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Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 1 Prospettive sullintenzionalità

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1 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 1 Prospettive sullintenzionalità Il significato non esiste se non vi è unintenzione comunicativa Atteggiamento intenzionale = predisposizione naturale a interpretare lazione di qualsiasi entità come se fosse pianificata in modo consapevole e come se fosse dotata di unintenzione, regolata da un sistema di credenze, desideri e scopi (Dennett)

2 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 2 In psicologia, due significati di intenzionalità: a)Intenzionalità = proprietà essenziale della conoscenza umana in quanto coscienza di qualcosa (Brentano); questa direzionalità degli stati mentali verso qualche aspetto del mondo fenomenico valorizza il senso etimologico di intenzione come in-tendere (tendere verso) b)Intenzionalità = proprietà di unazione compiuta in modo deliberato, volontario e di proposito per raggiungere un certo scopo; tale azione ricade nellambito della propria responsabilità consapevole e diventa oggetto di sanzione morale in termini di approvazione o punizione

3 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 3 In entrambi i significati lintenzionalità è una proprietà di certi (non tutti) stati mentali Intenzione (condotta diretta al raggiungimento di uno scopo) Intenzione antecedente volontà e proposito di fare delle cose; progettazione e pianificazione di unazione per il conseguimento di uno scopo Intenzione-in-azione capacità di intervenire in modo intenzionale in una circostanza imprevista o, comunque, non pianificata

4 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 4 Intenzionalità e coscienza Lelaborazione di intenzioni richiede una condizione di coscienza Coscienza Consapevolezza delle proprie percezioni nel qui e ora (consapevolezza percettiva) e dei propri pensieri (consapevolezza cognitiva) Funzione di riflessione sui propri processi mentali attraverso lintrospezione (consapevolezza metacognitiva e introspettiva) Condizione di vigilanza focalizzata contrapposta a uno stato inconscio (funzione di monitoraggio e di controllo)

5 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 5 Somiglianze Disposizioni anticipatorie in grado di attivare la condotta del soggetto Non sono né vere né false, ma possono essere soddisfatte da certe condizioni della realtà Sono il motore motivazionale dellazione dellorganismo Intenzionalità e desiderio Differenze Il desiderio è soddisfatto non appena è raggiunto il risultato desiderato Le intenzioni sono soddisfatte solo se producono le azioni che conducono al risultato che si intende raggiungere Lintenzione è autoreferenziale; il suo contenuto proposizionale non è [succede x] o [faccio x], ma [faccio x per soddisfare la mia intenzione]

6 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 6 Intenzionalità e credenza Intenzioni Credenze conoscenze idonee a rappresentare la realtà a livello cognitivo Scelta la scelta è di ordine superiore e lintenzione è un sottoinsieme di ciò che uno sceglie, in quanto costituisce il risultato di una scelta

7 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 7 Il gioco intenzionale Gioco reciproco fra i partecipanti, caratterizzato da un processo di intenzionalizzazione (manifestazione di una data intenzione da parte del parlante) e da un processo dire-intenzionalizzazione (interpretazione dellintenzione da parte del destinatario) [Anolli e Ciceri]

8 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 8 Informazione senza la presenza di un comportamento intenzionale reciproco il messaggio è soltanto informativo e non comunicativo; quindi, la frase ha solamente un valore informativo Comunicazione lo scambio comunicativo avviene solo se il messaggio è prodotto intenzionalmente dal parlante ed è riconosciuto e interpretato intenzionalmente dal destinatario Informazione e comunicazione

9 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 9 Lintenzione comunicativa da parte del parlante I livelli di intenzione Il soggetto ha lintenzione globale di comunicare qualcosa a un destinatario, in modo più o meno unitario e coerente Grice ciò che è detto (what is said) = intenzione informativa (rendere manifesto al destinatario un determinato contenuto) ciò che si intende dire (what is meant) = intenzione comunicativa (m-intention: rendere consapevole il destinatario di qualcosa di cui non era prima consapevole)

