La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

INDICE DI PEARL N° di gravidanze per 1200 mesi d’uso N° di gravidanze per 1200 mesi d’usoI.P.= N° di mesi di uso del metodo N° di mesi di uso del metodo.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "INDICE DI PEARL N° di gravidanze per 1200 mesi d’uso N° di gravidanze per 1200 mesi d’usoI.P.= N° di mesi di uso del metodo N° di mesi di uso del metodo."— Transcript della presentazione:

1 INDICE DI PEARL N° di gravidanze per 1200 mesi d’uso N° di gravidanze per 1200 mesi d’usoI.P.= N° di mesi di uso del metodo N° di mesi di uso del metodo

2 INDICE DI PEARL Il contraccettivo ideale dovrebbe avere un I.P.<1 I.P.<1Esempi:  Pillola contraccettiva I.P  Profilattico I.P  Ogino-Knaus I.P

3 I Metodi Contraccettivi Naturali

4 Definizione L’OMS ha definito metodi naturali di contraccezione quei”metodi per pianificare o evitare le gravidanze basati sull’osservazione dei segni e sintomi naturali della fase fertile ed infertile del ciclo mestruale”.

5 Fertilità della donna La fertilità della donna si manifesta ciclicamente e solo nella breve fase del ciclo mestruale, della durata di circa ore, quando l’ovocita maturo, avvenuta l’ovulazione, è libero nella tuba di Falloppio.

6 Fasi del ciclo Prima fase INFERTILE Seconda fase FERTILE Terza fase INFERTILE

7 Importante è il riconoscimento soggettivo di ogni donna di una serie di segni clinici legati al variare dei livelli ormonali durante il ciclo mestruale

8 Quali coppie possono ricorrere a M.C.N.  Coloro che hanno una perfetta conoscenza delle fasi del ciclo mestruale  Le donne che hanno un ciclo regolare

9 Non è consigliabile l’utilizzo M.C.N.  Coloro che non hanno una perfetta conoscenza delle fasi del ciclo mestruale  Le donne che hanno un ciclo irregolare  Le donne che hanno avuto da poco il menarca o sono prossime alla menopausa

10 Efficacia dei metodi naturali Si calcola che nel primo anno d’uso vi sia una quota di fallimento intorno al 20%, la percentuale di gravidanze può essere drasticamente abbassata se i rapporti sessuali vengono limitati al periodo post- ovulatorio.

11 Quali sono i metodi contraccettivi naturali

12 M.C.N.  Ogino-Knaus (o metodo del calendario)  Temperatura basale  Metodo Billings  Sintotermico  Persona

13 Ogino-Knaus Definito anche metodo del calendario, cerca di stabilire la potenziale base fertile =928-11=17 Esso infatti stabilisce rispettivamente il primo e l’ultimo giorno della fase fertile, in media dal 9° giorno al 17° giorno. La quota di fallimento è tra le 14 e le 50 gravidanze su 100 anni/donna. Esso infatti stabilisce rispettivamente il primo e l’ultimo giorno della fase fertile, in media dal 9° giorno al 17° giorno. La quota di fallimento è tra le 14 e le 50 gravidanze su 100 anni/donna.

14 Temperatura Basale Questo metodo utilizza la misurazione giornaliera della temperatura corporea basale, rilevata al mattino a digiuno, al fine di identificare il momento dell’ovulazione, e quindi la fase fertile. L’aumento di T° indica l’ovulazione, e la possibilità di rapporti sicuri dal terzo giorno successivo al massimo aumento della temperatura fino alla comparsa del nuovo ciclo mestruale.

15 Metodo di Billings Nel corso del ciclo mestruale, si verificano delle variazioni nelle caratteristiche del muco cervicale Con l’aumentare dei livelli di estrogeno aumenta la quantità di muco e diminuisce la viscosità Con l’aumentare dei livelli di estrogeno aumenta la quantità di muco e diminuisce la viscosità Con l’aumentare dei livelli di progesterone, il muco diventa scarso e vischioso

16 Metodo di Billings  Dopo la mestruazione, muco cervicale scarso (sensazione di secchezza vaginale)  Prima dell’ovulazione, fluidificazione del muco cervicale, a chiara d’uovo (sensazione di umidità, persiste per circa 3 giorni)  Dopo l’ovulazione, il muco cervicale è scarso e vischioso (sensazione di secchezza vaginale), periodo sicuro dura circa 10 giorni.

