La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

La presentazione è in caricamento. Aspetta per favore

ISM-Italia Corso di formazione per attivisti in e per la Palestina Milano, 17-18 marzo 2012 a cura di Diana Carminati Gli appelli palestinesi BDS e PACBI.

Presentazioni simili


Presentazione sul tema: "ISM-Italia Corso di formazione per attivisti in e per la Palestina Milano, 17-18 marzo 2012 a cura di Diana Carminati Gli appelli palestinesi BDS e PACBI."— Transcript della presentazione:

1 ISM-Italia Corso di formazione per attivisti in e per la Palestina Milano, marzo 2012 a cura di Diana Carminati Gli appelli palestinesi BDS e PACBI

2 Lappello BDS Conferenza di Durban contro il razzismo: denuncia delle politiche razziste di Israele Movimento antiguerra mondiale denuncia i legami della guerra USA in IRAK Settembre Beirut Conferenza del movimento antiguerra e antiglobalizzazione: appello contro la politica israeliana. Decisa una campagna di boicottaggio Nel gennaio 2005 una ong palestinese Occupied Palestine and Syrian Golan Heights Advocacy Initiative (OPGAI) presenta un appello per il BDS contro Israele al V° Forum Sociale di Porto Alegre. Il 9 luglio 2005, nel primo anniversario del parere consultivo della Corte internazionale di giustizia di Ginevra contro la costruzione del Muro in Cisgiordania, i rappresentanti di 172 organizzazioni della società civile palestinese, che rappresentavano le tre parti integranti del popolo di Palestina: i profughi palestinesi in altri paesi, i palestinesi sotto occupazione e i palestinesi cittadini di Israele, sottoscrivono il seguente appello:

3 Lappello BDS - 2 (….) Noi, rappresentanti della società civile palestinese, chiediamo alle organizzazioni internazionali della società civile e agli uomini di buona volontà di tutto il mondo di imporre ampi boicottaggi e realizzare iniziative di disinvestimento contro Israele simili a quelle applicate al Sud Africa nel periodo dellapartheid. Noi facciamo appello a voi perché facciate pressione sui vostri rispettivi stati per imporre embargo e sanzioni contro Israele. Noi invitiamo anche gli israeliani di buona volontà a sostenere questa richiesta nellinteresse della giustizia e di una pace efficace Queste misure punitive non violente dovrebbero essere mantenute fino al momento in cui Israele farà fronte ai suoi obblighi di riconoscere il diritto inalienabile del popolo Palestinese allautodeterminazione e di rispettare completamente le indicazioni del diritto internazionale.

4 I tre diritti di base Ponendo termine alla occupazione e alla colonizzazione di tutte le terre arabe e smantellando il Muro Riconoscendo i diritti fondamentali dei cittadini Arabo-Palestinesi di Israele alla piena uguaglianza Rispettando, proteggendo e promuovendo i diritti dei profughi palestinesi al ritorno nelle loro case e nelle loro proprietà come stabilito nella risoluzione 194 dellONU

5 Le adesioni in Europa e nel mondo AllAppello aderirono successivamente, nei primi anni , molte organizzazioni in Gran Bretagna, Canada (ong di Quebec), Belgio, ISM-France, ISM-Italia, Veterans for Peace, studenti e aderenti di facoltà dei campus americani, alcune municipalità in Norvegia, il partito socialista norvegese, la sinistra socialista norvegese, il partito di centro norvegese, il Partito dei Verdi negli USA. Il Consiglio mondiale delle Chiese incoraggiò luso di pressioni economiche per influenzare una risoluzione della questione israelo-palestinese, così molte chiese protestanti inglesi, canadesi e nordamericane decisero di operare disinvestimenti nei confronti di imprese israeliane per fare pressioni contro loccupazione dei Territori palestinesi.

6 Ilan Pappé (2005): contro la pulizia etnica e il pericolo di genocidio laiuto verrà da fuori Lo storico Ilan Pappé, in una conferenza a Friburgo, il 4 giugno 2005, si pronuncia per una forte campagna di BDS e afferma : Non esiste un movimento per la pace in Israele. Sono i palestinesi direttamente minacciati di pulizia etnica dalla prossima tappa di costruzione del Muro, nel quadro della prossima fase di annessione della Cisgiordania a Israele. Se il progetto di pace (Road Map) continua ad essere sostenuto dagli europei, dagli americani, dai russi e dallOnu, vorrà dire che Israele avrà il via libera per proseguire la sua politica di pulizia etnica. Penso che noi tutti, i militanti dentro e fuori Israele, dovremmo comprendere che esiste un grave pericolo, urgente, quello di una pulizia etnica dei palestinesi in soprannumero e che esiste un solo modo di fermare Israele. E che questo non può essere né il dialogo, né i negoziati diplomatici, con i quali stiamo provando da trentasette anni. […]