10 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 10 Intenzione comunicativa = rendere reciprocamente manifesto al destinatario e al parlante che il parlante ha una determinata intenzione informativa (Sperber e Wilson) Principio dellintenzione primaria = intenzione referenziale, ovvero intenzione di fare riferimento a determinati aspetti della realtà che sono oggetto dello scambio comunicativo (Jaszczolt) Intenzione globale = intenzione unitaria di voler comunicare qualcosa da parte di un comunicatore a un destinatario

11 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 11 La gradualità dellintenzione comunicativa Gradualità intenzionale: consente ai partecipanti di mettere regolarmente a fuoco e di calibrare i diversi atti comunicativi nel corso delle interazioni della vita quotidiana Forza dellintenzione: è direttamente proporzionale allimportanza dei contenuti e delle informazioni trasmesse, alla rilevanza dellinterlocutore e alla natura del contesto Processo di messa a fuoco, puntualizzazione e calibrazione del messaggio prodotto

12 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 12 Gerarchia delle intenzioni: un singolo atto comunicativo può essere governato da una pluralità di intenzioni, incapsulate una nellaltra e disposte in modo gerarchico Principio della pars pro toto: nella produzione di un atto comunicativo il parlante può esprimere soltanto una parte dei suoi contenuti mentali Opacità intenzionale Lintenzione comunicativa, concretizzata in una frase o in un gesto, è limitata, parziale e sfumata Lavoro inferenziale da parte del destinatario Consente di evitare il rischio della trasparenza intenzionale

13 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 13 La sintonia semantica e pragmatica Intenzione comunicativa e attenzione Stretta interdipendenza fra intenzione comunicativa e attenzione Lattenzione consente di selezionare le informazioni più salienti e pertinenti per lelaborazione di un determinato atto comunicativo Lattenzione sostiene il processo di messa a fuoco e di realizzazione di una data intenzione comunicativa

14 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 14 Intenzione comunicativa e attenzione Due tipi di processamento attentivo: processamento automatico: rapido, coinvolge solo la memoria a breve termine e non richiede risorse attentive; possono svolgersi in parallelo diversi processi automatici senza interferenze reciproche e senza il controllo diretto del soggetto (attenzione orientata) processamento controllato: lento, richiede una notevole mole di risorse attentive, si svolge in modo seriale sotto il costante controllo diretto del soggetto (attenzione assidua) Il passaggio dal processamento automatico a quello controllato è reso possibile dallesercizio attraverso lacquisizione di abitudini

15 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 15 Intenzione comunicativa e attenzione In base a questa distinzionevariabilità continua e flessibilità estesa dellintenzione comunicativa Livello 0 (= informazione): il soggetto non ha una precisa intenzione comunicativa e reagisce in modo automatico a uno stimolo esterno (processamento pre-attentivo) Livello 1 (= intenzioni semplici): presenza di intenzioni di primo livello che comprendono sia atti comunicativi altamente stereotipati, sia gli scambi comunicativi comuni e abitudinari; intervento dellattenzione orientata Livello 2 (= meta-intenzione): comparsa di una intenzione di secondo livello, in quanto il soggetto ha la consapevolezza di comunicare comunicando (battuta di spirito, frase ironica ecc.)

16 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 16 La sintonia semantica e pragmatica (SSP) e il significato modale Processo che coordina in modo convergente e coerente i diversi sistemi di significazione e di segnalazione In condizioni di default, qualsiasi atto comunicativo, pur essendo costituito da diverse componenti, si presenta in modo armonioso e unitario Sorta di coalizione e fusione momentanea delle diverse parti del messaggio, le quali concordano le une con le altre Significato modale: significato prevalente e predominante che assume un dato atto comunicativo in condizioni di default, quando viene applicato il principio assumere per garantito

17 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 17 Il modello SSP Lipotesi del SSP è conforme con il modello connessionista, che prevede un processamento distribuito parallelo (PDP) della conoscenza La mente è formata da una rete complessa di connessioni che operano in parallelo Unintenzione comunicativa è vista come un pattern di attivazione di diverse unità (di input e di output), in cui ogni unità rappresenta il grado di presenza o di assenza di uno specifico pensiero

