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Www.castelnuovo.us Responsabilità civile e violenza sessuale la direttiva 80/2004 del Consiglio della UE Avv. Andrea Castelnuovo www.castelnuovo.us Via.

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1 Responsabilità civile e violenza sessuale la direttiva 80/2004 del Consiglio della UE Avv. Andrea Castelnuovo Via Giolitti 1 – Torino Tel

2 A) “Del delitto di cui agli artt. 110, 81, comma 1, 610, 605, 61 n. 2, c.p., perché, agendo in concorso tra loro …, dopo avere inseguito con un furgone ed infine bloccato - parandosi davanti ad essa - l’auto … a bordo della quale Tizia e Caia stavano tentando la fuga, nonché costretto - con minaccia e violenza (prendendo … a pugni i vetri dei finestrini dell’autovettura dichiarando che li avrebbero rotti se le ragazze non fossero scese, estraendo poi a forza le ragazze dall’abitacolo e gettandole a terra …) - le ragazze ad uscirne, le privavano della libertà personale, caricandole a forza sul furgone, dal quale Caia riusciva, dopo un breve tratto di strada, a fuggire …, mentre Tizia veniva condotta in località … e ricondotta a distanza di circa sei ore nei pressi dell’abitazione, dopo essere stata indotta a tacitare per telefono le preoccupazioni degli amici che avevano assistititi al sequestro. In Torino ed altrove, nella notte del 16/10/2005, dalle ore 4,15 circa alle ore 10,00 circa”; A) “Del delitto di cui agli artt. 110, 81, comma 1, 610, 605, 61 n. 2, c.p., perché, agendo in concorso tra loro …, dopo avere inseguito con un furgone ed infine bloccato - parandosi davanti ad essa - l’auto … a bordo della quale Tizia e Caia stavano tentando la fuga, nonché costretto - con minaccia e violenza (prendendo … a pugni i vetri dei finestrini dell’autovettura dichiarando che li avrebbero rotti se le ragazze non fossero scese, estraendo poi a forza le ragazze dall’abitacolo e gettandole a terra …) - le ragazze ad uscirne, le privavano della libertà personale, caricandole a forza sul furgone, dal quale Caia riusciva, dopo un breve tratto di strada, a fuggire …, mentre Tizia veniva condotta in località … e ricondotta a distanza di circa sei ore nei pressi dell’abitazione, dopo essere stata indotta a tacitare per telefono le preoccupazioni degli amici che avevano assistititi al sequestro. In Torino ed altrove, nella notte del 16/10/2005, dalle ore 4,15 circa alle ore 10,00 circa”;

3 B) “Del delitto di cui agli artt. 110, 81 cpv., 609 bis 1° comma, 609 ter 1° comma n. 4, 609 octies, 61 n. 5, c.p., perché, agendo in concorso tra loro ed in più persone riunite, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, con minaccia (consistita nel prospettare a Tizia nell’eventualità che non avesse aderito alle loro richieste, di cederla a terzi perché ne disponessero a loro piacimento, di venderla potendo ricavare dalla vendita una somma di circa 6.000/7.000 euro, di portarla in Austria, di farla espatriare, di venderla agli zingari da cui non avrebbe potuto fuggire pena la morte, di farle fare una brutta fine, di utilizzare una pistola per spararle se avesse urlato) e violenza (consistita nel percuoterla con pugni sulla testa) costringevano Tizi compiere e a subire atti sessuali, …. B) “Del delitto di cui agli artt. 110, 81 cpv., 609 bis 1° comma, 609 ter 1° comma n. 4, 609 octies, 61 n. 5, c.p., perché, agendo in concorso tra loro ed in più persone riunite, con più azioni esecutive del medesimo disegno criminoso, con minaccia (consistita nel prospettare a Tizia nell’eventualità che non avesse aderito alle loro richieste, di cederla a terzi perché ne disponessero a loro piacimento, di venderla potendo ricavare dalla vendita una somma di circa 6.000/7.000 euro, di portarla in Austria, di farla espatriare, di venderla agli zingari da cui non avrebbe potuto fuggire pena la morte, di farle fare una brutta fine, di utilizzare una pistola per spararle se avesse urlato) e violenza (consistita nel percuoterla con pugni sulla testa) costringevano Tizi compiere e a subire atti sessuali, ….. Con le aggravanti: - di avere commesso i fatti su persona sottoposta a limitazione della libertà personale - di avere profittato della minorata difesa della parte lesa, in relazione alla giovane età ed alla sproporzione fisica tra vittima e rei

4 Tribunale di Torino, Sez. IV Pen. 25 giugno 2008, n Algostino, Nasi; Pietrini gli imputati, agli arresti domiciliari, sono evasi in prossimità dell’udienza preliminare gli imputati, agli arresti domiciliari, sono evasi in prossimità dell’udienza preliminare Condanna a 14 anni Condanna a 14 anni provvisionale per il danno morale di € : i due rei non hanno pagato provvisionale per il danno morale di € : i due rei non hanno pagato

