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Energia dalle Biomasse

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Presentazione sul tema: "Energia dalle Biomasse"— Transcript della presentazione:

1 Energia dalle Biomasse
Corso di Principi di Ingegneria Elettrica LS – A.A. 2006/2007

2 Le Biomasse come fonte rinnovabile
L'articolo 1 dell'allegato III del DPCM 8 marzo 2002 definisce la tipologia e la provenienza delle biomasse combustibili: a) Materiale vegetale prodotto da coltivazioni dedicate; b) Materiale vegetale prodotto da trattamento esclusivamente meccanico di coltivazioni agricole non dedicate; c) Materiale vegetale prodotto da interventi selvicolturali, da manutenzioni forestali e da potatura; d) Materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica di legno vergine e costituito da cortecce, segatura, trucioli, chips refili e tondelli di legno vergine, granulati e cascami di legno vergine, granulatí e cascami di sughero vergine, tondelli, non contaminati da inquinanti, aventi le caratteristiche previste per la commercializzazione e l'impiego; e) Materiale vegetale prodotto dalla lavorazione esclusivamente meccanica di prodotti agricoli, avente le caratteristiche previste perla commercializzazione e l'impiego. La CO2 emissione in atmosfera viene riassorbita per generare attraverso la fotosintesi nuova biomassa impegni internazionali assunti dall'Italia nell'ambito della Conferenza di Kyoto per emissioni di gas serra.

3 Le Biomasse come fonte rinnovabile
Composizione della biomassa composti ad alto peso molecolare: la cellulosa, l’emicellulosa, la lignina da altri, relativamente più semplici, come gli estrattivi di natura organica ed inorganica Le loro quantità relative variano a seconda la specie e l’età della pianta. Tre forme di biomassa: GASSOSA Biogas LIQUIDA Biodiesel SOLIDA Biomassa legnosa Pre-Trattamenti essiccazione – riduzione del contenuto d’acqua al fine di incrementare il potere calorifico del legno. cippatura – riduzione in scaglie del materiale legno. pelletizzazione (o densificazione) - essiccazione di materiale legnoso seguita da una sminuzzatura in piccole scaglie, quasi polvere, e successivamente compressione in piccoli cilindri.

4 La conversione di biomasse in combustibile
biochimici: processi di fermentazione con il contributo di enzimi, funghi e micro-organismi  biogas (miscela di metano e anidride carbonica) C/N sia inferiore a 30 e l'umidità alla raccolta superiore al 30%. : digestione aerobica: metabolizzazione delle sostanze organiche per opera di micro-organismi, il cui sviluppo è condizionato dalla presenza di ossigeno. digestione anaerobica: avviene in assenza di ossigeno e consiste nella demolizione, ad opera di micro-organismi, di sostanze organiche complesse  contenute nei vegetali e nei sottoprodotti di origine animale, producendo gas (biogas) fermentazione alcolica: avviene per mezzo della presenza di lieviti in condizioni di ambiente privo di ossigeno. esterificazione: processo nel quale un olio vegetale è fatto reagire in eccesso di alcool metilico e in presenza di un catalizzatore. termochimici: il calore prodotto può essere convertito in energia elettrica: il rapporto C /N deve essere superiore a 30 e l'umidità alla raccolta inferiore al 30%. combustione diretta: consiste nel bruciare la biomassa in presenza di aria. carbonizzazione: trasformazione di materiale legno-cellulosico, per azione di calore, in carbone mediante l’eliminazione dell’acqua e delle sostanze volatili dalla materia vegetale gasificazione: processo in cui  materiale ligno-cellusoico è termochimicamente convertito in un gas a basso o medio potere calorifico inferiore, tramite la vaporizzazione dei componenti più volatili (gas di idrocarburi, idrogeno ecc.) pirolisi: decomposizione di materiali organici,  per mezzo di calore (tra 400 e 800°C) e in completa assenza di  ossigeno. I prodotti sono sia gassosi, sia liquidi