18 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 18 Il modello tradizionale della comunicazione a)unentità mentale è costituita da unoccorrenza atomica e discreta posizionata in uno specifico indirizzo della memoria semantica b)il significato e lintenzione sono operanti in modo dicotomico secondo la legge del tutto o niente (modello CNS) c)un dato significato è inserito in un sistema di altri significati e simboli

19 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 19 Il modello SSP a)unentità mentale è costituita dal sistema di attivazione di diverse unità dove ognuna di esse corrisponde al grado di presenza (o assenza) di un certo significato e pensiero b)sono possibili e realizzabili variazioni graduate e continue nella gestione del significato e dellintenzione comunicativa c)il significato è lesito del sistema di attivazione della rete d)lapprendimento è possibile anche a partire da singoli esempi e il processo di generalizzazione consente di applicare il loro significato a nuove occorrenze

20 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 20 Il modello SSP Lipotesi del PCC è conforme con il concetto di spazio globale di lavoro (Baars) Lesperienza consapevole e lintenzione comunicativa sono il risultato di unattività del sistema nervoso centrale in cui i diversi meccanismi di elaborazione delle informazioni competono fra loro per avere accesso alla possibilità di trasmissione. Il processore che vince distribuisce globalmente la sua informazione in tutto il sistema nervoso

21 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 21 Articolazione e produzione del messaggio Il modello olistico-funzionale di Levelt Le diverse unità dellinterazione comunicativa sono identificate e categorizzate come entità globali in base alla loro funzione Levelt studio del processo che va dallintenzione alla produzione del messaggio La comunicazione è unattività complessa che prevede lintervento sinergico e convergente di diversi processi fondamentali

22 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 22 1.Concettualizzatore: elaborazione di unintenzione, selezione delle informazioni pertinenti, organizzazione delle modalità con cui esprimerle. Accede a: conoscenze dichiarative (o proposizionali: proposizioni che stabiliscono una relazione fra due o più idee; enciclopedia delle conoscenze) conoscenze procedurali (rappresentate dalla forma SE X, ALLORA Y; forma di conoscenza in azione; concernono i modi e i procedimenti con cui sono svolti i compiti nei diversi contesti)

23 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 23 2.Messaggio preverbale: rappresentazione mentale di quanto il parlante intende comunicare allinterlocutore; output del Concettualizzatore. Due fasi: a)macropianificazione: consapevolezza ed elaborazione di una data intenzione comunicativa, con il conseguente recupero delle varie informazioni da manifestare b)micropianificazione:conferisce unadeguata forma proposizionale a ognuna di queste parti dellinformazione e attribuisce una prospettiva informativa a ciò che il soggetto intende comunicare

24 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 24 Formulatore: traduce la struttura concettuale in una struttura linguistica. Ha come input il messaggio preverbale. Due fasi: a) codificatore grammaticale: procedure per avere accesso ai lemmi e per realizzare la costruzione sintattica del messaggio. Produce la struttura di superficie del messaggio a) la struttura di superficie è sottoposta al codificatore fonologico: individua il piano fonetico (o articolatorio) corrispondente a ogni lemma e alla proposizione nella sua totalità Loutput del Formulatore è il piano fonetico del messaggio, ovvero il piano per la sua articolazione

25 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 25 Il modello olistico-funzionale di Levelt Articolatore: procede allesecuzione del messaggio per mezzo della muscolatura dellapparato respiratorio e degli altri organi di fonazione Loutput dellArticolatore è il discorso pronunciato Sistema di Comprensione del Parlato: favorisce il processo di riattribuzione di significato ai suoni emessi attraverso un processo di ascolto (auto-monitoraggio) dei propri enunciati

26 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 26 Il modello olistico-funzionale di Levelt Il modello olistico-funzionale di Levelt segue una pianificazione top-down del messaggio: importanza del piano e del programma cognitivo sottesi alla generazione del messaggio, nonché dei vincoli centrali della sua esecuzione lintenzione comunicativa resta al centro della produzione del messaggio e svolge la funzione di produzione di senso (sense-making) Limiti teorici: spiegazione della generazione di un messaggio come processo globale e come attività decontestualizzata non spiega la variabilità e la presenza di incoerenze nella produzione dei messaggi, poiché questi ultimi sono considerati come conformi al piano generale