5 Corte Appello 18/5/2009 n (Russo, Corbo, Vella) Conferma condanna per i tre reati Conferma condanna per i tre reati Non sussistenti aggravanti: Non sussistenti aggravanti: 609 ter n. 4: è assorbita dal sequestro di persona 61 n. 5: non ci sono elementi sufficienti per dire che la capacità di difesa fosse ridotta Riduce la pena da 14 anni a 10 e 6 mesi Riduce la pena da 14 anni a 10 e 6 mesi

6 Cass 15/5/2010 Rigetta il ricorso per inammissibilità Rigetta il ricorso per inammissibilità

7 La causa civile Tizia cita la PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, in persona del Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempore, domiciliata ex lege presso gli uffici dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Torino Tizia cita la PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, in persona del Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempore, domiciliata ex lege presso gli uffici dell’Avvocatura Distrettuale dello Stato di Torino

8 Accertare e dichiarare la responsabilità civile della PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, in persona del Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempore, per la mancata e/o non corretta e/o non integrale attuazione, nella specie a danno di Tizia della Direttiva 2004/80/CE e, più nello specifico, della norma ivi contenuta che dal 1° luglio 2005 impone agli Stati membri dell’Unione Europea di garantire “adeguato” ed “equo” ristoro alle vittime di reati violenti ed intenzionali impossibilitate a conseguire dai loro offensori il risarcimento integrale dei danni subiti e patendi; Accertare e dichiarare la responsabilità civile della PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, in persona del Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempore, per la mancata e/o non corretta e/o non integrale attuazione, nella specie a danno di Tizia della Direttiva 2004/80/CE e, più nello specifico, della norma ivi contenuta che dal 1° luglio 2005 impone agli Stati membri dell’Unione Europea di garantire “adeguato” ed “equo” ristoro alle vittime di reati violenti ed intenzionali impossibilitate a conseguire dai loro offensori il risarcimento integrale dei danni subiti e patendi; Conseguentemente dichiarare tenuta e condannare la PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, in persona del Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempore, al risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali (morali, biologici, esistenziali), tutti subiti e patendi da Tizia causa e per effetto dei reati violenti ed intenzionali commessi contro la sua persona il 16 ottobre 2005, nella misura accertanda in corso di causa (comunque equa ed adeguata), con rivalutazione monetaria e interessi Conseguentemente dichiarare tenuta e condannare la PRESIDENZA DEL CONSIGLIO DEI MINISTRI, in persona del Presidente del Consiglio dei Ministri pro tempore, al risarcimento dei danni, patrimoniali e non patrimoniali (morali, biologici, esistenziali), tutti subiti e patendi da Tizia causa e per effetto dei reati violenti ed intenzionali commessi contro la sua persona il 16 ottobre 2005, nella misura accertanda in corso di causa (comunque equa ed adeguata), con rivalutazione monetaria e interessi

9 L’attrice chiede In materia di danni da violenze sessuali non trovano applicazione specifici criteri tabellari. Non esiste un orientamento consolidata o in fieri, a livello locale o nazionale, da cui trarre ispirazione. In materia di danni da violenze sessuali non trovano applicazione specifici criteri tabellari. Non esiste un orientamento consolidata o in fieri, a livello locale o nazionale, da cui trarre ispirazione.

10 Trib. Torino IV – Dotta n del 3/5/10 Condanna lo Stato per mancato recepimento della direttiva Liquida a Tizia

11 appello L’Avvocatura dello Stato ha impugnato la sentenza sostenendo che lo Stato Italiano non è inadempiente, avendo già predisposto (addirittura prima della Direttiva) strumenti settoriali di tutela indennitaria : terrorismo, mafia, Uno Bianca etc. L’Avvocatura dello Stato ha impugnato la sentenza sostenendo che lo Stato Italiano non è inadempiente, avendo già predisposto (addirittura prima della Direttiva) strumenti settoriali di tutela indennitaria : terrorismo, mafia, Uno Bianca etc.

12 «Convenzione europea relativa al risarcimento delle vittime di reati violenti» del 24 novembre 1983 è necessario introdurre o sviluppare regimi di risarcimento in fa­vore di queste vittime da parte dello Stato sul cui territorio sono stati commessi tali reati, segnatamente per i casi in cui l’autore del reato sia ignoto o privo di mezzi è necessario introdurre o sviluppare regimi di risarcimento in fa­vore di queste vittime da parte dello Stato sul cui territorio sono stati commessi tali reati, segnatamente per i casi in cui l’autore del reato sia ignoto o privo di mezzi Il risarcimento copre “perdita di reddito, spese mediche e ospedaliere, spese funerarie e, per quanto con­cerne le persone a carico, perdita d’alimenti” (art. 3). La Relazione esplicativa indica tra le altre possibili voci di danno risarcibi il “pretium doloris Il risarcimento copre “perdita di reddito, spese mediche e ospedaliere, spese funerarie e, per quanto con­cerne le persone a carico, perdita d’alimenti” (art. 3). La Relazione esplicativa indica tra le altre possibili voci di danno risarcibi il “pretium doloris