5 Relazione Tecnica sulle Biomasse Legnose
Per biomasse legnose, o biomasse ligno-cellusoiche, si intendono le biomasse composte principalmente da lignina e cellulosa, che possono provenire dal settore forestale come residui delle utilizzazioni boschive, essere scarti delle industrie di trasformazione del legno, scarti di potatura e produzioni di colture legnose dedicate . Durante la sua combustione viene liberata energia sottoforma di calore, che può essere usata per riscaldare quanto, attraverso un particola impianto (termo-elettrico), a produrre energia elettrica. La combustione porta a liberare energia e composti chimici come anidride carbonica, acqua, ossidi di azoto, anidride solforosa e ceneri.

6 Relazione Tecnica sulle Biomasse Legnose
Quadro di sintesi dei combustibili legnosi in Italia La biomassa legnosa :le sue forme Legna a pezzi - adatto a stufe e caminetti Pallet - legnoso più adatto alle utenze domestiche. Cippato - sia per impianti domestici, quanto per grandi impianti.

7 Il potere calorifero biomasse legnose
può variare in funzione di Tipo di essenza Tipologia del legname Stato di conservazione Umidità presente nella biomassa

8 Il potere calorifero biomasse legnose
a) TIPO DI ESSENZA: LATIFOGLIE: Quercia (QuercusRobur) Ontano (AlnusViridis) Betulla (BetulaAlba) Faggio (Fagus Silvatica) Frassino (Fraxinus Excelsior) Pioppo (PopulusItalica) Salice (SalixAlba) CONIFERE: Abete rosso (Picea Abies) Pino silvestre (PinusSilvestris) Larice (LarixDecidua) b) TIPOLOGIA DEL LEGNAME: c) STATO DI CONSERVAZIONE: Legno scortecciato Legno con corteccia Ramaglie Potature Legname con carie soffice Legname con carie allo stato iniziale Legname affetto da fori di bostrichidi

9 Il potere calorifero biomasse legnose
d) VARIAZIONE DEL POTERE CALORICO IN RELAZIONE ALLA UMIDITA’ U: Il successo delle biomasse legnose dipende: scelta del tipo di combustibile legnoso utilizzo di caldaie ed impianti ad elevata efficienza (>85%) scelta di un elevato grado di automazione biocombustibile con basso contenuto d’acqua(>P.C.I) risparmio energetico. riduzione dell'inquinamento atmosferico con riduzione del CO2. convenienza economica costo del combustibile biomassa . competitività in termini di efficienza ed efficacia combustione per riscaldamento e per la produzione di energia elettrica.

10 SITUAZIONE ATTUALE DEGLI IMPIANTI ALIMENTATI A BIOMASSE
1. Impianti di combustione a griglia fissa e mobile tipologia tradizionale e più diffusa bene si adattano a tutti i combustibili e si rilevano sufficientemente flessibili nei confronti dell’umidità; quest’ultima caratteristica li fa spesso preferire alle altre soluzioni; 2. Impianti di combustione a letto fluido il combustibile viene mantenuto in sospensione tramite un flusso d’aria dal basso verso l’alto comporta l’impiego di un vettore solido che, trascinato dall’aria comburente, viene a contatto con il combustibile. utilizzo della sabbia silicea con dimensione dei grani inferiore a 1 mm. 3. Gassificatori produzione di un gas combustibile (detto gas di gasogeno) da avviare a motori endotermici o a turbine a gas. processo termochimico, che dà origine a biogas e ad una miscela combustibile di CH4 e CO2 ossidazione incompleta di una sostanza in ambiente ad elevata temperatura (900÷1.000°C)

11 Riscaldamento domestico con caldaie a biomasse
Tipologie impianti riscaldamento: • Impianti per il riscaldamento ausiliario: stufe di maiolica e ad aria calda, caminetti, stufe a caminetto, stufe-cucina • Impianti per il riscaldamento centralizzato: caldaie ad alimentazione manuale e automatiche

