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Antropologia - Lezione 10^ Capitolo I Storia di una ricerca: lantropologia nella Bibbia e nella Tradizione Gaudium et Spes e oltre…

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1 Antropologia - Lezione 10^ Capitolo I Storia di una ricerca: lantropologia nella Bibbia e nella Tradizione Gaudium et Spes e oltre…

2 Gesù è al vertice delle aspirazioni umane, è il termine delle nostre speranze e delle nostre preghiere, è il punto focale dei desideri della storia e della civiltà, è cioè il Messia, il centro dell'umanità, Colui che dà un senso agli avvenimenti umani, Colui che dà un valore alle azioni umane, Colui che forma la gioia e la pienezza dei desideri di tutti i cuori, il vero uomo, il tipo di perfezione, di bellezza, di santità, posto da Dio per impersonare il vero modello, il vero concetto di uomo, il fratello di tutti, lamico insostituibile, luomo degno dogni fiducia e dogni amore: è il Cristo-uomo.

3 E nello stesso tempo Gesù è la sorgente dogni nostra vera fortuna, è la luce per cui la stanza del mondo prende proporzioni, forma, bellezza ed ombra; è la parola che tutto definisce, tutto spiega, tutto classifica, tutto redime; è il principio della nostra vita spirituale e morale, dice che cosa si deve fare e dà la forza, la grazia, per farlo; riverbera la sua immagine, anzi la sua presenza in ogni anima che si fa specchio per accogliere il suo raggio di verità e di vita, che cioè crede in Lui e accoglie il suo contatto sacramentale; è il Cristo-Dio, il Maestro, il Salvatore, la Vita... «Cristo è necessario»; «Cristo è sufficiente»; «Cristo è la vera e sola religione, Cristo è la sicura rivelazione di Dio, Cristo è il solo ponte fra noi e loceano di vita che è la Divinità, la Trinità santissima, per cui, volere o no, siamo stati creati e a cui siamo destinati» (Papa Paolo VI)

4 Conclusionisu Gaudium et Spes

5 È indicato, in linea di principio, il criterio ermeneutico su cui impostare una antropologia cristiana: il punto di partenza cristologico = Cristo chiave di lettura dellumano si impone come il riferimento imprescindibile per la teologia postconciliare : lantropologia qui presentata ha il suo fondamento e il suo culmine nella cristologia GS 22 il contributo del concilio non è nei vari brevi sviluppi tematici, ma dal principio base enunciato in GS 22 con la definizione del nesso antropologia- cristologia si ha ormai larchitrave su cui strutturare armonicamente e in forma sistematica il discorso cristiano sulluomo

6 F.G. Brambilla Per F.G. Brambilla è lesito del rinnovamento biblico e dello sviluppo filosofico del sec. XX che hanno condotto alla «dissoluzione del trattato» e perciò al ripensamento rivelazione col punto di partenza scritturistico = non si poteva trattare solo di ripensare alcuni temi alla luce della Parola di Dio, bensì di riscoprire il senso stesso della rivelazione: lautocomunicazione di Dio nella storia non è prima di tutto un deposito di verità, definizioni, dogmi, ma lautocomunicazione di Dio nella storia dialogo Gesù Cristo luomo impone di chiarire i due poli entro cui si svolge il dialogo salvifico: Gesù Cristo è vertice dellautocomunicazione divina e luomo è il suo destinatario = Gesù Cristo diventa il senso delluomo, la rivelazione delluomo. conclusione di questa revisione radicale = fare lantropologia secondo la rivelazione (e non a partire da un concetto previo di natura) significa elaborare lantropologia secondo la cristologia

7 Risultato di questa scelta è laffermazione chiara dellunica vocazione divina di ogni uomo. non del tutto chiara interpretazione di tale vocazione alla figliolanza in Lui ma lambiguità del mancato riferimento cristologico sin dalla creazione comporta una non del tutto chiara interpretazione di tale vocazione alla figliolanza in Lui. Ladaria Padre Figlio figlio divinafilialeGiustamente Ladaria ha messo in luce la dinamica della rivelazione attraverso la quale si giunge alla verità delluomo: Gesù è il rivelatore del Padre, dunque, di se stesso come il Figlio. Coerentemente rivela anche la verità delluomo quale figlio. Tuttavia, tale logica emerge, forse, più a posteriori. Il testo oscilla ancora tra questa formulazione – più insinuata che esplicitata – e una definizione generica, di vocazionedivina…non è ancora detta vocazione filiale! Cristo ci fa conoscere che noi stessi siamo fatti per Dio. Ma ciò non definisce ancora la forma filiale del rapporto a cui siamo chiamati. imago DeisenzaCristo Prova ne è il fatto che normalmente si definisca luomo quale imago Dei, ma senza alcuna relazione a Cristo.

8 compromesso Il limite di GS è limpressione di compromesso insita nel testo. Si vedono, infatti, incongruenze ed accostamenti tra le dichiarazioni di principio e le declinazioni contenutistiche : si parla dellunica vocazione divina, ma solo in alcuni accenni si esplicita il suo contenutocristologico (?) si ribadisce il riferimento delluomo a Cristo, ma raramente se ne esplicita il legame sin dalla creazione (perché si è incarnata proprio la Seconda Persona e non…?) Il dato si può comprendere alla luce della vivacità del dibattito conciliare preoccupato di non entrare in dispute di scuola perciò, si elabora una linea di mediazione, in cui si ritrova ancora molto delle posizioni precedenti di compromesso principio ermeneutico nel cristocentrismo proprio per la sua natura di testo di compromesso fra posizioni diverse e, allopposto, per la lucida chiarezza con cui ha dichiarato il principio ermeneutico nel cristocentrismo, si comprende la pluralità di posizioni su cui si svilupperà lantropologia teologica postconciliare.

