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I COLLI EUGANEI Mostreremo tutte le iniziative sui colli Euganei. Ricerca di Marta, Martina, Aira e Veronica.

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Presentazione sul tema: "I COLLI EUGANEI Mostreremo tutte le iniziative sui colli Euganei. Ricerca di Marta, Martina, Aira e Veronica."— Transcript della presentazione:

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2 I COLLI EUGANEI Mostreremo tutte le iniziative sui colli Euganei. Ricerca di Marta, Martina, Aira e Veronica

3 I Colli Euganei sono un gruppo di colline di origine vulcanica che sorgono, quasi fossero un arcipelago, dalla pianura padano-veneta, pochi chilometri a sud ovest di Padova. I Colli Euganei sono il primo parco regionale del Veneto, istituito nel I Colli Euganei sono di origine vulcanica, nati in seguito ad eruzioni sottomarine con effusioni di lava basaltica durante l'Eocene, cui ha fatto seguito nell'Oligocene un'attività caratterizzata da magmi viscosi, che hanno condotto alla formazione di depositi di trachite

4 LA CARTINA DEI

5 La Flora dei Colli Euganei è caratterizzata da un sorprendente numero di specie. La diversa origine e composizione dei terreni, laccidentata e singolare morfologia dei rilievi (responsabile, fra laltro, di microclimi contrastanti), lisolamento da altri gruppi montuosi e le alterne vicende climatiche, legate ai cicli glaciali e al periodo postglaciale, rendono i colli Euganei unisola naturalistica complessa, dove vivono a stretto contatto sia specie dambiente caldo arido (termofile), sia a carattere montano o submontano (microterme). Così, in base alla natura e alla composizione del terreno e alle diversità climatiche si possono individuare le seguenti tipologie di associazioni vegetali: La Flora dei Colli Euganei è caratterizzata da un sorprendente numero di specie. La diversa origine e composizione dei terreni, laccidentata e singolare morfologia dei rilievi (responsabile, fra laltro, di microclimi contrastanti), lisolamento da altri gruppi montuosi e le alterne vicende climatiche, legate ai cicli glaciali e al periodo postglaciale, rendono i colli Euganei unisola naturalistica complessa, dove vivono a stretto contatto sia specie dambiente caldo arido (termofile), sia a carattere montano o submontano (microterme). Così, in base alla natura e alla composizione del terreno e alle diversità climatiche si possono individuare le seguenti tipologie di associazioni vegetali:

6 Macchia mediterranea: è costituita da una fitta vegetazione di piante a basso fusto, in prevalenza sempreverdi, come il leccio, il corbezzolo, l'erica arborea, il cisto, il terebinto, la ginestra e l'asparago pungente. A questo tipo di vegetazione è riconducibile anche il fico d'india nano (Opuntia compressa), originario degli altipiani dell'America centrale e rintracciabile in aree particolarmente soleggiate, come il Monte Ceva di Battaglia, la Rocca di Monselice e il Monte della Madonna presso Teolo. Macchia mediterranea: è costituita da una fitta vegetazione di piante a basso fusto, in prevalenza sempreverdi, come il leccio, il corbezzolo, l'erica arborea, il cisto, il terebinto, la ginestra e l'asparago pungente. A questo tipo di vegetazione è riconducibile anche il fico d'india nano (Opuntia compressa), originario degli altipiani dell'America centrale e rintracciabile in aree particolarmente soleggiate, come il Monte Ceva di Battaglia, la Rocca di Monselice e il Monte della Madonna presso Teolo.

7 Zone prative: sono diffuse nella parte meridionale dei Colli, sugli anfratti calcarei tra Arquà Petrarca, Valle San Giorgio e Baone. I prati sono molto aridi e pressoché privi dello strato di humus e derivano dall'abbandono di pascoli e terreni poco produttivi, denominati localmente "vegri". nelle zone di più recente abbandono predominano le specie erbacee, tipiche dei climi secchi, come le graminacee, mentre nelle aree abbandonate da lungo tempo, sono ravvisabili arbusti e cespugli come il biancospino, il pruno spinoso, la rosa di macchia, il ginepro, il viburno e la ginestra, a quali subentrano la roverella, il carpino nero e l'orniello. Zone prative: sono diffuse nella parte meridionale dei Colli, sugli anfratti calcarei tra Arquà Petrarca, Valle San Giorgio e Baone. I prati sono molto aridi e pressoché privi dello strato di humus e derivano dall'abbandono di pascoli e terreni poco produttivi, denominati localmente "vegri". nelle zone di più recente abbandono predominano le specie erbacee, tipiche dei climi secchi, come le graminacee, mentre nelle aree abbandonate da lungo tempo, sono ravvisabili arbusti e cespugli come il biancospino, il pruno spinoso, la rosa di macchia, il ginepro, il viburno e la ginestra, a quali subentrano la roverella, il carpino nero e l'orniello.

