La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali Premesse La Toscana.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali Premesse La Toscana."— Transcript della presentazione:

1 Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali Premesse La Toscana è una delle regioni italiane in cui si registrano livelli tra i più elevati di partecipazione associativa, sia in ambito politico e sindacale, sia in ambito sociale (volontariato) e culturale; è una regione storicamente caratterizzata da un forte e diffuso spirito civico; il tessuto civile, politico e culturale della regione è ricco e vario; la sensibilità politica dei cittadini continua ad essere elevata, e il loro interesse per i problemi, piccoli e grandi, delle comunità in cui vivono, continua a contrassegnare la vita quotidiana della società toscana.

2 Premesse Le sfide su cui la società è chiamata a misurarsi – prima fra tutte quella di costruire uno sviluppo sostenibile e di introdurre nel tessuto sociale ed economico i necessari fattori di innovazione – richiedono una più elevata e diffusa consapevolezza collettiva dei nuovi obiettivi cui puntare, un più alto e maturo coinvolgimento dellintera società nellindividuazione di tali finalità e degli strumenti con cui perseguirle. Anche per questo rafforzare le forme i canali della partecipazione democratica, rappresenta un essenziale elemento di dinamicità, che può produrre effetti positivi sullintero tessuto della società. Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

3 La legge sulla partecipazione che trova i suoi fondamenti giuridici nello Statuto della Regione, nasce anche da una diffusa preoccupazione politica sullo stato e sulla qualità della democrazia, oggi: le istituzioni della democrazia rappresentativa vivono e sentono il rischio di una vera e propria crisi di legittimazione. Tale crisi della politica si manifesta anche attraverso una specifica difficoltà delle politiche: crisi di efficacia e di efficienza, crisi di consenso. I processi del cosiddetto policy-making appaiono, per così dire, asfittici: le istituzioni fondate sulla democrazia rappresentativa avrebbero tutti i titoli di legittimità per decidere, ma appaiono spesso come paralizzate da una difficile comunicazione con i soggetti sociali che delle diverse politiche pubbliche sono i naturali destinatari. Ci si accorge che non basta una periodica verifica elettorale: occorrerebbero momenti e canali permanenti di mediazione tra politica, istituzioni e società, ma tali canali risultano spesso opachi o occlusi; la società non sempre si esprime attraverso luoghi efficaci di rappresentanza collettiva degli interessi e raramente emerge una domanda sociale lineare, chiaramente leggibile, non contraddittoria. E daltro canto, i partiti, che in una democrazia di massa hanno svolto, e dovrebbero svolgere, questo fondamentale ruolo di mediazione tra le istituzioni e la società, appaiono oggi fortemente in difficoltà. Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

4 La fiducia nelle istituzioni (1) Base: popolazione (Italia/Toscana) 15÷74enni - Valori % (molto+abb.) ITALIA TOSCANA

5 La fiducia nelle istituzioni (2) Base: popolazione (Italia/Toscana) 15÷74enni - Valori % (molto+abb.) ITALIA TOSCANA

6 La Partecipazione … Modalità Esterne PROTESTA Intraprendere azioni politiche non convenzionali Intraprendere azioni politiche illegali Intraprendere azioni politiche violente APATIA Essere disinformato e avere disinteresse per la politica Essere un astensionista elettorale cronico Instaurare occasionalmente relazioni clientelari Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

7 La Partecipazione … Modalità Interne CONFORMISMO Esporsi a sollecitazioni politiche Votare Partecipare occasionalmente a discussioni su argomenti politici ATTIVISMO Fare propaganda elettorale Aderire ad un comitato cittadino Essere iscritto ad un partito Finanziare una attività politica Raccogliere fondi per fini politici PROFESSIONISMO Candidarsi ad una carica elettiva Ricoprire cariche istituzionali e/o di partito quale propria attività principale Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

8 Premesse I tratti di presidenzialismo ( elezione diretta del presidente) della forma di governo regionale e quindi la prevalenza, per certi aspetti, del momento della decisione su quello della rappresentanza, è stato equilibrato dalla presenza nello Statuto della Regione toscana di almeno tre aspetti: 1.Un forte ruolo del Consiglio; 2.Il rilievo delle autonomie locali nella definizione delle politiche regionali anche attraverso il Consiglio della autonomie locali; 3.Una valorizzazione incisiva dei soggetti, sia singoli che associati, che risiedono in Toscana come soggetti attivi, appunto, della partecipazione. Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

