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Antropologia - Lezione 11^ Capitolo III La verità dellAntropologia cristiana : Predestinazione la partecipazione degli uomini alla Predestinazione di Cristo.

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1 Antropologia - Lezione 11^ Capitolo III La verità dellAntropologia cristiana : Predestinazione la partecipazione degli uomini alla Predestinazione di Cristo

2 « Cè molta gente che non conosce il proprio cuore, il proprio essere interiore. Questa gente conduce una vita completamente esteriore: è facile vivere la vita a un livello fisico ed esteriore, e molta gente lo fa. Si identificano con la loro forza fisica, con i loro successi, con laspetto fisico; altri invece si identificano di più con il loro essere psicologico, con i pensieri e i sentimenti, le emozioni, con lerudizione. Dobbiamo invece scoprire il nostro essere più profondo e identificarci con quello, cioè essere uno col Signore Gesù, essere uno col Figlio amato di Dio. È lo Spirito Santo che ci dimostra e ci manifesta quello che abbiamo nel più profondo. Quello che abbiamo dentro è in gran parte oltre la nostra coscienza, oltre la nostra consapevolezza. Ed è lo Spirito di Dio che ci manifesta quello che cè nel profondo di noi, che ci fa vedere la realtà del nostro essere interiore » (A. Louf).

3 La teologia paolina predestinazione della predestinazione Il Mysterion divino: il piano di Dio Il Mysterion divino: il piano di Dio Romani 8,28-30: la catena aurea Romani 8,28-30: la catena aurea Ef 1,3-14: la figliolanza adottiva Ef 1,3-14: la figliolanza adottiva Colossesi 1,26-28: la creazione in Cristo Colossesi 1,26-28: la creazione in Cristo

4 Il termine mistero? Nel greco profano: mystérion ha origine nella sfera cultuale (es. i misteri eleusini di Osiride, di Mitra). La radice my (myein: non poter vedere) indica la chiusura degli occhi o della bocca: reazione ad unesperienza che si sottrae al pensiero discorsivo; è più una iniziazione pratica che razionale al mistero

5 Nellapocalittica: molteplicità di «misteri» nel senso di cose occulte sono il fondamento reale nascosto e ultraterreno di tutto ciò che esiste e accade di ciò che diventerà manifesto alla fine del tempo, il piano divino degli eventi storici futuri (la sorte finale dei peccatori e dei giusti, gli sconvolgimenti e le catastrofi che precedono e seguono il giudizio divino) piano che viene rivelato a singoli «veggenti» in esperienze straordinarie (rapimento, sogno, visione) e che anchessi riescono a loro volta a comunicare solo in immagini qui il termine assume unaccezione fortemente escatologica (cf Dn 2, ; Sap 2,22; Sap 6,22).

6 Nei testi neotestamentari il termine mystérion si riallaccia allambiente giudaico dei libri canonici ed extracanonici (es. Enoch etiopico) mentre appare estraneo al mondo delle religioni misteriche. Così, ad esempio, sono detti «mistero» la trasformazione degli uomini al momento della parusia di Cristo (1Cor 15,51) e la futura storia dIsraele (Rm 11,25s.) Nei Vangeli: concentrazione sullevento di Cristo: «A voi è stato confidato il mistero del regno di Dio» (Mc 4,11).

7 Il Mysterion paolino = il piano divino Il Mysterion paolino = il piano divino mistero eterno della Sua volontàche si è rivelato in Cristo Paolo approfondisce il disegno salvifico di Dio nelle riflessioni sul mysterion, ossia il mistero eterno della Sua volontà (Ef 1,9), che si è rivelato in Cristo. Testi di riferimentosul mysterion Testi di riferimento sul mysterion sono: Rom 16,25; 1Cor 2,7; Ef 1,9. 3,3; 4,9; 6,19; Col 1,26. verità delluomosuo legame con Cristo Qui Paolo ritrova la verità delluomo ed il suo legame con Cristo. Testi di riferimento per lantropologia paolina teologia della predestinazione per Paolo. Testi di riferimento per lantropologia paolina : Rom 8,28-30, Ef 1,9-10 (v.9); 3,3-6 (3 e 5); Col 1,26-28 che declinano progressivamente la teologia della predestinazione per Paolo.

8 mysterion nascondimento-rivelazione Ef 3,8 presenta il mysterion divino in questa dialettica di nascondimento-rivelazione : mettere in luce mistero, nascosto il progetto eternoattuato in Cristo A me…è concesso di mettere in luce qual è il disegno contenuto nel mistero, nascosto da secoli in Dio, creatore delluniverso. In tal modo, per mezzo della Chiesa, è manifestata ora ai Principati e alle Potenze dei cieli la multiforme sapienza di Dio, secondo il progetto eterno che egli ha attuato in Cristo Gesù nostro Signore (3,8-13)

9 il mistero della volontà divina (Ef 1,9) non è più qualcosa di segreto e nascosto il mistero della volontà divina (Ef 1,9) non è più qualcosa di segreto e nascosto non misterioso, oscuro o incomprensibile Il termine mistero, biblicamente inteso, non equivale minimamente a qualcosa di misterioso, oscuro o incomprensibile. Non ha affatto unaccezione intellettualistica indica il disegno eterno di Dio, ormai dis- velato e conosciuto : in Gesù Cristo. Anzi, pare identificarsi con Cristo stesso - secondo laccezione di Col. volontà manifestata mysterion cogliere definitivamente chi sia luomo. indica il disegno eterno di Dio, ormai dis- velato e conosciuto : in Gesù Cristo. Anzi, pare identificarsi con Cristo stesso - secondo laccezione di Col. In Lui la volontà salvifica di Dio si è manifestata, si è fatta conoscere e dunque, non è più né oscura né manipolabile/equivocabile. Per questo, alla luce del mysterion possiamo cogliere definitivamente chi sia luomo.