12 Valutazione economica del risparmio
ESEMPIO 1) : Una abitazione di circa 100 mq che in un inverno di 180 giorni abbia necessità di kCal/h in media consumerà METANO 180 gg x 24 h x kCal x Euro 0.08 : 1000 = Euro 3456,00 GASOLIO 180 gg x 24 h x kCal x Euro 0.11 : 1000 = Euro. 4752,00 GPL 180 ggx 24 h x kCal x Euro 0.10 : 1000 = Euro 4320,00 LEGNA 180 gg x 24 h x kCal x Euro 0.04 : 1000 = Euro 1728,00 ESEMPIO 2) : Confronto fra caldaie di pari potenza alimentate a biomasse o con fonti tradizionali caldaia a pellets di legno

13 Valutazione economica del risparmio
ESEMPIO 3) : costo di impianto di riscaldamento a biomassa Per un sistema da 150 kW per riscaldare un edificio da 800 m2 Elevati costi iniziali ma costo combustibile potenzialmente inferiore

14 Impatto ambientale delle biomasse legnose
Se coltivate in maniera sostenibile: Nessuna produzione di gas serra Il basso contenuto di solfuri riduce le piogge acide Emissioni locali Particolato Inquinanti gassosi Tracce di agenti cancerogeni

15 Impatto ambientale delle biomasse legnose
Le ceneri costituiscono l’effluente solido principale : • ceneri pesanti da sotto griglia; • ceneri pesanti da zona convettiva; • ceneri leggere da filtro a maniche o da elettrofiltro. Sono costituite in massima parte da sostanze inerti e incombuste quali silice, ossidi di alluminio,potassio, calcio, magnesio, sodio, altri metalli in tracce e agglomerati carboniosi. Il quantitativo dipende dalla tipologia e dalla qualità della biomassa utilizzata ed è mediamente pari all’8% della biomassa utilizzata con punte che vanno da un massimo del 15% (lolla di riso) a un minimo del 2% (cippato di legno). In genere il 40% è costituito da ceneri leggere e il restante 60% da ceneri pesanti. Controllato continuo dei gas di combustione che per la determinazione di: HCl, CO, NOx, CO2, SO2, O2 e COT. La temperatura dei fumi in atmosfera è mediamente di 132 °C ( °C), mentre la portata media è di Nm3/h ( Nm3/h in relazione della potenza termica). Per ciò che concerne l’acqua di reintegro delle torri di raffreddamento, i consumi di acqua oscillano tra 2,2 e 6,2 m 3/MWe con una media di 4,6 m 3/MWe.

16 Impatto ambientale delle biomasse legnose
I gas di combustione vengono normalmente depurati in modo da ridurre entro i limiti previsti dalle singole autorizzazioni le emissioni inquinanti.I sistemi prevedono: • eventuale de-NOx a valle della camera di combustione; • eventuali reattori a calce e/o carboni attivi per l’eliminazione dei composti acidi; • filtro a maniche o in alternativa elettrofiltro (a secco o a umido) per l’abbattimento secondario delle polveri. • cicloni per l’abbattimento primario delle polveri e l’eliminazione delle eventuali particelle incandescenti;

17 Teleriscaldamento a biomasse
Il teleriscaldamento a biomasse fornisce calore ad un'insieme di abitazioni e/o attività, posto nelle vicinanze del luogo di produzione della biomassa utilizzata (bosco, terreni di coltura, segherie, …).