9 La partecipazione assume talvolta forme particolaristiche e settoriali; attorno a singole questioni si formano spesso comitati di cittadini, ma comprensibilmente, le istituzioni, o anche altri cittadini, si chiedono talvolta perché mai un singolo gruppo possa pretendere di bloccare e frenare decisioni di interesse generale. A che titolo, ci si chiede, un movimento locale che, ad esempio, si oppone alla realizzazione di unopera pubblica, può rivendicare un diritto di veto, qualora istituzioni di democrazia rappresentativa, legittimamente elette dal voto dei cittadini, decidano che è giusto, e che corrisponde ad un interesse più ampio, realizzare quella determinata opera? La sindrome nimby è quella diffusa reazione per cui tutti si dicono d'accordo su un'infrastruttura o una grande opera, sicuramente utile ma che forse crea anche qualche disagio, fin quando non tocca il proprio territorio o il giardino dietro casa: not in my back yard, appunto. In Italia 193 opere pubbliche sono bloccate dalle proteste Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

10 Premesse Tener conto del parere dei cittadini, si sente dire spesso, in questi casi: sì, ma di quali cittadini? E chi decide chi ha diritto a decidere? E come si misura il diverso grado di consenso attorno alle diverse alternative? E a che titolo, possiamo chiederci ancora, provvisorie aggregazioni di interessi o di protesta che si coagulano su singole questioni, possono rivendicare una voce in capitolo, quando le voci sono tante, e le più disparate e dissonanti, e alcune anche silenziose, e i capitoli da scrivere altrettanto variegati? Anche da qui, dunque, la necessità di cercare nuove vie e nuove forme di partecipazione, che superino questi limiti e queste difficoltà. Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

11 Come può un decisore pubblico, in queste condizioni, misurare e calibrare le proprie scelte? Basandosi solo su gli impegni programmatici che ne hanno accompagnato lelezione (spesso, inevitabilmente, piuttosto vaghi)? E come può adattare le proprie concrete decisioni in corso dopera, se mancano strumenti e momenti che possano far sentire il polso del corpo sociale, le reazioni che si possono produrre, le aspettative mutevoli che, nel frattempo, tra unelezione e laltra, sono maturate? E come si misura il diverso grado di consenso attorno a diverse alternative? Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

12 Una buona politica richiede consenso, partecipazione attiva, coinvolgimento dei soggetti sociali che sono portatori di interessi e valori: non si decide, e non si decide bene (per quanto potere si possa avere in mano) se non si sollecita il contributo di una cittadinanza attiva interessata a quella politica. Daltro canto, le istituzioni non sono più in grado, spesso, di racchiudere in sé, e nei propri apparati, tutti i punti di vista necessari: la stessa complessità sociale e lestrema parcellizzazione dei saperi tecnico-scientifici, rende estremamente ardua una concentrazione di competenze al loro interno tale da poter coprire tutto larco delle possibili implicazioni di una scelta. Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

13 Aprirsi al confronto con la società è dunque unesigenza vitale, se non si vogliono produrre politiche che poi si traducano in una serie di effetti imprevisti o, talora, finanche perversi. La stessa tempestività delle decisioni, in tal modo, viene chiamata in causa: e, contrariamente a quanto in genere si ritiene, non sono gli intralci posti dalla volontà di partecipazione dei cittadini a ritardare, in molti casi, le decisioni, ma proprio lincertezza, o la scarsa trasparenza, che caratterizza il percorso decisionale. In tanti campi delle politiche pubbliche, inoltre, appare sempre più indispensabile una vera e propria co-produzione dei beni e dei servizi oggetto di una politica, una gestione condivisa delle sue stesse fasi di attuazione: come può essere condotta con successo (ed è solo lesempio più semplice che può essere ricordato) una strategia di raccolta differenziata dei rifiuti, se i cittadini non collaborano attivamente? Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