9 Ladaria Ladaria fa notare che rimane aperto il problema del rapporto natura/grazia Alcuni Padri chiedevano un approfondimento di questo tema e domandavano che si superasse chiaramente la distinzione tra ordine naturale e ordine soprannaturale, passando alla creazione delluomo in Cristo, con un passaggio forse troppo repentino. Altri volevano ribadire la doppia visione delluomo nei termini di natura e nei termini di grazia. Il Concilio evita di entrare direttamente in questa discussione, forse per evitare di perdersi nelle secche della discussione sul motivo dellincarnazione. Si doveva inoltre evitare un cristocentrismo radicale, per non chiudersi al dialogo col mondo contemporaneo. Inoltre cera il desiderio ben chiaro che lordine della creazione mantenesse la propria autonomia.

10 proposte di formulazioni Esistono negli atti conciliari le tracce di proposte di formulazioni interessanti che non sono poi confluite nel testo, ma che indicano la tendenza di alcuni padri conciliari: lordine della creazione include lordine della redenzione ( Atti, vol. IV/I 461). Questo testo rischiava però di offuscare lidea di autonomia dellordine della creazione. Oppure: Dire uomo è già evocare Cristo. O ancora: Cristo perfetta immagine del Dio invisibile a immagine del quale noi siamo stati creati ( Atti vol. IV/II - cfr. Ireneo e Tertulliano).

11 Tra i limiti più rilevanti, va sottolineato: recupero del riferimento cristologico sino alla protologia Ladariaritrovarne i possibili agganci non appare una tesi chiara e convinta insinuata il recupero del riferimento cristologico sino alla protologia non viene attuato. Nonostante Ladaria cerca di ritrovarne i possibili agganci (persino nelle note), occorre constatare che non appare una tesi chiara e convinta in quel momento. Tuttal più si potrà riconoscerla come insinuata. la linea di riflessione che ha prospettato In ogni caso, il concilio non la pregiudica, anzi, semmai, la linea di riflessione che ha prospettato – ossia il primato cristologico – la suggerisce come feconda.

12 pneumatologia Unaccusa che è stata mossa a questo numero della GS riguarda la pneumatologia : sarebbe stato necessario un ricorso più abbondante alle testimonianze dellazione dello Spirito. lo Spirito Santo ha in questo numero tutta la centralità che merita Ci sembra che questaccusa sia ingiusta poiché lo Spirito Santo ha in questo numero tutta la centralità che merita. Anzi, qui si apre la riflessione sulla grazia.

13 Se questi sono gli esiti a cui conduce lo studio della GS, rimane ampiamente giustificata la sua importanza per lantropologia teologica. Ladaria cerca poi di allargare il discorso anche agli altri documenti conciliari: AG 8 che richiama la tesi di fondo, dell unica vocazione rivelata in Cristo e NA 5 che parla della filiazione e della fraternità. La constatazione, però, rimane che anche in questi «non si va al di là della GS» si può trarre la conclusione che, con il Concilio Vaticano II, lantropologia teologica ha trovato un punto di non ritorno : il principio cristocentrico. Al di là, però, dell indicazione di principio, rimane un compito da attuare, ancora nuovo.

14 Concilio Vaticano II In definitiva, il dato che dobbiamo raccogliere è la coscienza che il Concilio Vaticano II impostare cristianamente unantropologia teologica ha effettivamente posto le condizioni necessarie per impostare cristianamente unantropologia teologica. Il contributo si pone non tanto a livello dei contenuti, quanto piuttosto per la novità del metodo.

15 Brambilla un suggerimento di Brambilla : Guardare un po oltre GS Guardare un po oltre GS: lAntropologia Cristiana nel complesso del Concilio Vaticano II

16 GS Ladaria ci ha permesso di raccogliere analiticamente la ricchezza di GS per lantropologia teologica Brambilla allopposto, insiste per unattenzione più ampia alla dottrina conciliare. a livello generale condivide con G. Colombo una sorta di compromesso nellantropologia emergente dal testo, poiché «nonostante la positiva esclusione della teologia dei due ordini, ripropone, senza superarla, lantropologia dei manuali » = creazione e incarnazione ??? GS dueragioni radicali con G. Alberigo, condivide che la GS ha deboli legami con il resto dei documenti conciliari e, soprattutto, con la Scrittura. Queste due paiono essere le ragioni radicali dell insufficienza antropologica cui si è rimasti.

17 Di qui la conclusione di F.G. Brambilla, che ne ricava pure unindicazione positiva: «A mio avviso, proprio nel carattere irrelato della teologia della GS rispetto ai poli principali del concilio si trova la ragione prossima della insufficiente maturazione a cui è arrivata lantropologia teologica della costituzione. Ma da ciò deriva anche una indicazione metodica per il rinnovamento della stessa antropologia teologica, la quale non può ripensarsi se non raccogliendo la lezione globale dellinsegnamento conciliare, in particolare quello della DV circa il carattere salvifico della rivelazione, la sua forma cristologica, la sua declinazione storica ».

18 Brambilla non si ferma allanalisi di un documento. Gli esiti emersi confermano la bontà di questa scelta: GS fornito un contributo solo parzialeper quanto sia vero che GS costituisce il testo con maggior riferimento alla tematica antropologica, tuttavia, ha fornito un contributo solo parziale DV lapporto fondamentaleinvece, un documento quale DV non è preoccupato direttamente di tematiche antropologiche, ma fornisce il fondamento al rinnovamento generale della teologia stessa e, conseguentemente, costituisce lapporto fondamentale per un ripensamento unitario anche dellantropologia teologica.