18 Componenti dell’impianto di teleriscaldamento
L’’impianto è costituito dalle sezioni: area di stoccaggio delle biomasse ; pretrattamento riduzione pezzatura e dell’umidità della biomassa ; linea di alimentazione dotata degli opportuni controlli linea ; combustore a tecnologia avanzata (griglia); eventuale abbattitore di polveri a ciclone; recupero energetico, mediante sistemi a: - tubi di fumo se il fluido vettore è acqua calda a bassa pressione o aria; -a tubi di acqua se necessità acqua in pressione surriscaldata o vapore; -ad olio diatermico impianto di trattamento acqua di alimentazione caldaia e circuito di teleriscaldamento

19 Vantaggi del telerescaldamento
Minor inquinamento e maggior efficienza energetica Costi: agevolazioni fiscali. Sicurezza: si sposta la combustione nell'impianto di teleriscaldamento Maggiore affidabilità Comodità: l'utente del teleriscaldamento deve solo regolare sul (crono)termostato la temperatura e pagare la bolletta. Si recuperano spazi riservati a bombole o serbatoi. Punti critici del teleriscaldamento a biomasse Accettabilità sociale (impatto paesaggistico e ambientale dell'impianto e del trasporto Stoccaggio Condizioni di lavoro (sicurezza ed ergonomia) degli addetti alla raccolta- selezione-trasporto. Disponibilità di più fonti di approvvigionamento. Sostenibilità economica; stabilità e convenienza del kWhtermico, anche in assenza di contributi pubblici. La rete del teleriscaldamento è un'infrastruttura che assorbe dal 50% al 80% del costo dell'impianto.

20 Teleriscaldamento di Tirano
Gruppo di cogenerazione ORC Deposito cippato 1.IMPIANTO DI TELERISCALDAMENTO A BIOMASSA DI DIMENSIONI MEDIO-GRANDI 2.ANALISI DELLE UTENZE 3.TECNICHE DI VALUTAZIONE DEI COSTI DELL’ENERGIA PRODOTTA 4.DIMENSIONAMENTO DI MASSIMA DI UN IMPIANTO TIPO 5.VALUTAZIONE DEL COSTO MARGINALE DELLA BIOMASSA PER RAGGIUNGERE LA COMPETITIVITA’ CON LE FONTI TRADIZIONALI

21 Planimetria Tirano 2.ANALISI DELLE UTENZE
1.IMPIANTO DI TELERISCALDAMENTO A BIOMASSA DI DIMENSIONI MEDIO-GRANDI CENTRALE DI PRODUZIONE: Caldaia n.1 alimentata a biomassa 6,0 MW (attiva dal 2001) Caldaia n.2 alimentata a biomassa 6,0 MW (attiva dal 2001) Caldaia n.3 alimentata a biomassa ad olio diatermico 9,4 MW ( attiva dal 2003) Caldaia n.4 di riserva 5,9 MW (attiva dal 2003) Gruppo di cogenerazione ORC 1,1 MWe interfacciata con la caldaia ad olio diatermico (attiva dal 2003) Potenza installata alimentata a biomassa 21,4 MW RETE DI DISTRIBUZIONE: Lunghezza complessiva rete 1°-2°-3° Lotto Km. 19,607 SOTTOSTAZIONI DI UTENZA: Utenze 1°-2°-3° Lotto N per KW CARATTERISTICHE IMPIANTO Capacità stoccaggio biomassa : in aree chiuse m3, in aree aperte m3 Area occupata dalla centrale m2 Superficie coperta complessiva : m2 Area per lo stoccaggio di biomasse : m2 Sviluppo della rete m 2.ANALISI DELLE UTENZE Planimetria Tirano

22 3.TECNICHE DI VALUTAZIONE DEI COSTI DELL’ENERGIA PRODOTTA
Consumo di cippato- Stagione Energia emessa in rete- Stagione

23 Resa del cippato-Stagione 2001-2002
Biomassa acquistata m³ Gas acquistato per ore di punta m³ Energia prodotta alla bocca di caldaia KWh Biomassa equivalente complessiva 5.000 m³ x 9,53 KWh/m³ = KWh KWh/ 460 KWh/m³ = m³ equivalenti di biomassa ( )= m³ Resa media della biomassa alla bocca di caldaia Kwh / m³ = 457 Kwh/m³ IL Potere calorifero medio della biomassa è di KWh/m³ COSTO ENERGIA PRODOTTA CON BIOMASSA: Costo attuale biomassa ,00 €/m³ Rendimento medio biomassa KWh/m³ (10,00 €/m³ / 460 KWh/m)³ = 0,022 €/KWh

