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LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE 1. Normativa comunitaria 2. Normativa nazionale 3. Normativa regionale.

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1 LA VALUTAZIONE DI IMPATTO AMBIENTALE 1. Normativa comunitaria 2. Normativa nazionale 3. Normativa regionale

2 1. NORMATIVA COMUNITARIA

3 Direttiva CEE n.85/337 del La valutazione dellimpatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati. Principali contenuti normativi La direttiva riguarda progetti pubblici e privati. La direttiva riguarda progetti pubblici e privati. Essa contiene due allegati con la descrizione di due elenchi di opere: Essa contiene due allegati con la descrizione di due elenchi di opere: lallegato I elenca le opere (di rilevante impatto) che necessariamente devono essere sottoposte a VIA; lallegato II elenca le opere (di medio impatto) che, a discrezione degli Stati membri, possono essere sottoposte a VIA. Nella direttiva si specifica altresì quali informazioni devono essere fornite dal committente, nonché le modalità per rendere di pubblico dominio le informazioni affinché venga garantita a tutti gli interessati la possibilità di partecipare tramite memorie e osservazioni alla valutazione di impatto ambientale. Nella direttiva si specifica altresì quali informazioni devono essere fornite dal committente, nonché le modalità per rendere di pubblico dominio le informazioni affinché venga garantita a tutti gli interessati la possibilità di partecipare tramite memorie e osservazioni alla valutazione di impatto ambientale. La direttiva vincola tutti gli Stati membri a recepirla nei propri ordinamenti entro tre anni dalla data della sua entrata in vigore. La direttiva vincola tutti gli Stati membri a recepirla nei propri ordinamenti entro tre anni dalla data della sua entrata in vigore.

4 Direttiva UE n.97/11 del Modificazioni alla direttiva 85/337/CEE concernente la valutazione dellimpatto ambientale di determinati progetti pubblici e privati. Principali contenuti normativi La direttiva n.97/11 sostituisce integralmente gli allegati della precedente direttiva n.85/337, ampliando e/o ridefinendo in maniera più dettagliata gli interventi da sottoporre a VIA. La direttiva n.97/11 sostituisce integralmente gli allegati della precedente direttiva n.85/337, ampliando e/o ridefinendo in maniera più dettagliata gli interventi da sottoporre a VIA. In essa sono inoltre contenuti due ulteriori allegati: In essa sono inoltre contenuti due ulteriori allegati: lallegato II contiene i criteri di selezione riguardanti le caratteristiche dei progetti, la loro localizzazione e le caratteristiche dellimpatto potenziale, al fine di fornire agli Stati membri elementi di decisione circa lapplicabilità delle procedure di VIA ai progetti contenuti nellallegato I; lallegato IV contiene un elenco delle informazioni che il committente deve fornire per i progetti da sottoporre a VIA. Nella direttiva viene prevista una sorta di istruttoria preliminare tale da consentire, già nella fase iniziale, linterazione fra committente ed autorità competente. Lintroduzione di questa analisi istruttoria è finalizzata ad evitare che si intervenga con la procedura di VIA già in una fase progettuale troppo avanzata. Nella direttiva viene prevista una sorta di istruttoria preliminare tale da consentire, già nella fase iniziale, linterazione fra committente ed autorità competente. Lintroduzione di questa analisi istruttoria è finalizzata ad evitare che si intervenga con la procedura di VIA già in una fase progettuale troppo avanzata.

5 2. NORMATIVA NAZIONALE 2. NORMATIVA NAZIONALE

6 Legge n.349 dell Istituzione del Ministero dellambiente e norme in materia di danno ambientale. Lart.6 della legge rimanda a specifiche norme future. Più che disciplinare la procedura di VIA, si introduce quindi la pronuncia sulla compatibilità ambientale dei progetti, rimessa al Ministero per lambiente (istituito con la presente legge). Questa pronuncia di compatibilità ambientale assume i connotati di un parere vincolante.