10 Il contenuto del piano divino: la predestinazione la predestinazione mistero tesi della predestinazione filiazione in Cristo Il contenuto di tale mistero – il progetto di salvezza - è declinato da Paolo nella tesi della predestinazione, la quale, a sua volta si specifica nella filiazione in Cristo. prima ancora della creazione del mondo predestinazione in Cristo offerta abbondante della grazia meritata dal sangue di Cristo vinte le dinamiche di divisione compimento riconciliazione, lassunzione in Dio G. Colzani I testi di Ef 1,3-14 e 2,1-10, Rm 8,28-30 presentano il mistero divino come elezione in Cristo di tutta lumanità prima ancora della creazione del mondo, come predestinazione in Cristo di tutta lumanità ad essere figlia di Dio, come offerta abbondante della grazia meritata dal sangue di Cristo per la nostra redenzione. Non solo in questa comunione sono vinte le dinamiche di divisione ma, in essa, è preannunciato e anticipato il compimento della storia umana: la riconciliazione, lassunzione in Dio ( G. Colzani )

11 Romani 8,28-30: la catena aurea Romani 8,28-30: la catena aurea 28 Del resto, noi sappiamo che tutto concorre al bene di coloro che amano Dio, che sono stati chiamati secondo il suo disegno [prothesis]. 29 Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati [proorisen] a essere conformi allimmagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli. 30 Quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.

12 filiazione in Cristo filiazione in Cristo predestinazione predestinazione Il Mysterion = il piano divino

13 Paolo presenta il progetto di Dio : il piano salvifico universale. È la sintesi della storia della salvezza nelle sue tappe di sviluppo : la predestinazione si concretizza nella chiamata all essere e alla storia e si realizza nella giustificazione la cui meta è la glorificazione. pro-thesis posto prima,progetto ab aeterno questo è il disegno ( pro-thesis ), ciò che è posto prima, il progetto ab aeterno di Dio creazionechiamata allessere chiamata storica cammino delluomo i versetti suddivisi così: il v. 29 dice la creazione, la chiamata allessere, il versetto 30 e il 31 indicano la chiamata storica ed il cammino delluomo.

14 v 29. La chiamata allessere, ossia la creazione Poiché quelli che egli da sempre ha conosciuto li ha anche predestinati [proorisen] a essere conformi allimmagine del Figlio suo, perché egli sia il primogenito tra molti fratelli.

15 da sempre del progetto divino = si evidenzia ripetutamente leternità : da sempre ma anche pre-conosciuti/pro-egno, predestinati/ pro-orísen pro pro indica il prima, lantecedenza la sottolineatura delleternità afferma lunicità e, dunque, lunità del progetto divino (non ci sono fasi scollegate)

16 un esiste un piano solo che non è mai cambiato: lordine cristiano è superato il problema di due momenti allinterno della storia della salvezza : la Bibbia non si pone neppure in questa prospettiva il fatto che sia eterno non intende affermare tanto che sia al di fuori del tempo e della storia piuttosto indicare che ne è il fondamento e, coerentemente, che ne determina il senso.

17 Concretamente, qual è il contenuto di tale disegno? proorísen La predestinazione : proorísen Il termine proorízo deriva da óros, che significa confine fissare, delimitare decidere, stabilire il verbo orízo – e il suo rafforzativo proorízo, dunque, fissare, delimitare e in senso traslato decidere, stabilire – significa: decidere, fissare, ordinare la chiamata ad essere conformi allimmagine del Figlio suo Gesù Cristo il termine viene precisato nel suo contenuto cristologico : predestinazione significa per Paolo la chiamata ad essere conformi allimmagine del Figlio suo Gesù Cristo

18 forma (o la figura) del figlio. Lobiettivo è assumere la forma (o la figura) di Cristo, che concretamente è quella del figlio. relazione cristologica - filiale La relazione cristologica - filiale è il primo versante dellintenzione di Dio egli siail primogenito tra molti fratelli questa originaria relazione a Cristo ne porta in sé unaltra : il Padre ci vuole figli perché egli [Gesù] sia il primogenito tra molti fratelli mai solo il singolo fratello in rapporto a Cristo nella volontà originaria di Dio loggetto non è mai solo il singolo, bensì ognuno è visto da sempre come fratello in rapporto a Cristo

19 relazione fraterna relazione fraterna non estrinseca ed aggiuntiva allidentità delluomo appartiene al progetto di Dio e alla stessa identità ontologica delluomo, non solo a una qualificazione morale. Qui si fonda unantropologia relazionale. Contenuto predestinazione: figli nellUnigenito Fratelli nel Primogenito

20 V. Solovev : Non cè scisma nellamore perchè lAmore è uno solo. Quando amo il prossimo amo tutti quelli che Cristo ama e quando amo Cristo amo Colui che tutti ama.

21 v.29 immagine GesùCristo Si noti che nel v. 29 il termine immagine è riferito direttamente a Gesù Cristo. luomo è immagine di Dio Genesi 1-2 luomo è immagine di Dio secondo Genesi 1-2 figuravera ma la rivelazione cristiana dà compimento alla figura dellAT, mostrando nel NT che la vera imago Dei è Gesù Cristo e solo in maniera derivata luomo.

22 v 30. La chiamata storica Quelli poi che ha predestinati Quelli poi che ha predestinati li ha anche chiamati; li ha anche chiamati; quelli che ha chiamati li ha anche giustificati; quelli che ha giustificati li ha anche glorificati.

23 filiazione in Cristo filiazione in Cristo predestinazione predestinazione Il Mysterion = il piano divino Chiamati Giustificati Glorificati

24 dinamica storica dellattuazione Il secondo momento indica invece la dinamica storica dellattuazione di questa volontà di Dio: ekalesen -lelezione, chiamati / ekalesen edikaiosen -quindi, giustificati / edikaiosen edocsasen -e glorificati / edocsasen. Spirito di Cristo Si descrive, così, il cammino storico di realiz- zazione del progetto di salvezza di cui prota- gonista è lo Spirito di Cristo in sinergia con luomo. Paolo sintetizza efficacemente il dinamismo della grazia nelluomo, sino al suo compimento escatologico.