8 Bosco di castagno: si sviluppa sui versanti vulcanici rivolti verso nord, su terreno siliceo e profondo. Il sottobosco è costituito da numerose specie erbacee a fioritura precoce come il bucaneve, l'elleboro, il narciso e i rari giglio martagone e giglio di San Giovanni, tipici dei climi umidi. Bosco di castagno: si sviluppa sui versanti vulcanici rivolti verso nord, su terreno siliceo e profondo. Il sottobosco è costituito da numerose specie erbacee a fioritura precoce come il bucaneve, l'elleboro, il narciso e i rari giglio martagone e giglio di San Giovanni, tipici dei climi umidi.

9 Bosco di querce termofile: copre parte dei versanti esposti a sud, su terreno asciutto e poco profondo, di composizione calcarea. Il querceto è aperto e luminoso e si presenta come una boscaglia mista dove alla roverella si affiancano l'albero di Giuda, il bagolaro, il ciavardello e lo scotano, mentre il soffice sottobosco è ricco di humus e racchiude il biancospino, l'erica, il ginepro e illigustro. Bosco di querce termofile: copre parte dei versanti esposti a sud, su terreno asciutto e poco profondo, di composizione calcarea. Il querceto è aperto e luminoso e si presenta come una boscaglia mista dove alla roverella si affiancano l'albero di Giuda, il bagolaro, il ciavardello e lo scotano, mentre il soffice sottobosco è ricco di humus e racchiude il biancospino, l'erica, il ginepro e illigustro.

10 Boscaglia di robinia: rappresenta una associazione vegetale introdotta dall'uomo, agli inizi del Seicento. La robinia, utilizzata come specie ornamentale, è originaria delle coste del Nord Americano ha nel tempo sostituito il castagneto e il querceto autoctoni. La boscaglia di robinia comprende poche altre specie arboree e cespugli, come il sambuco e i rovi, come il suo sottobosco, impoverito dall'intenso sfruttamento di tali aree. Boscaglia di robinia: rappresenta una associazione vegetale introdotta dall'uomo, agli inizi del Seicento. La robinia, utilizzata come specie ornamentale, è originaria delle coste del Nord Americano ha nel tempo sostituito il castagneto e il querceto autoctoni. La boscaglia di robinia comprende poche altre specie arboree e cespugli, come il sambuco e i rovi, come il suo sottobosco, impoverito dall'intenso sfruttamento di tali aree.

11 Scomparsi ancora nell'antichità i grandi animali, la fauna dei Colli Euganei è al giorno d'oggi costituita prevalentemente da piccoli mammiferi, rettili, anfibi ed uccelli. Recente è l'introduzione (illegale) dei cinghiali i quali ora proliferano e danneggiano le coltivazioni, ma che sono oggetto di un severo piano di controllo da parte del Parco dei Colli Euganei. Da notare la rara testuggine dei Colli Euganei, adattamento a questo ambiente della Emys orbicularis. Scomparsi ancora nell'antichità i grandi animali, la fauna dei Colli Euganei è al giorno d'oggi costituita prevalentemente da piccoli mammiferi, rettili, anfibi ed uccelli. Recente è l'introduzione (illegale) dei cinghiali i quali ora proliferano e danneggiano le coltivazioni, ma che sono oggetto di un severo piano di controllo da parte del Parco dei Colli Euganei. Da notare la rara testuggine dei Colli Euganei, adattamento a questo ambiente della Emys orbicularis.

12 LARTE E LA CULTURA Un itinerario tra musei, città murate e castelli attorno ai Colli Euganei.

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14 TEOLO 1. Museo di arte contemporanea Dino Formaggio 2. Abbazia Benedettina Di Praglia, centro mondiale restauro del libro antico.

