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La scienza cognitiva Insieme di discipline che hanno: Come oggetto lo studio dei processi cognitivi Come metodologia il metodo Simulativo Ottagono cognitivo:

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La scienza cognitiva Insieme di discipline che hanno: Come oggetto lo studio dei processi cognitivi Come metodologia il metodo Simulativo Ottagono cognitivo:

Chomsky La grammatica/sintassi è una proprietà della mente Distinta dalla capacità di comunicare E una facoltà autonoma ed innata La comunicazione è solo.

Searle Riprende la letteratura degli atti linguistici ma ponendo più attenzione al mentale: - Atto illocutorio preso come unità di analisi e definito come:

Comunicazione e mass media Media Prospettiva tecnologica –Strumento per trasferire informazione –Comunicazione uno-molti Prospettiva culturale –Dispositivo.

La pragmatica Morris divide il linguaggio in: Sintassi (relazione tra segni tra di loro) Semantica (relazione tra segni e oggetti a cui si riferiscono)

La pragmatica cognitiva (Airenti, Bara, Colombetti, 83) Teoria computazionale dei processi cognitivi implicati nella comunicazione Comunicazione come atto.

Teoria della pertinenza Sperber-Wilson Prima teoria cognitiva della comunicazione Entrano nellambito della discussione tra comunicazione e psicologia vs.

Comunicazione non standard Tutto ciò che implica un allontanamento dalle regole per default Le metaregole bloccano il processo inferenziale standard nel.

Chomsky La grammatica/sintassi è una proprietà della mente Distinta dalla capacità di comunicare E una facoltà autonoma ed innata La comunicazione è solo.

Grice Significato naturale: quelle nuvole vogliono dire pioggia estrazione dinformazioni da indicatori significato degli eventi naturali processi inferenziali.

La comunicazione delle emozioni dalla psicologia allinformatica Marco Del Giudice 1.1.

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Presentazione sul tema: "La scienza cognitiva Insieme di discipline che hanno: Come oggetto lo studio dei processi cognitivi Come metodologia il metodo Simulativo Ottagono cognitivo:"— Transcript della presentazione:

1 La scienza cognitiva Insieme di discipline che hanno: Come oggetto lo studio dei processi cognitivi Come metodologia il metodo Simulativo Ottagono cognitivo: FilosofiaLinguistica Intelligenza artificiale Antropologia NeuroscienzePsicologia PsicopatologiaEducazione

2 Paradigma comune Il sistema cognitivo è visto come un calcolatore (elabora le informazioni) È visto come somigliante ad una macchina di Von Neumann Unità centrale di elaborazione Un magazzino di memoria Elaborazione delle informazioni di tipo seriale Costituita da programmi autonomi organizzati secondo Scopi-Sottoscopi-Autocontrollo

3 Uomo/macchina Uomo e macchina come: elaboratori dinformazione attraverso manipolazione di simboli Epistemologia operazionista: Costruire un programma capace di esibire un comportamento oggetto dinteresse Ricostruzione simbolica: Identità di risultato Equivalenza di procedura

4 Limiti Conoscenza del sistema mal definita a priori, descrizione del fenomeno non con sufficiente dettaglio: micromondi del mondo reale Sistema cognitivo come disincarnato e immateriale (caratteristiche mentali fortemente legate alle caratteristiche somatiche). Elaborazione sintattica dei simboli vs elaborazione semantica (Searle: esperimento della stanza cinese) Rappresentazioni simboliche fisicamente manipolabili: non corrispondenza con elaborazione del nostro cervello

5 Anello di congiunzione Per definire dei programmi al calcolatore abbiamo bisogno di avere una teoria sulla Rappresentazione della Conoscenza Luomo non percepisce il mondo in modo passivo Possiede degli SCHEMI che gli permettono di cogliere aspetti del mondo

6 Principale attività sociale umana Linguaggio come principale canale espressivo ma non si esaurisce nel linguaggio La comunicazione

7 Per comunicare usiamo Parole Disegni Scritture Azioni Emozioni Che cosa hanno in comune questi mezzi di comunicazione?

8 Wiener: messaggio comunicativo contrasta con lentropia crescente del sistema mondo –Riguarda perciò le aspettative dei partecipanti (es. silenzio a seguito di una domanda) Implica reciprocità (temporale/spaziale o entrambe) Si distingue da Estrazione di informazioni La comunicazione umana è intrinsecamente qualitativa (non quantità dinformazioni ma significato che inf. Hanno per il ricevente) Deve essere intenzionale Deve essere cosciente

9 Teoria matematica della comunicazione (Shannon e Weaver, 49) Perché ci sia informazione deve esserci anche la più minima variazione di segnale. Unità elementare bit (0-1). Il contenuto dinformazione di un messaggio è legato alla probabilità che venga emesso, tanto più informativo quanto più improbabile La probabilità non è sufficiente a stabilire limportanza di un messaggio La quantità dinformazione non è contesto indipendente, dipende dagli interlocutori Solo nellinterazione possiamo parlare di comunicazione

10 La comunicazione è dallestrazione dinformazione La comunicazione è intenzionale Inferire informazioni da altri, né consapevoli né desiderosi è estrazione dinformazione Comunicazione animale: Estrazione dinformazioni (non intenzionale/non simbolica) Indicatore: livrea, cornaaltezza Segno: nido, tracceimpronte digitali Comunicazione (intenzionale/non & simbolica) Segnale: colore durante il corteggiamento Simbolo: messaggio linguistico/extralinguistico

11 Riassumendo le teorie sulla comunicazione Teorie del codice: Comunicare significa codificare e decodificare informazione. Il significato di un messaggio è stabilito a priori –Shannon Waever –Teorie vero-condizionali Teorie inferenziali: Comunicare significa costruire un significato insieme al proprio interlocutore, nessun significato è stabilito a priori –Grice –Searle

12 Modello del codice Le frasi sono segnali (input) che codificano pensieri Il processo di decodifica prende i segnali e produce un messaggio associato a quel segnale tramite un sistema di codici Abbiamo visto come esista un gap tra decodifica dellinformazione semantica e i contenuti (pensieri) davvero intesi dal parlante Teoria del codice prevede un ulteriore livello di decodifica per il significato pragmatico Introduce il concetto di CONTESTO: le assunzioni che permettono di interpretare un enunciato: la conoscenza condivisa

13 Modello inferenziale Per comunicare bisogna essere almeno in due La comunicazione è il risultato di una attività congiunta, non riducibile a sequenze di messaggi Il significato del messaggio si costruisce insieme: attraverso le conoscenze condivise e la realizzazione nel qui ed ora a cui contribuiscono tutti i partecipanti Un messaggio non corrisponde mai ad un unico significato, significato è contrattato insieme –Ma che forma hanno queste inferenze? quali conoscenze condivise sono usate per comunicare?