19 Rivelazione DV, infatti, mettendo nuovamente a tema il concetto di Rivelazione postula e fonda il rinnovamento del metodo teologico stesso. Il discorso teologico, infatti, si deve ripensare continuamente come «intelligenza critica della rivelazione» dunque, un nuovo modo di concepire la rivelazione provoca coerentemente un rinnovamento della teologia stessa. Questo è lesito del processo di «superamento dellantropologia manualistica preconciliare».

20 Più precisamente la rivelazione diventa così il principio istitutivo della comprensione della realtà dal punto di vista cristiano la metodologia della teologia postconciliare si pensa a partire dalla rivelazione e non primariamente a partire dal magistero = la rivelazione diventa così il principio istitutivo della comprensione della realtà dal punto di vista cristiano = il dogma sotto la PdD principiocentro formacriterio Poiché, però, la Rivelazione non è altro che Cristo stesso, si impone come prioritario e centrale il riferimento a Gesù Cristo : la cristologia, in quanto principio e centro della rivelazione cristiana, costituisce la forma e il criterio ermeneutico per la comprensione cristiana di tutta la realtà:

21 De Deo Dio è il Padre di Gesù = De Deo De Ecclesia capo del Corpo = De Ecclesia Antropologia immagine delluomo = Antropologia Cristoè Cristo è De Gratia dona la vita divina = De Gratia escatologia futuro delluomo = escatologia morale norma dellumano = morale basi per limpostazione dellamoderna antropologia teologica il complesso movimento di rinnovamento della teologia in se stessa pone le basi per limpostazione della moderna antropologia teologica

22 La tesi della strutturazione cristocentrica dellantropologia teologica lantropologia deve essere ricostruita assumendo la cristologia come principio e forma del discorso cristiano sulluomo, perché lantropologia teologica è lantropologia della rivelazione (e non della natura) e la rivelazione propriamente detta è Gesù Cristo nel preciso senso che lumano cristologico (in quanto è lumanità singolare dellevento di Gesù) è la forma e il principio e, dunque, il criterio ermeneutico dellumano antropologico.

23 Brambilla Brambilla propone di declinare la tesi in quattro tappe : il senso cristiano delluomo identificare il senso cristiano delluomo nel rapporto costitutivo allevento singolare di Gesù di Nazareth, così che i due termini del rapporto non siano dati e compresi previamente al rapporto medesimo si parte da Cristo per comprendere luomo semplicemente detto: si parte da Cristo per comprendere luomo pre-costituite a prescindere da Cristo attenzione critica a possibili visioni antropologiche pre-costituite a prescindere da Cristo

24 porre in relazione costitutiva i singoli temi antropologici con il riferimento cristologico gli argomenti trattati (grazia, creazione, peccato, giustificazione, compimento escatologico…) non devono essere in qualche modo presupposti e non determinati dalla forma cristologica si intende evitare il rischio di assumere acriticamente una trattazione filosofica, anziché teologica infatti, se Gesù Cristo dice la verità piena e definitiva delluomo, occorre che si dia un recupero integrale del riflesso di Cristo sulla comprensione di tutto luomo.

25 Il riferimento cristologico dovrà in-formare lo stesso progetto generale : questo dovrà porsi come criterio sintetico ed unitario dallo sviluppo di questa convinzione dipende lesito e – prima ancora – la ristrutturazione dellantropologia teologica.

26 Evitare una duplice riduzione del riferimento cristologico: 1)anzitutto, nella tendenziale riduzione alla redenzione 2)dallaltro, la riduzione critico-negativa (amartiocentrica), come se la cristologia non fosse in grado di dire nulla di positivo sulluomo. Tale strutturazione dellantropologia teologica attorno al principio cristocentrico è stata esplicitata da F.G. Brambilla e costituisce lindice del nostro Corso.

27 Il dopo Concilio Vaticano II

28 GS 22 GS 22 ha indicato il nodo fondamentale dellantropologia teologica : il nesso cristologia-antropologia dopoconcilio ma non lo ha svolto, consegnandolo come compito da attuare alla teologia del dopoconcilio pluralità di sviluppi questo ha dato origine ad una pluralità di sviluppi che, in vario modo, hanno cercato di realizzare questa esigenza differenti schemi uno sguardo allindice di alcuni trattati metterà in luce i differenti schemi utilizzati per trattare lantropologia teologica.

29 De Gratia Alcuni ricalcano il tradizionale De Gratia, come ad es. E. Schillebeeckx E. Schillebeeckx, Il Cristo. La storia di una nuova prassi, Brescia Queriniana protologia Altri riconducono il discorso sulluomo interamente alla protologia : G.Gozzelino De Deo creante et elevante G. Gozzelino, Il mistero delluomo in Cristo. Saggio di protologia, Leumann, LDC, 1991, che riprende tutti gli argomenti del De Deo creante et elevante, anche la questione degli angeli.

30 Flick Alszeghy I più, però, ricalcano il modello di Flick ed Alszeghy che – forse per primi – raccolgono il materiale tradizionale sparso nei vari trattati, cercando di dare una visione unitaria e armonica dellantropologia e recuperando il riferimento cristologico.

31 FlickAlszeghy Flick e Alszeghy La materia resta così suddivisa in due sezioni : Luomo sotto il segno di Adamo parte 1: luomo creatura di Dio p. 2: luomo immagine di Dio p. 3: luomo alienato per il peccato Luomo sotto il segno di Cristo e poi Luomo sotto il segno di Cristo p. 4: in Cristo (incorporazione salvifica) p. 5: per Cristo (azione della grazia) p. 6: verso Cristo (escatologia).

32 A questo modello, si ispirano ad es.: I. Sanna I. Sanna Parte Prima. Ogni uomo è Adamo : - creazione del mondo - delluomo -luomo immagine di Dio -luomo nella condizione di peccato. Parte Seconda: Ogni uomo è Cristo: la Grazia -parte storica: estensione e modalità della chiamata alla grazia (predestinazione) -effetti della grazia -dinamismo della chiamata -luomo destinato alla vita eterna.