15 1. Il museo è situato nel Palazzetto dei Vicari, sede amministrativa e militare della Serenissima Repubblica di Venezia. È stato intitolato a Dino Formaggio, filosofo e critico darte il quale ha donato molte opere di pittura e scultura che costituiscono il patrimonio del Museo. Lesposizione conta duecento opere di ottantasette artisti 1. Il museo è situato nel Palazzetto dei Vicari, sede amministrativa e militare della Serenissima Repubblica di Venezia. È stato intitolato a Dino Formaggio, filosofo e critico darte il quale ha donato molte opere di pittura e scultura che costituiscono il patrimonio del Museo. Lesposizione conta duecento opere di ottantasette artisti

16 2. L'Abbazia benedettina di Praglia, rappresenta uno dei capisaldi medievali dell'opera di colonizzazione agricola benedettina che nell'XI secolo ebbe importanza fondamentale nella ricostruzione e nella bonifica della campagna padovana, dopo il mezzo millennio di abbandono e devastazioni delle invasioni barbariche. 2. L'Abbazia benedettina di Praglia, rappresenta uno dei capisaldi medievali dell'opera di colonizzazione agricola benedettina che nell'XI secolo ebbe importanza fondamentale nella ricostruzione e nella bonifica della campagna padovana, dopo il mezzo millennio di abbandono e devastazioni delle invasioni barbariche. Attualmente sede di ricchissima e antichissima biblioteca e di un famosissimo centro per il restauro del libro. Presso la comunità funziona pure una foresteria che offre ospitalità a gruppi e a singoli, che desiderino avvicinarsi alla vita spirituale dell'ordine. Attualmente sede di ricchissima e antichissima biblioteca e di un famosissimo centro per il restauro del libro. Presso la comunità funziona pure una foresteria che offre ospitalità a gruppi e a singoli, che desiderino avvicinarsi alla vita spirituale dell'ordine.

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18 CINTO EUGANEO Museo geopaleontologico di Cava Bomba Museo geopaleontologico di Cava Bomba L'impianto di Cava Bomba era una fornace per la produzione di calce viva, rifornita dal pregiato calcare della cava sul monte Cinto a ridosso del grande tino di cottura. L'impianto di Cava Bomba era una fornace per la produzione di calce viva, rifornita dal pregiato calcare della cava sul monte Cinto a ridosso del grande tino di cottura. La fornace si chiama così per la presenza di una sorgente collocata nelle vicinanze del complesso, detta appunto 'bomba', la cui acqua veniva tirata su tramite una pompa. La fornace si chiama così per la presenza di una sorgente collocata nelle vicinanze del complesso, detta appunto 'bomba', la cui acqua veniva tirata su tramite una pompa.

19 Il museo è diviso in tre ambienti. Nel primo c'è una collezione di strumenti adoperati nella cava e nella fornace, nel secondo ambiente c'è una grande collezione di minerali provenienti da tutto il mondo e delle zone limitrofi ai Colli Euganei e nel terzo vi è un percorso divulgativo che spiega l'origine della terra e la genesi dei Colli Euganei. Il museo è diviso in tre ambienti. Nel primo c'è una collezione di strumenti adoperati nella cava e nella fornace, nel secondo ambiente c'è una grande collezione di minerali provenienti da tutto il mondo e delle zone limitrofi ai Colli Euganei e nel terzo vi è un percorso divulgativo che spiega l'origine della terra e la genesi dei Colli Euganei.

20 ESTE Este ebbe grande importanza sotto la nobile famiglia Da Carrara che fece costruire nel 1340 il bel castello cuore della cittadina. Le mura del castello sono intervallate da 12 torri e cingono un bel giardino pubblico Este ebbe grande importanza sotto la nobile famiglia Da Carrara che fece costruire nel 1340 il bel castello cuore della cittadina. Le mura del castello sono intervallate da 12 torri e cingono un bel giardino pubblico

21 ARQUA PETRARCA A godere delle bellezze dei Colli fu anche il grande Francesco Petrarca che trascorse ad Arquà la sua vecchiaia. La casa del Petrarca ospita pitture ispirate al Canzoniere, conserva ancora lo studio e la libreria del poeta. Sulla piazza si trova il sepolcro del Petrarca, in marmo rosso di Verona. A godere delle bellezze dei Colli fu anche il grande Francesco Petrarca che trascorse ad Arquà la sua vecchiaia. La casa del Petrarca ospita pitture ispirate al Canzoniere, conserva ancora lo studio e la libreria del poeta. Sulla piazza si trova il sepolcro del Petrarca, in marmo rosso di Verona.

