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Strumenti normativi per una integrazione di qualità Simone Consegnati, LUMSA, Roma.

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Presentazione sul tema: "Strumenti normativi per una integrazione di qualità Simone Consegnati, LUMSA, Roma."— Transcript della presentazione:

1 Strumenti normativi per una integrazione di qualità Simone Consegnati, LUMSA, Roma

2 DIAGNOSI FUNZIONALE come e’… PRIMO PROVVEDIMENTO DOPO LA CERTIFICAZIONE (AMBITO MEDICO) DESCRIZIONE ANALITICA COMPROMISSIONI FUNZIONALI FUNZIONALE AL SOSTEGNO RINNOVATA AD OGNI INIZIO CICLO SCOLASTICO O IN CASO DI VARIAZIONI SIGNIFICATIVE Simone Consegnati, LUMSA, Roma

3 DIAGNOSI FUNZIONALE DIAGNOSI CLINICO-MEDICA VALUTAZIONE PSICOLOGICA E SOCIALE E’ REDATTA DALL’UNITA’ MULTIDISCIPLINARE TERRITORIALE IN COLLABORAZIONE CON LA SCUOLA E CON LA FAMIGLIA Simone Consegnati, LUMSA, Roma

4 DIAGNOSI FUNZIONALE, Come potrebbe essere Dovrebbe e potrebbe diventare una raccolta, partecipata e collaborativa tra le diverse figure di riferimento dell’alunno, che sono veramente funzionali all’integrazione Una diagnosi funzionale è realmente tale solo se: È di immediata utilità per le insegnanti Se riesce a appropriati e di metodi di lavoro efficaci a guidarlo nella scelta degli obiettivi Se riflette le caratteristiche dell’alunno veramente Simone Consegnati, LUMSA, Roma

5 Le aree fondamentali della diagnosi funzionale Dati amnestici, clinico-medici, familiari e sociali Livelli di competenza raggiunti nelle aree fondamentali dello sviluppo Livelli di competenze raggiunti rispetto agli obiettivi della classe Aspetti psicologici, affettivo emotivi, relazionali e comportamentali Simone Consegnati, LUMSA, Roma

6 Dati amnestici, clinico-medici, familiari e sociali Si riferisce alla situazione fisica, organica dell’alunno Fondamentali le collaborazioni con specialisti Dividere questo primo punto in tre campi di informazione: 1. La storia clinica dell’alunno 2. Situazione attuale dell’alunno 3. Gli effetti riscontrati o prevedibili sulla prassi scolastica, con riferimento a limitazioni e precauzioni Simone Consegnati, LUMSA, Roma

7 LIVELLI DI COMPETENZA RAGGIUNTI NELE AREE FONAMENTALI DELLO SVILUPPO Compito dell’équipe è di confrontare ciò che l’alunno sa e non sa fare con ciò che idealmente dovrebbe saper fare Questa seconda parte esplora il livello di funzionamento generale dell’alunno Le aree generali da esplorare sono: 1. Abilità cognitive e metacognitive (attenzione, memoria,problem solving) 2. Abilità di comunicazione e linguaggi (volontà e capacità di saper comunicare) 3. Abilità interpersonali e sociali (mantenere rapporti interpersonali) 4. Autonomia personale (cura di se, controllo sfinteri, ecc) 5. Autonomia sociale (acquisti,mezzi di trasporto, ecc) 6. Motricità e percezione (motricità globale e fine) 7. Gioco e abilità espressive (attività ludiche, hobby,sport) Simone Consegnati, LUMSA, Roma

8 Livelli raggiunti rispetto al gruppo classe Questa dimensione ha senso solo se si punta ad una vera integrazione (rischio “parcheggio” e “aulette speciali”) Fondamentale riuscire a trovare punti di contatto tra le abilità dell’alunno e il resto della classe. Tali obiettivi saranno: 1. “a portata di apprendimento”, vicini alle sue competenze 2. Inerenti alla disciplina trattata Per far questo è necessario: 1. Conoscenza approfondita dell’alunno 2. Adeguata “semplificazione”, riduzione obiettivi disciplinari Simone Consegnati, LUMSA, Roma

9 Aspetti psicologici, affettivo emotivi, relazionali e comportamentali Lavoro che punti al ben-essere globale dell’alunno Si “umanizza” la diagnosi funzionale, la si rende strumento di personalizzazione Percezione dell’alunno come “persona che apprende” Alunno come persona complessa e non più ridotta all’idea di persona che sa o non sa fare ciò che gli adulti si aspettano da lui Simone Consegnati, LUMSA, Roma