33 L. Ladaria e lo stesso L. Ladaria Tre i capitoli del suo volume : I.Luomo e il mondo come creature di Dio II.Luomo chiamato allamicizia con Dio e peccatore III. Luomo nella grazia di Dio.

34 I meriti di queste impostazioni: unità trovano unità i contenuti sinora dispersi in vari trattati tradizione continuità con la tradizione riferimento a Cristo col rinnovamento conciliare recuperano il riferimento a Cristo lordine cronologicostoria della salvezza si segue lordine cronologico della storia della salvezza, così come si dà a conoscere allesperienza umana e come la Scrittura la presenta (lordo historiae) il concilio ha stimolato il recupero della storicità, contro ogni descrizione astratta dellumano sempre in riferimento al Vaticano II, il cristocentrismo appare già nella prima creazione, ma emerge soprattutto nella nuova creazione.

35 I limiti di queste impostazioni: più dichiarata che non effettiva leffettiva centralità di Cristo pare più dichiarata che non effettiva revisione tematica architrave più che per una revisione tematica, il cristocentrismo dovrebbe funzionare come architrave dellimpianto teologico il riferimento a Cristo non intende essere un contenuto in più, uninformazione aggiuntiva ad argomenti previamente dati, ma come criterio ermeneutico dellantropologia questa è lindicazione del concilio, che non si è impegnato tanto a rivedere i temi dellantropologia, quanto piuttosto ad indicarne il metodo ed il criterio.

36 E la nostra impostazione?

37 G. Colombo, L. Serenthà, F.G. Brambilla G. Colzani Di fronte al lento travaglio che ha visto nascere lantropologia teologica optiamo per il modello proposto ed elaborato da alcuni teologi della facoltà di Milano : G. Colombo, L. Serenthà, F.G. Brambilla e G. Colzani questo schema si caratterizza per la scelta del punto di partenza : occorre iniziare con il piano di Dio sulluomo, ossia parlando delluomo come elevato alla vita di grazia, e non tanto dalla sua creazione la creazione non è che la conseguenza di questo progetto originario, di cui è il primo passo dattuazione.

38 Si ottiene, in sostanza, uninversione dellordine tradizionale, poiché: si muove dal piano di Dio sulluomo, ossia della sua elevazione allordine soprannaturale (la Grazia) per arrivare poi alla creazione ed al senso della storia. L. Serenthà Con chiarezza di L. Serenthà sintetizza il criterio fondamentale: «il nesso logico dovrebbe predominare su quello cronologico e, in questo senso, iniziare pertanto dalla teologia della grazia».

39 Esemplificando, potremmo dire che se storicamente si è rivelata così la verità sulluomo – ossia nel distendersi del tempo: prima la creazione, poi il peccato, quindi la redenzione di Cristo -, ciò non può esser elevato ad affermazione di principio: è così. Non è corretto sovradeterminare lordine storico a criterio interpretativo della realtà. Anzi, una volta conosciuto Cristo quale compimento pieno e definitivo della rivelazione, non si vede perché si debba ripercorrere ancora tutto litinerario precedente per arrivare a Lui (?!)

40 l ordine cronologico della storia della salvezza protologia redenzione escatologia 1° Adamo 1° Adamo incarnazione (Adamo definitivo) (creazione)

41 lordine logico (il punto di partenza cristologico) deve predominare sull ordine cronologico. Cristo protologia redenzione escatologia creazione incarnazione ricapitolazione 1° Adamo2° Adamo Adamo definitivo del 1° Adamo del 2° Adamo Adamo definitivo

42 Unocchiata allIndice del nostro corso…

43 Nellottica di questa proposta, strettamente cristocentrica, lo schema essenziale del trattato di antropologia può esser ricondotto a tre tappe : predestinazione La predestinazione cifra biblica e teologica La tesi fondante e fondamentale della antropologia teologica è identificata in questa cifra biblica e teologica, in quanto ritenuta capace di raccogliere la ricchezza dei significati che definiscono il piano originario di Dio : luomo si comprende nella chiamata / predestinazione ad essere e vivere in Gesù Cristo: predestinati ad essere conformi allimmagine del Figlio (Rm 8,28)

44 le strutture della libertà creata Il secondo momento intende declinare le strutture della libertà creata : Dio attua il suo piano creando una libertà corporea nel mondo nella differenza per la comunione di uomo- donna nella chiamata allincorporazione (= la grazia )

45 vicenda storica della libertà creata La terza tappa, invece, indagherà la vicenda storica della libertà creata, ossia il concreto sviluppo storico del progetto di Dio: il dono originario della grazia (lo Stato Originario delluomo) e il peccato come sua perdita (il Peccato Originale e la sua continua efflorescenza in una storia di peccato) il cammino della giustificazione del peccatore (il dinamismo della grazia).

