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Economia e società nel ‘900

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Presentazione sul tema: "Economia e società nel ‘900"— Transcript della presentazione:

1 Economia e società nel ‘900
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Fin dal secondo ‘800, l’economia capitalistica dimostra di essere soggetta ad un andamento ciclico: congiunture positive si alternano infatti a fasi critiche. espansione crisi ripresa stagnazione recessione copyright f. meneghetti itisplancktv 03 ..

3 Le crisi del mercato mondiale
Gli ultimi duecento anni sono stati marcati inesorabilmente da crisi Secondo l’economista sovietico Kondratiev ogni anni una crisi di sovrapproduzione sconvolge il sistema economico, riformula gerarchie, obbliga a rinnovare processi di produzione: Ognuna delle fasi di espansione (è preannunciata da trasformazioni importanti di varia natura, fra l’altro da una concentrazione di innovazioni tecnologiche, che sconvolgono le forme di organizzazione della produzione e del lavoro. A sua volta, la crisi di transizione si esprime attraverso lo sconvolgimento dei rapporti di forza sociali e politici, che avevano governato la fase precedente.). copyright f. meneghetti itisplancktv 03

4 Tre esempi di crisi capitalistica
. La lunga depressione ( ) La crisi del ‘29 La stagflazione ( ) copyright f. meneghetti itisplancktv 03

5 La lunga depressione (1873-1896)
La crisi inizia, paradossalmente, dall’innovazione tecnologica che incrementa la produzione industriale fino a generare sovrapproduzione. deflazione sovrapproduzione crollo prezzi riduzione consumi caduta profitti licenziamenti copyright f. meneghetti itisplancktv 03

6 La seconda rivoluzione industriale
L’ applicazione alla produzione industriale delle scoperte tecnico-scientifiche dell’ ‘800 ha effetti radicali sull’organizzazione del lavoro, tanto che si parla di seconda rivoluzione industriale. La crisi è effetto dell’innovazione, ma spinge verso un ulteriore rinnovamento Organizzazione scientifica del lavoro (taylorismo) Concentrazione del capitale (monopoli, trust, cartelli) Catena di montaggio (applicata per prima dalle industrie Ford) Avvio produzione beni di massa copyright f. meneghetti itisplancktv 03

7 Il modello del fordismo
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8 Il modello del mercato mondiale
FABBRICA IMPRENDITORI LAVORATORI profitti conflitto Lavoro nazionale capitali nazionali prodotti STATO copyright f. meneghetti itisplancktv 03

9 Il crollo di Wall Street : la grande crisi
Un grave crollo finanziario ed economico colpisce gli USA nel ’29: data la dipendenza dell’economia occidentale dai capitali americani, la crisi si estende anche in Europa, provocando fallimenti, suicidi, disoccupazione. L’analisi delle cause è complessa (le speculazioni in Borsa rappresentano solo uno dei fattori scatenanti). Interessante è l’effetto: per la prima volta sono posti in dubbio i principi del laissez faire, ovvero del liberismo. copyright f. meneghetti itisplancktv 03

10 Il new Deal: l’intervento statale in economia
Accogliendo le idee dell’economista inglese L. M. Keynes, il presidente americano Roosvelt avvia una campagna di lavori pubblici per creare lavoro, aumenta i salari, riduce gli orari di lavoro e blocca i prezzi, così da sostenere il potere d’acquisto, e quindi i consumi, e dar fiato all’economia. Inoltre introduce un controllo pubblico, prima inesistente, sulle banche e sulla borsa. copyright f. meneghetti itisplancktv 03

11 Immagini della grande depressione
Da ricordare: Furore di Steimbeck (poi anche film) copyright f. meneghetti itisplancktv 03

12 Gli effetti della crisi in Europa
La crisi del ’29 investe, in Europa, un tessuto economico che stava ancora rimarginando le ferite della Grande guerra. Ad esserne colpita in modo particolare è la Germania, appena uscita da un’inflazione terribile. La crisi, generando paure ed insicurezze, favorì l’avvento del nazismo, il quale creò il mito di un complotto “giudaico” contro la razza ariana, alimentando l’odio verso gli ebrei (spesso banchieri, negozianti, prestatori di denaro). copyright f. meneghetti itisplancktv 03

13 Le risposte europee alla crisi
I singoli stati reagirono mettendo in atto, in generale, forme di protezionismo. In Italia il fascismo creò l’IRI per salvare banche e industrie minacciate dalla crisi e, a partire dal 1935, avvio l’autarchia (con annesse battaglia del grano e bonifica integrale) In Germania ugualmente fu avviata una politica economica pianificata dallo stato, basata su riarmo ed autarchia. La Russia, infine, al di fuori del sistema capitalistico, passa comunque ad un’economia rigidamente pianificata. copyright f. meneghetti itisplancktv 03