10 Diagnosi funzionale Come si fa Come si dovrebbe fare Alunno solo come disabile Conoscenza approssimativa Prevalenza ambito medico Non da indicazioni didattiche Alunno come persona Conoscenza approfondita Visione globale Offre spunti didattici e non Simone Consegnati, LUMSA, Roma

11 Il profilo Dinamico Funzionale Definisce la situazione di partenza e le tappe di sviluppo da conseguire E’ realizzato sulla base del contributo dato da ogni componenti del GLH Si rivolge alle aree degli apprendimenti, della socializzazione e delle autonomie (difficoltà e potenzialità) Va compilato nei mesi di marzo/aprile a.s. precedente Dalla scuola dell’infanzia alla secondaria di secondo grado Simone Consegnati, LUMSA, Roma

12 Il Profilo Dinamico Funzionale Viene verificato “in via orientativa” alla fine: Della seconda primaria Quarta primaria Secondo anno secondaria primo grado Fine biennio secondaria secondo grado Fine del quarto anno secondaria secondo grado E lo aggiorna periodicamente a conclusione della scuola dell’infanzia, primaria, secondaria di primo grado e di secondo grado Simone Consegnati, LUMSA, Roma

13 Dalla diagnosi funzionale al profilo dinamico funzionale Dimensione collegiale che punta a sintetizzare: 1. Punti di forza, i livelli raggiunti/autonomie 2. Deficit, difficoltà, carenze,incapacità 3. Relazioni di influenza tra le caratteristiche personali Obiettivo di ricostruire una sintesi integrata per comprendere a fondo le caratteristiche dell’alunno, trasformandole in: Obiettivi a lungo termine Obiettivi a medio termine Obiettivi a breve termine Simone Consegnati, LUMSA, Roma

14 GLI OBIETTIVI OBIETTIVI A LUNGO TERMINE: costituiscono la bussola e la mappa dell’intervento pedagogico. OBIETTIVI A MEDIO TERMINE: raggiungibili nell’arco di alcuni mesi. Richiedono un impegno collettivo nel tempo e una programmazione. OBIETTIVI A BREVE TERMINE: sono l’aspetto quotidiano dell’agire pedagogico, si ottengono attraverso il lavoro costante in classe. Simone Consegnati, LUMSA, Roma

15 PROFILO DINAMICO FUNZIONALE FUNZIONE RACCORDO DOCUMENTAZIONE NELLA DF E DEI DIVERSI SPCIALISTI NELL’OTTICA DELL’INTEGRAZIONE PUNTA ALLA CONOSCENZA PIENA STUDENTE FINALIZZATA AD UN INTEVENTO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO PER ESSERE FUNZIONALE DEVE ESSERE PRATICO, CONCRETO, DI USO QUOTIDIANO E’ DINAMICO COME LO E’ LA PERSONA Simone Consegnati, LUMSA, Roma

16 PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO A COSA SERVE??? A GARANTIRE IL DIRITTO ALL’INTEGRAZIONE SCOLASTICA DEGLI ALUNNI CON CERTIFICAZIONE Simone Consegnati, LUMSA, Roma

17 Piano Educativo Individualizzato Documento nel quale sono descritti interventi e percorsi integrati alla programmazione di classe E’ un progetto globale di vita dell’alunno Deve indicare la proposta relativa alle risorse necessarie: ore sostegno, ore aggiuntive, assistenza per autonomia e comunicazione, ausili, sussidi Sono definiti interventi finalizzati alla piena realizzazione dell’educazione, istruzione e integrazione Discusso e redatto dal GLH Deve essere firmato per accettazione dai genitori (e membri GLH) Simone Consegnati, LUMSA, Roma

18 Piano Educativo Individualizzato Gli strumenti didattici devono essere formulati da tutti i docenti (art 12 comma 5 legge 104/82) Il PEI può prevedere la riduzione o sostituzione dei contenuti delle discipline (per tutte le scuole di tutti gli ordini e gradi) La valutazione avrà esito positivo qualora si verifichi che vi siano progressi rispetto ai livelli iniziali degli apprendimenti Simone Consegnati, LUMSA, Roma