46 escatologia Si intuisce coerentemente il motivo per cui lantropologia teologica è strettamente legata anche all escatologia, che costituisce il momento finale di questo sviluppo storico: il compimento definitivo delluomo in Cristo, ossia la realizzazione piena del piano divino dall eschaton agli eschata Maria la figura di Maria, poi, non è che lattuazione esemplare dellumano cristiano ( connessione con la marialogia )

47 Tesi fondamentale della Predestinazione: Figli nel Figlio per grazia Momento sistematico I (= strutture della libertà creata) Luomo: libertà creata La relazione uomo-creazione La libertà sessuata: differenza nella/per la comunione La grazia. Lincorporazione a Cristo: realizzazione della comunione Momento sistematico II (= vicenda storica della libertà creata) Lo Stato Originale La complicità in Adamo: il Peccato Originale Ri-fare il discorso a partire da:

48 Capitolo II La verità dellAntropologia cristiana : Predestinazione la partecipazione degli uomini alla Predestinazione di Cristo

49 Lo svolgimento di questo capitolo fondamentale si articolerà in tre tappe : Predestinazione tesi fondamentale La Predestinazione come mistero del destino soprannaturale delluomo : è la tesi fondamentale storia della fede La predestinazione nella storia della fede due capitoli che riteniamo significativi: la testimonianza biblica AT Paolo la testimonianza biblica : di cui approfondiamo due momenti: lelezione nell AT e la predestinazione in Paolo le controversie storiche le controversie storiche : Agostino e la scia di discussioni che ha suscitato tradizione nuove istanze Ripresa sintetica della ricchezza e dei problemi che la tradizione cristiana consegna, alla luce delle nuove istanze teologiche e culturali.

50 Predestinazione La Predestinazione come mistero del destino soprannaturale delluomo enunciazione della tesi enunciazione della tesi: G. Colzani Dio Padre ha predestinato, con volontà gratuita e infallibilmente efficace, tutti gli uomini a divenire figli nel Figlio suo Gesù Cristo, per opera dello Spirito Santo ( G. Colzani ) L. Ladaria Luomo è chiamato per grazia, per favore divino, alla filiazione divina, a partecipare nello Spirito Santo di quella relazione filiale che è propria di Gesù ( L. Ladaria )

51 Attenzione Attenzione : È la tesi fondativa dellATh e lo sfondo per tutte le singole questioni non è né la prima del trattato né una questione meramente introduttiva per passare ad altri concetti più importanti vero centro è il vero centro dove è raccolto e anticipato tutto il discorso cristiano sulluomo. (G.Colzani) Questo è il fondamento al quale dobbiamo stare perennemente attaccati e sul quale soltanto il carattere cristiano della persona è posto al sicuro (G.Colzani) luomo è voluto da Dio come figlio adottivo, in Gesù, tramite il Suo Spirito la verità dellumano: luomo è voluto da Dio come figlio adottivo, in Gesù, tramite il Suo Spirito.

52 I nodi fondamentali contenuti nella tesi sintetica: Il nesso cristologia-antropologia: originario e costitutivo Il nesso cristologia-antropologia: originario e costitutivo Lunità della storia della salvezza Lunità della storia della salvezza La verità delluomo: figlio! La verità delluomo: figlio! La dimensione trinitaria La dimensione trinitaria

53 Il nesso cristologia-antropologia: originario e costitutivo luomo si comprende pienamente solo in Cristo poiché è stato. luomo si comprende pienamente solo in Cristo poiché è stato creato a sua immagine, a immagine di Cristo. trascurato - o talora dimenticato - dalla tradizione teologica, soprattutto moderna, questo era un dato pacifico per la Bibbia e la tradizione patristica. trascurato - o talora dimenticato - dalla tradizione teologica, soprattutto moderna, questo era un dato pacifico per la Bibbia e la tradizione patristica. Prima viene il Figlio, poi luomo. Prima viene il Figlio, poi luomo. Prima viene il Figlio, lImago Dei, poi la creatura, imago Christi. Prima viene il Figlio, lImago Dei, poi la creatura, imago Christi. Luomo è limmagine dellImmagine di Dio Luomo è limmagine dellImmagine di Dio

54 Lunità della storia della salvezza Se Cristo è lorigine del piano di Dio e questo piano si attua nella storia, si ricava lunitarietà della storia della salvezza attorno a Cristo: Egli ne è il Redentore e, più ancora, il compimento escatologico, proprio perché è il fondamento della storia. protologia escatologia protologia escatologia Cristo unità e coerenza interna dualismo Il cristocentrismo fornisce unità e coerenza interna alla visione della storia, escludendo a priori il dualismo del modello amartiocentrico (creazione e redenzione).

55 ordine storico cristologicoCè un solo ordine storico realmente esistente, quello cristologico principio di coesione internoossia quello fondato su Gesù Cristo che ne è il principio di coesione interno

56 Melitone di Sardi - II sec. Cristonella persona di molti AbeleIsacco GiacobbeGiuseppeMosè agnelloDavide profeti mediante il quale il Padre ha sempre operato dallorigine e per tutti i secoli Cristo è colui che molto ebbe a sopportare nella persona di molti. Egli è colui che fu ucciso nella persona di Abele, legato in Isacco, esiliato in Giacobbe, venduto in Giuseppe, esposto in Mosè, immolato nellagnello, perseguitato in Davide, vilipeso nei profeti. Questi è colui che ha fatto il cielo e la terra, che allinizio plasmò luomo, che nella Legge e nei profeti fu annunciato, nella Vergine incarnato, sopra un legno fu appeso, nella terra seppellito, e dai morti risuscitato, ascese nellalto dei cieli, siede alla destra del Padre e ha il potere di giudicare e salvare tutte le cose; lui, mediante il quale il Padre ha sempre operato dallorigine e per tutti i secoli.

57 Per questo egli venne a noi servo Figlio Per questo egli venne a noi ; per questo da incorporeo che era si tessé un corpo della nostra natura. Apparso come agnello, rimase pastore; tenuto in conto di servo, non perse la sua dignità di Figlio; era portato da Maria, mentre era rivestito del Padre suo; calpestava la terra e riempiva il cielo; si mostrava bambino, ma non abbandonò leternità; apparve povero, ma non si spogliò delle sue ricchezze; bisognoso di cibo, non smise di nutrire il mondo; rivestì la forma di servo, ma non mutò la forma del Padre. Egli era tutto. Stava innanzi a Pilato, mentre era assiso con il Padre; era fissato al legno e sosteneva luniverso.

