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L’ESPERIENZA DELLA RETE NATURA E TERRITORIO DI LEGAMBIENTE

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Presentazione sul tema: "L’ESPERIENZA DELLA RETE NATURA E TERRITORIO DI LEGAMBIENTE"— Transcript della presentazione:

1 L’ESPERIENZA DELLA RETE NATURA E TERRITORIO DI LEGAMBIENTE
Ufficio Aree Protette e Biodiversità Legambiente Onlus Stefano Raimondi 1

2 L’ITALIA DELLA BIODIVERSITÀ
Il nostro Paese custodisce la gran parte della biodiversità presente nel continente europeo: ► circa 1/3 delle specie animali europee ► circa il 50% delle specie floristiche europee, delle quali il 13,5% sono specie endemiche e con una notevole diversità di ambienti e paesaggi. Questo primato è reso possibile dal lavoro svolto in questi anni dai Parchi, insostituibili custodi del patrimonio nazionale di biodiversità. Le aree protette garanzia per questo grande patrimonio naturalistico: ► dal 1990 sono cresciute dal 3% a oltre il 10% (media europea 5%) 2 2

3 BIOGEOGRAFIA E RICCHEZZA DI SPECIE
La ricchezza italiana è dovuta a: Diversità di ambienti: in uno spazio ristretto è presente una grande complessità di tipologie litologiche, topografiche e climatiche, che permette al nostro paese di presentare tre diverse bioregioni (Alpina, Continentale e Mediterranea) Posizione geografica: ponte tra Europa continentale ed Africa settentrionale. Centrale nel Mediterraneo, posizione che ha facilitato e continua a facilitare fenomeni di colonizzazione Storia paleogeografica e paleoclimatica: a partire dall’Oligocene (34 milioni di anni fa) l’Italia è stata coinvolta in fenomeni molto complessi che hanno inciso profondamente sulla composizione e distribuzione della fauna

4 PERDITA DI BIODIVERSITÀ
La diversità dei viventi e la loro distribuzione sul territorio tendono continuamente a variare, per effetto dei naturali processi evolutivi, per gli effetti dei cambiamenti climatici a lungo e breve termine e per le conseguenze dell’azione umana. L’impatto dell’uomo avviene a diverse scale temporali e spaziali, dove avvengono cambiamenti ambientali catastrofici, il maggiore impatto sulla biodiversità avviene istantaneamente, l’impatto a lungo termine che modifica un habitat può avvenire su una scala temporale molto ampia, minacciando di estinzione molte specie. Sono 5 i fattori principali che causano la perdita di biodiversità: cambiamenti dell’uso del suolo e perdita di habitat; cambiamenti climatici; fonti inquinanti (cambiamenti nella concentrazione di CO2, deposizioni azotate, piogge acide ecc.); sovra sfruttamento e uso non sostenibile delle risorse naturali; introduzioni di specie aliene. 4 4

5 I grandi sistemi ambientali e territoriali
Le strategie internazionali di conservazione della natura indicano come le aree protette debbano essere individuate e gestite non solo sulla base dei processi ecologici operanti a scala locale, ma in accordo con gli obiettivi di conservazione e di sviluppo a livello di grandi sistemi ambientali e territoriali. Nel nostro Paese questi sistemi sono: Le Alpi: con 4 parchi nazionali e 32 regionali per ha in Italia; (3 PN, 6 PR, 1 RN in Francia; 1 PN 1 RN in Germania, 4 PN 1 RN in Austria; 1 PN in Svizzera; 1 PN in Slovenia) La Pianura Padana e il Bacino del Po: con 14 parchi regionali e 46 riserve naturali per ha; L’Appennino: con 11 parchi nazionali, 42 parchi regionali, 61 riserve statali, 52 riserve regionali e 12 altre aree protette per ha; Le Coste: con 3 parchi nazionali e 10 regionali, 55 riserve naturali e marine per ha; Le grandi Isole (Sicilia e Sardegna): con 2 parchi nazionali e 3 regionali, 8 riserve marine, 13 riserve regionali 7 zone umide e 18 monumenti naturali per ha. 5 5