19 Il PEI L’obbligo scolastico può adempiersi fino ai 18 anni d’età Per le scuole superiori:  Pei semplificato o per obiettivi minimi Diploma  Pei Differenziato Attestato In caso di pareri divergenti tra scuola e famiglia, prevale la volontà della famiglia!!!! … ma in tal caso l’alunno sarà valutato come tutti gli altri! In caso di più insegnanti di sostegno potranno esprimere un solo voto! Simone Consegnati, LUMSA, Roma

20 Il PEI Quanto all’oggetto della valutazione i docenti per il sostegno devono valutare il livello di inclusione raggiunto dall’alunno assegnato e dai suoi compagni Essi devono valutare sulla base degli obiettivi dell’integrazione scolastica sanciti dall’art. 12 comma 3 104/92 (come espressamente riportato dal DPR 122/09) Tali obiettivi sono: Gli apprendimenti nella loro globalità La crescita nella comunicazione La crescita nella socializzazione La crescita nelle relazioni Simone Consegnati, LUMSA, Roma

21 PIANO EDUCATIVO INDIVIDUALIZZATO COME LO FA? ATTRAVERSO L’INDIVIDUAZIONE DI FINALITA’ E OBIETTIVI DIDATTICI INDIVIDUALIZZATI QUANDO SI FA? SI DEFINISCE ENTRO IL SECONDO MESE DELL’ANNO SCOLASTICO Simone Consegnati, LUMSA, Roma

22 Principali riferimenti normativi (recenti): Linee guida per l’inclusione scolastica (4/8/2009) Legge 170/2010 per i DSA Linee guida applicative 12/7/2011 D.M. BES 27/12/2012 e Circolare applicativa n.8 del 6/3/2013 Simone Consegnati, LUMSA, Roma

23 D.M. BES 27/12/2012 e Circolare applicativa n.8 del 6/3/ BES Destinatari 1. Alunni con disturbi specifici 2. Alunni con deficit da disturbo dell’attenzione e dell’iperattività 3. Funzionamento cognitivo limite Adozione di strategie di intervento per i BES Formazione 2 Organizzazione territoriale per l’ottimale realizzazione dell’inclusione scolastica I CTS - Centri Territoriali di Supporto: distribuzione sul territorio Funzioni dei Centri Territoriali di Supporto Regolamento dei CTS Organizzazione interna dei CTS Simone Consegnati, LUMSA, Roma

24 Funzioni dei Centri Territoriali di Supporto 1. Informazione e formazione 2. Consulenza 3. Gestione degli ausili e comodato d’uso 4. Buone pratiche e attività di ricerca e sperimentazione 5. Piano annuale di intervento 6. Risorse economiche 7. Promozione di intese territoriali per l’inclusione Simone Consegnati, LUMSA, Roma

25 Organizzazione interna dei CTS 1. Il Dirigente Scolastico 2. Gli Operatori. Équipe di docenti curricolari e di sostegno specializzati 3. Il Comitato Tecnico Scientifico 4. Referente regionale dei CTS 5. Coordinamento nazionale dei CTS 6. Portale Simone Consegnati, LUMSA, Roma

26 Cosa sono i BES? Secondo la D.M del 27/12/2012 Quest’area dello svantaggio scolastico, che ricomprende problematiche diverse, viene indicata come area dei Bisogni Educativi Speciali. Vi sono comprese tre grandi sotto-categorie:  Disabilità  Disturbi evolutivi specifici (DSA, ADHD,coordinazione motoria)  Dello svantaggio socio-economico,linguistico, culturale A tutte queste tipologie la direttiva estende i benefici della L. 170/2010, cioè le misure compensative e dispensative Simone Consegnati, LUMSA, Roma

27 Individuazione dei destinatari Alunni con disabilità  L’Articolo 12, comma 5 della Legge 104/92 e l’articolo 2 del DPR del 24 febbraio 1994 stabiliscono la necessità di una certificazione medico legale di disabilità.  Secondo la legge la persona con disabilità è solo quella che, a causa di un evento pre-peri-post natale abbia una minorazione stabilizzata o pregressiva che sia causa di emarginazione. Simone Consegnati, LUMSA, Roma

28 Individuazione dei destinatari Alunni con DSA Diagnosi deve pervenire dalla ASL o centro convenzionato o accreditato Può essere correttamente effettuata solo dopo la 2 classe della primaria Per gli alunni che devono sostenere esami di Stato diagnosi deve pervenire entro il 31 marzo Simone Consegnati, LUMSA, Roma