58 Questa visione unitaria conferma la volontà salvifica universale di Dio : poiché non esiste né un altro ordine, né unaltra volontà! Cristo è il filo che cuce insieme le diverse parti della creazione e della storia, realtàveritas Natura e lAntico Testamento figure anticipatrici ed è la realtà ( veritas ) di cui la Natura e lAntico Testamento sono figure ( anticipatrici ). lettura tipologica È la lettura tipologica della storia: Dall Albero di vita alla croce : dal legno al legno e da Eden a Sion, da Sion alla santa Chiesa e dalla Chiesa al Regno Efrem Siro ( Efrem Siro )

59 lordine autentico modifica In ultima analisi, lordine del mondo è lordine cristiano e viceversa lordine cristiano è lordine del mondo. Ogni ordine diverso dallordine cristiano non riflette lordine autentico del mondo… è da rilevare che nellespressione ordine cristiano laggettivo prevale sul sostantivo. Cristiano, che deriva ovviamente da Gesù Cristo, non è quindi da intendere come la modifica di un ordine sostanzialmente precostituito : non preesiste un ordine che poi il cristianesimo sopraggiunge a modificare e vivacizzare come tinteggiatura in azzurro o in rosa; ma lordine si costituisce precisamente in quanto cristiano, cioè nel riferimento diretto a Gesù Cristo; è Gesù Cristo a fondare lordine cristiano, perché Gesù Cristo è il principio del mondo ( G. Colombo )

60 La verità delluomo: figlio! La verità delluomo: figlio! la Predestinazione precisa già cristologicamente la natura del rapporto fondante ed originario delluomo con Dio il punto di partenza cristologico impone di vedere luomo, sin dallinizio, dentro il piano divino, in rapporto a Gesù Cristo, non considerato genericamente nella sua natura. Non ha consistenza, pertanto, la possibilità stessa di un duplice ordine di realtà (naturale e soprannaturale) né una visione astratta delluomo incentrato su Ges ù Cristo si recupera in questo modo il «soprannaturale concreto» ( F.G. Brambilla ), che è lunico ordine voluto da Dio, quello incentrato su Ges ù Cristo, cioè lordine della predestinazione

61 Il rapporto delluomo con Dio è plasmato secondo la forma Christi: non si tratta di una semplice relazione da creatura a Creatore neppure quella di un qualsiasi partner allinterno di un patto di amicizia : luomo non è creato e, poi (in un ipotetico secondo momento), chiamato, elevato ad un rapporto di amicizia particolare con Dio neppure è sufficiente dire che è genericamente chiamato alla divinizzazione, a diventare come dio cristificazione bensì alla cristificazione, ad essere figlio adottivo più precisamente Dio vuole stabilire la relazione di Paternità con tutti nel Figlio per lo Spirito Santo: questo è il piano di Dio.

62 contenuto della tesi Qui si dischiude sinteticamente il contenuto della tesi: la predestinazione non è genericamente la chiamata delluomo alla comunione con Dio, ma questa si rivela cristianamente come relazione filiale. La filiazione, dunque, è il carattere proprio, specifico del rapporto cristiano con Dio, il Padre di Gesù: «Il tema della filiazione... esprime la modalità cristiana della divinizzazione : il cristiano partecipa della vita divina a modo di figlio, poiché riceve in sé la presenza dello Spirito di Cristo, che è il Figlio di Dio» ( L. Serenthà ).

63 figura storica La figura storica della filiazione Predestinati secondo lImmagine del Figlio Piano delleternità Piano della attuazione storica Per diventare con-formi all Immagine del Figlio

64 La dimensione trinitaria La dimensione trinitaria È evidente, in tutto questo, anche loriginaria dimensione trinitaria del piano salvifico : contenuto filialeprecisare il contenuto filiale (e non «gene- rico») del rapporto di comunione con Dio, signi- fica affermare la relazione con ciascuna persona trinitaria: Abbàuna relazione di paternità-filialità con l Abbà Gesùuna relazione di fraternità-imitazione con Gesù primogenito di molti fratelli Spirito relazione filialeuna relazione di inabitazione-docilità con lo Spirito che è lartefice della comunicazione di questa relazione filiale.

65 storia della fede La predestinazione nella storia della fede Momento biblico: Elezione Predestinazione

66 Perché iniziare dalla Sacra Scrittura? impossibile dare alluomo una risposta al di fuori della storia della salvezza non cadere in teorizzazioni o formulazioni astratte sulla volontà divina, fermandosi invece alla storia, allevento Cristo progetto di Dio e la sua volontà Per esprimere il progetto di Dio e la sua volontà : teologia la teologia usa il termine tecnico di predestinazione Bibbia la Bibbia usa una terminologia varia: eleggere, predestinare, riconoscere, chiamare. Quattro Quattro linee di studio possibili: il tema dell elezione nellAntico Testamento, del regno nei sinottici, del mistero in Paolo e della verità in Giovanni. Noi? Noi? La categoria di Alleanza/Elezione per lAT e quella di Predestinazione per il NT, in particolare per Paolo

67 LAT. Lelezione del popolo Deuteronomio il libro del Deuteronomio da forma compiuta al tema dellelezione; in particolare il passo di Dt 7,6-16 lelezione diviene lelemento costitutivo stesso del popolo di Israele. popolo scelto privilegiato 6 Tu infatti sei un popolo consacrato al Signore tuo Dio; il Signore tuo Dio ti ha scelto per essere il suo popolo privilegiato fra tutti i popoli che sono sulla terra. non perché siete più numerosi 7 Il Signore si è legato a voi e vi ha scelti, non perché siete più numerosi di tutti gli altri popoli - siete infatti il più piccolo di tutti i popoli -,

68 perché il Signore vi ama 8 ma perché il Signore vi ama e perché ha voluto mantenere il giuramento fatto ai vostri padri, il Signore vi ha fatti uscire con mano potente e vi ha riscattati liberandovi dalla condizione servile, dalla mano del faraone, re di Egitto. alleanza e benevolenza 9 Riconoscete dunque che il Signore vostro Dio è Dio, il Dio fedele, che mantiene la sua alleanza e benevolenza per mille generazioni, con coloro che lamano e osservano i suoi comandamenti… trappola per te 16 non servire i loro dei, perché ciò è una trappola per te.