17 Metodo di Billings  Metodo soggettivo per ogni donna  Metodo facile da utilizzare: in uno studio del 1981 il 95% delle donne, indipendentemente dalle condizioni socio economiche, si è dimostrato capace di riconoscere il periodo fertile in base alle condizioni del muco  Se usato correttamente, efficace nel 97% dei casi

18 Sintotermico Il metodo sintotermico si basa sulla correlazione tra la temperatura basale e le modificazioni del muco cervicale. Viene definito infertile il periodo in cui dopo tre giorni consecutivi di aumento della temperatura basale, si associa una netta riduzione del muco cervicale, fino alla ricomparsa del nuovo ciclo. L’efficacia del metodo varia da 5-35 gravidanze su 100 anni/donna.

19 Persona Questo metodo utilizza il dosaggio immunologico nelle urine, mediante uno stick dell’estrone-3-glucuronide e dell’LH, per identificare i 6-10 giorni del ciclo mestruale che sono a maggiore rischio di gravidanza. Rilevando la presenza di questi due ormoni (che sono espressione di imminente ovulazione), vengono identificati i giorni fecondi dai non fecondi. Questo metodo è composto da test-stick e da un piccolo monitor che identifica i giorni fertili con il colore rosso, i non fertili con il verde, mentre la comparsa di luce gialla indica la necessità di ripetere il test con le prime urine della giornata.

20 METODI DI BARRIERA Svolgono un’azione meccanica Ostacolo alla penetrazione degli spermatozoi in vagina (Condom) Ostacolo alla penetrazione degli spermatozoi nel canale cervicale (Diaframma)

21 Metodi Di Barriera Diaframma Fin dall’inizio degli anni ’60 metodo contraccettivo più utilizzato in Inghilterra e in America. Attualmente non più di 2-3 milioni di donne nel mondo lo utilizzano

22 Metodi di barriera Diaframma Il materiale di costituzione è la gomma vulcanizzata. Ha una forma a cupola la cui base è costituita da un anello metallico. Inserito in vagina si dispone tra la parete posteriore della sinfisi pubica e il fornice posteriore nascondendo la vagina e la cervice

23 Metodi di Barriera Diaframma Azione contraccettiva  Barriera meccanica al passaggio dello sperma  Impedisce la neutralizzazione dell’ambiente acido vaginale da parte del muco cervicale, rendendolo ostile agli spermatozoi  Efficace vettore per creme e spermicidi

24 Metodi di Barriera Diaframma Si inserisce circa tre ore prima del rapporto e mantenuto in situ per sei ore dopo il rapporto. Non deve essere utilizzato dopo il parto per almeno sei settimane

25 Metodi di Barriera Diaframma Svantaggi rispetto al Condom  Tipo e dimensione del diaframma devono essere adeguate per ogni singola paziente  Necessita di diverse “prove” per assicurarsi del corretto posizionamento

26 Requisiti per un metodo contraccettivo nella fascia di età adolescenziale  Facile reperibilità  Basso costo  Semplicità d’uso  Sicurezza contraccettiva  Minimo coinvolgimento di altri  Possibilità di uso saltuario  Assenza di effetti collaterali  Non interferenza sul futuro riproduttivo  Protezione contro MTS

27 Da un rapporto ASPER pubblicato nel 2000 tra le adolescenti solo il 4,8% delle ragazze utilizza la pillola, la maggioranza usa il profilattico o il coito interrotto e il 16% non utilizza alcun metodo contraccettivo.

28 Efficacia contraccettiva La pillola, assunta correttamente, è la metodica contraccettiva più “sicura”, infatti è gravata da una percentuale di insuccesso compresa tra 0,16- 0,30 casi /100 donne l’anno, segue il profilattico con 3,5- 4 casi /100 donne l’anno, il coito interrotto con 6,5-7 casi /100 donne, gli spermicidi e le schiume con 12 casi/100 donne, i metodi naturali (Ogino-Knaus, Billings, temperatura basale) con oltre 15 casi/100 donne l’anno.