27 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 27 Il modello della gestione locale e situata del messaggio Nessun messaggio è pianificato né eseguito secondo un insieme astratto e universale di regole, bensì secondo le condizioni del contesto di riferimento (OKeefe e Lambert) La generazione di ogni messaggio dipende dalla capacità di gestione locale dei pensieri e delle condizioni contestuali da parte del parlante, in rispondenza di una data intenzione comunicativa e in riferimento a uno specifico destinatario

28 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 28 Fuoco comunicativo = processo attivo di concentrazione dellattenzione e dellinteresse del parlante su certi aspetti della realtà È guidato da una specifica intenzione e si svolge lungo un certo percorso comunicativo che il soggetto percorre attraverso il campo dei propri pensieri

29 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 29 Intenzioni e strategie comunicative Strategia comunicativa: organizzazione strategica dellatto comunicativo attraverso la selezione dei contenuti da manifestare e delle modalità espressive da seguire scelta dellazione comunicativa più pertinente in una certa situazione ha un carattere di contingenza (pone a confronto diverse rappresentazioni di situazioni precedenti simili ed equivalenti e adatta alla situazione presente il percorso ritenuto più produttivo e consono)

30 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 30 La strategia comunicativa ha carattere di novità (implica limpegno cognitivo di generare un percorso comunicativo ad hoc, ottimizzando le opportunità e riducendo i vincoli) implica un processo attento di calibrazione cognitiva e affettiva del messaggio (coordinamento e regia di una sequenza articolata di livelli comunicativi, implica il controllo di numerosi gradi di libertà)

31 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 31 Intenzioni e strategie comunicative Il processo di calibrazione comunicativa: è di difficile gestione, poiché siamo in grado di conoscere il livello di forza e di efficacia di una determinata azione comunicativa soltanto a posteriori e non a priori Intenzione e strategia comunicativa Rapporto uno-a-molti: una data intenzione può trovare diversi percorsi strategici di comunicazione e, viceversa, una data strategia comunicativa non esprime in modo biunivoco una corrispondente intenzione

32 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 32 Lintenzione comunicativa da parte del destinatario Lipotesi dellintenzionalismo Psicologia del senso comune: lintenzione manifestata dal parlante pone dei vincoli rilevanti per il suo riconoscimento da parte del destinatario Il significato di un atto comunicativo dipende dallintenzione del parlante; il compito del ricevente è quello di riconoscere e di ricostruire lintenzione di partenza del parlante medesimo

33 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 33 Il problema della trasparenza intenzionale Meaning intention (o m-intention): P sa che A sa che P sa che A sa (e così senza fine) che P ha una determinata intenzione comunicativa; condivisione consapevole dellintenzione comunicativa del parlante (Grice) Reciproca consapevolezza fra il parlante e linterlocutore Rischio della trasparenza intenzionale la comunicazione è il risultato di unintenzione complessa che è soddisfatta nel medesimo momento in cui è riconosciuta dal destinatario. Questo atteggiamento implica una distorsione mentale nota come presunzione della comprensione

34 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 34 Dalla reciprocità intenzionale allattribuzione di intenzione Reciprocità intenzionale Lobiettivo comunicativo del parlante è quello di modificare lambiente cognitivo del destinatario Per avere successo, lo scambio comunicativo devessere caratterizzato non solo dalla manifestazione di unintenzione comunicativa da parte del parlante (m-intention), ma anche del suo riconoscimento da parte del destinatario

35 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 35 Reciprocità intenzionale Interazionismo simbolico (Mead) spiega la nozione di reciprocità intenzionale attraverso luso di una forma di conoscenza detta analogia con il sé: Egli è come me. Di conseguenza, sono nella situazione per capire la sua intenzione Idea di riconoscimento concezione bidirezionale della comunicazione, ma comporta a livello implicito una direzione asimmetrica della responsabilità comunicativa: il parlante appare più importante del destinatario

