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Corso di Diritto Tributario Internazionale Le convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni.

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Presentazione sul tema: "Corso di Diritto Tributario Internazionale Le convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni."— Transcript della presentazione:

1 Corso di Diritto Tributario Internazionale Le convenzioni internazionali contro le doppie imposizioni

2 La doppia imposizione internazionale Doppia imposizione interna –Concerne un medesimo ente impostore che sottopone due volte ad imposta il medesimo presupposto Doppia imposizione internazionale (giuridica) –Si verifica quando le due imposizioni provengono da due Stati diversi, riguardano tributi identici o simili, e colpiscono, per il medesimo presupposto, lo stesso soggetto (norme convenzionali contro la doppia imposizione). 2

3 3 La doppia imposizione internazionale Doppia imposizione giuridica –Assoggettamento del medesimo contribuente ad imposte similari di due (o più) Stati in ragione di un identico presupposto e nel medesimo periodo (Modello OCSE, introduzione, paragrafo 1) Doppia imposizione economica –Assoggettamento di diversi contribuenti ad imposte similari di due (o più) Stati nel medesimo periodo ed in ragione della medesima manifestazione di ricchezza (es. utili societari e dividendi)

4 4 La doppia imposizione Deriva principalmente da: A.doppia residenza; B.tassazione concorrente dello Stato della residenza e dello Stato della fonte; C.tassazione concorrente di due Stati della fonte. Tali cause conducono - di fatto – ad un conflitto tra i sistemi fiscali

5 5 Doppia imposizione internazionale Esiste nel diritto internazionale un divieto espresso di doppia imposizione?

6 6 Doppia imposizione internazionale - Non esiste nel diritto internazionale un divieto espresso di doppia imposizione -Non esiste nel diritto interno un divieto di doppia imposizione internazionale

7 7 Doppia imposizione interna Esiste invece un divieto di doppia imposizione interna: art. 163 TUIR La stessa imposta non può essere applicata più volte in dipendenza dello stesso presupposto, neppure nei confronti di soggetti diversi

8 8 Rimedi interni alla doppia imposizione giuridica internazionale La doppia imposizione internazionale può essere eliminata: Unilateralmente: in base alla legge domestica di uno Stato Bilateralmente: in applicazione di un trattato contro le doppie imposizioni

9 9 Rimedi interni alla doppia imposizione giuridica internazionale Il metodo dellesenzione: –esenzione piena; –esenzione con progressione. Il metodo del credito dimposta: –credito dimposta pieno; –credito dimposta ordinario. Il metodo della deduzione.

10 10 Il metodo del credito dimposta Riconoscimento unilaterale da parte dello Stato di residenza di un credito per le imposte applicate nello Stato della fonte. Il meccanismo del credito dimposta prevede che limposta effettivamente pagata allestero – e a nulla rileva limposta teoricamente dovuta – dal contribuente sul reddito derivante da fonti dello Stato estero è deducibile dallimposta dovuta a livello domestico sul reddito prodotto su base mondiale. Il credito dimposta si distingue in pieno e ordinario

11 11 Credito dimposta pieno Il meccanismo del credito dimposta si definisce pieno quando prevede che limposta effettivamente pagata allestero dal contribuente sul reddito derivante da fonti dello Stato estero è interamente deducibile dallimposta dovuta a livello domestico sul reddito prodotto su base mondiale.

12 Credito dimposta ordinario Il credito dimposta ordinario limita la deducibilità dellimposta pagata allestero allimporto delle imposte che sarebbero dovute sul reddito di fonte estera se fosse tassato secondo le regole domestiche. Se le imposte estere > dellimporto limite data dal credito di imposta ordinario Tale eccedenza costituisce un credito per imposte estere che può essere riportato agli anni successivi sulla base delle regole domestiche Se ciò non fosse possibile detta eccedenza andrebbe persa

13 13 Credito dimposta ordinario R.E. = reddito estero R.M. = reddito mondiale I.D. = Imposta domestica Q.I.D.=quota dimp. domestica/ C.M.=credito massimo R.E. xI.D.= Q.I.D. /C.M. R.M. Il credito viene generalmente scomputato seconda la seguente formula: a) Individuazione del crediti max ossia della quota delle imposte che sarebbero dovute sul reddito estero se tassato in base alle regole domestiche b)Confronto con le imposte assolte allestero sul medesimo reddito Credito dimposta = minore tra a) e b)