14 Linguistica: enunciati, e linguaggio dei segni Extralinguistica: musica, gesti, risposte emotive (diverso da paralinguistico) La differenza tra le due non è sul modo in cui le informazioni vengono trasmesse ma sul processo di produzione (lingua dei segni) Comunicazione verbale & non verbale

15 Entrambi i canali sono intenzionali e simbolici Sono più efficaci con contenuti diversi In situazioni naturali interagiscono sempre a vicenda

16 Caratteristiche comuni PermanenzaImpermanenza Linguaggio: scritturaLinguaggio: parole a voce –Extra: pittografiaExtra: gesto

17 Comunicazione linguistica Composizionale: fa uso di un sistema di simboli (unità piccole componibili): il significato è linsieme degli atomi sia il loro ordine (frasi passive). Sistematicità: esistono regole sintattiche che organizzano lordine degli elementi Produttività: infinito lessico, infinito numero di frasi. Dislocazione: può fare riferimento a momenti/luoghi diversi dal momento del proferimento

18 Comunicazione extralinguistica? Associativa: non è fatta di costituenti, ma di elementi non scomponibili (ciascuno un significato atomico). Non è possibile una struttura sovraordinata ma solo la giustapposizione. Produttività limitata: limitato numero di segni condivisi Dislocazione: impossibile quella temporale, inutile quella spaziale Analogica: il simbolo rimanda alle proprietà caratteristiche delloggetto Condivisibile: autore/fruitore arbitrarietà delle immagini

19 Comunicazione culturale Le forme permanenti di comunicazione hanno permesso il potenziamento della conoscenza. Con la scrittura levoluzione della cognizione umana ha potuto espandersi oltre i confini fisici del cervello e di sfruttare le disponibilità presenti nellambiente. Scrittura artefatto di cognizione situata.

20 Levoluzione della comunicazione Minimo di comunicazione presente in tutti animali sessuati, dipende dalla complessità sociale Sistemi rigidi: tutti i segnali geneticamente costituiti (1 segnale = 1 significato) mammiferi inferiori Sistemi semirigidi: mammiferi sociali, significati composti Sistemi aperti: infiniti significati elementari infiniti modi di comporli Che relazione intercorre tra linguaggio e comunicazione nellevoluzione?

21 Continuità linguistica (Piaget, Bruner) il linguaggio si sviluppa da capacità comunicative non verbali (fasi premotorie), entrambe richiedono stessi passaggi cognitivi (allora perché scimpanzè non comunicano?) Discontinuità linguistica (Chomsky) Il linguaggio è di origine modulare e dovuto a complessa mutazione genetica non focalizzata, (non graduale). Non si è sviluppato per fini comunicativi ma poi stato utilizzato per questi (Pinker: esistono forme intermedie: Pidgin) Continuità extra-linguistica (Burling): somiglianze nelle capacità comunicative non verbali umane: Espressioni innate, non graduate, scarso bisogno di apprendimento (es. sorriso) Luomo si differenzia per canale linguistico

22 Discontinuità cognitiva 1% del genoma che ci differenzia dai primati ha determinato cambiamenti cerebrali importanti. Lente modificazioni hanno portato a protolinguaggio (importante per comunicazione e per pensiero e memoria) la comunicazione migliora con protolinguaggio e si crea circuito virtuoso

23 Fanno parte di una stessa competenze cognitiva? Necessario osservare lo sviluppo nella storia onto/filogenetico

24 Chomsky La grammatica/sintassi è una proprietà della mente Distinta dalla capacità di comunicare E una facoltà autonoma ed innata La comunicazione è solo una delle funzioni del linguaggio Grammatica come un sistema finito di regole per la generazione di frasi ben formate

25 Grammatica trasformazionale Ricerca di parametri universali che sono comuni a tutte le grammatiche particolari (corrisponde alla capacità dei bambini di imparare a parlare) Esiste un meccanismo mentale innato ed universale che permette di codificare certi eventi come esperienze linguistica (fornisce organizzazione cognitiva) Non trattare il linguaggio come sequenza di parole permette di acquisirlo minimizzando il ruolo dellesperienza

26 Le competenze linguistiche Proprietà geneticamente determinate, possono richiedere maturazione o lesposizione alle specifiche esperienze Principio delle dipendenza dalla struttura (una lingua si basa sulle relazioni strutturali che compongono gli elementi di una frase) Parametri sono invece dipendenti da una specifica lingua (richiedono esposizione per essere stabilito il valore specifico es. la posizione del soggetto) Diverso da PRESTAZIONE (procedure che gli uomini eseguono davvero)

27 Gli elementi Il linguaggio analizzabile per: –Struttura profonda (indaga le relazione strutturali della frase) –Struttura superficiale (i diversi elementi possono subire movimenti es. domande) –regole di trasformazione che permettono di passare da una allaltra (regole devono essere formalizzate) Gli elementi di base sono i sintagmi: –Nominale/aggettivale/verbale/preposizionale –Una frase è raggruppabile in diversi sintagmi (SN= N, Deter, A), a volte un sintagma composto da molte parole = nel mezzo del cammin di nostra vita (AVV)

28 SHRDLU (Winograd, 1972) Programma di calcolo per lanalisi sintattica del linguaggio (senza una teoria semantica) Programma in LISP- esperto di un mondo fittizzio (oggetti + Braccio meccanico) –Risponde adeguatamente a domande su suo dominio –Esegue ordini –Chiede chiarimenti

29 I Wittgenstein Tractatus philosoficus: recuperare lessenza del linguaggio trasformando le proposizioni del ling. Comune a ling. Logico-matematico Ridurre le forme linguistiche agli elementi semplici (alla logica vero-funzionale) Tavole di verità ci dicono le condizioni necessarie in cui una parola ha senso Linguaggio traveste il pensiero Lo scopo è recuperare corrispondenza tra forma del corpo (grammatica profonda) e forma dellabito (grammatica superficiale, es. verbo essere) Rintracciare lunità formale del linguaggio

30 tractatus Empirismo logico: ridurre proposizioni a condizioni di verità- definire possibilità se sono vere o false (fuori piove). Linsieme di possibilità- spazio logico degli eventi del mondo

31 II Wittgenstein Le critiche La filosofia empirica ha cercato di spiegare quando si deve limitare a descrivere e dire si gioca questo gioco linguistico riferisce del tractatus la filosofia del ling. Si occupa di individuare le proposizioni elementari e di definirne la forma. Questo è un errore noi abbiamo già tutto e lo abbiamo attualmente. Ci muoviamo nellambito della grammatica del nostro linguaggio comune e tale gram. cè già non un linguaggio ideale

