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Il termine bizantino è quasi un artificio occidentale, diffuso dallo storico francese Du Cange nel Secolo XVII. Nei documenti ufficiali dellImpero Romano.

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3 Il termine bizantino è quasi un artificio occidentale, diffuso dallo storico francese Du Cange nel Secolo XVII. Nei documenti ufficiali dellImpero Romano dOriente il termine non appare quasi mai. Quelli che noi definiamo Bizantini chiamavano se stessi Romani, dichiarandosi discendenti diretti della Roma dei Cesari. La capitale imperiale era indicata col nome di Costantinopoli o Nea Rome, mai Bisanzio.

4 Da ben prima di Du Cange i Romani dOriente venivano chiamati in altri modi seppur non sistematicamente. Carlo Magno, per porsi come unico successore degli Imperatori romani, indicava i Romani dOriente col termine spregiativo di Greci allepoca sinonimo di corrotti.

5 LImperatore insediato a Costantinopoli aveva ogni diritto di definirsi romano. La motivazione è giurisprudenziale. Fino alla caduta definitiva nel 1453, se si esclude la parentesi latina del XIII secolo, nessun evento drammatico o tantomeno un cambio ufficiale di nome avevano sancito la fine della parte orientale dellImpero Romano.

6 Arabi prima ed Ottomani poi, nemici storici di Costantinopoli, chiamavano i Bizantini Rum Era lo stesso termine che usavano per indicare la Roma Classica Non è da escludersi un intento derisorio per la pochezza dello Stato romano a loro contemporaneo se confrontato con quello antico Era di enorme prestigio sconfiggere ripetutamente i leggendari Rum ed il loro antico Impero, le cui rovine erano in ogni dove.

7 Gli Ottomani eludono le difese marittime bizantine ed assaltano le mura. Jean Chartier, L'assedio di Costantinopoli, 1470 circa.

8 Per motivi tanto numerosi quanto diversi lImpero bizantino godrà di pessima fama in Europa Occidentale fino a tempi recentissimi. Le tradizioni culturali che in massima parte contribuiscono a crearne il mito negativo furono due. Cattolica Illuministica

9 Per realizzare il progetto egemonico di Roma sulle altre sedi vescovili, da ben prima dello Scisma del 1054, Costantinopoli, e di riflesso il suo potente vescovo, era considerata culla di ogni vizio Con lo Scisma la rivalità si mutò in vera inimicizia sanata solo sulla carta col Concilio di Basilea-Ferrara- Firenze nel terminato nel Il conflitto lo si combatteva anche sul campo culturale, influenzando il pensiero di generazioni e generazioni di intellettuali da ambo le parti

10 LIlluminismo non fu meno critico Il britannico Gibbon vide nellImpero Romano dOriente uno Stato con ben definite caratteristiche. Era in perenne arretramento territoriale. La religione insinuatasi nella burocrazia civile aveva corrotto sia uomini che meccanismi di governo. Aveva un monarca cesaro-papista che aveva ogni interesse a mantenere nellignoranza i sudditi.

11 Ogni critica fin qui riportata ha un certo fondamento storico. Le realtà politiche contemporanee a Bisanzio avevano però difetti ancora maggiori. Basti pensare che nel Medioevo e nellEtà Moderna anche le pur avanzatissime Francia e Inghilterra avevano Re- Sacerdoti. Qualcosa di simile resta ancor oggi con la Città del Vaticano.

12 Dopo il Concilio di Basilea-Ferrara-Firenze e soprattutto dopo la caduta di Costantinopoli, in Europa Occidentale affluì un gran numero di intellettuali Bizantini. Le conoscenze da loro portate arricchirono enormemente il patrimonio culturale europeo ponendo le basi per il Rinascimento, e permisero uno studio più scientifico della realtà Bizantina. Lodio per quel mondo non scomparve ma si fuse con una sorta di fascino perverso per una realtà nuova, contraddittoria e per questo ancora più bella.

13 A partire dal Sei-Settecento, sempre più gentiluomini europei si recavano a Costantinopoli, ormai Stambul, per curiosità culturali Limpressione comune a tutti, era che la città fosse oggettivamente splendida, al livello dei racconti sentiti o letti in Patria, ma la sporcizia era ovunque, alcune parti erano squallide e mal costruite e della popolazione romana non restava più nulla, essendo quella turca letnia dominante.

14 Patrick Leigh Fermor, lultimo grande intellettuale europeo che, sulla tradizione secolare dei viaggiatori- letterati del XVIII secolo, considerava il viaggio a Costantinopoli unesperienza mistica necessaria alla formazione spirituale dellindividuo. Il suo viaggio lo intraprese arrivando a Costantinopoli a piedi da Londra nel 1935.