14 14 Art. 165 TUIR Credito dimposta ordinario b)Confronto con le imposte assolte allestero sul medesimo reddito Credito dimposta = minore tra a) e b) R.E. xI.I.=Q.I.I. R.M. a)Individuazione della quota di imposta italiana (Q.I.I.), ovvero del massimo credito dimposta attribuibile 100 x330= Esempio

15 15 Rimedi dei Trattati alla doppia imposizione internazionale Il metodo dellesenzione: –esenzione piena; –esenzione con progressione. Il metodo del credito dimposta: –credito dimposta pieno; –credito dimposta ordinario. Il tax sparing credit.

16 16 Rimedi alla doppia imposizione economica internazionale La D.I.E. – che si verifica quando gli utili prodotti dalla società sono nuovamente assoggettati a tassazione in capo ai soci una volta distribuiti sottoforma di dividendi – può essere eliminata o ridotto mediante norme domestiche che disciplinano la tassazione societaria- Se la D.I.E. non è risolta in alcun modo Il sistema di tassazione delle società applica il sistema classico Le società di capitali sono unentità distinta e separata dai soci: i soci devono IRPEF sui dividendi

17 17 Rimedi internazionali alla doppia imposizione giuridica internazionale Le convenzioni contro le doppie imposizioni

18 18 Coordinamento tra norma interna e convenzioni contro le doppie imposizioni -Ratifica delle convenzioni con legge formale ordinaria -Teorie sulla prevalenza delle convenzioni sulla norma interna (i) lex specialis derogat generali (ii) costituzionalizzazione del principio di prevalenza delle convenzioni ex art. 117 Cost.

19 19 Costituzionalizzazione del principio di prevalenza delle convenzioni? Art. 117(1) Cost. La potestà legislativa è esercitata dallo Stato e dalle regioni nel rispetto della Costituzione, nonché dei vincoli derivanti dallordinamento comunitario e dagli obblighi internazionali

20 20 Impatto delle convenzioni Le Convenzioni limitano lapplicazione delle disposizioni nazionali –Le convenzioni non creano potestà tributaria ma ripartiscono quella prevista dalle norme interne –Limposizione si basa sempre sulla norma interna e non sulle disposizioni convenzionali –Effetti sia sullo Stato della fonte sia sullo Stato di residenza

21 21 Procedimento di applicazione delle convenzioni per evitare le doppie imposizioni Qualificazione del reddito in base alla norma interna E territorialmente rilevante? NO SI E imponibile per norma interna? NOSI Limposizione è superiore a quella massima ammessa dalla convenzione? NO SI Tassazione nei limiti convenzionali ma con modalità dettate dalla norma interna Nessuna tassazione Tassazione nella misura prevista dalla norma interna SI Il non residente può invocare la convenzione? NO

22 22 Prevalenza della norma interna se più favorevole Art. 169 TUIR Le disposizioni del presente testo unico si applicano, se più favorevoli al contribuente, anche in deroga agli accordi internazionali contro la doppia imposizione Art. 75 D.P.R. 29 settembre 1973, n. 600 Nellapplicazione delle disposizioni concernenti le imposte sui redditi sono fatti salvi gli accordi internazionali resi esecutivi in Italia

23 23 Gli altri Modelli di convenzione Modello OCSE largamente utilizzato dagli Stati membri Modello ONU utilizzato principalmente dai Paesi in via di sviluppo (aggiornato nel 2001) Modello Andino adottato nel 1971 dagli Stati membri del gruppo Andino (Bolivia, Cile, Ecuador, Perù e Venezuela) Modelli redatti da alcune amministrazioni fiscali (in particolare Stati Uniti dAmerica e Paesi Bassi) –Modello U.S.A. recentemente aggiornato ( )

24 24 Il Modello di convenzione OCSE Si tratta di un modello tipo, vale a dire è soltanto uno schema raccomandato senza vincoli legali sia a livello internazionale che nazionale. Il suo uso è discrezionale, ma i membri dellOCSE lo utilizzano solitamente come modello base

25 25 La struttura del Modello di convenzione OCSE Trentuno articoli con i relativi Commentari Osservazioni agli articoli degli Stati membri Riserve agli articoli degli Stati membri Posizioni di alcuni Stati terzi