6 Le opportunità delle aree protette
Sono una importante occasione di business e nuova occupazionale: 4.000 addetti occupati negli enti di gestione, di cui il 70% concentrato nelle aree protette del centro-sud; 2.000 occupati con contratti per la manutenzione del territorio; oltre organizzazioni (cooperative e associazioni) sono impegnate in attività di gestione di servizi e strutture, occupando quasi lavoratori (soprattutto giovani tra i 20 ed i 35 anni); 500 progetti di ricerca e di studio hanno coinvolto oltre ricercatori universitari. 80 milioni di persone sono interessate al turismo ambientale con un incremento dell’8% annuo, tre volte superiore al turismo classico, ed un giro di affari di 1,5 miliardi di Euro. Sono oltre 100 mila le abitazioni disponibili all’affitto; Con l’Atlante dei prodotti tipici dei parchi italiani, in 19 PN e 60 PR sono stati censiti 475 tesori del gusto custoditi da produttori; 500 milioni di Euro sono stati gli investimenti complessivi che hanno determinato un indotto di occupati nel turismo, agricoltura, allevamento, artigianato, commercio e servizi. 6 6

7 I’Ecoturismo L’ ecoturismo è quella forma di turismo sostenibile, soprattutto nelle aree protette che rispetta l’ambiente e le popolazioni locali, valorizzandone le risorse naturali e storico-culturali. E’ un turismo di qualità con potenziali di crescita che raggiungono il 20% l'anno. La domanda di ecoturismo riguarda: per il 31% gli agriturismi; per il 16% il turismo sportivo; per il 15% i parchi naturali; per l'11% salute, benessere, avventura, archeologia; per il 5% il trekking. E’ organizzato da piccole imprese locali che organizzano e offrono circuiti ecoturistici per piccoli gruppi. La combinazione che rende più attrattivo l’ecotusrismo, sta anche nella combinazione tra natura e cultura, intrecciata con un’agricoltura tradizionale e di qualità e produttrice di tipicità e di ricchezze enogastronomiche rilevanti. L’ecoturista è giovane, con età compresa tra i 25 ed i 34 anni (55%), lavora nel terziario, ha un buon livello di istruzione (48% diploma, 45% laurea) e preferisce organizzare in maniera indipendente le proprie vacanze(62%). E’ disposto a spendere per ottenere qualità, e va in vacanza non solo per riposarsi, ma anche per scoprire realtà locali. 7 7

8 Il patrimonio agroalimentare
Uno dei caratteri distintivi dell’identità italiana è il grande patrimonio agroalimentare tradizionale e tipico, frutto di una elaborazione ed una sedimentazione storico-culturale millenaria. Sono 103 le DOP e 48 IGP (il 21% del totale in Europa), 2 STG, 301 le DOC e 21 DOCG, le specialità della tradizione agroalimentare regionale italiana. Numeri che fanno dell’Italia il leader in Europa per produzioni tipiche e prodotti a marchio, ma il nostro è anche il primo Paese per le produzioni biologiche con ettari, pari al 7% della superficie agricola coltivata. Tutto il territorio nazionale è ancor oggi caratterizzato da paesaggi agrari di origine molto antica, ben riconoscibili nelle loro forme e configurazioni, testimonianza diretta della ricchezza e varietà del patrimonio di produzioni agroalimentari italiane. 8 8

9 IL CONTRIBUTO DELL’ASSOCIAZIONE
► Organizza campagne ed eventi per la salvaguardia della biodiversità, la conservazione della natura, lo sviluppo sostenibile etc. ► Incoraggia progetti di sviluppo e tutela nelle Aree Protette ► Partecipa ai programmi nazionali per lo sviluppo rurale, la pesca, le aree sottosviluppate ► Progetta ed organizza campagne di comunicazione ed eventi ► Gestisce la rete Natura e Territorio ► Lavora ai Piani di Tutela del DPN del Ministero dell’Ambiente della Tutela del Territorio e del Mare ► Facilita nei processi di partecipazione di istituzione del Sistema delle Aree Protette 9 9

