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Progetto Interreg 4986 Sostenibilità ambientale per luso della risorsa idrica: metodi innovativi di gestione delle reti degli acquedotti e di protezione.

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Presentazione sul tema: "Progetto Interreg 4986 Sostenibilità ambientale per luso della risorsa idrica: metodi innovativi di gestione delle reti degli acquedotti e di protezione."— Transcript della presentazione:

1 Progetto Interreg 4986 Sostenibilità ambientale per luso della risorsa idrica: metodi innovativi di gestione delle reti degli acquedotti e di protezione degli acquiferi Udine, METODOLOGIE PER IL CONTENIMENTO DELLE PERDITE NELLE RETI MONTANE DI ACQUEDOTTO FUNZIONANTI A GRAVITÀ CARNIACQUE S.p.A. via Aita, 2/h Tolmezzo (UD) tel fax

2 INTRODUZIONE – CARNIACQUE sezione 0 pag 2 Rete adduzione500km Rete distribuzione770km Captazioni da presa308 Pozzi10 Manufatti500 Sollevamenti20 Comuni37 Popolazione (2011)55600 Località abitate240 Utenze34142 Utenze a forfait16380

3 INTRODUZIONE – PERDITE sezione 0 pag 3 min notturno: 21 l/s variazione: 5 l/s min notturno: 3 l/s variazione: 2 l/s ingresso: 31 l/s ComuneRete Periodo di misura Q ingresso Q min Q max l/s Tolmezzo Capoluogo settembre 2012 variabile62100 Pontebba Capoluogo marzo luglio Paluzza Capoluogo settembre 2010 /1520 Tarvisio Capoluogo dicembre ,5- Arta Terme Capoluogomarzo 2012 variabile56,8 Sutrio Zona artigianale marzo 2012 variabile35,1 Paluzza Englaroluglio ,52,54,5 Tolmezzo Fusealuglio ,54,3 Sauris Sauris di Sottoluglio 2012 /14,5 Resiutta Capoluogo settembre ,514 Socchieve Priusogiugno 2011 /22,8 Amaro Capoluogo settembre 2010 variabile5,512 settembre 2012 /815 Ovaro Muinamarzo 2011 galleggiante 0,31,3 Difficoltà di quantificare lentità complessiva delle perdite: 1.assenza di sistemi di misura e di telecontrollo installati solo in tempi recenti in testa ad alcune reti problematiche a servizio di centri abitati importanti 2.utenze a forfait impossibilità di calcolare la differenza tra i volumi fatturati e quelli immessi nella rete 3.campagne di misura saltuarie realizzate su reti particolari o durante emergenze idriche

4 INTRODUZIONE – PERDITE sezione 0 pag 4 Per le reti a gravità le perdite sono generalmente ininfluenti dal punto di vista energetico ma hanno unelevata importanza gestionale: 1.variabilità stagionale delle portate dalle prese fluttuazioni di consumo per turismo insorgere di nuove perdite svuotamento dei serbatoi interruzione del servizio cali della pressione di esercizio funzionamento a canaletta 2.elevate pressioni di esercizio forte propensione al guasto campagne di ricerca e riparazione a tappeto con benefici per pochi mesi 3.necessità di reperire ulteriori portate in ingresso captazioni superficiali di emergenza ordinanze precauzionali di non potabilità sollevamenti di emergenza costi energia elettrica evitabili ingenti investimenti per nuove captazioni

5 ESPERIENZE – METODI TRADIZIONALI sezione 1 pag 5 primi anni di gestione: osservazione dellintera rete con metodi acustici tradizionali 1.preascolto della presenza di rumori in punti accessibili della rete (idranti, pozzetti, ecc.) 2.individuazione puntuale della perdita mediante luso di correlatori e geofoni velocità di esecuzione si riescono a coprire reti molto estese in tempi contenuti semplicità operativa possibile conoscenza approssimata della rete perdite ingenti spesso poco rumorose (non rintracciate) numerosi falsi positivi (valvole parzializzate, derivazioni, curve) bassa trasmissività acustica delle resine (PE, PVC) mascheramento dei rumori dellacquedotto per la presenza di deflussi continui in fognatura; esperienza e professionalità delloperatore vincolanti per ottenere buoni risultati nessuna informazione sullentità della perdita problematico nel caso di molte perdite rintracciate (quali perdite riparare?)

