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PAUL GAUGUIN Paul Gauguin (1848-1903) nacque a Parigi, ma trascorse l'infanzia in Perù. Tornato in Francia, svolse vari mestieri; dal 1883 sì dedicò completamente.

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1 PAUL GAUGUIN Paul Gauguin ( ) nacque a Parigi, ma trascorse l'infanzia in Perù. Tornato in Francia, svolse vari mestieri; dal 1883 sì dedicò completamente alla pittura. Al 1886 risale il suo primo soggiorno nel villaggio di Pont-Aven in Bretagna, dove si era andata formando una colonia di artisti attratti dalla bellezza selvaggia del luogo e dalla sua cultura, un miscuglio di cristianesimo primitivo e di superstizione. Dopo un viaggio a Panama e in Martinica, tornò in Francia nel 1888 e visse per un breve periodo ad Arles assieme a Vincent van Gogh e successivamente a Pont- Aven. Alla ricerca del primitivo, dell'incontaminato compì due viaggi a Tahiti: il primo dal 1891 al 1893 e il secondo dal 1895 al 1901; morì pochi anni dopo nelle isole Marchesi. Gli inizi della sua pittura furono impressionisti ma già nel 1888 il suo modo di dipingere muta completamente. I colori erano dati per ampie campiture piatte e, più che dei colori complementari, Gauguin faceva uso di quelli primari: rosso, giallo, blu. Paul Gauguin

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4 La visione dopo il sermone contiene gli elementi essenziali della poetica di Gauguin. L’artista voleva dare una forma al sentimento della gente, che credette di vedere la lotta di Giacobbe con l’Angelo all’uscita della Chiesa. Un gruppo di contadine “vede” la scena della lotta. L’albero in diagonale separa simboli- camente la sfera della realtà da quella dell’immaginazione. Qui non vi è assolutamente naturalismo. Il rapporto prospettico tra le figure è molto equivoco e dubbio. Il quadro si presenta con una evidente bidimensionalità che nega qualsiasi costruzione naturalistica e prospettica. Ciò viene ulteriormente confermato dal colore rosso steso con tale uniformità da non far capire se rappresenta un piano orizzontale, verticale, o di altra inclinazione. Il quadro cerca una significato che va al di là di un semplice episodio: vuole proporre invece una riflessione più universale sulla capacità di penetrazione, anche delle persone semplici come le donne raffigurate sul quadro, di quei misteri invisibili e insondabili che sono presenti nelle Sacre Scritture.

5 Presenta contorni marcati, piani di colore uniforme, bidimensionalità, figure e ambientazione semplificate. Usa uno stile che lui definisce sintetista ed inoltre unisce due dimensioni diverse: quella reale (le donne che assistono alla predica) e quella immaginata (la lotta di Giacobbe con l’angelo, vista durante un momento di preghiera, con gli occhi della mente e secondo la religiosità semplice e popolare delle donne bretoni) Sul piano compositivo l’artista separa realtà e visione mediante la diagonale del tronco d’albero, secondo uno schema derivato dall’arte giapponese Il colore diventa espressione dell’irrapresentabile, di un’emozione pura, di uno stato d’animo, con la stessa libertà della musica. In tale senso Gauguin attua un vero e proprio superamento dell’impressionismo (legato alla verità ottica), aprendo la strada al simbolismo.

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8 Precisa struttura geometrica: il margine destro del legno della croce coincide con la mezzeria della tela, mentre tutte le figure sono a sinistra, comprese tra l’asse e una diagonale

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10 II titolo del quadro, Ia orana Maria, è una traduzione maori delle parole "Ave Maria". È una delle prime tele dipinte da Gauguin a Tahiti, da lui stesso descritta in una lettera del marzo 1892: «Un angelo dalle ali gialle indica a due donne tahitiane Maria e Gesù, pure tahitiani. Nudi vestiti del pareo, una specie di indumento di cotone a fiori che si porta come si vuole attorno alla cintola. Nello sfondo tetre monta­gne e alberi fioriti. Una strada porpora cupo e il primo piano verde, a sinistra qualche banano. Ne sono piuttosto soddisfatto».

11 Colori splendenti e semplice struttura compositiva la orana Maria rende immediatamente conto della meraviglia di Gauguin di fronte alla natura selvaggia e ricca di colori di Tahiti, vero e proprio paradiso in terra per un uomo appena arrivato dall'Europa. Sullo sfondo si intravedono delle capanne col tetto di paglia su una spiaggia dai riflessi rosati. Tra le molte piante esotiche raffigurate, In una sorta di straordinario giardino botanico, si riconoscono un cocco, un albero del pane, degli ibischi con i loro tipici fiori rossi e una tiare moorea, una pianta dai fiori bianchi molto profumati. L'opera è impostata sulla semplice combinazione delle verticali degli alberi e delle figure e delle orizzontali del terreno che si estende in lontananza. La ricca cornice cromatica raggiunge la sua maggiore intensità nel rosso e nel blu dei pareo delle donne o nel giallo delle ali dell'angelo. Il colore luminoso dei personaggi non serve solo a farli risaltare ma anche a Inserirli organicamente nel lussureggiante ambiente naturale. Riunisce tre motivi iconografici cristiani: l’Annunciazione, la Natività e l’Adorazione dei magi

