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PERDITA memorizzare nuove informazioni valutazione critica e giudizio organizzazione e pianificazione di azioni e gesti parlare correttamente vestirsi.

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Presentazione sul tema: "PERDITA memorizzare nuove informazioni valutazione critica e giudizio organizzazione e pianificazione di azioni e gesti parlare correttamente vestirsi."— Transcript della presentazione:

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2 PERDITA memorizzare nuove informazioni valutazione critica e giudizio organizzazione e pianificazione di azioni e gesti parlare correttamente vestirsi orientarsi in luoghi noti Behavioral Symptoms of Dementia, Campbell JL, Rowe MA, Marsiske M. Res Gerontol Nurs Sep 30:1-17.Campbell JLRowe MAMarsiske M

3  Agitazione e atteggiamento oppositivo perché improvvisamente si ritrova in ambienti non noti  Accusa persone prossime perché non ritrova oggetti riposti in nascondigli bizzarri  I problemi di memoria e orientamento peggiorano lo stato di confusione per qualsiasi cambiamento di luogo, di orario e di persona per difficoltà a gestire mentalmente situazioni nuove tanto da indurre comportamenti di fuga con abbandono dell ’ abitazione The more physical inactivity, the more agitation in dementia. Scherder EJ, Bogen T, Eggermont LH, Hamers JP, Swaab DF. Int Psychogeriatr Sep 3:1-6.Scherder EJBogen TEggermont LHHamers JP Swaab DF

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7 GENESI METABOLICA/INFIAMMATORIA DEGENERATIVAVASCOLARE SOFFERENZA CEREBRALE

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12 Italia, Rocca 1990 Canada, Canadian Study 1994 Spagna, Lobo 1995 USA, Bachman 1992 Olanda, Ott 1995 Giappone, Ogura >90 Età (anni) Prevalenza (%) Prevalenza di demenza, per classi di età Raddoppia ogni 5 anni di età : 40% a aa Dementia incidence continues to increase with age in the oldest old: the 90+ study.Dementia incidence continues to increase with age in the oldest old: the 90+ study. Corrada MM, Brookmeyer R, Paganini-Hill A, Berlau D, Kawas CH. Ann Neurol Jan;67(1):

13  La famiglia rappresenta oggi il principale supporto per il paziente con demenza tanto che l’ 80% dei familiari presta assistenza al proprio congiunto con demenza ventiquattro ore su ventiquattro Malattia di Alzheimer la realtà assistenziale in Italia

14 Gli unici farmaci che hanno dato qualche risultato positivo sono gli inibitori dell’acetil-colinesterasi (Donepezil, Rivastigmina e Galantamina). Il razionale del loro impiego si fonda sulla inibizione da essi esercitata sull’enzima che idrolizza la acetil-colina, vale a dire il neurotrasmettitore più specificamente carente nella malattia di Alzheimer. In tal modo la acetil-colina persiste più a lungo a livello del vallo sinaptico e può pertanto espletare le sue funzioni fisiologiche. Va comunque segnalato che tali farmaci possono stabilizzare solo temporaneamente il quadro clinico in soggetti con demenza di grado lieve o moderato ed in una percentuale di casi che non supera il 50%.

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16  evitare il più possibile cambiamenti di orari ed abitudini (pasti, igiene, riposo)  stimolare l ’ orientamento del pz ripetendogli spesso dove si trova e perché, il nome delle persone che lo assistono, la data precisa  in caso di disturbi del comportamento cercare di capire se vi siano cause di disagio fisico, stipsi, ritenzione d ’ urina, anche una modesta infezione con febbre, quindi cercare di tranquillizzare il pz con colloquio pacato ed atteggiamento rassicurante.

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