26 26 La struttura del Modello di convenzione OCSE Suddivisione in 7 Capitoli –Capitolo I: Campo di applicazione della Convenzione (articoli 1 e 2). –Capitolo II: Definizioni generali (articoli da 3 a 5) –Capitolo III: Imposizione dei redditi (articoli da 16 a 21) –Capitolo IV: Imposizione del patrimonio (articolo 22) –Capitolo V: Metodi per leliminazione della doppia imposizione (articolo 23 A e B) –Capitolo VI: Disposizioni speciali (articoli da 24 a 29) –Capitolo VII: Disposizioni finali (articoli 30 e 31)

27 27 Modello di convenzione OCSE: il campo di applicazione della convenzione Articolo 1 La presente convenzione si applica alle persone che sono residenti di uno o entrambi gli Stati contraenti

28 28 Modello di convenzione OCSE Articolo 3 - Definizioni generali Persona persone fisiche società (qualsiasi persona giuridica o ente considerato persona giuridica ai fini dellimposizione) ogni altra associazione di persone Articolo 3(2) Per lapplicazione della Convenzione in qualunque momento da parte di uno Stato contraente, le espressioni non ivi definite hanno, a meno che il contesto non richieda una diversa interpretazione, il significato che ad esse è attribuito in quel momento dalla legislazione di detto Stato relativamente alle imposte cui la Convenzione si applica, prevalendo ogni significato attribuito dalle leggi fiscali applicabili di detto Stato sul significato dato al termine nellambito di altre leggi di detto Stato

29 29 Interpretazione dei trattati Articolo 31(1) della Convenzione di Vienna Un trattato sarà interpretato in buona fede in conformità al significato ordinario da dare ai termini del trattato nel loro contesto ed alla luce dei relativi oggetto scopo –Interpretazione obiettivistica contemperata da buona fede –Rilevanza del contesto; oggetto e scopo non assumono autonomo rilievo

30 30 Il contesto Articolo 31(2) della Convenzione di Vienna Il contesto, ai fini dellinterpretazione di un trattato, comprenderà, oltre al testo, ivi inclusi i suoi preambolo e allegati: a.qualsiasi accordo concernente il trattato che è intervenuto tra tutte le parti nel momento della conclusione del trattato; b.qualsiasi strumento che è stato stabilito da una o più parti nel momento della conclusione del trattato ed è stato accettato dalle altre parti quale strumento connesso al trattato.

31 31 Altri mezzi di interpretazione Articolo 31(3) della Convenzione di Vienna Sarà considerato, insieme al contesto: a.qualsiasi accordo successivo tra le parti riguardante linterpretazione del trattato o lapplicazione delle relative disposizioni; b.qualsiasi prassi successiva nellapplicazione del trattato, che dimostra laccordo delle parti riguardo alla sua interpretazione; c.qualsiasi norma pertinente di diritto internazionale applicabile nelle relazioni tra le parti.

32 32 Il significato speciale Articolo 31(4) della Convenzione di Vienna Ad un termine sarà attribuito un significato speciale se è stabilito che le parti così hanno inteso.

33 33 I mezzi supplementari dinterpretazione Articolo 32 della Convenzione di Vienna È possibile fare ricorso a mezzi supplementari di interpretazione, compresi i lavori preparatori del trattato e le circostanze della relativa conclusione, per confermare il significato derivante dallapplicazione dellArticolo 31, o determinare il significato qualora linterpretazione in base allarticolo 31: a.lascia il significato ambiguo od oscuro; o b.porta ad un risultato manifestamente assurdo o irragionevole. N.B.: Ruolo Residuale dei mezzi complementari: -Confermare i risultati interpretativi raggiunti con lapplicazione dellart. 31; -Ricorso agli stessi nellipotesi in cui la regola generale dinterpretazione non conduca a risultati utili.