22 BATTAGLIA TERME 1. Castello del Catajo 2. Museo fluviale 3. Villa Emo

23 1. La costruzione del Castello del Cataio viene realizzata, tra il 1570 e il 1573, dal condottiero della Repubblica di Venezia Pio Enea I degli Obizzi, su insediamenti precedenti. Pio Enea II ( ) procede a delle modifiche; realizza un teatro, poi trasformato in chiesetta neogotica, al posto delle scuderie e costruisce, la grotta con la Fontana dell'Elefante. 1. La costruzione del Castello del Cataio viene realizzata, tra il 1570 e il 1573, dal condottiero della Repubblica di Venezia Pio Enea I degli Obizzi, su insediamenti precedenti. Pio Enea II ( ) procede a delle modifiche; realizza un teatro, poi trasformato in chiesetta neogotica, al posto delle scuderie e costruisce, la grotta con la Fontana dell'Elefante. Si articola su oltre 350 stanze, alcune delle quali affrescate da Giovan Battista Zelotti, allievo del Veronese. E' circondato da un vastissimo parco di 26 ettari, non tutto aperto al pubblico, ed il giardino delle delizie antistante il castello, di impianto romantico esteso su 3 ettari, con una grande peschiera e numerose piante esotiche. Si articola su oltre 350 stanze, alcune delle quali affrescate da Giovan Battista Zelotti, allievo del Veronese. E' circondato da un vastissimo parco di 26 ettari, non tutto aperto al pubblico, ed il giardino delle delizie antistante il castello, di impianto romantico esteso su 3 ettari, con una grande peschiera e numerose piante esotiche.

24 Anche il Cataio ha il suo fantasma ovviamente generato da un episodio drammatico: Era la notte del 14 Novembre 1654 quando Lucrezia degli Obizzi (la famiglia Obizzi era proprietaria del maniero) fu uccisa con ferocia da uno spasimante respinto. La pietra macchiata del suo sangue è ancora lì, nel castello, e si dice che il suo spirito vaghi ancora tra le mura. Non pochi raccontano di aver visto una figura femminile, vestita di azzurro, affacciarsi dalle finestre dei piani più alti. Anche il Cataio ha il suo fantasma ovviamente generato da un episodio drammatico: Era la notte del 14 Novembre 1654 quando Lucrezia degli Obizzi (la famiglia Obizzi era proprietaria del maniero) fu uccisa con ferocia da uno spasimante respinto. La pietra macchiata del suo sangue è ancora lì, nel castello, e si dice che il suo spirito vaghi ancora tra le mura. Non pochi raccontano di aver visto una figura femminile, vestita di azzurro, affacciarsi dalle finestre dei piani più alti.

25 2. Tutto a Battaglia Terme è da sempre collegato ed in relazione con lacqua. È stata, per secoli, al centro di una fitta rete di traffici e commerci che lhanno resa un importante porto fluviale collegato a Venezia e alla sua laguna. Lacqua ha inoltre fornito lenergia necessaria per il funzionamento dei mulini, delle seghe, dei magli e dei folli della cartiera, i quali hanno reso Battaglia Terme un importante e dinamico centro artigianale. 2. Tutto a Battaglia Terme è da sempre collegato ed in relazione con lacqua. È stata, per secoli, al centro di una fitta rete di traffici e commerci che lhanno resa un importante porto fluviale collegato a Venezia e alla sua laguna. Lacqua ha inoltre fornito lenergia necessaria per il funzionamento dei mulini, delle seghe, dei magli e dei folli della cartiera, i quali hanno reso Battaglia Terme un importante e dinamico centro artigianale. Il Museo Civico della Navigazione Fluviale costituisce un unicum nel suo genere in quanto raccoglie al suo interno storie, materiali e ricordi di vita vissuta attraverso i quali si possono riscoprire tradizioni, pratiche e attività di un recente passato che non deve essere dimenticato. Il Museo Civico della Navigazione Fluviale costituisce un unicum nel suo genere in quanto raccoglie al suo interno storie, materiali e ricordi di vita vissuta attraverso i quali si possono riscoprire tradizioni, pratiche e attività di un recente passato che non deve essere dimenticato.

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27 3. La villa venne edificata nel 1588 su progetto di Vincenzo Scamozzi per la famiglia dei Contarini lungo il canale Bisatto. Lo stile richiama le più belle architetture del Palladio soprattutto nell'imponente colonnato del frontale e nel geometrico disegno dell'ampio giardino antistante. 3. La villa venne edificata nel 1588 su progetto di Vincenzo Scamozzi per la famiglia dei Contarini lungo il canale Bisatto. Lo stile richiama le più belle architetture del Palladio soprattutto nell'imponente colonnato del frontale e nel geometrico disegno dell'ampio giardino antistante.