25 Questo è il piano di Dio, il mistero della sua volontà : nel suo fondamento eterno e nella sua attuazione storica. Osservazione Osservazione : è astratta lidea di una natura pura luomoda semprenel rapporto con Dio in Cristo Quanto è astratta lidea di una natura pura, poiché luomo appare da sempre voluto nel rapporto con Dio in Cristo peccato non costi- tuisce un ostacolo, uninterruzione passaggioin più liberazione Il cristocentrismo è decisamente affermato da Paolo e dà unità coerente al progetto di Dio, al punto tale che lo stesso peccato non costi- tuisce un ostacolo, uninterruzione, ma sem- plicemente implica quel passaggio in più che è la liberazione dal peccato ( giustificazione )

26 Ef 1,3-14 : Ef 1,3-14 : La figliolanza adottiva adottiva

27 Il testo è un inno liturgico il cui contenuto è il mistero di Dio = il piano salvifico ritornello = categorie sovrapposte di: volontà di Dio e di predestinazione : è il contenuto della volontà di Dio Il nucleo centrale (v. 9) = ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà

28 in Cristo abbiamo il disvelamento del mistero di Dio: egli è il rivelatore del Padre, è l«esegesi» del Padre (Gv 1,18) tou patros ekeinos exêgêsato in Lui si ri-vela finalmente il piano divino: un progetto, prestabilito dalleternità, che viene qualificato da Paolo come benevolenza, benedizione, beneplacito della sua volontà del Mysterion si insiste sullaspetto buono, benevolo, grazioso del suo contenuto.

29 Il tema viene svolto nellinno in tre tappe : 1)nel suo piano eterno (3-6) 2)nella sua attuazione storica (7-9) 3)e nel suo compimento escatologico (10). tutto suo itinerario lintera storia Il progetto divino è presentato lungo tutto il suo itinerario, nella sua dinamica che avvolge lintera storia.

30 piano eterno 3 Benedetto sia Dio, Padre del Signore nostro Gesù Cristo, che ci ha benedetti con ogni benedizione spirituale nei cieli, in Cristo. scelti prima della creazione del mondo 4 In lui ci ha scelti prima della creazione del mondo, per essere santi e immacolati al suo cospetto nella carità, predestinandocifigli adottivi 5 predestinandoci a essere suoi figli adottivi per opera di Gesù Cristo, secondo il beneplacito della sua volontà 6 secondo il beneplacito della sua volontà. E questo a lode e gloria della sua grazia, che ci ha dato nel suo Figlio diletto;

31 il disegno eterno (il beneplacito sua volontà) v. 4: il disegno eterno (il beneplacito sua volontà) «in Cristo il Padre ci ha scelti prima della creazione del mondo» prima il progetto è eterno : sta prima della storia; dunque, la fonda e le dà senso lebreo per lebreo leternità è un concetto astratto : per questo viene espressa con lidea del «prima» non significa al di fuori della storia: al con- trario, è il modo per dire che la fonda non si lascia condizionare, ma allopposto sta allorigine e da vita alla storia, alluomo.

32 la volontà eter- naha dato origine mai cambiata In Cristo abbiamo conosciuto la volontà eter- na di Dio, ciò che ha dato origine alla creazio- ne delluomo e del mondo e che non è mai cambiata. v. 5: « predestinandoci ad essere suoi figli adottivi » adottiva La predestinazione ha per contenuto la figliolanza divina, la figliolanza adottiva qui la differenza e la dipendenza rispetto a Gesù Cristo

33 attuazione storica la redenzione la remissione dei peccati 7 nel quale abbiamo la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati secondo la ricchezza della sua grazia. 8 Egli lha abbondantemente riversata su di noi con ogni sapienza e intelligenza, 9 poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto nella sua benevolenzaaveva in lui prestabilito 9 poiché egli ci ha fatto conoscere il mistero della sua volontà, secondo quanto nella sua benevolenza aveva in lui prestabilito

34 v. 7 : il piano di Dio, storicamente si è realizzato nella forma della redenzione : nel Figlio …la redenzione mediante il suo sangue, la remissione dei peccati Gesù Cristo: « rivela » tale progetto: è colui che lo ha fatto conoscere suo ruolo ma il suo ruolo è soprattutto quello di attuarlo

35 a-loghikos poiché luomo, anziché conformarsi al piano, si è distanziato con il peccato ( a-loghikos ) il piano salvifico si attua nella forma della redenzione cruenta attraverso il sangue anche di fronte al peccato il progetto di Dio non si è fermato, né è mutato semplicemente ha trovato una nuova modalità di attuazione : quella redentiva.

36 compimento escatologico 10 per realizzarlo nella pienezza dei tempi: il disegno cioè di ricapitolare in Cristo tutte le cose, quelle del cielo come quelle della terra. 11 In lui siamo stati fatti anche eredi, essendo stati predestinati secondo il piano di colui che tutto opera efficacemente conforme alla sua volontà, 12perché noi fossimo a lode della sua gloria, noi, che per primi abbiamo sperato in Cristo.

37 Lattuazione del piano di Dio = attraverso la storia verso la realizzazione nella pienezza dei tempi: lescatologia. compimento futuro è la ricapitolazione in Cristo di tutte le cose (cielo – terra), ricreando lunione/comunione attorno a Gesù Cristo anakefalaiôsasthai ta panta en tôi Christôi

38 ricapitolazionedoppio valore il termine stesso ricapitolazione ha doppio valore : a) restaurareriportare allordine originario a) restaurare cioè quello di riportare allordine originario b)portare allunione attorno a quel caput b) è molto più forte ed è preminente = portare allunione attorno a quel caput che è Gesù Cristo (limmagine di avvolgere attorno allasta il rotolo) I due significati non si escludono, ma si integrano.

39 v : avete ricevuto il suggello dello Spirito Santo che era stato promesso,il quale è caparra della nostra eredità,in attesa della completa redenzione Spirito Santo che era stato promesso,il quale è caparra della nostra eredità,in attesa della completa redenzione Il dono dello Spirito Santo appare quale anticipo e caparra di tale meta (o eredità) è anticipo del compimento futuro e germe che già ora ne permette la realizzazione, quel già e non ancora che caratterizza loggi della salvezza. Questa è lesperienza storica della grazia.