34 34 I mezzi supplementari dinterpretazione Articolo 32 della Convenzione di Vienna Al problema delle ipotesi che legittimano il ricorso ai metodi extratestuali si aggiunge quello della loro determinazione. Lart. in commento parla di: lavori preparatori del trattato : proposte, resocontidi seduta, dichiarazioni di voto rapporti etc… … e le circostanze della relativa conclusione : vicende storiche che hanno portato alla stipulazione del trattato. Accanto ai canoni ermeneutici supplementari elencati espressamente dalla Convenzione di Vienna esistono ulteriori criteri interpretativi tra gli stessi collocabili Carattere meramente esemplificativo dellart. 32

35 Segue 35 I mezzi supplementari dinterpretazione Articolo 32 della Convenzione di Vienna In ambito tributario tra i mezzi supplementari non rientra molto: - I lavori preparatori sono scarsi attesa la possibilità di adottare Modelli (OCSE; ONU; etc…) di formazione già estremamente avanzata. - Le trattative si svolgono in via confidenziale.

36 36 Linterpretazione dei testi redatti in più lingue ufficiali Articolo 33 della Convenzione di Vienna Il problema affrontato da tale norma è: se il trattato è redatto in due o più lingue e i termini utilizzati hanno significati diversi nelle diverse lingue, come devo operare linterprete qualora si rilevi insufficiente il disposto degli artt. 31 e 32 ?

37 Segue 37 Linterpretazione dei testi redatti in più lingue ufficiali Articolo 33 della Convenzione di Vienna 1.Quando un trattato è stato autenticato in più lingue, il suo test fa fede in ciascuna di queste lingue, a meno che il trattato disponga o che le parti convengano che in caso di divergenze un testo prevarrà. 2.Una versione del Trattato in una lingua diversa da una di quelle nelle quali il testo è stato autenticato sarà considerata come autentica soltanto se il trattato lo prevede o le parti lo hanno convenuto. 3.I termini di un trattato sono presunti avere il medesimo senso nei diversi testi autentici. 4.Allinfuori del caso in cui un testo determinato prevalga in conformità al par. 1. quando il confronto dei testi autentici fa apparire una differenza di significato che lapplicazione degli artt. 31 e 32 non permette di eliminare, si adotterà il significato che, tenuto conto delloggetto e dello scopo del trattato, concilia meglio questi testi

38 Segue 38 Linterpretazione dei testi redatti in più lingue ufficiali Articolo 33 della Convenzione di Vienna 1.Quando un trattato è stato autenticato in più lingue, il suo test fa fede in ciascuna di queste lingue, a meno che il trattato disponga o che le parti convengano che in caso di divergenze un testo prevarrà. 2.Una versione del Trattato in una lingua diversa da una di quelle nelle quali il testo è stato autenticato sarà considerata come autentica soltanto se il trattato lo prevede o le parti lo hanno convenuto. 3.I termini di un trattato sono presunti avere il medesimo senso nei diversi testi autentici. 4.Allinfuori del caso in cui un testo determinato prevalga in conformità al par. 1. quando il confronto dei testi autentici fa apparire una differenza di significato che lapplicazione degli artt. 31 e 32 non permette di eliminare, si adotterà il significato che, tenuto conto delloggetto e dello scopo del trattato, concilia meglio questi testi

39 39 Ruolo del Commentario al Modello OCSE Che ruolo ha – ai fini interpretativi – il Commentario??? Premessa: Il Modello OCSE è una recommendation emanata dallorganizzazione internazionale allunanimità nei confronti di tutti gli Stati membri ai sensi dellart. 5, co. 1, lett.b) del Trattato istitutivo dellOCSE, pertanto NON VINCOLANTE.

40 Segue 40 Ruolo del Commentario al Modello OCSE Ciò nonostante limportanza del Modello OCSE e del suo Commentario ai fini interpretativi è ben illustrata nello stesso Commentario: -Punto 3 del Commentario: member countries, when concluding or revising bilateral conventions, should conform to this Model Convention, as interpreted by the Commentaries (…) ; -Punto 28 del Commentario: Il Commentario ha il preciso compito di illustrate or interpret le disposzioni della convenzione; -Punto 29 del Commentario: I commentari are of special importance in the development fiscal law; -Punto 29.1 e 2 del Commentario: le amministrazioni fiscali prendono atto del peso notevole del Commentario al fine di orientare il contribuente nelle sue scelte di fiscalità internazionale. -Punto 29.3 del Commentario: Si sottolinea la prassi di tutti gli Stati di apporre riserve al Commentario sulle questioni interpretative

41 Segue 41 Ruolo del Commentario al Modello OCSE Che ruolo ha – ai fini interpretativi – il Commentario??? La dottrina è divisa: mezzo interpretativo primario di cui allart. 31, par. 2, lett. b) mezzo interpretativo supplementare il Commentario attribuisce significati speciali