24 Potenza caldaie installate
4.Dimensionamento di massima di un impianto tipo Tipologia dell’utenza (pubbliche e private) Volumetria riscaldata Potenzialità caldaia Consumo di combustibile METODO DEI GRADI GIORNO 2696 gradi giorno 12 ore di funzionamento impianti termici Temperatura esterna -6°C si ottiene POTENZA SPECIFICA DI CALCOLO 28 W/m³ Potenza della centrale m³ x 80% x 28 W/m³ x 0.70 = 27,4 MW dove: Volume da riscaldare m³ Adesione al teleriscaldamento 80% Potenza specifica di calcolo 28 W/m³ Coeff.di contemporaneità Potenza caldaie installate (6+6+9,4+5,9) = 27,30 MW Potenza scambiatore (27.30 / 0.70)=39,00 MW

25 4.Dimensionamento di massima di un impianto tipo
SCHEMA DI CENTRALE Circuito di caldaia Circuito di rete Rete di distribuzione Operazioni da realizzare presso le utenze rimozione caldaia rimozione botte gasolio posa sottostazione collegamento alla rete del tele interfaccia con circuito interno ripristini stradali

26 5.VALUTAZIONE DEL COSTO MARGINALE DELLA BIOMASSA PER RAGGIUNGERE LA COMPETITIVITA’ CON LE FONTI TRADIZIONALI Dati di calcolo: Energia venduta a regime KWh Periodo di ammotr apparecchiature anni Tasso interesse % Rate semestrali Impianto a biomassa Biomassa ( KWh/ 460 KWh/m³) = m³ A1) Costo per acquisto biomassa ( m³ x 10 €/m³) € Impianto a gasolio Gasolio ( KWh / 8,00 KWh/l)t= lt B1) Costo per acquisto gasolio (0,67 €/ltal netto del 10% di sconto per quantità) ( ltx 0,67 €/lt) € Impianto ad olio combustibile ad uso industriale Olio combustibile ad uso industriale ( KWh/ 9,12 KWh/Kg) = Kg. C1) Costo per acquisto olio (0,46 €/Kg. al netto del 10% di sconto per quantità) ( Kg. x 0,46 €/Kg.) €

27 Costi di esercizio annuali:
Differenza sui costi di realizzazione dell’impianto: Costi di esercizio annuali: Impianto a biomassa N.2 caldaie a biomassa complete di sistema di condensazione € Maggiori oneri per esecuzione centrale e deposito cippato € Sommano € A2) Incidenza annuale dell’ammortamento € Impianto a gasolio N.2 caldaie a gasolio € Canna fumaria € Serbatoi € Sommano € B2) Incidenza annuale dell’ammortamento € Impianto ad olio combustibile ad uso industriale N.2 caldaie a gasolio € Sistema di abbattimento delle emissioni € Canna fumaria € Serbatoi € Sommano € C2) Incidenza annuale dell’ammortamento € Impianto a biomassa A1) Acquisto biomassa € A2) Ammortamento costi di realizzazione € A3) Gestione annuale € Sommano € A) Costo annuale € Impianto a gasolio B1) Acquisto gasolio € B2) Ammortamento costi di realizzazione € B3) Gestione annuale € Sommano € B) Costo annuale € Impianto ad olio combustibile ad uso industriale C1) Acquisto gasolio € C2) Ammortamento costi di realizzazione € C3) Gestione annuale € Sommano € C) Costo annuale €

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29 ASPETTI ECONOMICO-COMMERCIALI Filiera logistica e problematiche legate ai costi di trasporto
La possibilità di riduzione dei costi relativi alla logistica di trasporto e accumulo. La filiera energia-biomassa è costituita da una serie di attori che svolgono determinate mansioni: • produzione ed approvvigionamento della biomassa; • eventuali pre-trattamenti; • stoccaggio intermedio e finale; • conversione della biomassa in biocombustibile solido o liquido o produzione dell'energia.