14 I percorsi partecipativi in atto e già formalizzati da protocolli istituzionali, dal regolamento del Consiglio regionale, da leggi regionali e da prassi consolidate nel modo di essere e di agire (non solo) della Giunta regionale toscana, sono essenzialmente la «concertazione» e il «confronto». Luoghi dove si parla con le rappresentanze istituzionali e sociali per preventive linee dintesa. Questi modelli non esauriscono la partecipazione voluta dallo Statuto; e non è di questa species partecipativa che vuole quindi occuparsi la legge sulla partecipazione.. questo non vuol dire che tra i due generi, per così dire, partecipativi non possano esserci interazioni, perché una legge sulla partecipazione può avere effetti pure sulla concertazione o sul confronto,, e perché anche le rappresentanze sociali potranno godere dei suoi strumenti. Ponendosi come attuazione dello Statuto anche per sopperire alle manchevolezze dei percorsi «concertativi» dellart. 48, la legge sulla partecipazione dellarticolo 72 si pone, insomma, tra gli snodi problematici lasciati aperti nei luoghi dove la democrazia rappresentativa e concertativa non arrivano, come strumento a disposizione anche di singoli cittadini e di tutti coloro che di solito non riescono ad avere voce. Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

15 Una partecipazione è efficace, tanto più nel caso del libero apporto propositivo, quando ha come proprio requisito essenziale limparzialità e lesaustività dellinformazione disponibile sui processi di costruzione di una politica pubblica, sulle alternative in campo, sui progetti in discussione. Sussidiarietà, quindi, come partecipazione consapevole ad un livello più alto possibile: ed è questa la partecipazione che lo statuto regionale auspica Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

16 La legge non nasce dal nulla: lart. 20 della l.r. 1/2005 disciplina il garante della comunicazione (già previsto dalla l.r. 5/1995) che promuove, nelladozione degli atti relativi al territorio, linformazione dei cittadini al procedimento; lart. 4 della l.r. 79/1998 sulla valutazione integrata che specifica che in tutte le fasi del procedimento per la valutazione di impatto ambientale sono garantiti linformazione e la partecipazione dei cittadini al procedimento anche utilizzando il metodo dellinchiesta pubblica(cfr. pure lart. 6 del recente regolamento attuativo n ; lart. 3 della l.r. 40/2005 che definisce lazione del servizio sanitario regionale toscano come ispirato alla centralità e partecipazione del cittadino (cfr. pure art. 15); 3) lart. 23 della l.r. 32/2002 in tema di formazione e lavoro istitutiva della Commissione regionale tripartita chiamata ad esprimersi in tutte le fasi dei progetti in materia della Toscana; lart. 6 della l.r. 1/2004 istitutivo dellOsservatorio degli utenti della Rete telematica toscana di cui fanno parte varie componenti di carattere economico e sociale della società civile organizzata; anche la l.r. 25/1998 (Norme per la gestione dei rifiuti e la bonifica dei siti inquinati) prevede un garante dellinformazione e obbligo di procedure partecipative. Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

17 AzioneObiettivoLa promessa dei decisori InformareFornire informazioni ai cittadini affinché abbiano una migliore comprensione di una questione/ Vi teniamo informati ConsultareOttenere commenti e informazioni dai cittadini (che il decisore usa o meno a propria discrezione) Vi ascoltiamo CoinvolgereOperare insieme ai cittadini,le cui opinioni vengono prese in qualche considerazione (peraltro senza alcun impegno) Le vostre opinioni sono prese in considerazione CooperareIdentificare e scegliere insieme i cittadini fra opzioni (ma il potere finale di decidere rimane nelle mani dei decisori formalmente competenti) Abbiamo bisogno delle vostre opinioni e ci impegniamo a tenerle in considerazione Trasferire potere-decisionaleA decidere sono i cittadini (empowerment )Metteremo in atto le vostre decisioni Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

18 Documenti e fonti internazionali la Convenzione di Aarhus, ratificata con la legge 108/1981, che garantisce laccesso alle informazioni ambientali ed i cui articoli 7 e 8 sanciscono il diritto dei cittadini a partecipare alla fase di elaborazione di piani, programmi, politiche e atti normativi adottati dalle pubbliche autorità; la Raccomandazione del 2001 del Comitato dei Ministri del Consiglio dEuropa sulla Partecipazione dei cittadini alla vita pubblica a livello locale (Rec(2001)19E / 06 dicembre 2001);Rec(2001)19E / 06 dicembre 2001 OCSE, lOrganizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (cfr. OCSE, Citizens as partners. Information, consultation and public participation in policy making, Paris, 2001). richiama alla necessità e opportunità di includere organicamente la partecipazione diffusa dei cittadini nella definizione dei processi di policy-making; Direttiva europea 2003/35/CEE (Partecipazione del pubblico nellelaborazione di taluni piani e programmi in materia ambientale. Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