15 La visione in gran parte distorta della società Romana dOriente provò a spiegarla lo storico letterario Said negli anni Settanta del Novecento, rielaborando il concetto di orientalismo.

16 Come punto di partenza poneva il fatto che limmagine stereotipata degli Europei occidentali hanno degli Orientali, e quindi anche di Bisanzio, è dovuto dal rapporto di dominanza coloniale che lOccidente ha con lOriente Con tale presupposto, limmagine che gli Occidentali avranno dellOriente sarà sempre quella di un mondo pittoresco ma inferiore da educare a valori europei.

17 A questo punto è lecito porsi la domanda se esista davvero l?oriente o sia uninvenzione culturale euro- americana. La risposta è che esiste, perché ha una storia di pensiero e di cultura ben definita data dai suoi abitanti. Per lo stesso motivo esiste anche lOccidente. I due mondi si rispecchiano sia nelle glorie che nelle miserie, senza rendersi conto del fenomeno.

18 LOrientalismo, in particolare, è il modo occidentale di guardare lOriente. E dato dallesteriorità, per gli orientalisti non esiste lOriente se non come conferma di quello che dicono e pensano. Esso è per loro un luogo inferiore, incapace di rappresentarsi, compito per il quale sono necessari gli Occidentali. Con tale visione, lOccidente non potrà mai conoscere lOriente.

19 Lanalisi di Said sulle incomprensioni sulle famiglie di popoli diverse è di fondo giusta, la pretesa occidentale di superiorità sul resto del mondo ha strascichi ancor oggi. Eppure come gli Occidentali a volte tendevano a ridurre tutto in un noi-buoni, voi-selvaggi, anche Said sembra fare lo stesso errore ma a parti invertite.

20 La Russia ha legami storici antichissimi con Bisanzio. La Moscovia, embrione della futura Russia, era un alleato storico dellImpero Bizantino, anche se non potè far nulla per salvarlo dalla caduta se non definire Mosca la Terza Roma e raccoglierne leredità ideale. Leredità bizantina oggi si manifesta nelluso dellalfabeto cirillico, derivato da quello greco di Bisanzio, e nella religione ortodossa, tornata ad affermarsi dopo lateismo di Stato sovietico.

21 La Federazione Russia attuale. Pur avendo perso, dopo la caduta dellUnione Sovietica, 5,5 milioni di chilometri quadrati di territori, più dellUnione Europea, rimane il più grande stato al mondo, con una estensione di 17 milioni di chilometri quadrati.

22 Stemma ufficiale della Federazione Russa. Laquila doro, il campo rosso, i simboli religiosi presenti nelle corone e nello scudo pettorale sono tutti da ricollegarsi allinfluenza bizantina.

23 Malgrado lenorme credito culturale che lImpero Romano dOriente ha con lEuropa, non gli si presta ancora particolare attenzione. Nellambito UE si cercano radici comuni continentali in ambiti quali la classicità greco-romana, il cristianesimo, lebraismo o lilluminismo. Non è sbagliato farlo ma è strano che il Parlamento Europeo non abbia preso neppure in considerazione lImpero di Costantinopoli. In questa situazione troviamo la forte eccezione della Grecia, Paese che pur tra molte difficoltà è a pieno diritto parte delle due più grandi strutture sovranazionali del mondo: UE e NATO.

24 La Grecia nella sua conformazione politica attuale.

25 Oltre che nei costumi culturali e religiosi, le analogie tra Stato greco contemporaneo e Bisanzio sono fortissime anche nella gestione della politica estera. Come Bisanzio nellXI-XII secolo, anche la Grecia non ha la pretesa ridicola di porsi come Grande Potenza, ma come forza di riferimento balcanica si. Durante lOttocento e parte del Novecento le guerre contro Turchia e Bulgaria in primis hanno permesso alla Grecia di estendere notevolmente il suo territorio, dotarsi di Forze Armate ben organizzate e di mantenere intatta la sovranità nazionale, pur essendo stata impegnata in una guerra fredda contro la Turchia fino ai primi anni Duemila.

26 Un aereo dattacco al suolo A- 7 Corsair in forza alla Elleniki Polemiki Aeroporia, lattuale aviazione greca. Malgrado siano oggi superati, tali apparecchi hanno costituito e continuano a costituire la spina dorsale non solo dellaeronautica ma di tutte le Forze greche, in quanto unico mezzo con il quale la Grecia possa colpire in massa e con precisione postazioni nemiche di qualsiasi genere.

27 Il patriottismo greco ha forti basi, quindi, nelleredità bizantina, che loro chiamano romana, riscontrabili anche nella diplomazia, oltre che negli scontri militari aperti. La Grecia non riconosce, ad esempio, la Macedonia, chiamata Stato di Skopije, ed avanza richieste su tale Paese che vanno dalla pretesa di cambio formale di nome, alla richiesta di annessione


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