10 Dossier Biodiversità a Rischio
Nel Dossier “biodiversità a rischio”, Legambiente raccoglie numeri, cause, scenari e prospettive per illustrare la gravità della situazione e spronare cittadini e istituzioni ad agire subito per mettere un freno al declino delle specie viventi. Un modo per sensibilizzare l’opinione pubblica sul ruolo fondamentale che svolge la biodiversità nell’assicurare la vita sulla Terra e per diffondere e valorizzare ciò che di buono è stato fatto per la conservazione della natura e la salvaguardia delle specie. Malgrado gli obiettivi del Countdown 2010 non siano stati raggiunti, negli ultimi anni sono state infatti intraprese molte azioni a favore della biodiversità e anche Legambiente ha fatto la sua parte. L’impegno dell’associazione si traduce infatti in progetti, campagne e iniziative specifiche per la conservazione della natura, che hanno contribuito a salvare dall’estinzione molte specie, dall’orso bruno marsicano al lupo, dalle tartarughe marine alla lontra, dal grifone al cervo, dalla zelkova sicula alle farfalle. Il Dossier Biodiversità viene pubblicato ogni anno in occasione del giornata mondiale della biodiversità (22 maggio) ed è scaricabile dal sito

11 La rete Natura e Territorio
NATURA E TERRITORIO è il sistema di LEGAMBIENTE per la conservazione, la fruizione e la valorizzazione della natura in Italia. NATURA E TERRITORIO è un progetto attraverso il quale Legambiente promuove e mette in rete tra loro le numerose esperienze di adozione del territorio da parte dei volontari e dei circoli locali. Con NATURA E TERRITORIO Legambiente gestisce, direttamente o in collaborazione con gli enti locali, 46 aree costituite da oasi e riserve, aree protette di interesse locale e aree faunistiche, aree floristiche e rifugi, aree geologiche e aree archeologiche. Gran parte delle aree di NATURA E TERRITORIO è iscritta nell’elenco ufficiale delle aree protette, in quanto ambienti di significativo valore naturalistico, sottoposti ad una scrupolosa e rigorosa tutela che assicura la loro più piena e corretta fruizione da parte dei cittadini. NATURA E TERRITORIO è una esperienza finalizzata alla sperimentazione di modelli di sviluppo sostenibile, di valorizzazione delle risorse naturali, di sensibilizzazione e di educazione, di riscoperta di sapori, saperi e culture locali.

12 Alcuni esempi: Oasi dunale di torre di mare
Ente Gestore: Legambiente Sede: Capaccio Paestum Provincia: Salerno Superficie: 16 ettari Istituzione: 1993 L’Oasi dunale di Torre di Mare è situata nel tratto di costa di fronte l’antica città di Paestum e occupa una superficie di circa 16 ettari (di cui 11 ettari di pineta e 5 ettari di spiaggia). L’iniziativa di tutela dell’area ha preso avvio dalla comprensione dell’importanza dell’ecosistema dunale e dall’osservazione dei molteplici motivi di degrado che ne compromettono lo stato di salute. L’opera di sensibilizzazione condotta negli anni dal circolo di Legambiente Capaccio – Paestum è stata recepita dall’Amministrazione Comunale che si è fatta parte attiva costituendo un Comitato di valorizzazione e di ricerca.

13 Alcuni esempi: Centro per la conservazione e divulgazione della biodiversità I Frignoli
Ente Gestore: Comunità montana della Lunigiana collaborazione con Legambiente Sede: Comune di Fivizzano (MS) Info: All’ingresso del versante lunigianese del Parco Nazionale dell’Appennino tosco-emiliano, Il Centro dei Frignoli rappresenta uno scrigno di diversità naturalistiche e culturali da scoprire: l’Orto botanico, l’Arboreto, il Sentiero delle Cinque foreste, l’impianto ittiogenico per l’allevamento della trota appenninica. Nato come vivaio forestale nel 1932 il centro, grazie all’impegno della Comunità Montana della Lunigiana e la collaborazione di Legambiente, offre oggi molte chiavi di lettura dell’ambiente e della natura; si può ammirare la flora dell’Appennino tosco-emiliano e delle Alpi Apuane. Nell’Orto sono presenti anche due collezioni uniche in Italia, quella dei salici e quella delle peonie, che raccoglie specie provenienti da tutto il mondo.