29 CONDOM  Vantaggi: –facile reperibilità –disponibili senza prescrizione e visita medica –assenza di controindicazioni e/o effetti collaterali –costo contenuto –relativa semplicità di uso –buona sicurezza contraccettiva –protezione per MTS –riduzione rischio di K cervice –possibilità di interrompere l’uso quando si desidera  Svantaggi: –scarso passaggio di informazione su uso e su rischio di rottura (sicurezza non elevata) –interferenza con l’atto sessuale –rare manifestazioni allergiche

30 Il profilattico va utilizzato tutte le volte che  si è a rischio di esposizione o trasmissione di una MTS.  si preferisce usare un metodo che si può interrompere in qualunque momento  come metodo di riserva (la partner ha dimenticato di assumere il contraccettivo orale)  esistenza di controindicazioni verso altri metodi contraccettivi  rapporti sessuali solo occasionalmente  preoccupazione degli effetti collaterali di altri metodi

31 Contraccezione ormonale

32  Orale  Pillola monofasica  Pillola bifasica  Pillola trifasica  Minipillola (solo progestinico)  Intercezione (pillola del giorno dopo)  Contraccettivi iniettabili (long-acting)  Impianti steroidei sottocutanei  Anelli vaginali dismettenti steroidi

33 I contraccettivi ormonali più utilizzati sono associazioni tra un estrogeno di sintesi ed un progestinico.

34 Etinil-estradioloEtinil-estradiolo  Caratterizzato nella sua composizione chimica da un anello A insaturo degli estrogeni e da un gruppo etinilico in posizione 17 alfa.

35 Caratteristiche farmacologiche dell’etinil-estradiolo  Dosaggi: 50,35,30,20 e 15 µg/die  Rapido assorbimento dopo somministrazione orale, a livello gastrico.  Solfatazione intestinale  Deconiugazione con riattivazione  Circolo enteroepatico o escrezione con la bile  Importante first-pass metabolism (40-60%) sopratutto per la grande variabilità della coniugazione intestinale  Picco plasmatico dopo 1-2 ore  Emivita variabile da 13 a 27 ore.

36 ProgestiniciProgestinici  Analoghi sintetici del progesterone naturale con modificazioni della struttura molecolare atte a fornire un aumento della potenza farmacologica, attraverso un incremento dell’affinità di legame al recettore e della resistenza al catabolismo dell’organismo, dopo assunzione orale.

37 Progestinici impiegati nei C.O.  17 idrossiderivati del progesterone:  Ciproterone acetato (CPA)  Medrossiprogesterone acetato (MAP)  19 norderivati del testosterone:  Noretisterone acetato  Levonorgestrel (LNG) gestodene (GSD) norgestimato norgestimato desogestrel (DSG) desogestrel (DSG)  Derivati dell’alfa spironolattone: drospirenone

38 Meccanismo d’azione dei C.O.  Diminuzione della secrezione di gonadotropine, con consegunte soppressione dell’attività ovarica, in particolare, dell’ovulazione;  Effetto di tipo progestinico sulle ghiandole cervicali, con aumento della viscosità del muco cervicale e conseguente difficoltà di penetrazione per gli spermatozoi;  Effetto di tipo estro-progestinico sull’endometrio, con soppressione della proliferazione, assenza di mitosi ghiandolari, edema stromale, diminuzione delle secrezioni (asincronismi maturativi), con risultato di una iporecettività all’impianto

39 Effetti positivi della contraccezione orale

40 Ruolo protettivo verso:  Cisti ovariche funzionali  Anemia sideropenica  Dismenorrea  Malattia infiammatoria pelvica  Gravidanze ectopiche  Osteopenia secondaria ad ipoestrogenismo  Acne, seborrea, ipertricosi Ruolo da confermare verso:  Artrite reumatoide  Patologia mammaria benigna  Patologia tiroidea benigna  Ulcera peptica

41 Situazioni in cui l’impiego dei C.O. richiede un’attenta valutazione del rapporto Rischi/Benefici  Anemia falciforme  Colecistopatia asintomatica  Dermopatie estrogeno-correlate  Diabete mellito  Dislipidemia  Emicrania comune  Episodi depressivi  Malattie renali  Morbo di Chron  Patologie che richiedono farmaci induttori enzimatici: epilessia, tubercolosi

