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La pittura neoclassica è legata alla produzione scultorea di questo periodo non solo per l'adozione degli stessi modelli cui si ispirava la scultura e.

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1 La pittura neoclassica è legata alla produzione scultorea di questo periodo non solo per l'adozione degli stessi modelli cui si ispirava la scultura e cioè le statue e i rilievi greci e romani, ma anche per il riferimento che aveva con il disegno. Per quanto riguarda i temi rappresentati, scompaiono quasi del tutto i soggetti a carattere religioso, grande importanza si dette invece alla rappresentazione storica. I dipinti sono caratterizzati da un realismo quasi fotografico, rappresentato con colori freddi, contorni duri, scarso interesse per gli effetti di luce dando un aspetto sobrio ai dipinti mantenendo l'osservatore a distanza e non più partecipe.

2 I dipinti sono caratterizzati da un realismo quasi fotografico, rappresentato con colori freddi, contorni duri, scarso interesse per gli effetti di luce dando un aspetto sobrio ai dipinti mantenendo l'osservatore a distanza e non più partecipe.

3 Jaques Louis David « Non appena fui a Parma, vedendo le opere di Correggio, mi sentii scosso, a Bologna cominciai a fare tristi riflessioni, a Firenze fui convinto, ma a Roma mi vergognai della mia ignoranza » (Jacques-Louis David, tornato dall'Italia.)

4 La formazione e il viaggio in Italia II pittore francese Jacques-Louis David ( ) fu l'artefice di una radicale riforma dell'arte basala su un rigoroso ritorno all'antico, recuperato sia come modello di bellezza assoluta sia come esempio di virtù morali e civiche. David si formò a Parigi, presso artisti ancora legati al gusto rococò. Nel 1774 ottenne l ’ ambitissimo Prix de Rome e l'anno dopo potè partire per l'Italia, dove rimase per cinque anni soggiornando a Parma, Bologna, Firenze, Napoli e soprattutto a Roma, stimolato dalle concezioni artìstiche di Wmckelmann e dal contatto diretto con le opere dell'antichità.

5 Il quinquennale soggiorno romano fu per lui un periodo tormentato e difficile, poco soddisfacente dal punto di vista della produzione eppure ricco di esperienze fondamentali, come la scoperta dell'arte italiana (non solo l'antico, ma anche Michelangelo, Raffaello e Caravaggio). Pare che in occasione di un viaggio a Napoli del 1779, David abbia avuto una sorta di improvvisa illuminazione che lo indusse a liberarsi delle esperienze precedenti per guardare agli antichi con gli occhi di Raffaello, come esempio di stile e di grandezza umanistica. Durante il suo secondo soggiorno romano realizzò Il giuramento degli Orazi commissionato dal conte d'Angivilier per conto del re di Francia. Fu poi presentato al Salon e definito dal direttore dell'Accademia "un attacco al buon gusto", ma acclamato dai più come "il più bel quadro del secolo “.

6 Il giuramento degli Orazi Un esempio è il Giuramento degli Orazi che illustra l'episodio della storia romana in cui i cittadini repubblicani giurano di combattere fino alla morte. Egli intende l'opera d'arte come “ exemplum virtutis ” cioè l'arte capace di stimolare, attraverso l'esempio dello storia passata, virtù morali e civiche. Nel disegno si propone la chiarezza del segno, la purezza dell ’ immagine e la sua semplificazione per mezzo del contorno netto.

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8 Soggetto Gli Orazi ed i Curiazi sono figure leggendarie della Roma antica. Secondo la leggenda Roma ed Alba Longa entrarono in conflitto, affrontandosi con gli eserciti schierati lungo le Fossae Cluiliae (sull'attuale via Appia Antica), al confine fra i loro territori. Ma Roma ed Albalonga condividevano attraverso il mito di Romolo una sacra discendenza che rendeva empia questa guerra, perciò i rispettivi sovrani decisero di affidare a due gruppi di rappresentanti le sorti del conflitto fra le due città, evitando ulteriori spargimenti di sangue. Furono scelti per Roma gli Orazi, tre fratelli figli di Publio Orazio, e per Albalonga i tre gemelli Curiazi, che si sarebbero affrontati a duello alla spada.

9 Iniziato il combattimento, quasi subito due Orazi furono uccisi, mentre due dei Curiazi riportarono solo lievi ferite; il terzo Orazio, che non avrebbe potuto affrontare da solo tre nemici, vistosi in difficoltà pensò di ricorrere all'astuzia e finse di scappare verso Roma. Come aveva previsto, i tre Curiazi lo inseguirono, ma nel correre si distanziarono fra loro. Per primo fu raggiunto dal Curiazio che non era stato ferito e, voltandosi a sorpresa, lo trafisse. Ripreso che ebbe a correre, fu inseguito dagli altri due Curiazi, che però, essendo feriti, si stancarono notevolmente e gli fu facile, uno alla volta, ucciderli. La vittoria dell'Orazio fu la vittoria di Roma, cui Albalonga si sottomise. Camilla Orazia, sorella dell'Orazio superstite, era promessa sposa di uno dei Curiazi uccisi, e rimproverò violentemente del delitto il fratello, tanto che questi la uccise per farla tacere. Per purificarsi, offrì poi un sacrificio a Giunone Sororia, divinità tutelare della sorella.