32 I Le parole non hanno significato se non corrispondono a oggetti semplici Riflessioni filosofiche: non è possibile pensare alle parole come riferimenti ad elementi oggettivi del mondo (cosa succede quando abbiamo a che fare con parole come: pensare?) Impossibile ricondurre le parole ad oggetti semplici: –Quale livello le definisce (sedia- gambe etc, molecole etc.) –Molte parole indicano più oggetti Le proposizioni elementari non sono logicamente valide di per sé, esistono relazioni di esclusione interne. Es. non esiste lindipendenza logica delle prop. elementari: es dico il disco è blu, sto anche dicendo che non è rosso…

33 Ciò che dà vita al segno è il suo USO Con le prop. Noi facciamo innumerevoli cose diverse, non esiste lessenza pura delle proposizioni La relazione tra oggetto-nome dipende dal nostro modo di rappresentare le cose, in quel momento. Esistono tra le proposizioni rapporti di esclusione e dinferenza di cui la logica non da conto. Le regole della sintassi non possono essere ridotte alla logica vero-funzionale Non esiste un linguaggio primario che esprime il vero ma un solo linguaggio, quello comune. Più interessante lavorare per analogie che per distinzioni

34 Giochi linguistici Luso del linguaggio è vincolato da regole: regole del comportamento linguistico – Convenzionalità delle interazioni Giochi linguisitici: importante sono il sistema di regole che non sono unità formali Significato sta nella funzione che prop. ha allinterno di un sistema di regole grammaticali Queste sono però convenzionali, distinguono solo il senso dal non senso secondo una specifica convenzione Le regole duso non sono rigorose vengono interpretate secondo alcune famiglie di costrutti più o meno imparentati I giochi non sono definiti una volta per tutte

35 La pragmatica Morris divide il linguaggio in: Sintassi (relazione tra segni tra di loro) Semantica (relazione tra segni e oggetti a cui si riferiscono) Pragmatica (relazione tra segni e loro interlocutori) Pragma (fatto-azione), pragmatismo= si oppone allidea di K come struttura stabile ma Processo Interpretativo Difficile definire il suo ambito senza accavallamenti con altre discipline (alcune parole indicano di loro relazioni tra il parlante e la situazione descritta es. sign. Di fortunamente)

36 Possibili definizioni Si occupa dellorigine, impiego ed effetto dei segni sul comportamento dei partecipanti alla com. Tutto ciò che non può essere spiegato da regole grammaticali/semantiche lo studio delle azioni ce si possono fare parlando E luso effettivo del linguaggio Che cosa vuole dire USO?

37 Luso del linguaggio sono quasi le cinque I contesti in cui si svolge La relazione tra gli agenti impegnati? I loro stati mentali? Le regole che gestiscono il dialogo Le regole della comunicazione: che spiegano la relazione tra significato lett e del parlante

38 Aree di sviluppo Studio dei fenomeni psicologici e sociologici implicati Studio di specifici elementi linguistici che fanno riferimento ad un contesto (deittici) Studio degli elementi che fanno riferimento al parlante

39 La pragmatica Morris divide il linguaggio in: Sintassi (relazione tra segni tra di loro) Semantica (relazione tra segni e oggetti a cui si riferiscono) Pragmatica (relazione tra segni e loro interlocutori) Pragma (fatto-azione), pragmatismo= si oppone allidea di K come struttura stabile ma Processo Interpretativo Secondo Morris non necessaria analisi psicologica: basta studiare le abitudini comportamentali di una comunità linguistica Difficile definire il suo ambito senza sovrapposizioni con altre discipline (alcune parole indicano di loro relazioni tra il parlante e la situazione descritta es. sign. Di fortunamente)

40 Possibili definizioni La pragmatica: si occupa dellorigine, impiego ed effetto dei segni sul comportamento dei partecipanti alla com. E tutto ciò che non può essere spiegato da regole grammaticali/semantiche lo studio delle azioni che si possono fare parlando Definizione di tutti i contesti possibili di un enunciato E luso effettivo del linguaggio Che cosa vuole dire USO?

41 Luso del linguaggio sono quasi le cinque I contesti in cui si svolge La relazione tra gli agenti impegnati? I loro stati mentali? Le regole che gestiscono il dialogo Le regole della comunicazione: che spiegano la relazione tra significato lett e del parlante

42 Semantica e pragmatica Difficile sganciare il significato dal contesto in cui avviene, la semantica non distinguibile da prag. Che cosa intendiamo per contesto: contesto semantico – Una scelta linguistica ha già in sé una serie di assunzioni di sfondo (contesto dipendenti) (es. tagliare torta; capelli; strada) contesto di enunciazione: le relazioni tra gli agenti di una comunicazione Quanto la pragmatica può essere inserita nelle discipline psicologiche: studio degli stati mentali implicati nel parlare Oppure nelle regole formali che organizzano la conversazione (etnometodologia, Garfinkel, 1972)

43 Fenomeni al limite Deissi: espressioni linguistiche che indicano entità variabili a seconda del contesto. es. dimostrativi (pronomi personali, possessivi, espressioni di tempo e luogo): passami quel libro lì. Presupposizioni: proposizioni assunte implicitamente in determinati enunciati: francesco ha smesso di fumare Qualsiasi asserzione ha in sé la presupposizione che i termini usati abbiano un riferimento: il re di Francia è calvo

44 Aree di sviluppo Studio dei fenomeni psicologici e sociologici implicati Studio di specifici elementi linguistici che fanno riferimento ad un contesto (deittici) Studio degli elementi che fanno riferimento al parlante

45 Austin: atti linguistici Origine: distinzione tra enunciati descrittivi (scuscettibili di valutazione in termini di verità, es. il gatto è sul tappeto) e enunciati non descrittivi (condizioni di felicità) es. Chiedo scusa. Linguaggio distinguibile per le AZIONI che con esso si fanno: IL DIRE E FARE

46 Performativi Esistono degli atti linguistici alla forma indicativa che non descrivono degli atti ma che servono per realizzarli con questo anello io ti sposo Necessitano di regole convenzionali e di circostanze appropriate affinché siano realizzabili: in chiesa con un prete

47 Condizioni di buona riuscita possiamo perciò definire le regole del linguaggio in base alle condizioni di felicità (le condizioni che ne determinano la realizzabilità dellazione). –È prevista una procedura convenzionale –Che prescrive circostanze e comportamenti –Tutti i partecipanti eseguono la procedura correttamente e con sincerità (deve avere i sentimenti richiesti) Fallimenti: per abuso di procedura o non realizzabilità

48 Oltre i performativi Estende questi criteri a tutti gli aspetti del linguaggio (performativi impliciti) Ogni enunciato è unazione dal momento che modifica gli stati mentali degli interlocutori Il linguaggio può essere descritto secondo delle regole che organizzano lazione