42 Altri sistemi di contraccezione ormonale che agiscono a diversi livelli  Preparati iniettabili (MAP): ispessimento del muco cervicale, blocco del picco di LH alterazioni dell’endometrio.  Contraccezione d’emergenza post-coitale: ritardo o blocco dell’ovulazione, riduzione della recettività endometriale all’impianto.  Minipillola:solo progestinico: ipotrofia dell’endometrio  Intrauterina (IUD)  Cerotto contraccettivo (estrogeno e progestinico): attività simil pillola.  Anello vaginale:rilascio di ormoni direttamente in vagina

43 Sistema ormonale intrauterino Sistema ormonale intrauterino

44 Rappresentazione schematica del sistema nell’utero Rappresentazione schematica del sistema nell’utero

45 Sezione longitudinale dell’utero prima dell’inserzione del sistema

46 Sezione trasversale dell’utero in presenza

47 Controindicazioni  Gravidanza in atto  Donna nullipara, soprattutto se è giovane  Storia personale di menorragia o menometrorragia  Storia personale di malattia infiammatoria pelvica  Gravidanza extrauterina tubarica  Ipoplasia uterina

48 Effetti collaterali e complicanze  Possibilità di espulsione spontanea  Menorragie o menometrorragie  Malattia infiammatoria pelvica  Aumentata incidenza di gravidanza extrauterina tubarica

49 Effetti sulla sindrome climaterica: le vampate

50 COS’ E’ UNA VAMPATA? Improvvisa sensazione di calore sulla cute del viso, del collo e del torace di solito accompagnata da sudorazione e in alcuni casi seguita da una sensazione di freddo. E’ una precoce manifestazione della instabilità vasomotoria che segue alla diminuizione degli estrogeni circolanti

51 Osservate in circa il 70% delle donne Dopo circa 9-10 anni dall’ultima mestruazione solo il 28 % delle donne lamenta ancora vampate SPONTANEACHIRURGICA MENOPAUSA VAMPATE

52 La temperatura esterna non influenza il numero delle vampate ma può condizionarne la durata (3min)

53 ORIGINE EXTRAGHIANDOLARE Androstendione surrenalico Estrone fegato Tessuto adiposo

54 NON E’ SOLO UN FENOMENO SOGGETTIVO Modificazioni oggettive fisiologiche  Aumento della temperatura corporea  Diminuizione delle resistenze cutanee  Aumento della conduttanza  Aumento della frequenza cardiaca e respiratoria  Aumento della velocità del flusso sanguigno  Modificazioni elettrocardiografiche Persistono per alcuni minuti dopo la scomparsa della sensazione soggettiva di calore

55 SUDORAZIONE PERSPIRAZIONE RIDUZIONE DELLA TEMPERATURA CORPOREA DI CIRCA 0.2 C

56 PATOGENESI PROBABILE Alterata funzione termoregolatoria centrale che mira a provocare una dispersione di calore dal corpo conseguente ad una errata “lettura” della temperatura centrale da parte dei centri termoregolatori Falsa impressione di diminuizione della temperatura che dà avvio alla vampata, seguita da fenomeni termodispersivi capaci di riportare la temperatura corporea in equilibrio col nuovo set-point

57 SITUAZIONE ORMONALE  La vampata di calore si associa sempre ad un picco di LH  Non si rilevano prima e dopo la vampata fluttuazioni dei livellii di estrone ed estradiolo  La prolattina non presenta modificazioni  Aumento del cortisolo del deidroepiandrosterone e androstenedione

58 Review 46 trials con 17 E2 e CCEE Non sono apparse significative differenze nell’efficacia (buona) sulle vampate di calore (riduzione n° di vampate settimanali significativa rispetto al placebo) e negli effetti non desiderati: tensione mammaria, sanguinamento vaginale. Nelson HD Jama, 2004 April

59 Anello vaginale L’anello vaginale che libera 50 o 100 mcg/die di estradiolo riduce significativamente numero ed intensità dei sintomi vasomotori. Speroff Obstet Gynecol 2003