7 DPCM n.377 del Regolamento delle pronunce di compatibilità di cui allart. 6 della legge n. 349 dell , recante istituzione del Ministero dellambiente e norme in materia di danno ambientale (aggiornato con il DPR che integra lelenco delle opere da sottoporre a VIA, in adeguamento alle ultime disposizioni della direttiva UE n.97/11 del ).

8 Principali contenuti normativi Contiene lelenco delle opere i cui progetti devono essere sottoposti alla procedura di VIA: a. raffinerie di petrolio greggio e impianti di gassificazione e di liquefazione di almeno 500 t. al giorno di carbone; b. centrali termiche ed altri impianti di combustione con potenza termica di almeno 300 MW, nonché centrali nucleari e altri reattori nucleari; c. impianti destinati esclusivamente allo stoccaggio definitivo o alleliminazione definitiva dei residui radioattivi; d. acciaierie integrate di prima fusione della ghisa e dellacciaio; e. impianti per lestrazione di amianto; f. impianti chimici integrati; g. tronchi ferroviari per il traffico a grande distanza, nonché aeroporti con piste di atterraggio superiori a 1500 mt. di lunghezza; autostrade e strade di scorrimento; h. porti commerciali marittimi, nonché vie navigabili e porti per la navigazione interna accessibili a battelli con stazza superiore a 1350 t.; i. impianti di eliminazione dei rifiuti tossici e nocivi mediante incenerimento, trattamento chimico o stoccaggio a terra;

9 j. impianti destinati a trattenere, regolare o accumulare le acque in modo durevole, di altezza superiore a 15 mt. o che determinano un volume di invaso superiore a mc, nonché impianti destinati a trattenere, regolare o accumulare le acque a fini energetici in modo durevole di altezza superiore a 10 mt. o che determinano un volume di invaso superiore a mc.; k. elettrodotti aerei esterni per il trasporto di energia elettrica con tensione nominale di esercizio superiore a 150 KV e con tracciato di lunghezza superiore a 15 km.; l. oleodotti e gasdotti di lunghezza superiore a 40 km. e diametro superiore o uguale a 800 mm.; m. stoccaggio di prodotti chimici, petrolchimici con capacità complessiva superiore a mc.; n. impianti termoelettrici con potenza elettrica complessiva superiore a 50 MW; o. impianti per la produzione dellenergia idroelettrica con potenza di concessione superiore a 30 MW incluse le dighe e gli invasi direttamente asserviti; p. stoccaggio di prodotti combustibili solidi con capacità complessiva superiore a t.; q. impianti di gassificazione e liquefazione; r. impianti destinati al ritrattamento di combustibili nucleari irradiati; s. attività minerarie per la ricerca, la coltivazione e il trattamento minerallurgico delle sostanze minerali di miniera.

10 DPCM del Norme tecniche per la redazione degli studi di impatto ambientale e la formulazione del giudizio di compatibilità di cui allart.6 della legge n.349 dell , adottate ai sensi dellart.3 del DPCM n.377 del Principali contenuti normativi Per tutte le categorie di opere da sottoporre a VIA si definiscono: i contenuti degli studi di impatto ambientale e la loro articolazione, la documentazione relativa, lattività istruttoria e i criteri di formulazione del giudizio di compatibilità; i contenuti degli studi di impatto ambientale e la loro articolazione, la documentazione relativa, lattività istruttoria e i criteri di formulazione del giudizio di compatibilità; le componenti e i fattori ambientali (nellallegato I); le componenti e i fattori ambientali (nellallegato I); le caratterizzazioni delle componenti e dei fattori ambientali e le relazioni esistenti tra questi, al fine dellanalisi e della valutazione del sistema ambientale (nellallegato II); le caratterizzazioni delle componenti e dei fattori ambientali e le relazioni esistenti tra questi, al fine dellanalisi e della valutazione del sistema ambientale (nellallegato II); i criteri peculiari da applicare nella redazione degli studi in relazione alla specifica tipologia di ciascuna categoria di opere (nellallegato III); i criteri peculiari da applicare nella redazione degli studi in relazione alla specifica tipologia di ciascuna categoria di opere (nellallegato III); le procedure da applicare per i progetti di centrali termoelettriche e turbogas (nellallegato IV). le procedure da applicare per i progetti di centrali termoelettriche e turbogas (nellallegato IV).

