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Dott. Luciano Vero SOD Qualità e Risk Management 1 Problemi e osservazioni sulla redazione delle procedure ASL CN2 Alba 10 e 18 giugno 2013.

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1 Dott. Luciano Vero SOD Qualità e Risk Management 1 Problemi e osservazioni sulla redazione delle procedure ASL CN2 Alba 10 e 18 giugno 2013

2 Dott. Luciano Vero SOD Qualità e Risk Management 2 Criticità rilevate Formulazione obiettivi Definizione chiara e fluida delle attività Costruzione diagramma di flusso Definizione del sistema di verifica Formulazione degli indicatori Citazione della bibliografia

3 Dott. Luciano Vero SOD Qualità e Risk Management 3 Formulazione obiettivi Si definiscono quali sono gli obiettivi del processo da perseguire o gli eventi indesiderati che si vogliono evitare. Gli obiettivi sono interdipendenti e sequenziali, la definizione degli obiettivi deve svilupparsi attraverso un percorso logico. Può essere utile aiutarsi definendoli con forme verbali quali: uniformare, migliorare, definire, attuare, applicare, riconoscere e gestire, ecc…

4 Dott. Luciano Vero SOD Qualità e Risk Management 4 Caratteristiche di un obiettivo pertinente in rapporto al problema logico realizzabile (sia in relazione al risultato atteso, al tempo necessario per raggiungerlo, alle risorse disponibili) preciso misurabile comprensibile e chiaro

5 Dott. Luciano Vero SOD Qualità e Risk Management 5 Definizione delle attività Una procedura deve esprimere chi fa, cosa fa, come viene fatto, dove, quando, perché e chi è il responsabile delle attività descritte In questo capitolo si descrivono sotto forma di testo, in sequenza, tutte le attività della procedura, definendo nel dettaglio le azioni organizzate e finalizzate con cui le attività devono essere svolte per il raggiungimento degli obiettivi definiti. Le classiche domande CHI, A CHI, DA CHI, COSA, COME, QUANDO, DOVE possono sicuramente aiutare a raccogliere tutti gli elementi utili.

6 Dott. Luciano Vero SOD Qualità e Risk Management 6 Definizione delle attività In questa fase, sarebbe opportuno cercare di rappresentare graficamente il processo attraverso una bozza di diagramma di flusso. Questo per verificare se effettivamente le attività descritte permettono di delineare un processo logico e completo. Per ogni attività va indicato: chi svolge un ruolo (attivo o passivo); come deve essere gestita l'attività; quali strumenti devono essere utilizzati (es. dal modulo cartaceo allapparecchiatura elettromedicale); se e dove è possibile ritrovare traccia della corretta conduzione dell'attività

7 Dott. Luciano Vero SOD Qualità e Risk Management 7 Diagramma di flusso Un diagramma di flusso è una rappresentazione grafica, che utilizza figure geometriche, della sequenza delle attività allinterno di un processo, è un ottimo mezzo per comprendere il processo (insieme di attività da analizzare) al fine: di renderlo noto; identificare i problemi potenziali; individuare i passaggi critici

8 Dott. Luciano Vero SOD Qualità e Risk Management 8 Costruzione di un diagramma di flusso Il nostro CED, a richiesta, può istallare un programma per la costruzione di un diagramma In Power Point nelle Forme troviamo il necessario

9 Dott. Luciano Vero SOD Qualità e Risk Management 9 Costruzione di un diagramma di flusso Parola dordine è, per quanto possibile: Riassumere Semplificare Unocchiata al diagramma deve permettermi di ricordare tutto il processo.

10 Dott. Luciano Vero SOD Qualità e Risk Management 10 Definizione del sistema di verifica Il sistema di verifica deve chiaramente esprimere chi fa che cosa fa, come e quando lo fa Si deve esplicitare chi e come rileva i dati, chi li elabora e con quale frequenza, a chi è inoltrata la relazione (report) sui risultati. È necessario utilizzare dati facilmente rilevabili ed una scheda di rilevazione (cartacea o informatizzata). La scheda o una immagine della videata deve essere inserita negli allegati. I dati devono essere elaborati e illustrati in una relazione. La rilevazione dei dati deve rispettare la cadenza periodica dichiarata e deve essere inviata alle funzioni competenti.

11 Dott. Luciano Vero SOD Qualità e Risk Management 11 Formulazione degli indicatori La formulazione degli indicatori dovrebbe essere fatta in relazione agli obiettivi, per ogni obiettivo o solo per 1-2 obiettivi pregnanti. Questo riesce soltanto se gli obiettivi sono stati formulati correttamente

12 Dott. Luciano Vero SOD Qualità e Risk Management 12 Formulazione degli indicatori Esempio: Obiettivo Garantire il corretto posizionamento del paziente sul letto operatorio Indicatore N° danni-lesioni suddivisi per tipologia di intervento/N° totale di interventi suddivisi per tipologia

13 Dott. Luciano Vero SOD Qualità e Risk Management 13 Citazione della bibliografia La bibliografia è un elenco in ordine alfabetico di tutti i documenti consultati nel corso della ricerca (sia in formato cartaceo che elettronico) che vengono identificati in pochi dati essenziali (autore, titolo, editore, anno di pubblicazione, ecc.) Esempio: Agency for Health Research and Quality (AHRQ) Fall prevention for older adults National Guideline Clearinghouse, 2006 Cleaning delle vie aeree A. Lucchini A.O. San Gerando di Monza Università Milano- Bicocca Direttore Prof. A. Pesenti

14 Dott. Luciano Vero SOD Qualità e Risk Management 14 Raggiungimento obiettivi aziendali Indicazione Direzione Generale Verifica da parte del Controllo di Gestione Relazione del Servizio QRMU Tenendo conto del ritardo istituzionale che abbiamo accumulato.


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