36 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 36 Reciprocità intenzionale Riconoscimento dellintenzione dipendenza semantica del destinatario rispetto al parlante: Lattività comunicativa del destinatario consiste in una specie di lavoro filologico di interpretazione semantica dellintenzione del secondo Opacità intenzionale: scarto sistematico fra lintenzione del parlante (non accessibile direttamente in modo esaustivo e completo) e il suo riconoscimento da parte del destinatario (parziale e limitato)

37 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 37 Attribuzione di intenzione Il principio del totum ex parte : il destinatario attribuisce unintenzione completa e coerente allatto comunicativo del parlante sulla base di un insieme ristretto e limitato di indizi e di elementi comunicativi il concetto di riconoscimento risulta essere insufficiente per spiegare lattività di interpretazione del destinatario Attribuzione di una intenzione: il ricevente ha latteggiamento mentale di attribuire unintenzione comunicativa al messaggio del parlante

38 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 38 Attribuzione di intenzione Alcune proprietà del processo di attribuzione: è un processo autonomo, realizzato soltanto dal destinatario è un processo attivo, poiché dipende soltanto dalle abilità e dallattività del ricevente è un processo soggettivo, in quanto esprime il suo punto di vista e la sua sensibilità Il destinatario può riconoscere lintenzione del parlante in modo preciso e attendibile, ma ha anche la possibilità di attribuirgli unintenzione per raggiungere determinati suoi scopi relazionali anche a un comportamento causale (ipertrofia dellintenzionalità)

39 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 39 Attribuzione di intenzione Prospettiva machiavellica della politica: si assume come standard di azione latteggiamento mentale di attribuire allavversario lintenzione più malevola e sfavorevole, in modo da: avere maggiori probabilità di prevenire e di difendersi dalle sue mosse elaborare strategie efficaci di intervento, con più elevate probabilità di successo Differenza nei punti di vista del parlante e del destinatario implica e presuppone in ogni caso una loro diversa interpretazione e un differente percorso di senso in relazione ai medesimi episodi

40 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 40 Molteplicità di interpretazioni dellintenzione comunicativa Manifestazione dellestesa gamma di gradi di libertà a disposizione del destinatario. Il significato assume aspetti paradossali. Appena si definisce un significato esso cambia (semiosi infinita). il significato letterale (o figurato) di un enunciato dipende dallattribuzione di intenzione operata dal destinatario; linterpretazione letterale è una fra le diverse soluzioni a disposizione linterpretazione autentica: problema di avvicinamento alla reale intenzione del parlante attraverso un processo di graduale approssimazione

41 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 41 Molteplicità di interpretazioni dellintenzione comunicativa Il principio del assumere per garantito (taking-for-granted): il destinatario propende ad accogliere il primo senso dellatto comunicativo che gli viene in mente e che non è immediatamente contraddetto da un altro significato Lattribuzione delle intenzioni comunicative rappresenta per il destinatario un compito psicologico importante, sottile e impegnativo in molti giochi comunicativi. Si tratta di modelli complessi di scambio che qualificano le relazioni fra individui nello stesso flusso di interazioni.

42 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 42 La pluralità di interpretazioni dellintenzione comunicativa Il significato appartiene allatto comunicativo per la sua posizione intermedia fra i partecipanti: esso non è dato né dallattività comunicativa svolta dal parlante Soltanto, né da quella messa in atto dal destinatario, bensì dalla loro attività congiunta in un processo condiviso di comprensione

43 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 43 Inferenza nellattribuzione delle intenzioni comunicative Comprensione inferenziale: il destinatario è in grado di elaborare una ipotesi sul significato del messaggio a partire dagli indizi comunicativi Inferenza = forma di ragionamento nella quale unipotesi è ammessa come accettabile sulla base di altre ipotesi la cui accettabilità è ammessa in partenza Modelli mentali = rappresentazioni mentali di situazioni reali, ipotetiche o immaginarie impiegate dal destinatario durante lattività inferenziale

