire, bensì piuttosto stimolare la sollecitudine nel lavoro relativo alla terra presente, dove cresce quel corpo della umanità nuova che già riesce ad offrire una certa prefigurazione, che adombra il mondo nuovo.

35 Per una corretta metodologia in escatologia

36 Linee per unermeneutica delle asserzioni escatologiche La convinzione religiosa della Vita eterna (e i concetti vicini di: giudizio, destino eterno…) non è garantita da osservazioni dimostrabili empiricamente (reportage dellal di là che assomiglia troppo allal di qua!) Come si può fondare la conoscenza escatologica?

37 Premessa: fonti delle affermazioni circa la conoscenza escatologica : non sono delle prognosi (futurologia che rimane infratemporale) non sono delle predizioni (rivelazioni segrete particolari: Nostradamus, Swedenborg) né proiezioni dei desideri delluomo, alla ricerca di immagini escatologiche (ricerca di un futuro contrastante con lesperienza insopportabile della miseria presente, al fine di poterla sopportare)

38 né i racconti dei clinicamente morti si è fatta strada una scienza empirica della morte, la cosiddetta tanatologia (dal greco thànatos, morte), che si occupa degli aspetti psichici e sociali del morire ci ha messo a contatto con esperienze di reviviscenza dalla morte; secondo tale scienza, in quella fase di passaggio tra laldilà e il di qua, qualcuno può aver visto qualcosa che è da raccontare una conoscenza di questo tipo non è esperienza di eschaton, perché da lì non si torna.

39 né le visioni apocalittiche delle sette marginali i movimenti neoapocalittici (cfr Testimoni di Geova) pensano di utilizzare i testi apocalittici della Bibbia come reportage di ciò che accadrà. Anche la fonte apocalittica non è la fonte della nostra ricerca. linguaggio della speranza Rimane il linguaggio della speranza: la fonte della nostra conoscenza dellaldilà sta nelle promesse bibliche che asseriscono che Dio condurrà al compimento finale la storia universale e la storia particolare del singolo

40 Asserzioni escatologiche: 1) La prospettiva bultmaniana che riduce lasserzione escatologica a qualcosa di già avvenuto nellesistenza del singolo, non corrisponde alle asserzioni escatologiche bibliche che intendono una realtà non ancora sopravvenuta. Le asserzioni escatologiche sono anche, ma non solo, asserzioni esistenziali

41 2) Le asserzioni escatologiche riguardano situazioni definitive Questo spiega perché il purgatorio non entrava nei quattro novissimi perché è una posizione di passaggio (congiunto alla dottrina della purificazione) Inoltre, la proposizione prende posizione contro lidea millenaristica, che è sempre stata una grande tentazione.

42 teologiche 3) Le asserzioni escatologiche hanno per oggetto Dio, e cioè sono teologiche Dio è lultima realtà (escathon) della creatura. Egli è il cielo per quanti lo raggiungono, linferno per quanti lo perdono, il giudizio per quanti sono esaminati, il purgatorio per quanti sono purificati. Egli è colui per cui il finito muore e mediante il quale risorge per Lui e in Lui. E lo è nel modo in cui si rivolge al mondo, cioè nel suo Figlio Gesù Cristo, che è la manifesta- zione definitiva (eschatos) di Dio e quindi il compendio delle ultime realtà (eschata). (H.U. von Balthasar) Gli eschata non riguardano cose, luoghi, tempi ma dicono lagire di Dio nei confronti dellumanità e del cosmo (= la relazione definitiva Dio-uomo).

43 antropologiche 4) Le asserzioni escatologiche sono antropologiche perché relative alluomo e alla sua condizione di totalità non cè dunque una escatologia dellanima che non sia escatologia del corpo e non cè una escatologia delluomo che non sia anche unescatologia del mondo.

44 5) Le asserzioni escatologiche suppongono la concezione di Dio come: Principio Dio ha dato principio a tutto luomo ritorna là da dove è venuto Misura il compimento delluomo non trova in lui il suo paradigma è Cristo che dice qual è la pienezza Compimento delluomo luomo non ritorna così come è venuto, ma dopo la sua storia terrena (il pellegrinaggio) che lo ha modellato (percorso da immagine a somiglianza) Dio può ri-dare principio = colui che è Creatore è anche Risuscitatore

45 6) Le asserzioni escatologiche mettono in conto la struttura di libertà delluomo, (la quale non può essere esclusa), che è come dire che nella determinazione del suo eschaton concreto, luomo è in gioco, non è un partner passivo se tale libertà non venisse inclusa, le asserzioni escatologiche non avrebbero a che fare con quelle antropologiche (nelloggi è deciso il futuro) non possiamo tralasciare linflusso della libertà delluomo; proprio a motivo di ciò, le asserzioni escatologiche hanno una valenza anche attuale (il futuro decide delloggi) lannuncio tradizionale manteneva vivo il collega- mento etico: come vivi, così muori

46 7) Sono asserzioni escatologiche positive, di compimento, riguardano la salvezza e la spe- ranza per tutti e non sono da porre sullo stesso piano quelle relative alla perdizione ma siccome è in gioco la libertà delluomo, bisogna tener conto di un possibile esito di fal- limento (= dannazione come autoesclusione) La Chiesa ha il compito di annunciare la salvezza universale in Cristo, ma questo non la autorizza ad affermare che tutti si salvano (anche coloro che non lo vorrebbero). NB: la Chiesa non ha mai fatto dichiarazioni ufficiali circa un soggetto particolare che sarebbe dannato, mentre canonizza i santi.