49 Tre punti di vista Ogni enunciato può essere analizzato dal punto di vista Atto locutorio: specifico atto – forma letterale pietà, pietà! Atto illocutorio: intenzioni del parlante implorare qualcuno Atto perlocutorio: effetti che ci si propone di ottenere sullaltro Che laltro si impietosisca Ogni livello può non soddisfare condizioni di buona riuscita: perlocutorio è strettamente privato

50 tassonomia Ordina i verbi performativi in 5 categorie –Verdittivi –Esecutivi –Commissivi –Espositivi –Comparativi Categorie non omogenee, basato su analisi superficiale

51 Grice Significato naturale: quelle nuvole vogliono dire pioggia estrazione dinformazioni da indicatori significato degli eventi naturali processi inferenziali non condivisi Significato non naturale: ciò che noi intendiamo attraverso luso di un enunciato Significato comunicativo Lenunciato è comunicativo quando: il parlante vuole ottenere un certo effetto e vuole che tale effetto sia in parte anche dovuto al riconoscimento dellintenzione di ottenerlo

52 Implicatura conversazionale Inferenza pragmatica (diverso da presupposizione) in avanti Vedi ancora Federica? Il suo secondo marito è gelo sissimo Presupposizione: ha avuto un primo marito Implicatura: Non si sono incontrati

53 Principio di Cooperazione Presupposto razionale che sottostà agli scambi comunicativi in termini di comportamenti finalizzati La comunicazione intesa come un comportamento razionale Dai il tuo contributo alla conversazione nel modo in cui è richiesto Allo stadio in cui è richiesto dallo scopo richiesto o dalla direzione dello scambio in cui sei impegnato

54 Massime della comunicazione Quantità: contributo informativo quanto richiesto dagli scopi Qualità: dare un contributo vero –non dire il falso – non dire cose di cui non hai prove Relazione: sii pertinente Modo: -evita espressioni ambigue - evita espressioni oscure - sii breve - procedi con ordine

55 Comunicazione reale Noi non sembriamo così razionali nel produrre comunicazione Grice li considera le basi razionali che ci permettono di fare inferenze come: implicature

56 Violazioni Comunicative: o sfuttamenti –Qualità: es. Metafore Gianna è un oca lenunciato palesemente falso –Quantità: es. tautologie i bambini sono bambini –Modo: es. Tecnicismi suo marito è affetto da stenosi mitralica Non comunicative: –Qualità: es inganno –Relazione: es. sviare il discorso Non volontarie: Errori (logorroico, superficiale, distratto, etc)

57 La pragmatica cognitiva (Airenti, Bara, Colombetti, 83) Teoria computazionale dei processi cognitivi implicati nella comunicazione Comunicazione come atto congiunto di tutti i partecipanti Per spiegarla è necessario scomporre negli stati mentali implicati ma tener conto che si tratta sempre di un attività relazionale: entrambi i partecipanti ne condividono la responsabilità, in ogni momento Ma cooperiamo solo quando andiamo daccordo?

58 Le primitive della comunicazione Cooperazione comportamentale e conversazionale –Grice e Sperber dimenticano situazioni molto tipiche: A: Fai una pausa caffè? B: Il mio capo sta per tornare –I due livelli di cooperazione funzionano secondo regole autonome: Giochi coportamentali Regole conversazionali

59 Giochi comportamentali Wittgenstein II e Relevance theory mettono in evidenza duttilità della pragmatica La cooperazione va conquistata e concordata volta per volta Gioco si definisce come contesto di regolazione dellinterazione Posssiamo confrontarle con il livello conversazionale e definirle come il meta-livello che ne controlla le inferenze Essi si basano su schemi stereotipati di interazione E si specificano in Mosse, possibilmente al minor grado di dettaglio

60 Struttura di conoscenza sociale, condivisa dai partecipanti allinterazione, che coordina le loro mossa e consente di dare significato a ciascun atto Qualsiasi atto ha un significato completo solo allinterno di un gioco comportamentale condiviso I processi inferenziali servono per identificare il gioco (no diretti vs indiretti) Ogni gioco ha le sue condizioni di validità Specifica le possibili mosse (atti linguistici o azioni) che lo realizzano beve vino? [RICERCA DI MERCATO] X chiede a y circa le sue preferenze [OFFERTA AD UN OSPITE] X offre da bere ad Y Y accetta o rifiuta

61 Sei libero domani sera? [INVITO AD USCIRE] Possiamo andare al cinema [RICHIESTA DI UN FAVORE] Va bene, ti faccio da baby sitter Il significato semantico è evidente, illocutorio e perlocutorio sono oscuri Per cooperare conversazionalmente i partecipanti devono condividere, almeno parzialmente, il gioco comportamentale Questi sono piani dazione, secondo conoscenze tacite o esplicite degli interlocutori- intenzioni di eseguire unazione

62 Condizioni di validità Il grado di condivisione di giochi dipende dalla conoscenza reciproca, (dal chiedere lora o lallusione tra due amici) I gruppi di appartenenza definiscono i giochi giocabili non è necessario che siano totalmente espliciti (format prelinguistici) Consentono la definizione strutturale Relazione: linsieme dei giochi giocabili tra due interlocutori Condizioni di validità: –Tempo: determinano lintenzione di farlo –Luogo: prevedono una situazione di attivazione, più o meno restrittive (performativi) –Condizioni specifiche del gioco Distinte in mosse: X dice/Fa (apertura significativa) Y risponde

63 Tipi di gioco Giochi culturali: Occidente/Oriente- Culture europee- culture cittadine Giochi di gruppo Giochi a due Interazioni libere Esistono situazioni di Rottura del gioco O di fallimento del gioco (attore non è capace di portarlo avanti)

64 Gioco Conversazionale La comprensione di un enunciato avviene secondo diverse fasi Fasi inferenziali grazie alle quali si compie comprensione e generazione di un enunciato Necessita la comprensione –Atto espressivo –Significato inteso dal parlante –Effetto comunicativo sul partner –Reazione –Generazione

65 Comunicazione non standard Tutto ciò che implica un allontanamento dalle regole per default Le metaregole bloccano il processo inferenziale standard nel caso una fase non abbia raggiunto gli obiettivi prefissati Si ricorre ad inferenze di tipo classico –Distacco intenzionale da parte del parlante: Sfruttamento (riguarda lintenzione del parlante) Interazione non espressiva Inganno (riguarda leffetto comunicativo) Fallimenti (riguarda lascoltatore ed effetto comunicativo)

66 Interazione non espressiva –Es. si legge ad alta voce, si recita Sfruttamento Come per Grice la teoria prevede la possibilità di sfruttare le regole del gioco conversazionale per guidare il dialogo in senso non standard es. ironia, situazioni come se, metafore, iperbole ed altre figure retoriche