69 Sottolineiamo i seguenti elementi: a)La terminologiabachareleggere a)La terminologia : bachar = eleggere (NT = ekleghestai ) Vuol dire separare: per il Dt Jahvè separa Israele dagli altri popoli, affinché sia un popolo santo, che appartiene a Jahvé. senza ragione Dio ha destinato Israele a ciò, e senza ragione. Lelezione è dovuta soltanto allamore e alla fedeltà di Dio... bachar Nelluso religioso di bachar laccento viene posto sulla grazia come motivo dellelezione.

70 soggetto b) Il soggetto dellelezione: il Signore tuo Dio (v.6.7): Dio è sempre il soggetto di tutte le azioni. destinatario c) Il destinatario : il popolo (v.6). Aspetto fondamentale e costitutivo dellelezione è la dimensione comunitaria dellelezione : il destinatario (sia nellAT che nel NT) è il popolo, non un singolo. Anche nel caso delle vocazioni dei singoli ( patriarchi - profeti ) va ricompresa nellinsieme dellelezione del popolo; sono personalità corporative

71 Lo scopo d) Lo scopo : lelezione è relazione personale. Il contenuto di tale chiamata è un patto di Alleanza tra Dio e Israele: è una scelta che genera un legame interpersonale, al punto da poter essere definito come un rapporto di appartenenza. Il Signore si è legato a noi per essere il suo popolo privilegiato (v. 6); similmente si ricordi la formula sintetica dellAlleanza dellAT: Io sono il Signore tuo Dio e tu sei il mio popolo.

72 fine La chiamata ha un fine ben preciso: creare un legame di speciale appartenenza tra Dio e questo popolo, al punto tale che questo tratto lo separi, lo distingua da tutti gli altri popoli. Lelezione ( bachar ) consiste nel fatto che Dio separa il popolo affinché sia santo (riservato per Lui) come Lui è Santo : lo rende simile a sé, e crea un legame con il popolo (cf Dt 14,2). Non si tratta ancora dellintimità filiale dischiusa da Gesù, ma si entra già in una relazione personale, amorosa, e non puramente in un legame giuridico.

73 Il motivo e) Il motivo : lelezione è amore gratuito v. 7 in negativo = non perché siete più numerosi : non per motivi di merito o di qualità morali/soggettive v. 8 in positivo = ma perché il Signore vi ama. Il motivo, il fondamento e la ragione ultima di questa elezione: lamore libero e gratuito di Dio. Immotivato e preveniente: tutto ciò che qualifica la Grazia. Il carattere principale di tale rapporto è la gratuità : dunque, lAmore.

74 Si insiste sulla convinzione che non esiste alcuna ragione per lelezione. Solo la benevolenza divina, in se stessa e non qualche prerogativa particolare di Israele. Nelluso religioso di bachar, laccento viene posto sulla grazia come motivo dellelezione : il popolo dIsraele non ha nei confronti di Dio alcun valore proprio, per amore del quale Dio lo avrebbe eletto. Per questo lelezione parla di Dio, è rivelazione del Volto di Dio.

75 f) Elezione e prova nella conclusione emerge un avvertimento: ciò è una trappola per te (v. 16) la possibilità della defezione rimane reale anche per il popolo dellAlleanza il richiamo costante alla fedeltà indica la possibilità tragica di perdere il dono (v. 16): lelezione avviene in mezzo alla tentazione, ha il carattere della lotta sia per le minacce esterne sia per la possibilità reale della propria infedeltà. Ciò richiama costantemente la comunità da ogni falsa securitas, in quanto la tentazione è costante e impone la lotta per rimanere fedeli.

76 g) Universalismo? Va denunciato un limite significativo nella presentazione dellelezione nel Dt : è una visione ancora particolaristica, ristretta al solo Israele, mentre dovrà aprirsi ad un orizzonte universale! Anche se una risposta definitiva si avrà solo nel NT, già nell AT si trovano ampliamenti significativi, in cui si riconosce il ruolo di Israele per la salvezza del mondo intero : Is 42, : 49,7s; Mal 1,11 Sof 2,11; 3,9.

77 Conclusione su Deut e AT luomo oggetto dellagire salvifico di Dio il carattere «gratuito» Si chiarisce che la via per comprendere luomo quale oggetto dellagire salvifico di Dio occorre muovere dal progetto di Alleanza da parte di Dio, di cui lElezione sottolinea in particolare il carattere «gratuito»

78 La predestinazione in Paolo: il mysterion divino in Gesù Cristo

79 Passaggio: dallAT al NT Dallesperienza storicadel popolo dIsraele creazione del mondoil piano eterno Dallesperienza storica del popolo dIsraele, il NT risale al disegno precedente la creazione del mondo (Ef 1,4), il piano eterno (Ef 3,11; 2Tm 1,9). universalizzazione riconoscimento che lesperienza storica vissuta dal popolo di Israele è segno della volontà eterna di Dio Si assiste, così, alla presa di coscienza dell universalizzazione del progetto di Dio e al riconoscimento che lesperienza storica vissuta dal popolo di Israele è segno della volontà eterna di Dio. una duplice estensionedel piano divinounestensione nello spazio nel tempo Cè una duplice estensione nella visione del piano divino : unestensione nello spazio - poiché è per tutti, è universale - e nel tempo - in quanto è da sempre.