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Durante la guerra La guerra determina sempre sconvolgimenti profondi nell’economia e tende ad accentuare il dirigismo statale, mentre la popolazione civile paga il prezzo delle spese militari. Sono frequenti i fenomeni di accaparramento dei viveri, l’inflazione, la “borsa nera”. V, la scheda economia/guerra in: copyright f. meneghetti itisplancktv 03

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L’era del dollaro Con la seconda guerra mondiale ancora in corso, là dove l’apporto militare e tecnologico statunitense si rivela decisivo, vengono presi gli accordi di Bretton Woods (1944), presi al fine di rilanciare gli scambi commerciali. Essi assegnano al dollaro (unica moneta convertibile in oro) il ruolo di mezzo di scambio internazionale. E’ un segno della nuova supremazia dell’economia americana su scala mondiale. copyright f. meneghetti itisplancktv 03

16 Il boom del secondo dopoguerra
A partire dal 1946 fino al 1973 si registra una fase espansiva senza precedenti, legata da un lato al piano Marshall per la ricostruzione, dall’altro ai rivoluzionari progressi tecnologici (che poi daranno vita alla terza rivoluzione industriale o rivoluzione informatica). Diversamente dal boom produttivo di fine ‘800, non si verifica sovrapproduzione perché i consumi sono sostenuti dalla pubblicità, che garantisce un relativo equilibrio tra domanda ed offerta. copyright f. meneghetti itisplancktv 03

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Il miracolo economico Per alcuni paesi come il Giappone, la Germania, l’Italia, la crescita economica è tale da far parlare di miracolo economico. In Italia (dove viene adottata, da parte dei governi, la linea liberista di Luigi Einaudi) tale “miracolo”, che comporta il sorgere di un triangolo industriale a nord-ovest, si basa soprattutto sui bassi salari degli operai. Questo intenso sviluppo non riesce tuttavia a rimuovere il gap tra nord e sud del Paese, che anzi conosce un’ondata migratoria dal meridione verso Torino e Milano. copyright f. meneghetti itisplancktv 03

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Alcuni dati Dal libro dei conti di una famiglia (madre casalinga; padre fotografo dipendente, con stipendio più alto della media*, pari a lire fino al 1967): Data Elettrodomestico o auto Costo 1958 frigorifero lire 1960 televisore lire 1965 auto usata (Fiat 600) lire 1969 lavatrice lire * Alcuni riferimenti sui salari: (salario operaio tessile nel biellese; salario operaio Fiat per 211 ore mensili; 229 lire paga media oraria di un operaio in Italia: 350 in Germania, 380 in Francia, 411 in Inghilterra) copyright f. meneghetti itisplancktv 03

19 La società italiana nella canzone (1967)
I Giganti: Me ciami Brambilla e fo l’uperari/ lavoro la ghisa per pochi denari/ e non ho in tasca mai/ la lira per andare a ballare con lei… (Proposte) Sergio Endrigo: Un treno che viene dal sud/ sudore e mille valigie/ occhi neri di gelosia (Il treno che viene dal sud) Luigi Tenco: la solita strada, bianca come il sale/ il grano che cresce, i campi da arare/ ../un bel giorno basta e andare via/ e poi mille strade /grigie come il fumo/ in un mondo di luci/ sentirsi nessuno.. (Ciao amore ciao) copyright f. meneghetti itisplancktv 03

20 Gli incentivi statali allo sviluppo
Alla base del miracolo economico italiano c’erano stati anche degli interventi statali volti a sostenere le aree deboli. Alcuni furono paragonabili, per importanza, alla creazione dell’IRI. Così venne istituita, nel 1950, la Cassa per il Mezzogiorno, al fine di sostenere lo sviluppo del sud Italia, anche se i risultati furono modesti, se non inquietanti (perché la mafia riuscì ad accedervi). Nel 1957, invece, passò la legge sulle aree depresse voluta espressamente dai parlamentari veneti DC per trasformare in senso industriale una regione che era ancora agricola, con il motto “una fabbrica per ogni campanile”. Essa consentiva un’esenzione fiscale per 25 anni per le imprese che si insediavano nelle aree depresse (nel Veneto, nel 1966, tali erano considerati 82 comuni su 100). copyright f. meneghetti itisplancktv 03