67 Ironia Per Grice: ironico quando dico p ed entrambi condividiamo che non p Esiste una tonalità prosodica che serve a marcare il contenuto ironico, posso però avere anche umorismo serio Sperber e Wilson parlano invece di enuciato ecoico: lenunciato fa eco al pensiero di qualcun altro, con tonalità critica

68 Ironia costituisce uno scenario possibile in cui emerge per contrasto un elemento di contraddizione Per comprenderla è necessario che lascoltatore riesca ad inferire ciò che il parlante ritiene K condivisa (permette di identificare il contrasto) BEL A p r (A enuncia p che è incompatibile con lo stato di cose r) BEL A SH BA r EXPRESS A p CINT A SH BA p r

69 Semplice e complessa Semplice: Express p = non p come ironie di Grice Complesse: prevede una serie di inferenze che permettano di comprendere che p è incompatibile con una K condivisa

70 Simulazione come-se Simulazione sociale in cui entrambi gli interlocutori condividono che le intenzioni espresse non sono quelle reali La comune consapevolezza non deve essere rivelata vs ironia Lutilità reciproca è confermare alcuni giochi comportamentali

71 Fallimento Tutti i casi in cui si ha un insuccesso delleffetto comunicativo, a qualsiasi livello Le intenzioni del parlante possono voler ottenere una modificazione sul mondo o lesecuzione di una specifica azione A seconda dellintenzione in parlante definisce il livello di rottura Es. convenevoli

72 Incomprensione: B non comprende il letterale o il significato di A, la reazione è immediata e molto chiara (es. chiedo spiegazioni) Fraintendimento: B capisce in modo diverso ciò che è stato detto. E quindi alloscuro della sua incomprensione Rifiuto: B capisce ciò che è stato detto da A ma non si adegua –Due tipologie possibili a tutti i livelli Fallimento dellespressivo –Incomprensione: - B non consapevole del gioco proposto; - B è consapevole ma non comprende latto espresso –Fraintendimento: Comprende come espressivo un atto che non lo è; o viceversa; Comprende un enunciato per un altro

73 Fallimenti di significato (riguarda le intenzioni di A) –Incomprensione: B non identifica il gioco a cui la mossa si riferisce (perché me lo dici?) –Fraintendimento: B segue una catena inferenziale diversa da quella di A Errata applicazione delle regole per default (non capisce lironia) Blocco delle regole (caso contrario) Differente uso delle conoscenze (A e B hanno in mente giochi diversi)

74 Fallimento delleffetto (B ne è consapevole) –Errata applicazione delle regole (B assume come vere certe intenzioni di A) –Blocco delle regole (B rifiuta il gioco) –Differente uso della conoscenza - B non ritiene valide: Condizioni di validità Incapacità di A di svolgere il compito Incapacità di B di svolgere il compito Inattendibilità di A Sono chiamati Recuperi i modi in cui è possibile fare fronte da parte di A ai rifiuti di B

75 Inganno Richiedono la capacità di raffigurarsi il comportamento di B sulla base di rappresentazioni fasulle con proprio vantaggio Consapevole violazione di un gioco comportamentale t 0 BEL a non-p t 1 CINT a SH ba p t 2 Express a p t 3 BEL a SH ab p

76 Inganni semplici e complessi Semplici (es. Bugie) A genera un enunciato p a cui non crede con CINT a SH ba p Complessi (es. Bugie) A genera un enunciato q che implica p che guida B verso una mossa sbagliata a cui A non crede

77 La comunicazione delle emozioni dalla psicologia allinformatica Marco Del Giudice 1.1

78 Percorso 1. Una definizione di emozioni: la prospettiva evoluzionistica 2. Funzioni comunicative delle emozioni 3. Espressione e lettura delle emozioni 4. Applicazioni informatiche e simulazione

79 Le emozioni sono risposte adattative, predisposte biologicamente, a situazioni ed eventi importanti per il benessere dellorganismo nella sua storia evolutiva Questa definizione ha delle implicazioni… 1. Le emozioni hanno delle FUNZIONI 2. sono (almeno in parte) UNIVERSALI

80 Cosa cè in un emozione? Componenti fisiologiche: risposte autonome (circolazione, respirazione, muscoli lisci viscerali), ormonali, scheletriche (postura, espressioni facciali…) Componenti cognitive: tonalità dellesperienza, memoria, focalizzazione dellattenzione… Il risultato è un cambiamento, sia esterno che interno, diretto allAZIONE. Questo cambiamento è, tendenzialmente, rapido e (almeno in parte) involontario

81 FUNZIONI: esterna interna -Iniziare a fronteggiare la situazione -Segnalare il proprio stato (e le proprie intenzioni) alle altre persone e/o ai predatori -Preparare il corpo e la mente allazione -Portare al centro dellattenzione levento da fronteggiare (auto- segnalazione) Quindi, una delle funzioni delle emozioni sembra essere una forma di COMUNICAZIONE, sia dalla persona verso lesterno sia allinterno della persona

82 Emozioni e comunicazione Si possono individuare almeno tre funzioni comunicative (in senso lato) delle emozioni: 1.Segnalare allesterno il proprio stato e le proprie intenzioni (N.B.: può avvenire anche al di fuori dellattenzione cosciente, oppure in modo involontario. Quindi può non esserci intenzione comunicativa: è un caso limite rispetto alla comunicazione intesa in senso stretto) 2. Nelluomo, a questa funzione si aggiunge quella che si potrebbe chiamare auto-comunicativa: lemozione ci può informare… - del nostro stato in rapporto allambiente e alle altre persone (comprese le relazioni importanti) - di quali sono gli eventi a cui prestare attenzione (e dedicare energie!)

83 3. Lespressione delle emozioni aiuta a regolare linterazione durante gli scambi comunicativi :-( Emoticons nella comunicazione via internet Ricerche su pazienti con lesioni ai sistemi di produzione e/o comprensione delle emozioni: ci sono gravi problemi relazionali e di comunicazione Ricerche sulla soppressione delle emozioni (Gross): quando una persona maschera le emozioni durante un dialogo, si distrae più facilmente e il suo partner mostra unalta attivazione fisiologica (segnale di stress), anche se non si accorge coscientemente del motivo

84 Cosa cè di universale nelle emozioni? -Risposte fisiologiche -Espressioni del viso (studi transculturali) -Situazioni prototipiche attivanti / dimensioni nella valutazione (es: piacevolezza – controllo – novità) Cosa può variare con le differenze individuali e culturali? -La valutazione di situazioni / eventi specifici (comunque lapprendimento è biologicamente facilitato: fobie…) -Le regole di espressione (display rules) -Le modalità di regolazione -Il significato delle emozioni nei diversi contesti: quando è positivo / opportuno provare determinate emozioni?