7 Ilan Pappé 2 Le strategie di pace non sono strategie che mirano alla fine delloccupazione. Il conflitto tra Israele e Palestina non è un conflitto basato sulloccupazione; si tratta della pulizia etnica perpetrata da Israele nel 1948 e che non si è mai arrestata un solo giorno da allora. Quello che ha detto il movimento Peace, Now! è quello che hanno detto gli Americani, è ciò che sta dicendo il governo svizzero: limportante è che gli Israeliani si ritirino dalla Cisgiordania e dalla striscia di Gaza. Ebbene no! Questo, non è la pace: un ritiro israeliano dalla striscia di Gaza e dalla Cisgiordania costituisce semplicemente la fine dei crimini dIsraele contro lumanità. Questo non ha nulla a che fare con una vera pace. Un movimento contro loccupazione allinterno di Israele, non ha alcuna possibilità di successo. Nessuna. Esiste un solo modo di sbloccare lo scenario che vi ho appena descritto: tramite le pressioni, le sanzioni, lembargo, equiparando lo stato di Israele al Sudafrica durante il regime di apartheid…. Non esiste altro mezzo

8 PACBI /Palestinian Campaign for Academic and Cultural Boycott of Israel I primi promotori del boicottaggio accademico nel 2002 Il 6 aprile 2002 (pochi giorni dopo la distruzione del campo profughi di Jenin, in Cisgiordania, ad opera dellesercito israeliano, durante loperazione Defensive Shield), sul giornale inglese The Guardian, una lettera firmata da 123 accademici chiedeva una sospensione della collaborazione europea nella ricerca universitaria con le istituzioni israeliane finché Israele non avesse mutato la sua politica di occupazione dei territori palestinesi e il sistema di apartheid allinterno dello stato e aprisse finalmente seri negoziati di pace.

9 Steven e Hillary Rose Fra i maggiori promotori e firmatari, che si ispiravano allo storico boicottaggio accademico del Sudafrica sono: i professori Hilary Rose, sociologa presso lUniversità di Bradford e Steven Rose, neurobiologo, docente presso la Open University, che avevano passato mesi come visiting professor nellUniversità di Birzeit (Ramallah) e avevano fatto esperienza delle restrizioni al movimento, intimidazioni, prevaricazioni che studenti e insegnanti palestinesi affrontavano ogni giorno da parte dellesercito israeliano.

10 SOAS, Londra, 5 dicembre Conferenza Internazionale per la Palestina Intervento di Hillary Rose Le Università palestinesi lavorano in condizioni inaccettabili. Nelluniversità di Al Quds, a Gerusalemme. a intervalli irregolari lesercito interviene per bloccare linsegnamento, entra ed esce dai campus, minaccia e arresta gli studenti e lo staff. Studiare o insegnare nelle università [in Cisgiordania e Gaza] significa attraversare checkpoints senza nessuna certezza di raggiungere la propria classe. […] E già duro insegnare sotto occupazione, essere per questo personalmente umiliato e frustrato è intollerabile. Mentre lesercito si comporta in questo modo, le istituzioni accademiche e di ricerca israeliane sono attivamente o passivamente complici di questo sistema. Pochi universitari israeliani per ora hanno protestato (Ilan Pappé). La maggioranza di essi beneficia dei frutti di questa repressione.

11 Maggio 2002: Lettera aperta di Tanya Reinhart a Baruch Kimmerling Ciò che Israele sta compiendo eccede i crimini del regime bianco del Sud Africa. Ha incominciato a prendere la forma di pulizia etnica, che il Sud Africa non ha mai cercato di fare. Dopo 35 anni di occupazione, è assolutamente chiaro che il sistema politico israeliano ha prodotto per i palestinesi soltanto due scelte: Apartheid o pulizia etnica (cioè transfer). Apartheid è il progetto illuminato del partito del Labour (come nei piani Alon o di Oslo), mentre laltra parte (la destra), sta sostenendo il lento soffocamento dei palestinesi, fino a che non possa essere perfezionato un eventuale transfer (espulsione di massa). La Giordania è lo stato palestinese come affermò Sharon negli anni 80.

12 Tanya Reinhart 2 Lunico mezzo di pressione per fermare Israele è nella protesta a livello mondiale delle persone, anche usando i mezzi penosi del boicottaggio. E credo, come israeliana, che questo mezzo esterno di pressione non salvi solo i palestinesi ma anche la società israeliana. Per quanto riguarda poi il principio di libertà accademica, che in pochi giorni un gran numero di accademici si era precipitato a invocare come inalienabile diritto, organizzando in pochi giorni una contro petizione - afferma Reinhart- include anche il fatto che la responsabilità intellettuale è strettamente correlata con la salvaguardia dei principi morali. La comunità accademica israeliana infatti non ha mai alzato una voce di protesta contro le frequenti e immotivate chiusure delle università palestinesi, contro la violazione dei diritti umani, contro il sistema di oppressione della popolazione palestinese. E perciò questo significa collaborare con il sistema di oppressione