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Il welfare state Rifacendosi ad alcuni principi keynesiani, alcuni stati europei, come la Gran Bretagna e le monarchie scandinave, adottano il modello del welfare state, o stato del benessere, che prevede siano erogati dallo stato i servizi rispondenti ai bisogni essenziali (sanità –pensioni di vecchiaia – istruzione – servizi sociali). Chiaramente tale modello si pone in antitesi alle prospettive liberistiche o neo-liberistiche, prevalse negli USA, pur garantendo l’iniziativa privata e collocandosi al di fuori del socialismo. copyright f. meneghetti itisplancktv 03

22 La crisi energetica e la stagflazione
Il miracolo economico dell’ultimo dopoguerra si sgonfia per un concorso di cause: anzitutto nel 1971 il presidente americano Nixon scioglie unilateralmente gli accordi di Bretton Woods, con il risultato che si viene a creare un caos monetario; poi, in seguito alla guerra del Kippur (1973) i paesi dell’OPEC aumentano il prezzo del greggio, decuplicato in sette anni, per ritorsione contro gli Usa che appoggiano lo stato di Israele. Infine il ciclo di prosperità economica appare esaurito e l’economia entra in crisi. Ne deriva una fase di stagnazione, che si combina però, con l’ inflazione in una inedita e micidiale miscela. La crisi si protrae fino alla metà degli anni ’80. copyright f. meneghetti itisplancktv 03

23 La terza rivoluzione industriale
Un nuovo salto tecnologico, favorito dalla promozione degli studi scientifici da parte dei governi, avviene a partire dagli anni ’70, con l’utilizzo di nuove fonti energetiche (es. il nucleare), e l’applicazione delle ultime conoscenze elettroniche ed informatiche all’industria e, soprattutto, al terziario. Scompaiono certi lavori manuali, ma anche posti di lavoro. CIBERNETICA (poi informatica) Indica i sistemi di calcolo affidati ad una macchina AUTOMAZIONE comporta l’applicazione dell’elettronica alle industrie (macchine controllano altre macchine) copyright f. meneghetti itisplancktv 03

24 Il modello giapponese: il toyotismo
Con l’automazione industriale, viene abbandonato il modello fordista di organizzazione del lavoro e si passa ad un nuovo sistema messo a punto in Giappone, uno dei paesi più pronti a reagire alla crisi degli anni ‘70. Produzione snella (o just in time) con eliminazione del magazzino, e “qualità totale” sono i due principali ispiratori di questo modello, imitato dai paesi industrializzati d’occidente. copyright f. meneghetti itisplancktv 03

25 Lo schema del toyotismo
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26 MERCATO MONDIALE DELLE MERCI
profitti prodotti FABBRICA MERCATO MONDIALE DEL LAVORO MERCATO MONDIALE DELLA FINANZA Lavoro delocalizzato Capitale delocalizzato LAVORATORI IMPRENDITORI STATO ? copyright f. meneghetti itisplancktv 03

27 Le “tigri”asiatiche: dall’euforia alla crisi
Una novità degli anni ’80 è rappresentata dal rapido decollo industriale, favorito dal protezionismo statale, di paesi come l’Indonesia, la Malesia, la Thailandia, le Filippine, la Cina, che si uniscono così alle “tigri” asiatiche più anziane, come la Corea del Sud, Taiwan, Hong Kong e Singapore, cresciute sulla scia del Giappone. Insieme, formano il terzo polo economico del mondo e, aderendo all’Apec (Associazione Nazioni Asia Sud Est), esercitano una pericolosa concorrenza verso la Nafta (nordamericana) e l’Unione europea. La rapida crescita ha generato un clima di euforia nella finanze internazionali, che si è rivelato molto pericoloso nella crisi del , quando sono emersi i limiti di questo sviluppo pompato, mentre gli investitori di tutto il mondo hanno rischiato il crac. copyright f. meneghetti itisplancktv 03

28 L’unità economica europea
Gli anni ’70 ed ’80 hanno segnato il rilancio della CEE, sorta nell’immediato dopoguerra, e degli sforzi di cooperazione europea. Compressa tra la concorrenza americana da un lato e da quella asiatica dall’altro, ha dovuto far quadrato per costruire, a partire dall’unione europea, una nuova forza politica, capace di superare antiche divisioni e di conservare un ruolo primario sulla scena mondiale. Le tappe più importanti sono state: il trattato di Maastricht (Unione europea) L’avvio dell’ Euro ( ) copyright f. meneghetti itisplancktv 03