13 Operativa in: Albania, Austria, Azerbaijan, Belgio, Bosnia e Erzegovina, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Svezia, Svizzera. Operativa in: Albania, Austria, Azerbaijan, Belgio, Bosnia e Erzegovina, Cipro, Croazia, Danimarca, Estonia, Finlandia, Francia, Germania, Gran Bretagna, Lussemburgo, Norvegia, Paesi Bassi, Portogallo, Repubblica Ceca, Romania, Spagna, Svezia, Svizzera. Italia, Russia, Serbia e Turchia: non solo non hanno ratificato la Convenzione, ma neppure l’hanno sottoscritta… Italia, Russia, Serbia e Turchia: non solo non hanno ratificato la Convenzione, ma neppure l’hanno sottoscritta…

14 Articolo 288, comma 3, Trattato Unione Europea obbligo di recepire la direttiva La direttiva vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi La direttiva vincola lo Stato membro cui è rivolta per quanto riguarda il risultato da raggiungere, salva restando la competenza degli organi nazionali in merito alla forma e ai mezzi

15 Direttiva 2004/80/CE del Consiglio del 29/4/2004 relativa all'indennizzo delle vittime di reato Articolo 12, comma 2 Articolo 12, comma 2 Tutti gli Stati membri provvedono a che le loro normative nazionali prevedano l'esistenza di un sistema di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti commessi nei rispettivi territori, che garantisca un indennizzo equo ed adeguato delle vittime

16 Proposta di direttiva del Consiglio relativa al risarcimento alle vittime di reato /* COM/2002/0562 def. - CNS 2002/0247 */ natura civilistica del risarcimento statale: dà un vantaggio economico al singolo, senza mire sanzionatorie o vantaggio per il pubblico interesse. natura civilistica del risarcimento statale: dà un vantaggio economico al singolo, senza mire sanzionatorie o vantaggio per il pubblico interesse. La base del risarcimento statale alle vittime di reato è l'esistenza di una pretesa civile impossibile da soddisfare, in considerazione dell'insolvibilità dell'autore del reato,magari rimasto ignoto. La base del risarcimento statale alle vittime di reato è l'esistenza di una pretesa civile impossibile da soddisfare, in considerazione dell'insolvibilità dell'autore del reato,magari rimasto ignoto. E’ la sottostante responsabilità civile dell'autore che giustifica e che rende necessario il risarcimento della vittima. E’ la sottostante responsabilità civile dell'autore che giustifica e che rende necessario il risarcimento della vittima. si propongono norme minime, non un'armonizzazione. Quest'ultima non sarebbe appropriata, considerate le attuali differenze tra Stati membri si propongono norme minime, non un'armonizzazione. Quest'ultima non sarebbe appropriata, considerate le attuali differenze tra Stati membri collegare la definizione delle singole voci di danno, ed il calcolo dell'importo del risarcimento, alla disciplina della responsabilità civile per danni esistente in ognuno degli Stati membri collegare la definizione delle singole voci di danno, ed il calcolo dell'importo del risarcimento, alla disciplina della responsabilità civile per danni esistente in ognuno degli Stati membri

17 Lo stato può rendere il risarcimento da parte dello Stato sussidiario rispetto a quello da parte dell'autore del reato. Lo stato può rendere il risarcimento da parte dello Stato sussidiario rispetto a quello da parte dell'autore del reato. un'applicazione rigorosa del principio dell'applicazione sussidiaria potrebbe causare un indebito ritardo per la vittima un'applicazione rigorosa del principio dell'applicazione sussidiaria potrebbe causare un indebito ritardo per la vittima alla vittima è richiesto solo uno sforzo ragionevole. alla vittima è richiesto solo uno sforzo ragionevole. Quando sia sufficientemente chiaro che l'autore del reato non avrà i mezzi per poter pagare i danni alla vittima, si fa eccezione al principio. Quando sia sufficientemente chiaro che l'autore del reato non avrà i mezzi per poter pagare i danni alla vittima, si fa eccezione al principio. non ha senso chiedere alla vittima di affrontare un lungo procedimento per ottenere i danni dall'autore e, in seguito, per cercare di far eseguire la relativa condanna. non ha senso chiedere alla vittima di affrontare un lungo procedimento per ottenere i danni dall'autore e, in seguito, per cercare di far eseguire la relativa condanna. eccezione nei casi in cui, a causa della lunghezza delle indagini di polizia o del procedimento penale, la vittima non sia stata in grado di ottenere l'esame della sua pretesa civilistica da parte della giurisdizione competente. eccezione nei casi in cui, a causa della lunghezza delle indagini di polizia o del procedimento penale, la vittima non sia stata in grado di ottenere l'esame della sua pretesa civilistica da parte della giurisdizione competente. eccezione nel caso in cui la vittima abbia dovuto affrontare degli ostacoli nell'intentare una causa civile contro l'autore del reato. eccezione nel caso in cui la vittima abbia dovuto affrontare degli ostacoli nell'intentare una causa civile contro l'autore del reato. l principio dell'applicazione sussidiaria si può applicare unicamente alla vittima diretta; non ai congiunti. l principio dell'applicazione sussidiaria si può applicare unicamente alla vittima diretta; non ai congiunti.