40 filiazione adottiva filiazione adottiva predestinazione predestinazione Il Mysterion = il beneplacito redenzione remissione dei peccati ricapitolazione Caparra dello Spirito

41 Colossesi 1,26-28 : Colossesi 1,26-28 : La creazione in Cristo La creazione in Cristo

42 Non ricorre in Colossesi il termine predestinazione ma con chiarezza si espone il medesimo progetto divino. Anzi, al termine del cap. 1 per due volte si esplicita il riferimento al mysterion (Col 1,25-28). Il contenuto del mysterion è Cristo stesso.

43 è un inno della comunità cristiana paolina prospettiva gnostica controla materiacentrata sul culto degli angeli contrasta la prospettiva gnostica = contro la materia e centrata sul culto degli angeli, quali mediatori tra Dio e gli uomini svalutare il corpo e la materia allevanescenza oltre a svalutare il corpo e la materia (digiuni, astinenze) porta allevanescenza del ruolo centrale di Cristo, a favore degli angeli.

44 è il coordinatore di tutto lesserecreato visibile angeli Paolo porta decisamente laccento sul ruolo di Cristo : Cristo è il coordinatore di tutto lessere, sia di quello creato visibile che degli angeli. carattere universale, cosmico della salvezza di Cristo Il tema di fondo è il carattere universale, cosmico della salvezza di Cristo = è lunità in Cristo già di Rom 8 e di Ef 1. creazione redenzione Anche qui si può distinguere un primo momento dedicato allordine della creazione e un secondo allo sviluppo storico della redenzione.

45 12 Ringraziamo con gioia il Padre che ci ha messi in grado di partecipare alla sorte dei santi nella luce. 13 E` lui infatti che ci ha liberati dal potere delle tenebre e ci ha trasferiti nel regno del suo Figlio diletto, 14 per opera del quale abbiamo la redenzione, la remissione dei peccati. 15 Egli è immagine del Dio invisibile, generato prima di ogni creatura; per mezzodi per mezzo diin vista di 16 poiché per mezzo di lui sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui e in vista di lui.

46 tutto è stato creato nel Cristo vv : tutto è stato creato nel Cristo 15: imago/eikon = Cristo è limmagine (visibilità) di Dio Nella teologia paolina, il termine, in relazione a Cristo, ha un triplice significato : più identità che differenza a)una reale partecipazione a Dio : indica più identità che differenza distanza/relazione b)una diversificazione : insinua qualcosa della distanza/relazione Padre/Figlio fa vedere c)insieme, dimostra la manifestazione : Cristo fa vedere il volto del Dio invisibile. In altri termini, eikon vuol dire prima di tutto identità, non differenza.

47 Osservazioni Osservazioni : limmagine non indica mai loriginale a) nella nostra accezione comune, limmagine non indica mai loriginale in primo luogo unidentità in Paolo, allopposto, in primo luogo sotto- linea unidentità tra limmagine e colui che è significato da essa (nella visione antica lim- magine derivata partecipa del prototipo) gli studi di M. Eliade: se un essere non partecipa a un Essere superiore non è una distanza rimane b) una distanza rimane : non si dà esattamente una sovrapposizione tra i due (immagine/realtà) visibilità c) il terzo significato afferma la visibilità : limmagine è ciò che mostra, che rende visibile il Dio invisibile.

48 leikon solo Gesù Cristo valore della stratificazione di significati = per Paolo, leikon di Dio, limmagine vera può essere solo Gesù Cristo agli uomini il senso della distanzadifferenzanon lidentità e lappartenenza possiamo attribuire agli uomini il senso della distanza, la differenza tra noi e Cristo: non certamente lidentità e lappartenenza solo Gesù Cristo è pienamente limago Dei solo Gesù Cristo, dunque, è pienamente limago Dei, licona del Padre! limmagine è definitacontenuto cristologico In questo modo, limmagine è inequivocabilmente definita nel suo contenuto cristologico.

49 punto di partenza della creazione è Cristo Il punto di partenza della creazione è Cristo lantecedenza prima Di Cristo si precisa lantecedenza rispetto ad ogni creatura: lavverbio prima generato create i verbi dicono la singolarità di Cristo rispetto alle creature: lui è generato, le creature sono create elementi essenziali natura di Cristo nel suo rapporto Paolo fornisce gli elementi essenziali per chiarire la natura di Cristo nel suo rapporto di comunione/differenza rispetto alluomo. chi Il v. 15 esprime, dunque, chi è Cristo: immagine del Dio invisibile, generato prima delle creature

50 eis, en, dià Al v. 16 : luso della preposizioni = eis, en, dià - permette di ricostruire la prospettiva teologica di Paolo sul ruolo di Cristo (simile a quello della Sapienza in AT): poiché per mezzo di lui [en auto] sono state create tutte le cose, quelle nei cieli e quelle sulla terra, quelle visibili e quelle invisibili: Troni, Dominazioni, Principati e Potestà. Tutte le cose sono state create per mezzo di lui [dià autou] e in vista di lui [eis auton].

51 creato in Cristo latto della creazione unazione puntuale avvenimento storico del passato creazione è stata attuata a) en : creato in Cristo + tempo aoristo (ektìsthe) indica latto della creazione (laoristo, infatti, indica unazione puntuale, un avvenimento storico del passato, che non cè più, poiché la creazione è stata attuata ) in Lui era la vita interpretare questo versetto con la formula di Giovanni in Lui era la vita (Gv 1,4), nel senso che tutte le cose trovano in Cristo la loro origine due polarismi cielo-terra visi- bili-invisibili i due polarismi indicano la totalità delle cose ( cielo-terra è di origine biblica; visi- bili-invisibili è di origine platonica). Si chiamano merismo.

52 creato da Cristo b) dià : tutto è stato creato da Cristo (+ tempo perfetto: ektistai) applicata a Cristo la funzione di creare viene applicata a Cristo stesso le qualità della Sapienza conferma che a Cristo vengono ormai applicate le qualità della Sapienza tutto è stato fatto per mezzo di Lui e si avvicina a Gv 1,3: tutto è stato fatto per mezzo di Lui mediazione di Cristo non viene meno accompagna costantemente la storia del creato il tempo del verbo (perfetto) indica che la mediazione di Cristo non viene meno, ma accompagna costantemente la storia del creato.