11 DPR dell Disposizioni integrative al DPCM n.377 del , in materia di disciplina delle pronunce di compatibilità ambientale, di cui alla legge n.349 dell Contiene un aggiornamento delle categorie di opere da sottoporre a VIA.

12 Procedura di VIA Il disposto combinato delle norme vigenti consente di delineare le principali fasi in cui si articola la procedura di VIA: il committente (e/o ente proponente) deve inviare al Ministero per lambiente, al Ministero per i beni culturali e alle regioni interessate la descrizione preliminare del progetto e il relativo SIA (studio di impatto ambientale); il committente (e/o ente proponente) deve inviare al Ministero per lambiente, al Ministero per i beni culturali e alle regioni interessate la descrizione preliminare del progetto e il relativo SIA (studio di impatto ambientale); contestualmente alla comunicazione al Ministero, il committente (e/o ente proponente) provvede alla pubblicazione, sul quotidiano a maggior diffusione regionale e su un quotidiano a diffusione nazionale, di un annuncio contenente lindicazione dellopera, la sua localizzazione ed una sommaria descrizione del progetto; contestualmente alla comunicazione al Ministero, il committente (e/o ente proponente) provvede alla pubblicazione, sul quotidiano a maggior diffusione regionale e su un quotidiano a diffusione nazionale, di un annuncio contenente lindicazione dellopera, la sua localizzazione ed una sommaria descrizione del progetto; il committente (e/o lente proponente) provvede altresì al deposito di una o più copie del progetto e degli elaborati della comunicazione al Ministero presso il competente ufficio della regione, ai fini della consultazione da parte del pubblico ; il committente (e/o lente proponente) provvede altresì al deposito di una o più copie del progetto e degli elaborati della comunicazione al Ministero presso il competente ufficio della regione, ai fini della consultazione da parte del pubblico ;

13 il Ministero per lambiente, dopo aver ricevuto lo SIA e gli altri dettagli di un determinato progetto, ne richiede la valutazione ad una commissione di VIA ; il Ministero per lambiente, dopo aver ricevuto lo SIA e gli altri dettagli di un determinato progetto, ne richiede la valutazione ad una commissione di VIA ; il Ministero per lambiente, sentita la regione interessata, di concerto con il Ministero per i beni culturali, si pronuncia sulla compatibilità ambientale, entro novanta giorni dal ricevimento della comunicazione da parte del committente (e/o ente proponente); il Ministero per lambiente, sentita la regione interessata, di concerto con il Ministero per i beni culturali, si pronuncia sulla compatibilità ambientale, entro novanta giorni dal ricevimento della comunicazione da parte del committente (e/o ente proponente); in caso di decisione favorevole, il progetto può proseguire il suo iter per conseguire le altre approvazioni previste dalla legislazione vigente. in caso di decisione favorevole, il progetto può proseguire il suo iter per conseguire le altre approvazioni previste dalla legislazione vigente.