85 Universali e variabili nella risposta emotiva Sistemi di valutazione EVENTI Prototipici Appresi Attivaz. risposta Risposta fisiologica Meccanismi fortemente automatici Espressioni Regolazione Display rules Vocabolario

86 I canali dellespressione emotiva Involontari -Risposte fisiologiche (es: arrossire, respirazione) -Voce -Espressioni facciali -Postura -Linguaggio Volontari (più controllabili)

87 Il canale più studiato in psicologia è quello delle espressioni facciali -Ci sono prove di alcuni segnali distintivi universali almeno per le emozioni di paura, sorpresa, disgusto, gioia, rabbia, tristezza, disprezzo -È un canale molto utilizzato e molto ricercato dalle persone -È parzialmente volontario e parzialmente involontario (ricerche sulla menzogna…)

88 Paul Ekman e il FACS Ekman ha studiato lespressione delle emozioni in diverse culture, e ha messo a punto un sistema per la codifica delle espressioni facciali. Il FACS (Facial Action Coding System) è un sistema a base anatomica, che divide il viso in unità muscolari dette AU (action units). L EMFACS è un sistema derivato, che utilizza le AU distintive per ricostruire il significato emotivo di unespressione. Attualmente il FACS è il sistema di codifica di riferimento, per la sua capacità di codificare praticamente tutti i possibili movimenti del viso…

89 Esempi di codifica FACS …però è molto difficile da imparare e lento da utilizzare

90 Negli ultimi anni si sono sviluppate tre linee di ricerca con obiettivi convergenti. La palla passa allinformatica… 1. Automatizzare i sistemi di codifica delle espressioni per la ricerca psicologica 2. Realizzare sistemi capaci di leggere le emozioni degli esseri umani (interazione uomo-macchina) 3. Simulare espressioni facciali (interazione uomo- macchina, videogiochi, avatar, animazione digitale)

91 Riconoscimento / codifica in questo momento è il campo più avanzato. Sia i programmi di riconoscimento che di simulazione più sofisticati si basano sul FACS

92 Simulazione Ci sono risultati molto promettenti, legati soprattutto allindustria dellanimazione. Nel campo dellinterazione uomo-macchina, la simulazione delle espressioni si lega strettamente alla creazione di agenti emozionali. Problemi: - andamento nel tempo dellattivazione muscolare (importante per la naturalezza!) - quali emozioni simulare? Prototipi vs. dimensioni continue (dibattito Ekman – Russell)

93 La ricerca in questo campo non si può separare dall avanzamento delle teorie psicologiche (e neurobiologiche) sulle emozioni. La scelta del modello teorico è determinante per il successo delle simulazioni… Quali tra i modelli attuali delle emozioni funzionano meglio? Quali sono più realistici? Quali presentano difficoltà di implementazione? Dallinformatica alla psicologia: la simulazione di agenti artificiali potrà contribuire alla validazione e al miglioramento dei modelli psicologici? Al futuro la risposta…

94 Links - Una FAQ introduttiva allespressione delle emozioni per informatici: - Uno dei laboratori più avanzati sulla lettura automatica delle espressioni facciali: www-2.cs.cmu.edu/~face/ - Qui si studia la simulazione delle emozioni, oltre a una serie di altre cose estremamente interessanti: mosym.html mosym.html - Per le simulazioni di agenti emozionali via software… - Inoltre, una pagina di links molto ricca sulla comunicazione non verbale: www3.usal.es/~nonverbal/

95 Plutchick (1994): Psicologia e biologia delle emozioni. Bollati Boringhieri. [buona introduzione a tutti i temi principali] Damasio (1999): Emozione e coscienza. Adelphi. [molto bello, sulla neurologia della coscienza e dei rapporti di questa con lemozione. È uno dei libri più importanti degli ultimi anni] Ekman (2003): Emotions Revealed. Times Books. [un libro divulgativo ma molto interessante di Ekman, con molti esempi di espressioni facciali. Non tecnico, con parecchi riferimenti bibliografici] Pinker (1997): Come funziona la mente. Mondadori. [introduzione alla psicologia evoluzionistica, molto divertente e ricca di spunti. Un po speculativo su alcuni temi, ma affascinante!] Letture consigliate

96 Searle Riprende la letteratura degli atti linguistici ma ponendo più attenzione al mentale: - Atto illocutorio preso come unità di analisi e definito come: atto comunicativo intenzionale - Atto comunicativo è il prodotto di certi stati mentali e ha lo scopo di influire su quelli dellascoltatore Non azione razionale ma azione intenzionale Grice ha confuso il significato con la comunicazione. Gli illocutori non corrispondono a cvategorie di performativi /categoria superficiale) Nella comunicazione esistono due intenzioni: - Intenzioni rappresentative (lessenza del significato) - Intenzioni comunicative (gli stati mentali) Dopo chomsky ha bisogno di ancorare le sue teorie al linguaggio per delimitare usi linguistici

97 Trascura lidea poco definita di Austin di tenere in considerazione lascoltatore (come eliminare dallanalisi delle azioni le sue conseguenze?) Searle distingue tra intenzione allazione privata e intenzione collettiva (agire in modo sociale). La sua analisi riguarda solo la prima Conversazione è il frutto di intenzionalità collettiva Questa ha regole che trascendono regole di costituzione degli atti linguistici (una fusione degli stati intenzionali che costituiscono gli atti) Questa intenzione non aggiunge nulla agli elementi costitutivi che sono gli illocutori Lo studio delleffetto perlocutorio permette di osservare una discrepanza

98 Criteri di tassonomia Tassonomia deve classificare gli atti in base agli scopi che con quellatto gli interlocutori vogliono raggiungere (Forza illocutoria) Qual è lo scopo illocutorio e la forza illocutoria di un comando o richiesta? Le condizioni di felicità non sono regole per valutare esito degli atti, ma regole costitutive: –Contenuto proposizionale –Condizione preparatoria (ciò che rende possibile latto) –Condizioni di sincerità (adeguatezza degli stati mentali) –Condizione essenziale (significato pragmatico dellatto, lintenzione rilevante) Sottolinea limportanza delle assunzioni di sfondo anche per la comprensione di espressione letterale

99 Queste condizioni di felicità sono caratteristiche costitutive, sono altro da principi dinterpretazione (vedi diretti-indiretti) Direzione di adattamento? –Esistono parole che descrivono il mondo per come appare (asserzione) –Esistono parole che modificano la realtà esterna (comando) –Atti sono soddisfatti se si verifica la direzione dadattamento Stati psicologici espressi? –In diversi atti è esplicitata la predisposizione del parlante verso il contenuto (Io credo, assumo, apprezzo…)