53 in vista c) eis : e in vista di Lui il fine, la meta indica il fine, la meta lazione permanente le due preposizioni eis – dià + il tempo per- fetto indicano lazione permanente del Cristo: mediazione cosmica dià ossia da un lato la sua mediazione cosmica : attraverso di lui ( dià ) causalità finale eis dallaltro la sua causalità finale : in vista di lui ( eis ).

54 Cristo e la sapienza creatrice Proverbi 8,22 Il Signore mi ha creato all'inizio della sua attività, prima di ogni sua opera, fin d'allora. 23 Dall'eternità sono stata costituita, fin dal principio, dagli inizi della terra. 24 Quando non esistevano gli abissi, io fui generata; quando ancora non vi erano le sorgenti cariche d'acqua; prima che fossero fissate le basi dei monti, prima delle colline, io sono stata generata. 27 quando egli fissava i cieli, io ero là; quando tracciava un cerchio sullabisso; 30 allora io ero con lui come architetto ed ero la sua delizia ogni giorno, dilettandomi davanti a lui in ogni istante; dilettandomi sul globo terrestre, ponendo le mie delizie tra i figli delluomo.

55 17 Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in lui. 18 Egli è anche il capo del corpo, cioè della Chiesa; il principio, il primogenito di coloro che risuscitano dai morti, per ottenere il primato su tutte le cose. 19 Perché piacque a Dio di fare abitare in lui ogni pienezza 20 e per mezzo di lui riconciliare a sé tutte le cose, rappacificando con il sangue della sua croce, cioè per mezzo di lui, le cose che stanno sulla terra e quelle nei cieli.

56 tutte sussistono in Lui v. 17: «Egli è prima di tutte le cose e tutte sussistono in Lui ». sun-esteken Sussistere? greco: sun-esteken = tener insieme. principio di coesione Cristo fa da principio di coesione e di ordine delluniverso e di ordine delluniverso visione stoica pur rimanendo totalmente trascendente (rispetto alla visione stoica, in cui il divino diveniva una particella dello spirito divino).

57 primogenito v 18: Cristo primogenito prôtotokos ek tôn nekrôn Laffermazione il progenitore in questo caso sottolinea Cristo come principio della creazione. Non è il primo della lista – il capofila lunità interna di tutti ma il capostipite cioè lunità interna di tutti porta in sé tutti gli uomini diventando quindi una realtà collettiva il primogenito porta in sé tutti gli uomini diventando quindi una realtà collettiva. Adamo è progenitore poiché tutti gli uomini sono in Adamo Cristo ora sostituisce Adamo.

58 progenitore lunità interna di tutti, in sé li porta tutti diventando quindi una realtà collettiva in Il progenitore (anche Rom 5, 1Cor 15 e Gal 3). Occorre mantenere tutta la pregnanza di questo termine per capirne luso che ne fa Paolo. Infatti il progenitore per lAT non era solo il capostipite di una sequenza generativa quasi fosse un uomo che facesse parte di una lista di nomi che si susseguono. Il progenitore rappresenta soprattutto lunità interna di tutti, in sé li porta tutti diventando quindi una realtà collettiva. Adamo è progenitore poiché tutti gli uomini sono in Adamo. Il progenitore quindi rappresenta la radice entro cui tutti sono innestati e traggono linfa. Ora Cristo sostituisce Adamo: è Lui il nostro progenitore in Lui noi siamo uomini nuovi J. Ratzinger ( J. Ratzinger ).

59 vv : Cristo principio della storia e, dunque, della redenzione. Abbiamo ancora la trilogia delle preposizioni : env 19: far abitare ( en ) in Lui ogni pienezza ( pleroma ) eisv 20: e ( eis ) per mezzo di Lui riconciliare a sé tutte le cose... diàcioè ( dià ) per mezzo di Lui...

60 pleroma Termine chiave di Paolo: pleroma che è la persona di Cristo stesso: pienezzaCol 1,19: Poiché al Padre piacque di far abitare in lui tutta la pienezza pienezzaCol 2,9 perché in lui abita corporalmente tutta la pienezza della divinità. Ef 1,22-23 Tutto egli (il Padre) ha messo sotto i suoi piedi e lo ha dato (Cristo) alla Chiesa come capo su tutte le cose: essa è il corpo di lui, la pienezza di Colui che è il perfetto compimento di tutte le cose.

61 è il capo del corpo è il capo del corpo predestinazione predestinazione Il Mysterion = il pleroma il pleroma creare riconciliare rappacificare compiere in lui

62 Conclusioni su Col 1 a)il ruolo cosmologico di Cristo : Cristo ha una funzione specifica e propria in riferimento alla creazione b) inserita allinterno e nella prospettiva della sua missione salvifica che implica la redenzione come pre-condizione del compimento in Cristo di tutte le cose

63 cosmologica redentricein continuità creazione redenzione i due misteri (attività cosmologica e attività redentrice ) sono per Paolo in continuità = in Cristo è data ogni pienezza sia nella creazione, sia nella redenzione lunità lunità del piano salvifico di Cristo: la redenzione non è una seconda tappa (imprevista) nel piano di Dio, bensì una modalit à diversa della sua attuazione, in seguito al peccato insieme, il cristocentrismo di tale progetto, che trova in Lui il punto di partenza ed il suo compimento.

64 Conclusionibibliche

65 La teologia della predestinazione coincide con il mysterion = essa è il contenuto del progetto salvifico di Dio è il cuore della storia della salvezza e dellintenzione originaria di Dio: Brambilla «Questo mistero consiste essenzialmente nel piano di Dio di unificare tutti gli uomini in Cristo, riproducendo in essi limmagine del Figlio suo (Rom 8,28-30)» ( Brambilla ) Questa intenzione di Dio determina la creazione e la storia : per questo rivela anche la verità ed il senso delluomo.