30 Analisi SWOT

31 Incentivi e aspetti normativi
Consumo interno lordo di energia per fonte 2006 l’energia prodotta dalle biomasse nel 2006 ha superato i 5 Mtep, quantitativo che corrisponde all’incirca al 31% di tutte le FER (cfr. tab. 2), ma che comunque è ancora distante dai livelli auspicati. Fonte: elaborazione Itabia dati Ministero Attività Produttive Consumo di FER per fonte (2006) A livello europeo le FER contribuiscono con circa 120 Mtep/anno di cui circa 1/3 è costituito da biomasse. Fonte: elaborazione ITABIA dati Ministero Attività Produttive Consumi energetici da f.r. nell’Unione Europea(Mtep/anno) linee guida a livello nazionale: il Programma Nazionale Energia Rinnovabile da Biomasse (PNERB); il Programma Nazionale per la Valorizzazione delle Biomasse Agricole e Forestali (PNVBAF); il Libro Bianco per la Valorizzazione Energetica delle Fonti Rinnovabili (1) Eur Observer (Altener); (2) Previsioni IEA (2001); (3) Obiettivi Libro Bianco Unione Europea (1997)

32 POLITICHE EUROPEE SULLE FONTI RINNOVABILI
Programmi / direttive dell'UE Riduzione delle emissioni di gas serra dell'8% Energia elettrica rinnovabile % della generazione totale ( entro il 2010) combustibili per trasporto % del totale (2007); 5,75% (2010) Prestazioni energetiche degli edifici applicazione prioritaria delle fonti rinnovabili :(solare,biomasse) co-generazione di energia elettrica e calore valutazione del potenziale contributo delle fonti rinnovabili Politica agricola e comunitaria Premio alle coltivazioni energetiche (energy crops) - Premiodi 45 € per ettaro ( in aggiunta ai pagamenti disaccoppiati garantiti in relazione all'area); per una superficie massima di 1,5 mlioni di ettari. -Tutte le coltivazioni ammissibili, incluse alcune multi annuali. -È richiesto il contratto di utilizzo se questo non è all'interno dell'azienda agricola.

33 Finanziaria del 2006- legge 23 dicembre 2005,numero 266:
Incentivi e aspetti normativi in Italia Certificati Verdi (CV): titoli emessi dal Gestore della Rete di Trasmissione Nazionale (GRTN), che certificano la produzione di energia da fonti rinnovabili. Ogni Certificato Verde attesta la produzione di 100 MWh, nell’arco dell’anno di emissione. Per l'agricoltura si pongono nuove prospettive: produrre biomasse energetiche sia per soddisfare le proprie necessità, sia per aprire nuovi mercati. Finanziaria del legge 23 dicembre 2005,numero 266: disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello stato. (...)coma 423.” La produzione e la cessione dell'energia elettrica e calorica da fonti rinnovabili agroforestali e fotovoltaiche effettuate dagli imprenditori agricoli costituiscono attività connesse ai sensi dell'articolo 2135, terzo comma del codice civile e siconsiderano produttive di reddito agrario (...) Articolo in fase di aggiornamento dalla legge di conversione del DL n.2 del 10/01/06 i produttori ed importatori di energia di immettere annualmente una quota, inizialmente pari al 2%, di energia prodotta da fonti energetiche rinnovabili di quanto prodotto e/o importato da fonti convenzionali nell’anno precedente. I certificati danno un valore unico al kWh “verde” prodotto, a prescindere dalla fonte utilizzata. Per l’anno 2006 il valore, non comprensivo di IVA, è pari a 12,528 € cent per kWh, calcolato come differenza tra: il costo medio dell’energia CIP6 acquistata dal GSE nell’anno 2006, prodotta dai soli impianti a fonti rinnovabili che godono di incentivo, calcolato utilizzando i valori di acconto 2006 comunicati dalla Cassa Conguaglio per il Settore Elettrico; il ricavo derivante dalla cessione della stessa energia nell’anno 2006.