18 l’obbligazione risarcitoria/indennitaria, sancita dalla direttiva, permane in capo allo Stato Membro nel cui territorio ha avuto luogo la condotta criminosa, a prescindere dalla residenza abituale della vittima l’obbligazione risarcitoria/indennitaria, sancita dalla direttiva, permane in capo allo Stato Membro nel cui territorio ha avuto luogo la condotta criminosa, a prescindere dalla residenza abituale della vittima la direttiva istituisce una rete europea (il “sistema di cooperazione”) per la tutela statale delle vittime di reati intenzionali e violenti la direttiva istituisce una rete europea (il “sistema di cooperazione”) per la tutela statale delle vittime di reati intenzionali e violenti art. 1, “Gli Stati membri assicurano che, se un reato intenzionale violento è stato commesso in uno Stato membro diverso da quello in cui il richiedente l’indennizzo risiede abitualmente, il richiedente ha diritto a presentare la domanda presso un’autorità o qualsiasi altro organismo di quest’ultimo Stato membro”. art. 1, “Gli Stati membri assicurano che, se un reato intenzionale violento è stato commesso in uno Stato membro diverso da quello in cui il richiedente l’indennizzo risiede abitualmente, il richiedente ha diritto a presentare la domanda presso un’autorità o qualsiasi altro organismo di quest’ultimo Stato membro”.

19 Corte di Giustizia UE, sentenza 27/11/2007 (su ricorso di febbraio della Commissione Europea) la Repubblica italiana è stata condannata dalla Quinta Sezione nella causa C ‑ C ‑ 112/07 la Repubblica italiana è stata condannata dalla Quinta Sezione nella causa C ‑ C ‑ 112/07 “Non avendo adottato, entro il termine prescritto, le disposizioni legislative, regolamentari e amministrative necessarie per conformarsi alla direttiva del Consiglio 29 aprile 2004, 2004/80/CE, relativa all’indennizzo delle vittime di reato, la Repubblica italiana è venuta meno agli obblighi ad essa incombenti in forza di tale direttiva

20 Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 204 "Attuazione della direttiva 2004/80/CE relativa all'indennizzo delle vittime di reato" Art. 1. Autorita' di assistenza Allorche' nel territorio di uno Stato membro dell'Unione europea sia stato commesso un reato che da' titolo a forme di indennizzo previste in quel medesimo Stato e il richiedente l'indennizzo sia stabilmente residente in Italia, la procura generale della Repubblica presso la corte d'appello del luogo in cui risiede il richiedente, quale autorita' di assistenza…

21 Art. 8. Copertura finanziaria 1. Per le finalita' di cui al presente decreto e' autorizzata la spesa di euro annui a decorrere dall'anno 2007.

22 Decreto Legislativo 6 novembre 2007, n. 204 "Attuazione della direttiva 2004/80/CE relativa all'indennizzo delle vittime di reato" non attua l’art. 12, comma 2, della Direttiva Si limita a disciplinare la collaborazione transfrontaliera nominando “autorità di assistenza” la Procura Generale c/o Corte Appello stanzia una spesa annua per le finalità della collaborazione transfrontaliera di € !!

23 legge “La Pergola” (9 marzo 1989 n. 6) legge “La Pergola” (9 marzo 1989 n. 6) Istituisce la “legge comunitaria” entro il 31 gennaio, il Parlamento deve dare i provvedimenti funzionali a conformare l’ordinamento italiano agli obblighi comunitari sorti nell’anno È spesso un recepimento formale delle disposizioni comunitarie, attuato dal Governo con notevoli ritardi oppure in altre occasioni inattuato (questo anche il caso della direttiva per cui è causa, dapprima solo formalmente recepita nella “legge comunitaria 2005”)

24 Indennizzi statali già esistenti 302/1990 per le vittime del terrorismo: inv perm (max 150 milioni, 1,5 a punto). O morte (150 M ai superstiti). Concorre col risarc, che si detrae. 340 del 1995: estensione legge 302 ai familiari delle vittime del disastro aereo di Ustica; 70 del 1998 estensione legge 302 vittime della banda della Uno bianca 108 del 1996 in materia di usura (mutuo senza interessi, commisurato al danno da interessi usurari, o maggiore se ci sono danni ulteriori); 407 del 1998 vittime del terrorismo e della criminalità organizzata: L (inv sup 25%) assegno vitalizio di lire 500 mila mensili 512 del 1999 fondo di rotazione per la solidarietà alle vittime dei reati di tipo mafioso.