29 Individuazione dei destinatari Non tutti i casi di svantaggio possono avere causa sanitaria ed essere certificati In mancanza di diagnosi medica occorre fare riferimento a situazioni oggettive (segnalazioni Servizi o status di stranieri) Ma … Simone Consegnati, LUMSA, Roma

30 In mancanza di dati oggettivi? La Circolare precisa che in mancanza di dati oggettivi ha stabilito che siano i docenti del Consiglio di classe a decidere, ove necessario a maggioranza, se l’alunno versi in caso di svantaggio che meriti dei benefici didattici previsti L’esito della deliberazione deve essere verbalizzato, con l’individuazione delle ragioni e l’indicazione dei singoli interventi didattici Simone Consegnati, LUMSA, Roma

31 Strumenti didattici  Alunni con disabilità DF PDF PEI PROGETTO DI VITA POSSONO ESSERE PRESENTI: Tempi più lunghi Uso di tecnologie Prove equipollenti Ore di docente specializzato sul sostegno e assistenza Simone Consegnati, LUMSA, Roma

32 Strumenti didattici  Alunni con DSA Il consiglio di classe deve predisporre un Progetto Didattico Personalizzato (PDP) Nel PDP deve essere indicato: Dati anagrafici dell’alunno Tipologia del disturbo Attività didattiche individualizzate Attività didattiche personalizzate Strumenti compensativi utilizzati Misure dispensative adottate Forme di verifica e valutazione personalizzate (MIUR, DM, 2011, pag. 8) Simone Consegnati, LUMSA, Roma

33 Strumenti didattici  Alunni con altri BES Fermo restando l'obbligo di presentazione delle certificazioni per l'esercizio dei diritti conseguenti alle situazioni di disabilità e di DSA, è compito doveroso dei Consigli di classe o dei teams dei docenti nelle scuole primarie indicare in quali altri casi sia opportuna e necessaria l'adozione di una personalizzazione della didattica ed eventualmente di misure compensative o dispensative, nella prospettiva di una presa in carico globale ed inclusiva di tutti gli alunni. Simone Consegnati, LUMSA, Roma

34 Alunni con altri BES … riflessioni  La scuola non è chiamata ad identificare gli alunni con BES, ma quelli che hanno bisogno di una personalizzazione, definita in un PDP  Il PDP non è conseguenza dell’individuazione del bisogno, ma parte integrante dell’identificazione del bisogno (questo alunno è con BES perché secondo la scuola ha bisogno di un PDP)  La scuola deve aver chiaro fin dall’inizio il tipo di intervento che intende attuare con quello specifico alunno Simone Consegnati, LUMSA, Roma

35 PEIPDP per alunni con DSA PDP per alunni con altri BES È obbligatorio?Sì, in base alla L.104/92 e al DPR 24/2/92 Obbligo implicito dalla L.170/10 e indicato dalla Linee Guida La stesura del PDP è contestuale all’individuazione dell’alunno con BES. Non vi è obbligo ma atto di discrezionalità della scuola Chi lo redige? Chi ne è responsabile? Scuola e Servizi socio- sanitari Scuola, che può chiedere il contributo di esperti Quali vincoli?Il PEI deve essere in linea con quanto espresso nella certificazione, DF e PDF Il PDP coerente con le indicazioni presenti nella certificazione di DSA Il PDP tiene conto di eventuali diagnosi o relazioni cliniche consegnate alla scuola Ruolo della famigliaCollabora per la stesura del PEI (DPR 24/2/94) Il PDP viene redatto in raccordo con la famiglia (Linee Guida 2011) Il PDP è il risultato dello sforzo tra scuola-famiglia (CM n. 8 del 6/3/13) Sono definiti i contenuti dalla normativa? Solo negli obiettivi generali. Un’articolazione dettagliata può avvenire a livello locale I contenuti minimi del PDP sono nelle Linee Guida sui DSA del 2011 No Chi costruisce modelli per la compilazione? E’ competenza della scuola e dei servizi che ne hanno pari responsabilità La scuola è libera di scegliere i modelli più efficaci Simone Consegnati, LUMSA, Roma