34 Incentivi e aspetti normativi in Italia
Tipologie di interventi per il risparmio energetico e sviluppo delle FER nell’attività di distribuzione del gas naturale, connessi alla bioenergia tabella tipologia di intervento descrizione Tipologie di interventi per l’efficienza energetica nel settore dell’energia elettrica, connessi alla bioenergia tabella tipologia di intervento descrizione Fonte: Allegato 1 del DM Industria 24/4/01 I certificati bianchi (DM Ministero Industria 24/04/01) Emissione, da parte dell’Autorità per l’Energia Elettrica ed il Gas (AEEG), di “Titoli di efficienza energetica”(certificati bianchi) a fronte dei risparmi energetici conseguiti, verificati e certificati dall’Autorità stessa. I titoli rappresentano delle unità di energia primaria risparmiate, anziché prodotte. Le caratteristiche : dimensione, pari a 1 tep di energia risparmiata; negoziabilità, attraverso contratti bilaterali o nel mercato organizzato dal Gestore del Mercato Elettrico; validità per 5 anni; bancabilità, ossia accumulabilità e utilizzabilità nell’arco temporale della loro validità.

35 I renewable energy certificates system (recs)
Direttiva Europea n. 92 del 1996 che fissa le norme comuni per il mercato interno dell’energia elettrica. riconoscimento e sostegno economico del valore ambientale dell’energia elettrica prodotta da fonti energetiche rinnovabili. con i CV. Il GRTN insieme ad altri operatori, produttori e distributori, italiani ed europei, partecipa al sistema RECS. Il sistema si basa sull’emissione di certificati, denominati RECS, che attestano la produzione di energia elettrica da fonti energetiche rinnovabili per una quota minima pari ad 1 MWh, nell’arco dell’anno di emissione. Rispetto ai Certificati Verdi, I RECS possono essere emessi a favore di: impianti entrati in esercizio prima del 1999; impianti che non raggiungono produzioni annue pari o superiori a 100 MWh, necessari per i CV; impianti che hanno eccedenze di produzione, inferiori a 100 MWh, non certificabili

36 Conclusione LA BIOMASSA RAPPRESENTA NEL MONDO LA QUARTA MAGGIORE FONTE ENERGETICA (15% DELL’ENERGIA PRIMARIA) NEI PAESI IN VIA DI SVILUPPO TALE % SI AGGIRA TUTTORA INTORNO AL 38% NEI PAESI INDUSTRIALIZZATI INVECE ESSA NON RAGGIUNGE IL 3% La crescita in Italia è limitata . Il trend attuale non consentirebbe di raggiungere gli obiettivi fissati né a livello di sostituzione di fonti fossili, né di riduzione dei gas serra Rimuovere le barriere che permangono a livello nazionale e locale

37 Benefici attesi A LIVELLO ECONOMICO A LIVELLO SOCIALE A LIVELLO AMBIENTALE Barriere : Alto costo di investimento Prezzi di cessione dell’energia elettrica non remunerativi Disponibilità ed affidabilità di fornitura della risorsa incerta Costo del combustibile variabile Finanziamento a rischio elevato Accettabilità sociale Obiettivi: • promuovere la normativa tecnica ; • promuovere lo sviluppo tecnologico ; • prestare maggiore attenzione alla problematica dell’approvvigionamento di combustibile; • rivedere la normativa relativa all’applicazione dei certificati verdi (CV) al caso delle biomasse; • considerare l’estensione del beneficio dei CV ai rifiuti industriali. Questo aspetto potrebbe risultare critico in quanto andrebbe valutato con cura il potenziale offerto da questi materiali al fine di evitare di monopolizzare il mercato dei CV, mettendo fuori mercato le biomasse di origine vegetale che stanno solo ora prendendo piede.

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