25 Corte di Giustizia CE Francovich c. Repubblica Italiana e Bonifaci c. Repubblica Italiana (19/11/1991, cause riunite C-6/90 e C-9/90): in responsabilità civile degli Stati membri per il mancato adeguamento della normativa interna alle disposizioni degli organi comunitari: responsabilità civile degli Stati membri per il mancato adeguamento della normativa interna alle disposizioni degli organi comunitari: “qualora … uno Stato membro violi l’obbligo, ad esso incombente in forza dell’art. 189 (oggi 249) terzo comma, del Trattato, di prendere tutti i provvedimenti necessari a conseguire il risultato prescritto da una direttiva, la piena efficacia di questa norma di diritto comunitario esige che sia riconosciuto un diritto al risarcimento”. “qualora … uno Stato membro violi l’obbligo, ad esso incombente in forza dell’art. 189 (oggi 249) terzo comma, del Trattato, di prendere tutti i provvedimenti necessari a conseguire il risultato prescritto da una direttiva, la piena efficacia di questa norma di diritto comunitario esige che sia riconosciuto un diritto al risarcimento”.

26 Cass 7630/03; 3283/08 risarcibilità del danno subito dal singolo in conseguenza di violazione delle norme comunitarie da parte del legislatore per mancata attuazione di direttiva non auto- esecutiva, indipendentemente dalla qualifica di diritto soggettivo o di interesse legittimo (CASS S.U. 500/99) risarcibilità del danno subito dal singolo in conseguenza di violazione delle norme comunitarie da parte del legislatore per mancata attuazione di direttiva non auto- esecutiva, indipendentemente dalla qualifica di diritto soggettivo o di interesse legittimo (CASS S.U. 500/99)

27 SS. UU 9147 del 17/4/2009. Nel caso di omessa o tardiva attuazione di direttive comunitarie, il diritto al risarcimento non ha natura extracontrattuale ma indennitaria per attività non antigiuridica dello Stato, derivando da una obbligazione “ex lege” dello Stato Nel caso di omessa o tardiva attuazione di direttive comunitarie, il diritto al risarcimento non ha natura extracontrattuale ma indennitaria per attività non antigiuridica dello Stato, derivando da una obbligazione “ex lege” dello Stato il risarcimento prescinde dalla sussistenza del dolo o della colpa il risarcimento prescinde dalla sussistenza del dolo o della colpa deve essere determinato in modo da assicurare un’idonea compensazione della perdita subita deve essere determinato in modo da assicurare un’idonea compensazione della perdita subita Prescrizione decennale. Prescrizione decennale.

28 Indennizzo o risarcimento? si è responsabilità ex art. 1218, la definizione di danno (1223 ss) non permetta di tramutare in indennitaria l’obbligazione risarcitoria ivi delineata quale sanzionedegli inadempimenti

29 Cass. III, 18/4/2011 n Corregge il tiro, e riqualifica l’obbligazione alla stregua di un’«obbligazione risarcitoria»: Per le SSUU la pretesa è riconducibile al concetto generale dell’obbligazione: dovendo individuare sul piano dell’ordinamento interno la fonte di quest’ultima e la sua collocazione alla stregua dell’art c.c., le SSUU hanno considerato il comportamento dello Stato di inadempimento della direttiva come un fatto idoneo a produrre un’obbligazione risarcitoria, nei confronti dei soggetti cui in base alla direttiva si sarebbe dovuto riconoscere un certo diritto

30 tre condizioni sufficienti per far sorgere a vantaggio dei singoli un diritto ad ottenere un risarcimento, che trova direttamente il suo fondamento nel diritto comunitario”. “il risultato prescritto dalla direttiva deve implicare l’attribuzione di diritti a favore dei singoli”, senza tuttavia che sia necessario che si tratti di una “direttiva autoesecutiva”, cioè direttamente applicabile “il risultato prescritto dalla direttiva deve implicare l’attribuzione di diritti a favore dei singoli”, senza tuttavia che sia necessario che si tratti di una “direttiva autoesecutiva”, cioè direttamente applicabile “il contenuto di tale direttiva deve poter essere individuato sulla base delle disposizioni della direttiva stessa” “il contenuto di tale direttiva deve poter essere individuato sulla base delle disposizioni della direttiva stessa” “nesso di causalità tra violazione dell’obbligo a carico dello Stato e il danno subito dai soggetti lesi”. “nesso di causalità tra violazione dell’obbligo a carico dello Stato e il danno subito dai soggetti lesi”.

31 Caratteri della RC dello Stato Prescinde da dolo o colpa dello stato Prescinde da dolo o colpa dello stato spetta all’ordinamento interno stabilire i criteri per la determinazione dell’entità del risarcimento, che non possono essere meno favorevoli di quelli che riguardano reclami o azioni analoghi fondati sul diritto interno né tali da rendere impossibile o eccessivamente difficile il risarcimento spetta all’ordinamento interno stabilire i criteri per la determinazione dell’entità del risarcimento, che non possono essere meno favorevoli di quelli che riguardano reclami o azioni analoghi fondati sul diritto interno né tali da rendere impossibile o eccessivamente difficile il risarcimento l’omessa o inesatta attuazione di una direttiva è violazione di norme giuridiche cogenti e, quindi, è condotta illecita l’omessa o inesatta attuazione di una direttiva è violazione di norme giuridiche cogenti e, quindi, è condotta illecita