60 Newsweek, 2002 Jun And now for a hot flash

61 NAMS Il NAMS raccomanda variazioni dello stile di vita insieme con sostanze non ormonali per sintomi di media entità, riservando gli estroprogestinici a quelli più accentuati. Am Fam Physician, Jul 2004

62 DAMES DAMES (Decision at Menopause Study) 293 donne fra i 45 ed i 53 aa. In più della metà erano presenti sintomi accentuati in particolar modo vampate di calore, turbe del sonno e cefalea Menopause, 2004

63 Vampate e carcinoma della mammella Nelle donne operate e trattate per carcinoma della mammella le vampate di calore insorgono rapidamente e sono di grande intensità. Questa sintomatologia è aggravata dall’uso di tamoxifene. Hoda D. et al. Breast J 2003

64 Fattori di rischio Studio con questionario su 6017 donne dimostra che l’età più avanzata, un elevato livello culturale ed esercizi fisici impegnativi diminuiscono il rischio di disturbi vaso- motori, rischio che aumenta con un rapido incremento ponderale, annessiectomia, stile di vita non salutare, concomitanti problemi di salute e/o economici. Nelbrand C et al, Am J Obstet Gynecol, 2003

65 Fattori di rischio di vampate Fumo di sigaretteFumo di sigarette Livelli ormonaliLivelli ormonali Body syzeBody syze Menopausa chirurgicaMenopausa chirurgica razzarazza Whiteman MK et al, J Womens Healt, 2003

66 Over weight L’esercizio fisico moderato – intenso aumenta significativamente la gravità delle vampate di calore, diminuiscono i problemi di memoria. Campione: 173 donne in sovrappeso Aiello EJ et al. Menopause, 2004 Jul - Aug

67 MODIFICAZIONI IN MENOPAUSA Apparato Genito-Urinario

68 Utero  Peso  Volume  Spessore Endometrio (<4-5 mm)  Scomparsa componente ghiandolare Vulva  Assottigliamento cute e sottocute  Riduzione grandi labbra e quasi scomparsa piccole labbra  Diradamento peli pubici

69 Vagina Vagina  Trasudazione parietale e produzione di muco cervicale Secchezza vaginale Secchezza vaginale  Prevalenza di cellule basali povere di glicogeno Acido lattico pH Vaginale (6-8 )  Spessore della mucosa Assenza delle rughe vaginali Fragilità vasale Facilità di erosione Ulcerazioni

70 Rapporti sessuali dolorosi Problematiche di relazione della coppia Danno alla mucosa vaginale Diminuzione della libido e della frequenza dei rapporti sessuali Assenza di stimoli meccanici Ipoestrogenismo Diminuzione delle secrezioni ghiandolari e della trasudazione vaginale Secchezza vaginale MENOPAUSA

71  Produzione fluidi lubrificanti vaginali  Elasticità tessuti genitali  Atrofia mucosa vaginale  Accorciamento vagina  Obliterazione fornici vaginali DISPAREUNI A

72 Uretra Perineo  Tono e tessuto elastico zona perineale Prolasso vescicale, uretrale Perdita angolo uretro- vescicale: Incontinenza urinaria Sindrome uretrale della menopausa: Tenesmo, pollachiuria, disuria, cistiti  Assottigliamento mucosa uretrale

73 SINTOMI DA DEPRIVAZIONE ESTROGENICA Condizioni atrofiche Atrofia vaginale Dispareunia Prurito vulvo vaginale Sindrome del trigono vescicale PollachiuriaDisuriaCistiti

74  HRT migliora la vascolarizzazione della vescica ed attenua la sintomatologia cisto – uretrale dopo la menopausa Battaglia C et al, Ultrasound Obstet Gynecol 1999  I dati confermano la presenza di ER nella parete vescicale e spiegano il ruolo degli estrogeni nel trattamento di disfunzioni del basso tratto urinario in menopausa Blakeman PJ et al, BJOG 2001  La terapia con estrogeni a lungo termine è utile nel trattamento dell’incontinenza urinaria dopo la menopausa. Fleishmann N et al, J. Urol 2002

75 MODIFICAZIONI IN MENOPAUSA SISTEMA CARDIO-VASCOLARE

76 Menopausa e rischio cardio-vascolare Dopo la menopausa (con la cessazione dell’attività ovarica)il rischio di malattie coronariche nella donna si raddoppia e la mortalità per questo tipo di patologie tende ad eguagliarsi nei due sessi intorno ai 65 anni

77 Nappi C. et al., 1998 Mortalità cardio-vascolare La mortalità cardio-vascolare aumenta drammaticamente nella donna di ben 17 volte dai 40 ai 60 anni passando rispettivamente dall’1-1,3 per mille per anno al 22,1 per mille per anno.