14 Studio di Impatto Ambientale Lo studio di impatto ambientale è predisposto a cura del committente e/o dellente proponente. Lo studio di impatto ambientale deve contenere almeno le seguenti informazioni: la descrizione del progetto con indicazione dei parametri localizzativi, dimensionali e strutturali e le finalità dello stesso; la descrizione del progetto con indicazione dei parametri localizzativi, dimensionali e strutturali e le finalità dello stesso; l impatto spaziale del progetto in relazione alle principali alternative esaminate; l impatto spaziale del progetto in relazione alle principali alternative esaminate; la descrizione dei differenti e potenziali impatti sullambiente, sia in relazione alle risorse naturali che a quelle antropiche; la descrizione dei differenti e potenziali impatti sullambiente, sia in relazione alle risorse naturali che a quelle antropiche; la descrizione delle misure previste per eliminare o ridurre gli effetti sfavorevoli sullambiente; la descrizione delle misure previste per eliminare o ridurre gli effetti sfavorevoli sullambiente; la relazione con i programmi e piani di utilizzazione del territorio; la relazione con i programmi e piani di utilizzazione del territorio; una sintesi non tecnica delle informazioni prodotte, destinata ad informare il pubblico, con allegati grafici di agevole comprensione e riproduzione. una sintesi non tecnica delle informazioni prodotte, destinata ad informare il pubblico, con allegati grafici di agevole comprensione e riproduzione.

15 Fasi significative della VIA nellambito della Comunità Europea La VIA, secondo le direttive CEE, può articolarsi in tre fasi principali: valutazione : essa consiste nella descrizione delle caratteristiche fisiche del progetto, delle alternative da esaminare, delle categorie ambientali interessate da probabili impatti, dei potenziali impatti, delle possibili misure di mitigazione; valutazione : essa consiste nella descrizione delle caratteristiche fisiche del progetto, delle alternative da esaminare, delle categorie ambientali interessate da probabili impatti, dei potenziali impatti, delle possibili misure di mitigazione; consultazione : essa consiste nella consultazione delle autorità rispetto alla domanda di autorizzazione, nella consultazione delle parti interessate e più in generale nel coinvolgimento della popolazione; consultazione : essa consiste nella consultazione delle autorità rispetto alla domanda di autorizzazione, nella consultazione delle parti interessate e più in generale nel coinvolgimento della popolazione; decisione : essa contiene i risultati e le motivazioni che hanno determinato la decisione. decisione : essa contiene i risultati e le motivazioni che hanno determinato la decisione.

16 Fasi significative dellEIS negli Stati Uniti LEIS (Environmental Impact Statement) del modello statunitense può articolarsi nelle seguenti tre fasi: identificazione : essa consiste nellanalisi del progetto e dellambiente in cui questo si inserisce, nellanalisi degli indicatori ambientali e nella preventiva descrizione degli impatti probabili; identificazione : essa consiste nellanalisi del progetto e dellambiente in cui questo si inserisce, nellanalisi degli indicatori ambientali e nella preventiva descrizione degli impatti probabili; previsione : essa prevede lindividuazione delle possibili alternative e delle varianti di progetto, lindividuazione degli impatti potenziali causati dal progetto e la definizione di quadri evolutivi dellambiente con e senza lintervento progettuale analizzato; previsione : essa prevede lindividuazione delle possibili alternative e delle varianti di progetto, lindividuazione degli impatti potenziali causati dal progetto e la definizione di quadri evolutivi dellambiente con e senza lintervento progettuale analizzato; valutazione : essa conclude il processo di analisi con la valutazione degli impatti e con lillustrazione delle misure mitigative, presentando i risultati (dossier di impatto) alle autorità competenti. valutazione : essa conclude il processo di analisi con la valutazione degli impatti e con lillustrazione delle misure mitigative, presentando i risultati (dossier di impatto) alle autorità competenti.

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18 3. NORMATIVA REGIONALE

19 Con il Dpr del Atto di indirizzo e coordinamento, la procedura di VIA è delegata alle Regioni. La Regione Puglia recepisce il Dpr con la Legge n.11 del Norme sulla valutazione dellimpatto ambientale. La legge regionale fa una distinzione fra le opere soggette a procedura di VIA obbligatoria e le opere sottoposte a procedura di verifica di assoggettabilità.