6 ESPERIENZE – RIDUZIONE DELLA PRESSIONE sezione 1 pag 6 installazione di valvole automatiche di riduzione della pressione soluzione immediata basso costo specifico nei territori montani spesso serie limitazioni: 1.elevata frammentazione, estensione e ramificazione delle reti necessario installare molte valvole spese importanti se confrontate con le poche utenze da servire elevati oneri manutentivi 2.dislivelli notevoli installazione delle valvole in cascata pendolazione fenomeni di colpo d'ariete 3.elevata variabilità delle quote delle singole abitazioni minimo altimetrico nelle zone centrali dell'abitato serbatoio e estremi al lato opposto alla stessa altitudine

7 CHIUSURA PER PORZIONI DI RETE - PRINCIPIO sezione 2 pag 7 caratterizzazione del grado di perdita dei singoli tratti della rete misuratore di portata in testa alla rete chiusura delle porzioni di rete misura della variazione di portata ore notturne assenza di consumo misura delle sole perdite

8 CHIUSURA PER PORZIONI DI RETE - FASI sezione 2 pag 8 1.controlli preliminari possibilità di installare i misuratori di portata in testa impianto o in punti notevoli della rete aderenza alla realtà delle planimetrie riportanti lo schema della rete accessibilità ai pozzetti (asfaltature) e funzionalità degli organi di manovra 2.valutazione del grado di perdita della rete installazione del misuratore di portata in testa alla rete registrazione del flusso minimo notturno ( almeno due notti consecutive con una frequenza non inferiore ai cinque minuti) 3.valutazione dellentità delle perdite nei tratti mediante chiusura sequenziale delle zone di rete e contemporanea registrazione delle portate partendo dai rami terminali vincolando la rete a maglie chiuse a diventare una rete a maglie aperte (manovre) attenzione ai tempi di stabilizzazione della misura (3 letture) 4.individuazione dellubicazione delle perdite mediante metodi tradizionali stesse problematiche definite in precedenza, limitate però ad una porzione della rete obiettivo di rintracciare almeno una perdita per ogni tratto guasto 5.dopo la riparazione dei guasti, controllo delleliminazione delle perdite mediante registrazione delle portate notturne passanti in testa alla rete e confronto con la situazione iniziale importanza di lasciare installato il misuratore di portata

9 ESEMPIO DISTRIBUZIONE – ACQUEDOTTO TARVISIO sezione 3 pag 9 abitanti: 2800, forti fluttuazioni turistiche estensione della rete: 9km portata normalmente addotta: 30l/s portata addotta nov. 2011: 22l/s minimo notturno nov. 2011: 19,4l/s campagna di ricerca: durata: 4h (dalle 23:00 del 30/11 alle 3:00 dell'1/12) operatori: 3 (uno in serbatoio e due lungo la rete) complicazioni: - freddo intenso (difficoltà di apertura dei chiusini) - scarsa tenuta idraulica di alcune saracinesche elevata lunghezza dei tratti (media 320m, punta 1200m) molti tratti non presentano perdite circa 3,6km, quasi il 40% del totale generale indipendenza dalla pressione di esercizio verifica tenuta valvole e comportamento idraulico errore del 20% tra portata notturna e portate misurate durante le chiusure (consumi, Δp, errori misura, tenuta idraulica) perdite distribuite

10 ESEMPIO ADDUZIONE – ACQUEDOTTO VAL BUT sezione 3 pag 10 rete ramificata (19 serbatoi, 3 distribuzioni dirette) funzionamento idraulico complesso perdite >50% (sia adduzione che reti servite) recapito a Tolmezzo (sollevamenti) costruzione: anni 60 estensione: 35km portata captata: 100l/s

11 ESEMPIO ADDUZIONE – ACQUEDOTTO VAL BUT sezione 3 pag 11 nel 2012 (con Università di Udine) modello idraulico EPANET tarato con misure di portata e pressione valutazione delle differenze tra modello e valori misurati identificazione dei tratti con perdita chiusura sequenziale delle diramazioni con valvole ingresso serbatoi chiuse verifica delle perdite nelle diramazioni misure di portata in cascata tratto di 3km (<10% del totale)

12 CHIUSURA PER PORZIONI DI RETE – CONCLUSIONI pag 12 metodologia che permette di: 1.limitare gli sforzi gestionali (ricerca e riparazioni solo su porzioni di rete) nonostante le possibili fonti di errore ed i disagi allutenza 2.ottenere benefici indiretti caratterizzazione e verifica del funzionamento idraulico delle reti verifica di funzionalità e consistenza degli organi di manovra messa in quota di chiusini sepolti dalle asfaltature campagne ad oggi effettuate unicamente - per prevenire possibili disagi in reti considerate problematiche - in situazioni di emergenza impianti di telecontrollo condizione della rete costantemente monitorata (pianificazione delle campagne) discrimine immediato tra problematiche lato adduzione o distribuzione dellimpianto possibile installazione dei misuratori portatili su punti notevoli della rete limitazione dei disagi dovuti alle manovre di chiusura (intorbidimenti, nuovi guasti) possibile effettuazione di bilanci idrici stagionali quantificazione dei volumi persi per uno scorretto uso dellacqua caratterizzazione a lungo termine dello stato di consistenza della rete migliore pianificazione ed allocazione degli investimenti GRAZIE PER LATTENZIONE


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