19 Un importante requisito della genuinità di un processo partecipativo è quello della sua massima inclusività Inclusività, che va anche oltre il carattere anagrafico della residenza, ma che guarda semplicemente alla presenza fisica (pur necessariamente assidua) in un territorio per studio, lavoro o altro (sport, piacere ecc.); che può prescindere dalletà prevista dalla legge civile per esercitare diritti e interessi (quindi partecipano anche minorenni ed in certi casi ci sono percorsi partecipativi pure per i bambini). Inclusività, che deve guardare in modo privilegiato chi è svantaggiato e che quindi ha più difficoltà a far sentire la propria voce: quindi, per questultimo aspetto, a titolo di esempio, si possono ricordare gli immigrati e, soprattutto, disabili, ma anche abitanti di territori in cui è oggettivamente più difficile fare partecipazione ( anche lo statuto regionale parla di residenti più che di cittadini ). Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

20 Si potrebbe obiettare che la partecipazione della società civile alle decisioni pubbliche non può e non deve essere regolamentata, che essa deve essere lasciata libera di esprimersi nelle diverse forme che, di volta in volta, può assumere In realtà lo sforzo è quello di ricercare un punto di equilibrio nuovo tra democrazia rappresentativa (a cui nessuno può negare la responsabilità ultima delle decisioni) e la democrazia partecipativa, le forme attraverso cui i cittadini possono concorrere al governo della cosa pubblica: non solo essere informati e consultati, ma anche contribuire, con la loro esperienza, ad una migliore qualità delle decisioni collettive. Istituzioni e società possono cercare le vie di una partecipazione che rifugga dalle scorciatoie illusorie della democrazia diretta, o da un confuso assemblearismo, e che punti piuttosto alla costruzione di nuovi istituti partecipativi, che cerchino di coniugare la responsabilità delle istituzioni democratiche chiamate a decidere e la disponibilità di cittadini che intendano contribuire al comune governo della cosa pubblica. Istituti partecipativi, dunque: questa è lespressione-chiave, ossia vincoli comuni e regole condivise per giungere alla costruzione di processi decisionali ricchi del sapere delle istituzioni ma anche del sapere diffuso nella società. Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

21 E fondamentale : La definizione delle modalità attraverso cui la Regione può dare un sostegno ai processi partecipativi, non solo e non tanto attraverso la mera erogazione di risorse finanziarie, ma attraverso unattenzione prevalente agli aspetti organizzativi e metodologici, comunicativi, informativi e formativi; La necessità che la legge preveda processi partecipativi strutturati per fasi, scanditi attraverso tempi e metodologie ben definite; Lapertura e linclusività dei processi partecipativi, prevedendo un sostegno non solo ed esclusivamente ai processi promossi dalle istituzioni, ma anche a quelli promossi e avviati dai soggetti sociali, nella loro autonomia; La possibilità che siano istituiti organismi esterni e indipendenti alle amministrazioni regionale e locali, per garantire la terzietà delle procedure partecipative e che siano previsti, in certi casi, procedure vincolanti di attivazione della partecipazione; Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

22 Esperienze internazionali Australia: Decisioni pubbliche discusse da campioni casuali di cittadini Si tratta di esperienze di democrazia deliberativa articolate in riunioni i cui partecipanti sono scelti mediante una rigorosa campionatura statistica, rappresentativa di un certo contesto sociale, per consentire ai cittadini di essere pienamente informati, deve essere loro fornita tutta la necessaria documentazione e lopportunità di riflettere e ponderare, perché siano coinvolti nel processo decisionale in modo significativo. Il Ministro per la Pianificazione e Infrastrutture del Governo Australiano Occidentale (governo statale) ha organizzato più campagne di consultazione democratica. Per un approfondimento, si veda il sito Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