66 I caratteri fondamentali della predestina- zione in senso biblico: 1)La qualità cristologica 2)Il contenuto : la filiazione 3)La struttura protologica della predestinazione: dalleternità 4)Il carattere libero e gratuito 5)L infallibilità del progetto, nonostante le tormentate vicende storiche 6)Il contenuto grazioso, benevolo del disegno di predestinazione 7)La destinazione universale

67 caratteristica fondamentale è la qualità cristologica : la volontà di Dio riguarda anzitutto Cristo non solo si rivela in Lui ma si rivela centrata su di Lui. M. Lohrer «Lelezione della grazia di Dio ha come primo ed ultimo scopo Gesù di Nazareth, che viene reso il Kyrios ed il primogenito di molti fratelli» ( M. Lohrer ) Per Paolo la predestinazione coincide con il mi- stero di Cristo : «la gloriosa ricchezza di questo mistero in mezzo ai pagani, cioè Cristo in voi » (Col 1,26-28).

68 Allora tutte le caratteristiche della predestina- zione vanno pensate in riferimento a Cristo: il mistero il mistero = consiste essenzialmente nella unificazione di tutti gli uomini in Cristo, riproducendo in essi limmagine del Figlio suo (Rm 8,28-30), ossia nel senso della parteci- pazione di tutti gli uomini alla filiazione di Dio propria di Gesù Cristo: vedi la lettera ai Colossesi (1,15s) e soprattutto quella agli Efesini (1,3s). ricapitolazione – pleroma - progenitore Categorie di: ricapitolazione – pleroma - progenitore

69 Alla luce di Cristo il contenuto della predestinazione/piano divino: la filiazione nondoppia prede- stinazione non esiste nessun decreto di una doppia prede- stinazione in questunica scelta concreta di Dio in Gesù Cristo «Dio vuole degli uomini come conformi al Figlio suo», figli nel Figlio, così che Lui - che è lUnigenito - divenga il Primogenito di una moltitudine di fratelli M.Lohrer «scopo della divina predeterminazione ed elezione in Gesù Cristo è riprodurre limmagine del Figlio suo onde egli sia il primogenito tra un gran numero di fratelli (Rom 8,29), oppure lessere figli adottivi per Gesù Cristo (Ef 1,5)» ( M. Lohrer )

70 L. Ladaria adottivauiothesia sconosciuta dalla LXX greco profano L. Ladaria studia il tema della filiazione adottiva con la categoria di uiothesia = nei passi paolini di Gal 4,4-7; Rm 8,14-17; Ef 1,5. La differenza tra la filiazione di Gesù e la nostra è sottolineata da questa categoria sconosciuta dalla LXX, ma documentata dal greco profano, per indicare esattamente ladozione di un figlio. distinzionedifferen- ziazione dei termini Anche il Vangelo di Giovanni mantiene tale distinzione tra noi e Gesù, con la differen- ziazione dei termini : uios solo Gesù Cristo è l uios (figlio in senso forte) tekna mentre gli uomini sono indicati come tekna di Dio (figlio in senso debole)

71 La conclusione = ladozione non è una immagine metaforica (un po come…), ma rivela le profondità della relazione delluomo con Dio: La vita dei figli di Dio consiste nel partecipare alla relazione che Gesù ha con il Padre. «la metafora delladozione non tende a indebolire la nostra condizione filiale, ma a sottolineare lamore di Dio che ce la concede, volendo unirci a suo Figlio. La vita dei figli di Dio consiste nel partecipare alla relazione che Gesù ha con il Padre. Espressione di questa relazione è la nostra invocazione Abbà, la stessa con la quale Gesù si è rivolto al Padre» Il coinvolgimento nella preghiera di Gesù al Padre/ Abbà, è un esempio efficace per dimostrare fino a che punto luomo è realmente e sin dora chiamato ad osare di fronte a Dio.

72 In luce due elementi : a)la possibilità di tale relazione filiale non è propria delluomo, ma è data dallo Spirito Santo che la rende possibile (Rom 8,1; Ef 1,13) dimensione trinitaria si esplicita, così, la pienezza della dimensione trinitaria del rapporto: nello Spirito (non a caso spesso definito lo Spirito del Figlio : Gal 4,6; Rom 8, 14 esplicita la ragione della filiazione esattamente nellessere guidati dallo Spirito), ad immagine del Figlio nei confronti del Padre vincolo Spirito di Cristodel Figlio il vincolo che unisce gli uomini con Cristo e tra di loro è lo Spirito Santo, che ci viene dato come Spirito di Cristo o del Figlio. Così si esplicita la relazione tra filiazione di Gesù e quella degli uomini

73 b) la relazione filiale (uomo e Dio in Cristo), fonda immediatamente la relazione fraterna con gli altri uomini : condannando ogni discriminazione - divisione, essa fonda in Cristo la solidarietà umana Ef 2,14: Cristo, infatti, è la nostra pace; lui che dei due popoli ne ha fatto uno solo e ha abbat- tuto il muro di separazione abolendo nel suo corpo di carne la causa dellinimicizia Gal 3,28: Non cè qui né Giudeo né Greco; non cè né schiavo né libero; non cè né maschio né femmina; perché voi tutti siete uno in Cristo Gesù.

74 L eternità del piano divino: sta prima di tut- to, antecede la creazione («fin dallorigine»: 2 Tes 2,13; «prima della fondazione del mondo»: Ef 1,4; «prima di tutti i secoli»: 2 Tim 1,9; 2 Cor 2,7) la rivelazione non sottolinea tanto la priorità cronologica, quanto la priorità logica rispetto al comportamento umano/storico Lohrer È la struttura protologica della predestina- zione ( Lohrer ) = indica la semplice anteriorità e premura della volontà di grazia di Dio e non permette di fondare questo evento sul caso e sulla volontà delluomo.

75 Moltmann «Lelezione è ciò che precede fin dalleternità la chiamata storica» ( Moltmann ) eternità = non unastratta assenza di tempo, neppure la semplice pre-temporalità di una decisione divina ma = Dio è Signore del tempo, la sua eternità qualifica il tempo : lultima tappa decide delle precedenti lelezione e la chiamata di Dio, che avven- gono nella storia, hanno la loro validità perché in esse si manifesta una divina volontà eterna di grazia in vista di Gesù Cristo

76 non è solo una questione temporale : la predestinazione non solo sta prima del tempo e della storia, ma più radicalmente la fonda condi- zionata non al di fuori della storia, ma nemmeno condi- zionata dalla storia. non uomini un progetto eterno non presuppone lesistenza degli uomini ; al contrario è ad essa antecedente fondamento è la predestinazione a determinare la storia ed il suo senso, poiché ne è il fondamento : è su di esso, in riferimento a questo che avviene la creazione non significa che la pre-determina, bensì che ne dice il senso autentico, ne disvela la direzione. È la chiave interpretativa dellumano.

