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>>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> David Wark Griffith. >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> I primi a scoprire i vantaggi di quello che diventerà il découpage di taglio.

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1 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> David Wark Griffith

2 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> I primi a scoprire i vantaggi di quello che diventerà il découpage di taglio e poi il montaggio sono i cineasti britannici, noti con il nome di Scuola di Brighton: «Mentre gli inventori del cinema primitivo non derogarono mai dall’abitudine di riprendere una sola volta la scenografia e l’azione con una sola inquadratura e un solo piano sequenza, George Albert Smith descrive una singola azione che si svolge nel medesimo posto adottando piani sequenza multipli interconnessi tra loro dalla sola logica visuale».

3 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> George Albert Smith Realizzato da George Albert Smith nel 1900, il film Les Lunettes de lecture de Mamie, o La Loupe de grand maman (in italiano Le lenti della nonna) è una di quelle opere che influenzeranno il cinema a venire.

4 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> Grandma’s Reading Glass il film durata un minuto e venti secondi ed è basato su un soggetto abbastanza banale: un ragazzo utilizza la lente della nonna per osservare quanto accade intorno a lui. George Albert Smith alterna due piani sequenza. Un’inquadratura principale mostra il ragazzo con la nonna, occupata a rammendare. Ma ogni volta che il giovane punta la lente verso un oggetto, si mostra l’oggetto in primo piano attraverso un’apertura rotonda della lente.

5 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> Grandma’s Reading Glass Questa successione di piani sequenza legati dal medesimo racconto inaugura quello che oggi si chiama «montaggio». E la sequenza costituita dall’assemblaggio di tutti questi elementi filmati separatamente, verrà in seguito chiamata «montaggio alternato». Inoltre, il film inaugura la soggettiva, dal momento che ciascun piano sequenza visto attraverso la lente è a livello soggettivo poiché segue lo sguardo del ragazzo. Per l’epoca si tratta di un film rivoluzionario.

6 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> Georges Méliès non comprende questo apporto essenziale e inserisce la straordinaria messe di effetti speciali che adopera (doppia esposizione, dissolvenza, arresto di ripresa), nel quadro «statico» del cinema delle attrazioni. Persino Le Voyage dans la lune del 1902 è ancora nient’altro che un tableaux.

7 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> Griffith e il montaggio È stato Pastrone a introdurre nelle scene un punto di vista «mobile» che inserisce piani ravvicinati e dettagli, spezza l’inquadratura unica corredata da «inserti» e mette in evidenza dettagli o stati d’animo che rendono la storia più chiara e semplice da capire. Ma il primo regista che codifica e usa le tecniche cinematografiche come «strumento narrativo» viene individuato generalmente in David Wark Griffith.

8 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> Griffith Entrato alla Biograph nel 1908, dopo aver fatto il cascatore nel film di Porter Sauvé du nid d’un aigle, Griffith mostra interesse per le varie tecniche di montaggio e, ricevuto da Entrato alla Biograph nel 1908, dopo aver fatto il cascatore nel film di Porter Sauvé du nid d’un aigle, Griffith mostra interesse per le varie tecniche di montaggio e, ricevuto dal capo dello studio Henry Marvin un ruolo di supervisore, in pochi mesi diventa il principale regista della compagnia.

9 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> The Adventures of Dollie la direzione di un film di 13 minuti, The Adventures of Dollie. È un film con un soggetto semplice: una bambina viene rapita dagli zingari e nascosta in un barile che finisce nel fiume; dei ragazzi che stanno pescando la salvano prima che incappi in una cascata. Intanto gli viene subito offerta la direzione di un film di 13 minuti, The Adventures of Dollie. È un film con un soggetto semplice: una bambina viene rapita dagli zingari e nascosta in un barile che finisce nel fiume; dei ragazzi che stanno pescando la salvano prima che incappi in una cascata.

10 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> David Wark Griffith I diversi luoghi e la simultaneità delle azioni possono rendere apparentemente complessa la realizzazione del soggetto, ma Griffith – pur non avendo esperienza e non avendo studiato – ha molta confidenza con i libri, che ha anche venduto; perciò decide di fare come nei romanzi: cercare di mettere «in parallelo» le azioni che si svolgono contemporaneamente.

11 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> David Wark Griffith La possibilità di tagliare o integrare le sequenze consente infatti di passare da un’azione svolta in un determinato ambiente a un’altra che ha luogo simultaneamente altrove e viceversa, più volte. È il montaggio «parallelo», che consentirà ai cineasti di realizzare storie sempre più lunghe e complesse, mettendo in scena molti personaggi alle prese con situazioni diverse ma riguardanti la medesima storia.

