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LIVING THEATRE. A Napoli… Gli anni Settanta iniziano all’insegna dell’impegno, del «sei quello che fai» contrapposto al «sei quello che pensi». Andare.

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Presentazione sul tema: "LIVING THEATRE. A Napoli… Gli anni Settanta iniziano all’insegna dell’impegno, del «sei quello che fai» contrapposto al «sei quello che pensi». Andare."— Transcript della presentazione:

1 LIVING THEATRE

2 A Napoli… Gli anni Settanta iniziano all’insegna dell’impegno, del «sei quello che fai» contrapposto al «sei quello che pensi». Andare oltre i limiti del localismo!

3 Arriva per la prima volta a Napoli il 14 aprile 1965 nel teatro «tempio di Eduardo» con Mysteries and Smaller Pieces. Stesso anno, al San Ferdinando, presenta inoltre The Brig. Il tutto veicolato da «Nuova Cultura» (associazione di studenti univesitari). Marta Porzio, La resistenza teatrale, cit., pp

4 «Il teatro può praticare un’altra possibilità, un’altra forma di comunicare, IL TEATRO E’ EFFICACE.» Marta Porzio, La resistenza teatrale, cit., pp

5 Living Theatre, Paradise Now – Teatro Mediterraneo (Fabio Donato 1969)

6 Diagrammma di Paradise Now

7 Tra gli organizzatori, le parole di Nino Russo «L’intento è quello di dare uno scossone al provincialismo, alla chiusura verso le idee nuove, gli spettacoli del Living non equivalgono a teatro come fatto digestivo e accomodante.» Marta Porzio, La resistenza teatrale, cit., p. 165.

8 In cosa consiste l’effetto Living? Una spinta ad osare Rivoluzionare il lavoro dell’attore e il rapporto con il pubblico L’effetto Living non è certamente prerogativa napoletana Marta Porzio, La resistenza teatrale, cit., pp

9 Produce uno shock, per meglio dire una CONTAMINAZIONE TEATRALE! Marta Porzio, La resistenza teatrale, cit., p. 168.

10 Acting Archives Review RIVISTA DI STUDI SULL’ATTORE E LA RECITAZIONE Anno II, numero 3 – Maggio 2012 Lorenzo Mango La Nuova Critica e la recitazione

11 Nuova Critica vs Critica ufficiale come Nuovo Teatro vs Teatro di repertorio e di regia

12 «E’ il tempo del regista demiurgo – scrive. La critica tiene i flabelli e accompagna la sedia gestatoria tra la folla che sventola fazzoletti e asciuga le lacrime.» I. Moscati, Esiste una ‘nuova’ critica?, in «Teatro», n.3/4, estate autunno 1968, p. 11.

13 «Niente correnti d’aria o improvvise tempeste: la critica funziona come una specie di ufficio di previsioni metereologiche che anche quando sbaglia ha sempre pronto l’alibi» I. Moscati, Esiste una ‘nuova’ critica?, in «Teatro», n.3/4, estate autunno 1968, p. 11.

14 «Il Living contrappone alla parola la presenza concreta del gesto che chiude il tentativo di imprigionare una serie di motivazioni indiscutibili in un certo modo superiori.» I. Moscati, Esiste una ‘nuova’ critica?, in «Teatro», n.3/4, estate autunno 1968, p. 14.

15 Salvatore Margiotta Il Living Theatre in Italia: la critica

16 Il Living definito da Ruggero Jacobbi ‘l’altra faccia della luna’ «(…) grazie ad esso abbiamo veduto l’altra faccia della luna, e non è detto che quest’altra, visibile nel nostro meridiano, non sia bella, non sia necessaria; ma certo d’ora in poi, possiamo vivere in un salutare sgomento.» R. Jacobbi, L’altra faccia della luna, in «Sipario», a. XVI, n. 183, luglio 1961, pp

17 «(…) solo suoni, grida, sogghigni, forme e simboli, fortemente fisicizzati, nenie indiane…» A. Orecchio, Spettacolo beatnik applausi e fischi, in «Paese Sera», 13 marzo «(…) un po’ denutriti ridotti maluccio da un’esistenza di bivacco.» A. Orecchio, La galera (dei marines), in «Paese Sera», 27 marzo 1965.

18 «(…) è limitata a intermezzi parlati fra lamenti, i gemiti, gli urli, i rumori che dominando la scena dal principio alla fine fanno pensare a un Sofocle legato al palo in mezzo alle infernali cerimonie che precedono lo scotennamento.» G. Mosca, Spettacoli, in «Corriere d’Informazione», aprile 1967.

19 Attraversamenti Giuseppe Bartolucci Nello spazio del teatro di Matteo Martelli

20 «Alla critica operante oggi spetta il compito non soltanto di descrivere ma anche di accompagnare il «prodotto», dal momento che quest’ultimo è tutt’ora in formazione ed espansione, e dal momento che non se ne conoscono gli elementi se non nel loro farsi e morire di volta in volta» Giuseppe Bartolucci, Per un nuovo senso dello spettacolo, in La scrittura scenica, Roma, Lerici Editore, 1968, p. 169.

21 «La critica non è per niente un indice dei risultati o un corpus di giudizi, è essenzialmente un’attività, cioè un susseguirsi di atti intellettuali profondamente impegnati nell’esistenza storica e soggettiva (è la stessa cosa) di chi li compie, ovvero di chi li assume.» Roland Barthes, Che cos’è la critica?, in Saggi critici (1964), Torino, Einaudi, 1966-’72 e nuova edizione 2002, pp

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23 Il rito dei rapporti universali

24 Ciò che emerge dalla realtà del Living non è di certo una precisa identità artistica e politica, piuttosto, un forte coinvolgimento emotivo. Assumersi il rischio di un’esistenza gioiosa, non convenzionale!

25 …E sono queste scelte ad essere la maledizione di quello che è corrente!

26 « Keep us in your thoughts and come see us wherever we are » Grazia Felli, IL LIVING ALLA TERZA STRADA, Nota di Cristina Valenti, TEATRO E STORIA / a. VIII, n. 2, ottobre 1993.

27 «Il Living sceglie di vivere fuori dalla curva degli applausi» «Il Living abita in una ‘terra liberata’, zona franca, dove è possibile spogliarsi delle necessarie difese e abbassare la guardia» Grazia Felli, IL LIVING ALLA TERZA STRADA, Nota di Cristina Valenti, TEATRO E STORIA / a. VIII, n. 2, ottobre 1993.

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