32 Il quantum debeatur secondo la Corte di Giustizia adeguatezza ed effettività della riparazione adeguatezza ed effettività della riparazione principio di equivalenza con i risarcimenti garantiti dal diritto interno principio di equivalenza con i risarcimenti garantiti dal diritto interno principio di non discriminazione principio di non discriminazione

33 “non è conforme al diritto comunitario una disciplina nazionale che limiti il danno risarcibile ai soli danni arrecati a determinati beni individuali specialmente tutelati, escludendo il lucro cessante” “non è conforme al diritto comunitario una disciplina nazionale che limiti il danno risarcibile ai soli danni arrecati a determinati beni individuali specialmente tutelati, escludendo il lucro cessante” la corresponsione di interessi è … da considerarsi una componente essenziale la corresponsione di interessi è … da considerarsi una componente essenziale Sul danno non patr: si rimette agli Stati Sul danno non patr: si rimette agli Stati il punitive damage il punitive damage il danno da mancata attuazione di direttiva comunitaria può consistere anche nella perdita di chances di ottenere i benefici resi possibili da una tempestiva attuazione della stessa (Cass.lav.6427/08) il danno da mancata attuazione di direttiva comunitaria può consistere anche nella perdita di chances di ottenere i benefici resi possibili da una tempestiva attuazione della stessa (Cass.lav.6427/08)

34 pregiudizi “morali” paura e l’angoscia al momento del sequestro e sino alla liberazione paura e l’angoscia al momento del sequestro e sino alla liberazione costrizione, con minacce, a pratiche sessuali estremamente degradanti costrizione, con minacce, a pratiche sessuali estremamente degradanti “paura che gli aggressori ritornino” “paura che gli aggressori ritornino” sofferenze fisiche sofferenze fisiche devastazione dell’animo e della dignità personale devastazione dell’animo e della dignità personale profondo senso di vergogna profondo senso di vergogna I patimenti morali patiti nel processo penale I patimenti morali patiti nel processo penale senso perenne e duraturo della terribile offesa subita senso perenne e duraturo della terribile offesa subita grave “discredito”: Tania additata dai suoi aggressori, in seno al processo penale, come “ragazza facile” grave “discredito”: Tania additata dai suoi aggressori, in seno al processo penale, come “ragazza facile” ania è rimasta sequestrata per sei ore: “esperienza di morte”. ania è rimasta sequestrata per sei ore: “esperienza di morte”.

35 pregiudizi “biologico-psichici”: nell’immediato: “sindrome acuta da stress” (ansie, incubi, difficoltà del sonno, assenza di emozioni e distacco dalla realtà, paura nel rivedere i suoi aggressori) nell’immediato: “sindrome acuta da stress” (ansie, incubi, difficoltà del sonno, assenza di emozioni e distacco dalla realtà, paura nel rivedere i suoi aggressori) Poi, profonda depressione dovuta a “sindrome post-traumatica da stress”: difficoltà relazionali (con famigliari, amici e terzi), crisi di pianto, stati di depressione, paure ed ansie, reazioni nervose, malesseri e malattie di tipo psicosomatico (comprese reazioni negative di carattere cutaneo), Poi, profonda depressione dovuta a “sindrome post-traumatica da stress”: difficoltà relazionali (con famigliari, amici e terzi), crisi di pianto, stati di depressione, paure ed ansie, reazioni nervose, malesseri e malattie di tipo psicosomatico (comprese reazioni negative di carattere cutaneo),

36 pregiudizi “esistenziali”: la devastante esperienza di Tizia ha avuto ed avrà significative ripercussioni negative sulla sua vita relazionale, sulla sua sessualità e vita sentimentale, sulle sue attività sia extralavorative che lavorative; la devastante esperienza di Tizia ha avuto ed avrà significative ripercussioni negative sulla sua vita relazionale, sulla sua sessualità e vita sentimentale, sulle sue attività sia extralavorative che lavorative;

37 pregiudizi patrimoniali: perdita dell’anno scolastico: ritardo di un anno di Tizia nell’ingresso nel mondo del lavoro, con conseguente privazione del reddito di un anno o, perlomeno, della chance di conseguirlo perdita dell’anno scolastico: ritardo di un anno di Tizia nell’ingresso nel mondo del lavoro, con conseguente privazione del reddito di un anno o, perlomeno, della chance di conseguirlo riduzione della sua capacità lavorativa, dell’attitudine al lavoro e della capacità concorrenziale sul mercato del lavoro riduzione della sua capacità lavorativa, dell’attitudine al lavoro e della capacità concorrenziale sul mercato del lavoro spese per l’acquisto di psico-farmaci spese per l’acquisto di psico-farmaci