12 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> Effetto Kulešov Nel 1918 il regista russo Lev Vladimirovič Kulešov, convinto assertore dell’importanza del montaggio nella definizione del cinema, effettua un curioso esperimento. Sceglie da un vecchio film del periodo zarista un primo piano sul viso abbastanza inespressivo del protagonista e ne stampa tre copie uguali; poi a affianca a ciascuna di esse altri tre piani, uno diverso dall’altro.

13 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> Effetto Kulešov Nel primo si vede una scodella di zuppa su un tavolo, nel secondo un cadavere disteso di bimbo, nel terzo una giovane donna adagiata su un divano.

14 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> Effetto Kulešov Agli spettatori cui viene proposto il filmato viene chiesto di valutare l’espressione del personaggio ed essi affermano che nel primo caso gli occhi dell’uomo rivelano un senso di fame, nel secondo una profonda tristezza e nel terzo una grande eccitazione. Tutti sono d’accordo poi nell’attribuire all’attore un talento notevole.

15 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> Effetto Kulešov Con questo esperimento Kulešov vuole dimostrare che un piano isolato non ha nessun senso preciso, ma lo assume in relazione a ciò che lo segue o lo precede. Lo spettatore, infatti, tenta costantemente di stabilire un legame logico tra due inquadrature che si succedono, ma non per questo hanno necessariamente un legame diretto. Si può allora sfruttare questo impulso per creare associazioni nuove, anche arbitrarie, e guidare lo spettatore nel suo «lavoro».

16 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> Il cineasta quindi può, con il semplice montaggio delle immagini, raggiungere determinati effetti influenzando la «riflessione» dello spettatore: è nato così il celebre «effetto Kulešov». Effetto Kulešov

17 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> Griffith e il montaggio nel 1914 Griffith realizza quello che viene considerato il suo capolavoro e il capostipite del cinema «narrativo»: La Nascita di una nazione.

18 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> Griffith Griffith rende popolari molte delle future convenzioni del cinema di narrazione, tra cui il «montaggio incrociato» (fatti che si verificano contemporaneamente in luoghi diversi), la dissolvenza, l’inserimento di primi piani in una scena, il flashback e uno stile di recitazione più adatto al cinema. Sebbene egli personalmente non inventi nessuna di queste tecniche, è pero lui a proporle abitualmente nei suoi film e a mostrarne la resa sullo schermo.

19 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> La storia raccontata ne La nascita di una nazione reca infatti le tracce di gli esperimenti maturati nel tempo. Nelle scene di inseguimento compare il montaggio alternato, mentre il primo piano diventa la pietra angolare per la costruzione psicologica dei personaggi. La velocità del montaggio, a confronto con la staticità del cinema precedente, produce nel pubblico nuove emozioni, facendo nascere un nuovo stile e un nuovo modo di raccontare. Nascita di una nazione

20 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> Nascita di una nazione Con Griffith si inverte il rapporto tra ciò che si vuole raccontare e ciò che si mostra: se in precedenza la storia era un pretesto per esporre visioni e sfolgoranti effetti speciali, ora il primo interesse del regista, e del pubblico, si concentra sulla vicenda raccontata.

21 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> Narratore invisibile Griffith è insomma il primo vero regista, in perenne conflitto col suo operatore Billy Bitzer per la paternità del film. Il regista diventa il «narratore invisibile», che conduce il pubblico nella storia, sostituendo le forme di mediazione esplicita del primo cinema.

22 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> 1912, si gira Bébé victime d’une erreur judiciaire di Louis Feuillade Professionalizzazione La necessità di alimentare la poderosa macchina distributiva con centinaia e centinaia di film all’anno, moltiplica e precisa i profili professionali necessari alla produzione (registi, soggettisti, operatori e tecnici vari, attori e comparse).

23 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> Narratore collettivo Si delineano professioni distinte (fotografo, operatore, regista, sceneggiatore, montatore) che assimilano il narratore a un «soggetto collettivo», attori inclusi, e il cinema a forme d’arte tradizionali come la danza, l’opera o la musica sinfonica.

24 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> Con Intolerance (1916) Griffith propone già un superamento del nuovo stile narrativo da lui stesso introdotto e usa il «montaggio parallelo» per collegare quattro storie ambientate in tempi e luoghi diversi, accomunate dall’idea di condannare l’intolleranza. Con la dilatazione dei tempi e i fitti collegamenti «concettuali», Griffith tenta di sollecitare la riflessione dello spettatore, mostrandosi più interessato alla trasmissione di un’idea che al racconto della storia in se stessa. Intolerance

25 >>0 >>1 >> 2 >> 3 >> 4 >> Grammatica La «grammatica» di Griffith è articolata su: Inquadratura (singola ripresa simile alla parola);Inquadratura (singola ripresa simile alla parola); Scena (insieme di inquadrature simile alla frase;Scena (insieme di inquadrature simile alla frase; Sequenza (insieme di scene simile al paragrafo).Sequenza (insieme di scene simile al paragrafo).


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