36 IL PIANO DIDATTICO PERSONALIZZATO Cosa è Chi lo realizza A cosa serve Struttura Simone Consegnati, LUMSA, Roma

37 Adozione di strategie di intervento per i BES Il Piano Didattico Personalizzato Non è un adempimento burocratico ma uno strumento di pianificazione Deve essere valutato in termini di efficacia, deve funzionare cioè essere idoneo a raggiungere gli obiettivi prefissati Se un PDP non è in grado di modificare nulla, se si continua ad insegnare come lo si faceva prima … è uno strumento inutile! Simone Consegnati, LUMSA, Roma

38 Il PDP Non si conclude nel momento in cui viene approvato, anzi inizia con la sua compilazione E’ uno strumento che deve essere usato, letto, consultato frequentemente Deve prevedere procedure di valutazioni iniziali, finali e in itinere Simone Consegnati, LUMSA, Roma

39 Le indicazioni del PDP devono essere Significative, individuare e selezionare le attività o modalità di insegnamento più importanti, in grado di portare al cambiamento Realistiche, considerare i vincoli ed evitare promesse o prestazioni irrealizzabili Coerenti, evitare contraddizioni interne e difformità ingiustificate tra insegnanti e discipline Concrete e verificabili, evitare affermazioni generiche e vaghe perché improduttive Simone Consegnati, LUMSA, Roma

40 Contenuti indispensabili del PDP DSA Contenuti del PDP necessari secondo le linee guida MIUR del 2011 Altri BES Quali contenuti trovare? Dati anagrafici dell’alunnoConfermati anche per i BES Tipologia del disturboBisogni educativi, eventuali diagnosi o indicazioni cliniche. Punti di forza e debolezza (personali/ambientali) Attività didattiche individualizzateAttività didattiche individualizzate e personalizzate calibrate su livelli minimi attesi Adattamenti e facilitazioni Interventi sulla classe/con la classe Attività didattiche personalizzate Strumenti compensativi usatiSi indicheranno solo se presenti e veramente utili Misure dispensative utilizzateSi indicheranno solo se necessarie Forme di verifica e valutazione personalizzateConfermate anche per i BES Impegni della famiglia/patto con la famiglia (non prevista delle Linee guida, ma presente in molti modelli di PDP) Se ci sono le condizioni: impegni della famiglia Simone Consegnati, LUMSA, Roma

41 Compensare  Rappresenta un’azione che mira a ridurre gli effetti negativi del disturbo per raggiungere comunque prestazioni funzionalmente adeguate  Un’efficace azione C. può arrivare a fornire competenze in grado di ridurre le difficoltà operative e funzionali che comporta Simone Consegnati, LUMSA, Roma

42 Gli strumenti compensativi devono: Esistere: parlando di BES le situazioni in cui non esistono strategie compensative sono la regola. Funzionare: se non compensano, cioè se non bilanciano il disturbo o la difficoltà, non servono Essere convenienti: occorre confrontare vantaggi/svantaggi che derivano dall’uso di strumenti compensativi Simone Consegnati, LUMSA, Roma

43 A proposito di strumenti … Ha senso prevedere misure dispensative per tutti gli alunni con BES? Simone Consegnati, LUMSA, Roma

44 Dispensare  Rappresenta una presa d’atto della situazione e ha lo scopo di evitare che il disturbo possa comportare un insuccesso scolastico (e non solo) con ricadute personali gravi  Le azioni D. non rappresentano mai una soluzione, neppure indiretta, ai problemi degli alunni con DSA Simone Consegnati, LUMSA, Roma

45 Quindi … Compensare e dispensare sono la stessa cosa? Quali interventi devono essere considerati per primi? Quali i rischi di un intervento esclusivamente basato su strategie Compensativi e strumenti dispensativi? Simone Consegnati, LUMSA, Roma

46 Non basta solo compensare e dispensare Parole chiave L 170/2010 Approccio quantitativo: fornire qualcosa in più/consentire che vengano svolte prestazioni in meno Il primo obiettivo del PDP è individuare un sistema efficace per portare l’alunno a superare i suoi limiti e arrivare ad imparare Simone Consegnati, LUMSA, Roma

47 Gli interventi  Dispensativi: non risolvono i problemi esistenti, ma permettono che non ne emergano di nuovi  Compensativi: sistema alternativo per raggiungere l’obiettivo didattico/formativo, giungendo spesso a risultati funzionalmente equivalenti  Abilitativi : finalizzati a dare abilità, (l’insegnamento, l’autonomia, competenze trasversali, ecc) Simone Consegnati, LUMSA, Roma