78 Effetto degli estrogeni  Sui lipidi e le lipoproteine  Sulla parete arteriosa

79 Estrogeni e lipidi  Riducono i livelli ematici di colesterolo;  Riducono colesterolo LDL ( gli estrogeni in realtà aumentano l’LDL colesterolo, ma aumentano in misura maggiore il suo catabolismo, per cui alla fine i livelli circolanti di LDL-colesterolo risultano diminuiti).  Aumentano colesterolo HDL;  Elevato rapporto HDL/LDL si associa ad un minor rischio cardio-vascolare.

80 Estrogeni ed azione antiossidante Azione anti-aterosclerotica riducendo la possibilità di ossidazione a carico delle LDL e di accumulo dei lipidi sulla parete vasale.

81 Estrogeni e parete arteriosa  Presenza di recettori per tali ormoni sulla parete endoteliale (azione diretta);  Favoriscono la vasodilatazione, mediante l’aumentata produzione di fattori rilassanti (EDRFs endothelial relaxant factors) e la diminuita produzione di fattori contraenti (EDCFs endothelial contraent factors);  Riducendo quindi la possibilità di produzione della placca.

82 Estrogeni e metabolismo delle prostaglandine  Aumentano formazione di prostacicline ed ossido nitrico ad azione vasodilatante;  Riducono il trombossano dotato di azione vasocostrittrice ed aggregante piastrinica,

83 Effetti minori degli estrogeni  Azione inotropa sul cuore  Aumentato metabolismo periferico del glucosio;  Conseguente diminuzione dell’insulinemia, che è dotata di effetto aterogenico sui vasi quando è elevata.

84 CONCLUSIONI La spiegazione più probabile per questo aumento della mortalità femminile per malattie cardio-vascolari sembra essere legata al fatto che l’attività ovarica, in particolare la secrezione estrogenica, conferisce alla donna un effetto protettivo che si perde con lo stabilirsi della menopausa.

85 Struttura dell’osso OssoCorticale Ossotrabecolare

86 Osteoporosi Patologia cronica progressiva che colpisce tutto lo scheletro, caratterizzata da un deficit quantitativo e qualitativo del tessuto osseo, con conseguente aumento della fragilità scheletrica.

87 Osteoporosi È caratterizzata da: riduzione della massa ossea riduzione della massa ossea deterioramento della micro-architettura deterioramento della micro-architettura Fragilità ossea Rischio fratture

88 Modificazioni del tessuto osseo trabecolare (vertebra) Donna normale Donna osteoporotica (con frattura vertebrale) Borah, et al. Anat. Rec. 2001

89 Densità ossea nelle donne Puberty Peak bone mass Menopause Old age Skeletal mass (kg) Age (years) Adapted from Birdwood 1996

90 Osteoporosi: Diagnosi La densità ossea rappresenta il più importante indicatore del rischio di frattura La densità ossea rappresenta il più importante indicatore del rischio di frattura La metodica DXA, a raggi X a doppia energia, rappresenta attualmente il gold standard La metodica DXA, a raggi X a doppia energia, rappresenta attualmente il gold standard

91 Tecniche di valutazione della massa ossea a confronto

92 Definizione di Osteoporosi secondo le indicazioni del WHO WHO Technical Report Series: 843; 1994 DefinizioneNormaleOsteopeniaOsteoporosiSeveraOsteoporosi T-Score > - 1 SD -1 SD > T-Score > SD T-Score > SD Osteoporosi con frattura/e StrategiaPrevenzioneTrattamento


Scaricare ppt "INDICE DI PEARL N° di gravidanze per 1200 mesi d’uso N° di gravidanze per 1200 mesi d’usoI.P.= N° di mesi di uso del metodo N° di mesi di uso del metodo."

Presentazioni simili


Annunci Google