44 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 44 Inferenza non dimostrativa nellattribuzione delle intenzioni comunicative Inferenza dimostrativa = applicazione di regole deduttive a un insieme di premesse di partenza (sillogismo) Inferenza non dimostrativa = unipotesi su quanto comunicato può essere confermata, ma non deduttivamente dimostrata o la forza di unipotesi di spiegazione e di interpretazione di quanto comunicato dipende dal grado di plausibilità di tale ipotesi o entrano in gioco ipotesi fattuali, connesse con la rappresentazione di fatti e di episodi contingenti che vengono a costituire loggetto dello scambio di comunicazione

45 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 45 Linferenza non dimostrativa Regole di eliminazione Modus ponendo ponens input(i) P (ii) se P allora Q outputQ Modus tollendo ponens a) input(i) P o Q (ii) non P outputQ b) input(i) P o Q (ii) non Q outputP

46 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 46 Linferenza non dimostrativa Sulla scorta di questi procedimenti, il destinatario è in grado di fare delle implicazioni su quanto comunicato dal parlante, cioè di inferire di più di quanto venga detto In condizioni di comunicazione per default, i partecipanti fanno riferimento a rappresentazioni mentali incomplete e approssimative

47 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 47 Linferenza abduttiva e le euristiche nellattribuzione delle intenzioni Analisi dei processi inferenziali: tre forme fondamentali di inferenza (Peirce) Ciascuna combina in modo differente tre aspetti: una regola, un esempio particolare (o caso), il risultato

48 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 48 Deduzione Regola Tutti i fagioli contenuti in questo sacco sono bianchi Caso Questi fagioli provengono da questo sacco Risultato Questi fagioli sono bianchi Tipo di inferenza monotonica in cui passiamo con il ragionamento da una regola (o generalizzazione) a un caso particolare; in tal modo non otteniamo nessun guadagno semantico in termini di comunicazione

49 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 49 Induzione Caso Questi fagioli provengono da questo sacco Risultato Questi fagioli sono bianchi Regola Tutti i fagioli contenuti in questo sacco sono bianchi Forma di inferenza non monotonica nella quale passiamo da molti casi particolari a una generalizzazione (o legge)

50 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 50 Abduzione Regola Tutti i fagioli contenuti in questo sacco sono bianchi Risultato Questi fagioli sono bianchi Caso Questi fagioli provengono da questo sacco Tipo di inferenza non monotonica in cui si passa a ritroso dagli effetti alle cause, nel tentativo di spiegare qualcosa che è già accaduto; si procede per congetture e si tenta di indovinare una soluzione

51 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 51 Linferenza abduttiva Negli scambi comunicativi quotidiani facciamo ricorso, di solito, allinferenza abduttiva per capire ciò che laltro comunica Non avendo a disposizione una rappresentazione completa di quanto laltro comunica, non siamo in grado di fornirne una spiegazione esauriente e, di conseguenza, siamo portati a indovinare e a fare delle congetture su quanto viene comunicato

52 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 52 Linferenza abduttiva Il procedimento abduttivo è influenzato dai processi di fissazione comunicativa: concentrazione attentiva su aspetti parziali e limitati di quanto è stato comunicato, assumendoli come se fossero la totalità del messaggio è una forma di fissità funzionale dellattenzione e del pensiero

53 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 53 Le euristiche Entrano in azione le euristiche: procedimenti logici, forme semplificate ed economiche di ragionamento, in grado di ridurre la complessità degli elementi e di fornire una spiegazione al meglio di quanto viene comunicato Euristica della rappresentatività: la tendenza a ritenere accettabile o meno unaffermazione in base alle conoscenze stereotipate in proprio possesso

54 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 54 Le euristiche Euristica della conferma: la tendenza a identificare soltanto gli indizi che confermano la propria ipotesi Euristica della disponibilità: la tendenza a ritenere credibile unaffermazione circa un determinato evento, in quanto è conforme con la probabilità di frequenza di quellevento

55 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 55 Il ragionamento controfattuale Ragionamento controfattuale: sorta di simulazione mentale in cui si modifica un antecedente, in modo da ottenere un esito diverso da quello reale; tale modificazione prende la forma di SE … ALLORA INFERENZA ABDUTTIVA + RICORSO ALLE EURISTICHE + RAGIONAMENTO CONTROFATTUALE = RAZIONALITA LIMITATA