23 Francia: Commission Nationale du Debat Public Esperienza particolarmente rivolta alla partecipazione dei cittadini alle decisioni concernenti i grandi progetti infrastrutturali. La Commission Nationale du Debat Public (CNDP) dal 2002 è unautorità amministrativa indipendente. I Dibattiti Pubblici organizzati dalla Commissione sono aperti allinsieme dei cittadini e non sono riservati a corpi intermedi (assemblee locali, organismi economici o associazioni); riguarda le fasi iniziali di un progetto, quando ancora sono aperte opzioni alternative, e può così vertere sullopportunità stessa di un progetto e non solamente sulle sue caratteristiche. Il Dibattito Pubblico, nellesperienza francese, si configura non come un momento di decisione o di negoziazione, ma come una fase preliminare di ascolto e di dialogo. Le procedure prevedono tempi rigorosi di svolgimento del dibattito (4 mesi), a partire da un dossier iniziale, che si sviluppa attraverso una pluralità di strumenti e mezzi di informazione e espressione del pubblico: diffusione di documenti, incontri con esperti e tecnici, riunioni pubbliche generali o tematiche, siti internet, forum, etc. Al termine del dibattito, la Commissione redige un rendiconto finale da trasmettere al soggetto titolare del progetto, che entro i tre mesi successivi comunica le sue decisioni. (Il sito della Cndp:ww.debatpublic.fr)ww.debatpublic.fr Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

24 Gran Bretagna: Tecniche di partecipazione nei progetti di rigenerazione urbana Sempre più diffusi appaiono i casi in cui le autorità locali, i progettisti, i proprietari terrieri e le associazioni di categoria coinvolgono i cittadini nei progetti di pianificazione e di sviluppo urbano. Una gamma di metodologie che hanno, tra laltro, portato alla stesura di un Manuale di Pianificazione della comunità e alla costruzione di un sito internet (www.communityplanning.net) che ha lo scopo di aiutare la gente nel modellare le proprie città, paesi e villaggi in ogni parte del mondo.www.communityplanning.net Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

25 Per i toscani, ma non solo La legge sulla partecipazione si rivolge a tutti i cittadini che risiedono o vivono sul territorio toscano: stranieri, lavoratori, studenti. Anche ai toscani che risiedono fuori dallItalia. I progetti sotto esame Possono essere aperti processi partecipativi su interventi di grande impatto sul territorio regionale o su progetti di dimensione locale. A richiedere lapertura del processo partecipativo possono essere gli enti locali o i cittadini che raccoglieranno le firme necessarie. Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

26 Le forme della partecipazione Nel primo caso, quello degli interventi di grande impatto sul territorio, è prevista lapertura di un Dibattito Pubblico Regionale, un po come accade da qualche anno in Francia. Nel secondo caso, quello di progetti di dimensione locale, è previsto lavvio di un processo partecipativo, la cui forma potrà cambiare di volta in volta. Chi garantisce e organizza la partecipazione LAutorità regionale per la garanzia e la promozione della partecipazione è lorgano indipendente e al di sopra delle parti che gestisce i Dibattiti pubblici sui grandi interventi e che valuta i progetti locali e li ammette al sostegno regionale. È composta da una sola persona ed è eletta dal Consiglio regionale. Ha la sua sede presso il Consiglio regionale e opera attraverso personale della Regione. La scelta viene fatta fra una lista di persone giudicate idonee (studiosi di diritto, esperti), formata attraverso un avviso pubblico. Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

27 La parola ai cittadini e sei mesi per decidere Nel momento in cui viene avanzata la proposta di realizzare un intervento di grande impatto sul territorio (opere pubbliche, decisioni capaci di incidere sulla vita sociale ed economica) lAutorità può aprire un Dibattito pubblico regionale, vale a dire una discussione pubblica che non può durare più di 6 mesi (è ammessa una proroga motivata, ma per non più di 3 mesi), caratterizzata da regole chiare e condivise, che permettano lespressione di tutti i punti di vista in gioco. Possono chiedere un dibattito lente pubblico o privato che intende realizzare una determinata opera o intervento, gli enti locali interessati, lo 0,50% dei residenti in Toscana che abbiano compiuto 16 anni. LAutorità decide entro 30 giorni dalla presentazione della domanda, sentito il parere degli enti pubblici interessati. Può chiedere altri elementi per valutare meglio il progetto. Spetta allAutorità la nomina della persona responsabile del Dibattito. Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

