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25 TEMPO ORDINARIO Anno B Preghiera a Gesù, davanti al pensiero della morte, del Requiem di Britten.

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Presentazione sul tema: "25 TEMPO ORDINARIO Anno B Preghiera a Gesù, davanti al pensiero della morte, del Requiem di Britten."— Transcript della presentazione:

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2 25 TEMPO ORDINARIO Anno B Preghiera a Gesù, davanti al pensiero della morte, del Requiem di Britten

3 Nella 2a parte del Vangelo Dopo il Tabor, Gesù va alla casa di Cafarnao e, lungo il cammino, non vuole che venga a sapersi perché prepara i discepoli, da soli, per lo scandalo della sua consegna (morte) e la consegna (morte) di loro Particolare della casa di Gesù (di S. Pietro) a Cafarnao. Vista dietro il vetro e da sopra, dalla chiesta attuale

4 Itinerario del cammino dal Tabor fino a Cafarnao Non cliccare

5 Mc 9,30-37 In quel tempo, Gesù e i suoi discepoli attraversavano la Galilea, ma egli non voleva che alcuno lo sapesse. Insegnava infatti ai suoi discepoli e diceva loro: «Il Figlio dell’uomo viene consegnato nelle mani degli uomini e lo uccideranno; ma, una volta ucciso, dopo tre giorni risorgerà».

6 La consegna della Vita e la Morte sono uniche per ogni essere Gesù insegna che il PASSAGIO per la vita è una consegna rischiosa Valle d’Arbel, per entrare nel lago

7 Essi però non capivano queste parole e avevano timore di interrogarlo.

8 Gli apostoli, come noi, capiamo così poco la morte, che non osiamo parlarne Il salto della consegna assoluta chiede una rinuncia assoluta Entrato nel lago

9 Giunsero a Cafàrnao. Quando fu in casa, chiese loro: «Di che cosa stavate discutendo per la strada?». Ed essi tacevano. Per la strada infatti avevano discusso tra loro chi fosse più grande.

10 Il Vangelo è sempre qualcosa di nuovo Gesù parla di morte e gli apostoli di essere importanti Città di Gesù

11 Sedutosi, chiamò i Dodici e disse loro: «Se uno vuole essere il primo, sia l’ultimo di tutti e il servitore di tutti».

12 Gesù inaugura una nuova gerarchia nella chiesa: i primi- ultimi Chiesa sulla casa Tutti lo sappiamo però pochi lo mettono in prattica

13 E, preso un bambino, lo pose in mezzo a loro e, abbracciandolo, disse loro: «Chi accoglie uno solo di questi bambini nel mio nome, accoglie me;

14 Mistero augusto della notte, silenzio adorante delle cose, tu sentiresti il Verbo di Dio scendendo delle sedi sovrane. Nel grembo di una povera fanciulla, è plasmato un piccolo corpo umano e ¡che delizia! nasce bambino, Verbo di Dio che non parla, Creatore che vive in miseria, Onnipotente portato in braccia, Eterno bambino di pochi giorni, Immenso che ha voluto inserirsi tra le membra piccole d'un neonato, confuso in picolezza, nella dimenticanza, con le cose oscure. Re della povertà tra i poveri, Re della debolezza tra i deboli. Sono capoto contro l'aria di neve è il sofio del bue e l'asino, oltre al petto amorevole della Donna più vergine e più madre. La terra, il mare, il sole, si vergognano di essere grandi; i forti, i potenti, cercano il riparo degli umili: il leone pascolerà con la peccora, il leopardo abita con la gazzela. (Carles Cardó, Salmo delle piccole cose) Il bambino è l’ultimo-primo Angolo di Cafar- nao

15 e chi accoglie me, non accoglie me, ma colui che mi ha mandato»

16 Dio non smette d’inviarci bambini per accoglierli Accogliere un bambino è accogliere Gesù e lo stesso Padre Spiaggia di Cafarnao

17 Signore, siamo qui, perché ci aiuti a diventare così “piccoli” per capire il valore dell’ACCOGLIENZA

18 Monache di S. Benedetto di Montserrat


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