10 Soggetto importante e famoso quello di Jacques-Louis David che ha voluto immortalare una celebre leggenda romana. Iconografia e denotazione Sulla scena sono rappresentati i tre fratelli Orazi pronti al combattimento contro i cugini Curiazi. I tre giovano giurano massima fedeltà e grande onore alla loro famiglia ricevendo in seguito le armi consegnate dal padre. La scena ricalca il classico dramma poetico: da un lato i prodi combattenti che, nonostante l ’ età e nonostante la probabile inesperienza, si vogliono scontrare con il loro destino, dall ’ altro lato, in netto chiasmo psicologico, le donne legate ad entrambe le famiglie, proprio quelle donne che capiscono e percepiscono che comunque andrà sarà una sconfitta perché la perdita di una vita umana è sempre e comunque una sconfitta.

11 Il pittore sembra voler dare più spazio all ’ azione eroica dei tre: infatti, attirano l ’ attenzione delle spettatore grazie alle proporzioni maggiori e alla luce che li investe e li esalta. David fa capire che, in un mondo romano (antico) in cui lacrime, sensibilità e amore non contano innanzi ai tipici e consueti valori militari, bisogna essere freddi, mostrarsi uniti, convinti e sicuri anche quando le motivazioni mancano e l ’ utopia di una bella morte sembra lontanissima. Le figure disegnate e fotografate sono rigide e tenaci, ma il pittore non ci fa intuire i veri sentimenti dei protagonisti. Significato Le donne in lacrime fanno capire come e quanto la guerra (ieri come oggi) sia qualcosa di negativo e perdente. Una madre con i due bambini forse spiega ai figli che il loro padre potrebbe non tornare mai più.

12 Composizione La scena è inserita davanti ad un semplice portico con archi a tutto sesto, ognuno dei quali racchiude uno dei gruppi dei personaggi, allineate su uno stesso piano scena: i tre fratelli, il padre che unisce le tre spade e le spose piangenti, quest'ultimo gruppo fa da contrappeso emozionale ai due precedenti. Nella sua semplicità e gravità, la tela può essere accostata sia ai bassorilievi antichi, che alle opere del primo Rinascimento, allora al centro di una nuova riscoperta. Il dipinto assunse grande importanza soprattutto perché riuscì a rappresentare lo stato d'animo di quel delicato periodo.

13 Tornato a Parigi nel 1778 ebbe numerosi incarichi di lavoro e partecipò attivamente alla Rivoluzione. Appoggiò Robesbierre e alla sua morte venne imprigionato, rischiando la condanna a morte, ma la moglie ne ottenne il rilascio. Durante i mesi di prigionia l'artista iniziò i primi schizzi per la grande tela col Ratto delle Sabine, terminata sul finire del 1799 e ora conservata al Musée du Louvre.

14 Del 1793 è il Marat assassinato, di scottante attualità politica, commissionato subito dopo l'assassinio dell'Amico del popolo (ritenuto martire della rivoluzione), occorso il 13 luglio dello stesso anno. L'opera raffigura il medico Marat assassinato, con l'inganno, dalla nobile Charlotte de Corday. David era amico personale di Marat, e fu incaricato di celebrarne la morte il giorno dopo l'evento, al funerale pubblico tenuto alla Convenzione Nazionale. La tela presenta in una luce caravaggesca la figura di Marat abbandonata alla morte. Il corpo emerge dalla vasca come da un sarcofago, con il capo avvolto in un panno che evoca l‘infula di un antico sacerdote. L'uomo ha in mano la lettera con cui la Corday gli chiedeva udienza, per introdursi in casa sua, ed ha accanto una cassa di legno che funge da scrittoio, con penna e calamaio, sulla quale il pittore incide la propria dedica: "À MARAT - DAVID ".

15 Il punto di fuga coincide con il bordo superiore della tela, consentendo una visione dall'alto verso il basso; la testa di Marat» nella sua posizione reclinata, segue esattamente la direzione dell’asse orizzontale del dipinto, così come la mano che stringe la penna si trova lungo l’asse verticale e il calamaio è raffigurato lungo una diagonale. Anche il gomito destro del rivoluzionario assassinato sta lungo la seconda diagonale. Infine la verticale passante per il volto di Marat e il suo gomito individua l’arma del delitto, anch'essa, perciò, non in posizione casuale.