48 Strategie inclusive La facilitazione  È fondata sull’aiuto ed è alla base di ogni processo educativo (zona di sviluppo prossimale/scaffolding)  Aiuta a combattere la cosiddetta impotenza appresa  Mel PDP devono essere inserite tra le strategie didattiche e non in una sezione a parte Simone Consegnati, LUMSA, Roma

49 La facilitazione Si basa su un aiuto finalizzato all’autonomia che:  Non è mai eccessivo (si aiuta il minimo indispensabile)  Non è mai deresponsabilizzante (si parte dalle competenze concrete del bambino)  Punta alla sua estinzione (è in un percorso che porta a un metodo di studi autonomo) Simone Consegnati, LUMSA, Roma

50 La strutturazione  Gli interventi di strutturazione hanno lo scopo di adattare il contesto di apprendimento punto a rendere strutturale, cioè insito nel processo, un approccio educativo corretto  Possono essere rivolti a tutti gli studenti o solo agli studenti con BES, a seconda delle reali esigenze  Strutturare significa: Organizzare nel dettaglio i momenti della giornata scolastica Definire e concordare le regole sociali Definire ed esplicitare i compiti particolari da assegnare Modificare la disposizione dei banchi in base alle attività Simone Consegnati, LUMSA, Roma

51 Gli esami Le tutele previste sono solo di due tipi: 1. Avere a disposizione tempi più lunghi 2. Utilizzare strumenti compensativi E’ previsto l’esonero solo della prova scritta della lingua straniera, sostituita da una prova orale. In caso di esonero totale (anche orale) non si ha diritto al diploma, ma ad un attestato (solo per le scuole superiori) Simone Consegnati, LUMSA, Roma

52 Il gruppo di lavoro per l’inclusione (GLI) E’ nominato dal Dirigente e formato da tutte le risorse specifiche e di coordinamento: Funzioni strumentali Insegnanti specializzati sul sostegno AEC Assistenti alla comunicazione Docenti con esperienza specifica e/o coordinamento delle classi Genitori Esperti Simone Consegnati, LUMSA, Roma

53 Il gruppo di lavoro per l’inclusione (GLI) Cosa fa?  Rilevazione dei BES (tutti) presenti a scuola  Raccolta e documentazione degli interventi didattico- educativo  Focus/confronto sui casi, consulenza e supporto ai colleghi  Rilevazione, monitoraggio e valutazione del livello di inclusività  Raccolta e coordinamento delle proposte formulate dai singoli GLHO  Si incontra periodicamente  Elabora una proposta di Piano Annuale per l’inclusività Simone Consegnati, LUMSA, Roma

54 Il Piano annuale per l’Inclusivita’ (PAI) E’ un documento-proposta che si realizza dopo un’analisi dei punti di forza e debolezza degli interventi inclusivi realizzati nell’anno Ha l’obiettivo di migliorare l’azione educativa della scuola per tutti gli alunni Va presentato entro giugno al Collegio dei docenti e se approvato all’Ufficio Scolastico Regionale, al Gruppo di Lavoro Interistituzionale Provinciale o Regionale per la presa in carico delle richieste presentate Simone Consegnati, LUMSA, Roma

55 Cosa inserire nel PAI Dati quantitativi:  Rilevazione alunni tutelati L.104/92  Rilevazione alunni tutelati L.170/2010 (DSA, ADHD, ecc)  E’ necessario accompagnare con analisi dei PEI e PDP Elementi Qualitativi, per valutare l’inclusione:  Organizzazione e gestione Spazi e Tempi  Modalità di lavoro (lezione frontale,tutoring,cooperative,)  Risorse da attivare in base ai bisogni: Impiego di personale con competenze specifiche Strumenti che agevolino apprendimento e autonomia Iniziative che rispondano ai bisogni formativi della scuola Simone Consegnati, LUMSA, Roma

56 Verifica A livello di Istituto: ricaduta di iniziative di formazione e informazione proposte a genitori,insegnanti,studenti A livello di classe: ai team docenti spetta il compito di verificare il clima inclusivo ( strategie didattiche, efficacia strumenti compensativi/dispensativi, ecc) Rapporti con la famiglia e Agenzia del Territorio: i genitori sono percepiti come soggetti protagonisti, rappresentati negli Organi Collegiali e con la possibilità di partecipare alle decisioni organizzative/educative della scuola Simone Consegnati, LUMSA, Roma

57 Tutto chiaro? Ora buon lavoro!!!!! Simone Consegnati, LUMSA, Roma


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