77 libero e gratuito Collegato a questa dimensione extra temporale, è il carattere libero e gratuito di tale progetto divino: Dio non è condizionato da nulla «è ciò che Dio vuole » è questa - e non altra - la volontà di Dio («decreto della sua volontà» in Ef 1,11; «suo proposito»: próthesis in Ef 1,11). Già nell AT, lalleanza = iniziativa unilaterale di Dio (è quindi gratuita).

78 morte-risurrezione Nel NT lalleanza è in connessione con la morte-risurrezione di Cristo dipendente esclusivamente dalla sua libera volontà (Gv 10,17s), che riflette fedelmente la volontà del Padre (Mt 26,36-43) questa volontà del Padre è assolutamente libera (Rom 9,14ss; Ef 3,9) è una volontà che antecede e previene qualsiasi considerazione dei comportamenti altrui (Ef 1,9s). La gratuità del piano divino e della giustificazione è il tema della lettera ai Rom e di quella ai Gal, è presente anche in tutte le altre lettere (2 Cor 4,1; Ef 2,4; 1 Tim 1,13; 3,5).

79 è incondizionata la predestinazione è incondizionata = si attua nonostante tutte le vicende storiche : è quindi anche infallibile nel sangue di Cristo versato per i molti, in remissione dei peccati Linfallibile efficacia dellAlleanza risulta dalla formula dellAlleanza stessa = Alleanza nel sangue di Cristo versato per i molti, in remissione dei peccati Lettera agli Ebrei = infallibile perché in Cristo è ormai attuata.

80 Il contenuto grazioso, benevolo di questo disegno. La predestinazione ha un contenuto «buono». E una volontà di amore. Il termine «preconoscere» nel suo impiego semitico esprime già una preferenza amorosa (cfr 1 Cor 8,3; Gal 4,9). al centro Cristo predestinazionealla graziaColzani «mettendo al centro Cristo, la predestinazione appare nel modo più assoluto predestinazione alla grazia » ( Colzani ). Il contenuto, dunque, è la grazia : «Egli infatti ci ha salvati e ci ha chiamati con una vocazione santa, non già in base alle nostre opere, ma secondo il suo proposito e la sua grazia ; grazia che ci è stata data in Cristo Gesù fin dalleternità, ma è stata rivelata solo ora con lapparizione del salvatore nostro Cristo Gesù» (2Tim1,10-11).

81 La predestinazione ha come destinatari tutti gli uomini: dunque, è universale. Forse, il passo più nitido in questa affermazione rimane quello della lettera a Timoteo, in cui Paolo dichiara la volontà salvifica universale di Dio Dio vuole che tutti gli uomini siano salvati e arrivino alla conoscenza della verità (1 Tim 4). «predestinati»«ristretto gruppo di eletti»,presceltiprivilegiati contro al senso comune che intende i «predestinati» come un «ristretto gruppo di eletti», di prescelti o privilegiati. Dunque, luniversalità è caratteristica della nuova Alleanza, cioè dell Alleanza come originariamente è stata concepita da Dio.

82 Momento storico in ordine allidea di predestinazione

83 predestinazione Premessa: i disagi moderni circa il termine predestinazione Nelluso linguistico comune è categoria pregiudicata. Evoca: un senso di determinismo, lidea di pre- determinazione, di una volontà che ci precede, inappellabile ed ineluttabile e che destina, nel senso forte che determina, lesistenza storica lidea di un destino cieco, un fato che ha prefissato deterministicamente la vita

84 salvezzaaltriLidea di una discriminazione : alcuni vengono prescelti per la salvezza mentre altri lo sono per la dannazione volto di DiouomoUna simile tesi ripugna con la coscienza della inalienabile libertà umana. Anzi, sia il volto di Dio che dell uomo risultano distorti in una simile visione

85 annosa controversia storica La sensibilità moderna eredita il problema di una annosa controversia storica sullinterpretazione del senso cristiano della predestinazione: il dibattito ha il suo inizio con Agostino unulteriore tappa fondamentale nel medio evo, nella celebre controversia «de auxiliis» È una faccenda occidentale-latina… la patristica greca non conosce il problema teologico della predestinazione in senso agostiniano, ricalca il pensiero biblico/paolino

86 1.La dottrina agostiniana della Predestinazione: genesi ed esito due elementi caratteristici: solamente alcuni 1)la convinzione che la predestinazione si riferisca solamente ad alcuni soggetti ad esclusione di tutti gli altri infallibile 2)il carattere infallibile di questa elezione, nel senso che nulla, neppure la libertà personale degli eletti, può renderla inefficace. Agostino fonda la sua convinzione a partire dallesegesi di Paolo ( quale Paolo ?!)

87 punto di partenza Il punto di partenza : «massa perditionis» parte dalla condizione delluomo conseguente al peccato: «massa perditionis» nellatto divinoliberare alcuni damassa la predestinazione consiste precisamente nellatto divino di liberare alcuni degli uomini da questa massa dannata contenuto qui il contenuto dellatto predeterminante di Dio

88 predestinazione predestinazione universalità universalità 1Tm 2,4-11 1Tm 2,4-11 Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi S. Paolo

89 predestinazione predestinazione alcuni alcuni sono salvati massa damnata: massa damnata: tutti hanno peccato S. Agostino

90 qualità fondamentali Due qualità fondamentali della predestinazione: pura misericordia ad esclusione di qualsiasi previsione di eventuali meriti un unico movente : la pura misericordia di Dio ad esclusione di qualsiasi previsione di eventuali meriti = la predestinazione è assolutamente gratuita ciò che Egli vuole, inevitabilmente accade nulla può opporsi allattuarsi dellatto liberatore di Dio: ciò che Egli vuole, inevitabilmente accade. Per questo la predestinazione è infallibilmente efficace sono le due proprietà della P. per Agostino: antecedente (o gratuita) e infallibile.