100 Tassonomia Assertivi: funzione di impegnare il parlante rispetto ad uno stato di cose (es. affermare, insistere, giurare) –Stato psi. è la credenza (che p) –Parole si adattano al mondo Direttivi: funzione di indurre lascoltatore a fare qualche cosa (implorare, invitare, domandare) –Le parole modificano il mondo Commissivi: impegnano il parlante ad assumere una certa condotta futura (es. promettere, continuo, impegnarsi, giurare) –Le parole impegnano rispetto al mondo Espressivi: esprimere lo stato psicologico rispetto ad un contenuto (es. ringraziare, dispiacersi, congratularsi) –Nessuna direzione

101 Dichiarazioni: performativi di Austin Sono gli unici casi in cui valgono le condizioni di felicità Quando le condizioni sono soddisfatte esiste una corrispondenza tra enunciato e realtà (adattamento nelle due direzioni). Introduce così elementi extra-verbali Searle cerca una corrispondenza con le strutture sintattiche profonde degli enunciati di ciascuna classe di atti

102 Diretti ed indiretti Alcuni atti vengono utilizzati per indicarne un altro: ti assicuro che me la pagherai Proferire un atto illocutorio attraverso uno secondario (atto letterale): distingue tra forza letterale e forza illocutoria Come fa lascoltatore a capire lintenzione? Secondo Searle viene prima interpretato il secondario…dà il via a processi dinferenze, dal momento che la forza letterale non esaurisce la forza illocutoria. Basandosi su cooperazione di Grice

103 Principi di Grice Per Searle viene cercata una seconda interpretazione che porta alla comprensione dellatto secondario (sulla base di conoscenze di fondo linguistiche e non) Puoi telefonarmi tu? –Assumo che stia cooperando e che il suo enunciato abbia un qualche senso –La situazione non è tale da indicare un interesse teorico per le mie abilità, e saprà già che è sì (informazione di background) –Ha perciò un ulteriore punto illocutorio –Perciò la domanda indica le condizioni preparatorie –Stiamo ora parlando dellappuntamento di domani –Vuole perciò che io soddisfi le condizioni per una richiesta –Mi sta chiedendo di chiamarla

104 Però… Il fenomeno degli indiretti è molto presente nel nostro linguaggio naturale: es. Sai che ore sono? Per Searle sono convenzionali solo perché esplicitano condizioni preparatorie Spesso legato a forme di cortesia è indispensabile che alla riunione non ci siano assenti La teoria degli atti linguistici non sembra sufficiente a contenere tutti i fenomeni comunicativi Perché gli indiretti sono più frequenti dei diretti Forse non è necessaria lanalisi del diretto: es. studi in età evolutiva La riduzione del linguaggio ad atti primitivi o di base non è soddisfacente

105 Indiretti convenzionali e non Gibbs Esistono anche indiretti convenzionalizzati: –Ci sono casi di relazioni sistematiche –Acquistano un valore idiomatico –Espressioni convenzionali perché rispecchiano condizioni preparatorie allazione (es. Riesci a darmi una mano giovedì?), Ipotesi dellostacolo Questi indiretti sono interpretati come diretti Si definiscono atti non convenzionali quelli in cui è necessario attivare le catene inferenziali proposte da Searle

106 Gazdar Non esiste una forza letterale semanticamente autonoma Insensato distinguere tra diretti e indiretti Lascoltatore arriva al significato inteso dal parlante senza analizzare il significato letterale In realtà in caso di dubbi gli ascoltatori ripercorrono il significato partendo dal letterale Nei fraintendimenti mostriamo di tenere a mente le modalità letterali per giungere alla seconda interpretazione

107 Lakoff È necessario introdurre nellanalisi il comportamento pragmatico: –Rapporto con il destinatario –Situazione concreta dellinformazione –Esplicite trasformazioni di queste da parte del parlante Esiste unulteriore regola a massime di Grice che è la Regola di cortesia –Non ti imporre –Offri delle alternative –Metti laltro a suo agio e sii amichevole In caso di conflitto questa regola ha la meglio per esempio su massime di modo

108 Si tratta di un fenomeno universale o solo di certe culture, quali sono le regole che la costituiscono? Non basta esprimere la propria intenzione, ma questa necessita di adeguate introduzioni (es. i saluti) Perché alcune regole necessitano di insegnamento esplicito ed altre no (es. indiretti)? Dipende dalle culture (occidentale-giapponese) Alcune culture preferiscono espressioni dirette, rendersi il più possibile comprensibile (Nuova Guinea)

109 Teoria della pertinenza Sperber-Wilson Prima teoria cognitiva della comunicazione Entrano nellambito della discussione tra comunicazione e psicologia vs teorie filosofiche che si attengono allo studio del linguaggio La pragmatica è una branca della psicologia volta allinterpretazione degli enunciati Dove per comunicazione si intende linterpretazione degli enunciati (quindi linguaggio), e il linguaggio come sistema computazionale La pragmatica diventa un dominio in cui abilità linguistiche, logica e mnestica interagiscono Intendono perciò studiare come un sistema cognitivo interpreta gliu enunciati costruendo inferenze che utilizzano K linguistiche

110 Sistema centrale di pensiero Esistono capacità cognitive limitate: (es. la memoria di lavoro) perciò deve esistere un dispositivo in grado di economizzare sforzo di elaborazione Le risorse cognitive vengono allocate su input più pertinenti e disponibili La teoria riguarda le applicazioni di inferenze centrali non specializzate La cognizione umana si organizza, in modo automatico, per raggiungere questo meta-obiettivo di massimo profitto e minima spesa Si basa su processi inferenziali non dimostrativi: la verità delle premesse rende possibile la verità delle conclusioni (non necessariamente vere

111 Tentativo di ridurre le massime di Grice ad un unico principio dove vive Mario? da qualche parte nel sud della Francia Grice: sincerità vs qualità Per Sperber la pertinenza non è mai violata, perciò il più pertinente possibile rispetto alle sue K Per gli autori è necessario un solo principio e non la sua realizzazione tra diverse massime (priorità decisa di volta in volta)

112 La pertinenza ogni comunicazione ostensiva trasmette come presupposto la propria pertinenza (es. Mary e Peter) Comunicare significa richiamare lattenzione di qualcuno e implica che linformazione comunicata sia considerata rilevante Principio di pertinenza: linterlocutore è spinto a rintracciare il contesto più vicino in cui sia rintracciabile uninterpretazione plausibile Capire un enunciato significa: –Formulare unipotesi sulla base di input provenienti da sistemi percettivi e grammaticali –Confermare tale ipotesi sul confronto con assunti di fondo depositati in memoria

113 La pertinenza come regola generale della cognizione, è calcolata su processi inferenziali: assumiamo che la meta universale della cognizione sia quella di acquisire informazioni pertinenti, quanto più linformazione è pertinente tanto è meglio Parlante ed ascoltatore si muovono sulla base del principio – Effect: unassunzione è rilevante in un determinato contesto in base alla misura in cui i suoi effetti sul contesto sono importanti – Effort: la rilevanza dipende dalla relazione tra effetti sul contesto e limpegno richiesto per tali effetti è modesto