38 Motivi d’appello Per la Corte di Giustizia, i presupposti indispensabili affinché possa configurarsi, in capo ad uno Stato membro, la responsabilità civile per il mancato recepimento delle direttive comunitarie non self executing sono: Per la Corte di Giustizia, i presupposti indispensabili affinché possa configurarsi, in capo ad uno Stato membro, la responsabilità civile per il mancato recepimento delle direttive comunitarie non self executing sono: - che la Direttiva non recepita attribuisca in via diretta ai singoli un diritto; - che la Direttiva non recepita attribuisca in via diretta ai singoli un diritto; - che vi sia un nesso causale tra il mancato recepimento ed il danno lamentato dal singolo interessato. - che vi sia un nesso causale tra il mancato recepimento ed il danno lamentato dal singolo interessato. Etrambe tali condizioni difettano

39 l'art. 12 par. 2 prescrive agli altri Stati membri che ne siano sprovvisti, di predisporre un sistema di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti commessi nei rispettivi territori. l'art. 12 par. 2 prescrive agli altri Stati membri che ne siano sprovvisti, di predisporre un sistema di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti commessi nei rispettivi territori. Il par. 2 non si applica agli Stati membri (come l'Italia) che, all'entrata in vigore della Direttiva, si fossero già dotati di un tale sistema di indennizzo, né è possibile ritenere che il legislatore europeo abbia voluto imporre a tutti gli Stati membri (e quindi anche a quelli, come l'Italia, i cui ordinamenti già prevedevano un adeguato sistema di indennizzo delle vittime) di introdurre, con legge, una ulteriore ipotesi di indennizzo in favore delle vittime del reato di violenza sessuale. Il par. 2 non si applica agli Stati membri (come l'Italia) che, all'entrata in vigore della Direttiva, si fossero già dotati di un tale sistema di indennizzo, né è possibile ritenere che il legislatore europeo abbia voluto imporre a tutti gli Stati membri (e quindi anche a quelli, come l'Italia, i cui ordinamenti già prevedevano un adeguato sistema di indennizzo delle vittime) di introdurre, con legge, una ulteriore ipotesi di indennizzo in favore delle vittime del reato di violenza sessuale.

40 La norma non fa puntuale ricognizione delle singole fattispecie di reato cui riconnettere l'obbligo di indennizzo, ne fornisce criteri atti a determinare la misura equa della somma da riconoscere alle vittime, limitandosi ad enumerare il duplice criterio della intenzionalità e della natura violenta del crimine. La norma non fa puntuale ricognizione delle singole fattispecie di reato cui riconnettere l'obbligo di indennizzo, ne fornisce criteri atti a determinare la misura equa della somma da riconoscere alle vittime, limitandosi ad enumerare il duplice criterio della intenzionalità e della natura violenta del crimine. Il legislatore comunitario ha inteso demandare ai singoli ordinamenti l'individuazione delle fattispecie indennizzabili e dei parametri in base ai quali determinare il quantum dell'indennizzo. Il legislatore comunitario ha inteso demandare ai singoli ordinamenti l'individuazione delle fattispecie indennizzabili e dei parametri in base ai quali determinare il quantum dell'indennizzo. La norma comunitaria cui fa riferimento il Giudice di prime cure non è quindi di diretta applicabilità, ma necessita, al contrario, della intermediazione della Autorità pubblica statale. La norma comunitaria cui fa riferimento il Giudice di prime cure non è quindi di diretta applicabilità, ma necessita, al contrario, della intermediazione della Autorità pubblica statale.

41 Corte App. To. 106/ la ratio ispiratrice della Direttiva è di facilitare, nell'ambito dei sistemi predisposti da ogni Stato membro, l'accesso all'indennizzo nelle situazioni transfrontaliere. A tal fine sono regolate le modalità di collaborazione tra gli Stati membri. la ratio ispiratrice della Direttiva è di facilitare, nell'ambito dei sistemi predisposti da ogni Stato membro, l'accesso all'indennizzo nelle situazioni transfrontaliere. A tal fine sono regolate le modalità di collaborazione tra gli Stati membri. Tali forme di collaborazione presuppongono però che tutti gli Stati membri siano dotati di normative nazionali che prevedano l'esistenza di un sistema di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti commessi nei rispettivi territori, ed è appunto ciò che impone il par. 2 dell'art. 12: altrimenti il sistema nel suo complesso non può funzionare. Tali forme di collaborazione presuppongono però che tutti gli Stati membri siano dotati di normative nazionali che prevedano l'esistenza di un sistema di indennizzo delle vittime di reati intenzionali violenti commessi nei rispettivi territori, ed è appunto ciò che impone il par. 2 dell'art. 12: altrimenti il sistema nel suo complesso non può funzionare.

42 È apprezzabile che lo Stato tuteli le vittime del disastro aereo di Ustica, o le vittime di usura o dei reati di tipo mafioso (per fare alcuni esempi tra quelli riportati dall'appellante a pag. 14 dell'atto di impugnazione), ma ciò non significa che abbia adempiuto all'obbligo comunitario di dotarsi di un sistema di indennizzo delle vittime di violenti commessi nel suo territorio. È apprezzabile che lo Stato tuteli le vittime del disastro aereo di Ustica, o le vittime di usura o dei reati di tipo mafioso (per fare alcuni esempi tra quelli riportati dall'appellante a pag. 14 dell'atto di impugnazione), ma ciò non significa che abbia adempiuto all'obbligo comunitario di dotarsi di un sistema di indennizzo delle vittime di tutti i reati intenzionali violenti commessi nel suo territorio.