47 8) Le asserzioni escatologiche delineano il com- pimento assumendo i parametri del presente nella forma della continuità cioè riguardano il compimento della salvezza che già viviamo (es. concetto di comunio- ne non solo nella fede, ma nella visione) e della contrapposizione riguardo alle espe- rienze della salvezza che ora non percepiamo (es. nellAp: non vi sarà più né dolore, né lutto, né pianto) Noi vediamo solo il presente e questo si pre- senta a noi nella forma del positivo e del negativo. Nelleschaton non ci sarà più il negativo.

48 Lo conferma la Sacra Congregazione per la Dottrina della Fede, Alcune questioni di escatologia, 17 maggio 1979 Né le sacre Scritture né la teologia ci offrono lumi sufficienti per una rappresentazione dellaldilà. Il cristiano deve tenere fermi saldamente due punti essenziali: egli deve credere, da una parte, alla continuità fondamentale che esiste, per virtù dello Spirito Santo, tra la vita presente nel Cristo e la vita futura (in effetti, la carità è la legge del regno di Dio, ed è precisamente la nostra carità quaggiù che sarà la misura della nostra partecipazione alla gloria del cielo); ma, daltra parte, il cristiano deve discernere la rottura radicale tra il presente e il futuro in base al fatto che, al regime della fede, si sostituisce quello della piena luce: noi saremo col Cristo e «vedremo Dio» (cfr. 1Gv 3,2), promessa e mistero inauditi in cui consiste essenzialmente la nostra speranza. Se la nostra immaginazione non vi può arrivare, il nostro cuore vi giunge distinto e in profondità.

49 9) Il luogo privilegiato nel quale sorgono le asser- zioni escatologiche è lesperienza del male. Di fronte ad essa nasce la reazione: non deve essere così! La persona percepisce di essereprotesa oltre. Essa non può realizzarsi se non parzialmente nella fase storica, che è in contraddizione con i desideri più forti e con il criterio della giustizia (= la storia non è come dovrebbe essere) Lesperienza storica non può essere la parola ultima. Questa nostalgia, che è ravvivata dalla speranza, è correlata alle asserzioni escatologiche

50 10) Le asserzioni escatologiche sono strutturate in forza di un triplice riferimento: verso il passato (lazione compiuta da Dio): passione – morte – risurrezione di Cristo: il male non è stato la parola definitiva verso lalto: la persona/storia umana ha a che fare col mistero di Dio (non finisce tutto dentro la storia terrena: cfr. le formule di contrasto di Atti: Voi lo avete ucciso…ma Dio lo ha risuscitato) verso il futuro: prospettiva del desiderio di vincere la morte Le asserzioni escatologiche cristiane hanno come riferimento la Risurrezione di Gesù. Questo elemento del passato viene dallalto e sarà il nostro futuro!

51 11) Le asserzioni escatologiche fanno uso necessariamente di immagini perché sono relative a situazioni non ancora date e quindi solo immaginate. Sono di due tipi: Si tratta di immagini omogenee che stabilis- cono una continuità con la nostra esperienza quotidiana (es. il banchetto come rappresen- tanza del Regno di Dio) Sono immagini originali che non trovano ris- contro nella vita quotidiana e sono pure co- struzioni (il drago, langelo che mette un piede sulla terra e uno sul mare). Hanno lo scopo di far vedere la discontinuità con la realtà e dicono la cifra dellalterità.

52 Infatti: Congregazione per la Dottrina della Fede, Alcune questioni di escatologia 1979 In ciò che concerne le condizioni delluomo dopo la morte, cè da temere particolarmente il pericolo di rappresentazioni fantasiose e arbitrarie, perché i loro eccessi entrano, in gran parte, nelle difficoltà che spesso incontra la fede cristiana. Tuttavia, le immagini usate nella sacra Scrittura meritano rispetto. E necessario coglierne il senso profondo, evitando il rischio di attenuarle eccessivamente, il che equivale spesso a svuotare del loro contenuto le realtà che esse designano.

53 12) Le asserzioni escatologiche sono asserzioni teologiche e antropologiche che nel contesto cristiano trovano il loro punto di incontro nelle asserzioni cristologiche proiettate sulloriz- zonte del futuro. La cristologia ci serve per comprendere tutte le asserzioni escatologiche: es. per Paolo la formula saremo con Cristo (Fil 1,26) usata sia in termini individuali che collettivi Il criterio di verità delle asserzioni escatolo- giche lo si coglie nel rapporto con le asserzioni teologiche, cristologiche e antropologiche. Vedi la citazione di Bulgakov:

54 Il cammino del mondo verso la pienezza del proprio essere è segnato da tre compimenti: la creazione del mondo dal Padre mediante il Figlio nello Spirito Santo; la sua unione con Dio tramite lIncarnazione del Figlio inviato dal Padre e compiuta dallo Spirito Santo, che unisce nel Cristo le due nature, quella divina e quella umana, e, in questultima, quella di tutto il mondo «riassunto o concentrato» nelluomo; e, infine, la trasfigurazione del mondo, cioè la sua definitiva divinizzazione, con la piena trasparenza nei confronti della Sapienza divina mediante lo Spirito Santo, mandato dal Figlio da presso il Padre (S.N. Bulgakov, La Sposa dellAgnello, tr. it. cit., 616-7).


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