91 predestinazione predestinazione alcuni alcuni sono salvati massa damnata: massa damnata: tutti hanno peccato tutti hanno peccato gratuità: non per i meriti Peccato Originale infallibile: efficace anche contro la volontà umana S. Agostino Due proprietà intrinseche alla Predestinazione: Ma non la universalità: è una determinazione concreta e posteriore della Predestinazione: ci sono dei dannati!

92 il «perché?» logica Questo piano di Dio che libera alcuni dalla «massa dannationis» ha una sua logica mette in evidenza: Giustizia da un lato la Giustizia di Dio che punisce il peccatore (lasciandolo nelle conseguenze del suo peccato) Misericordia gratuita e dallaltro la sua Misericordia gratuita (perché, nonostante il peccato, alcuni sono infallibilmente e gratuitamente salvati). Giusto e misericordioso Giusto e misericordioso : sono le due qualità divine per Agostino (?!)

93 La conseguenza Se Dio è giusto/misericordioso ne consegue che non potrebbe volere la salvezza di tutti, perché allora (dato il rapporto tra la volontà di Dio e la volontà delluomo) di fatto tutti si salverebbero in questo caso avremmo un piano divino che non mette in luce una delle proprietà essenziali di Dio, cioè la giustizia di qui la necessità che non tutti siano predestinati tanto più raro è il dono, tanto più riluce la sua gratuità questi sono solo un numero «chiuso e scarso» (perché tanto più raro è il dono, tanto più riluce la sua gratuità ).

94 il problema :il problema : questie non altri perché questi determinati e non altri, entrano a costituire il numero degli eletti? qual è la ragione discriminazione qual è la ragione per cui Dio opera questa discriminazione ? I principi agostiniani non offrono alcun elemento per la risposta.

95 Interpretazione del pensiero di Agostino Problema = nel punto di partenza posto a fondamento, che pregiudica negativamente lintero ragionamento: non sulla rivelazione biblica ma A. fonda la gratuità della salvezza non sulla rivelazione biblica della volontà salvifica universale, ma sulla condizione di universale peccato in cui luomo si trova, per cui esso, pur non meritando nulla, viene salvato.

96 predestinazione predestinazione universalità universalità 1Tm 2,4-11 1Tm 2,4-11 Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi Dio vuole che tutti gli uomini siano salvi S. Paolo

97 predestinazione predestinazione alcuni alcuni sono salvati massa damnata: massa damnata: tutti hanno peccato Peccato Originale non dal disegno eterno (= intenzione originaria: ma a partire dalla storia: a partire da Cristo) condizione di peccato S. Agostino Inversione- deformazione rispetto alla Bibbia:

98 Rifiuta la dottrina biblica delluniver- salità della salvezza : cfr. il suo commento a 1Tim 2,4-11 («Deus vult omnes homines salvos fieri») dove dice che tutte le esegesi sono possibili, purché non in contrasto con la dottrina della predestinazione come da lui intesa.

99 Alla dottrina biblica della grazia la dottrina biblica del peccato originale Alla dottrina biblica della grazia, Agostino sostituisce come fondamento della antropologia soprannaturale la dottrina biblica del peccato originale. Sceglie un punto di partenza storico : lattuale condizione storica dellumanità che, in seguito al P.O., risulta universalmente segnata dal peccato se non viene ri- generata nel battesimo.

100 Poiché, però, lattuale ordine storico è segnato dal peccato, non può essere assunto come criterio per cogliere la verità delluomo e del piano di Dio. rivelazione biblica punto di partenza intentio Dei Infatti la rivelazione biblica propone un diverso punto di partenza : il piano eterno (= questo permette di comprendere la verità delluomo nelloriginaria intentio Dei ). da tale condizione di peccatoa partire da tale condizione di peccato Agostino ricava il senso della predestinazione

101 smarrisce lessenziale riferimento a Cristoperò, smarrisce lessenziale riferimento a Cristo. definire solo a partire da Cristo, non dalluomoLa Scrittura, allopposto, ribadisce che essa si può definire solo a partire da Cristo, non dalluomo. superata lesegesi agostiniana andrà superata lesegesi agostiniana, in quanto la prospettiva individuale che assume e la prospettiva dellinfallibile efficacia lo portano a deformare la teologia paolina:

102 Paolo non afferma lesistenza di una categoria particolare di eletti, scelti ad esclusione degli altri non afferma lesistenza di una grazia invincibile ed assolutamente efficace per costoro i predestinati sono tutti coloro che hanno ricevuto il Vangelo (1Ts 5,9; Ef 1,3-12; Tim1,9; Rom 8) senza per altro che egli intenda limitare la predestinazione ai soli cristiani non dice che arriveranno infallibilmente alla salvezza ; al contrario, considera la possibilità della loro defezione (2Tim 8,10).

103 Esito degli interventi magisteriali Il Magistero non ha presentato la predesti- nazione come oggetto dell insegnamento esplicito e solenne e non ha fatto propria la dottrina agosti- niana della predestinazione. rifiuta di seguire Agostino Significativa è la posizione dell Indiculus de Gratia, che si rifiuta di seguire Agostino nei problemi della predestinazione (DS 249). Il Magistero, invece, è sempre intervenuto contro ogni restrizione della estensione universale della volontà salvifica di Dio e dellazione redentrice di Gesù Cristo.

104 In particolare : 1)la condanna della proposizione quinta di Giansenio, da cui si ricava che è eretico affermare che Cristo sia morto solo per i predestinati (in senso agostiniano) (DS ) 2)la condanna dellerrore giansenista che Gesù Cristo è morto solo per i fedeli, non quindi per tutti gli uomini, per cui i non fedeli sarebbero esclusi dallazione di Gesù Cristo (DS ); 3)la presa di posizione contro Quesnel, con cui si afferma lesistenza di grazie anche fuori della Chiesa e antecedenti alla fede (DS ) 4)la costituzione Lumen Gentium (capitolo II).

105 Conclusione delle prese di posizione del magistero: la tesi della volontà salvifica universale è «de fide ex ordinario ecclesiae Magisterio» ad essa corrisponde la tesi della predestinazione, nel senso precisato


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