43 è certo che l'Italia non ha stabilito un sistema di indennizzo per le vittime di violenza sessuale e pertanto è inadempiente alla disposizione del ricordato par. 2 dell'art. 12. è certo che l'Italia non ha stabilito un sistema di indennizzo per le vittime di violenza sessuale e pertanto è inadempiente alla disposizione del ricordato par. 2 dell'art. 12.

44 La Corte non condivide l'affermazione dell'appellante che la Direttiva non sia di diretta applicabilità, poiché non effettua una puntuale ricognizione delle singole fattispecie di reato cui riconnettere l'obbligo di indennizzo La Corte non condivide l'affermazione dell'appellante che la Direttiva non sia di diretta applicabilità, poiché non effettua una puntuale ricognizione delle singole fattispecie di reato cui riconnettere l'obbligo di indennizzo La norma impone ai singoli Stati membri di provvedere a che le loro normative nazionali prevedano l'esistenza di un sistema di indennizzo delle vittime dei reati intenzionali violenti; non lascia discrezionalità sulla portata dell'obbligo. La norma impone ai singoli Stati membri di provvedere a che le loro normative nazionali prevedano l'esistenza di un sistema di indennizzo delle vittime dei reati intenzionali violenti; non lascia discrezionalità sulla portata dell'obbligo. si potrà discutere se un certo reato sia intenzionale violento o meno, ma non che non rientri in tale categoria la violenza sessuale. si potrà discutere se un certo reato sia intenzionale violento o meno, ma non che non rientri in tale categoria la violenza sessuale.

45 il decreto legislativo n. 204 "Attuazione della direttiva 2044/80/CE ", non ha dato completa attuazione alla Direttiva stessa: si è limitato a regolare la procedura per l'assistenza alle vittime di reato ma non ha dato attuazione al disposto dell'art. 12, par. 2 ma non ha dato attuazione al disposto dell'art. 12, par. 2

46 Richiama SS UU n. 9147/09 (responsabilità dello Stato per omessa o tardiva trasposizione delle direttive: responsabilità di natura indennitaria per attività non antigiuridica, che dà luogo al relativo risarcimento, avente natura di credito di valore, che va determinato in modo da assicurare al danneggiato un'idonea compensazione della perdita subita). Richiama SS UU n. 9147/09 (responsabilità dello Stato per omessa o tardiva trasposizione delle direttive: responsabilità di natura indennitaria per attività non antigiuridica, che dà luogo al relativo risarcimento, avente natura di credito di valore, che va determinato in modo da assicurare al danneggiato un'idonea compensazione della perdita subita). la perdita subita da Tizia è consistita nel non ricevere alcun indennizzo per la violenza sessuale subita, per non avere la Repubblica Italiana previsto tale reato, intenzionale e violento, tra quelli che avrebbero dovuto consentirle di ottenere un equo ed adeguato indennizzo. la perdita subita da Tizia è consistita nel non ricevere alcun indennizzo per la violenza sessuale subita, per non avere la Repubblica Italiana previsto tale reato, intenzionale e violento, tra quelli che avrebbero dovuto consentirle di ottenere un equo ed adeguato indennizzo.

47 Lo Stato italiano, nella sua discrezionalità, in attuazione della Direttiva, avrebbe potuto stabilire condizioni e presupposti ed eventualmente limiti pecuniari al ristoro del danno; o, in ipotesi, forme di indennizzo anche diverse dal pagamento di una somma di denaro, purché eque ed adeguate. Lo Stato italiano, nella sua discrezionalità, in attuazione della Direttiva, avrebbe potuto stabilire condizioni e presupposti ed eventualmente limiti pecuniari al ristoro del danno; o, in ipotesi, forme di indennizzo anche diverse dal pagamento di una somma di denaro, purché eque ed adeguate. Non avendolo fatto, deve indennizzare la vittima della perdita che essa ha subito. Non avendolo fatto, deve indennizzare la vittima della perdita che essa ha subito. L’indennizzo NON può essere un pieno risarcimento del danno, diversamente da quanto pare essere stato deciso dal Giudice di prime cure, con il richiamo per la liquidazione "a criteri non meno favorevoli di quelli che si applicano a richieste analoghe fondate su violazioni di diritto interno". L’indennizzo NON può essere un pieno risarcimento del danno, diversamente da quanto pare essere stato deciso dal Giudice di prime cure, con il richiamo per la liquidazione "a criteri non meno favorevoli di quelli che si applicano a richieste analoghe fondate su violazioni di diritto interno".

48 la vittima ha subito gravissime conseguenze di ordine morale e psicologico, che giustificano un indennizzo di euro la vittima ha subito gravissime conseguenze di ordine morale e psicologico, che giustificano un indennizzo di euro


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