20 Sono infatti assoggettati: alla procedura di VIA regionale i progetti per la realizzazione di interventi e di opere identificati nellallegato A, ovvero quelli identificati nellallegato B qualora ciò si renda necessario in esito alla procedura di verifica o qualora gli interventi e le opere ricadano anche parzialmente allinterno di aree protette; alla procedura di VIA regionale i progetti per la realizzazione di interventi e di opere identificati nellallegato A, ovvero quelli identificati nellallegato B qualora ciò si renda necessario in esito alla procedura di verifica o qualora gli interventi e le opere ricadano anche parzialmente allinterno di aree protette; alla procedura di verifica i progetti per la realizzazione di interventi e di opere identificati nellallegato B; alla procedura di verifica i progetti per la realizzazione di interventi e di opere identificati nellallegato B; alla valutazione di incidenza ambientale, ai sensi dellart.5 del Dpr n.357/1997 e dellart.6 del Dpr n.120/2003, i piani e i progetti ricadenti in ZPS (Zone di Protezione Speciale) o SIC (Siti di Importanza Comunitaria) di cui alle direttive n.79/409/CEE e n.92/43/CEE. alla valutazione di incidenza ambientale, ai sensi dellart.5 del Dpr n.357/1997 e dellart.6 del Dpr n.120/2003, i piani e i progetti ricadenti in ZPS (Zone di Protezione Speciale) o SIC (Siti di Importanza Comunitaria) di cui alle direttive n.79/409/CEE e n.92/43/CEE.

21 Legge Regionale n.17 del Disposizioni in campo ambientale, anche in relazione al decentramento delle funzioni amministrative in materia ambientale valutazione dellimpatto ambientale. In virtù della presente legge è in corso lattività di decentramento delle funzuioni amministrative a Province e Comuni. La Regione conserva presso lassessorato allAmbiente le sue competenze attraverso il Settore Ecologia e VIA. Lorgano tecnico regionale per listruttoria, nominato ogni tre anni, é il Comitato Regionale per la Valutazione di Impatto Ambientale presieduto dallAssessore regionale allAmbiente.

22 Il sistema di protezione della natura Per proteggere e conservare la biodiversità, la normativa nazionale e regionale di settore prevede listituzione di aree protette. Le aree protette, infatti, sono dotate di regole che disciplinano lesercizio delle attività consentite allinterno della zona istituita come area protetta e di un regime autorizzativo grazie al quale ogni tipo di intervento è sottoposto al nulla osta da parte dellEnte gestore. Le leggi nazionali di riferimento sono la n.979/1982 e la n.394/1991. La legge regionale pugliese è la n.19/1997. La rete Natura 2000 si configura come un insieme di aree denominate Zone Speciali di Conservazione (ZSC) che, ai sensi della direttiva n.92/43/CEE, sono destinate alla conservazione della diversità biologica presente nel territorio dellUnione Europea ed, in particolare, alla tutela degli habitat e specie animali e vegetali indicati negli allegati I e II della direttiva stessa.

23 Questa rete, che si snoda su tutto il territorio europeo, si compone dei siti che ciascuno stato membro ha individuato nel proprio territorio, riconducibili a due tipologie e a due direttive europee differenti: le Zone di Protezione Speciale (ZPS), individuate ai sensi della direttiva n.79/409/CEE o Uccelli; le Zone di Protezione Speciale (ZPS), individuate ai sensi della direttiva n.79/409/CEE o Uccelli; i Siti di Importanza Comunitaria (SIC), indivifuati ai sensi della direttiva n.92/43/CEE o Habitat. i Siti di Importanza Comunitaria (SIC), indivifuati ai sensi della direttiva n.92/43/CEE o Habitat. In Italia ad oggi (2004) sono stati censiti circa siti attraverso il Progetto Bioitaly e su di essi si attende il parere della Commissione Europea circa il loro riconoscimento come ZSC. La Rete Natura 2000 in Puglia si compone di 77 SIC e 16 ZPS. Nel loro ambito è stato stimato un enorme patrimonio di habitat, di specie animali e vegetali, comprese quelle prioritarie contenute negli elenchi degli allegati alle direttive di riferimento.


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