13 Lappello palestinese al boicottaggio accademico e culturale (PACBI) aprile 2004 Lanciato da 50 organizzazioni palestinesi riunite nel Palestinian Campaign for the Academic and Cultural Boycott of Israel. Anchesso si riferiva ai 3 diritti di base dei palestinesi: ritiro dai territori occupati nel 1967, fine del sistema di apartheid e discriminazione dei palestinesi in Israele, rispetto della risoluzione ONU sul diritto al ritorno dei profughi. Contro questo appello vi furono aspre critiche, minacce e contestazioni ad opera delle comunità e delle organizzazioni ebraiche europee e negli USA Furono definite successivamente della LINEE Guida v. sito di ICACBI

14 Judith Butler e gli equivoci della libertà accademica Nel numero di Radical Philosophy del gennaio-febbraio 2006 Judith Butler (filosofa ebrea americana e docente allUniversità di Berkeley, California) scriveva larticolo Israel/Palestine and Paradoxes of Academic Freedom, rispondendo a coloro che invocavano la libertà accademica: Se la libertà accademica e la circolazione della cultura stiano al di sopra, come valore assoluto, dei diritti umani e di tutte le libertà fondamentali Come può funzionare il concetto di libertà accademica nei casi dove un colonialismo dinsediamento pervade le istituzioni e lapparato legale che governano un confine in movimento? La libertà accademica che rimane liberale in modo restrittivo, non sarà in grado di vedere che al soggetto, che voglia esercitare il diritto a tale libertà, deve essere dato innanzitutto il diritto di viaggiare, di essere in grado di passare i confini senza blocchi o molestie. Questo significa (…) che noi dobbiamo presupporre una opposizione al Muro, alle accresciute molestie dei militari ai confini, alla occupazione stessa

15 Le prime adesioni nel mondo occidentale BRICUP (2005), UCU, USACBI (2009), PSC-UK, SPSC (Scottish), IPSC (Irlanda), AURDIP (Fran cia), associaz. in Norvegia, Svezia, Forum Palestina (Italia), ISM-Italia, ICACBI (Italian Campaign (ISM-Italia), maggio 2010), Univ. di Johannesburg (Sud Africa), CPA (Canada), CAPJPO-EuroPalestine (France), Boycott from Within (Israel), EPACBI (Piattaforma europea, ottobre 2010)

16 EPACBI (piattaforma europea-ottobre 2010) Aderenti Great Britain BRICUP BRICUP France AURDIP AURDIP Norway AKULBI AKULBI Germany BAB BAB Sweden PSABI PSABI Italy ICACBI ICACBI Spain CUNCAP CUNCAP Ireland Irish Contact Irish Contact Netherlands Dutch Contact Dutch Contact Belgium Belgian ContactBelgian Contact

17 Documenti importanti del PACBI The intellectual responsibility and the voice of colonized, 17 febbraio 2010 Israels Exceptionalism: Normalizing the Abnormal 31 novembre 2011 Boycotting Ariel: Missing the forest for the trees, settembre 2010 West-Eastern Divan Orchestra: Undermining Palestinian Civil Resistance and Violating Palestinian Cultural Boycott Guidelines, 23 marzo 2010

18 Adesioni di organizzazioni ebraiche dissidenti in Israele e nel mondo A questo appello in anni successivi hanno risposto anche associazioni israeliane come AIC (Alternative Information Center), come ICADH (The Israeli Committee Against House Demolitions) che hanno proposto un boicottaggio selettivo (contro i prodotti delle colonie), il disinvestimento e le sanzioni. Altre campagne per il boicottaggio dei prodotti israeliani delle colonie, per sanzioni e per disinvestimenti selettivi furono proposti da Gush Shalom e New Profile. Hanno risposto gruppi ebraici nel mondo come Not in my name, Jewish Voice for Peace, Jewish Alliance against Occupation, European Jews for a Just Peace e Jewish against Occupation, New York, che decisero di operare il BDS anche se in modo selettivo. Più recentemente le dichiarazioni di appoggio al BDS del gruppo di più recente costituzione (v. Carta dellottobre 2008) dell IJAN (Rete Internazionale Ebraica Antisionista) (www.ijsn.net).

19 Bibliografia D. Carminati-A. Tradardi, Boicottare Israele, una pratica non violenta, Derive/Approdi 2009 Judith Butler, Israel/Palestine and the Paradoxes of Academic Freedom, Radical Philosophy, gennaio-febbraio Sito di ICACBI Sito di EPACBI


Scaricare ppt "ISM-Italia Corso di formazione per attivisti in e per la Palestina Milano, 17-18 marzo 2012 a cura di Diana Carminati Gli appelli palestinesi BDS e PACBI."

Presentazioni simili


Annunci Google