42 Segue 42 Ruolo del Commentario al Modello OCSE Che ruolo ha – ai fini interpretativi – il Commentario??? Nessun dubbio sul valore interpretativo del Commentario: Lapplicazione che del testoconvenzionale viene fatta nei vari Stati misura la portata con cui sono assunti e soddisfatti gli obblighi internazionali necessità che gli impegni assunti con i trattati siano eseguiti in modo uniforme PRIMARIO OBIETTIVO : raggiungimento di una interpretazione UNIFORME

43 Segue 43 Ruolo del Commentario al Modello OCSE Che ruolo ha – ai fini interpretativi – il Commentario??? Ciò premesso: Collocazione più appropriata: mezzo di interpretazione primaria Mancanza dellelemento della sua predisposizione in coincidenza con la stipulazione Collocazione più agevole: mezzo di interpretazione supplementare

44 44 Modello di convenzione OCSE: il campo di applicazione della convenzione Articolo 2 - Imposte considerate - Imposte sul reddito e sul patrimonio prelevate per conto di uno Stato dalle sue suddivisioni politiche o dei suoi enti locali - In particolare: nello Stato a): … nello Stato b): … Applicazione alle imposte di natura identica o analoga obbligo di comunicazione

45 45 Modello di convenzione OCSE: il campo di applicazione della convenzione Articolo 1 La presente convenzione si applica alle persone che sono residenti di uno o entrambi gli stati membri

46 46 Modello di convenzione OCSE Articolo 4 - Residenza Ai fini della presente convenzione, lespressione residente di uno Stato contraente designa ogni persona che, in virtù della legislazione di detto Stato, è ivi assoggettata ad imposta a motivo del suo/della sua: domicilio/residenza sede di direzione ogni altro criterio di natura analoga Tale espressione non comprende le persone che sono assoggettate ad imposta in detto Stato soltanto per il reddito che esse ricavano da fonti situate in detto Stato (…)

47 47 Modello di convenzione OCSE Articolo 4 - Residenza Residenza di una persona fisica in entrambi gli Stati contraenti tie-breaker rules per attribuire la residenza ai fini pattizi: abitazione permanente centro degli interessi vitali luogo di soggiorno abituale nazionalità In caso di inidoneità dei criteri precedenti accordo tra le autorità competenti degli Stati contraenti

48 48 Modello di convenzione OCSE Articolo 4 - Residenza Residenza di una società in entrambi gli Stati contraenti tie-breaker rule per attribuire la residenza ai fini pattizi: sede della direzione effettiva Commentario allArt. 4

49 Segue 49 Modello di convenzione OCSE Gli artt. dal 6 al 22 attengono alle disposizioni sostanziali. Tali disposizioni possono essere suddivise in tre gruppi: a)Norme che permettono la tassazione del reddito in un solo Stato; b)Norme che permettono la tassazione del reddito in entrambi Stati, con un limite massimo di ritenuta nel Paese della fonte; c)Norme che permettono la tassazione del reddito in entrambi gli Stati, senza limiti di imposizione nel Paese della fonte.

50 Segue 50 Modello di convenzione OCSE a)Norme che permettono la tassazione del reddito in un solo Stato. Rientrano in tale gruppo le norme che prevedono lassoggettamento ad imposta – reddito o patrimonio – in un solo Stato che è, nella maggior parte dei casi, lo Stato di residenza. Es: art. 12 (royalties): quando le royalties sorgono in uno Stato contraente, ma sono corrisposte ad un residente dellaltro Stato contraente, sono tassate solo in questultimo Stato se tale residente ne è il beneficiario.

51 Segue 51 Modello di convenzione OCSE a)Norme che permettono la tassazione del reddito in un solo Stato. Similmente gli artt. 14 ( redditi di lavoro indipendente), 15 (redditi di lavoro dipendente), 18 (pensioni), operano in modo che il profitto sia tassabile in uno solo dei due Stati. N.B. Loperatività di tali disposizioni è diretta: il reddito è tassabile sono in uno dei due Stati; laltro dovrà esentare tale reddito.