56 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 56 La razionalità limitata I partecipanti non comunicano come se fossero dotati di una razionalità olimpica, perfetta ed esente da limiti e imperfezioni I partecipanti possono raggiungere, di volta in volta, soltanto un ottimo locale sul piano della comunicazione Di conseguenza, lattribuzione di una intenzione comunicativa al messaggio del parlante è indeterminata, poiché può prendere diversi percorsi, nessuno dei quali è privilegiato né pienamente prevedibile

57 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 57 La sincronia comunicativa Nella gestione dellinterazione comunicativa, gli interlocutori sono sul medesimo piano e condividono la stessa responsabilità nella gestione della interazione comunicativa Comunicazione = forma di partecipazione: prodotto congiunto della collaborazione fra gli interlocutori Coordinazione interattiva: quando le persone comunicano, devono adattare i loro stili le une con le altre Adattamento reciproco: le persone devono adattare la loro condotta, sincronizzare i loro tempi e il loro ritmo

58 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 58 La sincronia comunicativa Sincronia comunicativa: proprietà globale e fondamentale della comunicazione La dimensione temporale è molto importante nellorganizzare la sequenza degli scambi comunicativi

59 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 59 La sincronia comunicativa Teoria dellaccomodazione comunicativa (Communication Accomodation Theory, CAT): le strategie di sintonizzazione e di accomodazione consistono in una gamma estesa di segnali linguistici e non linguistici Possibilità di adattare i nostri atti comunicativi a quelli del partner. La sequenza degli scambi può assumere due direzioni: convergenza: le modalità comunicative di entrambi gli interlocutori diventano più simili e assumono una forma omogenea divergenza: le differenze diventano progressivamente più grandi e si crea un processo di scismogenesi

60 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 60 La sincronia comunicativa Lemergenza dei modelli di sincronizzazione e di adattamento ha unimportanza cruciale nellassicurare efficacia e comprensibilità alla comunicazione Questa condizione diventa essenziale nelle fasi di transizione relazionale, quando si mettono in atto significativi processi di allontanamento e di avvicinamento (es. seduzione)

61 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 61 Le intenzioni collettive Genesi e comprensione delle intenzioni collettive (Searle) Concezione capitalista le intenzioni collettive non sono altro che la somma delle intenzioni individuali Concezione additiva e meccanicistica: tante intenzioni individuali non danno come risultato finale unintenzione collettiva; nellintenzione collettiva vi è una forma di cooperazione che non è generata dalla somma di singole intenzioni individuali

62 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 62 Le intenzioni collettive Concezione socialista le intenzioni collettive sono generate da una mente e da una coscienza di gruppo Non esiste una mente di gruppo, né un inconscio di gruppo; la società è formata soltanto da individui e la coscienza è soltanto nella mente degli individui

63 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 63 Le intenzioni collettive Searle: intenzioni collettive (We-intentions) Sono espresse nella seguente forma: Noi intendiamo fare lazione A, esistente nella mente di ogni agente che agisce come parte del gruppo Il contributo personale è rappresentato dalla forma: Io intendo fare lazione B come parte del nostro fare lazione A

64 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 64 Le intenzioni collettive Intenzione individuale: ottenere lo scopo A per mezzo dellazione B Intenzione collettiva: ottenere lo scopo collettivo A per mezzo delle azioni individuali B Nellintenzione collettiva la componente individuale dellazione collettiva svolge il ruolo di mezzo rispetto allo scopo collettivo e condiviso interdipendenza e influenza reciproca fra le due componenti Tuttavia, vi è ununica rappresentazione mentale che congiunge in modo unitario lintenzione individuale e locale con lintenzione collettiva e globale

65 Luigi Anolli (a cura di), Fondamenti di psicologia della comunicazione, Il Mulino 2011 Capitolo IV. Intenzione e comunicazione 65 Le intenzioni collettive Unefficace realizzazione delle intenzioni collettive comporta il senso dellaltro come partecipante a unattività di collaborazione e cooperazione Il senso dellaltro favorisce il senso della squadra e la consapevolezza di cantare in coro, pur ciascuno con la propria voce e la propria mente


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