12 Concetto cattolico interpretato in chiave polinesiana Pur non essendo religioso nel senso comune del termine, Gauguin dipinse soggetti religiosi sia durante il periodo passato in Bretagna, sia nel corso dei suoi soggiorni a Tahiti. Da mistico, credente nella primitiva bontà dell'uomo incontaminato dalla società industriale, appena giunto a Tahiti realizzò questo quadro, interpretando in chiave polinesiana il soggetto cattolico della Madonna con il Bambino così come qualche anno prima aveva raffigurato, in Giacobbe che lotta con l'angelo, le visioni religiose dei contadini bretoni. Le due figure di giovani tahitiane in preghiera sono le esotiche controfigure dei Magi. La natura morta in primo piano, disposta su un piccolo altare di legno, composta di banane e altri frutti esotici, può evocare non solo i doni dei Magi, ma anche le offerte che i tahitiani facevano agli idoli della loro religione maori. Gauguin dunque riunisce qui i misteri delle religioni occidentali e orientali, raffigura una natura generosa e, soprattutto, offre concretamente un paradiso terrestre extra- europeo, libero da colpe, incontaminato da ogni volgare materialismo. CONCETTI CHIAVE intensità e ricchezza cromatica semplicità della struttura compositiva fusione di elementi della simbologia religiosa cristiana e polinesiana

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14 Sintetismo è infatti il termine che lo stesso Gauguin affiancò a Impressionismo quando nel 1889, approfittando dell'Esposizione Universale, organizzò una mostra (che non ebbe successo) del «Gruppo impressionista e sintetista». Ma è nell'isolamento dei mari del Sud, a Tahiti e nelle Isole Marchesi, che la pittura di Gauguin riesce a dare il meglio di se stessa. Ad Aha oe feii? (Come! Sei gelosa?), un dipinto del 1892, Gauguin attribuiva un grande significato. Infatti, in una lettera a un amico scriveva: «Ho fatto ultimamente un nudo a memoria, due donne sulla spiaggia, credo che sia anche la mia cosa migliore fino ad oggi». Il soggetto è tratto da un fatto a cui Gauguin aveva assistito. Egli racconta nel suo libro Noa Noa: «sulla spiaggia due sorelle che avevano appena fatto il bagno, distese in voluttuosi atteggiamenti casuali, parlano di amori di ieri e di progetti d'amore di domani. Un ricordo le divide: "Come! Sei gelosa?"». Il dipinto, naturalmente, rielabora l'episodio che, privo di valori descrittivi, possiede soltanto valori pittorici. Sulla sabbia rosa, nei pressi dell'acqua i cui riverberi e scintillii sono interpretati come chiazze di colore grigio, ocra, arancio e nero, due fanciulle si riposano. L'una è distesa in pieno sole, l'altra è accoccolata, gravitante sul braccio destro e quasi completamente in ombra. Fra le due fanciulle (la seconda delle quali ricorda i profili delle divinità greche con la ghirlanda di fiori candidi che le cinge la testa e con i capelli raccolti dietro la nuca, fermati da un nastro azzurro) si sviluppa un contrasto immediato.

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17 Poco prima di un tentativo non riuscito di suicidio, Paul Gauguin dipinse la tela di grandi dimensioni che avrebbe dovuto essere una sorta di testamento spirituale: Da dove veniamo? Chi siamo? Dove andiamo? Si tratta di un dipinto molto più esteso in lunghezza che in altezza, tanto da poter essere paragonato a un fregio. Proprio del fregio classico, probabilmente, Gauguin voleva dare l'impressione. I bordi superiori della tela recano a destra la firma e la data d'esecuzione, a sinistra il titolo su un fondo giallo-oro. Secondo l'artista ciò era stato voluto perché il dipinto desse l'impressione di un affresco con gli angoli rovinati, realizzato su una parete d'oro.

18 Questo doveva essere il suo testamento spirituale. Così scrive all’amico Daniel de Monfreid: Vi ho messo prima di morire tutta la mia energia… I due angoli in alto sono giallo cromo con l’iscrizione a sinistra e la mia firma a destra come un affresco rovinato agli angoli e applicato su un muro colore oro. Il dipinto si legge da destra a sinistra. L’opera ha un effetto di non finito poiché l’artista non si è volutamente attenuto alle regole accademiche della prospettiva, delle proporzioni, della perfezione esecutiva imposta dal mestiere, preferendo dare risonanza al colore e al suo potere di comunicare emozioni

19 [a] A destra, in basso, un bambino addormentato e tre donne sedute.

20 [b] Due figure vestite di porpora si confidano i propri pensieri.

21 [c] Una figura accovacciata, contro le leggi della prospettiva, leva il braccio.

22 [d] Al centro una figura maschile coglie frutti.

23 [e] Due gatti stanno accanto a un fanciullo.

24 [f] Una capra è vicina al fanciullo.

25 [g] Un idolo, con le braccia alzate, sembra additare l’aldilà.

26 [h] Una fanciulla seduta pare ascoltare l’idolo.

27 [i] Una vecchia accovacciata è presa dai suoi pensieri.

28 [l] Uno strano uccello bianco tiene una lucertola con gli artigli.

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