28 . Come si svolge il dibattito pubblico Il Dibattito Pubblico Regionale dovrebbe configurarsi come una grande occasione di apertura e di coinvolgimento collettivo, scandito da varie fasi di confronto tra ipotesi e soluzioni diverse e dallutilizzo di una pluralità di strumenti: la diffusione di una base di documentazione tecnica ampia e condivisa, linterrogazione di esperti e scienziati, forum tematici o altri momenti regolati di discussione tra i cittadini – ad esempio le giurie o i town meeting – verificando il formarsi e il mutare delle loro opinioni. Grande spazio avrà luso di internet e delle nuove tecnologie. Come si conclude il Dibattito Con un rapporto, che il responsabile consegna allAutorità e che lAutorità pubblica entro tre mesi, in cui è indicato il modo in cui si è svolto, le questioni avanzate e le proposte conclusive. Il soggetto che ha proposto il progetto può, entro tre mesi, rinunciarvi o sostenerne uno diverso, può proporre dei cambiamenti oppure insistere con il progetto iniziale fornendo le motivazioni della scelta. Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

29 Progetti locali e partecipazione In caso di progetti di dimensione locale, Comuni, cittadini, associazioni, scuole o imprese possono avviare un Processo partecipativo presentando domanda per ottenere il sostegno regionale (che può essere finanziario, metodologico o di assistenza nella comunicazione). Loggetto deve essere ben definito, la durata non deve superare i 6 mesi (con eventuale proroga di 3 mesi), gli strumenti e metodi di partecipazione devono essere adeguati al contesto in cui si svolge, la conduzione deve essere affidata ad una persona indipendente e imparziale e portata avanti in modo tale da permettere la massima inclusione e uguaglianza. Anche in questo caso vengono predisposti tutti gli strumenti necessari per rendere pubbliche le informazioni che derivano dal processo. Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

30 Lammissione del progetto spetta allAutorità Da 50 a 300 firme per avviare la consultazione. Dipende dalla grandezza dellambito territoriale dove si svolgerà il processo: fino a abitanti ne occorrono 50, fino a almeno 150, tra e almeno 300, oltre i lo 0,5% della popolazione interessata. In tal caso la domanda di sostegno regionale deve riguardare progetti per i quali lo Stato o gli enti locali non abbiano preso alcuna decisione. Le imprese possono presentare domanda soltanto per progetti che abbiano un elevato impatto (ambientale, sociale, economico). Questa deve essere accompagnata da un numero di firme che dipenderà dalla grandezza del territorio e prevedere risorse proprie, anche soltanto di tipo organizzativo. Lo stesso vale anche per le domande presentate da cittadini, residenti e istituti scolastici. Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

31 Formazione a supporto dei processi partecipativi che si articolano in: corsi di formazione; materiali di studio, ricerca e documentazione metodologica, disponibili anche in via telematica; progetti specifici; previsione di protocolli o convenzioni con università per attività formative. Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

32 Durata della legge La legge è automaticamente abrogata il 31 dicembre 2012, fatta salva la conclusione dei processi partecipativi già iniziati a quella data. Nei primi tre mesi del 2012, la Giunta regionale promuove e svolge insieme al Consiglio regionale percorsi partecipativi per valutare: lefficacia, la diffusione e il rendimento dei processi partecipativi promossi ai sensi della legge; lopportunità di conferma o di modifica della legge. Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali

33 Altre FORME di PARTECIPAZIONE : referendum consultivo Lindizione del referendum consultivo su un grande intervento, ai sensi della legge regionale 23 novembre 2007, n. 62 (Disciplina dei referendum regionali previsti dalla Costituzione e dallo Statuto) determina linammissibilità del dibattito pubblico sullo stesso oggetto Il Referendum può essere richiesto dagli elettori al fine di conoscere l'orientamento della popolazione regionale su proposte di particolare interesse per la popolazione stessa o può essere deliberato dal Consiglio regionale a maggioranza di due terzi dei suoi componenti per conoscere l'orientamento degli elettori su proposte di leggi regionali. La disciplina del referendum è innovativa sotto il profilo procedurale in quanto prevede l'anticipazione del giudizio di ammissibilità sulla scia anche delle proposte di modifica della procedura relativa al referendum abrogativo e nazionale, ex articolo 75 della Costituzione. Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali


Scaricare ppt "Legge regionale 27 dicembre 2007, n. 69 Norme sulla promozione della partecipazione alla elaborazione delle politiche regionali e locali Premesse La Toscana."

Presentazioni simili


Annunci Google