28 BUTTERFLY ARC A MONTEGROTTO TERME La Casa delle Farfalle Butterfly Arc nasce da unidea dellentomologo naturalista Enzo Moretto negli anni settanta. Dopo una serie di esperienze e mostre temporanee, grazie allapporto fondamentale della naturalista Gabriella Tamino, nasce la prima Casa delle Farfalle Italiana che viene inaugurata nel 1988 a Montegrotto Terme in provincia di Padova. La Casa delle Farfalle Butterfly Arc nasce da unidea dellentomologo naturalista Enzo Moretto negli anni settanta. Dopo una serie di esperienze e mostre temporanee, grazie allapporto fondamentale della naturalista Gabriella Tamino, nasce la prima Casa delle Farfalle Italiana che viene inaugurata nel 1988 a Montegrotto Terme in provincia di Padova.

29 ABANO TERME 1. Santuario di Monteortone 2. Pinacoteca civica 3. Museo della Maschera Amleto E Donato Sartori

30 1. La fama di Monteortone trasse origine da un evento miracoloso. Il fatto avvenne nel 1428 quando il soldato Pietro Falco avrebbe trovato, per ispirazione divina, una immagine della Madonna nella pozza dacqua che si trovava ai piedi del colle (dove sorge lattuale Santuario). Bagnandosi in quella vasca egli fu anche guarito dalla sua infermità. La fama dellevento miracoloso si diffuse così rapidamente che in pochi anni si provvide alla costruzione di un oratorio e più tardi, nel 1435, di una chiesa su disegno di Pietro Lombardo. Di fianco alla chiesa sorse nella seconda metà del secolo un convento degli agostiniani 1. La fama di Monteortone trasse origine da un evento miracoloso. Il fatto avvenne nel 1428 quando il soldato Pietro Falco avrebbe trovato, per ispirazione divina, una immagine della Madonna nella pozza dacqua che si trovava ai piedi del colle (dove sorge lattuale Santuario). Bagnandosi in quella vasca egli fu anche guarito dalla sua infermità. La fama dellevento miracoloso si diffuse così rapidamente che in pochi anni si provvide alla costruzione di un oratorio e più tardi, nel 1435, di una chiesa su disegno di Pietro Lombardo. Di fianco alla chiesa sorse nella seconda metà del secolo un convento degli agostiniani

31 2. Ad Abano è possibile visitare la pinacoteca civica del Montirone la quale è utilizzata anche come mostra e costituisce insieme allattigua galleria darte Comunale unattrazione permanente. Presso la Villa Bassi-Rathgeb, oggi sede del Museo Civico, è possibile ammirare una ricca raccolta di pezzi dantiquariato, nonché di notevoli cicli di affreschi. 2. Ad Abano è possibile visitare la pinacoteca civica del Montirone la quale è utilizzata anche come mostra e costituisce insieme allattigua galleria darte Comunale unattrazione permanente. Presso la Villa Bassi-Rathgeb, oggi sede del Museo Civico, è possibile ammirare una ricca raccolta di pezzi dantiquariato, nonché di notevoli cicli di affreschi.

32 3. Museo unico al mondo che riunisce le prestigiose opere di Amleto Sartori e di suo figlio Donato, artisti di fama internazionale, autori di maschere per la Commedia dell'Arte e per il teatro in genere. E un centro museale integrato per promuovere e valorizzare cultura, arti, spettacolo. Vi è esposta parte della preziosa collezione di maschere teatrali frutto della produzione artistica di Amleto e Donato Sartori in 77 anni di attività. Ospita anche una straordinaria quantità di maschere, reperti originali geo- etno- antropologici e opere provenienti dalle più sintomatiche aree culturali del pianeta. 3. Museo unico al mondo che riunisce le prestigiose opere di Amleto Sartori e di suo figlio Donato, artisti di fama internazionale, autori di maschere per la Commedia dell'Arte e per il teatro in genere. E un centro museale integrato per promuovere e valorizzare cultura, arti, spettacolo. Vi è esposta parte della preziosa collezione di maschere teatrali frutto della produzione artistica di Amleto e Donato Sartori in 77 anni di attività. Ospita anche una straordinaria quantità di maschere, reperti originali geo- etno- antropologici e opere provenienti dalle più sintomatiche aree culturali del pianeta.

33 Grazie per la vostra pazienza e speriamo che visitiate i Colli Euganei!!!! Aira, Martina, Marta e Veronica.


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