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Il mondo socialista Estraneo alle dinamiche del capitalismo, il mondo sovietico, dopo la rivoluzione, aveva conosciuto una storia economica a sé, passata attraverso il comunismo di guerra, la NEP, e, all’epoca di Stalin, i piani di sviluppo ed un dirigismo statale teso a privilegiare l’industria pesante. L’economia socialista russa si differenzia da quella cinese, più legata all’agricoltura, e presenta alcuni vantaggi: rimane fuori alla crisi del ’29, non conosce disoccupazione, prevede istruzione e sanità gratis. Tuttavia la mancanza di quelle libertà necessarie ad uno stato di diritto porta al crollo del sistema politico (1989): l’apertura improvvisa all’economia di mercato dell’ovest d’Europa si rivela però disastrosa, provocando al tempo stesso disoccupazione, rialzo dei prezzi, una nuova povertà, emigrazione, corruzione, criminalità. copyright f. meneghetti itisplancktv 03

30 La società e i suoi problemi
Qui si entra in un ambito molto vasto, e spesso legato all’economia, ma non solo. Una copertura completa di questo campo è difficile, ma si possono individuare alcune questioni “classiche”. Per il presente, molto più complesso, si può rinviare a qualche approfondimento, p.e. a Z. Bauman, il teorico della società “liquida”. (v. la voce su Wikipedia e copyright f. meneghetti itisplancktv 03

31 La questione (q.) sociale
Nel ‘900 si diffonde la “questione sociale” per antonomasia (complesso di problemi del nuovo ceto operaio) in ogni luogo raggiunto dall’industrializzazione. Si diffondono sindacati e partiti operai, come il PSI in Italia nel 1892 (differenza tra i due). Interviene il papa Leone XIII sulla questione sociale con l’enciclica Rerum novarum del 1891: a mezza via tra capitale e lavoro. Nascita di Leghe bianche e partiti cattolici (don Sturzo). copyright f. meneghetti itisplancktv 03

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La q. meridionale Problema tipico nella storia unitaria d’Italia, denota un grande squilibro tra nord, che ha spiegazioni storiche remote ed emerge dopo il 1860 (brigantaggio). Giolitti, nel primo ‘900, vara delle leggi speciali sul Mezzogiorno, visto come una colonia del settentrione. Nemmeno il “protezionismo” dello stato repubblicano (v. Cassa sul Mezzogiorno) risolve il problema. Anzi gli aiuti vengono intercettati dalla mafia. E’ uno dei problemi maggiori del nostro Paese, anche se esiste, secondo i commentatori politici, anche una questione settentrionale. copyright f. meneghetti itisplancktv 03

33 La q. femminile: il voto http://www.universitadelledonne.it/storia.htm
Il problema delle discriminazioni verso le donne ha dimensioni planetarie, ed ha risvolti politici, sociali, culturali, giuridici L’inizio del secolo vede i primi riconoscimenti del diritto di voto (Australia, Nuova Zelanda, poi paesi scandinavi) , richiesti dal movimento delle suffraggette Altri paesi europei danno il voto dopo la1^GM (per il riconoscimento del lavoro delle donne) In Italia la prima volta è il 1946 (dopo Resistenza). Ora il nuovo traguardo è quello delle cosiddette quote rosa. copyright f. meneghetti itisplancktv 03

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La q. f.: i diritti civili Un altro aspetto del problema è dato dalle discriminazioni dettate dalla legge nelle vita civile (famiglia, lavoro) e davanti alla legge. Per quanto riguarda la società italiana e l’evoluzione della norme negli ultimi 50 anni, si rinvia alla scheda “Memoranda rosa”. In una prospettiva globale, i problemi delle donne, specie in Asia, Africa e nei paesi islamici teocratici, sono enormi: si va da pratiche cruente come l’infibulazione, alla lapidazione per le adultere, allo sfruttamento sessuale, e a una serie infinita di discriminazioni. copyright f. meneghetti itisplancktv 03

35 Lo q. dello sviluppo sostenibile
Per sviluppo sostenibile, termine introdotto in preparazione della Conferenza di Rio delle Nazioni Unite su Ambiente e Sviluppo del 1992, si intende uno sviluppo in grado di soddisfare i bisogni delle generazioni presenti, in modo equo ed esteso, senza compromettere quelli delle generazioni future. Valore dell’ambiente, lungimiranza, equità sono tra i criteri più importanti di questa linea che si dovrebbe imporre per la salvezza del Pianeta terra, copyright f. meneghetti itisplancktv 03

36 Il g. del gap tra ricchi e poveri: è anche digital divide
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37 copyright f. meneghetti itisplancktv 03
La globalizzazione copyright f. meneghetti itisplancktv 03

38 copyright f. meneghetti itisplancktv 03
I problemi aperti, oggi copyright f. meneghetti itisplancktv 03

39 f. meneghetti itisplancktv 08
E poi: risparmio energetico pari opportunità nuove tecnologie e nuove forme di comunicazione il miracolo indiano e cinese i fondamentalismi il razzismo la multiculturalità eccetera eccetera eccetera f. meneghetti itisplancktv 08


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