16 La composizione, di accentuata essenzialità, è costruita su un ritmo orizzontale spezzato dal braccio del morto che cade verticalmente, ed evoca in alcuni tratti, con la solennità, la ferita al costato visibile ma non truculenta, l'espressione mansueta della vittima, un Cristo morto.

17 Jacques-Louis David, Ratto delle sabine olio su tela, 385 × 522 cm Parigi, Musée du Louvre È rappresentata la leggenda secondo la quale i Sabini, tentando di riprendere le loro donne rapite dai romani guidati da Romolo, si scontrarono con essi. I contendenti decisero di battersi a duello, ma l'intervento delle donne Sabine con i loro bambini fece cessare ogni ostilità. I capitani dei due eserciti sono nudi per rappresentare con il loro corpo statuario (in modo classico) l'importanza del guerriero.

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19 La nudità eroica è una delle grandi novità del dipinto benché criticata fortemente dai contemporanei: i quattro personaggi principali in primo piano, infatti, sono raffigurati nudi» alternando - da sinistra a destra - la rappresentazione tergale (a) a quella frontale [b].

20 Il soggetto viene ripreso da Tito Livio e dal Plutarco della Vita di Romolo, è l'evento svoltosi tre anni dopo il ratto: Tazio, alla testa dei Sabini, affronta i Romani capeggiati da Romolo per vendicare l'offesa subita e ottenere la restituzione delle loro donne, ma i due schieramenti sono separati da Ersilia, moglie di Romolo e dalle altre donne sabine che mostrano i figli, nati dai Romani, in modo da convincere i Sabini a deporre le armi e a formare un unico popolo. Significato: L'opera può essere letta come un inno alla pace e alla riconciliazione, frutto della revisione politica successiva alla caduta dei Giacobini del 9 termidoro, che portò l'artista ad abbandonare le posizioni politiche più estremiste, e a farsi portavoce di una generale riappacificazione della Francia, indifesa davanti alle nazioni europee coalizzate.

21 Al contrario dei quadri precedenti, qui è lo spirito familiare a trionfare su quello patriottico, il mondo delle donne, diventato soggetto attivo, sembra imporre la propria legge a quello degli uomini. I personaggi, dalle membra levigate ed efebiche, di una bellezza idealizzata, danno vita ad un'azione incruenta e meccanica: l'artista si concentra infatti nella resa accurata di ogni particolare evitando ogni contrasto chiaroscurale e cromatico.

22 David divenne ammiratore di Napoleone fin dal primo incontro: nel 1797 iniziò a preparare degli studi per un ritratto e l ’ anno successivo il generale gli chiese di accompagnarlo nella Campagna d ’ Egitto ma l'artista rifiutò,

23 Del 1800 è il Napoleone al passo del Gran San Bernardo, in cui il corso è rappresentato in groppa ad un cavallo rampante mentre si appresta a superare le Alpi, come prima di lui aveva fatto il generale cartaginese Annibale, avviluppato in un mantello. Viene considerata la celebrazione ad un eroe infatti la figura, dalla cavalcata fiera, è in primo piano, mentre le truppe cadono nello sfondo insignificanti.

24 L'incoronazione di Napoleone Jacques- Louis David, olio su tela, 610 × 970 cm Parigi, Musée du LouvreJacques- Louis DavidoliotelaMusée du Louvre Tra il 1805 e il 1807, si dedicò all'enorme tela con L'incoronazione di Napoleone e Giuseppina, ora conservata al Louvre, che fissa l'incoronazione avvenuta a Notre- Dame nel 1804.

25 Napoleone nel suo studio, 1812, Washington, National Gallery of Art Del 1812, invece è un altro ritratto dell'imperatore, sempre celebrativo ma che si distacca dall'iconografia militare, presentandolo come un pacifico governatore di gran forza e calma serenità, infatti nel Napoleone nel suo studio, ora conservato alla National Gallery of Art di Washington, lo presenta in piedi accanto alla scrivania su cui ha lavorato tutta la notte, come dimostra l'orologio fermo sulle 4 di notte e le candele, che rischiarono l'ambiente, oramai consunte.

26 Dopo la sconfitta di Napoleone a Waterloo nel 1815, David fu costretto a rifugiarsi in Svizzera, a causa della fedeltà dimostrata nei confronti dell'imperatore. Nel 1816 si trasferì a Bruxelles, dove visse per dieci anni, fino alla morte.

27 Negli ultimi anni di vita, l'artista si dedicò a ritratti e dipinti di soggetto mitologico, un'arte deliberatamente evasiva e consolatoria, concepita come antidoto alla tragicità della storia: l'ultima sua grande tela fu Marte disarmato da Venere e le Grazie (Bruxelles, Musée Royaux des Beaux- Arts).Musée Royaux des Beaux- Arts

28 Leonida alle Termopili, 1814, olio su tela, 395 × 531 cm Parigi, Musée du Louvre


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