80 cristologico il suo centro nellopera e nella persona stessa di Gesù Cristo il NT opera la piena rivelazione di tale progetto manifestandone il carattere cristologico : il piano di Alleanza/elezione di Dio ha il suo centro nellopera e nella persona stessa di Gesù Cristo elezione ha il suo pieno svolgimento in Gesù solo elezione in Gesù Cristo la dottrina dell elezione, infatti, pur iniziata e fondata nellAT ha il suo pieno svolgimento in Gesù : Lui ne è la rivelazione definitiva e, conseguentemente, il criterio interpretativo: la scelta della grazia di Dio è elezione della comunità del nuovo Israele solo in quanto essa è elezione in Gesù Cristo luomooggetto dellagire salvifico di Dio progetto eterno di Dio in Cristo per questo, per comprendere luomo quale oggetto dellagire salvifico di Dio è necessario muovere dalla comprensione del progetto eterno di Dio in Cristo.

81 progetto di DioRegno verità I Sinottici approfondiscono il progetto di Dio nella predicazione di Gesù sul Regno, mentre Giovanni lo esprime con la categoria di verità Agostino - Calvino predestinazione Ma è Paolo ad aver condotto ampiamente questa riflessione (Rom e Ef) e, soprattutto, ad essere stato il punto di riferimento del dibattito storico ( Agostino - Calvino ) relativo alla predestinazione. Per questo simpone come oggetto privilegiato di studio.

82 La teologia paolina predestinazione della predestinazione Il Mysterion divino: il piano di Dio Il Mysterion divino: il piano di Dio Romani 8,28-30: la catena aurea Romani 8,28-30: la catena aurea Ef 1,3-14: la figliolanza adottiva Ef 1,3-14: la figliolanza adottiva Colossesi 1,26-28: la creazione in Cristo Colossesi 1,26-28: la creazione in Cristo

83 Il Mysterion = il piano divino Il Mysterion = il piano divino mistero eterno della Sua volontàche si è rivelato in Cristo Paolo approfondisce il disegno salvifico di Dio nelle riflessioni sul mysterion, ossia il mistero eterno della Sua volontà (Ef 1,9), che si è rivelato in Cristo. Testi di riferimento Testi di riferimento sono: Rom 16,25; 1Cor 2,7; Ef 1,9. 3,3; 4,9; 6,19; Col 1,26. verità delluomosuo legame con Cristo Qui Paolo ritrova la verità delluomo ed il suo legame con Cristo. Testi di riferimentoper lantropologia paolina teologia della predestinazione per Paolo. Testi di riferimento per lantropologia paolina : Rom 8,28-30, Ef 1,9-10 (v.9); 3,3-6 (3 e 5); Col 1,26-28 che declinano progressivamente la teologia della predestinazione per Paolo.

84 mysterion nascondimento-rivelazione Ef 3 presenta il mysterion divino in questa dialettica di nascondimento-rivelazione : mettere in luce mistero, nascosto il progetto eternoattuato in Cristo A me…è concesso di mettere in luce qual è il disegno contenuto nel mistero, nascosto da secoli in Dio, creatore delluniverso. In tal modo, per mezzo della Chiesa, è manifestata ora ai Principati e alle Potenze dei cieli la multiforme sapienza di Dio, secondo il progetto eterno che egli ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore (3,8-13)

85 il mistero della volontà divina (Ef 1,9) non è più qualcosa di segreto e nascosto il mistero della volontà divina (Ef 1,9) non è più qualcosa di segreto e nascosto non misterioso, oscuro o incomprensibile Il termine mistero, biblicamente inteso, non equivale minimamente a qualcosa di misterioso, oscuro o incomprensibile. Non ha affatto unaccezione intellettualistica indica il disegno eterno di Dio, ormai dis- velato e conosciuto : in Gesù Cristo. Anzi, pare identificarsi con Cristo stesso - secondo laccezione di Col. volontà manifestata mysterion cogliere definitivamente chi sia luomo. indica il disegno eterno di Dio, ormai dis- velato e conosciuto : in Gesù Cristo. Anzi, pare identificarsi con Cristo stesso - secondo laccezione di Col. In Lui la volontà salvifica di Dio si è manifestata, si è fatta conoscere e dunque, non è più né oscura né manipolabile/equivocabile. Per questo, alla luce del mysterion possiamo cogliere definitivamente chi sia luomo.

86 Il contenuto del piano divino: la predestinazione mistero tesi della predestinazione filiazione in Cristo Il contenuto di tale mistero – il progetto di salvezza - è declinato da Paolo nella tesi della predestinazione, la quale, a sua volta si specifica nella filiazione in Cristo. prima ancora della creazione del mondo predestinazione in Cristo offerta abbondante della grazia meritata dal sangue di Cristo vinte le dinamiche di divisione compimento riconciliazione, lassunzione in Dio G. Colzani I testi di Ef 1,3-14 e 2,1-10, Rm 8,28-30 presentano il mistero divino come elezione in Cristo di tutta lumanità prima ancora della creazione del mondo, come predestinazione in Cristo di tutta lumanità ad essere figlia di Dio, come offerta abbondante della grazia meritata dal sangue di Cristo per la nostra redenzione. Non solo in questa comunione sono vinte le dinamiche di divisione ma, in essa, è preannunciato e anticipato il compimento della storia umana: la riconciliazione, lassunzione in Dio ( G. Colzani )

87 Romani 8,28-30: la catena aurea Romani 8,28-30: la catena aurea 28 Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno [prothesis]. 29 Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati [proorisen] a essere conformi allimmagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli. 30 Quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.


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