14 Alcuni esempi: Oasi naturalistica del lago di Ariamacina
Ente Gestore: Legambiente Sede: Spezzano Piccolo e Serrapedace (CS) Superficie: 7,2 ettari L’Oasi del Lago di Ariamacina, è inclusa nel Parco nazionale della Sila e si trova in una delle zone più belle del paesaggio silano a metà strada tra Camigliatello Silano e San Giovanni in Fiore. Il lago di Ariamacina, posto a m slm ha una capienza di 4 milioni di mc, è un invaso artificiale costruito per scopi idroelettrici tra il 1953 e il 1955 per raccogliere i deflussi dell’alto corso del fiume Neto ed addurli attraverso un condotto-galleria nel Lago Cecita a servizio degli impianti idroelettrici Enel del Mucone. La palude del lago di Ariamacina di 89 ettari è stata individuata quale Sito di interesse comunitario (pSIC). E’ un’area importante per la tutela dei migratori, che periodicamente passano o stazionano nella palude, ed è stata classificata come Important birds area (IBA). Con la misura 1.10 b del POR Calabria è stato finanziato un progetto, in corso di realizzazione, che prevede anche la realizzazione di sentieri e capanni per il birdwatching accessibili ai disabili.

15 TARTA LIFE LIFE CARETTA CALABRIA

16 LIFE 08 NAT/IT/ WOLFNET Development of coordinated protection measures for Wolf in Apennines I PARTNERS - Ente Parco Nazionale della Majella - Parco Nazionale del Pollino - Parco Nazionale delle Foreste Casentinesi, Monte Falterona, Campigna - Provincia dell'Aquila - Istituto Zooprofilattico delle Regioni Lazio e Toscana -Legambiente COFINANZIATORI: Comunità di Esino Frasassi - Parco Nazionale dei Monti Sibillini - Provincia di Salerno - Provincia di Genova - Parco regionale della Maremma - Parco Naturale Regionale Sirente Velino - Parco Naturale dei Monti Lucretili - Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano Obiettivo principale del progetto: sviluppare ed applicare, in modo coordinato, modelli ideali di tutela e gestione del lupo nel contesto delle montagne appenniniche attraverso: 1. riduzione del conflitto lupo-zootecnia; 2. contrasto del fenomeno delle mortalità illegali; 3. riduzione dei rischi sanitari; 4. minimizzazione dell’impatto delle attività antropiche Obiettivo specifico: esportare un modello gestionale, sostenibile sul lungo termine e rimodulato sulle caratteristiche locali ecologiche e socio-economiche, all’interno di altre aree protette e/o territori non protetti della rete Appennino Parco d’Euro

17 LIFE09NAT/IT/ COORNATA Development of coordinated protection measures for Apennine Chamois” PARTNERS: Ente Parco Nazionale della Majella Beneficiario coordinatore); Parco Nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga; Parco Nazionale dei Monti Sibillini, Parco Regionale Sirente Velino, Legambiente. SUPPORTO ISTITUZIONALE: Regione Abruzzo, Regione Lazio, Regione Marche, Regione Molise, Regione Umbria. Obiettivo: il progetto prevede lo sviluppo di una serie di attività finalizzate a migliorare la qualità della gestione della specie, fin qui sviluppata dai Parchi. Mira inoltre a comprendere le cause e contrastare le criticità presenti nella popolazione madre ed incrementare la presenza della specie nei siti individuati dall’Action Plan del Ministero dell’Ambiente. Per la prima volta le attività saranno sviluppate in maniera congiunta e condotte in forma coordinata da tutti i parchi dell’Appennino centrale interessati dalla presenza, anche potenziale, del Camoscio appenninico, una specie presente, in Italia, esclusivamente all’interno dei parchi.

18 IL FUTURO PER LA BIODIVERSITÀ
Una efficace strategia per la conservazione della diversità biologica deve identificare le priorità chiave che tengano conto, non solo del valore intrinseco della biodiversità, ma anche dei tanti servizi eco sistemici che questa offre e che dovranno essere pienamente riconosciuti in tutte le strategie di sviluppo economico. ►Mettere in luce la reale importanza della biodiversità comunicando il messaggio in modo più incisivo; ► Ottenere informazioni più precise sul tema e sugli interventi da attuare; ► Creare una rete di zone protette perfettamente funzionante, completando la Rete Natura 200 e migliorandone la connettività; ► Proteggere la biodiversità al di fuori delle zone protette e favorire il ripristino delle aree degradate; ► Ridurre l’impatto dei cambiamenti climatici sulla biodiversità; ► Tutelare la biodiversità mondiale, promuovendo una migliore governance internazionale; ► Integrare la tutela della biodiversità con le altre politiche (pesca, agricoltura, trasporti etc.) ► Predisporre risorse finanziarie adeguate per la protezione della biodiversità. 18 18

19 Grazie dell’Attenzione!
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