114 Definiscono le K condivise come Ambiente Cognitivo: il set di rappresentazioni mentali manifeste che lindividuo è in grado di considerare corrette in un momento dato (tutto ciò che è percepibile ed inferibile in un dato momento) Assunti diversi possono essere più o meno manifesti in un momento dato Ambiente Cognitivo Condiviso: qualsiasi assunzione che condividono più individui riconoscendo che è manifesta Inferenze non dimostrative: linterlocutore avanza ipotesi sullinterpretazione e questa ipotesi può essere smentita o confermata da enunciati successivi Si fanno inferenze sia dal contesto presente sia dalla memoria, secondo processi probabilistici La struttura cognitiva (acquisire più informazione pertinente) utilizza tra gli altri mezzi il linguaggio

115 Problemi Modello di uomo di CogSci cognitiva classica elaboratore di informazioni e memoria come magazzino di cui sono definibili percorsi e temporalità (contesti più accessibili, rapidità di recupero)Non verificato empiricamente e mancano criteri specifici per generare evidenze sperimentali Si affida ad un concetto troppo generale per spiegare una capacità molto specifica Dimentica aspetto costituzionale degli esseri umani capacità di condividere esperienze, la cooperazione la spiega meglio

116 Comunicazione e mass media Media Prospettiva tecnologica –Strumento per trasferire informazione –Comunicazione uno-molti Prospettiva culturale –Dispositivo di mediazione tra uomo ed ambiente –Non coincide con la capacità di moltiplicazione dello stesso messaggio

117 Massa Aggregato di individui anonimi che si costituisce in funzione della condivisione di determinate esperienze Aggregato non stabile, mutevole e ampio Si definisce anche attraverso le pratiche relative alla diffusione dei media Come la folla è priva didentità definita ma più stabile nel tempo, accomunata da medesimi interessi Asimmetricità tra la fonte e il suo target (fonte mediatica più esperta e autorevole) Con il consolidamento attuale laudience sempre più percepito come partecipante attivo

118 Modello lineare Effetti del messaggio univoci e che generano le stesse risposte (come teorie del codice) Lasswell: –A chi –Che cosa –Attraverso quale canale –A chi –Con quale effetto

119 Opinion leader Spesso la comunicazione viene filtrata da rappresentanti di un det. Gruppo Lo scambio interattivo facilita ladesione alla proposta Opinion leader rinforza la plausibilità del messaggio grazie alla sua competenza Seleziona la rilevanza delle informazioni ed interpreta il messaggio a seconda di sistemi di valori e categorie

120 In realtà Selettività nellesposizione: correlazione tra le opinioni della gente e ciò che sceglie di ascoltare Informazione elaborata sulla base del proprio sistema di credenze I media servono a rinforzare il sistema di valori Gli effetti dei media non sono lineari né prevedibili Studio più orientato ai processi cognitivi implicati nellattribuzione di significato e alla selettività nellesposizione I media guardano alla gratificazione dei bisogni dellaudience

121 Modello multifattoriale I media funzionano come filtri di polarizzazione sul piano cognitivo e informativo Relazione tra le scelte nella produzione (ordine e gerarchia di rilevanza offerta) e criteri di rilevanza e di K a disposizione dei fruitori Tv vs stampa rispetto al tempo per la riflessione rispetto al messaggio Secondo alcuni Media contribuiscono attraverso lomologazione a creare un clima dopinione

122 Effetti a lungo termine Orientamento mediale: preferenza verso certi contenuti,mezzi o generi Lorientamento consente di prevedere le scelte future in base anche a fattori specifici (offerta, circostanze individuali, contesto di consumo) Non solo omologazione ma anche differenziazione: laccesso ai flussi dinformazione non è egualmente disponibile. Livello socioculturale più alto, più veloce nel recupero inf e nella gestione del sovraccarico Si parla perciò di Fruizione dei media: non esistono contenuti immutabili bensì una partecipazione alla costruzione di significati di diverse comunità interpretative Da un lato i media forniscono potenti dispositivi di approvazione culturale agendo quotidianemnte (amplificano, dilatano attegg e valori), dallaltro la recezione degli individui è diversificata e selettiva e ha la libertà di accettare o rifiutare i format proposti

123 Pubblico non omogeneo al suo interno, più linformazione è ristretta rispetto al target più il messaggio sarà in grado dinfluenzare Gli effetti sullaudience a lungo termine sono determinati dalla capacità di cattura del programma (reach) e dalla frequenza desposizione (frequency), azione cumulativa –Valutazione importante anche per definire gli spazi pubblicitari

124 New media Comunicazione mediata da nuove tecnologie a) Comunicazione asincrona b) Comunicazione sincrona A) ipertesti e ipermedia, , mailing list, SMS B) Chat, MUD (multi user dimension), video chat, Instant messaging

125 In molte di queste forme sono assenti aspetti metacomunicativi (paralinguistico, extralinguistico), utenti non ricevono feedback Nessuna garanzia didentità data solo dal contenuto del messaggio Disimpegna rispetto alla cooperazione (specie asincrona) Rallenta il ritmo della comunicazione (abbreviazioni) Modifica lalternanza dei turni Rallentare identità ed impegno possono creare comunicazioni disfunzionali (opportunismo elettronico, Rocco et al. 1995): –Creazione didentità fittizie (spoofing) –Disinvestimento dei principi di cooperazione (specie asincrona) –Violazione della privacy (lurking) –Invio di messaggi non desiderati (spamming) –Ostruzionismo (bombing)

126 Reduce social cues theory (Sproull, Keisler, 1986) Rarefazione dellidentità in CMC –I soggetti meno vincolati da regole sociali –Più liberi di esprimersi –Più tentati di violare le regole sociali –Allinterno di organizzazioni questo può rendere lo scambio più democratico –Paradosso psicologico di internet (Kraut. 1998): le potenzialità sociali di globalizzazione riducono il coinvolgimento sociale reale e aumento di isolamento.

127 Social Information Processing theory Come giustificare le relazioni affettive nate attraverso la comunicazione mediata, il successo degli SMS? Le persone sono spinte a generare relazioni interpersonali indipendentemente dal mezzo, anzi adottando le proprie strategie comunicative alle opportunità del mezzo

128 Permette di superare le barriere spaziali ed economiche alla motivazione allinterazione Come altre comunità si definisce su una comune cultura di appartenenza (comunità virtuale) Permette ai soggetti di selezionare gradualmente le caratteristiche di personalità da presentare, riduce il rischio di rottura Affinché abbia successo sono però necessarie: –Tempo –Motivazione –Capacità di costruirsi impressioni da inf disponibili –Capacità di fornire questi indizi


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