52 Segue 52 Modello di convenzione OCSE b)Norme che permettono la tassazione del reddito in entrambi Stati, con un limite massimo di ritenuta nel Paese della fonte. Ripartizione delle pretese impositive: imposizione massima nello Stato della fonte Es: artt. 10 e 11 (dividendi ed interessi): tax sharing per dividendi e interessi imposizione massima nello Stato della fonte. In particolare lart.11 prevede che gli interessi provenienti da uno Stato contraente e pagati ad un residente dellaltro Stato contraente sono imponibili in detto altro Stato. Tali interessi possono essere assoggettati ad imposta anche nel Paese della fonte – in conformità alle norme di quello Stato – ma, se il destinatario è il reale beneficiario, la ritenuta imposta non dovrà eccedere il 10% dellammontare lordo degli interessi.

53 Segue 53 Modello di convenzione OCSE b)Norme che permettono la tassazione del reddito in entrambi Stati, con un limite massimo di ritenuta nel Paese della fonte. N.B.: Loperatività di tali norme deve essere considerata in congiunzione con lart. 23 – metodi per eliminare la doppia imposizione – che in questo caso opera allo stesso modo in entrambe le versioni: lo Stato della fonte deve limitare la trattenuta alla fonte ad un massimo del 10%. Anche lo Stato di residenza può tassare gli interessi, ma in tal caso, deve concedere un credito dimposta per la ritenuta effettuata dallo Stato della fonte.

54 segue 54 Modello di convenzione OCSE c)Norme che permettono la tassazione del reddito in entrambi gli Stati, senza limiti di imposizione nel Paese della fonte. Rientrano in tale gruppo le norme che prevedono lassoggettamento ad imposta – reddito o patrimonio – in entrambi gli Stati contraenti, senza limiti di imposizione nel paese della fonte.

55 segue 55 Modello di convenzione OCSE Es: art. 6 (redditi immobiliari): il reddito percepito da un residente di uno Stato contraente, derivante da proprietà immobiliare situata in un altro Stato contraente, può essere tassato in questultimo Stato. Tale reddito può essere, quindi, tassato nello Stato della fonte, ma la norma non restringe in alcun modo il diritto dimposizione dello Stato di residenza del beneficiario. ENTRAMBI GLI STATI POSSONO FAR VALERE LA PROPRIA PRETESA IMPOSITIVA IN RELAZIONE ALLO STESSO REDDITO

56 segue 56 Modello di convenzione OCSE In tale ipotesi, la normativa prevista dallart. 23 presenta delle differenze tra le due versioni: (i)23 A. : Se lo Stato di residenza utilizza il metodo dellesenzione, il reddito soggetto a tassazione nel Pese della fonte, dovrà essere esentato nel Paese di residenza; (ii)23 B. : Se lo Stato di residenza utilizza il metodo del credito dimposta, il reddito sarà soggetto a tassazione in tale Pese, ma questultimo dovrà concedere un credito per limposta pagata nello Stato della fonte.

57 57 L articolo 25, paragrafi 1 e 2 Procedura amichevole quando una persona ritiene che le misure adottate da uno o da entrambi gli Stati contraenti comportino o comporteranno per lei una imposizione non conforme alle disposizioni della presente Convenzione, essa può, indipendentemente dai ricorsi previsti dalla legislazione nazionale di detti Stati, sottoporre il suo caso allautorità competente dello Stato contraente di cui è residente, se il suo caso rientra nella previsione del paragrafo 1 dellarticolo 24, a quello dello Stato contraente di cui possiede la nazionalità. Il caso deve essere sottoposto entro tre anni che seguono prima della notifica della misura che comporta una imposizione non conforme alle disposizioni della Convenzione.

58 58 L articolo 25, paragrafo 3 Le c.d. interpretative and legislative provisions Le autorità competenti degli Stati contraenti faranno del loro meglio per risolvere per via di amichevole composizione le difficoltà o i dubbi inerenti all'interpretazione o allapplicazione della Convenzione. Esse potranno altresì consultarsi per eliminare la doppia imposizione nei casi non previsti dalla Convenzione.

59 59 L articolo 25, paragrafo 4 Le autorità competenti degli Stati contraenti potranno comunicare direttamente tra loro, anche attraverso una commissione congiunta formata dalle autorità stesse o da loro rappresentanti, al fine di pervenire ad un accordo come indicato nei paragrafi precedenti.


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